EDITORIA E LIBRI Archivi - Agenzia Stampa https://agenziastampa.net/category/libri/ Slot Thailand Thu, 05 Sep 2024 14:25:15 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.4.8 https://agenziastampa.net/wp-content/uploads/2023/06/favicon-150x150.png EDITORIA E LIBRI Archivi - Agenzia Stampa https://agenziastampa.net/category/libri/ 32 32 Il nuovo libro di Salvatore Sorvillo https://agenziastampa.net/2024/09/05/il-nuovo-libro-di-salvatore-sorvillo/ Thu, 05 Sep 2024 14:25:15 +0000 https://agenziastampa.net/?p=61529

Da poche ore, è in pre-order il nuovo libro di Salvatore Sorvillo.

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Da poche ore, è in pre-order il nuovo libro di Salvatore Sorvillo.

Un vero e proprio viaggio tra aneddoti, ricordi ed esperienze vissute.

Il libro, è ordinabile al seguente link : https://www.ilpasseggeroeditore.it/prodotto/mi-chiamo-salvatore/

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LA BAMBINA NON MANGIA CARNE, GLORIA BOVA pubblica una teoria universale della psiche https://agenziastampa.net/2024/03/06/la-bambina-non-mangia-carne-gloria-bova-pubblica-una-teoria-universale-della-psiche/ Wed, 06 Mar 2024 11:05:52 +0000 https://agenziastampa.net/?p=60834

Per la prima volta in libreria una teoria universale della psiche ugualmente

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Per la prima volta in libreria una teoria universale della psiche ugualmente valida per l’uomo, le piante, gli animali e tutto ciò che è. Autrice del “Modello ScInte®”, GLORIA BOVA pubblica LA BAMBINA NON MANGIA CARNE (Santelli Editore). Un saggio narrativo che, partendo da un caso clinico emblematico, abbraccia temi sociali di grande attualità cercando di parlare “alla” coscienza, più che “della” coscienza.

«Una volta mi fu portata in studio una ragazza in crisi psicotica.racconta l’autriceAveva perso lucidità, piangeva disperata, angoscia e paura la divoravano e non riusciva a spiegare nemmeno perché. Con la terapia si recuperò velocemente. Quando capì che il “Modello ScInte®” era una mia creazione, mi disse: “Dottoressa, vuol dire che, se lei muore, tutto questo morirà con lei?”. Fu così che decisi di scrivere un libro.»

Ne LA BAMBINA NON MANGIA CARNE c’è tutta la vita professionale di GLORIA BOVA. La trentennale attività di psicologa sociale e psicoterapeuta sistemica impegnata in una ricerca epistemologica coerente, autonoma e indipendente, conclusa con la formulazione di una teoria universale della psiche. Ugualmente valida per ogni essere vivente.

Il risultato è un’opera nella quale sono riuniti, in un discorso psichico unico, i tanti malanni che da sempre affliggono l’Umanità. La sopraffazione, l’avidità, la corruzione, l’egoismo, la malvagità, la sopravvalutazione del maschile e la svalutazione del femminile, la diseguaglianza sociale, la violenza e la brutalità. Letti in rapporto a precisi Stati di coscienza ordinari, da cui è possibile emanciparsi in virtù della consapevolezza di sé e del contesto.

LA BAMBINA NON MANGIA CARNE è un testo unico nel suo genere. Un libro che, partendo dal racconto clinico di Laura che, da piccola, si rifiutava di mangiare carne, offre una lettura innovativa e coraggiosa della dinamica della psiche. Un viaggio nella storia della società umana che, con la semplicità dello sguardo di una bambina, ci porta a trovare risposte semplici a domande difficili. Chi siamo veramente? Perché non troviamo pace pur desiderandola? Perché ci è naturale sentirci superiori, e non semplicemente diversi, rispetto alle altre forme di vita?

Con un linguaggio divulgativo caldo e avvolgente, LA BAMBINA NON MANGIA CARNE di GLORIA BOVA si rivolge a diversi interlocutori. A chi ha sperimentato il disagio psichico o esistenziale. A chi fa i conti con il mal di vivere, proprio o altrui. Ai professionisti della salute psichica. A chi riconosce negli animali e nelle piante una forma di intelligenza e di sensibilità. A chi mangia piante e a chi mangia animali. A chi difende la Natura e desidera una società di pace.

«Lo scopo del librosottolinea l’autriceè offrire argomenti per una riflessione che il lettore potrà personalizzare e sviluppare a seconda della propria sensibilità.»

Online e in libreria dal 15 marzo, LA BAMBINA NON MANGIA CARNE di GLORIA BOVA è pubblicato da Santelli Editore.

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Antonella Massa presenta il romanzo “Più forte dell’abbandono” https://agenziastampa.net/2023/06/14/antonella-massa-presenta-il-romanzo-piu-forte-dellabbandono/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:43 +0000 https://agenziastampa.net/?p=56550

Bianca è una fotografa e scrive di luoghi abbandonati. Anche la sua vita è stata segnata da abbandoni, eventi che l'hanno ferita e che l'hanno spinta progressivamente verso la solitudine. Il racconto dei suoi viaggi alla scoperta di posti fatiscenti, dove l'unica presenza viva è la memoria, si alterna alle sue complicate vicende personali facendo emergere un'emotività continuamente esposta tra il vivere una relazione o abbandonarla.

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Antonella Massa – “Più forte dell’abbandono”

 

La pittrice, art-therapist e scrittrice Antonella Massa presenta un romanzo dall’anima malinconica in cui conosciamo una donna che ama esplorare i luoghi abbandonati, considerati da lei ricchi di energia, di memorie e di vita. Una storia introspettiva che parla della necessità di solitudine ma anche del bisogno di appartenere a qualcosa, o a qualcuno.

 

Casa editrice: CSA Editrice

Genere: Narrativa contemporanea

Pagine: 122

Prezzo: 10,00 €

 

«Chi e cosa cerco? Da dove deriva davvero il mio vagare tra le case abbandonate e nei luoghi dismessi? È un bisogno. Il bisogno di percepire il vissuto, di ritrovare la presenza assente»

 

“Più forte dell’abbandono” di Antonella Massa è un’opera poetica e intima, impregnata di nostalgia per un passato che dovrebbe restare confinato nell’ambito della memoria. Per la protagonista della storia, Bianca, è invece impossibile lasciarlo andare, perché ciò significherebbe affrontare tutti gli abbandoni che hanno costellato la sua esistenza: immobilizzando il passato in un limbo emotivo può anche cristallizzare i suoi dolori nell’ambra, rendendoli inoffensivi. È per questo motivo che Bianca ama passeggiare tra le case abbandonate nei paesi disabitati: il passato è lì, in stato di sospensione temporale, e lei può immaginare le storie di chi vi ha vissuto, e che sono ora impresse sulle pareti scrostate o racchiuse negli oggetti lasciati a loro stessi. La protagonista è ossessionata dal quel momento che si staglia tra il prima e il dopo l’abbandono – «È difficile che gli altri accettino la passione per i luoghi abbandonati. Difficile spiegare la sensazione che si prova di fronte a qualcosa che è stato in vita e che poi si è fermato e ha cominciato a sgretolarsi come per restituirsi alla terra, per ritornare al vuoto, per purificarsi del dolore, della fatica, dell’odio, dell’amore disatteso, della pena, del buio, dell’ignoranza, di tutte le cose pesanti che lo avevano colpito prima di essere abbandonato».

Bianca racconta, in una intensa prima persona, di una fase della sua vita molto turbolenta; ci sono tante decisioni da prendere, soprattutto dal punto di vista sentimentale, ma lei invece vuole rimanere ferma per un po’ nel suo amato paese dove è nata e cresciuta prima di spiccare il volo, definito da lei «il luogo della sostanza». La protagonista torna sempre lì, per cullarsi nella sua amata e odiata solitudine; Bianca è sfuggente e inquieta, tenace ma anche fragile, e non è facile starle vicino quando lei non fa che creare vuoti e reiterare abbandoni, in una masochistica ritualità.

Antonella Massa ci racconta con delicatezza del viaggio introspettivo di Bianca, così sensibile da avvertire la vita nelle “pietre morte” ma a volte così inadeguata a vivere; nel suo percorso di consapevolezza imparerà a lasciare andare, e a darsi la possibilità di guardare avanti, senza più temere l’abbandono.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Bianca è una fotografa e scrive di luoghi abbandonati. Anche la sua vita è stata segnata da abbandoni, eventi che l’hanno ferita e che l’hanno spinta progressivamente verso la solitudine. Il racconto dei suoi viaggi alla scoperta di posti fatiscenti, dove l’unica presenza viva è la memoria, si alterna alle sue complicate vicende personali facendo emergere un’emotività continuamente esposta tra il vivere una relazione o abbandonarla. Una serie di personaggi che le ruotano intorno fa da corollario alla sua complicata e intensa figura di donna visionaria, amante delle cosiddette “pietre morte” e dei silenzi, fino alla presa di coscienza finale che darà una svolta al suo cammino.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Antonella Massa è nata a Sanremo, ha vissuto lungamente a Bergamo e da alcuni anni si è trasferita nella campagna pugliese, nei pressi di Cisternino. Si dedica all’arte contemporanea, è pittrice e dal 1989 ha esposto in Italia e all’estero. A Bergamo ha svolto anche l’attività di art-therapist presso istituti psichiatrici, scuole e nel proprio atelier, occupandosi di disagio emotivo, disturbi socio-cognitivi e conflittualità relazionale. Ama fotografare luoghi abbandonati che raccontano un vissuto e che esprimono una bellezza fatta di tempo e naturalità. Lo stile pittorico che la caratterizza racchiude infatti il concetto dell’imperfezione perfetta propria della cultura giapponese Wabi-sabi, che attualmente è presente nel suo percorso artistico. Nel 2018 ha pubblicato “Le cose da cui sei sparito” con Planet Book. Nel 2022 esce per CSA Editrice il romanzo “Più forte dell’abbandono”.

 

 

Contatti

www.antonellamassa.it

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https://www.csaeditrice.it/

 

Link di vendita online

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Ufficio Stampa Diffondi Libro

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Ivan Battista presenta il libro “Psicourbanistica della città ideale” presso Le Mura Bistrò https://agenziastampa.net/2023/06/14/ivan-battista-presenta-il-libro-psicourbanistica-della-citta-ideale-presso-le-mura-bistro/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:42 +0000 https://agenziastampa.net/?p=56662

Venerdì 16 dicembre 2022 Ivan Battista presenta il libro "Psicourbanistica della città ideale" presso Le Mura Bistrò

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L’autore, con questo testo, intende gettare nuova luce su come è da intendersi la progettazione urbanistica, considerate altre branche del sapere quali la psicologia e le neuroscienze. C’è un dibattito costante all’interno delle città in questi anni, legato alle classifiche sulla vivibilità, al consumo costante di territorio, al decoro, alla bellezza. Il libro si propone l’obiettivo finale del recupero della dignità abitativa, malevolmente trascurata da un intendimento costruttivo e progettuale-realizzativo che ha seguito, e continua a seguire, soltanto il principio economico speculativo del metro quadro e dell’ettaro da lottizzare. Un contributo a interrompere le colate di cemento senza alcun senso e dannose per la popolazione.

Ivan Battista – psicologo, psicoterapeuta, è laureato anche in Scienze della politica e delle relazioni internazionali. Scrittore, saggista, formatore. Ha pubblicato numerosi libri tra i quali: Cara mille ti scrivo; Orfani di genitori viventi; Kentauros. Istinto e ragione nella psicologia del motociclista; Assalto all’amore. Contro le banalità del più antico e nobile dei sentimenti; Depressione. Tutti i colori del buio; Amori d’ufficio. Come orientarsi nel labirinto delle relazioni sentimentali illecite nate nel posto di lavoro; Specchio delle mie brame. Psicologia della chirurgia estetica; Psicoarchitettura.

Saranno presenti oltre all’autore:
Antonella Melito, Vicepresidente della Commissione Urbanistica di Roma Capitale
Lorenzo Busnengo, Architetto, Consigliere O.A.R. (Ordine Architetti Roma)
Domenico Mirante, Ingegnere, già Dirigente tecnico U.O.T. Municipio Roma centro storico

Una nuova prospettiva per vivere all’interno della propria città, del proprio quartiere, del proprio territorio in generale.

Venerdì 16 dicembre, ore 17,30
Presso la Sala de Le Mura Bistrò
Via Piegaro s.n.c., Roma

 

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Ivan La Cioppa presenta il romanzo storico “La legione venuta dal mare. Per mare e per terra sempre uniti” https://agenziastampa.net/2023/06/14/ivan-la-cioppa-presenta-il-romanzo-storico-la-legione-venuta-dal-mare-per-mare-e-per-terra-sempre-uniti/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:42 +0000 https://agenziastampa.net/?p=56715

“La legione venuta dal mare. Per mare e per terra sempre uniti” di Ivan La Cioppa è un romanzo storico facente parte di una saga con protagonista il capuano Caio Flavio Aquila: a quindici anni, dopo aver indossato la toga virile, si era arruolato nella Legio I Adiutrix, una legione di marina sui generis, fondata alla fine dell’impero di Nerone con l’arruolamento dei marinai della flotta del Miseno.

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Ivan La Cioppa – “La legione venuta dal mare. Per mare e per terra sempre uniti”

 

Ivan La Cioppa presenta il primo volume di un’avvincente saga storica ambientata nell’antica Roma. La vicenda è narrata in prima persona da Caio Flavio Aquila, un optio veterano della Legio I Adiutrix, una delle sole due legioni di marina dell’esercito romano. Copertina, mappa e illustrazioni interne sono a cura di Saverio Maietta.

 

Casa Editrice: Amazon

Genere: Romanzo storico

Pagine: 107

Prezzo: 7,18 €

 

«Avevo sempre sognato, un giorno, di diventare un legionario e combattere barbari mostruosi e famelici per la gloria e la grandezza di Roma e in quel momento capii che l’ora era giunta»

 

“La legione venuta dal mare. Per mare e per terra sempre uniti” di Ivan La Cioppa è un romanzo storico facente parte di una saga con protagonista il capuano Caio Flavio Aquila: a quindici anni, dopo aver indossato la toga virile, si era arruolato nella Legio I Adiutrix, una legione di marina sui generis, fondata alla fine dell’impero di Nerone con l’arruolamento dei marinai della flotta del Miseno. Ora Flavio è un optio della prima centuria della prima coorte; ha combattuto valorosamente in diverse campagne militari e in particolare ritorna con la mente alla missione più pericolosa di tutte, che poteva finire in tragedia. Il protagonista narra in prima persona le memorie di quell’impresa, evidenziando il valore dei suoi commilitoni e rendendoci partecipi delle loro coraggiose gesta; allo stesso tempo, grazie al suo sguardo privilegiato, ci fa immergere nella vita in un forte ai confini dell’Impero, scandita nei suoi ritmi rigidi e serrati.

L’opera è ambientata nel 97 d.C. subito dopo l’assassinio di Domiziano e la conseguente assunzione del potere imperiale da parte di Marco Cocceio Nerva; ci troviamo all’inizio sul confine danubiano, nella fortezza legionaria di Brigetio nei pressi dell’odierna Komaron in Ungheria. Ci si sposta poi in un accampamento dei barbari Iazigi, dove avverrà una battaglia campale per il recupero di un gruppo di legionari, combattuta al grido di «Per mare e per terra sempre uniti!».

Ivan La Cioppa presenta un romanzo adatto anche a chi è a digiuno di storia romana; lo stile semplice e scorrevole permette infatti di apprezzare la vicenda e di farsi anche ispirare ad approfondire il periodo storico narrato. La cura nei dettagli è uno dei punti di forza dell’opera: l’autore racconta con dovizia di particolari delle consuetudini di quel tempo e approfondisce, senza mai appesantire la narrazione, aspetti importanti come l’architettura romana o gli equipaggiamenti dei legionari; colpisce inoltre la puntuale descrizione della vita e dei legami tra i commilitoni, fedeli gli uni agli altri fino all’ultimo respiro, e in cui si sottolinea anche la loro goliardia e il loro sprezzo per il pericolo.

Il romanzo, primo volume della saga, è impreziosito da una mappa, da tavole esplicative, da affascinanti illustrazioni e da un utile glossario.

L’opera è stata pubblicata anche in lingua spagnola, tradotta da Alice Croce Ortega, riscuotendo un ottimo successo.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Sono tempi incerti per l’impero romano. L’imperatore Nerva è un vecchio senatore e un buon governante ma non ha il carisma e la fermezza per gestire un tale potere. Le legioni sono in subbuglio e sono pronte a giurare fedeltà a chiunque si dimostrerà degno di guidarle. Approfittando di questa situazione precaria, i barbari sono diventati irrequieti lungo le sponde del Danubio ma il proconsole Marco Ulpio Traiano, generale pluridecorato ed esempio di integrità, cerca di fare il possibile per difendere il limes danubiano. Ai soldati della leggendaria Legio I Adiutrix, stanziata a Brigetio, intanto, è demandato il compito di combattere gli infidi Iazigi e salvare alcuni commilitoni catturati. Sembra una semplice missione di recupero ma, ben presto, i legionari scopriranno che c’è ben altro. Qualcuno sta tramando nell’ombra per minare il potere e la reputazione di Traiano. Fra insidie mortali e minacce inaspettati, il decano Caio Flavio Aquila e i suoi compagni, sprezzanti del pericolo e con un diverso modo di combattere rispetto agli altri soldati di Roma, lotteranno strenuamente e faranno onore all’aquila della propria legione.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Ivan La Cioppa è nato a Santa Maria Capua Vetere (Ce) nel 1981. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato in Giurisprudenza. Ha sempre coltivato la passione per la Storia e la letteratura fantasy. Ha pubblicato i romanzi storici “La legione venuta dal mare” e “Una legione per Traiano”, il primo tradotto anche in spagnolo dalla bravissima Alice Croce Ortega, e l’epic fantasy “I figli di Akilon”. Grande esperto e divulgatore di storia romana, collabora con associazioni e blog del settore sia in Italia che in Spagna.

 

Contatti

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Cristiano Venturelli presenta la raccolta di racconti “Sussurri dalle tenebre” https://agenziastampa.net/2023/06/14/cristiano-venturelli-presenta-la-raccolta-di-racconti-sussurri-dalle-tenebre/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:42 +0000 https://agenziastampa.net/?p=56719

Seppur popolate da fantasmi, demoni, angeli e creature soprannaturali, questi racconti affrontano argomenti reali che popolano la nostra vita di tutti i giorni, in modo da indurre a riflettere su una terribile constatazione: i mostri più spaventosi che popolano la Terra appartengono alla razza umana.

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Cristiano Venturelli – “Sussurri dalle tenebre”

 

Cristiano Venturelli presenta un’affascinante antologia di sette racconti che spaziano dall’horror al soprannaturale. Sono storie inquietanti e ricche di suspense in cui si pone l’attenzione sul fatto che il male, quello più terrificante, non provenga dai mostri che popolano i nostri incubi ma nasca dal cuore degli esseri umani.

 

Casa Editrice: Ad Astra Edizioni

Genere: Raccolta di racconti

Pagine: 220

Prezzo: 16,99 €

 

«I sussurri citati nel titolo di questa antologia, provengono dalle tenebre più spaventose che io conosca: quelle che albergano negli anfratti più nascosti dell’animo umano. Spesso facciamo finta di ignorarli, perché il prenderne coscienza ci fa troppa paura. Appartengono alla parte oscura dell’irrazionale, fatto questo che le rende incomprensibili, inaccettabili dalla ragione»

 

“Sussurri dalle tenebre” di Cristiano Venturelli è una raccolta di sette racconti horror-soprannaturali caratterizzata da atmosfere inquietanti, da rumori sinistri e da visioni terrorizzanti; al di là delle suggestioni orrorifiche e fantastiche, però, ciò che più colpisce è il modo in cui vengono presentati i temi del male e della paura: essi sono infatti profondamente connessi all’essere umano. I protagonisti di queste storie divengono quindi lo specchio delle nostre peggiori bassezze e dei nostri vizi più inverecondi: anche se alcuni racconti sono popolati da mostri e fantasmi, il male più puro si annida nell’uomo, preda dei suoi demoni interiori – «Io ho voluto prima ascoltare, poi narrare alcune di queste storie. E vi garantisco che alla fine proverete la stessa paura che ho provato io. La paura di voi stessi».

Il nucleo intorno a cui ruotano le vicende narrate è quindi l’essere umano, con i suoi traumi, le sue meschinità e le sue fragilità; sono storie che hanno quindi un solido substrato di realismo, nonostante le derive surreali: l’autore tratta infatti di problemi sociali, di pregiudizi, di sensi di colpa, di deliri mistici, di violenza, di perversioni, di vendetta e di virus mortali.

Con generose dosi di suspense e di orrore, si narra quindi di un manager che viene atrocemente perseguitato da un fantasma che proviene dal suo passato, di un serial killer profondamente religioso che da carnefice si ritrova ad essere una vittima sacrificale, di una giovane dotata di uno straordinario potere soprannaturale che agisce per cieca vendetta, di un ragazzino entrato pericolosamente in possesso di una droga che lo fa sentire Dio, di una bambina che sembra rappresentare l’unica speranza per l’umanità di sconfiggere una terribile pandemia, di un uomo che espia le sue terribili colpe di fronte ai cancelli di un cimitero, e infine di una figlia che ritrova il padre dopo molto tempo per un ultimo, amaro rendez-vous. Sono storie che suscitano attrazione e allo stesso tempo avversione, attraversate da un terrore che si nasconde nelle pieghe del quotidiano, ed è per questo motivo molto più sconvolgente, e molto più concreto.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Dopo “Il sospiro del mistero”, anche i sette racconti che compongono la presente antologia non sfuggono alla peculiarità che contraddistingue questo autore nel panorama della narrativa horror – soprannaturale. Seppur popolate da fantasmi, demoni, angeli e creature soprannaturali, le sue storie affrontano argomenti reali che popolano la nostra vita di tutti i giorni, come il carrierismo più bieco, l’omofobia, una distorta educazione religiosa, la tossicodipendenza, l’amore filiale, in modo non solo da creare un avvincente gioco di suspense che coinvolge il lettore, ma lo induce anche a riflettere su queste, dolorose, problematiche sociali, che conducono a una terribile constatazione: i mostri più spaventosi che popolano la Terra appartengono alla razza umana.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Cristiano Venturelli è nato a Modena cinquantotto anni fa. Al suo attivo ha tre pubblicazioni: una raccolta di poesie intitolata “Gocce di speranza” (self-publishing, 2012), un’antologia di racconti che spaziano nei vari generi del fantastico “Il sospiro del mistero” (self-publishing, 2019) e il thriller soprannaturale “BeatriX” (VJ Edizioni, 2020). I suoi racconti hanno vinto la pubblicazione in svariate antologie.

 

 

Contatti

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Booktrailer

https://www.youtube.com/watch?v=hMXvLiPXRak

 

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Giovanni Sillitto presenta il romanzo giallo “12 luglio” https://agenziastampa.net/2023/06/14/giovanni-sillitto-presenta-il-romanzo-giallo-12-luglio/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:42 +0000 https://agenziastampa.net/?p=56721

La storia sembra procedere attorno alla figura di Alessandro e la sua vita, ma all'improvviso il romanzo si tinge di giallo con un omicidio e un'indagine che si farà sempre più complicata tra certezze e dubbi che non danno pace agli inquirenti.

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Giovanni Sillitto – “12 luglio”

 

Giovanni Sillitto presenta un romanzo giallo dalle sfumature esistenzialiste, in cui si racconta di una serie di complicate indagini per risolvere un omicidio mascherato da suicidio. Tra colpi di scena, bugie e inganni, una storia avvincente in cui si riflette anche sulla complessità della natura umana.

 

Casa Editrice: LFA Publisher

Genere: Romanzo giallo

Pagine: 180

Prezzo: 16,00 €

 

«Il mare gli sembra più agitato del solito, o forse è soltanto una proiezione del suo stato d’animo. I pensieri che gli attraversano la mente sono cupi, non riesce a domarli. Ha rabbia, ha paura, ha il terrore di non sapere più cosa vuole dalla vita, ma soprattutto si sente solo, come le onde che si infrangono sugli scogli»

 

“12 luglio” di Giovanni Sillitto è un’opera a metà tra il giallo e il romanzo esistenzialista; non si racconta, infatti, solo una storia intrigante che ha a che fare con un omicidio dal movente indecifrabile, ma si narra anche dei tentativi di un gruppo di personaggi di fare pace con loro stessi. Intorno al protagonista Alessandro ruotano i destini di uomini e donne che stanno affrontando dei cambiamenti importanti, o che stanno cercando di fare i conti con i fantasmi del loro passato. Il romanzo è ambientato nell’arco di un anno tra Milano, Salamanca e un delizioso paese sul mare di nome Fontane, che sembra avere il potere di mitigare le pene delle anime tormentate. È in questo luogo che si è trasferito il protagonista dopo anni di vita nella grande città, ed è qui che molti dei personaggi si ritroveranno a intrecciare le loro strade, in cerca di risposte e anche di un contatto umano.

L’autore presenta un fitto mistero da risolvere in cui il protagonista avrà un ruolo marginale ma comunque necessario per il suo svelamento: sarà infatti un appoggio per gli inquirenti incaricati del caso, Giovanni e Michele, che si troveranno di fronte a pericolose bugie, rivelazioni scioccanti e atti contro natura. È una storia di colpe inenarrabili e di altre espiate ingiustamente e a caro prezzo, e anche di giudizi affrettati e di momenti cruciali attesi per una vita intera. C’è anche spazio, in quest’opera stratificata, per una commovente storia d’amore, giunta quasi fuori tempo massimo.

Giovanni Sillitto caratterizza con cura i suoi personaggi, dotando ognuno di loro di una identità ben definita e di un solido background: dal confuso Alessandro ai brillanti investigatori Giovanni e Michele, dal saggio Lucio alla sibillina Elide, dalla dolce Valentina all’enigmatico Gil, conosciamo lo spaccato di un’umanità in cui possiamo vedere riflessi i nostri dubbi esistenziali.

Tra momenti di profonda tensione e scioccanti colpi di scena, l’autore ci conduce in una vicenda oscura in cui ci si interroga sulla possibilità che la giustizia possa non andare di pari passo con la legge; ci sono infatti situazioni al limite in cui è opportuno scegliere una necessaria omissione piuttosto che la verità ad ogni costo.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Alessandro è un giovane trentenne che, dopo tanti anni trascorsi a Milano, decide di tornare nei suoi luoghi d’origine. Adesso vive a Fontane, un piccolo paese di mare in cui Alessandro spera di poter rinascere e riscrivere le pagine della sua vita. In questo lembo di terra baciato dal mare, la sua storia si intreccia a quella di Lucio, un anziano signore del luogo con il quale Alessandro ha un rapporto di amicizia straordinaria, Valentina, la donna che lo riconduce all’amore, e Gil, un chirurgo proveniente da Salamanca che nasconde un segreto. La storia sembra procedere attorno alla figura di Alessandro e la sua vita, ma all’improvviso il romanzo si tinge di giallo con un omicidio e un’indagine che si farà sempre più complicata tra certezze e dubbi che non danno pace agli inquirenti.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Giovanni Sillitto è nato a Castelvetrano (TP); laureato in scienze politiche e relazioni internazionali, ha conseguito un master in Antiterrorismo Internazionale. Lettore di grandi classici, da Dostoevskij a Garcia Marquez, ma anche di scrittori come Fred Vargas, grazie ai quali ha intrapreso la passione per la scrittura. “12 Luglio” è il suo primo romanzo.

 

 

 

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Costantino Mustari: il cantore della presila catanzarese https://agenziastampa.net/2023/06/14/costantino-mustari-il-cantore-della-presila-catanzarese/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:41 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57060

Nelle sue opere il mondo dei piccoli borghi adagiati alle pendici della Sila, l’altopiano calabrese ricco di storie, di leggende, di tradizioni, di fascino

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La Presila è l’insieme di tanti piccoli borghi adagiati alle pendici della Sila, l’altopiano calabrese ricco di storie, di leggende, di tradizioni, di fascino. Si tratta di una fascia pedemontana lunga molti chilometri, che si estende nel territorio di tre provincie: Cosenza, Crotone e Catanzaro.

Quest’ultimo tratto di presila, appunto quello catanzarese, è il mondo narrato nei libri di Costantino Mustari, un ex dirigente pubblico col gusto di raccontare, autore negli ultimi anni di tre raccolte di racconti e di un corposo romanzo, L’odore del pane, pubblicato da Tralerighelibri. Narra la storia di Gino, l’ultimo brigante, scappato in America per sfuggire alle vendette dei familiari dell’uomo che aveva ucciso e per proteggere i propri figli. Nel Nuovo Mondo si ricostruisce una vita, lavorando con tenacia e con onestà, rifuggendo alle lusinghe di una vita facile e resistendo alle insidie nelle quali in quell’epoca, gli anni tra la fine dell’Ottocento e i primi due decenni del Novecento, facilmente potevano inciampare i nostri conterranei sul suolo americano. Gino è scappato da Taverna per dimenticare, ma il ricordo del suo paese gli torna spesso e con esso la nostalgia dei momenti positivi della sua vita e il desiderio di rivedere il suolo dov’è nato, allo stesso modo di come l’odore del pane appena sfornato suscita la voglia di mangiare.

I temi del lavoro e dell’emigrazione ritornano costantemente negli scritti di Mustari, con accenti che non sono mai di rimpianto, né indulge l’autore alla commiserazione, quanto piuttosto la narrazione assume la valenza quasi di cronaca, ma con l’abilità di confondere il vero con il verosimile, la storia con la fantasia. Si può dire che la narrazione che egli offre può considerarsi una via di mezzo tra il romanzo storico manzoniano e il romanzo verista verghiano. Ma la cura dei particolari, le descrizioni puntuali dei luoghi, i ritratti meticolosi dei personaggi, anzi delle persone, perché di persone si tratta, sono la cifra distintiva dei racconti di Mustari, che si coniuga con l’amore per i luoghi nei quali sono ambientate le vicende narrate. Taverna il paese dov’è nato, e dal quale si è allontanato, ma solo fisicamente, in gioventù, è il più importante per il numero di abitanti che, comunque, è abbondantemente al di sotto dei tremila, e quelli che gli sorgono accanto: Sorbo San Basile; Albi; Magisano; Fossato Serralta con le frazioni Maranise, Savuci e Noce; Pentone; Zagarise; Sellia; Sersale; Petronà, tutti adagiati alle pendici della Sila, sono gli ambienti nei quali si svolgono le storie dello scrittore calabrese.

Un territorio a torto trascurato, ma che per storia, miti, tradizioni, bellezze naturali, prodotti gastronomici, stili di vita non è secondo a nessun altro in Italia e che merita di essere scoperto da chi non lo conosce e valorizzato da chi, invece, lo conosce ma non lo apprezza a sufficienza.

La Sila, con la sua aria pura e fine, i suoi boschi maestosi e pieni di misteri, le sue valli lussureggianti, i suoi torrenti rumorosi, le sue radure piene di colori e risuonanti di muggiti, i suoi sentieri fascinosi, i suoi cieli limpidi percorsi da schiere di uccelli è la cornice nella quale si inseriscono, come in un puzzle, le storie che Mustari racconta.

Tra le altre pubblicazioni dell’autore Al di là dell’Oceano, storie di emigrazione edito da Falco di Cosenza, L’ultimo brigante e altre storie, sempre di Falco editore, e Un’altra vita, storie dai borghi della Presila catanzarese.

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“La vita resta negli occhi”, il libro di Francesca Crippa https://agenziastampa.net/2023/06/14/la-vita-resta-negli-occhi-il-libro-di-francesca-crippa/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:40 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57068

Francesca Crippa ama le parole che raccontano emozioni. Parole da annusare, sfiorare,

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Francesca Crippa ama le parole che raccontano emozioni. Parole da annusare, sfiorare, sentire. Parole da vivere. È da qui che nasce il suo libro La vita resta negli occhi, uscito con Chance Edizioni per la collana ScritturaSpontanea.

Si tratta di una raccolta di 82 racconti brevi. Come attimi. Come morsi. Assaggi di esistenze che scorrono e lasciano segni indelebili tra la pelle e il cuore.

Ogni storia è un piccolo mondo, che parla a noi e di noi. Ogni storia dipinge i personaggi e le loro vicende, relazionali ed emotive, che costituiscono un caleidoscopio di sensazioni nelle quali perdersi e ritrovarsi, sentirsi pungere e subito dopo abbracciare.

