Intervista a Veronica Surrentino: “Sono un operaia della musica”

Veronica Surrentino, romana, cresciuta di palco in palco da un live all’altro, ha costruito passo dopo passo la sua carriera che oggi, meritatamente, vede consolidarsi. Tanta novità per l’artista, che dopo Tranne Te pubblicherà in luglio un nuovo singolo che anticiperà un duetto con una delle voci italiane più belle.

La musica è per lei condivisione e le cose migliori, dice, nascono insieme
alla sua “famiglia” artistica, gli amici di sempre, i suoi musicisti. Concreta e pragmatica, sa essere creativa e ispirata con ritmi e parole che, affidati alla sua voce arrivano dritti al cuore. Sorridente, si racconta per noi: musicista, cantautrice ma soprattutto mamma di Sofia e Lorenzo, moglie di Marco che con lei, ha sposato anche la sua carriera, sostenendola.

Un bel messaggio quello di Veronica, consapevole di aver messo davanti sempre la famiglia, dimostra come, tuttavia, il talento e la tenacia, il lavoro e la concretezza, possano realizzare i sogni.

Tranne Te e il suo video, ti hanno regalato una grande soddisfazione: come vivi questo momento?
Sono, siamo molto felici e piacevolmente sorpresi. Frastornati, forse è la sensazione che traduce al meglio la nostra emozione, quasi fanciullesca. Sono felice per me, ma quasi più per il gruppo di lavoro e Aldo e Gianfranco che si meritano questo grande coronamento. Sono stati con me sempre, anche nelle difficoltà, senza chiedere, senza pretendere. Abbiamo vissuto tutto come un dono equesto fa la differenza.

Siamo grati alla musica e a quello che ci sta regalando. Quanto è importante il gruppo?
È fondamentale e irrinunciabile. Aldo Martino, che è con me da quando avevo poco più di vent’anni, è come un fratello maggiore; ogni cosa anche la più pazza che ho fatto nella vita, lui c’era. Gianfranco Bonavolontà è arrivato sette o otto anni fa e da allora è parte di questa nostra strana famiglia. Per me avere loro, equivale davvero ad avere una “famiglia musicale”, con cui condividere e sperimentare. Con loro qualunque critica, è ben accetta e rivolta al bene comune. Loro sono stati con me a prescindere dal momento, anche nei più difficili e questo è impagabile. Non serve neanche più parlare, c’è un’empatia incredibile. Arriviamo dal live e siamo abituati a
condividere il palco, sapendo in anticipo cosa farà l’altro. Gianfranco è napoletano e ha una cultura musicale sconfinata. Aldo ascolta musica molto sofisticata e la nostra mescolanza è un mix fantastico. Per me è importante che loro ci siano e spero di non cambiare mai. La confidenza, la sintonia e la fiducia sono molto importanti e la mia musica, con loro, è più bella.

Sei una vera “operaia” della musica, nell’accezione migliore e più piena del termine. A cosa stai lavorando?
Siamo al lavoro, che anzi è quasi terminato, su un altro brano e la sensazione che provo è di essere in corsa, con gli occhi su Tranne Te, che va per conto suo regalandomi un’adrenalina creativa che mi spinge con meravigliose sensazioni verso nuovi stimoli creativi: energia positiva che si riversa su questo nuovo percorso, verso il quale vado fiduciosa consapevolmente, affidandomi. Con il nuovo singolo abbiamo cercato altri colori e un nuovo ritmo, lasciando ancora una volta che la musica ci guidasse. Mi piace essere “operaia della musica”, perché ci metto le mani, il cuore, tutta me stessa. Sono una che la musica la fa’.

Sei una bella donna, una brava musicista, una cantautrice, moglie e madre. Dimmi che hai qualche difetto …

Difetti tecnici, quanti ne vuoi. Sono troppo perfezionista, m’impunto su cose che sono esagerate, lo riconosco. Fortunatamente mi fido degli altri e quindi poi, supero l’impasse. Quello che mi piace di più è arrivare a toccare le corde emotive, quelle sono imprescindibili e quando percepisco di non esserci riuscita, non posso essere soddisfatta. Fortunatamente, la fiducia che ho in chi lavora con me, nel mio gruppo, mi aiuta tantissimo. Non mi accontento, se so che posso fare meglio, lavoro fino a riuscirci. Ho come tutti i miei limiti, ma provo a mediare, a limare i miei spigoli. Quando si ha una famiglia e due bambini, s’impara a fare sacrifici, a rinunciare per loro.

Questo allenamento aiuta anche nel lavoro e nella vita. Finalmente si tornerà a suonare dal vivo. Che effetto ti fa?
Siamo emozionati come se fosse la prima volta, le prove non le abbiamo mai cessate. Abbiamo già fissate un bel pò di date ed abbiamo un pò di tensione, come se fosse la prima volta. Ho bisogno di sfogare tutte le energie positive che sto accumulando, credo che sarà un’esplosione di musica e voglia di comunicarla… Stiamo lavorando in particolar modo ad un nuovo spettacolo per settembre,dove saranno finalmente, le mie canzoni, le vere protagoniste.

Le ballad sono la tua comfort zone. Hai, definitivamente, cambiato rotta?
Mi piace che si senta tra le righe quel genere lì che fa parte di me, mi piace che sia al servizio di un nuovo sound. Fa parte di me e rappresenta il mio modo di lasciare che le emozioni vengano fuori, liberamente. Mi siedo al pianoforte e scrivo una ballad: è il mio sfogo, il mio relax. Dapprima sono più lente e intime, poi succede che vengano trasformate in ritmi più veloci. Mi cambia la voce ed è comunque, il mio io interiore a prendere il comando. Viene da sola, liberamente. Questa sono io, sempre e comunque.

Veronica, questo per te è un momento davvero importante. Un giro di boa per la tua carriera che hai costruito con pazienza e oserei dire con “coerenza”. Come vivi questa svolta?
Serenamente, perché non ho la fretta di arrivare, abituata da un percorso fatto da sognatrice razionale. Passo dopo passo, procedo con la stessa passione e voglia di comunicare la mia musica. Chiaro, però, che sento una responsabilità più grande, nei confronti di un gruppo di lavoro che cammina con me e condivide tutta la fatica e l’impegno.