Interviste Archivi - Agenzia Stampa https://agenziastampa.net/category/interviste/ Slot Thailand Mon, 02 May 2022 14:28:10 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.4.8 https://agenziastampa.net/wp-content/uploads/2023/06/favicon-150x150.png Interviste Archivi - Agenzia Stampa https://agenziastampa.net/category/interviste/ 32 32 Gabriele Mancuso ci racconta il suo nuovo singolo “Sospesi” https://agenziastampa.net/2022/05/02/gabriele-mancuso-ci-racconta-il-suo-nuovo-singolo-sospesi/ Mon, 02 May 2022 14:28:10 +0000 https://agenziastampa.net/?p=35770

Dall’8 aprile 2022 sarà disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica

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Dall’8 aprile 2022 sarà disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica “Sospesi”, il nuovo singolo di Gabriele Mancuso. Sospesi” racconta di come può essere difficile distinguere l’alba e il tramonto in determinati momenti della vita e di come spesso e volentieri soffriamo e sanguiniamo sottopelle per evitare che gli altri vedano le nostre sofferenze più intime e profonde. E’ un brano che rappresenta la seconda parte de “Il tempo che stiamo perdendo”, il singolo precedente di Gabriele Mancuso. Non è una canzone vera e propria, ma una poesia messa in musica durante il difficile periodo del lockdown. Giorni difficili, senza tempo e senza prospettiva.

Ecco cosa ci ha raccontato!

– Senti la mancanza di un’etichetta discografica? 
Più che altro sento la mancanza di un booking che mi supporti nella ricerca dei posti adatti ad ospitare la mia musica inedita. Fare cover in giro è abbastanza semplice, invece portare in giro con costanza la propria musica non è affatto semplice.
– Che ne è stato dei Kimera? 
Beh ci siamo sciolti nel 2014… tanti bei ricordi… siamo ancora molto amici.
– E come si unisce la tua professione di insegnante con quello di cantautore? 
E’ un binomio che caratterizza quotidianamente la mia esistenza. Riesco a vivere di musica e questo in Italia credo sia già un risultato abbastanza importante!!!
– Quali sono i tuoi piani per il resto del 2022? 
Vorrei far uscire ancora un paio di singoli, e poi a fine anno fare un grande concerto a teatro con un’orchestra a supportarmi. Il desiderio è quello di registrare il live per poi farci un disco dal vivo con appunto l’orchestra! Pretenzioso??? assolutamnte si…ma si vive una volta sola.
– I tuoi brani sono collegati tematicamente?
Spesso si…perchè nelle mie canzoni parlo della mia vita e delle mie esperienze personali. Non mi piace scrivere di cose che non ho provato sulla mia pelle.

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Intervista a Giulia Pratelli – è uscito il nuovo disco “Nel mio stomaco” https://agenziastampa.net/2022/01/14/intervista-a-giulia-pratelli-e-uscito-il-nuovo-disco-nel-mio-stomaco/ Fri, 14 Jan 2022 13:50:46 +0000 https://agenziastampa.net/?p=31201

Dall’11 gennaio 2022 è disponibile su tutte le piattaforme di streaming “NEL MIO STOMACO” (Blackcandy Produzioni), nuovo album di GIULIA PRATELLI. Il disco sarà disponibile prossimamente anche in formato fisico.

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Com’è iniziato il tuo percorso musicale?

Da una grande passione per la musica, che nel tempo ho approfondito e provato a rendere qualcosa di concreto.

C’è stato un momento preciso nella tua vita in cui hai capito che avresti dovuto fare musica?

Quando ho iniziato a scrivere le mie canzoni ho capito che si trattava di qualcosa di molto importante che volevo approfondire e che ha preso sempre più spazio nella mia vita.

Cosa vuoi trasmettere con questo nuovo disco?

Più che trasmettere qualcosa vorrei condividere il mio punto di vista e prendere per mano gli ascoltatori per fare insieme un viaggio, o all’esterno, attraversando ciò che ci circonda, o all’interno, verso la parte più profonda di noi stessi.

Che programmi hai per i prossimi mesi?

Spero di poter tornare a suonare davvero, quanto prima, e di portare in giro queste nuove canzoni e lo spettacolo “Come è profondo il mare – Omaggio a Lucio Dalla”, che condivido con Luca Guidi, Tommaso Novi e Giorgio Mannucci… non vedo l’ora. 

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Dj Fabbrix sulla cresta dell’onda https://agenziastampa.net/2022/01/14/dj-fabbrix-sulla-cresta-dellonda/ Fri, 14 Jan 2022 09:29:16 +0000 https://agenziastampa.net/?p=31185

Fabbrix dj, vive di musica, di arte, di spettacolo, e lo dimostra continuamente mettendosi in gioco come solo un personaggio pubblico della sua caratura sa fare.

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Fabbrix dj, vive di musica, di arte, di spettacolo, e lo dimostra continuamente mettendosi in gioco come solo un personaggio pubblico della sua caratura sa fare.

Alessandro si fanno sempre più insistenti le curiosità relative al programma di cui sarai il produttore esecutivo. Ci sono stati sviluppi?

Si certo, stiamo lavorando intensamente con la mia squadra di lavoro per portare in scena un buon prodotto finale.

Ma è ancora tutto top secret oppure rispetto al mese scorso possiamo sapere qualcosa in più?

Il format sta prendendo forma di giorno in giorno. Nei briefing con gli autori ci sono proposte sempre nuove, dinamiche che ci dispiacerebbe trascurare. Ci mettiamo sempre dalla parte del telespettatore non solo per sorprenderlo, ma anche affinché possa immedesimarsi.

Quindi ci stai anticipando che si tratta di un people show?

Si, confermo. L’elemento che lo contraddistinguerà da altri format è molto innovativo perché saremo io ad andare alla ricerca del perfetto candidato.

Hai già scelto chi sarà la tua compagna di lavoro?

Non ancora, ma al mio fianco voglio una donna frizzante, così come è nella vita.

E la musica l’hai abbandonata?

Assolutamente no. In simultanea sto lavorando anche a dei nuovi progetti musicali, ma fondamentalmente quando vedrete il format capirete che la musica è sempre il perno della mia attività.

 

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Intervista a Lorenzo Semprini – in radio il nuovo singolo “Adrenalina” https://agenziastampa.net/2022/01/12/intervista-a-lorenzo-semprini-in-radio-il-nuovo-singolo-adrenalina/ Wed, 12 Jan 2022 13:09:09 +0000 https://agenziastampa.net/?p=31112

– Com’è iniziato il tuo percorso musicale? E’ iniziato dalla passione come

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– Com’è iniziato il tuo percorso musicale?

E’ iniziato dalla passione come ascoltatore, come fan. Ancora oggi sono un fan della musica, compro album, vado ai concerti e sostengo in ogni modo la musica. La prima chitarra è arrivata piuttosto tardi verso i 16 anni ma da lì in poi è stato un crescendo di “good things” che mi sono accadute, con l’avventura di Miami & the Groovers, la mia band di rock cantato in inglese, fino ad arrivare alla produzione di “44” il mio primo album solista in italiano. In mezzo a tutto questo centinaia di concerti in tutto il mondo, incontri e collaborazioni incredibili come con Bruce Springsteen, Elliott Murphy, Marah, Jesse Malin, Jono Manson, Gang, Willie Nile e tanti altri. 

– C’è stato un momento preciso nella tua vita in cui hai capito che avresti dovuto fare musica?

Forse quando ho iniziato a scrivere le mie prime canzoni ed avendo un pubblico che era interessato ad ascoltare le mie storie. Fare musica è una esigenza per me, non è uno specchiarsi o un vezzo. 

– In cosa, i tuoi brani finora usciti, sono collegati?

Il mio album “44” non è un concept album ma è comunque un album che se lo ascolti dalla prima alla dodicesima canzone ti racconta una storia in modo compatto e coerente. Ho avuto la fortuna di avere Massimo Cotto come “introducer” del disco, sia in concerto, sia sul booklet del cd. C’è tantissimo di me in questo album e l’uso dell’italiano ha reso tutto ancora più diretto.

– Com’è nata l’idea del videoclip?

L’idea del videoclip di Adrenalina è nata dal fatto di dare una coerenza di immagini alla “confusione” che vive il protagonista della canzone. Viviamo tempi strani, pieni di divieti, obblighi, di gente che ti dice o impone cosa devi o non devi fare. Il videoclip con ironia riporta questo caos, la velocità delle nostre vite e le diverse facce ed espressioni che può avere un momento frustrante come questo.

– Che programmi hai per i prossimi mesi?

Di suonare l’album dal vivo il più possibile. Da questa estate abbiamo fatto 22 show (acustici ed elettrici) e nel 2022 vorrei continuare a suonarlo in più posti possibili perché dal vivo le canzoni acquistano la loro reale dimensione.

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HOLOGRAM BOY, l’intervista all’artista https://agenziastampa.net/2022/01/11/hologram-boy-lintervista-allartista/ Tue, 11 Jan 2022 08:06:20 +0000 https://agenziastampa.net/?p=31069

È in uscita il nuovo video di HOLOGRAM BOY, “DEFRAG PUNTO EXE”.

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È in uscita il nuovo video di HOLOGRAM BOY, “DEFRAG PUNTO EXE”. Il singolo, realizzato in modalità ibrida con l’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, vede il featuring di MISS VIRTUALITY e arriva dopo il successo di “Sinapsi Attive”. Il brano sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming e come NFT dal 14 gennaio.

Ciao Hologram Boy, è da poco disponibile il tuo video DEFRAG PUNTO EXE. Come il singolo precedente “Sinapsi Attive”, il brano è in collaborazione con Miss Virtuality, come nasce questa sinergia?

Ciao! Era da tempo che cercavo una vocalist con una visione caleidoscopica-come-piace-a-me e magari anche bella, attraente e simpatica. In una parola: fantastica. Allora, un po’ pensieroso mi sono alzato dal letto, sono andato in salone e li l’ho vista, era perfetta! Siamo dunque andati alla bigiotteria cinese all’angolo, qui sotto casa mia, e abbiamo comprato la parrucca, gli occhiali e un giubbetto con i brillantini. Il giorno dopo le ho messo difronte il testo che il computer aveva generato, ho acceso il microfono e le ho intimato di cantare. Devo dire che quando la luce rossa è accesa lei non sbaglia un colpo, tutto buona-la-prima. Anche come show, come ha portato il brano fisicamente è stato davvero mirabile, è una leonessa da palco e non vediamo l’ora di cominciare il nostro tour mondiale, appena la pandemia non sarà alle spalle. Speriamo presto.

Il video ripercorre le atmosfere psichedeliche del precedente. Quali sono le ispirazioni dei tuoi videoclip?

Non è proprio un’ispirazione, è più voglia di fare il meno possibile. Una volta che ho il materiale, cioè qualche immagine qui del quartiere, un televisore che non funziona e 2/3 takes di Miss Virtuality che fa finta di cantare, poi il montaggio lo lascio fare all’intelligenza artificiale. Sono fortunato che il mio ambito è quello cyborg lo-fi, dove la pigrizia viene premiata.

Il brano uscirà poi su tutte le piattaforme il 14 gennaio, ma anche come NFT. Come sarà possibile acquistarlo?

Il Non-Fungible Token di “Defrag Punto Exe” lo trovate su OpenSea, il principale marketplace per NFT che si appoggia alla rete principale dell’Ethereum. Questo è il link alla mia collezione e potete fare un’offerta in ETH o Bitcoin e vinca il migliore: https://opensea.io/collection/hologramboy.

Parliamo delle tue influenze. Tre artisti senza i quali Hologram Boy non esisterebbe.

Minnie, Paperino e Pluto

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Chriss ci racconta il suo nuovo singolo “Mondi Opposti” https://agenziastampa.net/2022/01/04/chriss-ci-racconta-il-suo-nuovo-singolo-mondi-opposti/ Tue, 04 Jan 2022 13:42:41 +0000 https://agenziastampa.net/?p=30899

Da venerdì 19 novembre sarà disponibile in rotazione radiofonica “Mondi Opposti”, il

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Da venerdì 19 novembre sarà disponibile in rotazione radiofonica Mondi Opposti”, il nuovo singolo di Chriss. Hai mai avuto un sogno nel cassetto? Un posto dove tenere al sicuro speranze, desideri e paure. Paura di perdere. Paura di non farcela. Poi ti scontri con la vita e inizi a cercare i sogni tra le stelle, lo sguardo verso l’alto, immagini sfocate come pagine di un libro vecchio. Cercare ogni notte la forza di farcela, di sorridere, togliere le maschere ed essere se stessi. Pensare a qualcuno sapendo che prima o poi i destini si incroceranno e i sogni nel cassetto si avvereranno. Come il giorno e la notte. Questo è “Mondi opposti”, il nuovo singolo di Chriss.

– Come racconteresti “Mondi Opposti” a chi non l’ha ancora ascoltato? 

Questo brano non racconta relazioni, persone in particolare o una storia “vera e propria”, come dico sempre è un “viaggio astratto”, un mix di emozioni e sensazioni descritte a parole. Alla fine quante volte ci mettiamo a riflettere durante la giornata? A volte per prendere decisioni, altre invece solo perché abbiamo bisogno di staccare e pensare ad altro.

– In che modo “Mondi Opposti” rappresenta quello che stai vivendo o che hai vissuto?

Come ho detto poco fa, mi capita molto spesso, e penso che tutti possano ritrovarsi in quello che dico. Basti pensare a quando ci mettiamo a letto, prima di dormire iniziamo a ripercorrere la giornata e magari può capitare che quella che poteva sembrava una semplice chiacchierata con un amico o un collega in realtà ci fa riflettere più del solito.

– Quando hai deciso di intraprendere un percorso musicale? 

Non c’è stato un momento preciso ma un susseguirsi di cose che mi hanno portato a fare questo. Sicuramente la conferma l’ho avuta quando da ragazzino lavoravo come vocalist nelle discoteche cantavo sul palco e vedevo che il pubblico apprezzava. Lì ho capito che quella sarebbe stata la mia strada.

– Quali sono i tuoi progetti per il futuro? 

Sono una persona che ha tante idee, a volte troppe ahah quindi ci sono un po’ di progetti a cui sto lavorando. Quello che posso anticipare è che ci saranno nuovi brani e… un album? Chi lo sa.

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Intervista a mikele che debutta con il singolo “Dalla Culla” https://agenziastampa.net/2021/12/10/intervista-a-mikele-che-debutta-con-il-singolo-dalla-culla/ Fri, 10 Dec 2021 10:26:59 +0000 https://agenziastampa.net/?p=30146

“Dalla Culla” è il singolo che segna il debutto discografico di mikele,

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“Dalla Culla” è il singolo che segna il debutto discografico di mikele, giovane pronto a imporsi come una delle più fresche e interessanti realtà del Crossover della nuova generazione. Un sound europeo che unisce e mixa diversi generi musicali soltanto in apparenza lontani, amalgamandoli a lingue diverse, frutto dei suoi studi e delle sue esperienze.

Ciao mikele, partiamo con una domanda facile, come nasce l’idea di questo tuo nuovo progetto musicale?
Nasce da un’implacabile spinta che sento ad esprimermi attraverso canzoni e produrre. Suono da tanto, la musica rappresenta il linguaggio con cui voglio dialogare con il mondo.

Cosa rappresenta per te “Dalla culla” e cosa ricordi delle riprese legate al videoclip?
“Dalla Culla” unisce due concetti assoluti, vita e morte: attraverso la riflessione sulle persone della mia vita che sono scomparse, sono cresciuto come persona. È il mio esordio. Il video è adiacente al brano, durante le riprese ho dato tutto, come sempre. Ricordo in particolare il momento in cui mi sono tuffato nel torrente gelido completamente vestito.

La tua musica combina diverse sonorità̀, ci saranno altri brani? Se sì. possiamo aspettarci un’ulteriore sperimentazione?
Assolutamente. Sono appassionato di rock e della sua fusione con l’Urban. Nei miei prossimi pezzi, rimarrà come focus la ricerca di un suono unico anche attraverso l’uso del francese.

Come ti rapporti con il mercato musicale attuale, specialmente in momento così tragico per la musica e le arti in generale?
Ho portato sulla scena “Dalla Culla” essendo cosciente di inserirmi con un brano oscuro in un momento in cui si vuole sorridere ed essere spensierati. Allo stesso tempo, ho visto Chiello riferirsi al suo album come un “cadavere che si tiene sotto il letto”. Insomma, la morte rappresenta simbolicamente un leitmotiv a cui ho voluto dedicare spazio nel mio singolo.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Il prossimo singolo è il progetto futuro su cui sono più concentrato. In seguito, ho intenzione di proporre delle collaborazioni europee che ho sviluppato negli ultimi anni in Inghilterra.

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Intervista a Matteo Maione: “Magma” è il nuovo singolo https://agenziastampa.net/2021/11/19/intervista-a-matteo-maione-magma-e-il-nuovo-singolo/ Fri, 19 Nov 2021 08:53:50 +0000 https://agenziastampa.net/?p=29079

Dall’8 ottobre è disponibile in rotazione radiofonica “MAGMA”, nuovo singolo di MATTEO

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Dall’8 ottobre è disponibile in rotazione radiofonica “MAGMA”, nuovo singolo di MATTEO MAIONE pubblicato su tutte le piattaforme di streaming il 1° ottobre.

Cantare l’amore come qualcosa di primordiale che sta all’origine del tutto, disegnarlo come un flusso senza fine che ci avvolge dall’inizio del tempo: questo l’obiettivo di MATTEO MAIONE con il suo terzo singolo, “MAGMA”, un brano nato per raccontare l’amore, mistero assoluto della nostra vita, usando gli elementi della natura – l’acqua e il fuoco, le rocce e la terra, la lava e il vulcano – a simboleggiare in modo sensoriale, visivo e uditivo, l’eruzione di questo sentimento, la fuoriuscita di quell’ardente magma che altro non è che la nostra stessa esistenza.

In cosa ti ha aiutato il periodo del Covid?

A riflettere sul fatto che molto spesso non riconosciamo il valore di ciò che abbiamo mentre lo viviamo e ne godiamo; solo quando poi lo perdiamo e quindi ci manca ne capiamo veramente il peso e l’importanza. Ma anche a dedicare molto più tempo alle cose che amo di più fare: leggere libri, dipingere, vedere film.

– Quando hai deciso che era arrivato il momento di pubblicare la tua musica?

Subito dopo il primo lockdown ho sentito fortemente la necessità di pubblicare e dunque condividere tutte quelle canzoni che avevo scritto in quel periodo proprio per superare quei turbamenti, quelle inquietudini e quello smarrimento, trasformandoli in un messaggio di speranza e di ritorno alla normalità.

– In cosa, i tuoi brani finora usciti, sono collegati?

Sono stati scritti durante il primo lockdown quindi in qualche modo affrontano tutti e tre il tema della ricerca dell’altro, ma anche il bisogno del confronto, la condivisione delle passioni, la difficoltà dei rapporti umani in un mondo e in una società in cui ci si sente sempre più distanti dalle persone.

– A cosa paragoni il magma del tuo brano?

A un flusso senza fine che ci avvolge e ci accompagna dall’inizio del tempo e che, come l’amore, sta all’origine del tutto.