“Prima del libro è nato un blog – racconta l’autrice. L’ho creato nel 2017, con il titolo Io ti scrivo alle 18, perché tutto è iniziato come un appuntamento quotidiano di scrittura creativa: ogni giorno pubblicavo, alle ore 18, una breve storia ispirata a una mia fotografia. Desideravo condividere con le persone un insieme di suggestioni, attimi di vita: volevo che ogni giorno i miei lettori avessero a disposizione uno spunto narrativo e di riflessione, che arrivasse puntuale, magari al termine di un’intensa giornata lavorativa. In una società che corre a un ritmo elevato, a tratti frenetico, mi piaceva l’idea di regalare una parentesi di tranquillità, di consapevolezza. Molti mi dicevano e mi dicono che “non hanno tempo di leggere”, per questo ho pensato alla formula del racconto brevissimo, rapido e immediato nella fruizione, ma profondo e permanente a livello di emozioni trasmesse. Negli anni il blog si è evoluto ed è diventato un contenitore più ampio, comprensivo di reportage, interviste, approfondimenti. Sono nate diverse collaborazioni con aziende e associazioni, soprattutto grazie alla mia presenza continuativa su Instagram, social media che ho scelto come cassa di risonanza per i contenuti del blog. Proprio su Instagram è avvenuto il prezioso incontro con Rossana e Andrea, fondatori della casa editrice romana Chance Edizioni. Il feeling è stato immediato, anche perché siamo animati dal medesimo intento: portare le parole al cuore delle persone. Così queste parole sono uscite dal web. Si sono fatte carne e carta. E adesso le guardo, emozionata e felice, in questa raccolta di racconti che contiene un sogno”.

“La vita resta negli occhi è una pubblicazione che rappresenta perfettamente la nostra linea editoriale – replica Rossana Caterina. Inserita nella collana ScritturaSpontanea, ci ricorda la sinergia e l’armonia nella sua composizione, dalla parte dell’editing alla grafica.

Francesca è una persona che merita una Chance, l’opportunità di vedere valorizzato il proprio talento, senza che venga mai banalizzato o sacrificato da un marketing asettico. Con lei risulta spontaneo condividere un percorso, confrontarsi per crescere insieme accettando nuove sfide, mettendosi in gioco senza remore e provando a creare quegli spazi sostenibili e futuribili per un’editoria diversa. Lei riesce a mettere le persone al centro della sua scrittura: gli aneddoti, i comportamenti, i legami e perfino i silenzi si muovono sotto ai riflettori della sua penna riversandosi poi nelle pagine. La vita resta negli occhi, se sai prestare lo sguardo e l’ascolto per percepire ciò che accade”.

Ogni racconto sgretola una certezza e una paura, fino ad aprirci verso l’unico modo nel quale vale la pena vivere: pienamente.

 

Dati tecnici:

Titolo La vita resta negli occhi

Autrice Francesca Crippa

Uscita 19 ottobre 2022

Costo 15 euro

Casa editrice Chance Edizioni

Collana ScritturaSpontanea

N. pagine 240

ISBN 978-88-32238-27-3

La vita resta negli occhi

 

Biografia:

Nel 2017 Francesca Crippa ha creato il blog “Io ti scrivo alle 18”, dedicato a storie brevi, componimenti poetici, reportage e interviste. Da quindici anni opera nel mondo della Comunicazione, in qualità di Communication Manager per aziende nazionali e internazionali e come Copywriter per agenzie pubblicitarie, di pubbliche relazioni e comunicazione digitale. Tiene corsi di scrittura professionale e creativa in collaborazione con associazioni culturali e amministrazioni comunali. È Docente di Comunicazione e Marketing presso enti, fondazioni e istituti di formazione professionale.

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Uscito “Il segreto inconfessabile” di Rubina E. Rossi, il terzo capitolo della tetralogia dedicata alle indagini di Tony Della Rocca https://agenziastampa.net/2023/06/14/uscito-il-segreto-inconfessabile-di-rubina-e-rossi-il-terzo-capitolo-della-tetralogia-dedicata-alle-indagini-di-tony-della-rocca/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:40 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57082

Un giallo tinto di mistero, un omicidio apparentemente inspiegabile e un’indagine piena

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Un giallo tinto di mistero, un omicidio apparentemente inspiegabile e un’indagine piena di colpi di scena.

Torna in libreria con Il segreto inconfessabile (Chance Edizioni) l’investigatore privato Tony Della Rocca nato dalla penna di Rubina E. Rossi.

In questa nuova avventura sarà chiamato a scoprire chi è l’assassino di una suora e per scoprirlo si troverà a

viaggiare per l’Italia; lungo questo cammino avrà a che fare con personaggi fuori dal comune, vecchie e nuove conoscenze che avranno ruoli inaspettati e porteranno a risvolti analoghi.

Il segreto inconfessabile è un romanzo giallo, terzo capitolo della tetralogia dedicata alle indagini di Tony Della Rocca – ha dichiarato Rubina E. Rossi. Ciascun romanzo è leggibile singolarmente e slegato rispetto agli altri, ma ciò che li lega è l’evoluzione interiore del protagonista, che da personaggio statico e stereotipato diventa sempre più consapevole di sé, delle sue fragilità, e riesce a illuminare, grazie anche alle indagini che si trova ad affrontare, dei coni d’ombra che oscurano tratti della sua personalità. In particolare, in questo terzo romanzo Tony si dovrà confrontare – e scontrare – con le sue convinzioni religiose e con l’idea stessa della religione, ma dovrà anche affrontare, per iniziare a risolverlo, il rapporto con i suoi genitori. Il romanzo è pubblicato – come già il secondo della serie, L’eco della vendetta – con Chance Edizioni, che si occupa soprattutto di editoria emotiva”.

“Pubblicare Rubina E. Rossi per noi è una sfida particolarmente interessante, perché ci permette di mantenerci saldi sulla nostra linea di narrativa introspettiva, ma di farlo con un genere per noi nuovo prima che le nostre strade e quelle di Giorgia e Barbara si incrociassero – ha commentato l’editore Andrea Stella.

Rubina E. Rossi, infatti, è lo pseudonimo con cui firmano i loro libri Giorgia De Luca e Barbara Capotondi.

Tutte storie a sé stanti e una non propedeutica all’altra, attraverso le quali le autrici sono riuscite a realizzare un libro di grande spessore qualitativo e in generale una saga perfettamente riuscita.

La loro bravura nello scrivere, derivante anche da abbondanti competenze professionali, l’attenzione per i dettagli, la cura nella ricerca, l’amore per la lettura, sono state riversate nella stesura di questo libro, ricco di suspance, mistero, ironia, introspezione, ambientazioni che cambiano mantenendo sempre un impatto vivido nell’immaginazione del lettore e personaggi improbabili, divertenti, oscuri, affascinanti.

Con una tale varietà di contesti, situazioni e figure che si alternano tra le pagine del libro, utilizzando uno dei generi più floridi e sempreverdi della letteratura, il libro di Rubina si propone per essere una lettura per tutti, e non solo per chi ama il filone giallo. Per noi questo è un libro che si impone con forza come una delle proposte più importanti nel nostro catalogo di novità 2022”.

Il nostro detective sarà, quindi, ancora una volta chiamato a mettere in discussione alcune sue granitiche certezze. Tutto ciò lo costringerà a confrontarsi di nuovo con i fantasmi del suo passato e con quella parte di sé che insiste a non voler accettare: riuscirà infine a venire a patti con essa? E, soprattutto, riuscirà a far luce su un omicidio tanto enigmatico?

 

Titolo: Il segreto inconfessabile

Sottotitolo:

Le indagini di Tony Della

Rocca

Autore: Rubina E. Rossi

Editore: Chance Edizioni

Formato: 6×9 poll.

Pagine: 208

Prezzo: € 16,00

Isbn: 9788832238310

 

RUBINA E. ROSSI – biografia

Rubina E. Rossi è uno pseudonimo dietro cui si nascondono Barbara Capotondi e Giorgia De Luca. ll nome è un omaggio a Luigi E. Rossi, il grande grecista grazie a un lavoro con il quale, peraltro, si sono conosciute. Entrambe nate e cresciute a Roma, laureate in Lettere Classiche, amanti dei gatti, dei viaggi, del teatro e dell’arte in generale, hanno intrapreso da qualche anno un percorso che le ha portate a pubblicare tre romanzi gialli, immaginati come parte di una tetralogia incentrata sulle indagini di Tony Della Rocca. Le loro date di nascita, rispettivamente 20/11/1979 e 17/12/1983, sono state fuse per creare quelle di Rubina e di Tony (20/11/1983 e 17/12/1979). L’idea di Rubina e di Tony nasce durante un weekend a Ferrara, dove è ambientato il primo dei romanzi della saga, “La prigione degli amanti”, uscito nel novembre del 2018 e risultato vincitore della prima edizione del concorso “Un giallo x 1000” indetto dalla casa editrice Zerounoundici Edizioni, da cui è stato pubblicato. Altra città centrale nell’ispirazione e nell’opera di Rubina è Trieste, dove è ambientato il secondo romanzo, “L’eco della vendetta” (Chance Edizioni) che è stato in parte scritto proprio sui luoghi di cui racconta. Nel terzo romanzo, “Il segreto inconfessabile” (Chance Edizioni), Tony viaggia per l’Italia alla ricerca dell’assassino e questo ha permesso a Rubina di inserire un cameo sulla città più significativa nel suo vissuto: Roma. Attualmente, oltre a continuare a scrivere, sia per ultimare la saga di Tony Della Rocca sia per partecipare ad altri progetti, tra cui, di prossima pubblicazione, un’antologia di racconti ambientati in uno dei quartieri di Roma, Barbara e Giorgia gestiscono, oltre a quello di Rubina E. Rossi Scrittrice, un account Facebook e Instagram dedicato al mondo antico, Le Bimbe della Res Publica, nel quale raccontano l’antichità in chiave ironica. L’amore per l’antico e per i suoi miti filtra anche dalle pagine di Rubina ed è di ispirazione per la sua scrittura, insieme a fatti e persone reali che fanno o hanno fatto parte della vita di entrambe.

 

 

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“La Receptionist – 26 ore per danzare nel tempo”: in libreria il secondo romanzo di Alessio Vagaggini https://agenziastampa.net/2023/06/14/la-receptionist-26-ore-per-danzare-nel-tempo-in-libreria-il-secondo-romanzo-di-alessio-vagaggini/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:40 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57084

Dopo il successo del romanzo d’esordio La patria di Itzurza, lo scrittore

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Dopo il successo del romanzo d’esordio La patria di Itzurza, lo scrittore aretino Alessio Vagaggini torna in libreria con La Receptionist – 26 ore per danzare nel tempo, pubblicato sempre con Chance Edizioni, per la collana ScritturaSpontanea.

Nelle sue pagine specchi di anime, i cui volti risultano familiari, tracciano il cammino di una giovane donna.

Ana de Saint Juic inizia a lavorare come receptionist notturna in una rinomata struttura alberghiera di Alicante quando improvvisamente viene trasportata in un vortice fuori dal tempo e dallo spazio.

Tre città e altrettanti sogni si rincorrono in 26 ore durante le quali la vita prende sembianze sempre più autentiche e profonde.

Incontreremo Montse, Cemre e Clara che, come onde, si avvicineranno e si allontaneranno dalla protagonista facendola danzare in una dimensione indefinita, fra realtà e immaginazione.

“Lo definirei sia un romanzo esistenzialista, perché a dettare le scelte degli esseri umani sono i singoli individui e non le idee che li sovrastano (il lavoro, il successo, la politica), sia un omaggio alla filosofia buddhista, la cui capacità di ‘risvegliare’ la nostra parte più equilibrata e saggia è una medicina eccellente in un mondo che spesso corre troppo veloce dietro all’effimero – ha dichiarato l’autore.

Mettere al centro le figure femminili vuol essere un chiaro riferimento al mio romanzo d’esordio, come a voler tracciare un fil rouge che leghi le vicende da un punto di vista strutturale. In questo romanzo il contesto principale è sempre la Spagna, ma la cui dimensione si allunga fino alla moderna Costantinopoli, Istanbul, e dall’altro lato solca l’Atlantico per giungere sino a New York per poi perdersi di nuovo nel calore dell’Andalusia”.

“Alessio, già con La patria di Itzurza, ci aveva permesso di valorizzare quelli che per noi sono punti fondamentali della vita e della scrittura. Con lui è stato spontaneo creare un percorso di fiducia basato sul confronto e sulla crescita – ha commentato l’editore. Ne La Receptionist emerge in maniera cristallina qualcosa che ho interpretato come romanticismo, maturità: una piega poetica che traccia una profonda apertura nella concretezza e nella materialità, spingendo chi legge a seguire gli stimoli senza l’uso esclusivo della ragione, affidandosi ad altri sensi”.

La Receptionist narra di una danza onirica che trasporta tanto lontano quanto nel profondo di ciascuno di noi e i personaggi di questa storia divengono dei punti di riferimento da seguire e ai quali affidarsi per indagare sé stessi.

 

Autore: Alessio Vagaggini

Titolo: La Receptionist

Data di uscita: 29 NOVEMBRE 2022

Casa Editrice: Chance Edizioni

Collana: ScritturaSpontanea

Pagine: 228

Costo: € 15,00

ISBN: 978-88-32238-30-3

https://shop-lachanceria.myshopify.com/products/la-receptionist

 

Biografia

Alessio Vagaggini è nato il 25 Dicembre 1991 ad Arezzo. Nomade per indole, ha vissuto tra Italia, Belgio e Spagna, occupandosi di progetti ed istituzioni europee, senza mai tralasciare la passione per la letteratura. Ha lavorato nelle risorse umane del Parlamento Europeo, a Bruxelles, gestisce attualmente i progetti europei della società USMA Padova ed è Docente di “Laboratorio di Europrogettazione” presso l’Università degli Studi di Padova. Con Chance Edizioni ha pubblicato “La Patria di Itzurza”, Roma, 2021.

 

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In uscita la nuova trilogia di romanzi di Pierfranco Bruni fra Oriente sciamanico e Calabria dei ricordi https://agenziastampa.net/2023/06/14/in-uscita-la-nuova-trilogia-di-romanzi-di-pierfranco-bruni-fra-oriente-sciamanico-e-calabria-dei-ricordi/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:40 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57092

In uscita in libreria e online per Pellegrini Editore la nuova trilogia di romanzi di Pierfranco Bruni, sospesa fra Oriente mistico e Calabria del ricordo. Con questi libri Bruni e Pellegrini intendono festeggiare il Natale e i 70 anni della casa editrice. In arrivo nei prossimi mesi anche un cofanetto.

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In uscita per natale la nuova trilogia di romanzi di Pierfranco Bruni che promette di lasciare con il fiato sospeso e in cui l’autore condensa tutta la sua esperienza letteraria e personale. Dai primi mesi del 2023 disponibile anche in un prezioso cofanetto.

<<Raccontare è anche cercare di vivere un destino>>

La trilogia, composta da La notte degli incendi, Lo sciamano e la curandera e Al canto del muezzin, è pubblicata da Pellegrini Editore per festeggiare il natale e i settant’anni della casa editrice, con la quale Bruni ha intessuto un forte sodalizio sin dalle sue prime pubblicazioni.

Quella di Bruni è una trilogia del nòstos che si fa essa stessa viaggio di ritorno verso un’Itaca unica perché personale, in un reticolato geografico e simbolico che fa della metafora il mezzo previlegiato per accedere al mistero della vita. I libri, sebbene autoconclusivi, sono tenuti assieme dal filo di Arianna e pertanto se ne consiglia la lettura attraverso l’ordine proposto qui di seguito: La notte degli incendi, a seguire Lo sciamano e la curandera e infine Al canto del muezzin 

Una trilogia perfetta per i lettori che amano essere sfidati e interrogarsi e che preferiscono addentrarsi nei sottosuoli di memoria dostoevskiana o perdersi nel labirinto con il Minotauro.

Il regalo ideale anche per il lettore più esigente che sa che il cammino dell’uomo è un percorso intriso di simboli da decifrare.

Così, poesia, prosa, canto, filosofia, fiaba, confessione, storia d’amore, biografia e romanzo di formazione si uniscono per dar vita a testi unici e in cui non vi è distinzione netta fra i generi letterari, sorretti dall’esperienza dello scrittore che ben sa padroneggiare la materia del suo mestiere di vivere.

Bruni vi porterà alla ricerca di un marito scomparso, risucchiato dal mare e dal tempo, in un gioco di scatole cinesi; vi permetterà di conoscere i suoi genitori, Maria e Virgilio Italo, mostrandovi i luoghi di una Calabria scomparsa e filtrata attraverso la rielaborazione dei ricordi e del lutto; vi condurrà con Garcia nella Medina di Sarashil, dove Oriente e Occidente si amano, dove Circe e Odisseo si rincontrano.

Una trilogia appassionante e misteriosa, permeata dalla sensualità di Ovidio, il mito di Pavese, il sottosuolo di Dostoevskij, la filosofia orientale d’impronta sciamanica, di Zambrano, di Nietzsche e di Vico, l’antropologia di Eliade e le avventure iniziatiche di Apuleio.

 

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“Un patto con il Marchese”, il secondo romanzo storico di Manuela Chiarottino https://agenziastampa.net/2023/06/14/un-patto-con-il-marchese-il-secondo-romanzo-storico-di-manuela-chiarottino/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:40 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57101

La scrittrice Manuela Chiarottino, dopo il successo di Matrimonio a scadenza ambientato

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La scrittrice Manuela Chiarottino, dopo il successo di Matrimonio a scadenza ambientato in epoca Regency, torna a pubblicare con Dri Editore e lo fa portando in libreria Un patto con il Marchese.

Se nel precedente romanzo storico eravamo alle prese con una contessina in cerca del vero amore, un conte avido di passioni occasionali e un imprevisto pronto a sconvolgere la loro esistenza, qui troviamo il marchese Anthony Morris che ama la sua vita dissoluta, passa il tempo tra feste poco raccomandabili e gioco d’azzardo e Lady Frances Devenant, che desidera solo dipingere e non ha alcuna intenzione di sposarsi.

Peccato che i rispettivi padri non siano d’accordo con le scelte dei due giovani, tanto da spingerli con il ricatto a un matrimonio forzato.

Ho voluto tornare allo storico con un romanzo ambientato nell’epoca Regency, quando l’amore non era sempre una scelta consentita, ma il matrimonio un fine da raggiungere – ha dichiarato l’autrice. Il marchese Anthony Morris ama la sua vita dissoluta, tra gioco, belle donne e le sue poesie; Lady Frances Devenant, dopo un profondo dolore, desidera solo dipingere e sogna di viaggiare. Entrambi di sposarsi non hanno alcuna intenzione. Peccato che i rispettivi padri non siano d’accordo, tanto da spingerli con il ricatto a un matrimonio forzato. Un anno, durante il quale dovranno conoscersi e rispettarsi, lui dovrà evitare bagordi e occuparsi finalmente di una tenuta e delle responsabilità del suo nome, lei assumere il ruolo di marchesa. In gioco ci sono l’eredità e la libertà. Solo che un anno è lungo e loro sono decisamente incompatibili. Come uscire da questo impiccio, visto che il primo che cede perderà tutto? Convivenza forzata, battibecchi, boicottaggi… e infine un accordo. Uno di quelli che complicherà per sempre ogni cosa. Una storia d’amore con due personaggi che sapranno farvi arrabbiare, ridere, sognare, stupire, e infine innamorare di loro”.

 

Autrice: Manuela Chiarottino

Titolo: Un patto con il Marchese

Editore: Dri Editore

Collana: HistoricalRomance

Uscita: 22 novembre 2022

N. pagg.: 316

 

Manuela Chiarottino è nata e vive in provincia di Torino. Vincitrice del concorso Verbania for Women 2019 e del Premio nazionale di letteratura per l’infanzia Fondazione Marazza 2019, nella scrittura ama il genere rosa, declinato in diverse sfumature. Tra le sue pubblicazioni si annoverano: Un patto con il Marchese (Dri Editore, 2022), La libreria delle storie rimaste (More Stories, 2022), NAPOLEONE (Editore CTL Editore Livorno, 2021), The Ghostwriter (Dri Editore, 2021), Diario della felicità (2021), Matrimonio a scadenza (Dri Editore, 2020), La stessa rabbia negli occhi (2020), La nostra isola (Triskell Edizioni, 2020), Tesoro d’Irlanda (More Stories, 2020), Fiori di loto (Buendia Books, 2020), La bambina che annusava i libri (More Stories, 2019), Incompatibili (Le Mezzelane, 2019), La custode della seta (Buendia Books, 2019), Tutti i colori di Byron (Buendia Books, 2018), Il gioco dei desideri (Amarganta, 2018), Maga per caso (Le Mezzelane, 2018), Un amore a cinque stelle (Triskell, 2016), Cuori al galoppo (Rizzoli 2016), Due passi avanti un passo indietro (Amarganta, 2016), Il mio perfetto vestito portafortuna (La Corte, 2016), Ancora prima di incontrarti (Rizzoli, 2015) e molti altri.

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Alejandro Carlo jr. Corbo presenta il romanzo “Green bug, memorie di uno spacciatore” https://agenziastampa.net/2023/06/14/alejandro-carlo-jr-corbo-presenta-il-romanzo-green-bug-memorie-di-uno-spacciatore/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:40 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57109

Tommaso è un giovane, che come molti altri si ritrova senza lavoro in piena pandemia. Con i suoi tre amici decide di vendere droga, un mercato che non incontra crisi nonostante virus letali o recessioni economiche. Iniziano a cucinare la loro personalissima pasticca, la Green Bug. Ma i problemi non mancheranno, dal nuovo patrigno di sua figlia Rachele, un poliziotto con il suo fedele cane antidroga, agli spacciatori del quartiere che rivendicheranno le piazze con minacce di morte; Tommaso sarà costretto a scegliere tra una collaborazione pericolosa all'alternativa di essere ucciso.

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Alejandro Carlo jr. Corbo – “Green bug, memorie di uno spacciatore”

 

Alejandro Carlo jr. Corbo presenta la drammatica storia di un uomo che decide di produrre e vendere droga, per vivere dignitosamente nella società post pandemica. Che sia stata una scelta avventata o una necessità impellente, poco importa: ormai il protagonista sa che non può tornare indietro; una volta che sei dentro, infatti, non se ne esce mai del tutto.

 

Casa Editrice: Il Seme Bianco

Collana: Magnolia

Genere: Narrativa contemporanea

Pagine: 104

Prezzo: 14,50 €

 

«Ci sono un sacco di motivi per cui una persona decide di mettersi a vendere droga. Qualcuno lo fa perché è l’unico modo per sopravvivere, non ha alternative, alcuni per continuare l’attività di famiglia già avviata da anni, altri perché sognano potere e ricchezza, altri ancora perché la prospettiva gli sembra più facile di un lavoro normale, e per certi versi forse lo è, ma è anche vero che oggi come oggi alcuni lavori sono più rischiosi del vendere droga. Io invece lo facevo perché ne avevo bisogno»

 

“Green bug, memorie di uno spacciatore” di Alejandro Carlo jr. Corbo è un suggestivo romanzo narrato in prima persona dal protagonista, Tommaso: la sua è una prospettiva pungente, consapevole e schietta, che ci fa entrare bruscamente nel suo mondo di spacciatore di MDMA, una sostanza psicoattiva appartenente alla classe delle feniletilamine. A volte Tommaso si rivolge direttamente ai lettori, come se tentasse di trovare risposte alle sue domande sul senso delle proprie azioni, o come se cercasse una giustificazione ad esse o forse solo un perdono che lui stesso non sa concedersi. È probabilmente un’ammissione di colpa il suo flusso di coscienza? È difficile a dirsi, perché egli ha molte argomentazioni a suo favore: «Io sono lo spacciatore che cerca di tenere sua figlia accanto a sé, che cerca di guadagnare illegalmente perché abbandonato dalla società come molti altri, forse costretto a farlo». Il dubbio però rimane: è in fondo lo stesso protagonista a definirsi un abile mentitore.

In cerca di comprensione, e forse di redenzione, il disilluso e cinico Tommaso ci racconta la sua storia: come molti si ritrova in crisi e senza lavoro in piena pandemia; il piccolo pub aperto con alcuni suoi amici non sopravvive al duro colpo. Dopo aver letto un articolo illuminante sul commercio delle droghe, egli decide con i suoi compari Tony, Lev e Luca di produrre MDMA: mettono quindi in piedi un laboratorio, ricavato in un casolare affittato da un fattore che non pone molte domande; Lev è un brillante chimico, e ben presto l’ottima “Green bug” è pronta per essere smerciata. Tommaso inizia a vivere una doppia vita tra il suo lavoro di facciata e quello illegale; solo la domenica può respirare: è il giorno in cui vede sua figlia Rachele, la ragione della sua esistenza e il motivo, almeno stando a quello che dice, della sua svolta illecita. Il business va meglio del previsto, ma ben presto compaiono nere nuvole all’orizzonte.

Tra richiami alla serie televisiva Breaking Bad e citazioni a Fëdor Dostoevskij, tra informatori della polizia, boss della droga e sequestri di persona, Alejandro Carlo jr. Corbo presenta una vicenda che ci offre un amaro assaggio di ciò che c’è dietro al mondo delle sostanze stupefacenti, mentre racconta di una reazione a catena dagli esiti drammatici, che condurrà a un punto di non ritorno.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Tommaso è un giovane, che come molti altri si ritrova senza lavoro in piena pandemia. Con i suoi tre amici decide di vendere droga, un mercato che non incontra crisi nonostante virus letali o recessioni economiche. Iniziano a cucinare la loro personalissima pasticca, la Green Bug. Ma i problemi non mancheranno, dal nuovo patrigno di sua figlia Rachele, un poliziotto con il suo fedele cane antidroga, agli spacciatori del quartiere che rivendicheranno le piazze con minacce di morte; Tommaso sarà costretto a scegliere tra una collaborazione pericolosa all’alternativa di essere ucciso. Tra cadaveri sciolti nell’acido, scazzottate nei locali e prostitute di lusso, tra sequestri e minacce si giungerà all’inesorabile epilogo per contendersi un unico bottino, la propria vita.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Alejandro Carlo jr. Corbo è nato a Benevento, dove ha frequentato il liceo Artistico; ha poi continuato gli studi a Roma all’Accademia di Belle Arti, dove ha conseguito il diploma in Decorazione. Ha esposto le sue sculture in una personale nel complesso monumentale di Sant’Ilario a Benevento e in diverse collettive con altri artisti. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo romanzo, “Alters”, per Ensemble Edizioni; la sua seconda opera è “Green Bug, memorie di uno spacciatore” (Il Seme Bianco, 2022).

 

 

Contatti

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“Verità fai-da-te Il pensiero critico argine alla disinformazione”, l’ultimo libro del giornalista e scrittore Aldo Mantineo https://agenziastampa.net/2023/06/14/verita-fai-da-te-il-pensiero-critico-argine-alla-disinformazione-lultimo-libro-del-giornalista-e-scrittore-aldo-mantineo/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:40 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57125

Uscito a novembre 2022 il nuovo libro del giornalista e scrittore Aldo

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Uscito a novembre 2022 il nuovo libro del giornalista e scrittore Aldo Mantineo Verità fai-da-te Il pensiero critico argine alla disinformazione con la Melino Nerella Edizioni.

“La questione della disinformazione non è, certo, nuova. Ma è davvero un paradosso che essa torni così centrale nell’epoca della digitalizzazione delle informazioni e dell’accesso più libero, rapido e decentralizzato ad esse, mai esperito dall’umanità intera. La libertà di espressione (free speech) non è più soltanto associata alla libertà di informare, di informarsi e di essere informato, ma è stata estesa anche alla libertà di disinformare o di esporsi alla disinformazione. Com’è possibile che la disinformazione trionfi anche in una società nella quale, spendendo qualche tempo sul web, si possono verificare le notizie, approfittando della grande disponibilità di informazioni che il web ci offre?”.

Queste sono le prime righe che si leggono nella prefazione a cura di Antonio Nicita – ordinario di Politica economica presso l’Università Lumsa (Roma-Palermo), saggista e Commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AgCom) dal 2014 al 2020 – e alcune delle domande a cui cerca di dare una risposta Aldo Mantineo.

Oggi facciamo i conti con un mondo nel quale ciascuno prova a costruire verità a proprio uso e consumo – dichiara l’autore. È quasi la sublimazione del fai-da-te, è uno scenario nel quale la ricerca della verità non rappresenta un impegnativo e laborioso processo ma un qualsiasi comune oggetto da assemblare secondo il proprio gusto e la propria utilità.  È un mondo nel quale la linea di demarcazione tra vero e verosimile si è assottigliata sempre di più sino praticamente a sfumare completamente portando, in alcuni casi, il fatto narrato a scivolare nelle limacciose paludi della disinformazione.

Siamo disarmati? Siamo soccombenti a prescindere? Dobbiamo fare buon viso a cattiva sorte? Naturalmente la risposta è no. Serve, semmai, dotarsi sempre di più di adeguati strumenti per non perdere la giusta rotta durante la navigazione (specialmente in rete)”.

Questa pubblicazione ha l’ambizione di aspirare a essere uno di questi piccoli strumenti. Sono pagine che nascono direttamente dal percorso di studio e di approfondimento formativo  condotto da parte di Aldo Mantineo assieme ad altri 40 corsisti di tutta Italia (giornalisti, comunicatori ma anche studiosi, ricercatori e cultori di altre discipline) nell’ambito  della prima edizione del Corso di Alta Formazione Raccontare la verità: come informare promuovendo una società inclusiva promosso dall’Università degli Studi di Padova assieme alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e al Sindacato dei Giornalisti del Veneto.

Urge, del resto, porre argine al dilagare delle fake news senza mai perdere di vista la necessità di un deciso cambio di passo nella qualità della narrazione rendendola sempre di più responsabile e privilegiando, anche dal punto di vista strettamente lessicale, un carattere di inclusività.

 

Titolo: Verità fai-da-te Il pensiero critico argine alla disinformazione

Uscita: NOVEMBRE 2022

Pagine: 106, brossura

Prezzo di copertina: 7.00 €

Genere: Saggistica e manualistica

ISBN 978-88-96311-17-2

 

Aldo Mantineo (Siracusa 1960), giornalista professionista, ha lavorato per oltre trent’anni nel mondo dei quotidiani e delle agenzie di stampa. È anche autore di diversi saggi dedicati al tema della disinformazione e alla gestione degli uffici stampa nell’era dei social. Attualmente è commissario del Comitato Regionale per le Comunicazioni (Corecom) della Regione Siciliana e presidente di collegio del Consiglio di Disciplina Territoriale dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia.

 

La Melino Nerella Edizioni nasce a Solarino, in provincia di Siracusa nel 2009 dall’amore per i libri, per la carta stampata e la divulgazione di idee da parte del giornalista e docente Silvio Aparo a cui successivamente si affianca lo psicologo e psicoterapeuta Giuseppe Lissandrello. È la Casa Editrice “più a sud d’Europa”.

Negli anni sono state tante le collaborazioni sia con autori locali che nazionali, per dare voce al territorio ma nello stesso tempo avere anche un respiro più ampio per un confronto che potesse arricchire la storia, i valori e la qualità dell’offerta culturale dell’editrice e dei suoi protagonisti.

Il catalogo è composto da oltre quaranta titoli tra opere di Narrativa, Saggistica e Varia.

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“LA SOCIETÀ ZODIACA”, il thriller distopico di Andrea Paggi https://agenziastampa.net/2023/06/14/la-societa-zodiaca-il-thriller-distopico-di-andrea-paggi/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:40 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57127

Cosa accade quando un’antica conoscenza, quale l’astrologia, viene asservita alla politica? A

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Cosa accade quando un’antica conoscenza, quale l’astrologia, viene asservita alla politica?

A chiederselo è lo scrittore Andrea Paggi, uscito sul mercato editoriale in questo autunno con La società zodiaca, edito da Alter Erebus.

In un momento storico in cui il filone della distopia è tornato ad attirare l’interesse dei lettori, questo romanzo nasce da un’idea originale che si rifà ai grandi libri distopici del ‘900 e dona al lettore la possibilità di riflettere sulle possibili conseguenze del vivere un mondo complesso e tecnologicamente superiore, che puntualmente disattende le promesse di serenità e benessere.

“Da amante dei romanzi distopici – ha dichiarato Paggi – mi ritrovo spesso a fantasticare su possibili scenari futuri e, l’idea di un mondo dove il nostro posto venga stabilito in base al segno zodiacale d’appartenenza, mi è parsa lo spunto di un libro che avrei voluto leggere. In seguito il romanzo si è scritto da sé: è bastato scovarne i personaggi, osservarli volteggiare tra i palazzi di Firenze, collocarli nel 2040 e annotare il tutto in dodici capitoli. E debbo ringraziarli, perché in effetti ne è uscito il libro che avrei voluto leggere”.

Due i possibili scenari ipotizzati dall’autore e che fanno da sfondo a un thriller dai ritmi serrati: il primo, dove causa la scarsità di fonti energetiche e materie prime, si assiste a un lento ritorno a un’epoca antecedente la prima rivoluzione industriale, nonostante corra l’anno 2040; un secondo scenario dove invece la tecnologia, grazie all’intelligenza artificiale, raggiunge il punto di massimo splendore, che obbliga l’umanità a farsi da parte e farsi governare dalla propria creazione, come era già avvenuto con molte divinità nel corso della storia.

