Intervista a Sheffer

Sheffer, alias Daniele, classe ’99, cantautore della provincia di Milano, cresce con un obiettivo ben chiaro in testa: diventare un musicista, anzi, polistrumentista. Inizia a studiare chitarra elettrica all’età di 9 anni per poi passare alla batteria acustica. Collabora a formazioni di band, suonando, ovunque ne avesse spazio e possibilità, fino a giungere alla scelta di intraprendere un percorso da solista. Negli ultimi anni, ha imparato a produrre brani (da autodidatta) per costruire e lavorare al proprio progetto inedito con lo pseudonimo “Sheffer”, come cantante rapper/producer.

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Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui.

1. Cosa significa Pendant?

Pendant significa corrispondenza, lo usiamo comunemente nell’abbigliamento, quando indossiamo due cose dello stesso colore. Nel brano ha un significato particolare, perché si riferisce a me e ad una ragazza per la quale persi la testa durante una serata, la scorsa estate.

2. Come nasce la tua collaborazione con Gabriel Bagini?

Io e Gabriel siamo amici d’infanzia. collaboriamo da sempre, abbiamo avuto diverse band insieme e quando ho iniziato questo progetto solista, l’ho voluto includere a tutti i costi.

3. Sei riuscito nel tuo intento di poterti considerare un polistrumentista?

Mi piace suonare un po’ di tutto, ma non sono un esperto di qualcosa in particolare. Il mio strumento preferito é la batteria. Tuttavia mi diletto anche con la chitarra e il basso, poi con la pianola, ma la uso più per produrre che per suonare.

4. Cosa puoi raccontarci dei tuoi progetti musicali precedenti?

Sono molto fiero di tutto ciò che ho fatto finora, specialmente dell’ultimo singolo prima di questo « Solitudine », che racconta appunto la solitudine vissuta da un ragazzo come me, durante il periodo di quarantena. In generale mi riascolto spesso e noto degli enormi cambiamenti da un singolo all’altro.

5. Cosa rappresenta la “rosa” per te?

La Rosa é il simbolo portante del progetto, rappresenta il mio dualismo lirico: i petali, quindi la parte romantica delle mie parole e le spine, ovvero la mia critica sociale.


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