– Prossimi piani riguardo la tua musica?

Ho cominciato a pensare ad un mio primo album già da un po’ di tempo, dato che durante l’ultimo anno e mezzo ho composto un buon numero di brani con i quali poter tracciare un percorso più completo di ciò che mi sono prefisso fin dall’inizio.

– Ed extra musicali?

Vorrei organizzare una mostra su un pittore di cui possiedo molti quadri e pubblicare un libro di poesie di mio padre.

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Intervista al dott. Andrea Bellato: “Chi è l’osteopata?” https://agenziastampa.net/2021/10/21/intervista-al-dott-andrea-bellato-chi-e-losteopata/ Thu, 21 Oct 2021 08:18:10 +0000 https://agenziastampa.net/?p=27810

Il dott. Andrea Bellato ha anni di esperienza e professionalità per aiutare

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Il dott. Andrea Bellato ha anni di esperienza e professionalità per aiutare le persone ad eliminare i disturbi alla colonna vertebrale e alle articolazioni, attraverso le migliori tecniche manuali e strumentali in modo veloce e sicuro. Lo abbiamo intervistato.

Buongiorno Andrea, partiamo dalle basi: che cos’è l’Osteopatia?
Innanzitutto l’Osteopatia è solo una delle tecniche che uso per curare i pazienti. Io son anche un professionista sanitario essendo fisioterapista e osteopata. L’Osteopatia è una medicina non convenzionale riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e definita nel 2007 come una medicina basata sul contatto primario manuale nella fase di diagnosi e trattamento. Il nostro corpo non deve essere visto come un insieme di parti scollegate le une dalle altre, bensì come una serie di sistemi che lavorano in modo coordinato e complementare. Un distretto corporeo alterato può modificare questo equilibrio, generando problematiche quali rigidità e dolori anche in altre zone del corpo. In parole semplici l’osteopata, attraverso manipolazioni e tecniche specifiche, agisce liberando i tessuti in disfunzione per ripristinare una corretta mobilità tissutale stimolando il ripristino di una condizione fisiologica a livello dei diversi sistemi corporei (circolatorio, respiratorio, fasciale, nervoso, muscolo-scheletrico) che consenta di ristabilire lo stato di salute.

Quali mezzi utilizza un osteopata per fare le diagnosi e come riesce a far capire a un paziente profano il valore scientifico della sua professione?
Si parte dalla valutazione iniziale che consiste in un colloquio con lo scopo di valutare la storia clinica del paziente, identificandone i motivi del consulto e le patologie eventualmente presenti. È doveroso infatti comprendere se l’osteopata può rappresentare la figura di riferimento per il processo di cura del paziente o essere una figura di supporto ad altri professionisti cui il paziente dovrà rivolgersi. Alla prima fase segue un esame obbiettivo durante il quale l’osteopata osserva l’atteggiamento posturale adottato dal paziente in piedi. L’esito dei test e del ragionamento clinico permettono poi all’osteopata di elaborare la diagnosi e di spiegare in modo chiaro al paziente il da farsi.

Quali sono le problematiche più comuni a cui vanno incontro i suoi pazienti?
Direi lombosciatalgia, cervicalgia, tendiniti del gomito, patologie della spalla come instabilità o lesione della cuffia dei rotatori, artrosi dell’anca e alle mani, patologie del ginocchio come meniscosi, tendinite del tendine rotuleo e artrosi, piede piatto, tendinite dell’achilleo…

In Italia viene tutelata la vostra figura professionale?
Come osteopata è appena stata riconosciuta ma come fisioterapista sì, già da anni.

Chi è Andrea quando non veste i panni di osteopata?
Mi interessa tutto l’ambito sportivo, ora pratico il bodybuilding ma ho praticato molti sport: danza, equitazione, MMA, crossFit. Adoro tutto ciò che è mosso da un motore termico.

Per concludere, attualmente in cosa è impegnato?
Cerco sempre di trovare nuove tecniche per aiutare i miei pazienti, inoltre sono impegnato nella stesura del mio nuovo libro sulla chimica applicata al bodybuilding.

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ERICA PECAR, DAVANTI ALL’OBIETTIVO COME LEI NESSUNO https://agenziastampa.net/2021/10/05/erica-pecar-davanti-allobiettivo-come-lei-nessuno/ Tue, 05 Oct 2021 07:19:53 +0000 https://agenziastampa.net/?p=27116

Di Gino Morabito  Combattiva, intrepida, determinata, è disposta ad azzardare per ciò

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Di Gino Morabito 

Combattiva, intrepida, determinata, è disposta ad azzardare per ciò che ama. Nel futuro di Erica Pecar il turbinio dell’arte.

Un mondo elettrizzante, libero, creativo, che le appartiene in maniera innata e che la giovanissima modella originaria di Trieste abita incarnando le diverse pose che raccontano di una performer fuori dagli schemi, originale, unica. Davanti all’obiettivo come lei nessuno.

Dai primi selfie alle pose da top.

«Fino a qualche anno fa non amavo farmi fotografare e avevo una bassa autostima. Poi qualcosa è cambiato, ho cominciato a farmi sempre più scatti col cellulare e realizzavo che mi piaceva. Sono partita da semplici selfie fino ad assumere pose ispirate alle top model. Inizialmente mandavo le foto ad alcuni amici fidati o le mostravo ai miei genitori che, vedendomi fortemente motivata, mi incoraggiavano a continuare.»

Nascono collaborazioni con pittori e artisti elaborando progetti sempre più creativi e stravaganti.

«I primi scatti sono stati abbastanza normali, semplici, tipici di molte modelle. Poi ho iniziato a posare più seriamente e mi sono appassionata a tal punto di decidere che, con le mie foto, volevo creare qualcosa di unico, stravagante, diverso da tutto il resto.»

Per Erica Pecar essere fotomodella significa creare arte.

«Significa comunicare nelle foto cose non dette a parole, ed è un modo di raccontare la vita e di elevare il mio spirito.»

Elevare lo spirito e il cuore verso il mistico, il filosofico, l’angelico.

«L’arte costituisce una parte della mia essenza. Non esistono regole né limiti, ma predominano la spontaneità, l’energia, la sensibilità, l’intensità, una grinta indomabile, la ribellione, l’audacia e una voglia immensa di vivere la vita.»

Una diciannovenne che non ama seguire la massa e non ha paura di uscire fuori dagli schemi.

«Voglio essere me stessa: spontanea, energica, estrosa, originale, creativa, libera. Lascio che l’arte mi travolga trasportandomi in mondi ancora nuovi e sconosciuti.»

La definizione di uno stile personale, unico.

«Non ho paura della diversità, della novità, della follia. Amo i folli, quelli che osano cambiare le regole e il mondo. Amo la libertà, i ribelli, perché soltanto loro non si lasciano influenzare dalla massa e dai pregiudizi.»

Per una performer il pudore è un sentimento da combattere.

«Pudore significa trattenere le proprie emozioni, atteggiamenti, pensieri, per paura del giudizio degli altri, di non rientrare negli schemi precostituiti della società. Pudore significa anche provare vergogna nell’esibire il proprio corpo. È un modo di difendersi dalla paura, che ci fa chiudere in noi stessi.»

È preferibile vivere in libertà e rischiare, piuttosto che restare al sicuro nella propria zona di comfort e non vivere.

«La vita mi ha insegnato presto a crescere e già dalla preadolescenza mi sentivo spesso fuori luogo tra i ragazzi della mia età. Capitava che non venissi accettata, addirittura bullizzata, perché vista come diversa.»

Spesso tra i giovani diventa popolare l’atteggiamento di chi, per paura di non essere gradito e compreso, tende a unicizzarsi seguendo le regole della maggioranza.

«Non ho mai condiviso quest’idea! È un atteggiamento che denota insicurezza, mancanza di carattere, immaturità. Se una persona sa chi è e cosa vuole, non ha bisogno dall’approvazione degli altri per sentirsi bene e non deve per forza uniformarsi alla massa.»

Non è stato facile raccontare in famiglia di voler vivere d’arte.

«Comunicare ai miei genitori che ho in mente un futuro azzardato mi è risultato difficile ma, nonostante tutto, sono sempre stati al mio fianco e lo sono tuttora. Ciò che conta per loro è che io sia felice. Poi, se mi avranno definito abbastanza folle e fuori dal comune, sarò davvero entusiasta perché significa che mi avranno realmente compreso.»

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Intervista ai McKenzie: “Varenne” è il nuovo video https://agenziastampa.net/2021/09/23/intervista-ai-mckenzie-varenne-e-il-nuovo-video/ Thu, 23 Sep 2021 12:19:11 +0000 https://agenziastampa.net/?p=26544

Dal 10 settembre è disponibile in rotazione radiofonica “VARENNE”, brano estratto da

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Dal 10 settembre è disponibile in rotazione radiofonica “VARENNE”, brano estratto da “ZOOLOFT” (Blackcandy Produzioni/Believe), nuovo album dei MCKENZIE già presente su tutte le piattaforme di streaming.

Un battito di mani per simboleggiare il trotto, una batteria percussiva per ricordare il galoppo e i violini di Nicola Manzan per simboleggiare la tensione di una vita travagliata com’è stata quella del campione Varenne – a cui deve il titolo questa canzone dei McKenzie -, com’è quella di tanti uomini e tante donne considerati già dei perdenti dalla nostra società occidentale. Persone, individui, esseri umani che vagano da un “padrone” a un altro nella speranza di trovare l’occasione giusta, il riscatto da una vita dal sapore amaro che non hanno scelto. “Varenne” fa parte di “Zooloft”, album di otto tracce pubblicato dai McKenzie ad agosto.

Ne abbiamo parlato direttamente con loro!

Come avete lavorato con il GRS STUDIO?
Abbiamo lavorato ininterrottamente per cinque giorni, registrato tutte le parti strumentali, aggiunto alcuni dei synth che sentite nel disco. È stato bello poter lavorare in un posto così e con a disposizione tantissimi strumenti di tutti i tipi e di un certo valore. Abbiamo addirittura registrato una chitarra con un amplificatore minuscolo, di quelli che vanno a pile.  Era la prima volta che registravamo con Lorenzo Buzzigoli ma con il quale avevamo già vissuto delle esperienze insieme come BlackCandy: gli vogliamo molto bene e crediamo la cosa sia reciproca.  Lì al GRS ci siamo voluti concentrare sulla parte strumentale, infatti le voci sono state poi registrate da Erica Cuda a Dissonanze Studios e il mix è stato fatto insieme a Carlo Scali con il quale c’è stata un’ottima intesa sin dall’inizio sulle cose da fare. È stato un lavoro corale tra noi, Lorenzo e Carlo stesso e siamo veramente contenti della riuscita.

Vi ricordate ancora qual è stato il vostro primo incontro? Come sono nati i McKenzie?
Di “primi incontri” ne abbiamo fatto a bizzeffe perché ci conosciamo e condividiamo l’amore per la musica da oltre vent’anni. Era un momento di stasi per ognuno di noi perché eravamo rientrati nel nostro paese d’origine, Luca e Ciccio avevano iniziato a suonare come semplice passatempo e per riprendere un po’ confidenza con una sala prove, poi un giorno è venuto anche Renato (sempre per lo stesso motivo ed esigenza) e da lì è iniziato tutto e nella maniera più semplice possibile: suonando.

Cosa vi portate dietro, se vi portate dietro qualcosa, della scena rock degli anni Novanta?
Ci portiamo tantissimo, praticamente tutto, non solo della scena Rock ma anche tantissimo di quella Rap, sia italiana che straniera.  Abbiamo vissuto tanto, anche se da adolescenti in quegli anni e poi da più adulti nel nuovo millennio, di quell’epoca e siamo cresciuti nell’underground italiano, quello vero, grazie ad altri progetti musicali che ci hanno visto coinvolti. Due anni fa abbiamo anche rifatto “È Aria” di Umberto Palazzo e il Santo Niente ed insieme proprio ad Umberto che ha (ri)prestato la sua voce; trovate sia il video su YouTube che il singolo sulle varie piattaforme di streaming.
Forse non tutti se ne rendono conto ma quello che abbiamo ora lo dobbiamo tantissimo a quel decennio, non per nostalgia da “boomer” perché una volta era meglio, ma per un semplice dato di fatto: tante cose nuove che ascoltiamo oggi provengono da lì ma rimescolate. Puoi addirittura sentire un ritorno di certa dance music degli anni 90 nei tormentoni estivi di quest’estate, per dirne una.

Quanto è importante la dimensione live per una band? E per voi? Cosa pensate di quelle band che esistono solo in teoria, e usano le basi dal vivo?
Crediamo sia l’aspetto fondamentale per una band, o progetto solista che sia. Senza il contatto con il pubblico, senza la possibilità di far vivere i tuoi brani fuori dal contenitore non dai la possibilità alla musica, alla tua musica, di diventare parte di un processo collettivo, comunitario, sociale e di espressione umana. La musica è diffusione culturale e la cultura si sviluppa attraverso i rapporti sociali che possono esserci solamente entrando fisicamente in contatto; i social sono un mezzo importante da utilizzare nella giusta maniera, è solo un aspetto della nostra vita, se vogliamo metterla così. È forse scontato dirlo ma per noi la dimensione live è il 70% della nostra vita musicale: fare un disco è importante, necessario e un’esperienza diversa e affascinante ogni volta ma senza il dopo ha poco senso. Detto questo, non entriamo nel merito di certi approcci che sicuramente non condividiamo ma, sono scelte.

Come state in questo momento?
In questo momento esatto bene perché veniamo da due date importanti con i Marlene Kuntz, il disco sta andando bene e stiamo organizzando il prossimo futuro senza troppe preoccupazioni. Ne abbiamo vissute così tante in così pochi anni che ormai nulla ci spaventa.

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Intervista a Lakiki: “Come la marea” è il nuovo singolo https://agenziastampa.net/2021/08/30/intervista-a-lakiki-come-la-marea-e-il-nuovo-singolo/ Mon, 30 Aug 2021 08:07:26 +0000 https://agenziastampa.net/?p=25279

Dal 16 luglio è disponibile in rotazione radiofonica “COME LA MAREA” (Jadda

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Dal 16 luglio è disponibile in rotazione radiofonica “COME LA MAREA” (Jadda Music), nuovo brano di LAKIKI che vede il featuring di MAS MISTRO e che è già presente su tutte le piattaforme di streaming.
Come La Marea” è un singolo estivo ispirato da un’incontenibile passione per il reggaeton. Il beat contemporaneo e il mood vibrante fanno emergere la sensualità della voce di Lakiki che gioca ad alternarsi con quella di Mas Mistro come in una danza al tramonto. Il tutto risulta estremamente avvolgente e il ritornello sembra creato apposta per entrarti in testa senza lasciarti mai.

Ecco cosa ci ha raccontato!

Cosa ha portato di buono il periodo del lockdown? 

Avevo trascurato sia rapporti umani con cui ho ripreso i contatti e sia la lettura. Ho fatto tanta musica , scritto , ho iniziato a leggere dopo svariati anni , ho acquisito una certa intimità con la natura stessa, le passeggiate nei boschi erano all’ordine del giorno, con me stessa e ho fatto anche tanta ginnastica.

E perchè secondo te abbiamo bisogno di singoli estivi, nonostante tutto?

Estivi, invernali, quando c’è un bel singolo bisogna farlo uscire. Chiaramente questo periodo ci ha portato ad avere poca tolleranza in generale e più voglia di far festa, a dare più spazio alla musica ritmata e allegra.

Di cosa parla Come la marea e in che modo ti rappresenta? 

E’ stata usata una metafora,  per paragonare un amore grande ma folle e  tormentato, come le onde del mare che quando è mosso si alza e si abbassa in continuazione, ma tu non puoi fare a meno di stare li a guardarlo, così come questo amore che è una calamita. Più che una canzone d’amore direi una dedica d’amore, la poesia che tutte noi donne vorremmo ricevere, forse mi ha colpito proprio questo,  perché di canzoni d’amore c’è ne sono tante , ma questa mi ha emozionato perché parla di temi sensibili.

Parla di amore, “violenza”, il disturbo di personalità (Borderline), non tutti hanno il coraggio di parlarne, ma questi tipi di disturbi sono molto comuni e non deve essere motivo di vergogna, bisogna parlarne molto di più ed essere più sensibili su certe tematiche e aperti al dialogo.

E’ possibile per te scrivere di qualcosa che non si conosce?

Tutto è possibile ma è rischioso argomentare su qualcosa o qualcuno quando non ne hai le conoscenze, io preferisco risultare ignorante ma non voglio cadere in questa trappola di compiacere sempre gli altri, se so parlo.

Cosa c’è nel futuro di Lakiki?

Spero un futuro fatto di musica, tanti live che per ora sarebbero un bellissimo augurio che mi faccio a me stessa visto il periodo. Poi dopo l’estate nel cantiere c’è un album ma ancora non posso svelare niente.

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Alena Mayuk, anima da imprenditrice in un corpo da modella https://agenziastampa.net/2021/07/22/alena-mayuk-anima-da-imprenditrice-in-un-corpo-da-modella/ Thu, 22 Jul 2021 09:47:54 +0000 https://agenziastampa.net/?p=24706

Di Gino Morabito Parla correntemente l’italiano, il russo, il bielorusso, l’inglese e

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Di Gino Morabito

Parla correntemente l’italiano, il russo, il bielorusso, l’inglese e il tedesco, posando per grandi brand del calibro di Max Mara, Stella McCartney, Gucci e Ferragamo. Dal 2014 vive e lavora a Firenze, con un master in digital communication all’Accademia Cappiello.

Nel momento in cui realizza la relativa brevità della carriera da indossatrice, si guarda intorno e intuisce le enormi potenzialità offerte dalla rete. Splendida performer di quell’estremo dinamismo che la caratterizza, Alena Mayuk interpreta con successo la donna multitasking, che strizza l’occhio al fashion style e scala la vetta del web marketing.

Non basta un bel viso e un corpo tonico per avere successo. È indispensabile riuscire a esprimere qualcosa che vada al di là dell’obiettivo, che trasmetta emozioni a chi guarda l’immagine. Oggi a questo va aggiunta la capacità di stare al passo coi tempi, ovvero comunicare a 360° e quindi attraverso i social, con una strategia di immagine che richiede un uso sapiente delle loro peculiarità.

«Sono una modella, influencer e specialista in web marketing. Mi sveglio la mattina presto (alle 6/7 se ho un servizio fotografico, in ogni caso non più tardi delle 7:30), doppio caffè, porto il bimbo al nido e si comincia: location, moodboard, styling, logistica… e soprattutto content creation.»

Guru delle nuove tendenze, con un numero in continuo aumento di follower all’attivo, gli influencer rappresentano sempre più spesso l’ago della bilancia in fatto di comunicazione online e di promozione a tuttotondo.

«Tante le collaborazioni con vari brand, soprattutto toscani. Collaboro con aziende di abbigliamento, calzature, cosmesi, make-up, centri estetici, ristoranti, alberghi e altre tipologie di attività, creando per loro non solo post sponsorizzati per i brand, ma contenuti studiati appositamente per i social. Inoltre, mi occupo di siti web e pubblicità online. Ho compiuto trent’anni e, nonostante lavori ancora tanto come indossatrice, sto portando avanti diversi progetti che non riguardano solo la moda: nutro il sogno di aprire un mio e-commerce di abbigliamento e accessori da donna.»