 La società zodiaca

Andrea Paggi

Editore Alter Erebus

Pagine 213

Lingua Italiano

Euro 14,90

Isbn o codice id 9788831451253

 

SINOSSI L’ Astrologo fiorentino Duccio Bertelli aveva predetto la grave crisi del 2023 e le sanguinose rivolte che seguirono in tutta Europa: il transito di Plutone in Acquario, già verificatosi durante gli anni della rivoluzione francese, gli aveva suggerito lo scoppio di nuovi tumulti e insurrezioni. La profezia valse all’astrologo tale popolarità in rete da vincere il referendum del 2025: la Società Zodiaca sarebbe diventata la forma di governo dei neonati Territori del centro. Giunti al 2040, i mestieri vengono assegnati in base al segno zodiacale: il Leone ha ruoli di comando, il Toro è per lo più agricoltore, e così via. Secondo l’Astrologo, per evitare nuove crisi, disoccupazione e povertà, occorre seguire la sorte che le stelle hanno assegnato ad ognuno. Il controllo delle nascite è rigoroso, sono ammesse solamente famiglie omozodiacali. Il periodo di concepimento va calcolato alla perfezione, per non incorrere nel rischio di partorire un figlio anomalo, che verrà spedito al centro relegati dove vivrà tutta la vita esule dal mondo intero, nella propria cella.

 

ANDREA PAGGI Nasce a Foligno nel 1982. Laureato sociologo, in seguito scienziato politico, ama da sempre scrivere testi comici e satirici per blog, trasmissioni radiofoniche e televisive. Nel tempo inizia a preferire la stesura di sceneggiature e romanzi e arriva così alla pubblicazione dell’opera prima La società zodiaca.

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“BACK HOME”, il thriller distopico del regista e scrittore Leonardo Araneo https://agenziastampa.net/2023/06/14/back-home-il-thriller-distopico-del-regista-e-scrittore-leonardo-araneo/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:40 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57129

Leonardo Araneo, già noto nell’ambito televisivo e cinematografico per aver curato la

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Leonardo Araneo, già noto nell’ambito televisivo e cinematografico per aver curato la regia di documentari e lungometraggi, esordisce sul panorama editoriale italiano approdando in libreria con BACK HOME (Bertoni Editore).

Un thriller distopico in cui, in un futuro non troppo lontano, “il Messaggio”, una breve sequenza sonora trasmessa contemporaneamente da tutti gli apparecchi di comunicazione del mondo, ha cancellato la civiltà umana, facendo regredire tutti quelli che l’hanno ricevuto allo stadio di belve assetate di sangue.

Adam, uno dei pochi scampati, si muove in un mondo in rovina alla ricerca di sua figlia, rapita da un gruppo di predoni e venduta come schiava. In questo scenario post apocalittico l’uomo sarà costretto a ingannare, torturare e uccidere per raggiungere la propria meta, ma in questa lunga discesa nel proprio inferno personale finirà per smarrire se stesso. E compirà così la scelta più drammatica.

“Questo romanzo nasce nelle notti insonni passate ad osservare mia figlia neonata che dormiva, nel terrore che da un momento all’altro potesse smettere di respirare – ha dichiarato l’autore. In quelle ore interminabili ho cominciato a pensare a cosa sarei disposto a fare per proteggerla, fin dove potrei spingermi ma anche quale sia il giusto limite. Perché una delle cose più difficili del mestiere di genitore credo sia proprio questa: imparare ad essere protettivi senza essere possessivi, proteggere i propri figli senza rinchiuderli sotto una campana di vetro. BACK HOME parla di questo, di amore paterno e maschilismo tossico, di senso del dovere e possessività all’interno di uno scenario distopico che è una critica fortissima alla nostra vorace, insaziabile società consumistica e al potere dei mezzi di comunicazione, capaci di plasmare e condizionare in maniera dirompente le nostre esistenze”.

Titolo BACK HOME

Autore Leonardo Araneo

Casa editrice Bertoni Editore

Pagine 256

Genere Thriller distopico

Prezzo 18,00 Euro

ISBN 9788855355551

 

Leonardo Araneo

Nasce a Vinci, il paese del celeberrimo Leonardo, il 10 maggio 1980 e dopo aver conseguito la maturità classica si laurea con Lode all’università di Bologna con una tesi sulla storia del cinema Italiano che riceve la Dignità di Stampa.

In seguito inizia a lavorare come assistente alla regia prima e aiuto regista poi per alcune tra le principali serie televisive italiane e svariati lungometraggi cinematografici.

Nel frattempo, nel 2011 realizza il suo primo lungometraggio, “Back From Hell”, distribuito in Usa e Uk da Inception Media e Metrodome.

Nel 2015 passa al documentario scrivendone e dirigendone quattro.

“L’Uomo che inventò la Vespa”, sulla vita e il lavoro di Corradino d’Ascanio, è stato trasmesso sulle reti Rai e venduto in sedici Paesi in giro per il mondo. “The acerbo Cup”, coprodotto dall’Istituto Luce, è stato venduto in oltre quaranta Paesi e inserito nel catalogo Netflix worldwide a partire da ottobre 2022.

 

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“L’Uomo Elastico”: ristampato il libro a fumetti di Nunzio Bellino e Giuseppe Cossentino https://agenziastampa.net/2023/06/14/luomo-elastico-ristampato-il-libro-a-fumetti-di-nunzio-bellino-e-giuseppe-cossentino/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:40 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57197

Ristampato il libro a fumetti ” L’Uomo Elastico”,  di genere civile e

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Ristampato il libro a fumetti ” L’Uomo Elastico”,  di genere civile e sociale dello sceneggiatore e regista Giuseppe Cossentino e l’attore e personaggio tv di Storie Italiane,  il programma di Eleonora Daniele su Rai1, Nunzio Bellino, disegnato dal fumettista Tiziano Riverso, edito da Antea Edizioni.

” Soddisfatti dei risultati ottenuti in questi sei lunghi mesi abbiamo girato l’Italia da Sud a  Nord, tanti gli incontri con il pubblico sempre numeroso come in Calabria a Brancaleone alla Dimora del Confino di Cesare Pavese grazie al Presidente della Proloco  Carmine Verduci e Tonino Tringali proprietario della dimora, al Villaggio Hotel Club Altalia,  sino a Venezia durante la 79esima Mostra Internazionale  D’Arte Cinematografica dove siamo stati ospiti de ” Il Salotto delle Celebrità” ed abbiamo presentato il fumetto con tanto di sfilata sul Red Carpet”. Lo sceneggiatore e regista Cossentino commenta entusiasta .” Abbiamo vinto una scommessa, il mio obbiettivo è portare a conoscenza la mia patologia rara, la Sindrome di Ehlers- Danlos sempre più alla ribalta per incentivare alla ricerca e combattere ogni forma di violenza, discriminazione e bullismo, lasciando una traccia alle generazioni future che nasceranno con le mia stessa o qualsiasi sindrome rara” . L’attore  e personaggio pubblico Bellino afferma  emozionato.Un buon riscontro dalla critica, ma anche dal pubblico e dai lettori conquistati dalla scrittura, dalla storia e dagli straordinari disegni di questo fumetto.Dopo il film “Elastic Heart”  Cossentino e Bellino in piena sinergia hanno concretizzato un nuovo successo.Il Libro- fumettoNunzio Bellino,  attore e personaggio tv diventa tra i vicoli di Napoli, un supereroe, una sorta di Batman Partenopeo che combatte ogni giorno con una patologia rara, ma trova la forza sempre con il sorriso sulle labbra, di aiutare i deboli e gli invisibili  per abbattere  prepotenze ed ogni forma di bullismo. Una storia che evidenzia una lotta continua del protagonista  all’ingiustizia come  lotta per il rispetto della persona, per il rispetto dell’uguaglianza delle persone anche nella loro diversità, per il riconoscimento dei diritti e, allo stesso tempo, dei doveri di ciascuno. Ma la diversità non è un valore, è l’uguaglianza il valore della diversità.Il supereroe ” Elastic Man”  sente il dovere di crescere adulti più consapevoli.  Crede che questi siano temi chiave per la crescita, in un momento in cui le ” diversità” vengono rifiutate e spesso ridicolizzate, causando seri problemi tra i giovani più fragili.“L’Uomo Elastico” usa il linguaggio universale del fumetto e le parole come ponte per la conoscenza e la comprensione dell’altro.Una storia di forza, di inclusione e di riscatto diventata uno strumento  di denuncia  contro ogni forma di violenza e che cerca in qualche modo di ” umanizzare” una società troppo distratta da falsi miti.

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Un maestro di Yoga e la sua stupefacente fuga dallo Yemen https://agenziastampa.net/2023/06/14/un-maestro-di-yoga-e-la-sua-stupefacente-fuga-dallo-yemen/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:39 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57304

«Questa è una storia vera, ma vera fin nei minimi dettagli. Vera

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«Questa è una storia vera, ma vera fin nei minimi dettagli. Vera – come spesso si dice – al 101%. Ho voluto che il racconto fosse conciso, serrato: PAM, PAM, PAM. I fatti, soprattutto, i fatti così come si sono svolti. E perché ho voluto questo? Perché sono sicuro che questo racconto, proprio lui, non vuole né fronzoli, né lungaggini». Dalle parole dell’autore Costantino Casilli, insegnante di Yoga, si comprende subito il senso della sua ultima opera dal titolo “Una stupefacente fuga da Sana’a”, edito nella collana “I Diamanti della Narrativa” dell’Aletti editore. Il libro, come suggerisce chiaramente il titolo, racconta la rocambolesca fuga di Costantino Casilli dallo Yemen del Nord, quarant’anni fa. A tale fuga il protagonista fu costretto in quanto, otto mesi prima, gli era stato sequestrato il passaporto a causa di una presunta inadempienza commerciale, tra l’altro non commessa da lui, ma da suo padre. Dopo i primi sei mesi di permanenza forzata a Sana’a, Costantino fu minacciato di restrizione in un carcere duro, e quindi, da quel momento, non gli restò altro che organizzare e tentare la fuga. Fuga alla fine riuscita, ma a prezzo di durissime e pericolose vicissitudini.

Alla narrazione, suddivisa in ventiquattro capitoli, fanno seguito cinque appendici: il racconto di alcune gravi difficoltà – sia di vita che di salute – affrontate dal protagonista; considerazioni sullo Yoga e sulla seconda moglie di Costantino, l’ucraina Lyuba Prus; lettera al primogenito Ruben e lettera al secondogenito Dario; racconto di una particolarissima esperienza vissuta a Montecarlo, nell’illusorio tentativo di guadagnare al gioco d’azzardo mediante un presunto sistema vincente…; elogio del silenzio. «Non ho nessuna difficoltà – afferma l’autore che attualmente vive a Napoli – nel “mettermi a nudo”. Anzi, al contrario: ritengo che la più autentica vocazione di uno scrittore sia proprio questa: “mettersi a nudo”, del tutto “spiattellato” su un tavolo operatorio e pronto a farsi vivisezionare. E’ questa la mia vocazione. Soltanto così – in assoluta sincerità – sarà per me possibile essere utile, non dico a tutti, ma almeno a qualcuno dei miei lettori. L’ideale della mia vita, infatti, è proprio quello – sempre nel centro della mia umiltà – di rendere servizio».

Un’opera in cui nulla è “romanzato”, ma tutto ciò che viene raccontato in maniera sintetica è – come riferisce lo stesso Casilli – sensibilmente di meno rispetto alla realtà vissuta. In questo, aiuta la disciplina dello Yoga, che il maestro Casilli pratica da oltre 47 anni, così come risulta importante e decisiva in tutte le circostanze della vita. Il racconto – spiega lo scrittore – si caratterizza per uno stile sintetico ma anche ricco di grassetti, sottolineature, “spezzamento” delle righe, tanto da rendere possibile e facilitare anche una lettura ad alta voce. «Desidero semplicemente trasmettere al lettore, ma specialmente alla lettrice, la mia esperienza globale e le mie esperienze particolari, nella speranza che – in almeno qualcosa – vi si possa riconoscere e “specchiare”, così da ricavarne una certa utilità». Questo è l’obiettivo dell’autore, cittadino del mondo, nato a Gondar in Eritrea, che, tra un trasloco e l’altro, in Italia e nel mondo, ha vissuto in più di 140 case.

Federica Grisolia

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Le Storie di Irut presenta il romanzo “Percorsi intrecciati e vite parallele” https://agenziastampa.net/2023/06/14/le-storie-di-irut-presenta-il-romanzo-percorsi-intrecciati-e-vite-parallele/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:39 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57357

Scelte casuali, azioni insignificanti, incontri inaspettati contribuiscono a comporre il puzzle di ogni esistenza. Imboccare una strada rispetto un'altra, trovarsi lì, per caso, ti consentirà di vivere delle opportunità mai pensate prima. E solo quando s'inizia a desiderare, a diventare irrequieto, fissare prepotentemente ciò che è stato deciso debba succedere a noi, solo allora, ti rendi conto che non puoi più ignorarlo. Sarà così che inizierà il percorso, quelle piacevoli sensazioni, quelle coinvolgenti passioni, per il tempo a noi concesso.

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Le Storie di Irut – “Percorsi intrecciati e vite parallele”

 

L’autore che si cela sotto lo pseudonimo ‘Le Storie di Irut’ presenta un emozionante romanzo in cui si parla della casualità della vita e della potenza del destino, che riesce a far deviare i due protagonisti dal loro percorso ben tracciato, per spingerli a seguire nuove strade e a intraprendere scelte inaspettate.

 

Casa editrice: ilmiolibro self publishing

Genere: Narrativa contemporanea

Pagine: 136

Prezzo: 13,50 €

 

«John e Marika furono i protagonisti di quel breve momento di vita, interpreti dei propri sogni, dei loro desideri e delle loro emozioni. Entrambi diedero impulso, vitalità, certezza e consapevolezza alle rispettive esistenze intrecciando il loro percorso quotidiano mentre parallelamente le loro emozioni, le loro sofferenze, la determinazione nell’ottenere un obiettivo differivano solcando spazi e mondi a loro divergenti»

 

“Percorsi intrecciati e vite parallele” è la nuova opera di Le Storie di Irut, lo pseudonimo utilizzato da un autore di racconti che mescolano episodi di vita vissuta con mondi ideali. Con una scrittura introspettiva e poetica si narrano le esistenze di un giovane insicuro e sognatore, John, e di una donna misteriosa e bellissima, Marika. Le loro vite, tanto lontane e diverse per il modo in cui vengono condotte, si intrecciano fatalmente in un giorno come tanti in apparenza, e che invece diventa fondamentale per entrambi, in quanto genererà una catena di pensieri e di scelte dagli esiti inimmaginabili.

L’autore racconta il faticoso viaggio di maturazione di John, parallelamente al percorso di consapevolezza di Marika: due cammini intrapresi a seguito di un contatto fugace che li porta a scoprire una parte importante di loro stessi, fino a quel momento mai esplorata oppure messa a tacere. Un semplice incontro casuale fa piombare John nel destino di Marika e viceversa: durante la messa domenicale i due si sfiorano con lo sguardo, provando delle sensazioni intense e così fuori luogo rispetto alla situazione in cui si trovano. Questa fatalità diventa il motore delle azioni del protagonista maschile, deciso a conquistare quella donna così affascinante; lei, dal canto suo, non è spinta ad agire concretamente ma dentro di sé qualcosa comincia a muoversi, e a mutare vertiginosamente. Il destino li metterà uno sulla strada dell’altra in altre occasioni: ne nascerà una forte passione alimentata platonicamente solo da un gioco di sguardi, e da una lettera che John scriverà e consegnerà segretamente a Marika.

L’autore presenta una storia di conflitti interiori e di scelte difficili, e delle conseguenze che si deve avere il coraggio di affrontare per poter evolvere, per potersi comprendere nel profondo; nel cuore dei protagonisti nascono nuove opportunità e desideri, spesso in contraddizione con la loro natura e la loro educazione. Saranno davvero pronti a gettarsi nel mare delle possibilità che il fato ha previsto per loro? E alla fine, cosa resterà della passione non consumata, delle illusioni perdute, e dell’intreccio di due vite che scorrevano tranquillamente parallele, ignare l’una dell’altra, prima di convergere pericolosamente?

 

SINOSSI DELL’OPERA. Scelte casuali, azioni insignificanti, incontri inaspettati contribuiscono a comporre il puzzle di ogni esistenza. Imboccare una strada rispetto un’altra, trovarsi lì, per caso, ti consentirà di vivere delle opportunità mai pensate prima. E solo quando s’inizia a desiderare, a diventare irrequieto, fissare prepotentemente ciò che è stato deciso debba succedere a noi, solo allora, ti rendi conto che non puoi più ignorarlo. Sarà così che inizierà il percorso, quelle piacevoli sensazioni, quelle coinvolgenti passioni, per il tempo a noi concesso. Così tutto sarà svelato, tutto sarà posto lì dove era previsto, mentre a noi resterà soltanto il retrogusto di quanto vissuto, la percezione che tutto sommato sia stato utile viverlo.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Irut è l’alter ego dell’autore; grazie a lui riesce a immaginare e a narrare mondi ideali, “Storie”, appunto, che consentono al lettore, questo è il suo auspicio, di interrogarsi o rivedersi in alcuni dei momenti descritti. L’autore prende ispirazione da tutto ciò che lo circonda, da quello che accade nella sua vita e dall’osservazione di storie, vicende, peculiarità delle esistenze altrui che riescono a catturare la sua attenzione; come diceva qualcuno “ogni vita è un romanzo”, e ogni esistenza meriterebbe d’essere raccontata ma non basterebbe una vita per farlo.

 

 

Contatti

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Link di vendita online

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“Sussurri dall’altra sponda”. Quei pensieri che ci accompagnano nella quotidianità https://agenziastampa.net/2023/06/14/sussurri-dallaltra-sponda-quei-pensieri-che-ci-accompagnano-nella-quotidianita/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:38 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57470

Un breviario, un viaggio, un monito a se stesso tra suono, colpa,

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Un breviario, un viaggio, un monito a se stesso tra suono, colpa, desiderio e amore. Così definisce la sua prima opera “Sussurri dall’altra sponda”, il giovane poeta Guido Rocco Garibaldi, classe 1995, nato a Marsicovetere (PZ) ma che attualmente vive a Montesano, sulla Marcellana, piccola realtà bucolica della provincia salernitana sul più ampio sfondo del Vallo di Diano, ai confini con la Basilicata, dove sta portando a termine gli studi per conseguire la laurea in Lettere. Già il titolo racconta molto dell’opera, fresca di stampa nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore. «Il suono sibilante – spiega l’autore – richiama alla mente non solo lo scrosciare delle acque in movimento, emblema del panta rei, o alla forza e all’impetuosità del vento che soffia, ma anche al sibilare tipico dei serpenti, che per allegoria io associo a tutta quella categoria di “pensieri intrusivi” che ci accompagnano o ci destabilizzano nello svolgimento della quotidianità. Altro motivo, poi, della scelta di tale titolo sta nel termine “sponda”: trovarsi al di qua o al di là di un certo limite, di una certa soglia, oltrepassata la quale sta il confronto con se stessi, e da questo alla consapevolezza di sé, nel bene e nel male».

«Immergersi nella dimensione poetica di Guido Rocco Garibaldi – scrive Alfredo Rapetti Mogol, figlio del noto paroliere autore delle bellissime canzoni di Lucio Battisti – è come guardare a testa in giù una volta celeste capovolta, illuminata da mille galassie, miliardi di frammenti colorati di stelle di forma, lucentezza e dimensione diversa dalle quali magicamente scaturisce ad un tratto un meraviglioso e inatteso disegno che più lo si guarda più si definisce, dove ogni elemento trova esattamente il suo posto creando un’epifania cromatica inedita ed eccezionalmente composita».

I modelli di sapere che hanno fatto da stella polare nella scrittura di questa raccolta di liriche sono le “Confessiones” agostiniane, per il loro carattere di breviario ma anche di diario, scevro da ogni tipo di riferimento religioso ma carico di significato prima morale e poi etico, di continuo dialogo con il proprio sé su quell’altra sponda, in un eterno incontro-scontro tra bene e male, tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, con particolare attenzione ai valori e ai sentimenti legati alla memoria, al suono, alla colpa, al desiderio e all’amore. Le poesie sono arricchite da illustrazioni o, per meglio dire, “rielaborazioni artistiche”. «In sostanza – afferma il poeta – queste non fanno altro che dare forza visiva e a ciò che le corrispettive liriche possono esprimere, sempre fermo restando sul principio di libera interpretazione, dove ognuno, sia nella parte lirica sia nel suo corrispettivo artistico, può leggervi ciò che sente o che vuole».

Gli elementi stilistici di queste liriche non vanno a inserirsi in un genere ben definito, ma sono la somma di un’eterogeneità di elementi desunti dalle più disparate poetiche, per questo l’autore definisce la sua scrittura come «introspettiva, personale e analitica». Tra le diverse poesie, una si intitola “Monito a me stesso”, ma in riferimento ai suoi lettori Guido Rocco Garibaldi afferma: «Posso dir loro ciò che questo lavoro ha fatto fiorire in me: se si sceglie di abbracciare se stessi totalmente è necessario anche scendere all’inferno e, per giungere a questo, basta lasciarsi andare, anche solo con un foglio e una penna come compagni di viaggio».

Federica Grisolia

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La promessa a San Francesco, nel libro di Luigi Antonio Greco una testimonianza di fede e di speranza https://agenziastampa.net/2023/06/14/la-promessa-a-san-francesco-nel-libro-di-luigi-antonio-greco-una-testimonianza-di-fede-e-di-speranza/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:38 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57476

Roma –  Una storia vera e attuale. Di sofferenza e di fede.

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Roma –  Una storia vera e attuale. Di sofferenza e di fede. Che tocca nel profondo i cuori e li apre alla speranza. L’ha scritta Luigi Antonio Greco nel libro “La promessa a San Francesco“. È il diario di un pellegrinaggio sulla via del Santo di Assisi, intrapreso per grazia ricevuta, che si trasforma in un cambiamento spirituale, quasi mistico, con la conquista di un’armonia interiore e di più profondi orizzonti di fede.

Roma, Novembre 2020. Luigi Antonio Greco, 43 anni, carabiniere, scopre di essere positivo al Covid. Non teme per sé: è giovane, in salute e guarirà rapidamente. Teme per i figli e soprattutto per la moglie Caterina, affetta da sclerosi multipla. Tutta la famiglia è contagiata. Caterina si aggrava e viene ricoverata in ospedale. Sono giorni drammatici. Il marito, isolato in casa con i figli, è in preda allo sconforto, ai sensi di colpa e ai pensieri più funesti. L’Italia è in lockdown, il Covid è un’incognita e avere notizie dei propri cari in ospedale è quasi impossibile. Luigi Antonio, cattolico praticante, si aggrappa alla preghiera.

“Era il mio modo di dire che Dio ci sarebbe stato – scrive – che avrebbe pensato lui a tutto e che, anche se io non ero fisicamente in ospedale, c’era Lui, accanto a lei”. Un giorno, mentre prepara un borsone per la moglie in ospedale, trova in un cassetto un’immagine di San Francesco. È una piccola lastra intagliata a forma di pergamena, proveniente da Assisi. “Presi in mano l’immagine, la rigirai, e pregai San Francesco di proteggere mia moglie e di farla guarire. Gli feci anche un voto: se Caterina fosse tornata a casa e fosse stata bene, avrei fatto un pellegrinaggio per ringraziarlo e onorarlo. Poi, misi la piccola immagine nel borsone per l’ospedale”. Dopo quasi un mese di cure, Caterina torna a casa guarita. Per Luigi Antonio è tempo di mantenere la promessa.

Si tratta di coprire a piedi i 296 km che separano Assisi da Roma, camminando tra i sentieri impervi degli Appennini umbri e laziali, in mezzo a una natura selvaggia e incontaminata, con ogni condizione meteo-climatica, ripercorrendo il cammino compiuto da San Francesco otto secoli fa per recarsi da papa Innocenzo III. L’impresa richiede una preparazione e una pianificazione meticolose.

La preparazione fisica, mentale e spirituale di Luigi Antonio dura quasi un anno. Durante il quale deve superare i postumi del Covid, un intervento chirurgico e dire addio al padre, mancato mentre lui è ancora convalescente. Allena ogni giorno il corpo, con l’attività fisica. E lo spirito, con letture, preghiere e meditazioni. Dedica molta cura alla selezione dell’equipaggiamento: la scelta di cosa mettere nello zaino è già di per sé la metafora di un viaggio spirituale che chiede di spogliarsi del superfluo, alleggerire l’animo dalle scorie della quotidianità e puntare all’essenziale. Proprio come il poverello di Assisi.

Luigi Antonio parte il 1° maggio 2022 in treno per Assisi. Da lì, dalla Basilica Superiore, farà ritorno a Roma il 10 maggio, dopo aver percorso dieci tappe tra borghi storici e paesaggi mozzafiato, immerso nella solitudine e nel silenzio della natura, col sole o sotto la pioggia, dormendo e rifocillandosi poche ore al giorno nei rifugi, negli ostelli e nei conventi. Sulla via, piccoli accadimenti, incontri casuali e prove da superare conducono il pellegrino lungo un itinerario di spiritualità francescana, a meditare e riflettere sulla pace dei popoli, sull’attenzione verso chi vive nella solitudine, sull’esigenza di un nuovo stile di vita più rispettoso del prossimo e della Natura. Quando Luigi torna a casa è una persona diversa, con una nuova consapevolezza della vita, in pace con se stessa e con gli altri, pronto a farsi testimone di fede e di speranza nella vita di tutti i giorni. E anche questo, in fondo, è un piccolo grande miracolo.

Il 30 % del ricavato delle vendite sarà devoluto in beneficenza per le mense dei poveri.

Info e contatti
Facebook: La promessa a san Francesco
Instagram: @grecosphoto
luigiantonio.greco@libero.it

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Spektre in Afghanistan. Il cuore e la corazza di “fantasmi” senza nome https://agenziastampa.net/2023/06/14/spektre-in-afghanistan-il-cuore-e-la-corazza-di-fantasmi-senza-nome/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:38 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57533

Il cammino in Afghanistan di un uomo che, nel 2010, ha salvato

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Il cammino in Afghanistan di un uomo che, nel 2010, ha salvato la vita a centinaia di bambini. Sentimenti di paura, rabbia, amore che si celano dietro la maschera dei combattenti, dei “cattivi giusti” che, con ferocia, proteggono gli innocenti. E’ una storia di fratellanza, di colpi di scena sorprendenti, il romanzo “Spektre. Fantasmi in Afghanistan”, scritto da William Marras Nash, nato a Ivrea (in provincia di Torino), nel 1988, ma che, attualmente, vive ad Azeglio, un paesino dell’Alto Canavese in Piemonte. Il titolo dell’opera – pubblicata nella collana “I Diamanti della Narrativa”, edita da Aletti – nasce durante la stesura del romanzo che parla, appunto, della squadra Spektre, guerrieri ma, soprattutto, uomini che provano emozioni, fatica e anche amore verso le loro famiglie e le loro donne a casa. «Descrivendo questi uomini – spiega l’autore – ed informandomi su quelli come loro, ho compreso che sono realmente come dei fantasmi. Operano in teatri di guerra e in nazioni nelle quali non dovrebbero essere, se “cadono” vengono archiviati come turisti scomparsi o mai esistiti, fanno cadere governi e lasciano i meriti ad altri, da loro può dipendere lo scoppio o meno di una guerra ma nessuno sa chi siano e, in questo caso, la Spektre era una squadra di fantasmi in Afghanistan».

Nessuno sa i loro nomi; nessuno sa chi sia l’uomo protagonista del romanzo, ma tutti dovrebbero conoscerne la storia ed esserne grati. Un turbine di emozioni apparentemente contrastanti, dalla guerra all’amore, dalla rabbia alla fratellanza incondizionata, trattate con un linguaggio semplice e alla portata di qualunque età se non fosse per il limite portato dagli argomenti trattati. Questo consente anche al lettore più “frettoloso” di poter comprendere la storia, anche se dura, e coglierne anche le più intime sfaccettature. «Passaggi – afferma lo scrittore – che devono essere come sfumature per lasciare alla mente del lettore il tempo per cambiare mood emozionale ma senza che se ne accorga, così anche la singola emozione si rivela una piccola sorpresa che renderà difficile interrompere volontariamente la lettura». Il segreto per l’autore è immedesimarsi il più possibile nel personaggio che si racconta, avendo la storia impressa nella mente sin dall’inizio. «Ho descritto passo dopo passo tutto ciò che mi è stato riportato. Ci ho messo quattro anni per scriverlo e mi sono immedesimato nel protagonista al punto che ho iniziato a vivere come lui. Quando riuscivo ad addormentarmi facevo i suoi incubi, avevo le sue paure. Ero stanco, stremato verso la fine del romanzo. Ero diventato freddo, inespressivo molte volte. Per scrivere e sciogliermi sorseggiavo liquore e alcuni passaggi li ho scritti piangendo, così bevevo ancora, proprio come lui. Mi sembrava di aver vissuto la sua storia e in parte è come se l’avessi provata sulla mia pelle, un po’ credo, come un attore entra nel suo personaggio». Un rapporto empatico che, alla fine, quasi manca, quando il libro è terminato, lasciando un senso di nostalgia e solitudine. «Voglio trasmettere – conclude lo scrittore – la coscienza e la testimonianza che quei guerrieri fuori dal comune, abituati ad affrontare inferni inimmaginabili, sono allo stesso tempo uomini comuni, con emozioni e sentimenti come tutti gli altri».

Federica Grisolia

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Mary Rood presenta il romanzo “Il respiro delle Stelle” https://agenziastampa.net/2023/06/14/mary-rood-presenta-il-romanzo-il-respiro-delle-stelle/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:37 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57559

Arles 1888. Marie è una ragazza orfana di padre, semplice, insicura, che nasconde le sue forme sotto abiti maschili. In cerca di sé stessa, di cosa voglia dire essere una donna, decide di partire per la città in cerca di lavoro. E qualcosa cambia. Perché Arles è in fermento, vivace e proiettata verso il futuro. E poi c’è Vincent, pittore ancora sconosciuto ma dalla straordinaria personalità con cui sta per nascere un legame speciale, e Jérôme, suo amico da sempre che, per la prima volta, sembra guardarla con occhi diversi. Sta per iniziare una nuova stagione per Marie, all’alba di un’estate che porterà con sé desiderio, scoperta, nuove amicizie, esperienze e, perché no, amore.

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Mary Rood – “Il respiro delle Stelle”

 

Mary Rood presenta un romanzo dedicato all’amore, alle donne e alle loro battaglie; una storia emozionante, in cui la protagonista Marie attraversa con la sua grinta e la sua voglia di riscatto un’estate che cambierà per sempre la sua esistenza. L’opera è liberamente ispirata alla vita del grande pittore Vincent Van Gogh, tra realtà e immaginazione.

 

 

Casa editrice: Blueberry Edizioni

Genere: Historical Romance

Pagine: 149

Prezzo: 11,50 €

 

«Aprii la finestra, l’aria era fresca e il cielo pieno di stelle che sembravano quasi respirare insieme a me. La luna era bellissima quella sera. Decisi di ricordarmi solo questo istante per sempre. Solo e per sempre il respiro delle stelle»

 

“Il respiro delle Stelle” di Mary Rood è ambientato nell’estate del 1888 ad Arles, una cittadina della Provenza in cui Vincent Van Gogh trascorse i suoi ultimi, travagliati anni. La protagonista dell’opera è la sedicenne Agathe Raphaëlle Marie: la giovane abita insieme a sua madre, suo zio e sua nonna in un faro, e la notte si addormenta sentendo il rumore delle onde e guardando le stelle. Marie si sente soffocata da una società che non considera le donne al pari degli uomini; per questo motivo ha deciso sin da piccola di vestire panni maschili e di nascondere i folti capelli rossi sotto un berretto, per potersi muovere liberamente nel mondo e per inseguire i propri sogni.

Marie ha una grande ambizione: diventare una pittrice come Artemisia Gentileschi, un’artista vissuta trecento anni prima di lei, che aveva sfidato le convenzioni sociali e si era affermata nonostante gli ostacoli e le sofferenze che erano derivate dalla sua ribellione. A supportarla in questa decisione c’è un amico speciale, che Marie rispetta e ammira: Vincent Van Gogh, arrivato da poco ad Arles – «Sognava come me. Fantasticava di riuscire a trasmettere agli altri quello che provava. Voleva mostrare al mondo che il brutto e i cattivi pensieri si combattono con la passione, i colori e il sentimento». La ragazza trova lavoro in una piccola panetteria nelle vicinanze della celeberrima Casa Gialla dipinta da Van Gogh, e si fa conoscere col nome maschile di Aram; col suo modesto stipendio può finalmente permettersi di comprare dei pennelli, alcuni colori e una tela. E così comincia a dipingere, a volte accanto al pittore olandese dall’anima fragile, sempre più angosciato dall’evidenza che nessuno apprezzi il suo talento, e altre da sola, immersa nei campi della Provenza.

