Intervista a Serena Altavilla

  1. Chi ti ha spinto e stimolato maggiormente a intraprendere questo percorso?

Ho sempre avuto il desiderio di cantare su un palco, sono sempre stata spinta da molte energie dentro di me e fuori da me, famiglia, amiche, amici, incontri magici, ovviamente anche le delusioni sono state spinte propulsive.

2. Il covid ha messo i bastoni fra le ruote a tutti sotto più punti di vista. Come vivi questa situazione lavorativamente  parlando?

Il lavoro in Italia è proprio un territorio pieno di problemi e dislivelli che fanno paura, per quanto riguarda la mia esperienza io non ho mai vissuto solo di musica, adesso per esempio faccio la baby sitter. 

3. Se dovessi scegliere un pezzo da presentare come biglietto da visita per chi non ti conosce, quale sceglieresti?

Distrarsi e Sotto le ossa due brani molto diversi fra loro ma che insieme si completano 

4. C’è un pezzo di Morsa a cui sei particolarmente affezionata?

Epidermide, perché è grazie a questa canzone che ho capito che non dovevo arrendermi e potevo continuare a cercare. E’ come una sorella maggiore.

5. Tre consigli che ti senti di dare a chi vuole intraprendere il tuo stesso percorso. 

Ascoltarsi, non vergognarsi, buttarsi