All’interno del suo blog personale Alena Mayuk affronta un’ampia varietà di argomenti, ma bisogna essere multitasking e saper sfruttare le più popolari e trafficate piattaforme per riuscire ad avere successo. In fatto di moda, Instagram detta legge.

«Instagram è un’ottima vetrina. Prima la sottovalutavo, oggi invece ho realizzato quanto le devo. Sono sempre stata freelance, quindi nel 90% dei casi lavoro con i clienti che mi trovano così: vedono una foto nel loro feed, gli piace, decidono di contattarmi.»

Sui social il contatto fra una modella e un brand è molto più diretto e senza intermediari.

«Vi dirò di più: a volte anche i fotografi che mi conoscono dal vivo, o hanno già lavorato con me, decidono di prendermi per un lavoro solo perché hanno visto una mia nuova foto online, che li ha ispirati. Se smettessi di pubblicare ogni giorno qualcosa, probabilmente perderei il 50% dei miei ingaggi. Oggi, nel settore della moda, se non sei sui social, non esisti. Per le maison, di sicuro ha cambiato le carte in tavola. Tramite Instagram il messaggio arriva al pubblico in maniera più veloce e immediata, quello che forse richiede il mercato. Non mi meraviglio se diventerà lo spazio per svelare le anteprime delle nuove collezioni sostituendo le passerelle.»

Uno degli aspetti più entusiasmanti della professione di indossatrice è sicuramente la mancanza di routine: nuovi incontri, location che cambiano, marchi ogni volta differenti. Si ha come l’impressione di essere liberi.

«Non mi sento libera! Sentirmi libera è sicuramente un obiettivo, è qualcosa a cui ambisco ma che ancora non ho raggiunto. Bisogna lavorarci. Essere completamente liberi è probabilmente altrettanto difficile come essere felici. La libertà è per me l’indipendenza. Sapere che tutte le scelte nella tua vita dipendono solo da te e da nessun altro. Scommetto però che le persone veramente libere sono davvero poche.»

Vivere la vita senza fare programmi a lunga scadenza, perché non si può mai sapere dove ci porteranno le onde del destino.

«Apprezzo maggiormente il vivere alla giornata, senza estremizzare questo concetto. Sono sempre stata una persona che faceva piani a lungo termine e andava dritto allo scopo, ma che non riusciva a godersi il presente. Oggi invece la prendo con filosofia, imparando a fare molte più cose per il puro piacere personale.»

Irrinunciabili attimi di felicità. Istantanei, effervescenti, forti e instabili allo stesso tempo, che non durano per sempre.

«Felicità è quel breve e fragile momento, quando hai raggiunto un traguardo ambito, l’attimo prima di portene un altro.»

Nata sotto il segno dell’Ariete, madre, imprenditrice, Alena Mayuk ha creduto in sé stessa e investito sulla propria formazione. Nel tempo è riuscita a crearsi una fama internazionale e oggi può dirsi pienamente soddisfatta della splendida donna che vede riflessa nello specchio.

«Per quanto concerne l’aspetto estetico, direi che oggi finalmente mi piaccio, a differenza del passato in cui mal sopportavo tante cose di me e sognavo di cambiarle. Credo che, potendolo fare, ogni donna vorrebbe cambiare qualcosa di sé. Per fortuna, il periodo di “non accettazione” di me stessa è passato e, pur non considerandomi la donna più bella del mondo, posso dirmi pienamente soddisfatta di quello che vedo.»

L’influencer originaria di Minsk, attraverso la propria immagine, cerca di comunicare naturalezza e spontaneità, non mettendo mai l’esteriorità al di sopra del benessere interiore. Vive il pudore come una sorta di codice etico, seduce all’occorrenza e… non ha vizi. Dobbiamo crederle?

Segui Alena Mayuk su:

FB: https://www.facebook.com/alenamay

IG: https://www.instagram.com/alenamayuk/

Web: https://www.alenamayuk.it/

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Intervista ai Bounce Back, fuori con il loro omonimo album di debutto https://agenziastampa.net/2021/07/16/intervista-ai-bounce-back-fuori-con-il-loro-omonimo-album-di-debutto/ Fri, 16 Jul 2021 13:08:50 +0000 https://agenziastampa.net/?p=24347

Da venerdì 2 aprile sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte

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Da venerdì 2 aprile sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali “I’m fading”, il nuovo singolo dei Bounce Back.
Quarto singolo dell’album d’esordio, I’m Fading è un altro episodio del duello tra il personaggio principale dell’opera e la sua ombra. Confusione, inganno, isolamento, tentazione, sono i caratteri principali della vicenda, ben tangibili sia leggendo il testo, sia ascoltando melodia e mood del brano. Dalla sonorità rock alternative, I’m Fading è uno spaccato di vita, in cui i riferimenti spaziali, temporali e cognitivi lasciano spazio alla profonda consapevolezza di essersi persi.

Cosa vi ha portato di buono il periodo del lockdown?

Ciao a tutti amici di Agenzia Stampa, buona serata e buona lettura. Piacere di conoscervi, un po’ meno di parlarvi di lockdown. Scherzi a parte, ogni cosa ha il suo lato positivo…la chiusura totale ci ha permesso di sviluppare il lato acustico dei brani, sperimentare piattaforme, migliorare tecniche di comunicazione Social e curare le pagine. Nel lockdown ci siamo potuti vedere qualche volta e ne abbiamo approfittato per creare materiale da spalmare nelle settimane. E’ stata una sofferenza comunque…

E perchè secondo voi abbiamo bisogno di singoli estivi, nonostante tutto?

Allora, siamo sinceri: non è già molto comune che le persone abbiano voglia di mettersi ad ascoltare musica impegnativa. La massa ascolta musica commerciale, preconfezionata, svuotata di significato.

In estate, poi, si accentua la tendenza perché si esce di più, si ha la testa più leggera ed ecco che i tormentoni saltano fuori.  E’ un qualcosa che oramai il mercato impone, quasi; non c’è via di scampo, l’estate è l’habitat naturale del tormentone.

Di cosa parla il vostro primo disco e in che modo ti rappresenta?

Il nostro primo disco parla di rinascita, è una storia in dieci capitoli di rigenerazione individuale, frutto del duro lavoro, della voglia di mettersi in gioco, del coraggio e dell’aiuto di musica e ricordi. Noi siamo molto affezionati alla nostra infanzia, ai ricordi, alla magia dello star bene e ci sentiamo di difendere tutte queste belle cose dalle minacce della vita, che possano essere insicurezza, apatia, depressione, dipendenze, ansia.

Siamo passati attraverso brutti periodi, come tutti, ora ci sentiamo maturi e determinati.

E’ possibile per voi scrivere di qualcosa che non si conosce?

Domanda molto bella…crediamo di no, crediamo che bisogna aver vissuto qualcosa per poterla descrivere e far percepire agli altri. Riteniamo però che una emozione non debba essere vissuta nel momento in cui si scrive, ma può anche far parte del passato ed essere rianimata in quel momento.

Cosa c’è nel futuro dei Bounce Back?

Speriamo tante cose belle, speriamo il solito impegno, la solita voglia e tanta fortuna. Nella musica ci vuole fortuna, oltre ad un talento che secondo noi c’è. 

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Intervista con gli Altapressione: “Assente” è il nuovo singolo https://agenziastampa.net/2021/07/16/intervista-con-gli-altapressione-assente-e-il-nuovo-singolo/ Fri, 16 Jul 2021 12:47:35 +0000 https://agenziastampa.net/?p=24340

Dal 2 luglio è disponibile in rotazione radiofonica “ASSENTE” (Golden Factory Records),

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Dal 2 luglio è disponibile in rotazione radiofonica “ASSENTE” (Golden Factory Records), il nuovo singolo degli ALTAPRESSIONE.
“Assente” è quello che gli AltaPressione decidono di non essere. In un contorno sfocato ed incerto tutto sembra volerci disintegrare fino a renderci simili al nulla, ma non tutti lo accettano. È fondamentale sentire come fanno gli animali e decidere se scappare o correre incontro a quel tutto. Siamo ancora noi a decidere.

Ecco cosa ci hanno raccontato!

Cosa ha portato di buono il periodo del lockdown?
Ha portato il nostro nuovo singolo “Assente” uscito il 2 Luglio ed altre canzoni che usciranno nei prossimi mesi per un anno intero…..quindi diciamo che ha portato ispirazione, tempo e tanta voglia di rimettersi in gioco con noi stessi.

E perchè secondo voi abbiamo bisogno di singoli estivi, nonostante tutto?
Avremmo bisogno di musica fatta come si deve e di contenuto… ma tutto l’anno.
Nonostante ciò, la gente non percepisce che quasi tutte le “Hits” che escono solo ed
esclusivamente in estate, sono la copia esatta di quelle precedenti,
”Con un solo Beat si fanno tante “Hits”.

Di cosa parla Assente e in che modo vi rappresenta?
Assente è la nostra riflessione a tutto ciò che sta accadendo intorno a noi, ne
prendiamo le distanze e gridiamo: “Noi non siamo uguali a nessuno”. Ci rappresenta quando l’unica cosa importante è essere presenti ovunque, noi siamo diventati  invisibili, ora… Assenti”

E’ possibile per voi scrivere di qualcosa che non si conosce?
Se quello che non si conosce può diventare possibile… spazio all’ immaginazione
e… perché no ?

Cosa c’è nel futuro degli AltaPressione?
Lavoro, Lavoro, Lavoro !!!

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Intervista a Mc Matt: “It’s magic” è il nuovo singolo https://agenziastampa.net/2021/07/13/intervista-a-mc-matt-its-magic-e-il-nuovo-singolo/ https://agenziastampa.net/2021/07/13/intervista-a-mc-matt-its-magic-e-il-nuovo-singolo/#comments Tue, 13 Jul 2021 08:21:44 +0000 https://agenziastampa.net/?p=24180

Dal 18 giugno è disponibile in rotazione radiofonica “IT’S MAGIC”, nuovo brano

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Dal 18 giugno è disponibile in rotazione radiofonica “IT’S MAGIC”, nuovo brano di MC MATT che vede il featuring di MARICA ROTONDO. Il singolo è stato pubblicato su tutte le piattaforme di streaming il 12 giugno.

Viviamo in un mondo meraviglioso, una realtà in cui tutto ciò che desideriamo si può avverare magicamente. Il segreto per far accadere le cose è realizzarle prima dentro di noi, in coerenza con ciò che siamo veramente: questo è il messaggio principale e il cuore pulsante di “IT’S MAGIC”, nuovo brano di MC MATT in collaborazione con MARICA ROTONDO. Un singolo caratterizzato da sonorità  tipicamente associate all’estate, la stagione che più tra tutte regala emozioni che poi si trasformano in ricordi senza tempo.

Ne abbiamo parlato con lui.

Cosa serve per fare musica e avviare un progetto musicale?

Tanta buona volontà, passione, dedizione e perseveranza. Poi chiaramente, se si ha un pò di budget per la strumentazione, la produzione e la promozione dei brani non guasta mai.

2. E cosa credi che manchi alla scena musicale italiana?

Penso che la scena musicale italiana sia abbastanza ricca di artisti e contenuti, il problema a mio avviso sta nella sua diffusione che spesso predilige i soliti artisti noti.

3. Qual è stato il momento più duro che hai affrontato da quando hai iniziato? E quale invece il più bello e soddisfacente?

I momenti più brutti a mio avviso sono quelli dove ti manca l’ispirazione. Altri sono anche quelli dove qualcuno del settore ti nota, ti racconta la classica favoletta per poi lasciarti con un pugno di mosche. Nella mia carriera musicale mi sono imbattuto in diverse occasioni come questa e alla fine ti resta sempre un po’ di amaro in bocca. Anche per questo motivo infatti è da un pò di tempo che produco, distribuisco e promuovo i miei brani in autonomia avvalendomi di figure professionali competenti.

4. Avresti voglia di collaborare con qualcuno? Chi sarebbe il protagonista del tuo feat fantascientifico?

Sono sempre stato aperto alle collaborazioni, chiaramente con artisti che reputo interessanti. Se dovessi scegliere oggi con chi collaborare sicuramente mi piacerebbe farlo con artisti come Dua Lipa, Bob Sinclar, ma anche con artisti come Hans Zimmer o Dave Grohl, batterista storico dei Nirvana e frontman dei Foo Fighter. La mia musica spazia infatti da generi come il Pop, la Dance, ma anche Rock, Indie, Electro Pop e colonne sonore per film e audiovisivi in genere.

5. Qual è l’occasione migliore per ascoltare il tuo ultimo singolo, It’s Magic?

Io la ascolto un po’ ovunque. Diciamo che tutte le occasioni sono buone, ognuno poi ha le sue preferite, quello che è importante è che in ognuna di queste occasioni il brano trasmetta il messaggio di positività e gioia che vuole trasmettere.

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Intervista a Giacomo Luridiana: il nuovo singolo è “IT’D BE LOVELY” https://agenziastampa.net/2021/07/05/intervista-a-giacomo-luridiana-il-nuovo-singolo-e-itd-be-lovely/ https://agenziastampa.net/2021/07/05/intervista-a-giacomo-luridiana-il-nuovo-singolo-e-itd-be-lovely/#comments Mon, 05 Jul 2021 09:48:25 +0000 https://agenziastampa.net/?p=23759

Dal 4 giugno è disponibile in rotazione radiofonica “IT’D BE LOVELY”, brano

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Dal 4 giugno è disponibile in rotazione radiofonica “IT’D BE LOVELY”, brano di GIACOMO LURIDIANA già presente su tutte le piattaforme di streaming. Abbiamo deciso di porgli qualche domanda!

  1. Ti sei mai sentito senza direzione, come nella tua canzone It’d be lovely? Quando?

Varie volte. E’ una sensazione che va e viene, penso che faccia parte della vita.

  1. E’ possibile secondo te scrivere di cose che non abbiamo vissuto?

Credo che dipenda dalle cose di cui si scrive. E’ possibile nella misura in cui pur non avendole vissute direttamente vivono loro dentro di noi come pensieri, sogni o paure e così in un certo senso sono quelle cose a vivere noi.

  1. Qual è il tuo obiettivo all’interno del tuo percorso musicale?

Lasciare un’emozione, un pensiero o un ricordo a chi ascolta la mia musica. Voglio raggiungere tante persone, ma non a costo di perdere il senso di quello che faccio, preferisco che qualche centinaio o migliaio di persone torni ad ascoltare i miei pezzi perché gli piacciono e gli dicono qualcosa piuttosto che decine di milioni li ascoltino distrattamente due o tre volte senza che gli facciano né caldo né freddo.

  1. Anticipazioni su prossime pubblicazioni?

Tra poco uscirà in radio Il diavolo del Jersey. E’ un pezzo che ha iniziato a nascere circa 8 anni fa quando ho scritto una canzone ispirata a un episodio dei Simpson, poi l’ho abbandonata e anni dopo ho recuperato quella melodia per adattarla al ritornello del diavolo del Jersey. E’ un brano più “elettrico” di It’d be lovely. Seguiranno atri 3 singoli e poi un album di brani inediti che ho scritto nell’ultimo anno. Adesso sto lavorando su altri pezzi ancora più recenti che inserirò negli album successivi.

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https://agenziastampa.net/2021/07/05/intervista-a-giacomo-luridiana-il-nuovo-singolo-e-itd-be-lovely/feed/ 1
Intervista ai Garpets 30k: il nuovo singolo “22 giugno” https://agenziastampa.net/2021/07/02/intervista-ai-garpets-30k-il-nuovo-singolo-22-giugno/ Fri, 02 Jul 2021 07:19:45 +0000 https://agenziastampa.net/?p=23698

Esce martedì 22 giugno 2021 il singolo 22 giugno dei Garpets. Un

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Esce martedì 22 giugno 2021 il singolo 22 giugno dei Garpets. Un nuovo atipico singolo estivo che vuole raccontare il rapporto conflittuale che si ha con il proprio compleanno, un brano nostalgico che si muove tra cantautorato e it-pop che sa far ballare, piangere e si prende anche un po’ in giro.

Ecco cosa ci hanno raccontato!

Come nasce un brano dei Garpets?
Beh, sarebbe una bugia se vi dicessimo che i nostri brani nascono in sala prove…
Tutto ciò che abbiamo pubblicato è frutto di audio Whatsapp arrangiati a distanza,
con ore ed ore di lavorazione, audio e videochiamate alle spalle. Forse vi chiederete
il perché (o forse no) ma il motivo è molto semplice: siamo nati e cresciuti durante la
Pandemia ed abbiamo mantenuto questo approccio anche per l’ultimo singolo, “22
Giugno”.

Qual è il brano che sta accompagnando la vostra estate?
Sicuramente “22 Giugno”. È il nostro ultimo singolo ed è un pezzo al quale teniamo
molto, che ci ha dato molte soddisfazioni già prima della pubblicazione e speriamo ce
ne dia molte altre in futuro, a partire proprio da questa estate.

Vi siete mai posti il quesito se cantare in italiano o in inglese? Su quale
versante vertono i vostri ascolti?
Pensiamo che siete proprio voi ad averci posto questo quesito per la prima volta,
adesso (risatina di sottofondo)… Tutti ascoltiamo musica in inglese, probabilmente
più di quella italiana ma dietro al progetto Garpets 30k c’è la volontà di farla prendere  male a tutti quei ragazzi che cercano una voce per parlare al posto loro e, quindi, non  potevano che essere in italiano i nostri testi.

Quanto la TV (mi riferisco ai talent show e ai vari programmi televisivi musicali)  hanno influenzato la musica italiana negli ultimi anni?
Piaccia o no, ormai la musica passa anche dalla TV e sarebbe un peccato per una
band emergente come la nostra (e tante altre) privarsi di una tale opportunità perché
ormai si, la musica italiana è fortemente infliuenzata da Talent Show e/o programmi
televisivi: i Maneskin che stanno scalando le classifiche mondiali possono
confermare.

Quali sono gli elementi che compongono l’immaginario dei Garpets?
Bella domanda. Sicuramente il nostro progetto non guarda solo ed esclusivamente
alla musica e il nostro nome penso ne sia già un esempio. Il Cinema (soprattutto i
film di Aldo, Giovanni e Giacomo) e le Serie TV (spesso citate nei nostri testi) fanno
sicuramente parte di noi, come la passione per i Meme, i Video e le Instagram
Stories. A livello simbolico, la gamba è da subito diventato il nostro marchio, anche
se “con 30 mila lire un altro falegname ce l’avrebbe fatta sicuramente meglio”. A
livello musicale, invece, l’elemento trainante è la contaminazione con altri generi
musicali estranei o affini all’indie che, in qualche modo, riescono a fare convivere
tutte le diverse influenze che caratterizzano le nostre singolarità.
Nell’immaginario dei Garpets 30k c’è anche una sfida all’ultimo litro tra Campari e
Cedrata: “Aperitivo alle 18:30k” è il nostro format che conferma quanto siamo
attaccati alle tradizioni

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Intervista a IL GENERATORE DI TENSIONE https://agenziastampa.net/2021/06/30/intervista-a-il-generatore-di-tensione/ Wed, 30 Jun 2021 10:15:45 +0000 https://agenziastampa.net/?p=23494 Ciao ragazzi, chi è il duo Il generatore di Tensione? Come è

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Ciao ragazzi, chi è il duo Il generatore di Tensione? Come è nato?