Mary Rood presenta un’intensa vicenda in cui si offre uno sguardo privilegiato sull’ultima fase della vita e sull’incredibile arte di Vincent Van Gogh, e in cui possiamo entrare più in profondità nella sua tristezza sconfinata e nelle sue furiose lotte interiori; nel racconto del rapporto tra lui e Marie ritroviamo l’acuta sensibilità del pittore, la particolare prospettiva da cui osservava il mondo, la sua abbagliante luce ma anche la sua cupa oscurità. Nel romanzo seguiamo i passi della protagonista per auto determinarsi, mentre la vediamo affrontare un percorso di crescita e di scoperta del proprio corpo, della sessualità e del suo valore come giovane donna e come artista. Tra leggende, pregiudizi e l’ardua ricerca del pigmento naturale dell’ocra rossa, una storia d’amore, di amicizia e di riscatto.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Arles 1888. Marie è una ragazza orfana di padre, semplice, insicura, che nasconde le sue forme sotto abiti maschili. In cerca di sé stessa, di cosa voglia dire essere una donna, decide di partire per la città in cerca di lavoro. E qualcosa cambia…

Perché Arles è in fermento, vivace e proiettata verso il futuro. E poi c’è Vincent, pittore ancora sconosciuto ma dalla straordinaria personalità con cui sta per nascere un legame speciale, e Jérôme, suo amico da sempre che, per la prima volta, sembra guardarla con occhi diversi. Sta per iniziare una nuova stagione per Marie, all’alba di un’estate che porterà con sé desiderio, scoperta, nuove amicizie, esperienze e, perché no, amore. Sarà facile, allora, scoprire che è bello perdersi tra sguardi complici, carezze, corse a perdifiato sulla spiaggia e vestiti bagnati. Nel viaggio alla ricerca della terra dell’ocra, il suo cuore batterà sempre più forte e il suo mondo cambierà per sempre, tra le lettere di Vincent, le cavalcate con Jérôme, il faro, i campi di lavanda e le notti stellate…

 

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Mary Rood è nata il primo giorno di primavera quando tutto

si risveglia dal sonno invernale; la sua finestra affaccia su un piccolo lago incastonato tra le montagne. Ama l’arte, i libri, i suoni della natura e il profumo dopo la pioggia. Scrittrice ed illustratrice, ha pubblicato: “Croac e la strana malattia” per Raffaello Editore, “Una sorpresa per Martin” per Acco Editore, “Tortine e carotine”, “Tutti a bordo” e “Un pipistrello da Babbo Natale” per Buk Edizioni, “La banda dei tesori” per Pav Edizioni, “L’orco Mangia Bottoni” per la Literary Romance Kids Edizioni e “Il sussurro dell’acqua” per Blueberry Fantasy Edizioni. Pubblica inoltre in ebook “Spidey little tumbler” e “Le acrobazie di ragnetto”.

 

 

Contatti

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Link di vendita online

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Miriam Bartolomucci presenta il romanzo “Io sono Mia” https://agenziastampa.net/2023/06/14/miriam-bartolomucci-presenta-il-romanzo-io-sono-mia/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:37 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57586

È bastato un semplice tag su Instagram e la sua vita è cambiata. Lei è Mia e fino a quel giorno trascorreva le sue giornate evitando di affrontare la realtà, rifugiandosi in un mondo di cibo e fantasia. Quando lei, che non si specchiava mai, ha deciso di guardarsi realmente, il mondo le è crollato addosso. Ha visto nello specchio una sconosciuta e allo stesso tempo la sua nemica più grande. Cos’ha fatto, quindi? Ha deciso di rinascere, cercando di rendere sua amica quell’immagine nello specchio, comprendendola, amandola. In questo faticoso percorso verso il cambiamento si è imbattuta nell’amore vero.

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Miriam Bartolomucci – “Io sono Mia”

 

Miriam Bartolomucci presenta un romanzo delicato e introspettivo in cui si racconta del percorso di trasformazione di una giovane donna, che un giorno apre gli occhi sulla realtà e capisce di essersi smarrita e snaturata. Una storia di riscatto, di coraggio, di accettazione e, soprattutto, di un grande amore. Con una prefazione di Adessoscrivo, autore noto a livello nazionale.

 

Genere: Romanzo di formazione/Romantico contemporaneo

Pagine: 284

Prezzo: 14,99 €

 

«Guardati allo specchio e sorriditi, sorriditi sempre… Guardali tutti i tuoi difetti, Mia, e ammirali come il più prezioso trofeo. Sei imperfetta, sì, ma sei la cosa più bella che esista. Sei tu. E tanto basta»

 

“Io sono Mia” di Miriam Bartolomucci è un romanzo di formazione a sfondo romantico in cui conosciamo un intenso personaggio femminile: Mia ci narra la sua storia in un’intima prima persona, raccontandosi nel suo viaggio di cambiamento per somigliare alla donna che ha sempre desiderato essere. La protagonista di questa emozionante vicenda si confessa al lettore gettando via tutte le maschere che si era imposta di indossare, desiderosa di farsi conoscere nel profondo, per quella che realmente è.

Mia ha trent’anni ed è una designer; è fidanzata con Luca, un ragazzo privo di empatia che l’ha sempre fatta sentire inadeguata: ormai lei si sente soffocare da un rapporto che l’ha resa vuota e apatica. Un giorno, dopo aver visto alcune sue foto che le erano state scattate a sua insaputa durante una festa, per la prima volta si osserva davvero e si rende conto di non riconoscersi più: Mia ha messo molto peso e ha lo sguardo spento; questa rivelazione la sconvolge, e la spinge a riconsiderare le sue scelte e a osservare la sua esistenza da un’altra prospettiva – «Mi sono punita, mese dopo mese, mi sono distrutta, annullata, trasformata nel modo peggiore possibile. Sto vivendo una vita che non è la mia, un amore che non è amore, passo le giornate a colpevolizzarmi, ma alla fine non reagisco mai». È a questo punto che Mia comprende di voler cambiare, di volersi trasformare da bruco in farfalla; trova il coraggio di lasciare Luca e di intraprendere un percorso importante per ritrovare l’amore verso sé stessa: non si occupa solo del suo aspetto fisico iniziando ad allenarsi e a mangiare bene ma scava anche dentro di sé, e si analizza per capire cosa l’ha spinta a buttarsi via e a non darsi più valore, permettendo agli altri di definirla. È nel mezzo di questo viaggio di rinascita e di riconquista di sé che Mia incontra Alex: uno tsunami, un lampo abbagliante nel cielo; un ragazzo che come lei ha dovuto ricucirsi tante ferite da solo, e che sembra serbare un doloroso segreto nel cuore.

Miriam Bartolomucci ci racconta di due storie d’amore: quella turbolenta di Mia con sé stessa e quella con Alex, parimenti tormentata; cambiare fa paura così come amare ma la protagonista di questo romanzo accetta il rischio, cade e si rialza, fronteggiando la paura, reagendo coraggiosamente al dolore.

 

SINOSSI DELL’OPERA. È bastato un semplice tag su Instagram e la sua vita è cambiata.

Lei è Mia e fino a quel giorno trascorreva le sue giornate evitando di affrontare la realtà, rifugiandosi in un mondo di cibo e fantasia. Quando lei, che non si specchiava mai, ha deciso di guardarsi realmente, il mondo le è crollato addosso. Ha visto nello specchio una sconosciuta e allo stesso tempo la sua nemica più grande. Cos’ha fatto, quindi? Ha deciso di rinascere, cercando di rendere sua amica quell’immagine nello specchio, comprendendola, amandola. In questo faticoso percorso verso il cambiamento si è imbattuta nell’amore vero. Lei e lui si sono voluti, combattuti, rincorsi, persi, desiderati, amati oltre ogni misura. Questo libro parla di cambiamento, del saper abbattere le barriere del cuore e della mente, di amore per gli altri, ma soprattutto per sé stessi. Siamo tutte diverse, ma abbiamo tutte lo stesso sguardo: quello di chi sa che vuole e può rinascere.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Miriam Bartolomucci è un’autrice emergente nata nel 1985 e cresciuta in Ciociaria. Laureata e specializzata in Comunicazione, ha sempre avuto la passione della scrittura. Amante dei viaggi, della musica e del buon cibo, qualche anno fa Miriam si è trovata a intraprendere un percorso di cambiamento esteriore e interiore che l’ha trasformata in maniera profonda, e che ha voluto in qualche modo raccontare nel suo primo romanzo pubblicato in self-publishing, “Io sono Mia”.

 

 

Contatti

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Tiziana Crisafulli presenta il romanzo rosa “L’incontro (con te)” https://agenziastampa.net/2023/06/14/tiziana-crisafulli-presenta-il-romanzo-rosa-lincontro-con-te/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:37 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57589

Gli incontri sono casuali, ma quello tra Lucia e Armando è ineluttabile. Lucia sta prendendo il suo volo per Milano, lo stesso che prende Armando. I due si scambiano poche parole che saranno l'inizio di un turbinìo di emozioni e sentimenti contrastanti. La storia, attraverso un incontro d'amore, racconta una donna e il suo mondo interiore, fatto di ansie, incertezze e solidarietà femminile. Racconta anche l'evoluzione di due persone adulte, che riescono attraverso un percorso sentimentale e sensuale a trovare un equilibrio di coppia o un equilibrio individuale. In parallelo, attraverso altri personaggi, scorre la verità degli uomini, spesso ottusa, aggressiva e infinitamente fragile.

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Tiziana Crisafulli – “L’incontro (con te)”

 

Tiziana Crisafulli presenta un romanzo appassionante in cui possiamo osservare i diversi modi in cui le donne e gli uomini si approcciano all’amore, e in cui partecipiamo all’intenso incontro tra due anime affini e tormentate, e ai loro tentativi di costruire una relazione equilibrata. Una storia in cui chiunque può riconoscersi, e con un finale che lascia spiazzati.

 

Casa editrice: LFA Publisher

Genere: Romanzo rosa

Pagine: 116

Prezzo: 15,00 €

 

«E poi i nostri corpi fragili non hanno resistito allo spazio. O forse sapevano che doveva andare così»

 

“L’incontro (con te)” di Tiziana Crisafulli è un romanzo rosa narrato in prima persona dalla protagonista femminile dell’opera, Lucia, una scrittrice quarantenne impegnata in un percorso di riconquista della propria pace interiore e della propria indipendenza. La donna ha infatti messo fine a un matrimonio che aveva fatto emergere tutte le sue fragilità; negli ultimi tempi, però, dopo essere ricorsa alla psicoterapia, è riuscita a venire a patti con il suo passato di dolore e a costruirsi un presente felice, sebbene solitario. L’incontro con Armando è come un fulmine a ciel sereno; Lucia, così fiera dell’equilibrio raggiunto, si sente fortemente destabilizzata: l’uomo è tanto affascinante quanto complesso e individualista, ed è totalmente concentrato sulla sua carriera d’attore teatrale per permettersi di abbandonarsi all’amore.

La protagonista ci racconta della loro relazione tormentata fatta di assenze, di attese estenuanti e di domande senza risposte ma anche di travolgente quanto fugace romanticismo; Lucia cerca disperatamente di bastare a sé stessa, anche se brama l’amore di Armando con ogni fibra del suo essere. Ella ci narra delle sue paure e delle sue ansie – «la tentazione di abbandonare me stessa per accogliere un uomo è forte, immediata, ancora troppo istintivamente pericolosa», e ci permette quindi di conoscere il suo cuore e i desideri che custodisce; la passione che nasce quasi istantaneamente con Armando è così potente da inglobare tutti gli aspetti della sua vita: egli diventa un pensiero fisso, una folle vertigine di emozioni contrastanti. Lucia ha il timore che questo amore così totalizzante possa allontanarla da sé stessa ancora una volta, e forse irrimediabilmente; anche Armando è pieno di paure: sebbene riesca a trincerarsi dietro il suo solido muro «alto, denso e ruvido» di indifferenza, egli prova dei sentimenti importanti per Lucia ma non vuole esprimerli per non perdere la propria autonomia.

Tiziana Crisafulli presenta un romanzo emozionante in cui dipinge un delicato ritratto delle sensibilità maschili e femminili, differenti e simili allo stesso tempo; nell’opera conosciamo sia uomini che donne fragili ma che ostentano sicurezza, spaventati da un sentimento che mette a nudo, che lascia senza pelle e senza difese.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Gli incontri sono casuali, ma quello tra Lucia e Armando è ineluttabile. Lucia sta prendendo il suo volo per Milano, lo stesso che prende Armando. I due si scambiano poche parole che saranno l’inizio di un turbinìo di emozioni e sentimenti contrastanti. La storia, attraverso un incontro d’amore, racconta una donna e il suo mondo interiore, fatto di ansie, incertezze e solidarietà femminile. Racconta anche l’evoluzione di due persone adulte, che riescono attraverso un percorso sentimentale e sensuale a trovare un equilibrio di coppia o un equilibrio individuale. In parallelo, attraverso altri personaggi, scorre la verità degli uomini, spesso ottusa, aggressiva e infinitamente fragile.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Tiziana Crisafulli è nata a Catania nel 1972 e vive ad Agrigento, dove lavora nel settore immobiliare. Ha da sempre la passione per la letteratura e la scrittura; vive immersa nella valle dei Templi e scrive seduta in veranda, contemplando il Tempio di Giunone. Ha scritto “Io continuo a volare” nel 2022, “L’incontro (con te)” per LFA Publisher nel 2022 e altri testi inediti: “Inquietudine storia di Flora, mia madre”, “Il regalo di Natale” e una raccolta di poesie.

 

 

Contatti

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Alessia Martuscelli presenta l’opera autobiografica “La mia Oceania” https://agenziastampa.net/2023/06/14/alessia-martuscelli-presenta-lopera-autobiografica-la-mia-oceania/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:37 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57684

Roma, luglio 2015. Il sogno di Alessia può cominciare, destinazione Australia. A soli ventitré anni una ragazza come tante altre decide di andare molto lontano nel globo, in un luogo che da sempre l'ha affascinata. Il suo desiderio più grande è cambiar vita, le sue passioni sono il surf, l'equitazione e l'arte, la sua forza la curiosità. Ma a far compagnia ad Alessia, soprattutto nelle prime settimane della sua esperienza in una terra tanto lontana da casa, sono anche le paure, le insicurezze, la sua identità da scoprire.

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Alessia Martuscelli – “La mia Oceania”

 

Alessia Martuscelli presenta un’opera autobiografica in cui racconta della sua intensa esperienza vissuta a ventitré anni dall’altra parte del mondo, alla ricerca di sé stessa e con il desiderio di superare i suoi limiti, e di farcela da sola. Un emozionante diario di viaggio in cui perdersi tra vertiginose onde e tumulti del cuore.

 

Casa editrice: Gruppo Albatros Il Filo

Collana: Nuove voci. Vite

Genere: Narrativa autobiografica

Pagine: 794

Prezzo: 28,50 €

 

«Non ho certezze che facciano da cavalletto alle mie idee, e in fondo era questo che volevo, l’incertezza. Volevo trovarmi da sola, volevo l’oceano freddo, volevo persone nuove, volevo una casa di legno, volevo non capire nulla di quel che le persone mi dicessero, volevo non sapere esattamente dove mi trovassi, volevo innamorarmi di nuovo della vita, e soprattutto volevo una vita tutta mia, volevo non essere più figlia né sorella. E ora lo sono, e quasi vorrei smettere di possedere persino me stessa, c’è qualcosa che grida sempre dentro di me, deviando di continuo la mia attenzione, mentre io vorrei semplicemente essere. Come il mare»

 

“La mia Oceania” di Alessia Martuscelli è un romanzo autobiografico in cui l’autrice narra della sua avventura in Australia all’età di ventitré anni, quando tutto ciò che desiderava dalla vita era essere indipendente, dipingere e fare surf nell’oceano. È un racconto immersivo in cui possiamo osservare attraverso gli occhi di Alessia gli incantevoli e sconfinati paesaggi australiani, e sperimentare la frenetica vita di Sydney; l’autrice ci parla delle persone che ha incontrato rendendocele familiari, ci descrive con toccante partecipazione emotiva le sensazioni provate, i momenti di esaltazione e quelli in cui si è sentita stanca e sconfitta, la libertà sorseggiata fino all’ultima goccia e la sua antitesi, vissuta indirettamente attraverso l’esperienza di Dorian, un ragazzo francese conosciuto nei suoi primi giorni di viaggio.

Mentre ci narra del suo percorso interiore alla ricerca di un equilibrio tra l’inquieta Alessia e il confusionario mondo esterno, l’autrice ci racconta della sua passione per il surf e per il mare e del suo amore per i cavalli, per l’arte e per le parole. La giovane è in perenne conflitto tra la sua propensione alla solitudine e il bisogno di amare e di essere amata: mutevole come le onde dell’oceano, Alessia si interroga su ciò che le accade e sulle persone che incontra mettendo sempre tutto in discussione. È un bene, a volte, mentre in altre occasioni la sua sensibilità e la sua profondità la conducono in luoghi bui e freddi, mentre intorno a lei in molti rimangono in superficie, al sicuro, dove c’è l’illusione della luce e del calore. È ciò che sperimenta con Dorian, amico e amante, con il quale ha un rapporto complesso, esacerbato dal suo arresto per spaccio di droga e dal suo confinamento in un carcere di massima sicurezza: comincia per la ragazza una fase altalenante della sua esistenza, in cui cerca disperatamente di bastare a sé stessa e di vivere la sua avventura ma allo stesso tempo sa di non poter lasciare solo il ragazzo in un momento tanto difficile.

Alessia Martuscelli presenta un diario di viaggio che colpisce per l’onestà con cui viene narrato e per il coraggio di una giovane donna di superare le sue paure e i suoi dubbi, e di scavare dentro di sé per raggiungere il nucleo pulsante della sua identità, per ricostruirsi da zero – «Ho incontrato me stessa, mi sono persa del tutto e poi mi sono incontrata un’altra volta, ho imparato ad accettarmi accarezzando alcuni limiti e disintegrandone altri».

 

SINOSSI DELL’OPERA. Roma, luglio 2015. Il sogno di Alessia può cominciare, destinazione Australia. A soli ventitré anni una ragazza come tante altre decide di andare molto lontano nel globo, in un luogo che da sempre l’ha affascinata. Il suo desiderio più grande è cambiar vita, le sue passioni sono il surf, l’equitazione e l’arte, la sua forza la curiosità. Ma a far compagnia ad Alessia, soprattutto nelle prime settimane della sua esperienza in una terra tanto lontana da casa, sono anche le paure, le insicurezze, la sua identità da scoprire. “La mia Oceania” è un romanzo autobiografico che descrive luoghi naturali meravigliosi, in cui il protagonista incontrastato è l’oceano, e racconta le difficoltà che una giovane ragazza si è trovata ad affrontare, completamente da sola. Dagli ostelli alle case superaffollate, dall’atmosfera cosmopolita di Sydney all’immensa campagna australiana, la storia di Alessia è un viaggio, anche interiore, in un mondo molto diverso dal nostro, per regole, abitudini e cultura. Tra le esperienze portanti, Alessia incontrerà un ragazzo di nome Dorian con cui costruirà una relazione tanto tormentata quanto profonda e formativa per la personalità di entrambi. Un romanzo perfetto per chi è appassionato di viaggi e sogna ad occhi aperti di vivere in un’altra realtà, ma poi trova il coraggio di farlo davvero e di assaporare fino in fondo il gusto unico di un’avventura.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Alessia Martuscelli è nata a Roma nel 1991. Ha seguito un percorso di studi artistico, partecipando a concorsi e mostre di pittura per poi interessarsi alla fotografia e all’illustrazione all’Istituto Europeo di Design. Pratica l’equitazione dall’età di sette anni e ha gareggiato in diverse competizioni di salto ostacolo. All’età di ventun anni si dà al surf da onda che le apre le porte di un mondo fatto di possibilità diverse e di avventure più entusiasmanti. Decide di lasciare casa all’età di ventitré anni per mettersi alla prova dall’altro lato del mondo, in Australia, per surfare onde diverse, per capire dove e come vivere e per scoprire di più sul suo conto. Dopo i due anni vissuti in Australia decide di trasferirsi nel nord della Spagna lavorando e vivendo in un surf camp sulla costa. In seguito si sposta in Portogallo, continuando a viaggiare tra Asia ed Europa per coltivare le sue passioni legate al surf, alla cucina vegana e alla filosofia buddista. Attualmente vive a Gran Canaria dove ha una sua attività.

 

 

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Lorenzo Oggero presenta la raccolta “Non c’è due senza uno. Ventitré racconti” https://agenziastampa.net/2023/06/14/lorenzo-oggero-presenta-la-raccolta-non-ce-due-senza-uno-ventitre-racconti/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:37 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57557

Il titolo di questa raccolta - dal sapore psicoanalitico - rivela il tema che caratterizza e accomuna i racconti: i rapporti tra le persone, presi in esame nelle loro diverse modalità ed evenienze. Alcuni parlano di vicende terrene o concrete, e i temi sono l'amore, il gioco, il sesso e anche la malattia o la morte, in altri risultano privilegiati aspetti ideali o astratti, quali il tempo, la nostalgia, l'immaginazione, la fantasia, il sogno.

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Lorenzo Oggero – “Non c’è due senza uno. Ventitré racconti”

 

Lorenzo Oggero presenta una raccolta di racconti che si è classificata prima in ex aequo al Premio Letterario La Ginestra di Firenze 2022 e terza al Premio letterario Città di Sarzana 2021. Sono storie toccanti, altre ironiche, alcune singolari; nonostante la loro diversità, però, sono tutte, indistintamente attraversate dallo stesso fil rouge: l’approfondimento delle complesse e delicate relazioni tra gli esseri umani.

 

Casa Editrice: Edizioni Helicon

Genere: Raccolta di racconti

Pagine: 316

Prezzo: 20,00 €

 

«Aurelio, mi ha detto lo psicanalista, non c’è due senza uno. Uno squarcio improvviso, un’illuminazione straziante. Allora è l’uno che bisogna raddrizzare!»

 

“Non c’è due senza uno. Ventitré racconti” di Lorenzo Oggero è una raccolta di storie di vita, d’amore, di divertimento e di morte; con onestà e delicatezza, e con una scrittura brillante e a volte ironica, l’autore ci conduce nell’intricato mondo delle relazioni umane, dove ognuno dei personaggi deve fare i conti con sé stesso prima di poter comprendere gli altri: non c’è due senza uno, appunto. Nei racconti vi è una significativa presenza dell’arte, così come della musica, soprattutto classica: molti dei protagonisti trovano in esse consolazione, o anche momenti di condivisione. Alcune storie sono attraversate da una sottile malinconia – «La malinconia… sarà pure l’umor nero, sarà pure la bile nera, ma è anche la felicità di essere tristi» – e sono principalmente orientate ad analizzare la natura umana, in tutte le sue sfumature.

Grande risalto è dato al valore delle parole che, se usate con buoni propositi, possono rendere uniche e preziose le relazioni interpersonali, e allo stesso tempo se usate con intenti manipolativi possono creare drammi incommensurabili: la parola, scritta o pronunciata, è un’arma tagliente, a volte letale. Lo sa bene il protagonista del racconto “La penna d’oro”, uno dei più intensi della raccolta; una storia surreale e agghiacciante in cui l’uomo, che in vita ha tradito e ferito grazie alle parole, sconta in un altrove imprecisato un tragico contrappasso: egli scrive senza sosta episodi della sua esistenza, come guidato da una forza invisibile, ma non rimane niente sul foglio bianco, mentre i suoi ricordi si corrodono.

In ventitré, appassionanti racconti Lorenzo Oggero ci fa riflettere e divertire, ci fa commuovere e sorridere; in alcune storie possiamo specchiarci, in altre comprendere aspetti della vita e delle relazioni su cui non ci siamo mai soffermati. In ognuna delle vicende è descritto con cura un microcosmo in cui è facile immergersi e da cui è triste uscire; così come i protagonisti del racconto “L’ora di Monet”, anche noi giochiamo col tempo e le possibilità: con quel kairòs, quel tempo soggettivo e intimo, in cui possiamo avere l’occasione di sperimentare altre vite, e di imbarcarci in eccitanti avventure.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Il titolo di questa raccolta – dal sapore psicoanalitico – rivela il tema che caratterizza e accomuna i racconti: i rapporti tra le persone, presi in esame nelle loro diverse modalità ed evenienze. Alcuni parlano di vicende terrene o concrete, e i temi sono l’amore, il gioco, il sesso e anche la malattia o la morte, in altri risultano privilegiati aspetti ideali o astratti, quali il tempo, la nostalgia, l’immaginazione, la fantasia, il sogno. Nell’insieme la lettura della raccolta sembra confermare che ogni relazione è misteriosa, e difficile è prevederne le dinamiche e gli sviluppi: può essere fonte di amore e gratificazione, nonché occasione di divertimento, oppure motivo di incomprensione e delusione, e causa di dolore. Come se fosse la natura stessa della relazione interpersonale a richiedere a ogni attore di sedersi al tavolo della vita e giocare le proprie carte, avvalorando così l’idea che l’essere umano resti il più grande enigma comparso sulla faccia della terra, teso a realizzare come meglio può il proprio destino.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Lorenzo Oggero è docente e consulente di management nell’area delle risorse umane. In argomento management pubblica: “Alla ricerca di nuove rotte manageriali” (FrancoAngeli, 1998), “L’organizzazione è una metafora” (FrancoAngeli, 2004) e “Management & Golf” (2009). In tempi più recenti si dedica anche alla letteratura, scrivendo poesie e racconti (molti di questi vincono il 1° premio in vari concorsi). Pubblica il romanzo “Amori imprevisti”, 1° premio ex aequo al concorso Pacini editore 2015, il romanzo “Amore, andata e ritorni” (Edizioni Helicon, 2020), 1° classificato al Premio Il Litorale e il saggio “In viaggio con l’Amornauta – La costellazione dell’Amore” (Edizioni Helicon, 2021).

 

 

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“Il cacciatore di miele e la tigre del Bengala” di Davide Latini, un intenso romanzo tra lotta per la sopravvivenza e valori umani https://agenziastampa.net/2023/06/14/il-cacciatore-di-miele-e-la-tigre-del-bengala-di-davide-latini-un-intenso-romanzo-tra-lotta-per-la-sopravvivenza-e-valori-umani/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:36 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57742

Dalla foresta delle Sundarbans emerge la toccante storia di Roni, un giovane cacciatore di miele che, tra animali feroci e uomini senza scrupoli, lotta per salvare se stesso e la propria famiglia.

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Riccione (RN) – Storia di fantasia tratta da un mondo vero. Il romanzo di Davide Latini dal titolo “Il cacciatore di miele e la tigre del Bengala” (edizioni Haiku, 2021) apre l’immaginazione al cuore pulsante dell’Asia meridionale. Le Sundarbans, la più grande foresta di mangrovie del pianeta.

È lo stesso autore a ricordarne in una nota la cronistoria: «La foresta è famosa in tutto il mondo perché vive la tigre del Bengala, un animale bellissimo ma anche particolarmente feroce, con la fama di essere un mangiatore di uomini. La foresta è meno famosa per essere luogo di raccolta di miele selvatico, quello che i residenti chiamano l’“oro liquido”. Ogni anno circa cento uomini, che per vivere non hanno altra possibilità se non quella di rischiare la vita avventurandosi nella foresta, vengono uccisi dalle tigri». Un vissuto altamente inquietante da cui scaturiscono la penosa esistenza delle mogli delle vittime, le cosiddette “vedove delle tigri”, il clima di terrore che i pirati riuscivano a infliggere fino a qualche anno fa tra gli abitanti delle Sundarbans, e in ultimo la fuga di molti di loro per approdare alla misera vita delle baraccopoli di Dacca.

Chi scrive ha cognizione dei luoghi narrati. Davide Latini, originario di Prato, abita a Riccione ma ha vissuto e lavorato per tredici anni in Asia in qualità di buyer di una grossa azienda commerciale. Questa sua seconda opera, dopo “Un dio perdente” (Efesto, 2019), nasce dallo studio delle condizioni sociali in cui versano gli abitanti delle Sundarbans, il terrificante e caleidoscopico sistema che l’autore cerca di svelare anche attraverso una serie di articoli messi a corredo del suo racconto.

“Il cacciatore di miele e la tigre del Bengala” è una narrazione dal titolo ottocentesco con una trama altamente contemporanea, intensa, spietata e allo stesso tempo disincantata e ricca di umanità. Il protagonista è Roni, un giovane cacciatore di miele delle Sundarbans che tra paure, violenze e grande povertà, combatte per la sopravvivenza di se stesso e della propria famiglia. La sua è una lotta contro le minacce della foresta, quindi le tigri, i serpenti, i coccodrilli, ma anche contro chi cerca di speculare sull’esistenza altrui, contro quegli uomini che possono rivelarsi più pericolosi delle belve. Ecco perché Antonello Costa in una recensione al testo pubblicata su “L’incendiario” richiama l’attenzione sulla molteplicità del ruolo del vero carnefice: «Chi è la vera tigre? Chi è la vera belva? Domanda ecolalica, che rimbombava nelle stanze della mia mente, mentre mi inoltravo nella lettura de Il cacciatore di miele e la tigre del Bengala […] La prima tigre che ho individuato è la tigre del Bengala, annunciata dal titolo. […] La seconda tigre del romanzo è umana, è una bestia che non è più affamata di carne, ma di denaro. […] La terza tigre è un istinto interiore, è un sentimento vendicativo, impossibile da placare. […] La quarta tigre è solo esterna, è il mondo che non permette a chi è povero di vivere una vita senza tigri». È la legge del più forte, il duro volto di una realtà che alla fine abbraccerà Nasima, la sorella di Roni, destinata a vivere in uno dei tanti tuguri della capitale del Bangladesh.

Il romanzo di Davide Latini penetra nel tessuto pulsante delle mangrovie asiatiche volteggiando in una tragica giostra fatta di belve e uomini. La scrittura è schietta e penetra in modo efficace nel dramma esistenziale di chi combatte portando con sé sentimenti familiari e meravigliosi miti che, come ricorda l’autore, “sono storie capaci di regalarci morali illuminanti e farci riflettere sui valori della vita”.

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Tra le “Consunte mura”, quella ricerca dell’identità nelle fatiche quotidiane https://agenziastampa.net/2023/06/14/tra-le-consunte-mura-quella-ricerca-dellidentita-nelle-fatiche-quotidiane/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:36 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57753

E’ come una missione per Sergio Sabetta, autore genovese di diverse opere,

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E’ come una missione per Sergio Sabetta, autore genovese di diverse opere, ormai noto nella community dell’Aletti editore, salvare la parola poetica dalla distruzione, dall’attuale indifferenziazione, causati dai ritmi accelerati della modernità. E far diventare, così, la parola fonte che genera e feconda nuovi pensieri, superando la pura logica della guerra e del profitto. Si intitola “Consunte mura” l’ultima opera pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia”, della casa editrice con sede a Guidonia (Roma), dove l’autore – cancelliere, magistrato onorario, funzionario presso la Corte dei Conti e docente universitario – ha condiviso con il lettore «preziosi ricordi, toccanti emozioni, profonde riflessioni e accurate descrizioni, utilizzando uno stile originale, musicale e forbito, che risente chiaramente di un’approfondita conoscenza dei classici». E’ quanto sottolinea, nella Prefazione, Hafez Haidar, più volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura. «Il poeta Sergio Benedetto Sabetta – scrive il docente e scrittore libanese naturalizzato italiano, traduttore delle famose fiabe di “Le Mille e Una notte” – canta, nella presente raccolta, gli avvenimenti che si svolgono tra le consunte mura dell’esistenza quotidiana e che danno un senso alle sue giornate. In una mattina tipicamente invernale, fredda e avvolta in un deprimente grigiore, l’autore cerca un barlume di luce e, come per incanto, compone caldi versi che gli riscaldano il cuore». E a sottolineare questi aspetti è anche l’autore, che spiega: «La scelta del titolo è un richiamo alla memoria quale storia fondata sia sulla parola scritta che sul racconto orale, ma è anche il riferirsi alla fatica del quotidiano; in esse vi è la propria identità».

Con uno stile forbito e classico viene dipinta un’immagine bucolica della vita. Vi è un continuo richiamo alla Natura quale Madre in cui appoggiarsi, talvolta mitica altre volte attuale. «In questo incontro – racconta Sabetta – vi è lo specchio dell’essere, dove gioie e dolori si incontrano in un gioco delle parti. In uno slancio dalla memoria del passato, mito fuso nella realtà storica attuale in un’impossibile scissione». L’autore, che vanta varie pubblicazioni, in questa opera mette in risalto il ruolo della poesia che diventa «riflessione e, quindi, costruzione di una propria identità e, per tale via, resistenza morale. E’ il proseguo – afferma Sabetta – della ricerca di una identità che venga a superare il puro appiattimento sui modelli econometrici attuali, dove tutto si appiattisce in una semplice edonistica consumazione».

