Romeo Scapin tra rock e country nel nuovo Ep ‘The deep breath of time’

Un rock classicheggiante ed emozionale che alterna venature pop ad incursioni country, sulla scia dei grandi cantautori inglesi e americani, da Cat Stevens a James Taylor, da Bob Dylan a John Denver. Queste le coordinate musicali di The deep breath of time, il nuovo Ep del cantautore veneto Romeo Scapin pubblicato su etichetta DS Music e disponibile da oggi su tutte le piattaforme digitali.

Il disco, che arriva a sette anni di distanza dal precedente lavoro The Universe behind my eyes, racchiude quattro tracce che sono la fotografia precisa dell’evoluzione stilistica e autorale di Scapin.

Ad aprire l’Ep è l’emozionante When certain morning comes ispirata al periodo della pandemia, mentre il singolo It’s getting better – scelto come singolo per il suo ritmo incalzante e il messaggio di speranza racchiuso nel testo – chiude il disco. Entrambe le tracce caratterizzano (in un’originale versione medley) il videoclip firmato dal regista Gianni Canton che accompagna la pubblicazione dell’Ep. Completano il lavoro i brani Words never said e Inside the silence.

Partiamo dal nuovo Ep. Ci racconti la nascita e cosa racchiude?

La fase embrionale del lavoro nasce nel 2020. Il progetto è frutto di una esigenza all’epoca impellente di poter dar sfogo e concretezza ad una scrittura dei testi, in un periodo in cui le relazioni sociali erano pressoché nulle. La scrittura dei testi almeno di dava la sensazione di poter dialogare con qualcuno, anche se quel qualcuno alla fine ero solo io (considerato il momento). Il disco racchiude una parte del mio mondo, una sfera intima. Le quattro ballate, che compongono l’EP, soprattutto le prime 3 tracce raccolgono il mio lato riflessivo, tipico del mio cantautorato. L’ultima traccia ha sfumature piu’ Rock e contiene dinamiche piu’ ritmiche.

Quanto ha influenzato la pandemia nella tua vita? 

La pandemia ha influenzato in maniera sensibile il mio vissuto, il non poter fare musica insieme, anche solo con amici a volte, ha creato non poca amarezza. Poi, tra le mie passioni, oltre naturalmente alla musica, c’è lo sport, sia seguito direttamente che in Tv, che quello praticato: nuoto e Bici. Attività che nella fase piu’ restrittiva del Lockdown ne ha enormemente risentito, toccando non solo il corpo ma anche la mente.

Quando ti sei avvicinato alla musica?

Credo che la musica abbia sempre fatta parte della mia vita. Presumo fin dai primi ricordi dell’infanzia in cui mi limitavo solo ad ascoltarla, per poi piu’ avanti negli anni adolescenziali cominciare anche a suonarla con i primi accordi di chitarra (influenzato maggiormente dai cantautori Brittanici ed Americani) e negli anni suonando anche un po’ il piano. Quindi, considerato che mio papà era anche un cantante lirico, in casa ho sempre respirato note e liriche d’opera. Accanto alle favole, da bambino mio papà mi raccontava anche le trame delle opere musicali piu’ famose.

Dove ti piacerebbe esibirti?

La voglia di esibizione per un autore/cantautore è sempre forte. Mi piacciono anche le piccole location, come piccoli teatri, una buona parte delle mie ballate, hanno un contenuto riflessivo ed intimistico e si prestano ad essere ascoltato anche nei luoghi sopra citati.