Siamo amici da quando avevamo meno di dieci anni e al pomeriggio facevamo ginnastica artistica insieme. Qualche anno dopo passavamo tutti i sabati pomeriggio in saletta a provare o nei locali e nelle vie di Bologna a suonare.


Una canzone per addormentarsi piangendo è il vostro nuovo doppio singolo, molto intimo e sincero. Perché avete sentito il bisogno di scriverlo?

La notte in cui è nata l’idea del doppio singolo abbiamo sentito il bisogno di cantare delle distanze e dello sforzo continuo per trovare un posto che si possa chiamare casa. Dormi è una canzone breve su cosa significa volersi bene a vent’anni, lontani da casa, mentre si muovono i primi passi da adulti che parlano di affitto e carriera. Canzone di un padre parla di un divorzio triste e disilluso.

Cosa avete in programma prossimamente?

Passeremo molto tempo ad avere paura di diventare grandi. E nel frattempo scrivere scrivere scrivere. Ora abbiamo accumulato tante canzoni che ci piacciono. Vogliamo portarle in giro suonando e il prima possibile pubblicarle.

Siete di Bologna, ma ora vivete a Milano. Sentite un cambiamento dal punto di vista della produttività artistica?

Per ora abbiamo vissuto la Milano pandemica, sicuramente vivere insieme è stata l’occasione per lavorare meglio e soprattutto di più. Queste canzoni sono state interamente registrate da noi a casa. In questo periodo di riaperture abbiamo iniziato a vivere di più la città e vediamo creatività in ogni angolo. Abbiamo grandi aspettative per Milano!


A chi vi ispirate quando scrivete le vostre canzoni? Lasciateci con dei consigli di ascolto

Naive – The Kooks
Costuire – Niccolò Fabi
Alright – Jordan Rakei
Questo nostro grande amore – I Cani

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Romeo Scapin tra rock e country nel nuovo Ep ‘The deep breath of time’ https://agenziastampa.net/2021/06/28/romeo-scapin-tra-rock-e-country-nel-nuovo-ep-the-deep-breath-of-time/ https://agenziastampa.net/2021/06/28/romeo-scapin-tra-rock-e-country-nel-nuovo-ep-the-deep-breath-of-time/#comments Mon, 28 Jun 2021 12:20:54 +0000 https://agenziastampa.net/?p=23412

Un rock classicheggiante ed emozionale che alterna venature pop ad incursioni country,

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Un rock classicheggiante ed emozionale che alterna venature pop ad incursioni country, sulla scia dei grandi cantautori inglesi e americani, da Cat Stevens a James Taylor, da Bob Dylan a John Denver. Queste le coordinate musicali di The deep breath of time, il nuovo Ep del cantautore veneto Romeo Scapin pubblicato su etichetta DS Music e disponibile da oggi su tutte le piattaforme digitali.

Il disco, che arriva a sette anni di distanza dal precedente lavoro The Universe behind my eyes, racchiude quattro tracce che sono la fotografia precisa dell’evoluzione stilistica e autorale di Scapin.

Ad aprire l’Ep è l’emozionante When certain morning comes ispirata al periodo della pandemia, mentre il singolo It’s getting better – scelto come singolo per il suo ritmo incalzante e il messaggio di speranza racchiuso nel testo – chiude il disco. Entrambe le tracce caratterizzano (in un’originale versione medley) il videoclip firmato dal regista Gianni Canton che accompagna la pubblicazione dell’Ep. Completano il lavoro i brani Words never said e Inside the silence.

Partiamo dal nuovo Ep. Ci racconti la nascita e cosa racchiude?

La fase embrionale del lavoro nasce nel 2020. Il progetto è frutto di una esigenza all’epoca impellente di poter dar sfogo e concretezza ad una scrittura dei testi, in un periodo in cui le relazioni sociali erano pressoché nulle. La scrittura dei testi almeno di dava la sensazione di poter dialogare con qualcuno, anche se quel qualcuno alla fine ero solo io (considerato il momento). Il disco racchiude una parte del mio mondo, una sfera intima. Le quattro ballate, che compongono l’EP, soprattutto le prime 3 tracce raccolgono il mio lato riflessivo, tipico del mio cantautorato. L’ultima traccia ha sfumature piu’ Rock e contiene dinamiche piu’ ritmiche.

Quanto ha influenzato la pandemia nella tua vita? 

La pandemia ha influenzato in maniera sensibile il mio vissuto, il non poter fare musica insieme, anche solo con amici a volte, ha creato non poca amarezza. Poi, tra le mie passioni, oltre naturalmente alla musica, c’è lo sport, sia seguito direttamente che in Tv, che quello praticato: nuoto e Bici. Attività che nella fase piu’ restrittiva del Lockdown ne ha enormemente risentito, toccando non solo il corpo ma anche la mente.

Quando ti sei avvicinato alla musica?

Credo che la musica abbia sempre fatta parte della mia vita. Presumo fin dai primi ricordi dell’infanzia in cui mi limitavo solo ad ascoltarla, per poi piu’ avanti negli anni adolescenziali cominciare anche a suonarla con i primi accordi di chitarra (influenzato maggiormente dai cantautori Brittanici ed Americani) e negli anni suonando anche un po’ il piano. Quindi, considerato che mio papà era anche un cantante lirico, in casa ho sempre respirato note e liriche d’opera. Accanto alle favole, da bambino mio papà mi raccontava anche le trame delle opere musicali piu’ famose.

Dove ti piacerebbe esibirti?

La voglia di esibizione per un autore/cantautore è sempre forte. Mi piacciono anche le piccole location, come piccoli teatri, una buona parte delle mie ballate, hanno un contenuto riflessivo ed intimistico e si prestano ad essere ascoltato anche nei luoghi sopra citati.

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Pif: «Se la gente mi riconoscesse l’onestà intellettuale, sarei un uomo felice» https://agenziastampa.net/2021/06/24/pif-se-la-gente-mi-riconoscesse-lonesta-intellettuale-sarei-un-uomo-felice/ Thu, 24 Jun 2021 07:49:45 +0000 https://agenziastampa.net/?p=23181

Di Gino Morabito  Allergico agli automatismi, bocciato a scuola, nemo propheta in

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Di Gino Morabito 

Allergico agli automatismi, bocciato a scuola, nemo propheta in patria, ha preferito mirare dritto al cuore intellettuale di Franco Zeffirelli e di Marco Tullio Giordana. Resta un po’ Iena, un po’ testimone, passando per un normalizzatore di stravaganze terrestri, che da quindici anni ha scatenato la sua personale guerra di Piero.

Siciliano di Palermo finito a Roma, Pierfrancesco Diliberto, detto Pif, racconta storie di chi ha combattuto contro la mafia. Posizioni nette, decise, risolute, in difesa di chi ha sempre avuto la schiena dritta e poca voce. Prendono vita nei film apprezzati da pubblico e critica, ora dai microfoni della radio, ora nei successi editoriali, grazie a cui si riaccendendo i riflettori sulla sordità delle istituzioni che non possono più far finta di non sentire.

Pif, guest star del Decennale di Marefestival Salina Premio Massimo Troisi. L’attore e regista siciliano è ospite della manifestazione per ricevere il riconoscimento in ricordo del grande artista napoletano nella serata di chiusura, sabato 3 luglio.

«Purtroppo non ho mai avuto il privilegio di incontrare Massimo, neanche l’onore di vedermelo passare davanti. In quel periodo, per me, il punto d’incontro con il cinema italiano era il Festival di Taormina. Per chi fa il mio mestiere ci sono dei punti di riferimento, e sicuramente Massimo Troisi è uno di quelli. Ogni tanto mi capita che qualcuno mi dica che, in qualche modo, ricordo Troisi. Una volta mi è successo, e l’ho trovato un complimento enorme.»

Quando si diventa popolari si ha come la sensazione di riuscire a cambiare il mondo.

«In realtà è solo un’illusione. Diciamo che è successo ogni tanto che qualcosa sia cambiata, se non solo grazie a te, anche grazie a te. Ed è stata una bella vittoria!»

Ogni tanto capita di vincere qualche battaglia.

«Ultimamente nel catanese, in difesa di ragazzi autistici. Quando mi si è avvicinato un padre di figli disabili e mi ha detto: “Adesso la Regione ci ascolta, ci dà dei soldi per l’assistenza!” beh, quello mi ha ripagato di tutto.»

Io posso”, per rendere dignitoso ogni giorno!

«Con Marco Lillo abbiamo avuto la possibilità di diffondere la notizia delle sorelle Pilliu che hanno denunciato un costruttore legato alla mafia e che, dopo trent’anni di lotta, anche grazie al nostro libro, il loro gesto è stato finalmente riconosciuto. Diventa fondamentale stare vicino alla quotidianità delle persone e delle famiglie colpite, per rendere dignitoso ogni giorno.»

Intere generazioni cresciute nella consapevolezza che esistono i mali nel mondo e bisogna accettarli passivamente. Così è (se vi pare).

«Sono cresciuto con due genitori che mi hanno sempre detto come stavano le cose. Però la loro era una generazione che si limitava soltanto a prenderne atto. Non c’è mai stato un insegnamento in cui si diceva che le cose potessero cambiare.»

L’ignoranza, la volontà di ignorare, in Sicilia ce la insegnano fin da piccoli.

«In Sicilia si cresce senza la possibilità di sognare. Un bambino che nasce in Italia, in particolar modo in Sicilia, non è istruito a sognare perché tiriamo sempre fuori Il Gattopardo come se fosse una condanna divina. È vero che non ci sono le strutture! Probabilmente però non ci sono le strutture perché noi continuiamo a citare Il Gattopardo.»

Il principe di Salina dice una cosa maledettamente vera: noi siciliani non cambieremo mai perché ci riteniamo perfetti.

«Un altro motivo per cui facciamo fatica a cambiare è che viviamo in un posto dannatamente bello. La bellezza della Sicilia ci frega, ci abbaglia e ci porta a non vedere quanto c’è di negativo. Male che però i siciliani non hanno mai negato. Non abbiamo mai negato l’esistenza della mafia, ne abbiamo negato la pericolosità.»

Un palermitano che, dopo aver frequentato il liceo scientifico all’istituto salesiano don Bosco, decide di non iscriversi all’università ma si sposta a Londra per cominciare a costruire il proprio futuro.

«Mi rivedo ancora nel ragazzino che sognava di fare questo lavoro e c’è riuscito. Guardando indietro, il consiglio che gli darei è quello di cercare di capire subito cosa si vuole dire al mondo. I miei primi cortometraggi tecnicamente erano fatti bene, però non avevano nessun messaggio. Credo che la cosa fondamentale nella vita, un po’ per tutti e in particolar modo per chi vuol fare questo mestiere, sia avere qualcosa da dire. Magari non può venire subito, occorre del tempo. Io ho cominciato ad avere una visione del mondo intorno ai quindici anni. Ecco, a quel Pierfrancesco direi di cercare la propria visione del mondo, o comunque di sforzarsi per averla.»

Gli scatti di Adolfo Frediani ci raccontano una personalità alla luce del sole, ironica, riflessiva.

«Sono abbastanza severo con tutti e con me stesso. Sono eccessivo, estremista. Spero solo che, con la paternità, questo atteggiamento si attenui. Non vorrei passare per un prete calvinista che si punisce, sentendosi in colpa per il successo.»

Pseudonimo di Pierfrancesco Diliberto, Pif è un conduttore, autore, sceneggiatore, regista, scrittore, attore, apprezzato da pubblico e critica.

«Spero che si riconosca la mia onestà intellettuale. La domanda che mi sarò fatto pochi secondi prima di morire sarà: ho fatto tutto quello che potevo nella vita? Ecco, mi piacerebbe che la gente comprendesse proprio questo e rispondesse: sì, ha fatto tutto quello che ha potuto. Se la gente mi riconoscesse l’onestà intellettuale, sarei un uomo felice.»

La felicità non è legata al successo ottenuto, al fatto che la gente ti riconosca per strada. Quella è una piacevole conseguenza del proprio lavoro.

«Sono felice perché la mia passione è diventata il mio mestiere, perché sono riuscito a fare quello che volevo. Nel privato, la felicità più grande è quella di essere riuscito a formare una famiglia con le persone che ho ricercato per tutta la vita.»

Poi c’è sempre un buon motivo per non essere felici. Ma, almeno per una volta, godiamoci quello per cui valga la pena esserlo.

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Intervista a Veronica Surrentino: “Sono un operaia della musica” https://agenziastampa.net/2021/06/22/intervista-a-veronica-surrentino-sono-un-operaia-della-musica/ Tue, 22 Jun 2021 07:53:41 +0000 https://agenziastampa.net/?p=23008

Veronica Surrentino: “Sono un operaia della musica”

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Veronica Surrentino, romana, cresciuta di palco in palco da un live all’altro, ha costruito passo dopo passo la sua carriera che oggi, meritatamente, vede consolidarsi. Tanta novità per l’artista, che dopo Tranne Te pubblicherà in luglio un nuovo singolo che anticiperà un duetto con una delle voci italiane più belle.

La musica è per lei condivisione e le cose migliori, dice, nascono insieme
alla sua “famiglia” artistica, gli amici di sempre, i suoi musicisti. Concreta e pragmatica, sa essere creativa e ispirata con ritmi e parole che, affidati alla sua voce arrivano dritti al cuore. Sorridente, si racconta per noi: musicista, cantautrice ma soprattutto mamma di Sofia e Lorenzo, moglie di Marco che con lei, ha sposato anche la sua carriera, sostenendola.

Un bel messaggio quello di Veronica, consapevole di aver messo davanti sempre la famiglia, dimostra come, tuttavia, il talento e la tenacia, il lavoro e la concretezza, possano realizzare i sogni.

Tranne Te e il suo video, ti hanno regalato una grande soddisfazione: come vivi questo momento?
Sono, siamo molto felici e piacevolmente sorpresi. Frastornati, forse è la sensazione che traduce al meglio la nostra emozione, quasi fanciullesca. Sono felice per me, ma quasi più per il gruppo di lavoro e Aldo e Gianfranco che si meritano questo grande coronamento. Sono stati con me sempre, anche nelle difficoltà, senza chiedere, senza pretendere. Abbiamo vissuto tutto come un dono equesto fa la differenza.

Siamo grati alla musica e a quello che ci sta regalando. Quanto è importante il gruppo?
È fondamentale e irrinunciabile. Aldo Martino, che è con me da quando avevo poco più di vent’anni, è come un fratello maggiore; ogni cosa anche la più pazza che ho fatto nella vita, lui c’era. Gianfranco Bonavolontà è arrivato sette o otto anni fa e da allora è parte di questa nostra strana famiglia. Per me avere loro, equivale davvero ad avere una “famiglia musicale”, con cui condividere e sperimentare. Con loro qualunque critica, è ben accetta e rivolta al bene comune. Loro sono stati con me a prescindere dal momento, anche nei più difficili e questo è impagabile. Non serve neanche più parlare, c’è un’empatia incredibile. Arriviamo dal live e siamo abituati a
condividere il palco, sapendo in anticipo cosa farà l’altro. Gianfranco è napoletano e ha una cultura musicale sconfinata. Aldo ascolta musica molto sofisticata e la nostra mescolanza è un mix fantastico. Per me è importante che loro ci siano e spero di non cambiare mai. La confidenza, la sintonia e la fiducia sono molto importanti e la mia musica, con loro, è più bella.

Sei una vera “operaia” della musica, nell’accezione migliore e più piena del termine. A cosa stai lavorando?
Siamo al lavoro, che anzi è quasi terminato, su un altro brano e la sensazione che provo è di essere in corsa, con gli occhi su Tranne Te, che va per conto suo regalandomi un’adrenalina creativa che mi spinge con meravigliose sensazioni verso nuovi stimoli creativi: energia positiva che si riversa su questo nuovo percorso, verso il quale vado fiduciosa consapevolmente, affidandomi. Con il nuovo singolo abbiamo cercato altri colori e un nuovo ritmo, lasciando ancora una volta che la musica ci guidasse. Mi piace essere “operaia della musica”, perché ci metto le mani, il cuore, tutta me stessa. Sono una che la musica la fa’.

Sei una bella donna, una brava musicista, una cantautrice, moglie e madre. Dimmi che hai qualche difetto …

Difetti tecnici, quanti ne vuoi. Sono troppo perfezionista, m’impunto su cose che sono esagerate, lo riconosco. Fortunatamente mi fido degli altri e quindi poi, supero l’impasse. Quello che mi piace di più è arrivare a toccare le corde emotive, quelle sono imprescindibili e quando percepisco di non esserci riuscita, non posso essere soddisfatta. Fortunatamente, la fiducia che ho in chi lavora con me, nel mio gruppo, mi aiuta tantissimo. Non mi accontento, se so che posso fare meglio, lavoro fino a riuscirci. Ho come tutti i miei limiti, ma provo a mediare, a limare i miei spigoli. Quando si ha una famiglia e due bambini, s’impara a fare sacrifici, a rinunciare per loro.

Questo allenamento aiuta anche nel lavoro e nella vita. Finalmente si tornerà a suonare dal vivo. Che effetto ti fa?
Siamo emozionati come se fosse la prima volta, le prove non le abbiamo mai cessate. Abbiamo già fissate un bel pò di date ed abbiamo un pò di tensione, come se fosse la prima volta. Ho bisogno di sfogare tutte le energie positive che sto accumulando, credo che sarà un’esplosione di musica e voglia di comunicarla… Stiamo lavorando in particolar modo ad un nuovo spettacolo per settembre,dove saranno finalmente, le mie canzoni, le vere protagoniste.

Le ballad sono la tua comfort zone. Hai, definitivamente, cambiato rotta?
Mi piace che si senta tra le righe quel genere lì che fa parte di me, mi piace che sia al servizio di un nuovo sound. Fa parte di me e rappresenta il mio modo di lasciare che le emozioni vengano fuori, liberamente. Mi siedo al pianoforte e scrivo una ballad: è il mio sfogo, il mio relax. Dapprima sono più lente e intime, poi succede che vengano trasformate in ritmi più veloci. Mi cambia la voce ed è comunque, il mio io interiore a prendere il comando. Viene da sola, liberamente. Questa sono io, sempre e comunque.

Veronica, questo per te è un momento davvero importante. Un giro di boa per la tua carriera che hai costruito con pazienza e oserei dire con “coerenza”. Come vivi questa svolta?
Serenamente, perché non ho la fretta di arrivare, abituata da un percorso fatto da sognatrice razionale. Passo dopo passo, procedo con la stessa passione e voglia di comunicare la mia musica. Chiaro, però, che sento una responsabilità più grande, nei confronti di un gruppo di lavoro che cammina con me e condivide tutta la fatica e l’impegno.

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Intervista alla giovanissima cantautrice Aurora Battle https://agenziastampa.net/2021/06/07/intervista-alla-giovanissima-cantautrice-aurora-battle/ Mon, 07 Jun 2021 07:55:33 +0000 https://agenziastampa.net/?p=21958

Quando hai deciso di iniziare a suonare la chitarra ed il violoncello?