Ma come può la poesia salvare dalla frenesia indistinta del progresso? «La parola – sostiene l’autore – non può di per sé contrastare vittoriosamente la globalizzazione quale appiattimento dello spirito, ma sono le stesse contraddizioni insite nell’attuale modello di sviluppo, come del resto in altri modelli, che permettono alla parola di divenire scoglio a cui ancorarsi nel riflusso del mare». Allora, ecco che la forza espressiva delle liriche è quella di accompagnare il lettore in una riflessione, talvolta malinconica altre volte allegra, comunque sempre costruttiva. «Un sasso – lo definisce Sabetta – lanciato nel mare magno che si espande lentamente in onde successive. La riflessione – conclude – è anche risultato di un osservare le dinamiche degli ambienti lavorativi e familiari, dei conflitti e delle alleanze dei dialoghi e dei silenzi, del sottintendere».

Federica Grisolia

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CYBERSPAZIO E INTELLIGENZA ARTIFICIALE FRA OCCIDENTE ED ORIENTE. GIANCARLO ELIA VALORI PRESENTA IL NUOVO LIBRO https://agenziastampa.net/2023/06/14/cyberspazio-e-intelligenza-artificiale-fra-occidente-ed-oriente-giancarlo-elia-valori-presenta-il-nuovo-libro/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:36 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57786

Giancarlo Elia Valori presenta il nuovo libro. Il 2 marzo 2023 presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Roma La Sapienza.

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Giancarlo Elia Valori, tra i più importanti manager italiani e grande protagonista delle relazioni internazionali, firma il suo nuovo libro edito da Rubbettino. Nel volume il prof. Valori oltre ad analizzare gli aspetti tecnologici e sociali che riguardano il cyberspazio e l’intelligenza artificiale da grande risalto agli elementi salienti del confronto tra Occidente ed Oriente nella corsa al predominio tecnologico.

Come ben sintetizza nella sua pregevole prefazione il Prof. Oliviero Diliberto, il libro di Giancarlo Elia Valori rappresenta uno sforzo intellettuale formidabile e costituisce nello stesso tempo una straordinaria testimonianza delle vertigini che la frontiera dell’intelligenza artificiale può creare nella nostra prospettiva di esseri umani.

Il libro sarà presentato dall’autore lunedì 2 Marzo 2023 alle ore 16:00 presso l’Aula Calasso della Facoltà di Giurisprudenza, Università La Sapienza di Roma.

Col Prof. Giancarlo Elia Valori saranno presenti quali autorevoli relatori il Prof. Oliviero Diliberto Preside della Facoltà di Giurisprudenza, il Prof. Paolo Savona Presidente della Consob, Bruno Botta, Lucia Votano e Guido Maria Rey.

Il lavoro editoriale del prof. Valori è realizzato sotto gli auspici della Fondazione di Studi Internazionali e Geopolitica e del Laboratorio di Studi sul Cyberspazio e Intelligenza artificiale.

Per partecipare all’evento è possibile contattare la segreteria mediante i recapiti presenti nella locandina invito.

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Nunzio Bellino e Giuseppe Cossentino ospiti del format tv Studio Mattina su Canale 9, intervistati dai giornalisti Barbara Petrillo e Marco Caiano https://agenziastampa.net/2023/06/14/nunzio-bellino-e-giuseppe-cossentino-ospiti-del-format-tv-studio-mattina-su-canale-9-intervistati-dai-giornalisti-barbara-petrillo-e-marco-caiano/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:36 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57841

Nunzio Bellino e Giuseppe Cossentino ospiti del format tv Studio Mattina su Canale

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Nunzio Bellino e Giuseppe Cossentino ospiti del format tv Studio Mattina su Canale 9, intervistati dai giornalisti Barbara Petrillo e Marco Caiano presentano e raccontano il libro a fumetti ” L’Uomo Elastico” che continua ad avere uno straordinario seguito e successo. Scritto da Bellino e Cossentino, disegnato da Tiziano Riverso ed edito da Antea Edizioni.Dura e cruda la testimonianza dell’attore e personaggio televisivo Bellino che apre il morning show : ” Nonostante la mia patologia mi hanno bullizzato perchè mi vedevano diverso”. ” Nunzio ha avuto un grande coraggio, non è da tutti denunciare, il fumetto insieme al film diventano due strumenti forti di denuncia. Perchè le persone mostrano tanta cattiveria e bullizzano? Questi fenomeni sono frutti di una subcultura di una parte della società ed ignoranza” sottolinea lo sceneggiatore e regista Cossentino.I giornalisti dopo l’intervista commentano: ” Che storia quella di Nunzio arrivata dritto nello stomaco, perchè quando si parla di bullismo, cyberbullismo, quando si tratta di storie che trattano l’intimo di una persona, fa male che ci sia tanta cattiveria. L’unica spiegazione che possiamo darci che le persone per trovare forza, per sentirsi più sicure trovino il difetto nell’altro, non è questa la strada, non può essere la strada. Dobbiamo sperare che i giovani, dai giovani riparta un nuovo modo di vedere il futuro”.

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Fabrizio Arrigoni presenta il romanzo giallo “Il caso delle probabilità” https://agenziastampa.net/2023/06/14/fabrizio-arrigoni-presenta-il-romanzo-giallo-il-caso-delle-probabilita/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:35 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57882

Parma. Un brusco risveglio dopo il lungo lockdown di inizio 2020: una donna perde la vita sull'asfalto, a pochi passi dal centro. Lo psicologo Gabriele Fueri, appesantito nel fisico e nello spirito dopo mesi di reclusione forzata, osserva dall'alto del suo appartamento: dai mocassini marroni, riconosce la paziente che è appena uscita dal suo studio, dopo una seduta più corta del solito. L'insistenza di un mago prestigiatore, che soffre di un grave disturbo bipolare, spinge Fueri a scoprire il collegamento tra la donna investita e la scomparsa di una ragazzina, avvenuta venticinque anni prima. Il filo rosso di potere e soldi si intreccia tra passato e presente, portando alla luce verità scomode.

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Fabrizio Arrigoni – “Il caso delle probabilità”

 

Fabrizio Arrigoni presenta un romanzo giallo ricco di personaggi interessanti e ben caratterizzati, le cui vite si intrecciano fortuitamente durante le indagini per un omicidio che sembra legato a un tragico evento del passato. Il protagonista dell’opera, lo psicoterapeuta Gabriele Fueri, cercherà di interpretare e di ricomporre tutte le tessere di questo complicato puzzle.

 

Casa Editrice: Edizioni Terra marique

Collana: Voci narranti

Genere: Romanzo giallo

Pagine: 192

Prezzo: 15,00 €

 

«Dietro questo trucco sta il caso delle probabilità: almeno un re sarà accanto a un tre»

 

“Il caso delle probabilità” di Fabrizio Arrigoni è un romanzo giallo appartenente alla serie “I delitti della via Emilia”; l’opera è ambientata durante la pandemia di coronavirus, nel giugno del 2020, alla fine del primo lockdown. L’autore ci presenta il suo caustico e cinico protagonista: Gabriele Fueri, uno psicoterapeuta stanco della sua professione, che convive con il pigro cane Nuvola, con il quale ha uno spassoso rapporto che oscilla tra la rassegnata sopportazione e la sprezzante insofferenza.

Da quando ha ricominciato a vedere i suoi pazienti nello studio e non più attraverso lo schermo di un computer, Fueri è inquieto e distratto: non tollera più i problemi della gente e la psicosi collettiva alimentata dal virus; la sua segretaria idealista, invece, ha deciso di sovraccaricarlo di appuntamenti, attribuendogli suo malgrado una sorta di eroica missione di salvataggio della psiche altrui – «Gli psicologi, al tempo della pandemia, erano diventati i ciarlatani più ambiti sulla faccia della terra, dopo i virologi e gli immunologi, naturalmente». È così che lo psicoterapeuta incontra Pietro Sartori: un mago, esperto di trucchi con le carte da gioco, affetto da bipolarismo e con un tormento di cui si deve liberare; ed è poi il turno di Giovanna Poletti, che serba nel cuore un segreto inconfessabile da cui prenderà avvio la storia nera che l’autore intreccia abilmente. Dopo la seduta con Fueri, infatti, Giovanna perderà la vita, investita da un’automobile: si è trattato di un incidente o di un omicidio?

Con uno stile ritmato e diretto, a tratti brutale, Fabrizio Arrigoni narra una vicenda delittuosa che aprirà un vaso di Pandora di segreti e menzogne; il protagonista, affiancato dal mago, da un’intraprendente cameriera del bar che frequenta e dal vicequestore Simona Costi, indagherà sulla morte di Giovanna, che sembra legata a doppio filo con la sparizione di una ragazzina avvenuta ben venticinque anni prima in un paesino degli Appennini parmensi. Tra esilaranti conversazioni al vetriolo, scambi di persona, loschi interessi e la riemersione di un passato oscuro, Fueri si trova invischiato nelle strette maglie del caso, tentando di dominare una forza molto più grande di lui.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Parma. Un brusco risveglio dopo il lungo lockdown di inizio 2020: una donna perde la vita sull’asfalto, a pochi passi dal centro. Lo psicologo Gabriele Fueri, appesantito nel fisico e nello spirito dopo mesi di reclusione forzata, osserva dall’alto del suo appartamento: dai mocassini marroni, riconosce la paziente che è appena uscita dal suo studio, dopo una seduta più corta del solito. L’insistenza di un mago prestigiatore, che soffre di un grave disturbo bipolare, spinge Fueri a scoprire il collegamento tra la donna investita e la scomparsa di una ragazzina, avvenuta venticinque anni prima. Il filo rosso di potere e soldi si intreccia tra passato e presente, portando alla luce verità scomode.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Fabrizio Arrigoni (Cremona, 1972) è uno psicologo clinico, criminologo, psicopedagogista e consulente filosofico, ed è docente di Pedagogia, Psicologia Clinica, Psicologia della Riabilitazione e Antropologia presso le Università di Brescia, Torino e Cagliari. Autore di numerosi volumi di settore, durante il primo lockdown del 2020 si è dedicato all’uso creativo della scrittura, dando voce a numerosi personaggi, alle loro psicosi e paure. Ha preso così vita la figura dello psicologo Gabriele Fueri e tutte le multiformi anime del romanzo giallo “Il caso delle probabilità”.

 

 

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Walter D’Alessandro presenta il thriller “Sono nato in Louisiana” https://agenziastampa.net/2023/06/14/walter-dalessandro-presenta-il-thriller-sono-nato-in-louisiana/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:35 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57884

New York. È appena spuntata l’alba quando in un caldo weekend di tarda primavera John Reginald Powell si presenta al distretto di polizia numero 12 per costituirsi. La sua figura e soprattutto la sua espressione fanno paura. È certamente un assassino quell’uomo. Mark Alessi e Silvio Brugger sono i due detective incaricati di risolvere al più presto un caso che sembra all’apparenza tra i più facili. C’è la confessione di un uomo, anche se non completa, l’arma del delitto e poi ci sono tanti cadaveri. Eppure la faccenda si complica maledettamente: prove schiaccianti non si trovano, John Reginald Powell nasconde altre verità inconfessabili, mentre la stampa preme per avere il volto del nuovo serial killer d’America.

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Walter D’Alessandro – “Sono nato in Louisiana”

 

Walter D’Alessandro presenta un romanzo thriller lontano dai classici schemi del genere: il colpevole dei delitti di cui si parla nell’opera, infatti, confessa il suo crimine già all’inizio della storia. Sarà la rivelazione del movente, che lo ha spinto a commettere degli atti disumani, il nucleo attorno a cui ruota questo avvincente thriller a sfondo psicologico.

 

Casa editrice: Gruppo Albatros Il Filo

Collana: Nuove voci. Strade

Genere: Thriller

Pagine: 232

Prezzo: 14,90 €

 

«Sa cosa ho fatto, agente? Ha un’idea di cosa sia successo stanotte?»

 

“Sono nato in Louisiana” di Walter D’Alessandro è un thriller che colpisce per il suo indecifrabile e controverso protagonista; muovendosi tra un presente drammatico e i ricordi di un passato spensierato che attenuano l’immensa pena del personaggio, l’autore ci fa immergere nella mente annebbiata di John Reginald Powell, un nero cinquantenne proveniente da Baton Rouge, in Louisiana, trasferitosi con il padre a New York quando era un bambino.

Un giorno John si presenta in un distretto di polizia; appare molto angosciato, e ha uno sguardo da cui traspare una follia forse incontrollabile – «Sul volto, stampato in maniera cristallina, il furore della rabbia e dell’odio». L’uomo ha la faccia imbrattata da numerosi schizzi di sangue, così come gli abiti; senza particolare enfasi, poi, lascia scivolare delicatamente sul pavimento un’ascia insanguinata. È lì per autodenunciarsi: è un mostro, e deve essere fermato prima di compiere altri delitti; l’agente che ascolta la sua confessione, però, ha lo strano sentore che lui sia in realtà un brav’uomo, incapace di atti violenti. Il detective Mark Alessi e il suo collega e amico Silvio Brugger sono incaricati di interrogarlo e di investigare su ciò che è accaduto: ai due poliziotti John appare fiero delle sue azioni e per niente pentito, per poi vedere trasformare la sicurezza dell’uomo in disperazione e confusione; è chiaro che egli non sia del tutto lucido. I detective lo pressano con le loro domande ma John non risponde e comincia a divagare: pone profonde riflessioni filosofiche sull’essere umano, sul suo agire e su quella «zona d’ombra in cui passa il confine indistinguibile tra ragione e follia».

Ben presto vengono scoperti i cadaveri di tre giovani uomini, barbaramente uccisi e mutilati; purtroppo tra le possibili vittime di John ci sono anche due bambine: qual è il movente dietro quegli omicidi, che paiono inspiegabili quando si scopre che egli è un uomo rispettabile e uno stimato professore universitario?

Walter D’Alessandro tiene il lettore incollato al mistero di un uomo che sembra completamente soggiogato ai suoi istinti più bassi; in una New York tanto scintillante quanto avvelenata, si dipana una storia di inenarrabili violenze ma anche di commoventi atti di empatia, con un colpo di scena finale che spiazzerà. Verrà infatti rivelata una dolorosa verità, quasi impossibile da gestire per i personaggi di questo romanzo che parla del sottile confine tra bene e male, e in cui ci si pone un’atroce domanda: ci sono occasioni in cui è lecito attraversarlo?

 

SINOSSI DELL’OPERA. New York. È appena spuntata l’alba quando in un caldo weekend di tarda primavera John Reginald Powell si presenta al distretto di polizia numero 12 per costituirsi. La sua figura e soprattutto la sua espressione fanno paura. È certamente un assassino quell’uomo. Ma quante persone ha davvero ucciso negli ultimi giorni nella Grande Mela, una metropoli dove i morti ammazzati si contano ovunque? Mark Alessi e Silvio Brugger sono i due detective incaricati di risolvere al più presto un caso che sembra all’apparenza tra i più facili. C’è la confessione di un uomo, anche se non completa, l’arma del delitto e poi ci sono tanti cadaveri. Eppure la faccenda si complica maledettamente: prove schiaccianti non si trovano, John Reginald Powell nasconde altre verità inconfessabili, mentre la stampa preme per avere il volto del nuovo serial killer d’America.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Walter D’Alessandro nasce a Campobasso nel 1967 e si trasferisce in Toscana per gli studi. Lavora con un primario istituto bancario italiano per diventare, successivamente, consulente di una grande banca svizzera. Tornato nella città natale, abbandona definitivamente il lavoro in banca per assecondare le sue grandi passioni: creare un’azienda tutta sua e girare il mondo. Viaggia molto, visita le Ande peruviane e colombiane, la foresta del Borneo Malese, l’Africa, il Tibet e il Monte Everest. Ama la storia (in particolare quella della Roma Imperiale), l’arte rinascimentale italiana e adora leggere le opere dei grandi filosofi. Nel 2020 ha pubblicato il suo primo romanzo “The Great Hoax – A bad american story”.

 

 

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Anna Cantagallo presenta l’opera “Come cibo per l’anima. Le ricette di Marigiò” https://agenziastampa.net/2023/06/14/anna-cantagallo-presenta-lopera-come-cibo-per-lanima-le-ricette-di-marigio/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:35 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57920

Questo è un libro che tratta del cibo in modo insolito. Le ricette proposte non sono identificate solamente dalle grammature e dai suggerimenti tecnici, ma vivono attraverso le voci delle protagoniste dei due romanzi della saga dell’autrice, che cucinano alcuni piatti tradizionali ormai dimenticati. Sono piatti che sollecitano il ricordo di sapori che sanno di calore familiare e di accudimento. L’anima è assistita da suggerimenti pratici per ridurre i lunghi tempi di cottura del passato e per utilizzare prodotti alternativi meno calorici.

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Anna Cantagallo – “Come cibo per l’anima. Le ricette di Marigiò”

 

Anna Cantagallo presenta un interessante libro di ricette, ispirate dai piatti cucinati dalle tre protagoniste dei suoi apprezzati romanzi “Arazzo Familiare” e “Il sole tramonta a mezzogiorno”. Un’occasione per rispolverare dei gustosi manicaretti della tradizione italiana, soprattutto abruzzese e marchigiana, e per ricordarci che il cibo è il più potente messaggio d’amore.

 

Casa editrice: Readaction

Genere: Libro di ricette

Prezzo: 16,50 €

Pagine: 136

 

«Il titolo “Come cibo per l’anima” è ispirato alle emozioni che attraverso il cibo percorrono i miei libri che sono molto sensoriali. Profumi e sapori dalle parole si espandono attorno al lettore avvolgendolo in un gioco di memorie lontane di un qualcosa già vissuto in casa propria, o in quella della nonna o di un’altra persona cara. Sono echi emozionali profondi che fanno pensare al calore familiare e all’accudimento»

 

“Come cibo per l’anima. Le ricette di Marigiò” di Anna Cantagallo è il primo volume di un progetto nato dall’insistenza dei lettori dei romanzi dell’autrice, che le hanno più volte chiesto di condividere le ricette dei piatti che venivano menzionati all’interno delle sue opere. Sia in “Arazzo Familiare” che ne “Il sole tramonta a mezzogiorno” si crea un indissolubile e prezioso binomio tra cibo ed emozioni: le protagoniste Maricò, una donna anziana, sua figlia Marilì e la nipote Marigiò imparano sin da piccole l’importanza di prendersi cura dei propri cari anche attraverso la buona cucina, oltre a rendersi conto di come il profumo e il sapore delle pietanze rappresentino una porta aperta sui ricordi. Lo sapeva bene anche Marcel Proust che, nel suo romanzo “Dalla parte di Swann” (primo volume dell’opera “Alla ricerca del tempo perduto”), partiva dal profumo delle madeleine imbevute nel tè per sbloccare ricordi ed emozioni del passato.

In questo libro si dividono le ricette in base alle due opere da cui sono state tratte: vi è prima un’introduzione al romanzo in questione, per poi passare alla descrizione minuziosa dei piatti presenti nei suoi scritti, con l’indicazione di ingredienti, dosi e modalità di esecuzione – «Io tratto di ricette antiche, di quei piatti della tradizione che stanno scomparendo e non si trovano quasi più nei ristoranti né fatti in casa, se non in quelle dove sopravvivono ancora delle nonne di una certa età». Tra queste pagine risiede un patrimonio culinario e culturale immenso, che trova spazio anche in un capitolo introduttivo in cui l’autrice offre cenni storici sulla nascita della cucina italiana, originata dalla fusione tra il modo di cucinare dei dominatori stranieri e quello in uso quotidiano nelle varie zone della penisola – «Il nostro cibo, con tali apporti, è diventato carismatico. L’apprezzamento che tutto il mondo gli tributa è legato ai sentimenti che riesce a veicolare che “parlano” delle origini e dell’identità. Il nostro cibo “profuma” così tanto di casa che rimane nella memoria profonda».

Questo ricettario tiene conto dei cambiamenti sociali e, soprattutto, della scarsità di tempo da dedicare alla cucina: per questo motivo l’autrice ha leggermente modificato le ricette e le modalità di cottura per venire incontro alle esigenze delle donne e degli uomini di oggi.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Questo è un libro che tratta del cibo in modo insolito. Le ricette proposte non sono identificate solamente dalle grammature e dai suggerimenti tecnici, ma vivono attraverso le voci delle protagoniste dei due romanzi della saga dell’autrice, che cucinano alcuni piatti tradizionali ormai dimenticati. Sono piatti che sollecitano il ricordo di sapori che sanno di calore familiare e di accudimento. L’anima è assistita da suggerimenti pratici per ridurre i lunghi tempi di cottura del passato e per utilizzare prodotti alternativi meno calorici.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Anna Cantagallo è un medico specializzato in endocrinologia e scienza dell’alimentazione; da anni si dedica anche alla scrittura teatrale e ha al suo attivo circa una ventina di opere, regolarmente rappresentate. In particolare, ha curato il progetto la “Scienza a teatro” per la divulgazione delle scoperte scientifiche, con il patrocinio del CNR e dell’ordine dei Medici di Roma. Ha pubblicato cinque testi scientifici-divulgativi inerenti al suo campo professionale, pubblicati da Gremese nella collana la Scienza in cucina. Pubblica il primo libro della saga al femminile “Arazzo familiare” per Castelvecchi nel 2021, dove il fil rouge che lega le tre donne protagoniste sono delle ricette antiche di cucina, ormai quasi introvabili. Il romanzo sta trovando riscontro di pubblico e di critica con l’assegnazione di numerosi premi, tra i quali nel 2021 il Giovane Holden e nel 2022 il I° premio Alberoandronico a Roma, oltre ad essere semifinalista al John Fante. La saga prosegue con “Il Sole tramonta a mezzogiorno” (Castelvecchi, 2022), in cui i fili lasciati in sospeso nel primo romanzo si riannodano. Il romanzo ha vinto il I° premio al Premio letterario Milano International 2021 e, nel 2022, la menzione d’onore al premio Le Nove muse; ha inoltre avuto una menzione d’onore al Premio Caravaggio.

 

 

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Dalla Scozia a Venezia: Gustavo Vitali e Massimo Tagino presentano i loro libri presso la sede del Collettivo Scrittori Uniti di Torino https://agenziastampa.net/2023/06/14/dalla-scozia-a-venezia-gustavo-vitali-e-massimo-tagino-presentano-i-loro-libri-presso-la-sede-del-collettivo-scrittori-uniti-di-torino/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:35 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57932

Il Collettivo Scrittori Uniti a Torino ospita una doppia presentazione: il secondo volume della trilogia La Saga del Cacciatore e Il Signore di Notte – Opera fantasy dello scrittore genovese Massimo Tagino la prima, un giallo nella Venezia del 1605 l’altra, autore il bergamasco d’adozione Gustavo Vitali

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Amanti del mistero e dell’avventura segnatevi data e luogo: 17 febbraio, Torino.

Massimo Tagino, scrittore genovese appassionato di Scozia, e Gustavo Vitali, bergamasco appassionato di storia, vi porteranno all’interno dei loro mondi con “La Saga del Cacciatore” e “Il Signore di Notte”, rispettivamente un fantasy e un giallo storico.

La Saga del Cacciatore” è un romanzo d’avventura che vi farà innamorare della Scozia, delle sue leggende e dei suoi misteri. Ambientata in un mondo magico popolato da creature mitiche, questa serie di libri vi immergerà in una storia coinvolgente piena di colpi di scena e di personaggi sapientemente caratterizzati. L’autore vi guiderà in un viaggio attraverso i paesaggi mozzafiato della Scozia alla scoperta della verità che si cela dietro alla leggenda di “An Mauler”, un demone sadico assetato di sangue e di paura. La scrittura intensa e immersiva e un’ambientazione realistica di Massimo Tagino vi lasceranno senza fiato. Sempre che siate pronti a scoprire un mondo magico e vivere un’avventura incredibile.

Dello stesso autore anche “Sesmar”, “Frammenti, “Una Virtuale Vita Vera” e “Non ti Abbandonerò mai”

Il “Signore di Notte” è un giallo che vi trascinerà nella Venezia del 1605, una città multietnica e vibrante. Conoscerete personaggi realmente esistiti, come Francesco Barbarigo, che si muovono all’interno di una trama di fantasia, intrighi e colpi di scena. Se amate la Serenissima, immergetevi nella storia per scoprire l’epilogo sorprendente di un’avventura emozionante che combina realtà storica con finzione, creando un’emozione unica per il lettore. Sarete condotti all’interno di una pista intricata e indagini mozzafiato.

L’appuntamento è quindi presso la sede del Collettivo Scrittori Uniti a Torino in corso Cadore 45 alle ore 18.00. Conduce lo scrittore e presidente Claudio Secci.

immagini di libero utilizzoevento in facebook

Per ulteriori informazioni sul libro giallo “Il Signore di Notte” contattare l’autore

Gustavo Vitali – 335 5852431 – skype: gustavo.vitali – gustavo (AT) gustavovitali.it

sito ufficialepagina facebookprofilo instagram

Per ulteriori informazioni sul libro fantasy “La Saga del Cacciatore” potete seguire l’autore su Instagram al profilo “Massimo_tagino_autore”

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Flavio Lucibello presenta il romanzo “Il suo nome era Vladimiro. Alla ricerca del lupo cerviero” https://agenziastampa.net/2023/06/14/flavio-lucibello-presenta-il-romanzo-il-suo-nome-era-vladimiro-alla-ricerca-del-lupo-cerviero/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:35 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57981

Un giovane ricercatore, Giulio, etologo, precario, appassionato del suo lavoro, viene incaricato di fare uno studio sulla possibile reintroduzione della lince nell'Appennino. Durante uno dei suoi sopralluoghi nelle aree oggetto dello studio, entra in contatto con un personaggio molto particolare, Vladimiro, che vive da solo in una frazione abbandonata di un paesino della montagna abruzzese. Dopo il primo incontro è evidente che, dietro l'aspetto un po' rozzo, si cela una persona colta che non vuole far trasparire la sua vera identità. Fatti drammatici fanno avvicinare questi due personaggi fino a far nascere tra loro una solida amicizia.

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Flavio Lucibello – “Il suo nome era Vladimiro. Alla ricerca del lupo cerviero”

 

Lo scrittore e divulgatore scientifico Flavio Lucibello presenta la storia di una profonda amicizia nata tra Giulio, un giovane etologo, e Vladimiro, un uomo vissuto per molti anni in montagna, con pochi contatti umani ma con un legame speciale con la natura incontaminata e con le sue meravigliose creature. Tra di esse il lupo cerviero, lo spirito dei boschi.

 

Casa Editrice: La Caravella Editrice

Collana: Il Porto

Genere: Narrativa contemporanea

Pagine: 90

Prezzo: 10,00 €

 

«Con poche frasi mi aveva dato una lezione di ecologia, e di umiltà, che proprio non mi aspettavo. All’università studi per decine di esami e poi arriva un montanaro che in dieci minuti ti spiega cosa sono l’ecologia e gli equilibri della natura come un fatto, appunto, naturale e assodato»

 

“Il suo nome era Vladimiro. Alla ricerca del lupo cerviero” di Flavio Lucibello è un romanzo ambientato nei primi anni Novanta in un paese immaginario dell’Appennino abruzzese, Fosso Ombroso, ed è narrato in prima persona dal protagonista Giulio, un giovane etologo e ricercatore universitario, incaricato di eseguire uno studio sulla possibile reintroduzione della lince in quei territori e sull’impatto sulla fauna. In una delle sue prime uscite in montagna incrocia Vladimiro, un uomo di sessantadue anni burbero e di poche parole, dai lunghi capelli bianchi fino alle spalle e dalla folta barba candida – «Vladimiro era rimasto l’unico abitante del vecchio paese e viveva lì, da solo, tutto l’anno. Ogni tanto scendeva a Fosso Ombroso a piedi o a dorso di uno dei due muli che gli facevano compagnia. Aveva un cane bellissimo, un pastore abruzzese, che aveva chiamato Annibale».

Con un po’ di supponenza, Giulio scambia l’uomo per un sempliciotto salvo poi capire, trascorrendoci del tempo insieme, che egli è un profondo conoscitore della natura circostante e degli animali che la popolano; Vladimiro gli spiega che la lince è conosciuta in quei territori con il nome di lupo cerviero, sostenendo che non sia scomparso da secoli come invece si crede – «Lo sento che mi guarda, quando attraverso il bosco, si muove come un fantasma, è silenzioso e scaltro». Giulio ha spesso la sensazione che egli nasconda qualcosa, come se non si fidasse di lui: Vladimiro, infatti, è un uomo molto riservato, che sembra serbare molti segreti; in seguito, però, egli comincia ad aprirsi al giovane e a insegnargli tutto ciò che sa sugli animali selvatici e sui lupi in particolare, fino a confidargli il suo dolore più grande, che l’ha spinto a condannarsi a un esilio volontario.

Flavio Lucibello narra una toccante storia d’amicizia, in cui Giulio trova affinità impensabili con Vladimiro quando si rende conto che entrambi si comportano da “lupi solitari”, scappando dagli affetti per paura di soffrire. In quest’opera vi è un perfetto bilanciamento tra i temi della tutela e del rispetto per la natura e i suoi equilibri e l’importanza delle relazioni tra gli esseri umani: tutti noi, infatti, abbiamo bisogno di sentirci parte di un “branco”. Giulio e Vladimiro tornano nel seguito di questo emozionante romanzo, intitolato “La belva più feroce”.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Un giovane ricercatore, Giulio, etologo, precario, appassionato del suo lavoro, viene incaricato di fare uno studio sulla possibile reintroduzione della lince nell’Appennino. Durante uno dei suoi sopralluoghi nelle aree oggetto dello studio, entra in contatto con un personaggio molto particolare, Vladimiro, che vive da solo in una frazione abbandonata di un paesino della montagna abruzzese. Dopo il primo incontro è evidente che, dietro l’aspetto un po’ rozzo, si cela una persona colta che non vuole far trasparire la sua vera identità. Fatti drammatici fanno avvicinare questi due personaggi fino a far nascere tra loro una solida amicizia. Pian piano che aumenta la loro confidenza Vladimiro fa conoscere a Giulio gli episodi del passato che hanno causato il suo esilio volontario. Si scopre la grande somiglianza tra i due personaggi sia come interessi che come percorso umano. Il finale lascia aperte tante interpretazioni e non pretende di disegnare un unico futuro.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Flavio Lucibello ha lavorato per quarantatré anni in un Ente di Ricerca, dedicando molto tempo alla divulgazione e alla promozione della ricerca scientifica come strumento per lo sviluppo sostenibile. Coerentemente con questo obiettivo ha fondato nel 2008 il Consorzio di Ricerca Hypatia per lo sviluppo sostenibile e nel 2015 la Fondazione E. Amaldi. Pubblica la raccolta di racconti “Diario di uno che ci aveva creduto” (Porto Seguro editore, 2021) e i romanzi “Il suo nome era Vladimiro” (La Caravella editrice, 2021) e “La belva più feroce” (La Caravella editrice, 2022). Il motivo per cui ha deciso di iniziare a scrivere, dopo tanti anni dedicati a promuovere la conoscenza attraverso la ricerca scientifica e la tecnologia, sta nel voler condividere con gli altri le esperienze, i pensieri e le passioni che lo hanno accompagnato durante questo percorso: l’amore per la natura, per la conoscenza, per i valori umani ed etici che la società che abbiamo creato tende a rinnegare.

 

 

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Matteo Pugliares presenta la raccolta poetica “La dolcezza dell’eclissi” https://agenziastampa.net/2023/06/14/matteo-pugliares-presenta-la-raccolta-poetica-la-dolcezza-delleclissi/ Wed, 14 Jun 2023 13:13:35 +0000 https://agenziastampa.net/?p=57984

La pretesa di Pugliares è raccogliere tutto ciò che si incontra durante la vita e trasformarlo in cibo esistenziale, operazione che caratterizza, del resto, ogni percorso spirituale degno di questo nome che coincide, senza alcun dubbio, con il percorso umano

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Matteo Pugliares – “La dolcezza dell’eclissi”

 

Il frate francescano cappuccino Matteo Pugliares presenta una raccolta di poesie in cui al centro di tutto vi è l’essere umano, indagato nella sua relazione con Dio e con il prossimo, e anche nel rapporto con sé stesso e con il proprio sentire. L’autore ci parla della parte in luce e anche di quella in ombra della nostra anima, spingendoci a riflettere sulla necessità di accettarci ed amarci nella totalità del nostro essere.

 

Casa Editrice: Edizioni GFE

Genere: Raccolta poetica

Pagine: 78

Prezzo: 10,00 €

 

«Solo noi due eravamo fieri della nostra debolezza, della nostra fragilità. Noi, incompresi, avevamo raggiunto la dolcezza dell’eclissi»

 

“La dolcezza dell’eclissi” è la nuova opera di Matteo Pugliares, frate francescano, pittore, scrittore, counselor e naturopata; in questa ispirata raccolta poetica incontriamo l’amore in tutte le sue sfumature: è l’unione tra gli esseri umani il filo rosso che unisce le liriche, è l’appartenenza a una sola razza e a un comune sentire, che dovrebbe renderci tutti fratelli e sorelle. È quell’amore che eleva, che ispira ad accettare la bellezza e anche le brutture del mondo, la luce così come l’oscurità; è ciò che afferma Enrico Campo nella prefazione all’opera: «Non è la prima volta che leggendo le poesie di Matteo Pugliares, frate francescano dalle poliedriche qualità artistiche, ho l’impressione di trovarmi a vivere un’esperienza iniziatica, tema ricorrente nella letteratura, qui vissuto come un percorso di consapevolezza globale dei sentimenti umani che abbracciano tutto, il bello ed anche ciò che meno bello appare».

Le poesie di questa intensa e delicata raccolta sono attraversate da un salvifico vento di speranza, che riesce a sollevare i cuori anche quando il mondo sembra crollare sotto il peso della crudeltà e dell’egoismo; sono liriche che non pretendono però di esaltare solo il bello e il buono ma pongono attenzione anche sulle nostre fragilità, sui nostri fallimenti e sulle nostre paure, considerati passi irrinunciabili di un percorso di consapevolezza e di apertura verso sé e verso gli altri. Da questa riflessione ne deriva il titolo dell’opera, e anche quello di una delle poesie: “La dolcezza dell’eclissi” è l’accettazione della nostra imperfezione, perché anche quei lati che oscurano la nostra luce sono meritevoli di considerazione e di cura.

Matteo Pugliares si interroga sulla sua missione e sul suo rapporto con Dio e gli uomini; si pone molte domande, perché egli non vuole mai fermarsi alla superficie ma vuole comprendere nel profondo tutto ciò che ha intorno. Ci parla della inesauribile sete d’amore degli esseri umani e purtroppo anche delle azioni empie di cui è capace, e infine ci investe con la sua granitica fiducia in un futuro migliore – «Domani sarà un nuovo giorno, senza affanni e dolori, ricco di pace e i bambini, poveri e innocenti, saranno i giudici del mondo».

 

SINOSSI DELL’OPERA. La pretesa di Pugliares è raccogliere tutto ciò che si incontra durante la vita e trasformarlo in cibo esistenziale, operazione che caratterizza, del resto, ogni percorso spirituale degno di questo nome che coincide, senza alcun dubbio, con il percorso umano (dalla prefazione all’opera di Enrico Campo).

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Matteo Pugliares è nato ad Augusta (SR) nel 1972 e vive a Sortino (SR). Frate francescano cappuccino (sui generis dicono), ha studiato teologia, editoria, scrittura e counselling. Il suo percorso artistico/culturale lo ha indirizzato fin da giovane alla scrittura; sono undici i suoi libri pubblicati e un’altra decina quelli curati. Numerosissimi, inoltre, i riconoscimenti letterari. Collabora con Case Editrici, Centri Culturali e Associazioni, è presidente dell’Associazione Culturale Progetti di Armonia e cura la rubrica di poesia “Animo InVerso” per la rivista “Cammino”. Da circa 20 anni si affaccia al mondo della pittura da autodidatta ma solo nel 2019 decide che è arrivato il momento di tirare fuori i sui lavori per esplorare ulteriormente questo campo dell’arte, suscitando sin da subito l’interesse degli addetti ai lavori. Approfondisce il suo percorso artistico studiando con i maestri De Cenzo e Alì; le sue opere sono state esposte in Sicilia, Parma, Roma, Milano, Firenze e in Svizzera.

 

 

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Storia del capitalismo come storia del corpo nel saggio di Silvano Plinio Dodero https://agenziastampa.net/2023/06/14/storia-del-capitalismo-come-storia-del-corpo-nel-saggio-di-silvano-plinio-dodero/ Wed, 14 Jun 2023 13:12:49 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58009

"Homo culus. Divagazioni sul capitalismo proiezione organica del culo" è un testo per nulla irriverente che si fa apprezzare per la vastità della cultura, l'originalità del pensiero, la brillante capacità di analisi e la raffinata ironia.  

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 Il capitalismo? Non spirito di accumulazione o brama di possesso, ma proiezione organica del culo. Parola di Silvano Plinio Dodero che sull’argomento ha scritto un sorprendente e documentato saggio. Homo culus. Divagazioni sul capitalismo proiezione organica del culo, questo il titolo del saggio appena pubblicato, è un testo per nulla irriverente che si fa apprezzare per la vastità della cultura, l’originalità del pensiero, la brillante capacità di analisi e la raffinata ironia.

L’autore (Genova, 1941), una laurea in Fisica elettronico-nucleare e un passato da attivista sessantottino prima nel PCI e poi nei gruppi extraparlamentari di sinistra, inviato di guerra per Panorama (Iraq, 1974), docente di matematica e fisica e, infine, pensionato ai Caraibi. Il suo primo romanzo, Zero, virgola (2001), apprezzato da Aldo Busi, ha vinto il primo premio per la narrativa edita del XIV concorso letterario “Garcia Lorca” di Torino.
Nel suo secondo libro, Homo culus, l’autore si serve di alcuni concetti-chiave per sviluppare la sua originale tesi. Il primo è la scoperta del paleoantropologo australiano Raymond Dart (“bambino di Taung”, Johannesburg, Sudafrica – 1924), secondo cui i nostri avi vissuti più di due milioni di anni fa erano bipedi, avevano un cervello da scimmia (inferiore ai 750 centimetri cubi) e mangiavano altri uomini. La scoperta impiegò più di vent’anni a essere “digerita” dalla comunità scientifica occidentale, soprattutto britannica, restia ad accettare nell’albero genealogico un cannibale con poco cervello, nato per di più nel continente nero. Il secondo concetto è quello di capitalismo come spreco vistoso e consumo del superfluo, elaborato dall’economista statunitense Thorstein Veblen (1857-1929) che associò la spregiudicatezza negli affari dei capitalisti americani contemporanei ai comportamenti dei primitivi predatori. La tesi del capitalismo come spreco vistoso fu ripresa e sviluppata dal sociologo tedesco Werner Sombart che – ed è la terza chiave – pose il lusso all’origine del capitalismo. Infine, c’è il concetto di proiezione organica, sviluppato dal tedesco Ernst Kapp nella sua Filosofia della tecnica (1877), secondo cui tutti gli strumenti tecnici e le forme organizzative prodotte dall’uomo sono estensioni fisiche o virtuali del corpo.

Da sempre filosofi e scienziati, scrive Dodero, si interrogano su ciò che differenzia l’uomo dalle altre specie, attribuendo la caratteristica distintiva ora alle mani, ora all’anima, ora al cervello. Eppure, sul fatto che la stazione eretta abbia avuto un ruolo cruciale nell’evoluzione biologica dell’uomo, concordano ormai diversi studiosi, a partire da André Leroi-Gourhan. Alla stazione eretta ha contribuito l’esercizio della violenza con l’uso del pugno, che è peculiare della nostra specie. La postura, inoltre, ha impresso un ruolo decisivo al processo evolutivo, consentendo alla donna di nascondere l’estro. Anche il fondoschiena è un portato della stazione eretta. E, ancor più del cervello, caratterizza la nostra specie, dal momento che siamo gli unici tra i Primati ad averlo così sporgente.  Quelle due masse così carnose che non assolvono a una funzione precisa, salvo quella di costituire un accumulo di grassi e quindi una riserva energetica, rappresentano un vero e proprio spreco, un lusso del corpo.

L’autore si serve del concetto di proiezione organica per «proporre, o riproporre, il corpo, l’anatomia addirittura, quale protagonista della storia». Si pensi, per esempio, all’invenzione del martello come proiezione organica dell’avambraccio e del pugno; alla camera oscura come proiezione dell’occhio, alla pompa come proiezione del cuore e via dicendo. Anche lo Stato, come insieme strutturato di organi centrali e periferici, è una proiezione dell’intero corpo umano, dove l’impiego tecnologico dell’elettricità è il suo sistema nervoso; le vie di comunicazione, le sue arterie e vene pulsanti di vita, e così dicendo. E il fondoschiena? Qual è la sua proiezione organica? Se il lusso e lo spreco vistoso sono all’origine del sistema capitalistico, come scrivevano Veblen e Sombart, allora il didietro non può che rappresentare la proiezione organica del capitalismo, in quanto accumulo, spreco e lusso del corpo. Senza offesa, ovviamente, per i capitalisti.

«Si tratta di un’opera – chiosa Dodero – che mira a ridimensionare l’immagine che abbiamo di noi, pretesi uomini sapienti, che ci siamo gratificati con l’altisonante Homo sapiens, al quale ritengo andrebbe sostituito un più prosaico Homo culus, maggiormente aderente alla realtà storica e antropologica della nostra specie, feroce come nessun’altra e devastatrice del pianeta su cui viviamo, non ancora per molto, temo».

Homo culus è un divertissement intellettuale, un’opera di erudizione, che spazia dalla filosofia all’antropologia, dall’economia alla sociologia, passando per la storia. E che non può mancare nelle biblioteche di chi ama la storia delle idee e le avventure del pensiero.

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Leonidas Michelis presenta il romanzo “La distanza dei giorni” https://agenziastampa.net/2023/06/14/leonidas-michelis-presenta-il-romanzo-la-distanza-dei-giorni/ Wed, 14 Jun 2023 13:12:48 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58039

Zissis, giovane ingegnere greco, nel giorno del suo giuramento per il riconoscimento della cittadinanza italiana, incontra lo skipper Cristino, argentino trasferitosi in Italia, sua terra d’origine, dopo la caduta di Perón. Tra i due nasce un legame “mai scalfito dal tempo”, cementato dalla comune passione per il mare, i viaggi in barca a vela e i racconti di miti narrati da Zissis durante le loro traversate. Quando Cristino muore Zissis resta l’unico custode di un segreto confessatogli, inaspettatamente, dall’amico; un segreto scomodo, che Zissis vorrebbe dimenticare. Ma il ritrovamento di un messaggio criptato lo costringe, tra mille interrogativi, ad affrontare ciò che Cristino non aveva avuto il coraggio di fare in vita.

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Leonidas Michelis – “La distanza dei giorni”

 

Leonidas Michelis presenta un romanzo sul tempo, sulle patrie mai dimenticate, sui rapporti familiari che condizionano nel bene o nel male, sull’amicizia e su cosa siamo disposti a fare per essa. Un’opera affascinante ed evocativa, in cui si narra di un viaggio emozionale attraverso i ricordi, le vicende di vita, gli avvenimenti storici, i miti e le leggende.

 

Casa Editrice: Edizioni Milella

Genere: Narrativa contemporanea

Pagine: 144

Prezzo: 14,00 €

 

«Era convinto che senza quella memoria la sua vita sarebbe stata superficiale, una vita qualunque, sperduta, che gli avrebbe impedito di amalgamarsi con quel mondo nuovo. Senza, non avrebbe potuto tenere salde le origini della sua anima; “la memoria ci eleva”, aveva sentito dire, dà dignità umana»

 

“La distanza dei giorni” di Leonidas Michelis è un romanzo dalle tante anime: al suo interno, infatti, non è narrata solo la storia di un uomo che decide di esaudire l’ultimo desiderio di un amico ma vi è anche il racconto di un viaggio fisico ed emotivo tra le isole greche, il deserto cileno, la pampa argentina e le metropoli italiane; vi è inoltre un omaggio forte e sentito alla memoria, sia individuale che collettiva.

Il narratore del romanzo è Zissis; l’autore tocca il presente e parti del passato dell’uomo, incentrando il racconto su un segreto sconvolgente confidatogli dall’amico e compagno di gite in barca a vela, Cristino. Dopo la morte di Cristino, Zissis trova un suo messaggio criptato all’interno del borsone che portava sempre con sé in barca: sul retro di un vecchio manifesto è tracciata a matita una stella a cinque punte, inscritta in un cerchio, e vi sono dei numeri negli spazi esterni tra le punte, e delle lettere segnate in piccolo sopra di esse. Sul bordo destro del foglio vi è inoltre una scritta – “Per Zissis, lui sa il perché” – e una data. È così che inizia il viaggio del protagonista: egli, infatti, si rende conto che quella data corrisponde alla gita che aveva fatto con Cristino all’arcipelago delle isole Diapontie, durante la quale l’amico gli aveva confessato il suo doloroso segreto.

Leonidas Michelis ci conduce in una storia appassionante e ricca di citazioni colte e di spunti di riflessione, in cui il presente diventa l’occasione per redimere le colpe del passato e in cui l’amicizia, quella vera, dona il coraggio di affrontare ogni sfida della vita.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Zissis, giovane ingegnere greco, nel giorno del suo giuramento per il riconoscimento della cittadinanza italiana, incontra lo skipper Cristino, argentino trasferitosi in Italia, sua terra d’origine, dopo la caduta di Perón. Tra i due nasce un legame “mai scalfito dal tempo”, cementato dalla comune passione per il mare, i viaggi in barca a vela e i racconti di miti narrati da Zissis durante le loro traversate. Quando Cristino muore Zissis resta l’unico custode di un segreto confessatogli, inaspettatamente, dall’amico sull’isolotto di Diaplo: “Abbiamo avuto la stessa donna mio padre e io…” Un segreto scomodo, che Zissis vorrebbe dimenticare. Ma il ritrovamento di un messaggio criptato, nascosto nel sottofondo di un borsone che lo skipper portava sempre con sé, lo costringe, tra mille interrogativi, ad affrontare ciò che Cristino non aveva avuto il coraggio di fare in vita: ritrovare la figlia Flama, avuta da Alegra, la donna del padre. Lo aiuta nell’impresa Coralìa, scrittrice e raffinata intellettuale, conosciuta durante un viaggio in aereo, alla quale sente la necessità di confidare tutto, anche i suoi dubbi su quella che lui crede essere una sfida lanciata da Cristino. Insieme intraprendono un viaggio in Argentina per riannodare i legami, il tempo e le distanze che Cristino aveva lasciato interrotti.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Leonidas Michelis è nato a Jànina, in Epiro, nella Grecia settentrionale; attualmente vive a Milano. Venuto in Italia negli anni Sessanta, si è laureato in ingegneria a Bologna; ha lavorato nella grande industria in Italia e in America Latina, poi come libero professionista. Pubblica i romanzi “Los claveles del aire” (2007), “L’agave di smeraldo” (2009), “Il ragazzo di Jànina” (2011 – tradotto in greco nel 2013), “Al passo delle cicogne bianche” (2015) e “Incontri sospesi” (2018). Tra i racconti si ricordano “L’ombra imperfetta” (2013) e “L’amore diseguale” (2020).

 

 

 

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Alice sogna con i suoi “AttraVersi” mentre l’oggi resta a guardare https://agenziastampa.net/2023/06/14/alice-sogna-con-i-suoi-attraversi-mentre-loggi-resta-a-guardare/ Wed, 14 Jun 2023 13:12:48 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58108

“Una poesia quando è finita, è di altri, è già altrove”. Una

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“Una poesia quando è finita, è di altri, è già altrove”. Una poesia che non ha la pretesa di essere per forza bella, che non è per pochi ma si mette al servizio di tutti, che grida libertà e accoglie qualunque cuore voglia prestargli attenzione. Una poesia non effimera ma tangibile. Sono questi i versi o, meglio, gli “AttraVersi” di Alice Cislaghi, classe 1985, impiegata e poetessa di Busto Arsizio (in provincia di Varese), dove vive nella certezza che sia importante avere radici salde e percepire la sicurezza del nido. «Mi sono sempre piaciute le parole con significati contrastanti – spiega l’autrice dell’opera pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore -. Andare alla ricerca di questo genere di parole mi affascina in quanto un solo termine ti permette di scavare all’interno delle sue più svariate sfumature, parole che da un lato lasciano libertà d’interpretazione e dall’altro sono come dei bivi, come degli specchi che ti permettono di poterle osservare da ambo i lati scoprendone significati talvolta simili e talvolta opposti. Il poeta è un giocoliere di parole e profondità». A partire dal titolo, anche Alessandro Quasimodo suggerisce nella Prefazione due interpretazioni. «La prima, senza considerare la maiuscola, indica la possibilità di oltrepassare la realtà fenomenica per cogliere la sostanza, l’essenza delle cose. La seconda – scrive l’autore, attore e regista teatrale, figlio del celebre Premio Nobel Salvatore Quasimodo -, (attraverso i versi) invece, mostra come, per mezzo della poesia, si affrontano con maggiore consapevolezza problemi e delusioni».

La silloge parla del vissuto quotidiano in cui ognuno può ritrovarsi. L’amore, l’inquietudine, la gioia, la perdita, ossia tasselli di ogni esistenza, in cui l’uomo è immerso, senza diventarne schiavi ma cibandosi anche dell’aspetto onirico. «Non voglio demonizzare la realtà – afferma l’autrice -. Essa serve ed è parte integrante della bellezza di vivere ma la equiparerei all’importanza dell’onirico, all’importanza di saper sognare, di accorgersi, di andare oltre; schemi e dettami sono fondamentali in uno stato civile ma credo che l’uomo debba imparare ad essere un equilibrista senza per forza avere un confine netto». La poesia riveste un ruolo salvifico nei momenti di difficoltà. «Negli alti e bassi del quotidiano potersi rifugiare in una passione diventa fonte viva, è linfa che scorre e riporta in carreggiata, è scoprire quanto siamo belli se sappiamo guardarci dentro. Il giusto stimolo porta a dimenticare l’impossibile». Cinque liriche sono, infatti dedicate al periodo buio della pandemia, quando – afferma Alice – durante il lockdown, è stato come vivere ai domiciliari da innocenti. «Ci siamo dovuti “fermare”, verbo quasi sconosciuto nel mondo attuale; ci siamo dovuti spogliare delle abitudini, degli affetti, delle attività che ognuno reputava fondamentali, abbiamo dovuto riscoprire l’essenziale, riconoscerlo e saperlo aspettare nel suo ritorno». E, poi, la scelta di dedicare un’Ode alla Noia, stimolata dalla tendenza sempre più comuna all’apatia, all’inerzia. «Mantenere l’occhio incuriosito, lo sguardo che scruta, la mente che vuole conoscere cose nuove è fondamentale per non cadere in quella che nell’ode chiamo “l’altra morte” quella psicologica che porta ad omologarci e a vivere di verbi al condizionale. La noia è mancanza di sé, impariamo a riscoprirci».

Protagonista dell’Ode alla Noia è una porta/non porta di un vecchio cancello in ferro battuto. E l’illustrazione che compare in copertina è proprio questa: un cancello reale che ha perso la sua funzione iniziale, perché avrebbe dovuto delimitare una proprietà che, però, non esiste più. «Un cancello – spiega l’autrice, catturata da questa immagine nei suoi giri in bicicletta, – che poteva essere attraversato e che contemporaneamente attraversava i miei pensieri, duplicità di ruolo, molteplicità di pensiero». “AttraVersi” è un’opera fatta di armonia, ritmo e immagini. Poesie brevi, con versi che sappiano arrivare dritti al cuore del lettore, come fossero frecce scoccate da un arco. «Mi piace l’effetto del “tutto d’un fiato”, quell’emozione inaspettata che sa lasciarti in balia di versi e sentimenti per qualche secondo. Ogni traguardo è un nuovo punto di partenza e la mia fame di sapere è tutta da vivere». E la magia della poesia è proprio questa: la bellezza di poter essere attraversata da ciascuno di noi. «Una magia che se veicolata bene – conclude Alice Cislaghi – diventa, in primis, un mezzo personale di sfogo, di conoscenza del proprio io, un’introspezione che abbraccia le nostre fragilità non facendoci sentire soli. “Il poeta è pieno delle cicatrici dei propri versi”, il mio messaggio è questo: una poesia tangibile, utile e al servizio di tutti».

Federica Grisolia

 

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Nicola Ricciardi presenta la raccolta di aforismi “Pensieri di Luce” https://agenziastampa.net/2023/06/14/nicola-ricciardi-presenta-la-raccolta-di-aforismi-pensieri-di-luce/ Wed, 14 Jun 2023 13:12:48 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58037

“Pensieri di Luce” è una raccolta di 160 aforismi che provano a raccontare la vita in ogni sua sfumatura. Come in altri lavori dell'autore, Dio è inteso come l’Essenza Universale, l’Amore e la Bellezza in tutte le sue prospettive. Questi i temi principali che caratterizzano gli aforismi che si basano sui concetti di condivisione e accettazione. Ricciardi trascrive ciò che gli viene “sussurrato” dalle sue profondità, proprio come cita nell’aforisma «Quando l'anima detta la mano scrive»; perché ogni sua parola è scritta esclusivamente tramite ispirazione. Gli aforismi sono consigli di vita in grado di suscitare sentimenti che, come la fede e l’Amore, portano con sé la speranza.

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Nicola Ricciardi – “Pensieri di Luce”

 

Nicola Ricciardi presenta una raccolta di aforismi in cui si parla della bellezza dell’esistenza in tutte le sue forme e in cui si omaggia l’amore: un sentimento universale che conduce all’armonia e alla condivisione. L’opera ha ottenuto riscontri positivi e menzioni di merito in importanti premi letterari, e diversi componimenti dell’autore sono stati selezionati per entrare a far parte di antologie poetiche.

 

Genere: Spiritualità – Aforismi

Pagine: 47

Prezzo: 6,76 €

 

«E dopo aver letto una poesia o un semplice aforisma, sento di aver vissuto intere vite, provato vividi sentimenti e amato senza limiti»

 

“Pensieri di Luce” del poeta e aforista Nicola Ricciardi è un’emozionante raccolta di centosessanta aforismi che, come l’autore ci tiene a precisare, sono stati composti seguendo l’istinto e l’ispirazione del momento, ascoltando la voce della propria anima e non la fredda ragione – «Quando l’ispirazione indica, le mie mani vanno», egli afferma, e ancora «Quando l’Anima detta, la mano scrive».

Nicola Ricciardi è alla sua quarta pubblicazione; in ognuna delle sue opere la parola è veicolo di verità e di condivisione, e il poeta è onesto fino al midollo perché non può farne a meno: «Egli mette a nudo qualsiasi cosa, soprattutto sé stesso. Davanti al mondo egli espone la sua anima, i suoi sogni, le sconfitte e le vittorie, e non se ne vergogna. Condividere tutto questo è la forma di sincerità più elevata». L’autore presenta aforismi che trasmettono positività, altruismo, accettazione della propria unicità e diversità e passione per la vita, andando controcorrente rispetto a un mondo che sceglie sempre di più la rabbia, la violenza e l’odio. Il suo scopo è far riflettere il lettore sul senso dell’esistenza; il titolo dell’opera, infatti, indica proprio l’intento di illuminare con le parole la mente e l’anima dell’uomo, portandolo a vedere oltre la meschinità e l’aridità dei nostri giorni per cogliere la bellezza che lo circonda, e che purtroppo non riesce più a scorgere – «Chi riesce a vedere poesia e perfezione in ogni atto della Creazione è già a metà strada verso Dio».

È il sentimento dell’amore il filo rosso che unisce tutti gli aforismi: non è solo l’amore terreno ma anche quello spirituale, che ci avvicina a Dio e all’Eternità. I componimenti diventano quindi un’occasione per meditare e ritrovare quell’equilibrio tra corpo, mente e spirito che spesso perdiamo, e che ci possa trasportare in una dimensione più elevata, dove le uniche ricchezze che contano sono quelle dell’anima.

L’autore ci offre un dono prezioso: ogni aforisma è un viaggio interiore, da compiere con il cuore ben aperto e ricordandoci che «la più grande forma di ribellione è l’Amore».

 

SINOSSI DELL’OPERA. Pensieri di Luce” è una raccolta di 160 aforismi che provano a raccontare la vita in ogni sua sfumatura. Come in altri lavori dell’autore, Dio è inteso come l’Essenza Universale, l’Amore e la Bellezza in tutte le sue prospettive. Questi i temi principali che caratterizzano gli aforismi che si basano sui concetti di condivisione e accettazione. Ricciardi trascrive ciò che gli viene “sussurrato” dalle sue profondità, proprio come cita nell’aforisma «Quando l’anima detta la mano scrive»; perché ogni sua parola è scritta esclusivamente tramite ispirazione. Gli aforismi sono consigli di vita in grado di suscitare sentimenti che, come la fede e l’Amore, portano con sé la speranza. Come piccole ancore a cui aggrapparsi nei momenti bui, l’autore prova a condividere i propri sentimenti trasmettendo quanta più positività possibile, anche dove si pensa non possa esserci.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Nicola Ricciardi è nato a Maddaloni (CE) nel 1990 e vive a Genova. Diplomato in Economia Aziendale, si arruola nell’Esercito nel 2011 e nel 2012 transita nella Polizia di Stato. Pubblica nel 2017 “Aforismi scelti” per Puntoacapo Edizioni, nel 2019 “Petali di Poesia” per Liberodiscrivere e nel 2021 “Il Destino di un cane” per Giovanelli Edizioni. Ad oggi ha scritto oltre 900 aforismi, più di 200 poesie, 40 parabole, un racconto e un saggio sulla vita. L’ispirazione a Dio, all’Amore, al Tempo e a tutto ciò che concerne la Vita è la sua strada; è un lettore appassionato di Filosofia, Spiritualità, Teologia, Psicologia, Testi Sacri e Maestri di vita. Scrive perché vive.

 

 

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Thomas Zettera presenta il romanzo “Il bambino delle capre” https://agenziastampa.net/2023/06/14/thomas-zettera-presenta-il-romanzo-il-bambino-delle-capre/ Wed, 14 Jun 2023 13:12:47 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58171

1944: durante la seconda guerra mondiale, in un paesino appenninico sperduto fra le montagne, un giovane ragazzo di nome Osvaldo si trova improvvisamente immerso in una vicenda che gli cambierà per sempre la vita. Cresciuto troppo in fretta a causa delle circostanze, viene prelevato insieme ad altri 41 compaesani come prigioniero e condotto in un campo di concentramento nel cuore della Germania. Lì, Osvaldo si trova ad affrontare la sfida più grande e drammatica della sua esistenza. Deve lottare ogni giorno per la sopravvivenza, non solo contro le difficili condizioni del campo, ma anche contro sé stesso.

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Thomas Zettera – “Il bambino delle capre”

 

Thomas Zettera presenta un emozionante romanzo tratto da una storia vera: quella del nonno dell’autore che, durante la Seconda guerra mondiale, è stato catturato dai nazisti perché aveva aiutato dei partigiani, ed è stato confinato per più di un anno in un campo di concentramento tedesco. Una vicenda drammatica e dolorosa, in cui emergono con forza i sentimenti dell’empatia e dell’altruismo.

 

Genere: Romanzo storico/Narrativa di guerra

Pagine: 212

Prezzo: 14,99 €

ISBN: 9798364673268

 

«La guerra era arrivata anche da noi, quel senso di quiete che si poteva respirare nell’aria era appena svanito con un unico roboante colpo»

 

“Il bambino delle capre” di Thomas Zettera è un romanzo storico in cui si narra una vicenda toccante e tratta da un’esperienza realmente accaduta: il protagonista dell’opera è Osvaldo, il nonno materno dell’autore, che ha affrontato la prigionia in un campo di sterminio nazista e per fortuna è riuscito a tornare a casa, e ha potuto tramandare il racconto di ciò che aveva vissuto. È lo stesso Osvaldo a narrare al piccolo Thomas di sette anni la sua drammatica storia: nel corso del romanzo li osserviamo stretti intorno al fuoco, o all’aria aperta mentre il nonno compie i suoi doveri quotidiani, e ascoltiamo con la stessa trepidazione del bambino il racconto di una parentesi storica che ha segnato tante vite, e che continua a scioccare il mondo intero. Prima di arrivare ai momenti più atroci e traumatici, Osvaldo narra dei suoi anni giovanili vissuti con spensieratezza in un piccolo paese dell’Appennino marchigiano: del suo primo lavoro ancora bambino come pastore di capre, immerso nella selvaggia bellezza dei monti, e poi delle avventure goliardiche con gli amici di sempre, protetti da quella comunità ristretta e autarchica, in cui arrivavano con fatica le notizie di guerra – «Nel nostro ambiente ci sentivamo ancora liberi e lontani dall’ascesa del regime fascista, dalle sue regole e costrizioni».

La tranquillità, però, non dura molto: Osvaldo salva da morte certa un ragazzino ferito di nome Tonio, che poi si rivelerà essere parte di un gruppo di azione patriottica; dopo averlo curato, il protagonista e alcuni suoi amici accompagnano Tonio dal suo battaglione, nascosto in una caverna nel folto dei boschi. È l’inizio della fine: l’esercito fascista è sulle loro tracce e ben presto arriva nel paese di Osvaldo, intimando ai partigiani e a coloro che li stanno aiutando di costituirsi, o saranno guai seri per tutti. Osvaldo, con un contegno disarmante, racconta al nipote dell’atto di coraggio compiuto da lui e dai suoi amici nel presentarsi davanti alle feroci SS, e poi del terribile viaggio nei convogli ferroviari, in cui si stava stipati e si moriva per gli stenti, e infine del confinamento nel campo di prigionia tedesco, dove subirà ogni sorta di angherie e verrà privato della sua dignità e della sua stessa identità.

Thomas Zettera dedica la sua opera a un uomo straordinario, che ha dimostrato una resistenza quasi innaturale e che ha combattuto strenuamente non solo per sopravvivere nel campo di prigionia ma, una volta libero, anche per superare il suo trauma e cancellare l’odio che avvelenava il suo cuore.

 

SINOSSI DELL’OPERA. 1944: durante la seconda guerra mondiale, in un paesino appenninico sperduto fra le montagne, un giovane ragazzo di nome Osvaldo si trova improvvisamente immerso in una vicenda che gli cambierà per sempre la vita. Cresciuto troppo in fretta a causa delle circostanze, viene prelevato insieme ad altri 41 compaesani come prigioniero e condotto in un campo di concentramento nel cuore della Germania. Lì, Osvaldo si trova ad affrontare la sfida più grande e drammatica della sua esistenza. Deve lottare ogni giorno per la sopravvivenza, non solo contro le difficili condizioni del campo, ma anche contro sé stesso. La sua forte tempra e la volontà di sopravvivere sono ciò che lo aiuteranno a tenere duro e a trovare speranza in un futuro migliore. Accanto a lui, c’è il suo migliore amico Alvaro, con il quale condivide ogni momento, ogni speranza e ogni sofferenza. Insieme, diventano una squadra imbattibile, supportandosi a vicenda nei momenti più bui. Ma, anche se la guerra finisce e il campo viene liberato, le sofferenze non sono ancora placate. La fine delle ostilità segna solo l’inizio di un nuovo viaggio per Osvaldo, che deve ritrovare sé stesso e ricostruire un futuro dopo aver vissuto l’esperienza traumatica del campo di concentramento. Ma, nonostante tutto, ha imparato che la speranza e l’amicizia possono superare qualsiasi ostacolo e che la vita può essere ancora bella anche dopo le più grandi sofferenze.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Thomas Zettera ha intrapreso un percorso nel settore pubblicitario, dove ha prestato la sua creatività come grafico, impaginatore e cartellonista per diversi anni. Grazie alla sua esperienza e alla sua professionalità, ha poi deciso di condividere le sue conoscenze insegnando materie del settore grafico in un istituto professionale di stato. Parallelamente alla sua carriera pubblicitaria ha anche espresso la sua passione per l’arte della scrittura, collaborando come disegnatore di copertine e fumetti per una piccola casa editrice. Purtroppo, a causa di problemi di salute, ha dovuto allontanarsi dal settore pubblicitario e ripiegare su un ruolo amministrativo in un’azienda privata. “Il bambino delle capre” (self-publishing, 2022) è il suo esordio nella narrativa.

 

 

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Gabriele Impera presenta il romanzo “Running club” https://agenziastampa.net/2023/06/14/gabriele-impera-presenta-il-romanzo-running-club/ Wed, 14 Jun 2023 13:12:47 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58173

Alberto, Carlo, Anna, Federico e Chiara sono uniti da una grande passione: la corsa. Il loro percorso di vita si incrocia quando Alberto, designer di successo e runner, nell'impossibilità di prepararsi a dovere per correre la sua prossima maratona, crea un gruppo Facebook per condividere la sua esperienza, i suoi obiettivi e i suoi progressi con altri appassionati. Nonostante la riluttanza iniziale, con l'aiuto di Carlo, Anna e Federico, Alberto riuscirà a preparare la runner esordiente Chiara a correre la sua prima mezza maratona. Nel mentre le loro vite si incroceranno nei modi più imprevedibili, tra storie d'amore, passioni e sorprese.

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Gabriele Impera – “Running club”

 

Gabriele Impera presenta un romanzo adatto non solo a chi ama l’attività sportiva della corsa ma anche a chi vuole leggere una vicenda coinvolgente, che parla di amicizia e di superamento dei propri limiti. Una storia di condivisione, in cui i cinque personaggi principali impareranno a contare non solo sulle proprie forze ma anche su chi hanno accanto.