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Quando hai deciso di iniziare a suonare la chitarra ed il violoncello?

Il violoncello iniziai a suonarlo quando avevo 10 anni se non sbaglio, per il semplice fatto che lo suonava anche mio fratello e tutte le volte che lui studiava rimanevo incantata dal suono, così decisi di provare anche io.

Mentre la chitarra è sempre stato uno strumento che volevo studiare, ma ho iniziato 3 mesi fa. Lo trovo più complicato del piano, però mi piace molto.

Qualcuno in particolare ti ha spinto a provare questa strada?

Grazie alla mia famiglia, che mi ha sempre spinto a provare discipline artistiche, studiare musica e a mio padre che mi ha cresciuto con tanta buona musica. Mi hanno proposto tante passioni per poi scegliere da sola quello che davvero mi rappresentasse e che amassi fare.

“Arrels” è un singolo molto introspettivo. Puoi dirci a cosa, oppure a chi, ti sei ispirata per la realizzazione del pezzo?

Mi sono ispirata a delle situazioni che mi son successe in passato e alla storia della mia famiglia.

Credi che senza le lezioni di canto iniziate quando eri più piccola non avresti raggiunto questo livello?

Assolutamente sì, se non avessi iniziato lezioni di canto quando ero piccola, di sicuro a quest’ora non avrei la capacità di cantare come canto ora. Secondo me studiare la tecnica e tutto il resto è una cosa molto importante e saper usare la voce in modo corretto. Poi ovviamente bisogna metterci l’interpretazione, l’anima e la passione.

Ti senti cambiata caratterialmente da quando hai iniziato a fare musica?

Sì, sono molto meno timida e più estroversa. La musica mi ha aiutata molto.

Parliamo della scrittura dei tuoi brani. Scrivi di getto oppure ragioni a lungo prima di mettere su carta i tuoi pensieri?

Dipende molto da come mi sento. A volte scrivo tantissimo senza fermarmi e senza pensarci troppo, ma mi è capitato anche di essere molto più lenta e di pensare bene a cosa volessi scrivere.

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Intervista alla giovane cantante Alexandra, fuori con il brano Ora resta https://agenziastampa.net/2021/06/03/intervista-alla-giovane-cantante-alexandra-fuori-con-il-brano-ora-resta/ https://agenziastampa.net/2021/06/03/intervista-alla-giovane-cantante-alexandra-fuori-con-il-brano-ora-resta/#comments Thu, 03 Jun 2021 09:07:47 +0000 https://agenziastampa.net/?p=21741

Come è nata l’idea del brano “ora resta”? 1-   “Ora Resta” è

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Come è nata l’idea del brano “ora resta”?

1-   “Ora Resta” è un brano scritto dall’etichetta Grey Light Records e racconta di un viaggio. Può essere interpretato come viaggio alla scoperta di se stessi, o il viaggio della vita. Parla di riscatto, di allontanare le persone che non credono in te e di tenere vicino coloro che invece ti vogliono bene.

A che età hai iniziato a cantare?

2- ho iniziato a cantare a 5 anni. Ho fatto parte dei “i piccoli cantori di Milano” e poi per anni ho fatto coro Gospel. Grazie ai miei genitori ho continuato a cantare e ad appassionarmi alla musica. Ora sono al terzo anno di una accademia a Milano.

Hai già dei progetti pronti da farci ascoltare?

3- sicuramente ci saranno molte sorprese in futuro, ancora non abbiamo parlato di un possibile Album, ma mai dire mai.

C’è un/una cantante a cui ti ispiri particolarmente?

4- non ho un cantante in particolare, però penso che la più grande aspirazione per un artista interprete sia la grandissima Mina. 

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Intervista a Serena Altavilla https://agenziastampa.net/2021/05/12/intervista-a-serena-altavilla/ Wed, 12 May 2021 07:42:28 +0000 https://agenziastampa.net/?p=20547

Chi ti ha spinto e stimolato maggiormente a intraprendere questo percorso? Ho

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  1. Chi ti ha spinto e stimolato maggiormente a intraprendere questo percorso?

Ho sempre avuto il desiderio di cantare su un palco, sono sempre stata spinta da molte energie dentro di me e fuori da me, famiglia, amiche, amici, incontri magici, ovviamente anche le delusioni sono state spinte propulsive.

2. Il covid ha messo i bastoni fra le ruote a tutti sotto più punti di vista. Come vivi questa situazione lavorativamente  parlando?

Il lavoro in Italia è proprio un territorio pieno di problemi e dislivelli che fanno paura, per quanto riguarda la mia esperienza io non ho mai vissuto solo di musica, adesso per esempio faccio la baby sitter. 

3. Se dovessi scegliere un pezzo da presentare come biglietto da visita per chi non ti conosce, quale sceglieresti?

Distrarsi e Sotto le ossa due brani molto diversi fra loro ma che insieme si completano 

4. C’è un pezzo di Morsa a cui sei particolarmente affezionata?

Epidermide, perché è grazie a questa canzone che ho capito che non dovevo arrendermi e potevo continuare a cercare. E’ come una sorella maggiore.

5. Tre consigli che ti senti di dare a chi vuole intraprendere il tuo stesso percorso. 

Ascoltarsi, non vergognarsi, buttarsi

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Intervista a Sheffer https://agenziastampa.net/2021/04/27/intervista-a-sheffer/ Tue, 27 Apr 2021 07:35:48 +0000 https://agenziastampa.net/?p=19633

In occasione dell'uscita del singolo "Pendant", abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il cantautore rap Sheffer.

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Sheffer, alias Daniele, classe ’99, cantautore della provincia di Milano, cresce con un obiettivo ben chiaro in testa: diventare un musicista, anzi, polistrumentista. Inizia a studiare chitarra elettrica all’età di 9 anni per poi passare alla batteria acustica. Collabora a formazioni di band, suonando, ovunque ne avesse spazio e possibilità, fino a giungere alla scelta di intraprendere un percorso da solista. Negli ultimi anni, ha imparato a produrre brani (da autodidatta) per costruire e lavorare al proprio progetto inedito con lo pseudonimo “Sheffer”, come cantante rapper/producer.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui.

1. Cosa significa Pendant?

Pendant significa corrispondenza, lo usiamo comunemente nell’abbigliamento, quando indossiamo due cose dello stesso colore. Nel brano ha un significato particolare, perché si riferisce a me e ad una ragazza per la quale persi la testa durante una serata, la scorsa estate.

2. Come nasce la tua collaborazione con Gabriel Bagini?

Io e Gabriel siamo amici d’infanzia. collaboriamo da sempre, abbiamo avuto diverse band insieme e quando ho iniziato questo progetto solista, l’ho voluto includere a tutti i costi.

3. Sei riuscito nel tuo intento di poterti considerare un polistrumentista?

Mi piace suonare un po’ di tutto, ma non sono un esperto di qualcosa in particolare. Il mio strumento preferito é la batteria. Tuttavia mi diletto anche con la chitarra e il basso, poi con la pianola, ma la uso più per produrre che per suonare.

4. Cosa puoi raccontarci dei tuoi progetti musicali precedenti?

Sono molto fiero di tutto ciò che ho fatto finora, specialmente dell’ultimo singolo prima di questo « Solitudine », che racconta appunto la solitudine vissuta da un ragazzo come me, durante il periodo di quarantena. In generale mi riascolto spesso e noto degli enormi cambiamenti da un singolo all’altro.

5. Cosa rappresenta la “rosa” per te?

La Rosa é il simbolo portante del progetto, rappresenta il mio dualismo lirico: i petali, quindi la parte romantica delle mie parole e le spine, ovvero la mia critica sociale.

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Intervista al giovanissimo e talentuoso Mavì, in radio con il nuovo singolo “Sahara” https://agenziastampa.net/2021/04/20/intervista-al-giovanissimo-e-talentuoso-mavi-in-radio-con-il-nuovo-singolo-sahara/ Tue, 20 Apr 2021 10:01:33 +0000 https://agenziastampa.net/?p=19260

Biografia Giuseppe Panza in arte Mavì (nato a Palermo, 20 anni), di

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Biografia
Giuseppe Panza in arte Mavì (nato a Palermo, 20 anni), di padre campano e di madre siciliana. Il suo rapporto con la musica è sempre stato bilaterale poiché ha vissuto diverse tradizioni musicali ma nello stesso tempo tradizioni che lo portano, all’età di 6 anni, ad entrare a far parte del coro delle voci bianche del Teatro San Carlo di Napoli. In quello stesso periodo comincia a comporre le prime note al pianoforte cercando di riprodurre le colonne sonore degli anime giapponesi che sin da piccolo hanno influenzato la sua vita, sviluppando così una vera e propria passione per lo strumento fino a condurlo qualche anno dopo ad iscriversi al conservatorio Bellini di Palermo, lì dove intraprende oltre ai normali studi di solfeggio, teoria musicale e pianoforte anche lo studio del violino, appassionandosi inoltre a strumenti come la chitarra e percussioni varie presenti durante le ore di musica d’insieme passate nella sezione musicale della sia scuola media.

Dopo quasi 6 anni di studi musicali, la vita del liceo classico e la poca ispirazione che la musica classica in quel momento offriva, fanno sì che all’età di 16 anni lasci il conservatorio e si dedichi, insieme ad un gruppo di amici, ad un progetto artistico grazie al quale si accosta alla scrittura e riscopre le proprie doti canore, concependo da lì a poco i primi brani. In quel periodo comincia a nutrire una grande curiosità nei confronti della musica elettronica a tal punto che, conseguita la maturità classica, decide di isolarsi e dedicarsi completamente alla produzione musicale, arricchendo lo studio da autodidatta con degli studi privati di sound design allo scopo di sperimentare e creare un nuovo progetto musicale che unisce la sua visione di musica alla passione per la multiculturalità con particolare accezione al quella orientale.

INTERVISTA

Cosa rappresenta per te la musica?

Credo sia la domanda piú complessa che si possa fare ad un artista, io credo che la musica, per una persona qualunque rappresenti un momento in cui staccare la spina o per dare una colonna sonora a dei momenti della propria vita, per un artista invece la musica rappresenta la quotidianità ,tutto quello che faccio, dico o penso é sempre in relazione alla musica ed é per questo motivo che nasce l’esigenza di scrivere o di tradurre queste azioni quotidiane nell’unica lingua che conosco, ovvero quella della musica. Tuttavia ciò che ho appena detto appartiene all’emisfero materiale dell’artista, mentre io ho sempre diviso la rappresentazione della musica in due emisferi e il secondo é quello dell’ignoto, quello fatto di stranezze, cose inspiegabili, immagini esuberanti, insomma una sorta di luogo onirico dal quale solo chi ha siglato un patto col diavolo musicante può attingere informazioni ed idee. L’insieme di tutto ciò per me é la musica.

Raccontaci com’è nato il tuo ultimo progetto discografico.

“Sahara” é nata da un connubio  di concetti e idee musicali che sentivo il bisogno di rappresentare, prima tra queste l’estetica musicale. Stavo cercando un modo di unire il mio rapporto potremmo dire “stendhaliano” con gli anime e l’arte giapponese, con il mio mondo musicale. E da questo matrimonio nasce “Sahara”, ma soprattutto Mavì.

Quali artisti-personaggi ti hanno cambiato la vita? (Anche non esclusivamente legati al mondo musicale)

In realtà credo di essere un ottimo ascoltatore e mi piace spaziare molto. Elencarti i classici nomi di chi ha fatto la storia della musica italiana e straniera sarebbe banale da parte mia, anche perché escludendo la grande grande passione per Pino Daniele e la profonda ammirazione per Renato Carosone, oggi tendenzialmente non ascolto piú questo genere di canzoni se non in determinate occasioni. Per quanto riguarda artisti che al giorno d’oggi credo siano stati la mia maggior ispirazione voglio farti 5 nomi, anche se ci sarebbe una lista veramente lunga da fare: Don Diablo, 53 Thieves, Mura Masa, Nothing nowhere, Tha Supreme, questi sono gli artisti che negli ultimi due anni mi hanno ispirato davvero tanto. Ma coloro che mi hanno davvero cambiato la vita sono artisti come “Eiichiro Oda”, ”Masashi Kishimoto”, ”Takeshi Obata”, ”Tsugumi Oba”, ”Yoshihiro Togashi” e tanti altri fumettisti, creatori dei capolavori manga fonti infinite di ispirazione e compagni di vita.

Quale ruolo riveste la musica nella società?

La musica ha un impatto fondamentale nella società, credo che dopo l’acqua ed il cibo sia la terza fonte di vita per l’essere umano, motivo per cui oggi, non tenendo conto del periodo che stiamo vivendo, é un’industria sempre fertile , ma soprattutto un campo dove le persone non smettono mai di investire. Quindi, sicuramente come ho già spiegatola musica rispecchia sentimenti ed emozioni del popolo, ma é inutile nascondere che rappresenta una fonte economica essenziale per tutti i paesi.

Come può sopravvivere la musica in tempi di Covid?

Non penso di avere una vera e proprio risposta a questa domanda, credo che l’adattamento peró sia fondamentale, allo stesso modo di come stanno facendo le scuole e le attività che non hanno potuto riaprire fisicamente. Ma la cosa piú importante é non smettere di sognare e da che mondo é mondo, é nei momenti piú difficile che un artista scrive le migliori canzoni, quindi bisogna approfittarne e rendere prolifico questo momento.

Dove ti vedi tra 10 anni?

Il mio sogno sarebbe quello di viaggiare, conoscere piú culture musicali possibili, vivere facendo quello che amo e sperimentare nuove fusioni di generi, magari creare un genere mio, insomma credo sia normale a vent’anni avere molte ambizioni, quindi spero tra dieci anni di rispondere alle vostre domande e potervi raccontare di tutto questo.

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Intervista ai PILLHEADS, fuori con il singolo d’esordio “IL LIBERO PENSIERO” https://agenziastampa.net/2021/04/15/intervista-ai-pillheads-fuori-con-il-singolo-desordio-il-libero-pensiero/ Thu, 15 Apr 2021 10:16:27 +0000 https://agenziastampa.net/?p=18955

Da venerdì 12 marzo è in rotazione radiofonica “IL LIBERO PENSIERO”, il

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Da venerdì 12 marzo è in rotazione radiofonica “IL LIBERO PENSIERO”, il singolo d’esordio dei PILLHEADS.

Il libero pensiero è un brano che affronta il tema della contemporanea difficoltà di ragionare fuori dal coro e di sostenere opinioni personali autentiche, con un testo intenso e provocatorio.

Spiega il gruppo a proposito del loro nuovo ineditoIl pensiero libero e incondizionato ha evidenti e inquietanti analogie con la sindrome di Tourette. Entrambi si manifestano in tenera età, con la tendenza poi a svanire; Entrambi portano i soggetti a dire troppe parole sconvenienti; Entrambi nei casi più gravi vengono curati con i farmaci.

Pillheads è un termine inglese che definisce “coloro che assumono ossessivamente farmaci senza averne una reale necessità”, da un’idea di Phil Strongman, collaboratore di Malcom McLaren e regista dei Sex Pistols, con cui i Pillheads produssero un film nel 2017.

Il video ufficiale del brano, diretto da Luca Tartaglia, vede protagonista il gruppo che suona il brano in camice da medico, perseguitando con lancio di pillole un attore che recita il ruolo di un uomo sull’orlo della pazzia, afflitto dall’impossibilità di esprimersi liberamente.

Link al videoclip ufficiale: https://bit.ly/2Php9cK

Biografia
I Pillheads sono Paolo Baltaro (vovce e chitarra) e Daniele Mignone (basso), con Dario Marchetti alla batteria. Rappresentano un modo molto personale di fondere la forza granitica del Rock  e l’armonia del Pop britannico (ispirandosi a pilastri come Beatles, Led Zeppelin e Pink Floyd), con testi che si rifanno esplicitamente alla tradizione del grande cantautorato italiano, focalizzando aspetti e storie della vita contemporanea, costantemente in bilico tra mondo reale e mondo virtuale. Ogni brano ha anche una versione gemella in lingua inglese, che verrà pubblicata successivamente.

INTERVISTA

1. Da dove arriva il nome Pillheads?

Fu Phil Strongman (stretto collaboratore di Malcom McLaren e regista ufficiale dei Sex Pistols) a darci l’idea del nome. Philleads è un termine inglese che definisce ìcoloro che assumono ossessivamente farmaci senza averne una reale necessità. Per noi la “pillola” è metafora di tutto ciò che la società contemporanea si auto impone come surrogato di valori autentici.

2. Chi secondo voi può vantare l’utilizzo del libero pensiero?

Noi. Tuttavia Il Libero Pensiero è regolarmente depositato alla SIAE, se ci pagate i diritti potete utilizzarla anche voi.

3. Questo singolo è l’anticipo di un disco? Ha ancora senso pubblicare un disco?

Certamente. Uscirà sicuramente il 33 giri. Non vediamo l’ora di suonare al Cantagiro.

4. Come avete mantenuto vivo il progetto nonostante la pandemia?

Abbiamo spento la tv e i social.

5. Prossimi step o sogni da realizzare?

Fondare la prima miniera di coltan su Marte.

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Intervista alla band emergente Greater Than Eight, fuori con il singolo “Strange Home” https://agenziastampa.net/2021/04/01/intervista-alla-band-emergente-greater-than-eight-fuori-con-il-singolo-strange-home/ Thu, 01 Apr 2021 09:23:17 +0000 https://agenziastampa.net/?p=18179

I Greater than Eight sono un gruppo musicale italiano formatosi a Pesaro

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I Greater than Eight sono un gruppo musicale italiano formatosi a Pesaro nel 2017.

La band è composta da Vincenzo Alfano (voce, chitarra ritmica, ukulele), Jacopo Piscopo (batteria, percussioni), Riccardo Mezzolani (chitarra solista, pianoforte, voce) Pier Francesco Grelli (basso). Quest’ultimo completa la formazione nel 2020.

I quattro musicisti si conobbero in età scolastica iniziando a scrivere le prime composizioni in una soffitta. Nel 2017 fondarono ufficialmente il gruppo. Dopo più di un anno passato a provare e comporre brani, nel 2018 fanno la loro prima apparizione live al Rossini Festival, vincendo la manifestazione con alcuni brani inediti, e aggiudicandosi la possibilità di registrare in uno studio di registrazione. 

Il 26 Febbraio 2021 pubblicano il loro primo singolo “Strange Home, che anticipa l’uscita dell’EP  “Please Hold On” il 27 Marzo 2021.

INTERVISTA:

Questa settimana abbiamo intervistato il frontman della band emergente Greater Than Eight.

Come prima domanda vorrei togliermi una curiosità, cosa significa il vostro nome?

È un po’ enigmatico, significa molte cose. In realtà il nostro nome è quella faccia che vedi quando scrivi zero maggiore di otto, è un’icona, due occhi che vedono e una bocca che vuole parlare. Questa è la prima visione più semplice. 

Com’è nato questo nome?

Lo zero e l’otto sono gli unici numeri che mi piacciono (ride), fuggivamo dai mille nomi già presi da altri artisti e band, è stata una vera impresa!

Come vi siete conosciuti?