 

Casa Editrice: Porto Seguro Editore

Genere: Narrativa contemporanea

Pagine: 476

Prezzo: 21,00 €

 

«Alberto amava allenarsi da solo, in strada, secondo l’esperienza che aveva maturato, ascoltando vari pareri ma sempre rispettando le sue esigenze personali di tempo e voglia, ascoltando il suo corpo»

 

“Running club” di Gabriele Impera è un romanzo incentrato sulla corsa e sulle intense sensazioni che offre ai runner ma non solo: l’autore narra infatti anche l’intreccio dei destini di cinque personaggi molto diversi tra loro, che si trovano uniti dalla passione per questa apprezzata e diffusa attività sportiva. Alberto è il protagonista dell’opera: è un uomo irascibile, arrogante e un po’ egoista ma in realtà egli ha il terrore di farsi vedere vulnerabile, e per questo motivo si è costruito una spiacevole corazza. Intorno a lui gravitano i personaggi di Carlo, suo amico di lunga data e in procinto di diventare padre, di Anna, donna complessa e affascinante, ex fidanzata di Carlo, di Federico, un giovane uomo insoddisfatto della propria vita e di Chiara, una studentessa universitaria fragile e insicura. Alberto sta passando un momento molto difficile perché la madre è gravemente malata: decide quindi, visti i problemi famigliari, di mettere da parte la sua intenzione di preparare la sua seconda maratona e di compensare la delusione con la creazione di un gruppo Facebook chiamato “Running Club”, in cui offrirà la sua esperienza di consumato runner. È così che i cinque personaggi si incontrano, e decidono di stringere un patto: aiuteranno la neofita Chiara a preparare una mezza maratona.

Gabriele Impera presenta un romanzo piacevolmente descrittivo, che persuade il lettore di sentirsi quasi parte della neonata comunità di amici, e ricco di particolari interessanti sullo sport della corsa – dal gergo del runner all’abbigliamento specifico, dalle tecniche alla preparazione atletica. Nell’opera si avverte forte il “potere benefico della corsa”, che per Alberto diviene decisamente salvifico; questo sport aiuta i personaggi ad avere rispetto per sé stessi e per i propri limiti ma offre anche la spinta positiva a tentare di superarli.

Seguendo le vicende di Alberto, Carlo, Anna, Federico e Chiara, ognuno con i propri problemi e fragilità, con i propri dubbi e paure, ci rendiamo conto che la sfida più grande e avventurosa non sia una gara sportiva ma la vita stessa: la corsa, allora, diventa una terapia, perché nella condivisione delle emozioni che provoca permette ai personaggi di sentirsi meno soli, e di affrontare con più grinta i momenti difficili.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Alberto, Carlo, Anna, Federico e Chiara sono uniti da una grande passione: la corsa. Il loro percorso di vita si incrocia quando Alberto, designer di successo e runner, nell’impossibilità di prepararsi a dovere per correre la sua prossima maratona, crea un gruppo Facebook per condividere la sua esperienza, i suoi obiettivi e i suoi progressi con altri appassionati. Nonostante la riluttanza iniziale, con l’aiuto di Carlo, Anna e Federico, Alberto riuscirà a preparare la runner esordiente Chiara a correre la sua prima mezza maratona. Nel mentre le loro vite si incroceranno nei modi più imprevedibili, tra storie d’amore, passioni e sorprese. “Running club” è un libro per tutti, non solo per gli appassionati di questo sport. È un romanzo che tutti i lettori possono portare sempre con sé, leggere poco alla volta ogni giorno, e avere l’impressione di far parte degli amici del Running club.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Gabriele Impera abita a Robecco sul Naviglio e lavora come operaio specializzato presso la STMicroelectronics di Agrate Brianza. È appassionato di corsa, ciclismo e sport a motori, oltre che tifoso del Cagliari. “Running club” (Porto Seguro Editore, 2022) è il suo esordio nella narrativa.

 

 

 

 

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Steno Zeno presenta il romanzo noir “Ombre di famiglia” https://agenziastampa.net/2023/06/14/steno-zeno-presenta-il-romanzo-noir-ombre-di-famiglia/ Wed, 14 Jun 2023 13:12:47 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58206

Marco invita suo padre Sandro a visitare la casa nuova, ne nasce un violento alterco e Sandro, ferito, viene ricoverato in ospedale. La famiglia, nascondendo una serie di segreti e tradimenti sotto la superficie di un’apparente vita ordinaria, accorre al capezzale. Tutto precipita in seguito al rapimento di Angela, la madre. Marco finisce nel gorgo di una cosca mafiosa. Tra ricatti e omicidi la famiglia lotta per restare unita. Ma un’ombra inquietante sconvolgerà tutto.

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Steno Zeno – “Ombre di famiglia”

 

Steno Zeno presenta un intrigante romanzo noir in cui si racconta una storia di segreti, tradimenti e violenze. Una famiglia in apparenza normale ma i cui componenti si nascondono importanti verità, una donna con un passato burrascoso e una serie di personaggi che non sono quello che sembrano contribuiscono a rendere questa vicenda ricca di suspense, e a muovere vertiginosamente la trama verso un epilogo spiazzante.

 

Casa Editrice: Pav Edizioni

Collana: Noir

Genere: Romanzo noir

Pagine: 300

Prezzo: 16,00 €

 

«Intorno a sé vedeva solo un telo nero e dentro sentiva crescere una rabbia distruttiva che ancora non sapeva di avere»

 

“Ombre di famiglia” di Steno Zeno è un romanzo noir caratterizzato da una scrittura scorrevole e intrattenente; l’autore cattura l’attenzione del lettore mediante la creazione di una tensione viva e palpabile, che spinge ad andare avanti nella lettura per scoprire i tanti segreti di un gruppo di personaggi dalle molte facce, i cui destini si intrecciano fatalmente. Tra di loro, e soprattutto tra i componenti della famiglia De Rossi, ci sono tanti non detti e omissioni: alcuni sono spinti da un innato senso di protezione, mentre altri sono guidati dalla propensione naturale all’inganno e alla manipolazione. L’opera si apre proprio su un conflitto famigliare: Marco e suo padre Sandro litigano furiosamente; il genitore ha accusato la compagna del figlio di avere un passato poco pulito. Sandro finisce all’ospedale dopo che Marco l’ha colpito in preda all’ira: ancora non lo sanno ma quell’incidente, che poi verrà perdonato, sancirà l’inizio di una reazione a catena dalle conseguenze inimmaginabili.

Steno Zeno narra una storia avvincente e drammatica in cui si riflette sulla predisposizione dell’essere umano al male e all’oscurità; in alcuni personaggi, infatti, i lati più in ombra dell’anima emergono improvvisamente, avvelenando le loro azioni. Il lettore continua a chiedersi chi possa essere innocente in una vicenda in cui tutti sembrano sul punto di calare le maschere di rispettabilità, per rivelare la loro vera e, purtroppo infima, natura; ci si domanda chi sia a mentire e chi sia invece genuinamente all’oscuro degli inganni che si susseguono incessantemente.

L’autore presenta un ritratto dell’umanità sicuramente non edificante, in cui tutti sembrano desiderare la verità ma continuano patologicamente a nascondere degli orribili segreti.

Tra rapimenti, ricatti, violenze e la pesante ingerenza della malavita, si dipana una vicenda che colpisce per la sua crudezza e che spinge a pensare che, forse, l’essere umano sia un mostro peggiore di quelli che abitano le storie dell’orrore: a volte, il male è connaturato in noi, e quando infine decide di emergere non lo si può fermare.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Marco invita suo padre Sandro a visitare la casa nuova, ne nasce un violento alterco e Sandro, ferito, viene ricoverato in ospedale. La famiglia, nascondendo una serie di segreti e tradimenti sotto la superficie di un’apparente vita ordinaria, accorre al capezzale. Tutto precipita in seguito al rapimento di Angela, la madre. Marco finisce nel gorgo di una cosca mafiosa. Tra ricatti e omicidi la famiglia lotta per restare unita. Ma un’ombra inquietante sconvolgerà tutto.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Steno Zeno (pseudonimo di Stefano Kavrecic) è nato nel 1971 e vive a Trieste. Fin da ragazzo è stato un appassionato lettore di ogni genere letterario, dai fumetti ai gialli ai saggi divulgativi. Ha frequentato l’istituto d’arte con indirizzo architettonico e attualmente lavora in un’azienda alimentare. “Ombre di famiglia” (Pav Edizioni, 2022) è il suo primo romanzo.

 

 

 

 

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Marcella Nardi presenta il legal thriller “La Fiamma della Vendetta. Le indagini dell’avvocato Joe Spark” https://agenziastampa.net/2023/06/14/marcella-nardi-presenta-il-legal-thriller-la-fiamma-della-vendetta-le-indagini-dellavvocato-joe-spark/ Wed, 14 Jun 2023 13:12:47 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58208

Cosa si nasconde dietro l’incendio del laboratorio di Connor Bradley, tatuatore irlandese e cliente/amico di Joe Spark? È un evento accidentale o doloso? È connesso al nuovo terrorismo per l’indipendenza dell’Irlanda del Nord? Quando l’auto di Bradley esplode, a causa di una bomba, Joe Spark non ha più alcun dubbio: qualcuno sta tentando di ucciderlo. Perché? E per quale ragione la bella Cindy Naar Jacobson vuole vendere di gran fretta la bellissima villa, dove vive col marito miliardario, per trasferirsi sotto il sole della Costa Azzurra? Riuscirà il nostro acuto avvocato a risolvere i due enigmi dopo un brutale omicidio che lo metterà dinanzi a una scioccante verità?

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Marcella Nardi – “La Fiamma della Vendetta. Le indagini dell’avvocato Joe Spark”

 

Marcella Nardi presenta il quinto volume della serie dedicata all’avvocato penalista e investigatore per passione Joe Spark, per la quale è stata insignita di uno speciale riconoscimento per il genere Legal thriller alla XII edizione del Premio Internazionale Navarro. In questa nuova storia seguiamo l’acuto protagonista mentre cerca di dare giustizia a un suo cliente e amico, che ha pagato a caro prezzo la sua dissoluta condotta di vita.

 

Genere: Legal thriller

Pagine: 262

Prezzo: 10,50 €

 

«Aveva cominciato col cercare un colpevole, ma aveva trovato solo vittime»

 

“La Fiamma della Vendetta” di Marcella Nardi è il quinto volume della serie “Le indagini dell’avvocato Joe Spark”, dopo i romanzi “Morte all’Ombra dello Space Needle” (2019), “L’architetto dei Labirinti” (2020), “La Bestia” (2021) e “Tutto Torna” (2021). Joe Spark è un affascinante avvocato penalista con la passione per l’investigazione: alto, capelli ricci nero corvino e penetranti occhi azzurri, vive ad Alki, sulla baia di Seattle. In ognuno dei romanzi di cui è protagonista emerge il suo bisogno innato di far trionfare la giustizia, a qualunque costo; in questa vicenda si trova a indagare su più di un mistero, e a rivelare sordide verità.

Tutto ha inizio quando lo studio di tatuaggi dell’irlandese Connor Bradley, cliente di Joe, viene distrutto da un incendio che poi si scoprirà essere doloso – «Avide come le lingue appassionate degli innamorati, le fiamme lambivano il palazzo. Fuoriuscivano arricciandosi dalle finestre sopra la fila di negozi, fin quasi alle grondaie, furiose nella loro bramosia e intente alla conquista». Connor è un seduttore incallito e sta infatti affrontando una complicata causa di divorzio; sprezzante del pericolo e dalla discutibile moralità, non ha mai rispettato le regole ed è forse questo il motivo per cui il protagonista si è lasciato conquistare da lui, diventando suo amico. Poco dopo, Connor scampa ad un grave attentato: nella sua macchina è stata messa una bomba ma per fortuna lui non era nel veicolo; è chiaro a questo punto che qualcuno stia tentando di ucciderlo. Ma chi sarà il colpevole, tra i tanti nemici di un uomo con probabili collegamenti con la Nuova Falange Armata Irlandese, e con molte donne, e relativi fidanzati o mariti traditi, in collera con lui?

Marcella Nardi racconta una storia di rancorose vendette e di leali atti d’amicizia; mentre Joe cerca di salvare l’impenitente Connor, si imbatte in un doloroso fantasma del suo passato, che darà avvio a un’altra, complessa indagine: più scaverà nel profondo e più si renderà conto di quanto sia marcio il mondo intorno a lui, e di come alcune persone riescano a celare abilmente la loro vera natura. In questo romanzo avvincente e dall’ottimo ritmo, abitato da personaggi intensi e sfaccettati, si narra una vicenda in cui passato e presente si intrecciano indissolubilmente, e in cui il conto delle vittime, alla fine, sarà molto alto.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Cosa si nasconde dietro l’incendio del laboratorio di Connor Bradley, tatuatore irlandese e cliente/amico di Joe Spark? È un evento accidentale o doloso? È connesso al nuovo terrorismo per l’indipendenza dell’Irlanda del Nord? Quando l’auto di Bradley esplode, a causa di una bomba, Joe Spark non ha più alcun dubbio: qualcuno sta tentando di ucciderlo. Perché? E per quale ragione la bella Cindy Naar Jacobson vuole vendere di gran fretta la bellissima villa, dove vive col marito miliardario, per trasferirsi sotto il sole della Costa Azzurra? Riuscirà il nostro acuto avvocato a risolvere i due enigmi dopo un brutale omicidio che lo metterà dinanzi a una scioccante verità?

 

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Marcella Nardi è una scrittrice italiana di romanzi gialli, moderni e storici. È nata a Castelfranco Veneto e si è laureata in Informatica, campo in cui ha lavorato per ventidue anni, tra Segrate e Milano. Nel 2008 si trasferisce a Seattle, USA, dedicandosi all’insegnamento dell’italiano, alle traduzioni tecniche e alla scrittura di romanzi. Come amante di romanzi gialli e del Medioevo, nel 2011 si è classificata al terzo posto nel concorso “Philobiblon – Premio letterario Italia Medievale” con uno dei sei racconti che hanno dato vita al suo primo libro, un’antologia, dal titolo “Grata Aura & altri gialli medievali”, la cui prima edizione si chiamava “Medioevo in Giallo”. Ha creato due serie poliziesche: “Le indagini del commissario Marcella Randi” (6 romanzi in cui la detective è proprio lei: quasi lo stesso nome e con le sue stesse caratteristiche, fisiche e caratteriali) e “Le indagini del detective Lynda Brown”. Ha anche creato una serie di genere Legal thriller, ambientata a Seattle: “Le indagini dell’avvocato Joe Spark”. Sulla scia dei mitici “gialli per ragazzi” degli anni ’60 e ’70, ha dato vita a una serie di Gialli Young Adult: “Le indagini di Étienne e Annabella”, dove due studenti universitari si cimentano a fare i detective. Ha anche scritto un romanzo mystery/storico dal titolo “Joshua e la Confraternita dell’Arca”, un paranormale, un romance/erotico e alcuni racconti.

 

 

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Il saggio di Roberto Agostini sulla canzone italiana nell’Età Moderna di Federico Motta Editore https://agenziastampa.net/2023/06/14/il-saggio-di-roberto-agostini-sulla-canzone-italiana-nelleta-moderna-di-federico-motta-editore/ Wed, 14 Jun 2023 13:12:47 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58212

In un recente articolo pubblicato sul suo sito, Federico Motta Editore ricorda il saggio di Roberto Agostini sulla storia della canzone italiana fino a Sanremo. Tutti i particolari nell’opera l’Età Moderna

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A breve distanza dalla conclusione del Festival di Sanremo 2023, Federico Motta Editore rispolvera, in un articolo incentrato sulla storia della canzone italiana, il saggio di Roberto Agostini La canzone d’intrattenimento in Italia fino a Sanremo.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: Sanremo e la nascita della canzone italiana

In Italia Sanremo è il festival musicale per eccellenza, seguito ogni anno da milioni di persone. Oltre ad essere tra gli  eventi televisivi più importante della stagione, Sanremo è anche una celebrazione della canzone italiana, espressione artistica che vanta una lunga tradizione. Ne parla anche Roberto Agostini nel saggio scritto per l’Età Moderna di Federico Motta Editore dal titolo La canzone d’intrattenimento in Italia fino a Sanremo. La canzone italiana, racconta l’autore, affonda le sue radici nel melodramma, nelle tradizioni regionali e nella musica suonata nei salotti aristocratici. Il principale centro della sua diffusione fu Napoli, complice l’affermazione dei caffè concerto e di altri luoghi di svago. Qui, infatti, tra fine Ottocento e inizio Novecento, le persone si riunivano per assistere a spettacoli di artisti e cantanti. A seguito dell’arrivo della musica da ballo americana, nacque un intero repertorio di canzoni che mescolavano la musica regionale, in particolar modo quella napoletana, con le melodie importate dagli Stati Uniti.

Federico Motta Editore: il ruolo di radio e cinema, l’influenza americana e la canzone melodica

Sia la radio che il cinema contribuirono enormemente alla diffusione della canzone italiana negli anni ‘20. Gli editori musicali iniziarono a ricevere ingenti compensi grazie alla nuova fonte di guadagno. In questa fase, però, per il pubblico i cantanti non erano altro che delle voci ed erano pochissimi quelli di cui si conosceva il volto. Nel frattempo in Italia arrivarono dal Nord America le influenze di jazz e swing, che portarono grande vitalità. Il successo di questo genere proseguì fino al secondo dopoguerra. Negli anni ‘50, poi, si ebbe un ritorno al passato: nacque la canzone melodica. Rifacendosi soprattutto alla tradizione, la nuova canzone italiana restò tuttavia aperta alle influenze esterne. A celebrazione del nuovo equilibrio ritrovato tra innovazione e restaurazione, venne inaugurato il Festival di Sanremo.

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Tempo dell’anima e paesaggi interiori in “Tempo fuori tempo” di Giuseppe Puma https://agenziastampa.net/2023/06/14/tempo-dellanima-e-paesaggi-interiori-in-tempo-fuori-tempo-di-giuseppe-puma/ Wed, 14 Jun 2023 13:12:47 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58287

Tra i temi ricorrenti della raccolta, il sentimento della morte, che l'autore affronta con il sostegno della fede cristiana, il rapporto con la Natura, l'amore per la sua terra d'origine, la felicità delle piccole cose.

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Giuseppe (Pippo) Puma torna in libreria con “Tempo fuori tempo”, una pregevole raccolta di poesie appena pubblicata dalla editrice Àncora di Milano. Il libro, impreziosito dai dipinti (copertina e ritratto dell’autore) degli artisti siciliani Guido Cicero ed Edoardo La Francesca, reca la prefazione di Cataldo Russo, scrittore, poeta e drammaturgo, e la postfazione di Federico Migliorati, giornalista e saggista.

L’autore, figlio d’arte (il padre Salvatore è stato un noto poeta dialettale) dalla natia Modica (RG) si è trasferito a Milano nel 1973, dove lavora come professionista. Animatore di incontri culturali nelle due “patrie”, ha fondato a Marina di Modica il salotto letterario estivo “Casa Giara”. Tra i riconoscimenti ottenuti, l’Ambrogino (1999), la medaglia d’oro alla Modicanità (2001) e il Diploma di Benemerito della Cultura e dell’Arte (2005) conferitogli dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Ha pubblicato una novella e tredici raccolte di poesie, in lingua italiana e in vernacolo. Alcune liriche sono state tradotte in inglese, francese e spagnolo. Con l’editrice Àncora ha dato alle stampe la trilogia di poesie religiose e sociali “Amor contra amorem” (2017), “Amato per Amare” (2019) e “Annunciare per Amore” (2021). Dal 2023 è presente sul sito dell’enciclopedia Wikipoesia.it.

“Tempo fuori tempo” trae il titolo dall’omonima poesia che apre la raccolta.
In questa lirica l’autore chiede un tempo supplementare, ancora un istante prima che la «clessidra della vita» si svuoti inesorabilmente. Un solo momento per richiamare alla memoria il passato, rimuovere le inquietudini, lo scoramento, lo sconforto, «placare il turbine dei pensieri» e accrescere l’amore.

Il tempo supplementare è, dunque, la cornice, l’artificio letterario, lo spazio fisico e poetico nel quale si inseriscono sessanta liriche inedite di struggente bellezza, composte tra il 2005 e il 2022, suddivise in Riflessioni, Pensieri, Meditazioni, Ricordi, Incontri.

Ma la dilazione temporale richiesta è anche, e soprattutto, un tempo dell’anima: uno spazio interiore dove il fluire dei ricordi d’infanzia, le emozioni e gli stati d’animo, la sintonia con la natura, gli sguardi e i gesti di persone care non più in vita, la fraterna vicinanza al dolore e alla solitudine dell’altro, diventano sorgente d’antica felicità, lavacro preparatorio di pace e serenità in vista dell’approssimarsi alla soglia di un’altra vita.

Tra i temi ricorrenti della raccolta, il sentimento della morte, che l’autore affronta con il sostegno della fede cristiana, il rapporto con la Natura, l’amore per la sua terra d’origine, la felicità delle piccole cose. Le liriche sono state scritte tra Modica e Milano (alcune anche in Franciacorta), tra il mare e la pianura. Poli geografici di vita e di scrittura, che si alternano in una sorta di “duale destino” scandito dal ritmo delle stagioni.

Il paesaggio poetico di Puma è intessuto di immagini e di suoni della “sua” Marina d’estate: il rumore del mare, il fruscio delle onde, il garrito dei gabbiani, il guscio vuoto di una conchiglia sulla sabbia. E ancora: la luce dorata, il tepore del sole sulla pelle che fa svanire l’angoscia, i colori del tramonto, la frescura serale del patio. Ma vi compaiono anche le luci e le forme della metropoli milanese: gli anonimi palazzi, il cielo plumbeo d’autunno, il riverbero dei lampioni, i viali alberati, i banchi del San Raffaele, il giocoliere nel corso Vittorio Emanuele II attorniato da bambini, il senzatetto accucciato in un angolo della stazione Lampugnano.

Dietro luoghi, dettagli, emozioni e atmosfere ben descritte con rapide pennellate, si cela una geografia dell’anima in cui l’autore si immerge in una Natura intesa come specchio del Divino. Un paesaggio interiore di dolore, solitudine, mistero, fede e rinascita in cui l’autore immagina di lambire l’esistenza ora come «un gabbiano senza nido / e in continuo volo». ora come «un fiume quieto» che si immette nel lago con la certezza di riemergerne con acque cristalline. Chiude la raccolta una lirica dedicata ad Aristide Poidomani, bohémien modicano, scomparso nel 2021.

«Sono numerosi gli scorci epifanici – scrive Federico Migliorati nella postfazione – che rilucono nella coscienza per affacciarsi gentili e incisivi attraverso una scrittura profonda e screziata che fa memoria consentendo di salvare dall’oblio figure di donne e uomini capaci di lasciare una traccia nell’universo emozionale dell’autore, tutti in attesa, noi compresi, di quell’ultima mano tesa / verso il mistero della morte».

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Andrea Chimenti presenta l’opera “L’organista di Mainz e altri racconti” https://agenziastampa.net/2023/06/14/andrea-chimenti-presenta-lopera-lorganista-di-mainz-e-altri-racconti/ Wed, 14 Jun 2023 13:12:46 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58307

Personaggi che vivono la propria storia investiti e a volte travolti dalla grande Storia, accomunati da una strenua lotta per difendere ciò che li rende profondamente umani.

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Andrea Chimenti – “L’organista di Mainz e altri racconti”

 

Lo scrittore e musicista Andrea Chimenti presenta un’affascinante raccolta di otto racconti ambientati in varie epoche storiche. A volte c’è una guerra a fare da sfondo alle vicende, quasi un riflesso dei violenti conflitti interiori dei personaggi: sono uomini e donne che tentano disperatamente di non perdere loro stessi, anche quando il mondo cerca di ridurli in frantumi.

 

Casa Editrice: Lorusso Editore

Collana: Buck

Genere: Raccolta di racconti

Pagine: 168

Prezzo: 14,00 €

 

«In fin dei conti, pensò, il tempo non è altro che una coltre di neve posata su quello che siamo stati, copre le asperità, smussa gli spigoli e molte cose rimangono sepolte; solo di alcune, le più ingombranti, si continuano a intuire le forme. Così i ricordi appaiono come dune che muovono il paesaggio della mente, a volte come mostri in letargo in attesa di essere ridestati»

 

“L’organista di Mainz e altri racconti” di Andrea Chimenti è una raccolta di storie malinconiche, crudeli, poetiche e tragiche, caratterizzate da una scrittura evocativa che impressiona profondamente il lettore. Gli otto racconti sono uniti da un filo rosso che l’autrice della postfazione all’opera, la scrittrice e regista cinematografica Monica Mazzitelli, definisce “il pessimismo del sognatore”: non c’è miglior modo di descrivere l’anima oscura e disincantata di queste storie, in cui si rincorrono vita e morte, amore e odio, speranza e disperazione; non è un caso che alcune delle vicende siano ambientate in epoche di guerra, con i suoi orrori e brutalità, in cui però trovano spazio anche lampi di luce abbagliante.

Andrea Chimenti è un noto musicista e cantautore; non stupisce quindi la sua abilità nel costruire trame incisive ed emozionanti anche in poche pagine, nelle quali le parole sembrano scorrere fluide e armoniose come le note di una partitura. A volte l’esito è un frammento di vita dolente, dove si può solo accettare l’inevitabile; eppure i personaggi di queste storie combattono per salvare la loro anima, anche quando la fine sembra scontata. C’è chi soccombe alla lotta, perdendo il senno, chi si attacca alla vita come un naufrago alla scialuppa di salvataggio, e c’è chi sceglie di soffocare un odio giustificato, imboccando la strada della redenzione.

L’autore presenta otto racconti che lasciano un segno nella mente e nel cuore del lettore; ad esempio non si può non provare empatia per l’organista di Mainz, che nella musica trova una porta d’accesso sia per il Paradiso che per l’Inferno: un uomo libero, a partire dal nome – Freiheit (libertà) – che si imprigiona in un delirio d’amore da cui sarà quasi impossibile fuggire. E non si può non provare angoscia quando ci viene rivelata bruscamente una verità agghiacciante, dopo aver osservato un affettuoso padre che imita il canto degli uccelli per stupire il suo bambino. Sono storie che torturano dolcemente: mentre infatti si legge di perdita e di lutto, di nostalgia e di rimpianto, è possibile avvertire in lontananza una melodia soave e raffinata, in grado di acquietare anche le anime più tormentate.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Un organista alla fine del Settecento in una Magonza travolta dalle vicende storiche. Un farmacista con un macabro rito quotidiano. Un uomo che imita il canto degli uccelli in uno scenario inquietante. Un anziano signore immerso nei ricordi tenta invano di prenderne le distanze. Due ex internati di un campo di sterminio nazista si confrontano con i loro incubi. Un’archeologa nella Vienna di inizio Novecento si accinge alla Discesa agli Inferi. Un bambino con l’aiuto di un santo protettore prepara la vendetta contro il drago di ferro. Alla fine una breve e ironica riflessione autobiografica. Personaggi che vivono la propria storia investiti e a volte travolti dalla grande Storia, accomunati da una strenua lotta per difendere ciò che li rende profondamente umani.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Andrea Chimenti è nato a Reggio Emilia e dal 2015 vive a Verona. Ha realizzato numerosi album musicali e colonne sonore dagli anni Ottanta a oggi, collaborando con musicisti internazionali e sperimentando diversi ambiti creativi. Ha inoltre curato la direzione artistica di numerose installazioni per Culturanuova, in occasione di mostre dedicate ai grandi restauri. Dopo la pubblicazione di alcuni racconti esordisce nel 2014 per Zona edizioni con il romanzo “Yuri”. Del 2021 è la prima edizione de “L’organista di Mainz”, poi pubblicato in una nuova veste e con tre racconti inediti da Lorusso Editore.

 

 

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Maddalena Mantovani presenta il thriller “Prima la voce” https://agenziastampa.net/2023/06/14/maddalena-mantovani-presenta-il-thriller-prima-la-voce/ Wed, 14 Jun 2023 13:12:46 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58309

La telefonata proveniente da un Commissariato di Polizia irrompe nella vita di Emma, studentessa universitaria alle prese con una tesi di laurea sul Caravaggio, e la costringe a partire immediatamente per Roma. La dottoressa Damiani, donna stravagante giunta ormai a fine carriera, sta indagando sulla morte di Caterina Leonardi, moglie di Jacopo Doschi, dal quale Emma aspetta un figlio. Nel corso dei colloqui con il commissario, la ragazza ripercorre gli ultimi mesi vissuti con l’uomo del quale si è innamorata, mentre nel suo animo affiorano dubbi e angosciosi timori.

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Maddalena Mantovani – “Prima la voce”

 

Maddalena Mantovani presenta un coinvolgente romanzo thriller a tinte rosa, in cui si narra dell’assassinio di una donna dell’alta società. La storia è scandita da un susseguirsi di interrogatori da parte di un acuto e stravagante commissario di polizia, e da una serie di flashback che aiutano a dipanare l’intricata matassa di una vicenda dai complessi risvolti, dove tutti sembrano nascondere una parte della verità.

 

Casa editrice: Parallelo45edizioni

Collana: Terzo Grado

Genere: Thriller

Pagine: 216

Prezzo: 13,00 €

 

«Emma si ritrovava su quello stesso binario attorniata dal caos della stazione di Roma Termini, mentre le parole “cadavere” e “omicidio”, pronunciate dall’ispettore di Polizia che l’aveva chiamata la sera prima, le martellavano ancora nella testa. L’assenza di Jacopo ad aspettarla accentuò la sua inquietudine e non poté far altro che arrendersi alla desolazione di quel momento, che la faceva sentire un’anima sola, circondata da una moltitudine di volti estranei»

 

“Prima la voce” di Maddalena Mantovani è un thriller intrigante e dal buon ritmo in cui, accanto alla narrazione delle indagini per scoprire il colpevole di un omicidio, si affianca il racconto di un’intensa storia d’amore. Emma è una studentessa universitaria ventiseienne; impegnata in una tesi di laurea su Caravaggio, si reca a Roma per osservare da vicino due dipinti del celebre pittore, ospitati nella pinacoteca di un antico palazzo di proprietà di una famiglia dalla storia centenaria, i Doschi. Il suo primo incontro con Jacopo Doschi avviene in un modo singolare, ed è raccontato in uno dei significativi flashback contenuti nell’opera: ella conosce la voce dell’uomo ben prima del suo aspetto, perché egli narra i segreti della sua storica dimora nell’audioguida che viene consegnata ai visitatori. La giovane rimane profondamente affascinata dal suo timbro pacato e avvolgente ma purtroppo, a causa di un piccolo incidente dovuto a un tappeto posizionato male, ella è costretta a interrompere la sua visita e a recarsi al pronto soccorso. Emma viene poi invitata dallo stesso Jacopo a terminare il suo giro turistico, questa volta con lui in persona come guida. È l’inizio della loro storia d’amore; dopo sei mesi Emma è già felicemente incinta ma un evento rischia di distruggere il suo sogno: colei che è ormai l’ex moglie di Jacopo viene trovata uccisa nella sua lussuosa casa, e lui è uno dei principali sospettati.

Maddalena Mantovani si destreggia abilmente tra la narrazione presente e una serie di flashback per raccontare delle indagini per scoprire il colpevole di questo omicidio avvenuto nella Roma bene; a condurle è il commissario di polizia Damiani, una donna eccentrica ma molto intelligente e tenace. Colpisce in particolare il modo in cui gestisce gli interrogatori: ella sembra costantemente distratta eppure non le sfugge niente, e ha un fiuto eccezionale anche per le menzogne meglio congegnate. I primi a venire torchiati sono Emma, Jacopo e i suoi due fratelli, a cui si aggiungeranno tutti coloro che hanno avuto un contatto con la vittima nelle sue ultime ore.

Ogni personaggio è tratteggiato con cura e gli viene conferita ulteriore profondità grazie ai salti nel suo passato, in cui veniamo a conoscenza dei suoi segreti: l’autrice tesse la complessa trama del romanzo facendo in modo che ognuno possa avere un movente per l’omicidio, e ciò contribuisce a rendere questa vicenda affascinante e avvincente. Si aggiungono ai meriti dell’opera l’attenzione per i temi dello stalking e della violenza sulle donne, e i riferimenti alla storia dell’arte e in particolare ai suggestivi e oscuri dipinti del Caravaggio.