Eravamo piccoli, così piccoli da non sapere neanche che l’uno o l’altro suonasse uno strumento. E alla fine è successo che siamo cresciuti insieme

E quali sono stati i primi passi nel mondo della musica? 

C’era la soffitta del batterista, Jacopo, un posto speciale che ricordo ancora bene. Qui usai per la prima volta un microfono, uno Shure, me ne innamorai. Batteria, chitarre.. e nacquero i primi pezzi dal nulla e ci sembravano magici!.. È partito tutto così

Come vi definireste? Dimmi Tre aggettivi

Semplici, imprevedibili,  ambiziosi. Ci piace lavorare tanto con le idee e non ci accontentiamo mai, sappiamo che possiamo fare sempre meglio

Quali generi trattate principalmente?

Rock, in tutte le sue forme, Britpop, Pop, Alternative. Spesso ci piace creare pezzi che ci mettono in difficoltà quando ci chiediamo a che genere appartengono

Chi scrive i pezzi? 

Un po’ tutti. Principalmente io, ma poi sono sicuro che questa cosa cambierà nel tempo, ed è una cosa che mi farebbe molto felice perché amo i contrasti.

Chi è tra di voi il ritardatario?

Facciamo a gara (ride)

Cosa potete dirci di questo EP? 

È minimale, ma coraggioso. E volevamo che fosse così, ovviamente non abbiamo dato il nostro meglio, abbiamo scelto un inizio con qualcosa che potevamo permetterci di autoprodurre. Ed è stato il primo esperimento , riuscito per certi aspetti e meno su altri, ad esempio sento che dobbiamo migliorare sugli arrangiamenti. Molte cose le rifarei da capo ma ci sono anche alcune chicche che vale la pena ascoltare. Ti trasportano in una parte strana della mente

Qual’è la tua ambizione più grande?

La mia ambizione più grande? Firmare un giorno con la Parlophone, e registrare almeno un album con Brian Eno. Si, sono un grande sognatore (ride) ma questa è la mia ambizione più grande.

Qual’è il vostro messaggio? 

Difficile definirlo in qualche frase. Sicuramente è un messaggio che parla di vita, di cose belle e cose brutte, cose per cui lottare, di speranza, di forza, di debolezza, un modo per venire fuori da un problema. Siamo molto vicini a un mondo che stiamo perdendo, e che non vogliamo perdere.

Cosa intendi?

Parlo dell’ambiente, della natura spontanea libera e selvaggia, parlo del come le nuove generazioni siano troppo attaccate alla tecnologia da crederla il mondo reale. E di tutte le cose che vanno a perdersi quando questo succede

Sento che hai un certo fervore quando parli di ambiente. A questo proposito, sull’emergenza che stiamo vivendo, credi si possa invertire la rotta?

Sono una persona che crede molto nel cambiamento.

Farete concerti? Quali sono i prossimi eventi in programma?

Beh sicuramente questa estate, appena ci sarà la possibilità di fare spettacoli continueremo con la promozione del nostro E.P e del nostro Singolo e sicuramente nei prossimi live ci saranno anche pezzi nuovi, bolle sempre qualcosa in pentola.

Una frase di chiusura per i nostri lettori?

Concedeteci qualche minuto per portarvi fuori dalla moda e dai soliti suoni, accendete le vostre casse, sedetevi lì davanti, e ascoltate il nostro E.P… Please Hold On.

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Intervista alla band alessandrina OVERTURE https://agenziastampa.net/2021/03/29/intervista-alla-band-alessandrina-overture/ Mon, 29 Mar 2021 08:12:28 +0000 https://agenziastampa.net/?p=17858

Biografia Gli Overture sono una band di Alessandria nata nel 2018. Il

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Biografia
Gli Overture sono una band di Alessandria nata nel 2018. Il gruppo è formato da Davide Boveri (classe ’97, Voce), Jacopo Cipolla (classe ’02, Basso), Andrea Barbera (classe ’97, Chitarra e Tastiere) e Giacomo Pisani (classe ’01, Batteria e Percussioni). Ogni componente della band arriva da mondi musicalmente diversi.

La band parte dalle sonorità del Rap Metal per poi svecchiarle e creare un nuovo Crossover che tiene come riferimento principale il rap e la trap più moderne, nelle quali vengono inseriti i suoni funk, soul, rock e reggae. L’obiettivo del gruppo è sperimentare nuove sonorità partendo dalle esperienze musicali vicine alle sensibilità dei singoli componenti. Debuttano nel novembre 2019 con il singolo “Fiume in piena”, traccia con variegate sonorità (reggae, rap, R’n’b) e nel gennaio successivo esce “Come godo se” che cambia completamente faccia con una produzione trap che rasenta il metal con caratteriste ossessive.

Il filo conduttore di questo suono così eclettico si trova nella stesura dei testi, scritti di getto come “vomitati”, perchè affrontano sempre tematiche, sentimenti, passioni spesso scomode al nostro subconscio. Nel 2020 ottengo ottimi risultati partecipando al “Primo Maggio Next” arrivando in finale e a “Xfactor 2020” passando le prime fasi e andando a registrare le audizioni a Cinecittà/Roma. Sempre in questo periodo il loro singolo d’esordio “Fiume In Piena” viene inserito nella compilation “Compila Rockit 1.00” di Rockit.
Il nuovo singolo degli Overture dal titolo “Baricentro” (Noize Hills Records) è disponibile in radio e in digitale dal 19 febbraio 2021.

INTERVISTA:

Quanto vi ha influenzato la vostra città, musicalmente parlando?

La città in un modo o nell’altro influenza il tuo modo di essere, Alessandria è considerata un “paese grande” si conoscono quasi tutti, c’è tanta invidia e pochissima libertà d’espressione. Probabilmente esser nati in una grande città ci avrebbe permesso di farci conoscere con molti più occhi addosso. Nei nostri progetti c’è sicuramente quello di partire.

Siete orgogliosi del vostro rapporto con la musica?

Il nostro orgoglio è la fortuna di aver a che fare con la musica, creare un rapporto che va aldilà dei pregiudizi e dei finti legami. Chi si trova in questa posizione ha la possibilità di sentirti superiore perché la musica non si apre con tutti.

Da cosa vi lasciate ispirare in questo momento?

L’ispirazione in questo momento è in attesa. Il mondo è fermo e suo sembrare che la realtà si stia appiattendo, la soluzione è cercare di evadere con la mente in cerca di nuovi stimoli.

Dove vorreste suonare?

Dappertutto!

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INTERVISTA a Max Nardari, in radio con il singolo “I NEED YOU” https://agenziastampa.net/2021/03/25/intervista-a-max-nardari-in-radio-con-il-singolo-i-need-you/ Thu, 25 Mar 2021 08:53:54 +0000 https://agenziastampa.net/?p=17634

Dal 19 marzo sarà disponibile in rotazione radiofonica “I NEED YOU”, nuovo

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Dal 19 marzo sarà disponibile in rotazione radiofonica “I NEED YOU”, nuovo brano di MAX NARDARI che anticipa il primo album. Il brano è disponibile su tutte le piattaforme di streaming dal 15 marzo.

Secondo brano che anticipa l’album in uscita per il prossimo autunno, “I NEED YOU” è il nuovo singolo di MAX NARDARI. Il pezzo ha un arrangiamento con sonorità pop dance elettroniche e il testo vuole essere un omaggio a tutto il mondo dello spettacolo, in particolare al cinema, chiuso ormai da troppo tempo a causa della pandemia. Max ha voluto aggiungere anche la traccia pianoforte e voce del brano per presentare una versione alternativa spoglia, nella sua genesi. La produzione del brano è stata seguita da Francesco Arpino presso lo studio Rock Me Amadeus di Roma.

«Per anni ho abbandonato la musica per dedicarmi solo al cinema, ma inevitabilmente poi la musica tornava fuori in ogni mia regia. Ho deciso che d’ora in poi porterò avanti a pari passo sia la musica che il cinema – spiega l’artista a proposito del suo progetto musicale – Nel mio disco ci saranno anche brani in italiano, anche se la mia predilezione, già nella fase di scrittura, è per la lingua inglese. L’inglese si sposa meglio con la pop dance ed è a mio avviso la lingua migliore per le colonne sonore dei film».

Il videoclip ufficiale di “I need you” è stato ideato da Max con l’obiettivo di omaggiare il grande cinema del passato, in particolare quello fantascientifico dagli anni ‘80 fino al 2010, ripercorrendo film memorabili come Blade Runner, Minority Report, Matrix e Gravity.  Lo stesso Max nel video si cala anche  nelle vesti del Capitano Anderton del film Minority Report. Il video è stato prodotto dalla Reset production di Roma in collaborazione con Cooldesign e con le fantastiche animazioni di Emiliano Leone, artista apprezzato a livello internazionale per gli effetti speciali. Nel videoclip Max si avvale anche del corpo di ballo della scuola di Danza Seil, seconda classificata a Londra agli ultimi campionati del mondo di Hip Hop, con le splendide coreografie di Eleonora Bordi. I vari look di Max durante la sequenza di immagini sono stati curati dalla stylist milanese Renata Ercoli.

VIDEOCLIP:

Biografia
Max Nardari, nato a Padova, si laurea al DAMS di Bologna con una tesi su Pedro Almodovar. Vive due anni a Londra dove perfeziona i suoi studi di pianoforte, chitarra e canto.

Trasferitosi a Roma si diploma in regia presso la NUCT di Cinecittà e in sceneggiatura presso la RAI. Nel 2003 fonda la sua casa di produzione cinematografica Reset Production srl con cui produce film, numerosi cortometraggi, documentari, spot e videoclip musicali. Parallelamente porta avanti la sua attività come compositore e autore musicale scrivendo per RAF il brano Ouch (2004) che dà anche il titolo all’album del cantautore, inoltre collabora con diversi artisti italiani, fra cui Fabrizio Moro, Andrea Mirò, Simonetta Spiri, Paola & Chiara, Arianna e tanti altri. Scrive brani per i suoi film e cortometraggi che vengono distribuiti da Rai Cinema e messi in onda su RAI 1.

Nel 2017 esce in Russia in 470 sale il film “Liubov Pret-a-Portè”, co-prodotto dall’Italia e la Russia e a seguire in Italia nel 2019 con il titolo “Di tutti i colori”. Nel cast Alessandro Borghi, Giancarlo Giannini, Nino Frassica, Paolo Conticini e Tosca D’Aquino. Il suo brano “La ragnatela” fa parte della colonna sonora del film. Nel 2016 con la Reset produce, scrive e dirige il suo secondo film “La mia famiglia a soqquadro” (da settembre 2020 su Amazon Prime) con protagonisti Marco Cocci, Eleonora Giorgi e Ninni Bruschetta, per cui riceve svariati premi internazionali, fra cui il Festival di Tokyo 2017 e Il Leone di Vetro alla 75ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia come miglior regista ed eccellenza veneta.

Dal 2018 viene nominato Direttore Artistico del Festival del Cinema Italo Russo e a seguire Direttore Artistico del Festival di Sabaudia Conduce anche il festival con diverse presentatrici: Tosca D’Aquino, Flora Canto, Matilde Brandi e con la presenza fissa di Enrico Brignano. Nel 2020 torna alla musica anche come cantautore con il brano in lingua inglese dal titolo “Fragile” e un videoclip in animazione realizzato durante il lockdown che presenta alla 77° Mostra del Cinema di Venezia e che vince vari premi internazionali, tra cui l’Andromeda Film Festival 2020 in Turchia e il Resistance International Film Festival in Iran. E’ in uscita il suo terzo film raccolta di cortometraggi, in esclusiva sulla piattaforma di Amazon Prime, dal titolo Diversamente, prodotto sempre dalla Reset production. Nel cast: Euridice Axen, Michela Andreozzi, Simone Montedoro, Denny Mendez, Giorgia Wurth e Claudia Zanella. Parallelamente uscirà anche, su tutti gli stores digitali, la colonna sonora del film distribuita e prodotta da Reset production che dal 2020 è anche etichetta discografica.

Il nuovo brano di Max Nardari dal titolo “I need you” è disponibile in digitale dal 15 marzo e in radio dal 19 marzo 2021.

INTERVISTA:

– Il brano “I need you” anticipa il tuo primo album: cosa ci dobbiamo aspettare dalle tracce che non abbiamo ancora ascoltato?

Il testo del brano “I need you”, “Ho bisogno di te”, nasce come inno d’amore al cinema che, da troppo tempo, è rimasto chiuso a causa del Covid, un cinema che ha bisogno di rinascere e di farci sognare. E’ il secondo singolo di un album pop dance in inglese che uscirà il prossimo autunno, dal titolo “Nothing to lose”, e si intitolerà così perché penso che in questo periodo storico non abbiamo nulla da perdere e che dobbiamo buttarci sulle cose che ci piacciono davvero, senza preconcetti. Gli altri brani sono Pop funky, uno in particolare, “Tonight” uscirà il prossimo giugno e ci farà ballare tutti. Entrambi questi brani tra l’altro fanno parte del mio prossimo film ad episodi dal titolo Diversamente , che uscirà a breve in esclusiva su Amazon prime, sempre prodotto dalla mia società Reset Production.

– Sei un appassionato di cinema, oltre che di musica: qual’ è il film che più ti ha segnato e perché.

Mi sono laureato a Bologna al DAMS con una tesi sulle strategie narrative nel cinema di Pedro Almodovar. Ho sempre amato i suoi film perché, oltre ad essere folli, fanno ridere, riflettere e nel contempo commuovere. Tra le sue pellicole adoro Legami, Donne sull’orlo di una crisi di nervi, Tutto su mia madre. Mentre in Italia stimo molto Paolo Virzì e trovo che il film La pazza Gioia sia uno dei suoi più belli. Ma ci tengo anche a dire che amo moltissimo anche uno dei miei film dal titolo La mia famiglia a soqquadro che potete vedere da qualche mese su Amazon prime. Nel cast: Bianca Nappi, Marco Cocci, Eleonora Giorgi e tanti altri.

– Invece per quanto riguarda la musica, quali sono gli artisti a cui ti ispiri?

La mia grande icona, avendo vissuto la gioventù musicale degli anni pop ‘80/’90, è sempre stata Madonna. Ma non è l’unica. Con lei ci sono anche George Michael, i Culture Club, i Depeche Mode e gli Eiffel 65. Non c’è comunque un artista a cui mi ispiro in particolare e spero così di poter dimostrare la mia originalità.

– Ti piacerebbe anche fare l’attore?

Ho avuto l’occasione di farlo nel mio film La mia famiglia a soqquadro, a fianco della bellissima Elisabetta Pellini, ma è stata una esperienza circoscritta che non penso che rifarei, non riuscivo a memorizzare le battute perché per deformazione professionale ero troppo focalizzato sulla regia del film. Molti mi dicono che in realtà sono portato per fare l’attore, per il mio essere così divertente, spontaneo ed istrionico, ma queste sono caratteristiche che ho invece preferito mettere in luce da conduttore di due festival importanti, quello della Commedia Italiana di Sabaudia e il Premio Felix, Festival del Cinema Italo Russo di Milano di cui sono il Direttore Artistico da tre anni.

– Hai sempre saputo di voler lavorare nello spettacolo? Come hai iniziato? Qual è stato il tuo percorso?

Ho sempre desiderato lavorare nello spettacolo sia da bambino, ma in realtà non avevo chiaro in cosa. Iniziai cantando alla “corride” di Cervia di Fabrizio Pausini, il padre della grande Laura, poi da lì ho suonato nei vari locali di Roma con una mia band, fino a fare l’autore per tanti artisti tra cui Raf. Per quanto riguarda il cinema, i miei primi passi li ho mossi realizzando videoclip per tanti artisti tra cui Fabrizio Moro e Andrea Mirò, per poi arrivare a fare i film. Ho capito nel tempo che quella mancanza di chiarezza che avevo da bambino derivava dal fatto che sono in realtà un creativo multifunzionale. Ho scelto nel tempo di portare avanti parallelamente sia la strada della regia, che quella della musica e della scrittura. Ho deciso di diventare producer per poter essere io stesso l’artefice dei miei progetti e di questo sono molto soddisfatto perché mi sento una persona libera, anche se l’essere indipendente è molto difficile in questo periodo storico di incertezze.

Credo che nella vita non si finisca mai di imparare e che bisogna crescere sempre. Da due anni ho deciso di tornare a fare musica seriamente, per cui frequento una scuola fighissima di Roma, Cento per Cento Musica di Virginio e Luisa Galizia, che mi è servita molto per rimettermi in gioco riprendendo a studiare pianoforte, computer music e soprattutto canto, dopo anni dedicati quasi esclusivamente alla regia.

– Quando uscirà l’album?

L’album Nothing to lose uscirà il prossimo autunno. Nel frattempo usciranno altri tre singoli con relativi videoclip e ogni video sarà abbinato ad un altro mio progetto. Infatti quest’anno ho in ballo un nuovo film, un documentario sulla moda, un cortometraggio e persino un libro! Indovinate il titolo? “Meglio fare cento cose bene che una male”.:-)

Se vi fa piacere seguite il mio profilo Instagram (https://www.instagram.com/maxnardari/) e iscrivetevi sul mio canale youtube (https://www.youtube.com/maxnardariofficial).

Il mio sito personale è : https://www.maxnardari.com/it/

Grazie!

MAX

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Intervista al giovane artista RIO, in radio con il primo singolo “La mia abitudine” https://agenziastampa.net/2021/03/23/intervista-al-giovane-artista-rio-in-radio-con-il-primo-singolo-la-mia-abitudine/ Tue, 23 Mar 2021 11:37:20 +0000 https://agenziastampa.net/?p=17506

In radio il primo singolo ufficiale di Riccardo Iorianni, in arte RIO,

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In radio il primo singolo ufficiale di Riccardo Iorianni, in arte RIO, già disponibile in tutti i digital store. Una ballad pop che rappresenta in pieno lo stile del cantautore ligure. La canzone è stata prodotta presso RMB Studio con mix e mastering realizzati da Cristian Milani.

La regia e fotografia del videoclip, girato presso la bellissima Villa Etelinda di Bordighera, è curata da Mizuko Visual Studio.

Videoclip “La mia abitudine“: https://youtu.be/vueo7JXjak8

Riccardo ci spiega: “Siamo abituati a vedere la routine come qualcosa di negativo, qualcosa che logora un rapporto, ma è solo questione di circostanze. Distanza è la parola che ormai detta regole e modi di vivere e non per forza è una questione di metri, di chilometri. Mai come in questo periodo storico ci siamo sentiti invasi dalla divisione nella divisione, come fosse una sentenza, un punto. Promesse, emozioni e speranze sono state alimentate dal ticchettìo di un instancabile e vecchio orologio. Così anche le piccole cose diventano grandi, anche l’abitudine assume un aspetto diverso, tanto da diventare un profondo desiderio”.

Biografia
RIO, Riccardo Iorianni, nasce a Bordighera il 21 agosto 1995, è un cantautore italiano. In età adolescenziale inizia a cantare al fianco della madre e in breve tempo entra a far parte di un gruppo musicale della sua città, passo che spinge a capire che la musica sarebbe stata parte fondamentale della sua vita, inizia quindi un percorso di crescita e all’età di 13 anni vince il suo primo concorso nazionale, il BimboFestival, presentato da Elisabetta Viviani al Teatro San Babila di Milano. Inizia lì a far conoscere la sua voce per piazze e locali e negli anni successivi viene scelto come rappresentante culturale italiano all’Ecofest Junior International Festival, evento “green” che si svolge annualmente nella città di Deva, in Romania. RIO ed il gruppo vengono successivamente invitati come Special Guest a Un Bosco per Kyoto, avendo l’onore di esibirsi sia sul palco del Teatro Ariston di Sanremo che al Campidoglio in Roma. Dopo numerosi spettacoli il gruppo decide di dividersi al termine di Music Story, evento patrocinato dall’Unicef e dal Comune di Ventimiglia (comune di residenza del cantante), prodotto da Francesco Lacalamita, mettendo fine ad un’era. RIO porta da lì tutto il suo bagaglio d’esperienza. Decide quindi di avviare un percorso individuale che lo porta a scoprire la passione per la scrittura, diventando così cantautore.

Intervista:
Cosa rappresenta per te la musica?

Io e la musica abbiamo un rapporto eccezionale, lei è la migliore amica di sempre, alla faccia di chi dice che tra uomo e donna non ci può essere un rapporto d’amicizia! E’ vero, in passato abbiamo litigato, ci siamo allontanati, ma le case con solide fondamenta non si abbattono facilmente, e quando ho sentito il bisogno di dover tornare da lei, ho trovato le porte aperte.

La musica per me è quel rifugio segreto in alta montagna, dove tutto tace e dove ogni pensiero prende la sua voce.

Raccontaci com’è nato il tuo ultimo progetto discografico.

“La mia abitudine” nasce nei mesi successivi all’estate scorsa!

Un brano che rappresenta il desiderio di avere un qualcosa che ci siamo visti togliere improvvisamente. La routine in una coppia è solitamente vista come qualcosa di negativo, ma è sempre questione di circostanze. “Distanza” è la parola che ormai detta le regole quotidiane e mai come in questo periodo storico emozioni e speranze hanno guidato le nostre giornate. Così anche le piccole cose possono diventare grandi e anche l’abitudine assume un aspetto diverso, tanto da diventare un profondo desiderio.

Questo brano è rivolto a tutte quelle persone che hanno sentito il bisogno di riavere quella routine, di avere al proprio fianco quella persona, sottratta dalla distanza, dal tempo e da qualcosa di anomalo, fuori dal nostro controllo.

Quali artisti-personaggi ti hanno cambiato la vita?

(Anche non esclusivamente legati al mondo musicale)

Walt Disney ha sicuramente un peso non indifferente nella mia quotidianità, ho vissuto in prima persona i luoghi che la sua creatività ha prodotto, vestendo le sue idee ed è stata l’esperienza della vita.

“If you can dream it, you can do it” ovvero “Se puoi sognarlo, puoi farlo”, è una delle frasi più celebri di Walt Disney, ma è anche una delle più grandi verità di sempre. I sogni guidano il mondo, e se hai il coraggio e la pazienza di inseguirli prima o poi si esaudiranno!

Musicalmente parlando ci sono diversi artisti a cui mi ispiro, e che sicuramente sono cambiati con il passare del tempo. Come dicevo ad altre testate, la cultura della musica italiana arriva da lontano e io ne sono un fedele sostenitore, e comprendo anche come in ogni forma d’arte si siano innestati degli altri rami, altri generi musicali, anche questo è progresso.

Detto questo, mi affascinano le composizioni di Cesare Cremonini, di Francesco Gabbani, mi ispiro ai testi di Ermal Meta, di Ultimo e di alcuni artisti emergenti che purtroppo non hanno fatto fortuna come altri artisti.

Quale ruolo riveste la musica nella società?

La musica è parte fondamentale della vita di tante persone, esistono ormai tanti generi musicali, segno di quanto sia vario il gusto e quanto sia ampia l’immaginazione. Credo che la musica sia il collante di questa società, un luogo comune dove incontrarsi, dove l’artista ha il compito di modulare un messaggio, un pensiero e far sì che le persone si rispecchino in quel messaggio.

Per me è un rifugio d’alta montagna, ma per altri può essere una grotta sul mare o una panchina del parco, ma cosa unisce è sempre lei: la musica.

Come può sopravvivere la musica in tempi di Covid?

Io credo che sia stata proprio la musica a salvare noi nel tempo del Covid. Legandomi alla risposta precedente, la musica ci ha uniti.

Ricordo che ci si incontrava sui balconi per cantare, per suonare..

in un momento dove sembrava non ci fosse via d’uscita.

La musica non ha mai smesso di suonare e di trasmettere emozioni.

Certo, mancano i live, manca il contatto diretto con il pubblico, e non so quando si potrà tornare a calcare di nuovo i palchi, ma la cosa certa è che la musica sopravviverà sempre, in qualche modo ci ha salvato, ci salverà e si salverà da sola.

Dove ti vedi tra 10 anni?

Sono tanti i sogni nel cassetto, artisticamente parlando vorrei aver raggiunto la maturità necessaria, vocale e culturale per poter elaborare i miei testi con maggiore qualità. Vorrei poter sentire suonare le mie canzoni in radio e sentirle cantare dalle persone in un supermercato, negli autogrill, in metro…

Mi vedo più saggio, più maturo e sicuramente più vecchio!

Social
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Intervista all’interprete ed autrice romana Monica Brown https://agenziastampa.net/2021/03/23/intervista-allinterprete-ed-autrice-romana-monica-brown/ Tue, 23 Mar 2021 09:02:39 +0000 https://agenziastampa.net/?p=17457

Fascino mediterraneo, due occhi profondi e il talento del bel canto. Quel

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Fascino mediterraneo, due occhi profondi e il talento del bel canto. Quel talento che è la base imprescindibile per sfondare.

Fiducia nelle proprie capacità, olio di gomito e perseverare in attesa dell’incontro che può cambiare la sorte… fino a farsi conoscere e amare dal pubblico, condividendo sé stessi attraverso quella musica che è ragione di vita.

Monica Brown è una donna e artista che ha perseverato, intraprendendo quella strada misteriosa e imperscrutabile che porta al successo. La voglia di spaziare tra generi musicali inesplorati è sempre più forte, e porta la nostra Monica ad affidarsi a un autore
del calibro di Umberto Rivarola che scrive per lei Amore assassino.

«È un brano contro la violenza sulle donne. Una canzone d’autore con lo splendido arrangiamento di Nando Di Stefano, che rimanda a quei sapori musicali di Crosby, Stills, Nash & Young.»

Non è pezzo “immediato”. Una certa atmosfera di riflessione perdura per tutto il brano, con una squisita ricercatezza nelle parole, che conferisce spessore a un testo già denso di
contenuto.

«Seguendo le strofe, il ritornello può lasciare forse un po’ spiazzati, rimanendo in attesa di un’apertura melodica di impatto. È una sorta di provocazione sonora per far tornare
all’ascolto della musica suonata, quella vera, uscendo dai canoni imposti dal mercato discografico.»

L’interprete e autrice romana si evolve, cambia volto, si affaccia alla canzone impegnata. In cammino verso la maturità artistica.

«Il singolo Amore assassino vuole essere il preludio di un album più maturo, che lambisce i sapori del nostro cantautorato e gli intramontabili suoni della West Coast fusi con la melodia italiana.»

Dalla sua musica traspaiono quelle difficoltà e quelle gioie che sentiamo nostre. Le declina nell’album di inediti Semplicemente me!, dove la splendida Non c’è mai una ragione
traccia un solco netto tra il prima e il dopo.

«Racconto semplicemente me stessa, in tutte le mie sfaccettature artistiche e caratteriali. Riascoltandomi, provo ogni volta una sensazione diversa, ma quella più importante è
la consapevolezza di essere diventata donna; l’essere riuscita finalmente, dopo un lungo percorso di metamorfosi, a capire che dire “no” a volte premia.»

Traspare la vita di una donna forte e coraggiosa, fatta di gioie e delusioni, con un occhio attento alla musica. Quella stessa musica che l’ha avvolta e trascinata come un fiume in
piena.

«La musica non è un gioco, ma la colonna sonora della nostra vita. E abbiamo il dovere di renderla magica.»

Nipote del compositore hollywoodiano John Rea, si avvicina al mondo delle sette note, quando una sera scorrono in tivù le immagini di una bambina che si esibisce all’Arena di Verona. L’enfant prodige Nikka Costa incanta con On my own, pura magia. È il 1981.

«La sua voce pura, autentica, calda mi distolse da ciò che stavo facendo e da quel momento in me è nata la passione per la musica. Ogni giorno, tornata da scuola, accendevo il mio stereo e, microfono in mano, davanti allo specchio giocavo ad esibirmi su un palco. Ma, finita la mia esibizione, mi rendevo conto che non c’era nessun pubblico ad applaudirmi, nessun gioco di luci, solo la realtà della mia cameretta.»

Lo scontro con una realtà che le fa prendere atto di cosa volesse davvero: riuscire trasmettere al pubblico le stesse emozioni che provava.

«Sono fermamente convinta che gli elementi per raggiungere il proprio successo personale comincino dallo star bene con sé stessi: determinazione, avere fiducia nelle proprie capacità e coraggio di essere autocritici. E poi l’umiltà, l’umiltà è alla base di tutto.»

Dagli esordi come cantante da intrattenimento alla firma del primo contratto per Orange Records Rome. Viene notata dal produttore discografico Nando Di Stefano che si rende subito conto delle potenzialità di una performer in grado di esprimere tutta la propria armonia musicale e la pienezza della voce.

«“Voglio produrti!” – mi disse – “Arrivi dritta al cuore di chi ti ascolta.”. Così è iniziata la mia collaborazione con l’etichetta discografica Orange Records Rome. Poi la collaborazione è diventata un lavoro. Ore ed ore in sala di registrazione: tante idee, tanti fogli scritti e corretti, tante piccole note che, messe insieme, hanno creato musiche straordinarie. Il mio grazie oggi è per una persona sola, il mio produttore discografico Nando Di Stefano che ha creduto in me!»

Umile, determinata, professionale. Monica Brown è la ragazza della porta accanto, con quella capacità di raccontare storie in cui riconoscersi e per le quali non si può restare
indifferenti.

«Sono consapevole di avere trovato con la musica un linguaggio condivisibile, ed è meravigliosa la sensazione di entrare, in punta di piedi, nel cuore del pubblico.»

Disponibile su tutte le piattaforme digitali, per il cd fisico scrivere a orangerecordsrome@gmail.com

Contatti e social:

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L’artista Mavì ci presenta il suo primo singolo: “Noire”. Ecco l’intervista https://agenziastampa.net/2021/03/22/lartista-mavi-ci-presenta-il-suo-primo-singolo-noire-ecco-lintervista/ https://agenziastampa.net/2021/03/22/lartista-mavi-ci-presenta-il-suo-primo-singolo-noire-ecco-lintervista/#comments Mon, 22 Mar 2021 11:40:08 +0000 https://agenziastampa.net/?p=17332

Ludovica Sidoti, in arte Mavì, nasce a Roma il 23/04/1996. Molto determinata, considera

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Ludovica Sidoti, in arte Mavì, nasce a Roma il 23/04/1996. Molto determinata, considera la capacità di applicarsi e di allenarsi un elemento fondamentale per la crescita personale. Amante dell’arte in tutte le sue manifestazioni, dal disegno al ballo alla fotografia, ha sempre posto la musica al primo posto dedicandogli cuore e tempo.

Inizia ad appassionarsi all’arte canora all’età di dieci anni durante una recita scolastica in cui interpreta il ruolo di cantante solista, da quel momento la musica occupa un posto fondamentale nella sua vita. Il desiderio di prendere lezioni di canto si esaudisce solo all’età di 13 anni e in età più adulta prende lezioni di pianoforte. Nel 2020 dopo aver fatto esperienza in locali, collaborato con Pierfrancesco Bazzoffi e Alessandro Sgreccia (rispettivamente bassista e chitarrista dei Velvet), partecipato a casting di svariati talent e alle fasi finali di festival importanti, si è concentrata sul percorso universitario, laureandosi in lingue straniere alla Sapienza di Roma.

Come il suo nome d’arte suggerisce, attraverso le sue canzoni ci racconta la sua vita, ci chiarisce la sua essenza: una ragazza apparentemente semplice, ma dall’animo eccentrico; una ragazza che ama vestirsi di musica. Nell’autunno 2020 conosce la realtà di Cantieri Sonori di Marco Canigiula e decide di affidarsi a loro per realizzare il suo primo vero progetto artistico. Il 12 febbraio 2021 esce il primo singolo “Noire” (Cantieri Sonori), scritto dalla stessa insieme a Marco Canigiula e Pietro La Terza. Il brano è disponibile in radio dal 26 febbraio.

Leggi il testo.

INTERVISTA:

– Ciao Mavì, benvenuta nel nostro blog. Parlaci del tuo brano d’esordio, “Noire”.

Ciao a tutti e grazie per questo spazio. Noire è il mio brano d’esordio ed è incentrato sul sentimento della rabbia. Quasi a tutti sarà capitato di trovarsi in una situazione scomoda, circondati da persone scomode, incapaci di fare un passetto in più verso di noi. Per quanto le si possa rincorrere sono sempre più lontane dal nostro mondo. Noire vuole raccontare proprio questo; l’amore tra una coppia che però di amore ne condivide ben poco. Con Marco Canigiula il team di Cantieri Sonori abbiamo cercato di ricreare con il brano questa corsa verso l’irraggiungibile. Da una parte un uomo freddo e distaccato, incapace di mostrare amore per la sua donna, dall’altra la frustrazione di chi, in fin dei conti, ancora ci crede.

– Quale pensi sia il tuo punto di forza e che ti differenzia dagli altri artisti?

Questa è una domanda difficile e che, a dir la verità, non mi sono mai posta. Personalmente mi ritengo una persona molto consapevole di chi sono, di quello che mi piacerebbe essere in futuro, del mio percorso e di dove voglio arrivare. Quindi credo che il mio punto di forza sia proprio la consapevolezza.

– Ci sono altri brani in uscita?

Certo che si! Stiamo lavorando da mesi a tutto il progetto e senza spoilerare troppo vi posso dire che molto molto presto ci sarà nuovo materiale che potrete ascoltare. Con il mio team abbiamo tante belle novità in arrivo quindi come si dice in questi casi STAY TUNED!

– Come è nata la tua passione per la musica?

La mia passione per la musica ha iniziato a farsi sentire già all’età di 10 anni. Il primo ricordo è di una recita scolastica in cui interpretai la cantante solista, probabilmente è lì che scattò la scintilla! La cosa fantastica è che riguardando oggi il video di quella piccola esibizione alcune cose non sono cambiate: stesse espressioni, stesso modo di tenere il microfono, stesse emozioni. Da quel momento in poi io e il mio vecchio amico mp3 siamo diventati inseparabili.

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Intervista a M. Fois e M. Parisi https://agenziastampa.net/2021/03/22/intervista-a-m-fois-e-m-parisi/ Mon, 22 Mar 2021 08:52:29 +0000 https://agenziastampa.net/?p=17324

Oggi presentiamo due romanzieri che, a Bologna, hanno trovato il loro habitat ideale per scrivere le loro storie. Si tratta di due brevi interviste con Marcello Fois, premiato autore di libri fortunati come Memorie del vuoto e Nel tempo di mezzo, e Mimmo Parisi, scrittore con all'attivo un pugno di pubblicazioni originali.

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Bologna è un crocevia che ospita per via della sua vocazione universitaria, diverse situazioni di vita. Fra queste citiamo le carriere di due scrittori, M. Fois e M. Parisi.

Nonostante la pandemia Marcello Fois cerca di essere positivo. “Ho un piccolo giardino interno nella mia casa di via Pietralata – racconta lo scrittore –. Con due figli e un cane quello spazio è diventato essenziale”. “Ho Licia Gianquinto a fianco, Silvia Avallone di fronte, Alex Boschetti poco lontano. Siamo una piccola comunità di scrittori come nel quartiere parigino del Marais”.

Come mai questa scelta?
“Avevo fatto il primo anno di Medicina a Sassari ma non ero contento. Scoprii che a Bologna si apriva la prima facoltà di italianistica e non ci pensai due volte. Sono stato uno dei primi allievi di Ezio Raimondi in via Zamboni 32 e mi sono laureato con lui. Poi ho conosciuto mia moglie Paola, ho cominciato a lavorare all’Archiginnasio, ho fatto il professore precario e ho iniziato a scrivere. Nel ‘92 ho vinto il premio Calvino e lì è iniziato tutto”.

Anche il romanziere Mimmo Parisi ha un trascorso di universitario giunto da fuori. Più precisamente e diversamente da Fois, frequenta l’Accademia di Belle Arti dove si laurea in Pittura con il prof Contini.

Mimmo, conoscevi già Marcello Fois?
Certo. Tuttavia non sapevo che anche lui abitasse a Bologna. Sono quei casi strani della vita.

Perché strani?
Insomma, lui ha una casa in via Pietralata e io ci ho vissuto per anni in quella strada. Poi ha parlato di piccola comunità di scrittori: mi sarebbe piaciuto essere parte integrante del gruppo.

Forse sarebbe stato utile avvicinarli.
Giusto. Tuttavia – visto che mi interesso di narrativa in maniera importante solo da alcuni anni – penso che la mia passione per la musica abbia un po’ diretto la mia vita. Lasciando fuori per forza di cose,  altri miei target culturali.

Raccontaci in sintesi la tua carriera di musicista.
Be’, riassumendo in maniera estrema, io ho fatto parte di diverse formazioni, fino a quella definitiva – con un nome scippato a monsieur Ravel: ‘I Bolero’ –. Dopo la fuoriuscita dalla band ho vissuto una nuova stagione che mi ha visto cambiare pelle in cantautore e, finalmente, anche scrittore.

Ultimo libro pubblicato?
Ha un titolo che rimanda alla contemporaneità. Alla disavventura che tutti stiamo vivendo, Nemmeno il tempo di un abbraccio (PlanetEditore, pag. 142).

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Intervista a Gabry Marco, fuori con il nuovo singolo “Ho scelto te” https://agenziastampa.net/2021/03/16/intervista-a-gabry-marco-fuori-con-il-nuovo-singolo-ho-scelto-te/ https://agenziastampa.net/2021/03/16/intervista-a-gabry-marco-fuori-con-il-nuovo-singolo-ho-scelto-te/#comments Tue, 16 Mar 2021 11:04:23 +0000 https://agenziastampa.net/?p=17094

Il brano “Ho scelto te” è nato da un’idea di Gabry Marco

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Il brano “Ho scelto te” è nato da un’idea di Gabry Marco in collaborazione con Philippe Leon, mentre le musiche sono state scritte ed arrangiate da Luca Rustici e Gianni Testa.

La canzone si presenta come un brano “teen pop” molto dolce, in chiave romantica, unendo i suoni moderni a quelli più classicheggianti dell’orchestra. Descrive un’emozione vissuta in prima persona da Gabry Marco e racconta la fragilità di un amore complicato, vittima delle distrazioni continue. Descrive la difficoltà nel trovare la persona giusta al proprio fianco che sappia sempre darti supporto ed essere presente, soprattutto nei momenti più difficili.

Ci spiega Gabry Marco: “Dopo tante delusioni d’amore, finalmente sembra essere arrivata la ragazza giusta, ma hai paura di fidarti, non ci riesci e dopo tanti tentennamenti, ti convinci che sia lei e ti butti in questo mare, scoprendo che anche lei ha vissuto un passato simile al tuo. Queste due anime fragili, si ritrovano insieme formando un’unica identità che tutti chiamano amore. Questo amore è stato cercato da parecchio tempo, e può essere paragonato alla scrittura di una canzone; questa canzone: non l’ho mai scritta finché non sei arrivata te, sei la canzone che da tempo volevo scrivere, ma non ci riuscivo”.

INTERVISTA:
Cosa rappresenta per te la musica?

La musica per me rappresenta un modo di trasmettere ciò che solo con le parole non riesco a fare,la musica è uno sfogo emotivo, un modo per distaccarsi dalla realtà.

Raccontaci com’è nato il tuo ultimo progetto discografico.

Il mio ultimo progetto discografico è nato in collaborazione con Joseba Publishing circa un anno e mezzo fa, abbiamo lavorato ad alcuni inediti, uno è già stato pubblicato, molto presto usciranno nuove canzoni.

Quali artisti-personaggi ti hanno cambiato la vita? (Anche non esclusivamente legati al mondo musicale)

Non c’è nessun artista/personaggio che mi ha influenzato così tanto da cambiarmi la vita

Quale ruolo riveste la musica nella società?

La musica ha un ruolo fondamentale, in ogni cosa, posto, tempo c’è musica, è un elemento che non manca mai.

Come può sopravvivere la musica in tempi di Covid?

La musica sopravvive ai tempi del covid, l’unica cosa che non si può fare sono i live ma per il resto credo che sia un periodo forte per la musica in quanto con l’utilizzo di internet puoi raggiungere pubblico in tutto il mondo senza spostarti da casa, in più con la scusa delle restrizioni, la gente ha più tempo per stare sui social; quindi contrariamente da ciò che dicono tutti, credo sia un buon periodo per la musica.

Dove ti vedi tra 10 anni?

Chi lo sa, spero di aver raggiunto tutti gli obbiettivi che mi sono prestabilito.

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Intervista alla cantautrice IRAVOX , in radio con il nuovo singolo “Come i delfini” https://agenziastampa.net/2021/03/09/intervista-alla-cantautrice-iravox-in-radio-con-il-nuovo-singolo-come-i-delfini/ Tue, 09 Mar 2021 10:21:41 +0000 https://agenziastampa.net/?p=16667

Dodicesimo singolo per Lorena Violetta Asaro, in arte Iravox, cantautrice milanese dall’inesauribile

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Dodicesimo singolo per Lorena Violetta Asaro, in arte Iravox, cantautrice milanese dall’inesauribile vena artistica e dall’estro creativo originale e fuori dalle logiche di marketing.

COME I DELFINI anticipa di qualche settimana l’uscita di CONTROLUCE (The Singles Collection), album che racchiude tutti i brani usciti dal 2014 al 2021 e cinque bonus tracks, tra le quali anche la tanto attesa versione remix di PICCOLE DONNE, la cui uscita è prevista per i primi di aprile 2021.

Videoclip “Come i delfini”: https://youtu.be/p_azHwM-Dwc

Iravox, oltre alla canzone stessa, firma anche la regia ed il montaggio del suggestivo videoclip nel quale l’artista dialoga con la persona amata attraverso uno specchio magico. Da un angolo remoto e meraviglioso del mondo, un uomo è pronto a ricevere i suoi messaggi attraverso lo specchio d’acqua del mare.

Paesaggi sconfinati di natura incontaminata e landscape mozzafiato catturano lo spettatore in un avvolgente gioco di lens-flare e passi di danza. Le anime dei due protagonisti si ritroveranno unite per sempre, anche se i loro corpi sono molto distanti. Lontani ma collegati spiritualmente grazie a varie forme artistiche: la musica, le immagini, la danza e la forza dirompente della natura.

Lo spettatore viene preso per mano e condotto in un viaggio che soddisfa il bisogno universale odierno di evadere, uscendo da casa e volando via insieme al vento in massima libertà, come fanno i gabbiani che si librano sul mare o i delfini quando giocano nell’acqua.

La produzione è affidata, come sempre, alle mani sapienti del maestro Danilo Bajocchi che nell’arrangiamento di COME I DELFINI crea atmosfere magiche, sondando mondi musicali fantasiosi e sognanti.

Biografia Iravox

Iravox, Cantautrice, Visual-Artist e Performer milanese, esordisce in camicia di forza nel 2014 con FEBBRE che diventa il singolo indie più trasmesso dalle radio italiane nella categoria “Absolute Beginners Donna”.

I brani composti da Iravox vengono arrangiati dal talentuosissimo e poliedrico compositore, arrangiatore e produttore artistico Danilo Bajocchi all’UltraSuoni Studio di Milano.

Dal 2014 ad oggi, escono dodici singoli Elettro-Pop, correlati da videoclip a carattere fantastico/fantascientifico, creati dall’artista stessa, quasi tutti distribuiti da Universal Music Group.

Nel 2018 il singolo PICCOLE DONNE viene presentato a “Blob IncantaTu”, sul red-carpet del Teatro Ariston, per le telecamere di RAI3 e al Palafiori di Sanremo, durante la trasmissione di Red Ronnie “W Sanremo con Red”, in contemporanea con la serata finale del Festival.

A febbraio 2021 viene pubblicato COME I DELFINI, brano dalle atmosfere magiche, che anticipa di qualche settimana l’uscita di CONTROLUCE, album che racchiude tutti i brani editi di Iravox più cinque bonus tracks, tra le quali anche la tanto attesa PICCOLE DONNE REMIX, la cui uscita è prevista per aprile 2021.

Link Sito Ufficiale: http://www.iravox.com
IG: https://www.instagram.com/iravox_lorenaasaro/
FB: https://www.facebook.com/Iravox-246902422061748/

INTERVISTA:
Cosa rappresenta per te la musica?

La musica e l’arte in generale rappresentano il modo che l’essere umano ha per sublimare la realtà e poter creare mondi nuovi, esteticamente bellissimi e pieni di fantasia.

Nel mio lavoro artistico, composto da musica ed immagini a carattere fantastico/fantascientifico, ricerco l’originalità e la bellezza. Tutto questo mi rapisce dalla quotidianità, spesso piena di brutture, e mi porta mentalmente altrove. Creare arte è per me una continua ricerca della perfezione e del divino. Mi smuove la continua tensione verso l’alto e la sete di trascendenza. Concepisco l’arte come il contrario dell’effimero e del triviale e penso che ad essa sia affidato il compito di anticipare il futuro. Kandinskij diceva che “L’arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla, e indica il contenuto del futuro.”

Raccontaci com’è nato il tuo ultimo progetto discografico.

Il singolo Come i Delfini nasce dal bisogno universale odierno di evadere, di uscire da casa e volare via insieme al vento in massima libertà.

Ho composto molte canzoni ritmate ma anche delle ballad dolcissime. Mi sembrava giunto il momento di pubblicare un brano rilassante, magico, etereo, sognante. Qualcuno lo ha definito “onirico”, qualcun altro “un bicchiere di acqua fresca” e mi sembra che siano immagini azzeccatissime per descrivere questa canzone molto ariosa.

L’arrangiatore Danilo Bajocchi ha creato per Come i Delfini atmosfere magiche, sondando mondi musicali fantasiosi e sognanti.

Il videoclip è una sorta di viaggio che conduce alla scoperta di paesaggi sconfinati di natura incontaminata. Passi di danza mimano il volo dei gabbiani, mentre giochi d’acqua e movenze eleganti dei delfini accompagnano la mia voce.

Quali artisti-personaggi ti hanno cambiato la vita?

(Anche non esclusivamente legati al mondo musicale)

Nel corso della vita mi sono imbattuta in artisti e opere d’arte che hanno cambiato il corso della mia vita. Piero della Francesca con la sua Pala Montefeltro, vista alla Pinacoteca di Brera. Giotto con la sua Cappella degli Scrovegni. Salvador Dalì e i suoi orologi sciolti. De Chirico coi suoi manichini, un quadro su tutti, Ettore e Andromaca. E poi Stephen King coi suoi capolavori che continuo a leggere e a rileggere. Steven Spielberg coi suoi film fantasiosi e i suoi mondi immaginifici. L’Inferno di Dante, i ponti di Calatrava, gli LP dei Genesis e dei King Crimson. In Italia ho adorato la musica dei Matia Bazar e dei Bluvertigo. Il mio lavoro artistico deriva da tutta l’arte che ho assorbito nella vita, ovviamente rivisitata e filtrata attraverso la mia sensibilità artistica.

Quale ruolo riveste la musica nella società?

Oggigiorno, ahimè, la musica è sempre più relegata alla funzione di mero intrattenimento. Sottofondo per ballare o guidare, musica per fare allenamento fisico.

In realtà non dovrebbe essere solo questo. La musica e i testi dovrebbero guidare la società verso un più elevato livello di coscienza riguardo molte problematiche e suonare dovrebbe essere appannaggio di musicisti e cantautori capaci. La musica dovrebbe essere in continua evoluzione, proprio come lo sono le altre forme artistiche. Cinema, Architettura, Fotografia, Moda, Pittura, Letteratura e Poesia evolvono mentre la Musica si è fermata e, anzi, sta subendo una grave involuzione. Siamo passati da Mozart, Beethoven ai Pink Floyd, ora passiamo dai Pink Floyd ai blogger che non sanno neanche produrre una nota per sbaglio e ai trapper mononota. Io però do molta colpa a chi deve scegliere i progetti da lanciare sul mercato che da più di un decennio sceglie solo in base alle visualizzazioni su YouTube e alla fama del personaggio in oggetto. I veri musicisti e la Vera Musica sembra ormai che non interessino più alla discografia. A quest’ultima importano solo i proftti e seguire i dettami del Marketing. Morgan cantava: “Il Dio Denaro ha vinto Dio e si crede l’Arte figlia sua!” Ed è stato proprio così.

Come può sopravvivere la musica in tempi di Covid?

Moltissimi musicisti stanno producendo musica e stanno pubblicando canzoni nuove. Il mio studio d’incisione non ha mai lavorato tanto in vita sua! Gli artisti, costretti a stare a casa, hanno colto l’occasione per creare cose nuove. Anch’io mi sono scatenata e ho scritto tantissimo, musica e non solo… ma non anticipo niente perché questa sarà una sorpresa!

Dove ti vedi tra 10 anni?

Esattamente qui dove sono in questo momento, a scrivere canzoni, scrivere libri, inventare arrangiamenti, trasmissioni televisive, ideare serie TV, fare storyboard per nuovi videoclip, scattare fotografie sorprendenti e sviluppare concept sempre più profondi e complessi. Spero che la mia creatività non si arresti mai e che io possa permettermi il lusso di lavorare con l’arte per tutta la vita!

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Intervista alla band Mosaiko, in radio con il singolo “Lady Road” https://agenziastampa.net/2021/02/09/intervista-alla-band-mosaiko-in-radio-con-il-singolo-lady-road/ Tue, 09 Feb 2021 10:32:07 +0000 https://agenziastampa.net/?p=14934

Da venerdì 22 gennaio  è in radio “Lady Road” il nuovo singolo

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Da venerdì 22 gennaio  è in radio “Lady Road” il nuovo singolo della band Mosaiko, già disponibile negli store digitali.

Il nome Mosaiko rappresenta il cammino musicale di sei musicisti (Andrea Artale, Samuel Capodieci, Marika Artale, Marco Fazio, Mariano Fazio, Paolo Docimo), come in una perfetta composizione artistica che li lega l’uno all’altro con dedizione, cura e amore per la musica, in un percorso da loro chiamato Lady Road.

E’ un brano pop dedicato alla Signora che ha ispirato e formato la band Mosaiko dall’inizio della loro carriera fino ad oggi: la Signora Strada.

Video “Lady Road”: https://youtu.be/sb9ncD3K2wE

Biografia

I Mosaiko sono una band con una lunga storia alle spalle. Conosciuti in passato come Indie Project, si presentano al panorama musicale il 2019, con il singolo Vado Via, dedicato a Totò e realizzato in collaborazione con il Maestro Fio Zanotti. Il 24 aprile 2020 pubblicano “Gin” un brano scritto durante il periodo del “lockdown“, brano dedicato alle coppie che cercavano di combattere la lontananza con l’amore. Il 2 agosto la band esce con “Una ragazza in due”, una versione rivisitata in stile pop-funk di un classico degli anni ’60 portata al successo dai Giganti. Autori, compositori e arrangiatori, i Mosaiko stanno già lavorando in studio per il nuovo album che sarà prodotto dall’etichetta Indie Sound Music e distribuito da Belive Digital.

Intervista:
Cosa rappresenta per voi la musica?

Per noi la musica è vita, fonte di emozioni e tutto ciò che ci possa aiutare ad andare avanti!

Raccontateci com’è nato il vostro ultimo progetto discografico.

Il nostro ultimo progetto musicale è nato dall’unione di 6 pensieri diversi ma che avessero tutti lo stesso fine e significato.

Quali artisti-personaggi vi hanno cambiato la vita? (Anche non esclusivamente legati al mondo musicale)

Essendo 6 artisti, ci sono diversi personaggi che hanno cambiato la nostra vita, dai grandi attori alla normalissima gente del popolo che con piccoli gesti regala grandi emozioni.

Quale ruolo riveste la musica nella società?

Secondo il nostro punto di vista la musica nella società riveste un ruolo di speranza, perché proprio grazie ad essa si vivono sogni ad occhi aperti.

Come può sopravvivere la musica in tempi di Covid?

Grazie agli artisti come noi che continuano a credere in essa e non si fermano mai di andare avanti.

Dove vi vedete tra 10 anni?

Come diceva il grande Battisti “lo scopriremo solo vivendo”.

Link social:
INSTAGRAM: https://www.instagram.com/mosaiko_official
FACEBOOK: https://www.facebook.com/mosaikoofficialband
YOUTUBE CHANNEL: https://www.youtube.com/user/indieprojectband
SPOTIFY: https://open.spotify.com/artist/2GMzsDq1dyqnVd0QWHLCO3

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Intervista a Leiner, in radio con il nuovo singolo “Casa nostra” https://agenziastampa.net/2021/02/09/intervista-a-leiner-in-radio-con-il-nuovo-singolo-casa-nostra/ Tue, 09 Feb 2021 10:20:06 +0000 https://agenziastampa.net/?p=14928

Da venerdì 18 dicembre sarà disponibile in rotazione radiofonica “CASA NOSTRA”, il

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Da venerdì 18 dicembre sarà disponibile in rotazione radiofonica “CASA NOSTRA”, il nuovo singolo di Leiner disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 12 dicembre.

“Casa nostra” è un brano che nasce dalla spontanea necessità di Leiner di parlare della sua infanzia, in particolare del fatto che sia stato adottato. È una canzone che abbraccia vari generi musicali, passa dall’elettro-pop alla musica anni ‘80, con qualche influenza gospel.

Il titolo stesso descrive la cosa più bella che possa essergli capitata, ovvero avere una casa, che ha potuto definire sua e avere finalmente una nuova famiglia.

Spiega l’artista a proposito del suo nuovo inedito: «Con questo brano spero di poter riportare gli ascoltatori indietro nel tempo, alla loro infanzia o a qualsiasi altro momento che abbia toccato la loro esistenza, generando così serenità e gratitudine. In questo modo le persone potranno conoscere quella parte vulnerabile e sensibile di me di cui non ho mai parlato. Spero che a chiunque ascolti questa canzone arrivi un messaggio forte e chiaro: non sentitevi mai soli, il destino riserva sempre ad ognuno di noi una seconda possibilità».

Il videoclip ufficiale del brano diretto da Antonio De Bonis con la direzione immagine di Elisa Marangon, negli anni Leiner ha avuto la cura di conservare un video a lui molto caro, ovvero quello dell’incontro con la sua famiglia adottiva, e dentro di lui sapeva che un giorno avrebbe avuto l’occasione di utilizzarlo.

Terminate le registrazioni del branoCasa Nostra, era chiaro che il momento era arrivato. Ma oltre alla sua testimonianza, e grazie a Manuel Bragonzi, anche lui adottato nonché presidente di varie associazioni legate al tema, sono riusciti a raccogliere altre testimonianze video di famiglie in Italia che hanno intrapreso il suo stesso percorso.

Grazie ad Antonio De Bonis ed Elisa Marangon alla regia, sono riusciti a trasmettere al meglio l’anima di questa canzone. Davvero molto interessante rivedersi nello stesso video diciassette anni dopo, ma con gli stessi occhi e la stessa voglia di rendere importante è sempre più piena questa “seconda” vita che gli è stata donata.

Biografia

Leiner (Apartado, Colombia, 23 giugno 1997) dimostra fin da piccolo una grande passione e inclinazione per la musica e il ballo. Entra a fare parte del gruppo vicentino di danza hip-hop “Brown Sugar”, con cui vince numerose gare internazionali e si aggiudica diversi riconoscimenti personali. Inizia fin da subito a studiare canto e pianoforte, oltre che a prendere lezioni di batteria.

Già dal 2013 l’artista inizia a scrivere e comporre canzoni proprie, prima in inglese, poi in italiano e spagnolo.

Nel mese di ottobre del 2014, Leiner passa le varie selezioni e partecipa all’ottava edizione del programma televisivo X Factor, riuscendo ad arrivare alle semi-finale della gara presentando il brano inedito dal titolo “Tutto quello che ci resta”, uscito come primo singolo per Sony Music.

Da settembre 2015 fino a marzo 2017 entra a fare parte come cantante del gruppo Dear Jack partecipando al Festival di Sanremo 2016 con il brano “Mezzo Respiro” e al “Mezzo Respiro” Tour  in tutta Italia.

Nel novembre 2017 entra a far parte del Cast del Musical “Madagascar” e nel 2019 nel musical “Priscilla la regina del deserto”. Dal 2020 torna grazie all’etichetta GreyLight Records nelle scene musicali con il suo primo lavoro da solista.

Intervista:
Dato che hai iniziato con la danza, hai mai pensato a un progetto che potesse unire tutte le tue passioni?

Il progetto che ho in mente da molti anni si accentra proprio su questo, ho ballato tutta la mia infanzia e non smetterò mai, vorrei potermi esprimere a 360 gradi.

Torneresti mai indietro per cambiare qualcosa?

Ogni tanto ci ho pensato, ma poi penso che oggi sono molto contento e quindi forse tutto ciò che ho vissuto, esattamente per come è stato, mi ha portato ad oggi e non cambierei nulla ora.

Sei soddisfatto del riscontro sul tuo nuovo singolo?

Sono molto contento del riscontro che questa canzone ha ricevuto, addirittura sorpreso e grato. Quando ho pensato di ripartire a livello musicale, volevo che le persone in primis conoscessero la mia storia, chi ero veramente io. Sono felice che sia arrivato il messaggio e soprattutto, che molte persone che hanno vissuto le mie stesse esperienze si siano ritrovate nella canzone.

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L'articolo Intervista a Leiner, in radio con il nuovo singolo “Casa nostra” proviene da Agenzia Stampa.

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