 

SINOSSI DELL’OPERA. La telefonata proveniente da un Commissariato di Polizia irrompe nella vita di Emma, studentessa universitaria alle prese con una tesi di laurea sul Caravaggio, e la costringe a partire immediatamente per Roma. La dottoressa Damiani, donna stravagante giunta ormai a fine carriera, sta indagando sulla morte di Caterina Leonardi, moglie di Jacopo Doschi, dal quale Emma aspetta un figlio. Nel corso dei colloqui con il commissario, la ragazza ripercorre gli ultimi mesi vissuti con l’uomo del quale si è innamorata, mentre nel suo animo affiorano dubbi e angosciosi timori.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Maddalena Mantovani (1973) è laureata in giurisprudenza e lavora nella Pubblica Amministrazione. Ama, in modo particolare, viaggiare, leggere, scattare fotografie e collezionare segnalibri. Vive a Verona e scrive racconti fin da quando era un’adolescente. “Prima la voce”, edito da Parallelo45edizioni, è il suo romanzo d’esordio.

 

 

 

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Ucraina: un anno di guerra con 145mila profughi in Italia. Il grido di dolore delle donne: “il 24 febbraio iniziato è l’inferno” https://agenziastampa.net/2023/06/14/ucraina-un-anno-di-guerra-con-145mila-profughi-in-italia-il-grido-di-dolore-delle-donne-il-24-febbraio-iniziato-e-linferno/ Wed, 14 Jun 2023 13:12:46 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58347

Nel libro del giornalista Poletti il conflitto con testimonianze di persone accolte a Milano da Progetto Arca: «Tutti devono conoscere questo orrore, fondamentale l’ascolto di chi l’ha vissuto direttamente».

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«Chiudo gli occhi e penso alla mia famiglia, ai miei figli prima di tutto e, poi, ai miei genitori. Il 24 febbraio 2022 è stato l’inizio della fine». È la testimonianza di Caterina, una delle profughe ucraine scappate dalla guerra e ospitate nei centri di accoglienza di Fondazione Progetto Arca a Milano. Insieme a lei c’è Aliona: «Ogni volta che “inciampo” in un telegiornale è come tornare al 24 febbraio 2022, quando la casa iniziò a tremare e una bomba cadde a poche vie da noi. Quel giorno è iniziato l’inferno».

Sono due delle voci femminili presentate dal giornalista Filippo Poletti nel libro “Ucraina: grammatica dell’inferno” edito Lupetti: la maggior parte dei profughi sono donne fuggite in Italia con i figli. Il volume, introdotto dal console generale d’Ucraina a Milano Andrii Kartysh, ricostruisce l’anno della “permaguerra” o “guerra permanente” scatenata in terra ucraina dalla Russia, alternando la cronaca dei fatti al ricordo doloroso delle profughe accolte nel capoluogo lombardo. A firmare le due prefazioni sono il presidente di Fondazione Progetto Arca, Alberto Sinigallia, e il presidente di Fondazione Fiera Milano, Enrico Pazzali: insieme hanno unito le forze per realizzare l’hub di accoglienza di via Sammartini a Milano. La postfazione è stata scritta dal presidente del Centro Studi Esercito e docente di peacekeeping all’università Lateranense, Salvatore Farina, capo di Stato Maggiore dell’Esercito dal 2018 al 2021.

145MILA PROFUGHI ARRIVATI IN ITALIA, PER LO PIÙ DONNE E BAMBINI. “Ucraina: grammatica dell’inferno” presenta le conseguenze che la guerra ha avuto sulla vita delle persone: più di 10 milioni, pari al numero degli abitanti della Lombardia, sono fuggite di casa, di cui 4,8 milioni registrate per la protezione temporanea in Europa e 5,4 milioni sfollate. Oltre 17 milioni hanno avuto bisogno di assistenza.

L’Italia ha accolto 145.829 profughi, l’84 per cento donne e bambini. È un numero rilevante, che, all’incirca, corrisponde alla popolazione di Foggia, Cagliari o a un decimo degli abitanti di Milano. Più del 60 per cento di loro ha trovato rifugio nel nord. Nel 2022 al consolato d’Ucraina a Milano sono state presentate oltre 56mila pratiche con punte di oltre 500 al giorno.

Tra di loro c’è Halyna: «Ho 36 anni: la notizia dell’attacco all’ospedale di Mariupol del 9 marzo 2022 mi ha spinto a lasciare il mio Paese. Ho pensato che se non c’era pietà per i bambini, che sono il futuro, non ci sarebbe stata neanche per me. Ho preso l’essenziale, chiuso la porta e sono scappata in Italia».

TRAGICO BILANCIO IN UCRAINA: UN TERZO DELLE VITTIME CIVILI DELL’AFGHANISTAN. Tragico il bilancio delle vittime civili: secondo l’ultimo dato diffuso il 13 febbraio dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, sono state 18.955. «Se paragoniamo queste perdite a quelle registrate in 20 anni di guerra in Afghanistan – nota Poletti – scopriamo che il conflitto in Ucraina ha fatto più di un terzo di quelle conteggiate tra il 2001 e il 2021».

«Non so quale sia l’obiettivo della Russia: non so se voglia eliminare l’Ucraina, il popolo ucraino o la cultura ucraina, ma so di certo, e l’ho visto e lo rivedo tutte le notti nei miei incubi, che sta uccidendo tante persone», confida Olena a cui fa eco Oksana: «Città che bruciano, persone che non hanno più nulla, corpi accatastati: non riesco più a guardare i telegiornali. Non riesco a vedere i miei connazionali e i luoghi del mio passato andare a fuoco. Così non ce la faccio».

51 RACCONTI DI DISPERAZIONE: 24 FEBBRAIO 2022 INIZIO DELLA FINE. Presentati in 51 grandi racconti, i principali fatti della guerra in Ucraina (dalla strage di Borodyanka a quelle di Bucha, Irpin, Kharkiv, Kramatorsk, Mariupol e Zaporizhzhia) sono commentati dalle profughe tra i 33 e 50 anni, indicate con il solo nome di battesimo così da rispettare la loro richiesta di non diffondere il cognome e renderle riconoscibili: «In Ucraina lavoravano – spiega Poletti, per anni firma delle pagine di cronaca di oltre 15 testate giornalistiche –. C’è chi faceva l’imprenditrice, chi l’ingegnere, chi la farmacista, chi la biologa, chi l’insegnante di danza, chi la traduttrice, chi la cassiera o la commessa, chi l’addetta alla reception. Il 24 febbraio 2022 hanno perso tutto».

Come documenta Irina, mamma di Arina, danzatrice di 15 anni ospitata all’Accademia ucraina di balletto con sede in via Quadronno a Milano, con l’invasione russa la vita degli ucraini è cambiata in un istante e in pochi giorni la maggior parte degli abitanti di Kiev è dovuta fuggire: «Sparavano alle auto sulla strada e l’intera città era ferma ai posti di blocco. Per tre o quattro giorni siamo rimasti in casa e abbiamo sentito solo esplosioni, spari dalla strada e il rumore dei carri armati e dei mezzi corazzati militari che viaggiavano lungo le strade».

IL GRAZIE ALL’ITALIA E IL SOGNO DI UN MONDO GOVERNATO DAI BAMBINI. A scaldare il cuore dei profughi è stata l’accoglienza ricevuta nel nostro Paese: «Grazie: questo è il primo pensiero che mi viene in mente. Grazie all’Italia e all’Europa che dicono di no, in tutti i modi, a questa guerra», confida Giulia.

Anche Aliona racconta la vicinanza del popolo italiano: «Solidarietà: ho sperimento e vissuto questa parola sulla mia pelle. Sono scappata passando da Leopoli e poi, tramite la Polonia, sono arrivata in Italia. Ho sperimentato la corsa alla solidarietà che, quando non hai più nulla, ti porta a sperare in una nuova umanità: un’umanità di vita e non di morte, di pace e non di guerra».

Da Natalia arriva questa proposta rivoluzionaria: «Se il mondo fosse in mano ai bambini, la guerra non esisterebbe. Sono un insegnante di una scuola materna che si trova vicino a Mariupol. Lavoro con i bambini da 18 anni: loro sanno che la guerra è brutta e che basta incrociare le mani e gli sguardi per fare la pace. Il mondo deve essere dei bambini».

FINE DELLA GUERRA LONTANA: COSTRUIAMO PACE E APRIAMO BRACCIA AI PROFUGHI. Dopo il libro intitolato “Grammatica del nuovo mondo” dedicato alla pandemia, Poletti presenta la grammatica dell’inferno ucraino, ossia il “disciplinare dell’orrore dei nostri giorni”: «Purtroppo, la pace è un miraggio – conclude l’autore –. Occorre fare di più a livello internazionale, rinforzando il diritto internazionale, consolidando la sicurezza euro-atlantica e orientando la volontà di Paesi come la Cina e l’India a promuovere la fine del conflitto. Allo stesso tempo, dobbiamo continuare a prenderci cura dei profughi ucraini. Le donne, i bambini e gli uomini ucraini sono con noi, tutti i giorni, dal supermercato ai mezzi pubblici, nelle piazze come nelle vie: fanno parte della nostra comunità. Infine, bisogna continuare a tenere desta l’attenzione sulla guerra: tutti devono conoscere questo orrore, ascoltando le testimonianze di chi vive sulla propria pelle le terribili conseguenze della guerra».

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“L’Incantatrice di numeri”, la prostituzione nell’era del web al centro del romanzo-inchiesta di Maria Bellucci https://agenziastampa.net/2023/06/14/lincantatrice-di-numeri-la-prostituzione-nellera-del-web-al-centro-del-romanzo-inchiesta-di-maria-bellucci/ Wed, 14 Jun 2023 13:12:46 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58361

Il mestiere più antico del mondo al tempo di internet. Maria Bellucci nel suo "L'incantatrice di numeri" fornisce una panoramica sulle figure professionali, spesso celate dietro denominazioni elusive, che offrono sesso a pagamento in rete. Un romanzo - inchiesta che ci mostra lo spaccato sempre attuale di un'Italia perbenista, in un tempo tecnologicamente sviluppato e moralmente arretrato.

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Com’è cambiato il mestiere più antico del mondo al tempo di internet? Lo racconta Maria Bellucci nel suo “L’incantatrice di numeri“, un libro che fornisce una panoramica sulle nuove tendenze e sulle figure professionali, spesso celate dietro denominazioni elusive, che offrono sesso a pagamento in rete.

Maria Bellucci, origini abruzzesi, studi di Lettere e Filosofia, giornalista pubblicista, vive e lavora a Milano. Nel 2016 ha pubblicato “La Bella Costituzione”, un’opera scritta ai tempi del Referendum costituzionale, dove il corpo femminile, negli scatti artistici che affiancano gli articoli e le disposizioni, funge da contenuto e non da contenitore.
“L’incantatrice di numeri” appartiene al genere della narrativa d’inchiesta, cioè a quella forma peculiare di romanzo che si avvicina al giornalismo d’inchiesta per l’oggetto – l’indagine su problematiche sociali, economiche, politiche ed etiche d’attualità, con l’intento di informare e far riflettere il lettore – ma se ne differenzia per lo stile e l’uso di tecniche narrative proprie del romanzo-racconto, nonché per il punto di vista soggettivo ed emozionale.  
Il titolo richiama Ada Lovelace, figlia del poeta Byron e brillante matematica del XIX secolo, definita appunto “Incantatrice dei numeri”. In suo onore, nel 1979, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti chiamò Ada un linguaggio informatico che unificava principi e tecniche provenienti da diversi paradigmi di programmazione. L’autrice ha visto in ciò un nesso con la sua inchiesta che riconduce a un’unità organica il vario mondo della prostituzione vecchia e nuova, in rete, in strada e indoor, sottolineando l’obsolescenza della legge Merlin e la sua inadeguatezza rispetto ai tempi d’oggi. La legge n. 75 del 20 febbraio 1958, nota con il nome della senatrice che la promosse, aboliva la regolamentazione della prostituzione, proponendosi la lotta contro lo sfruttamento dell’amore mercenario.

Protagonista del romanzo è Mia, una giovane donna apparentemente riservata ma passionale, tenace e intuitiva. La giovane, che aspira a fare la giornalista, realizza un’inchiesta sul variegato mondo della prostituzione, indagata sia dal punto di vista dell’offerta, cioè delle donne che la esercitano, sia dal punto di vista della domanda, ovvero dei clienti. Con l’intento, poi trasceso, di realizzare una sorta di “vocabolario” del sesso a pagamento. Per addentrarsi in questo mondo fatto di chat, portali d’incontri a pagamento, siti di annunci, web cam per il sesso virtuale e applicazioni per incontri reali, Mia si infiltra nel mondo delle chat erotiche e dei siti di incontri. Ciò le consentirà di conoscere più da vicino uomini e donne che lo popolano.  
 
Attraverso interviste raccolte o carpite sul campo, Mia delinea un variegato mondo di figure femminili, alcune spinte dalla necessità economica, altre dall’avidità e dall’ambizione, altre ancora dal puro piacere. Puttane, prostitute o prestate, come l’autrice le definisce. Colpiscono, in particolare, le storie tristi di donne che fino a qualche tempo prima avevano una vita e un lavoro normale e che, a causa della crisi economica, del licenziamento del partner o di una malattia in famiglia, sono costrette a prostituirsi per pagare le bollette, le cure o la retta scolastica per i figli. Accanto alle classiche accompagnatrici di alto bordo o alle donne di strada, che il web rischia di lasciare senza lavoro, il mercato del sesso si va popolando di nuove attrici. Come le nigeriane e le donne dell’Est, più economiche delle italiane. O le tante “arrampicatrici sociali” desiderose di affermarsi, pur senza talento, nel campo dello spettacolo o del cinema. E ancora di altre figure che si muovono su un confine più sfumato e ambiguo, quali le wing woman, le tavoline, le web croupier e via dicendo.

I clienti, conosciuti in chat e negli annunci, sono spesso uomini d’affari o manager desiderosi di un’avventura, troppo impegnati o distratti dal lavoro per permettersi una relazione stabile; uomini creduloni e ingenui o, ancora, persone con una vita normale ma dai vizi inconfessabili. Un mondo sommerso, questo, che genera fatturati miliardari. E che sfuggono interamente al fisco per la resistenza morale, e forse anche culturale, dello Stato a normare il fenomeno e a regolamentare il lavoro sessuale. Sul web, infatti, le case chiuse seppur “virtuali” sono sempre aperte. Con buona pace della legge Merlin. Mia, tra confidenze di donne e chat con uomini, conoscerà un uomo addentrandosi in prima persona, per un’unica volta, nel mondo dei sentimenti raggirati.

Una storia intrigante, quella raccontata ne “L’incantatrice di numeri”, che si sovrappone alle storie reali delle donne intervistate. E che ci mostra in filigrana lo spaccato sempre attuale di un’Italia perbenista, in un tempo tecnologicamente sviluppato e moralmente arretrato. 

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Cristiano Longoni presenta il romanzo “Scrivi di noi (del dubbio, del culo e del desiderio)” https://agenziastampa.net/2023/06/14/cristiano-longoni-presenta-il-romanzo-scrivi-di-noi-del-dubbio-del-culo-e-del-desiderio/ Wed, 14 Jun 2023 13:12:46 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58373

È un percorso a ritroso, quello di Al. Un revival della sua costante ricerca della perfezione, del completamento del singolo essere mediante l'altro da sé. Un affannoso viaggio picaresco tra amori solo accennati e altri più profondi, durante i quali il sentimento stesso è destinato a un addio ancor prima di svilupparsi. Perché l'amore, in fondo, non è il mero riempimento della solitudine, bensì è il mezzo per scoprire l'inedito dentro di sé, per fondere il maschile con il femminile in un unicum e, così, poter attuare il cambiamento capace di rendere l'essere altro da sé, di portarlo altrove per mostrargli orizzonti che fino a quel momento erano celati dal velo dell'Io.

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Cristiano Longoni – “Scrivi di noi (del dubbio, del culo e del desiderio)”

 

Lo psicologo e psicoterapeuta Cristiano Longoni presenta un romanzo che invita alla riflessione interiore e al confronto con ciò che c’è al di fuori di noi. È nell’incontro con l’altro da sé, infatti, che si trova la spinta all’evoluzione personale; è nella dimensione della relazione che si comprende davvero quale sia la nostra natura più autentica, il proprio dáimōn, che spesso soffochiamo per non turbare i nostri statici e deleteri equilibri.

 

Casa Editrice: bookabook

Genere: Romanzo di formazione

Pagine: 255

Prezzo: 16,00 €

 

«Forma e funzione, persona e ruolo, ratio e sentimento, fare ed essere, sono le porte della nostra sofferenza, del disagio che quotidianamente culliamo a discapito dell’essenza che ci abita, che ci permettere di vivere. La molteplicità di anime, espressioni, personalità e immagini che costituiscono quel politeismo del sé, di sé, tanto simile a una straordinaria orchestra bisognosa di ogni strumento, ma che si vede costretta, sempre, a poter esprimere una sola voce, un solo suono. Sempre uguale, sempre solito, sempre conosciuto»

 

“Scrivi di noi (del dubbio, del culo e del desiderio)” di Cristiano Longoni è un’opera complessa: non nello stile di scrittura, che risulta essere scorrevole e intrattenente, ma nel modo in cui ci si approccia alle tematiche dell’amore e della ricerca di sé, arricchendo il testo di digressioni colte e di riflessioni intime. L’autore è diretto e crudo nelle sue esternazioni, e dimostra una grande abilità nel gestire la narrazione: ogni parola è ragionata, ogni citazione a filosofi, psicologi e scrittori è pertinente e mai fuori luogo, anzi, contribuisce a far comprendere il suo originale, o meglio inusuale, punto di vista sulla vita e sulle relazioni. Il lettore è sedotto senza possibilità di distogliere l’attenzione: l’autore ci spinge a una lettura immersiva in cui non si è mai appagati e si vuole sempre di più, desiderando ardentemente arrivare al termine del viaggio, a quella “Fine” così importante per Cristiano Longoni, che cela in sé la comprensione del proprio io attraverso l’esperienza con l’altro – «Inizia a leggere senza cercarne il senso, vagando tra una frase e un’altra per scoprire alla fine ciò che forse avevi già capito. E la Fine allora sarà solo la conferma. Buon viaggio».

L’autore presenta la storia di Al, che in una prima persona brutalmente onesta si racconta e si analizza attraverso le storie d’amore con le sei donne che sono state più importanti per lui, oltre alla prima, sua madre: sei archetipi femminili con cui ha confrontato, confermato o messo in crisi la sua identità e le sue credenze. L’amore in questo romanzo non è inteso solo banalmente come il sentimento che unisce due persone che decidono di percorrere un tratto di strada insieme ma come un potente mezzo per arrivare alla coscienza di sé e del proprio personale, differente e unico posto nel mondo. Al si mette sempre in discussione, perché «hai vissuto ogni volta che ti sei stupito di te stesso. Hai perso tempo tutte le volte che rafforzavi le tue certezze», e crea un dialogo continuo e attivo con il lettore, che non può non ripensare anche al suo cammino esistenziale, alle sue scelte e alle sue mancanze. È un intenso viaggio nell’interiorità di Al, che si riflette all’esterno e viceversa, gestito con un flusso di coscienza che a volte erutta come un vulcano, mentre in altri momenti veicola una pacata consapevolezza; è un percorso di cambiamento vissuto passo dopo passo, caduta dopo caduta, mentre il protagonista rompe una dopo l’altra tutte quelle catene autoimposte o imposte dalla società, per essere finalmente libero.

 

SINOSSI DELL’OPERA. È un percorso a ritroso, quello di Al. Un revival della sua costante ricerca della perfezione, del completamento del singolo essere mediante l’altro da sé. Un affannoso viaggio picaresco tra amori solo accennati e altri più profondi, durante i quali il sentimento stesso è destinato a un addio ancor prima di svilupparsi. Perché l’amore, in fondo, non è il mero riempimento della solitudine, bensì è il mezzo per scoprire l’inedito dentro di sé, per fondere il maschile con il femminile in un unicum e, così, poter attuare il cambiamento capace di rendere l’essere altro da sé, di portarlo altrove per mostrargli orizzonti che fino a quel momento erano celati dal velo dell’Io.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Cristiano Longoni (Milano, 1973) vive e lavora principalmente a Novara. Psicologo, psicoterapeuta e psicologo dello sport, ha ideato il Paradigma Inusuale, una metodologia di pensiero applicata in ambito clinico, sanitario e sportivo. Inoltre, è stato uno dei primi a occuparsi di Psicologia delle cure palliative e a essere riconosciuto come psicologo dello sport da squadre di calcio e volley di Serie A. È cofondatore del Centro Studi Temenos, dove lavora come libero professionista. È autore de “Il Patibolo del Buonsenso” (1998).

 

 

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Rosario Rito presenta la raccolta di poesie “L’isola misteriosa” https://agenziastampa.net/2023/06/14/rosario-rito-presenta-la-raccolta-di-poesie-lisola-misteriosa/ Wed, 14 Jun 2023 13:12:46 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58375

A che serve saper parlare se non sai cosa dire? Saper camminare se non sai dove andare? Aver il dono della vista se non sai cosa osservare? Ogni poesia di Rosario è una fonte di acqua fresca in un mondo sempre più arido. Se il foglio bianco è il suo amico più caro e la stanza di Saro il suo mondo, è anche vero che ogni suo foglio, ogni sua parola, ogni opera che esca da quel foglio bianco e da quella stanza meriterebbe fiumi di inchiostro. Ascoltata la tua anima, cammina col suo silenzio, cura le sue ferite.

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Rosario Rito – “L’isola misteriosa”

 

Rosario Rito presenta un’emozionante raccolta di poesie in cui esprime tutto il suo bisogno di comunicare con il mondo esterno, di farsi amare e accettare. L’autore, che ha spesso avuto a che fare con l’intolleranza e l’aridità della gente, ritorna con quest’opera a parlare di diversità e di inclusività, sottolineando il potere salvifico dell’amore.

 

Genere: Raccolta poetica

Pagine: 90

Prezzo: 9,99 €

Codice ISBN: 9791222061801

 

«Ho paura. Portami via perché questa società mi guarda con occhi disumani»

 

“L’isola misteriosa” di Rosario Rito è la nuova raccolta poetica di un autore che va sempre dritto al punto, e che combatte per isolare la propria voce dallo sterile frastuono che purtroppo ci circonda. Disabile fin dalla nascita, a causa di un utilizzo errato del forcipe al momento del parto che gli ha provocato una paresi spastica, non si è mai fatto fermare dalle sue limitazioni fisiche e ha offerto al mondo i suoi doni sotto forma di delicate raccolte di poesie e di interessanti saggi. Da sempre impegnato a demolire i pregiudizi intorno alla disabilità, ha proposto opere che narrano di condivisione e di amore per il prossimo, di accettazione e di comprensione.

Anche nella sua ultima raccolta poetica torna sugli argomenti che gli stanno più a cuore per restituirci delle liriche oneste ed evocative, in cui si parla di vita, d’amore, di sofferenza e di solitudine. Sono componimenti semplici e diretti ma mai banali, in cui può accadere che le emozioni negative siano raccontate con parole piene di luce, perché l’autore ha imparato ad accettare ogni sfumatura dell’esistenza e a trarne il meglio. A volte, certo, subentra la disperazione e la rassegnazione, come testimoniano alcune toccanti liriche, ma c’è comunque una speranza di fondo che avvolge le frasi del poeta, rendendole consolatorie per chi le legge.

L’opera si apre con una intensa introduzione di Maria Teresa Sirgiovanni, profonda conoscitrice del lavoro dell’autore, a cui riserva parole di stima e di apprezzamento: «Dalle sue poesie emerge un uomo dai poliedrici meriti: forza d’animo, volontà, speranza, desiderio di comunità, di vivere nella normalità, di assaporare il vivere quotidiano, l’amicizia, gli amori, gli affetti. Dal suo “trono a rotelle” Saro ci insegna tanto. Soprattutto, ci insegna il valore della diversità nella normalità. Una testimonianza di vita che pervade tutte le sue poesie e i suoi scritti. È una fonte di acqua fresca in un mondo sempre più arido».

Rosario Rito presenta una raccolta di poesie in cui si fotografa l’anima, nei suoi lati in luce e anche in quelli in ombra; un’opera per riflettere e meditare, e per ricordarsi che noi esseri umani siamo accomunati dallo stesso sentire, e dallo stesso bisogno di amare e di essere amati.

 

SINOSSI DELL’OPERA. A che serve saper parlare se non sai cosa dire? Saper camminare se non sai dove andare? Aver il dono della vista se non sai cosa osservare? Ogni poesia di Rosario è una fonte di acqua fresca in un mondo sempre più arido. Se il foglio bianco è il suo amico più caro e la stanza di Saro il suo mondo, è anche vero che ogni suo foglio, ogni sua parola, ogni opera che esca da quel foglio bianco e da quella stanza meriterebbe fiumi di inchiostro. Ascoltata la tua anima, cammina col suo silenzio, cura le sue ferite.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Rosario Rito (Vibo Valentia, 1958) è affetto da paresi spastica, per complicazioni con il forcipe avvenute durante il parto. Inizia a scrivere da giovanissimo; tra i suoi lavori si ricordano: le raccolte di poesie “Fratello” (1981), “Momenti” (1983), “Ciao Amico” (1999) e “Fratello, ti confido i miei momenti” (1999), la commedia teatrale in tre atti “Sete di uguaglianza” (1994) e i saggi “Gesù il Pescatore” (Luigi Pellegrini, 2010), “Labirinti 1. Funzioni e destrezza soggettiva tra scontato e cogito” (Europa Edizioni, 2016) ed “Educarsi alla disabilità”, la cui prima stampa avviene nel 2001 e a vent’anni precisi, nel 2021, viene ripubblicata in versione ebook e cartaceo.

 

 

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“Il potere della Congrega”, Fabio Barbonaglia torna in libreria con il secondo volume della trilogia urban fantasy https://agenziastampa.net/2023/06/14/il-potere-della-congrega-fabio-barbonaglia-torna-in-libreria-con-il-secondo-volume-della-trilogia-urban-fantasy/ Wed, 14 Jun 2023 13:12:46 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58405

Dopo “Il dominio della Congrega”, continuano le appassionanti avventure del giovane Cassian Larbon tra squarci metropolitani, antiche leggende e intrighi ricchi di suspance

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Vercelli – Il potere della Congrega di Fabio Barbonaglia è l’atteso sequel di un testo che ha già conquistato i lettori con un’avvincente saga urban fantasyIl dominio della Congrega, il mitico viaggio del giovane Cassian Larbon tra mondi contemporanei animati da straordinarie creature, antichi simbolismi e leggende secolari. La Congrega è il fulcro dell’epopea che lo scrittore vercellese immagina al governo di Capitalis, una città dalle mille bellezze architettoniche che pulsa nel sottosuolo di Torino, riconosciuto centro di magici triangoli metropolitani. Si tratta di una comunità segreta che usa l’energia cosmica cioè la differenza di potenziale tra polo positivo e polo negativo, emblemi di bene e male, per la realizzazione e l’uso di incantesimi, armi prodigiose e pozioni magiche.

 

Già dal primo tomo della trilogia, la vita della Congrega è sconvolta dalla comparsa di un’oscura profezia riportata nelle pagine di tre libri gemelli, veri e propri artefatti realizzati con scaglie argentate di drago. Una fazione rinnegata del gruppo che costituisce la Resistenza fa di tutto per impedire che la profezia giunga a Capitalis. Così si dipanano due vicende parallele: quella del protagonista Cassian, che dal sud dell’Inghilterra si sposta verso Torino e, nonostante il furto di uno dei libri, riesce a portare con sé il testo della profezia accompagnato dall’ispettore dell’Interpol Justine Thompson e dalla mitica spada Durindarda; quella di Deomor, boia della Congrega che, ingannato dai membri della Resistenza, distrugge un tomo gemello e va alla ricerca di un’altra scaglia di drago per creare un nuovo libro.

Ne Il potere della Congrega Cassian e Justine, tra molteplici peripezie e grande temerarietà, riusciranno a far giungere a Capitalis la famosa profezia salvata da Padre Garrison nella lettera d’addio al ragazzo. Si tratta di un testo in versi di difficile interpretazione. Solo il bibliotecario della Congrega saprà chiarire l’arcano messaggio e svelarne il conseguente scenario apocalittico. Contemporaneamente Deomor, insieme a fortuiti quanto esperti compagni di disavventure, si troverà ad affrontare le sue più profonde paure nella morsa di un fatale inganno.

Fabio Barbonaglia è il sagace autore dell’epopea di Cassian Larbon, che terminerà con l’ultimo tomo della trilogia dal titolo Il destino della Congrega. Ingegnere esperto in gestione qualità, ambiente e sicurezza aziendali, fin da ragazzo si è nutrito delle storie dei grandi autori di genere fantasy. Appassionato di giochi di ruolo e collezionista di armi bianche, giunge naturalmente all’urban fantasy con un ricco bagaglio inventivo e narrativo.

Suspance è la parola chiave di questo secondo libro della saga di Barbonaglia. I personaggi si muovono in una catena di eventi a sorpresa, sempre a caccia di nuovi obiettivi e inseriti in enigmi da svelare. Diversi gli elementi fantastici nell’immaginario de Il potere della Congrega, come pure i riferimenti a testi antichi e a fonti artistiche di natura variegata, che lo rendono caleidoscopico e carico della tensione indispensabile per giungere a un cliffhanger già annunciato. Un’attenta tavolozza psicologica delinea i personaggi conferendo loro sentimenti e intuizioni che agli occhi del lettore li rendono complici e vicini a un certo realismo spesso poco contemplato dal genere fantasy. Di fatto il tono urban, che si muove tra stratificazioni metropolitane, attentati terroristici e squarci di cultura contemporanea nell’incessante scorrere del tempo, conferisce al testo e in generale a tutta la saga quel tratto di umanità che la fa prossima a ciò che di straordinario può accadere nella vita di ogni giorno.

 

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Gabriele Fluca presenta il romanzo rosa “L’amore che volevi” https://agenziastampa.net/2023/06/14/gabriele-fluca-presenta-il-romanzo-rosa-lamore-che-volevi/ Wed, 14 Jun 2023 13:12:45 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58470

Inguaribile sognatrice, Amanda crede nell’amore e vuole abbattere la distanza che la separa dal suo fidanzato, Ludovico, con il quale ha, da parecchi mesi, una relazione a distanza. Il suo desiderio di vivere un rapporto normale e veder crescere un sentimento che “non ha mai avuto prima” le dà il coraggio di trasferirsi a Milano. La sua speranza è di veder coronato il suo sogno d’amore, il suo timore che tale cambiamento possa vederlo andare in pezzi.

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Gabriele Fluca – “L’amore che volevi”

 

Gabriele Fluca presenta un romanzo appassionante in cui esprime in maniera profonda e completa la sua visione dell’amore e della vita. L’autore racconta la storia di Amanda, una giovane in cerca dell’amore con la “a” maiuscola; un incontro speciale le permette di vivere la favola tanto a lungo desiderata ma arriverà anche il momento di fare i conti con la realtà.

 

Casa Editrice: Abrabooks Editore

Collana: Narrativa

Genere: Romanzo rosa

Pagine: 110

Prezzo: 14,00 €

 

«Ho sempre desiderato una storia come nelle favole, ma non avrei mai pensato di trovarla a chilometri di distanza»

 

“L’amore che volevi” di Gabriele Fluca è un emozionante romanzo rosa che ha come protagonista una ragazza di vent’anni insicura e romantica, Amanda, il cui desiderio più grande è di innamorarsi e di essere ricambiata. Non avrebbe mai potuto immaginare di trovare l’amore sui social, e a molti chilometri di distanza da lei: Amanda conosce Ludovico, e tutto il suo mondo cambia in un attimo. Dopo mesi di frequentazione virtuale in cui il loro rapporto va a gonfie vele, la protagonista decide di compiere un atto di coraggio: trasferirsi da Trieste e Milano, città in cui risiede Ludovico, per poter finalmente vivere il loro amore l’uno vicino all’altra; l’unico problema è che lui non è a conoscenza della sua scelta. Amanda si iscrive alla facoltà di Filosofia e inizia ad ambientarsi nel capoluogo lombardo senza avvertire Ludovico; dopo ben quattro mesi non ha ancora rivelato la sua presenza, per il timore di avere una reazione negativa da parte del ragazzo – «Nella sua testa viaggiava la paura di non essere abbastanza, di aver, nella distanza, corso troppo e una volta vicini non riuscire a sentire le stesse sensazioni profonde che aveva quando a separarli erano parecchi chilometri». La sua coinquilina, Fiona, una giovane grintosa e diretta, cerca di convincerla a vincere le sue angosce: meglio esporsi e dire la verità, accettandone le conseguenze, che vivere nel dubbio e soffrire eternamente.

Gabriele Fluca ci permette di entrare nel cuore della sua intensa protagonista raccontandoci i suoi tormenti; Amanda è molto fragile e insicura a causa delle sue precedenti relazioni fallimentari, e con Ludovico non vuole sbagliare niente: sente che è arrivato il momento di godersi con lui tutto l’amore che merita, e di essere felice. Alla fine è il destino a decidere per loro: i due ragazzi si incontrano per caso, e Amanda può finalmente essere la protagonista della sua favola. Quanto ci metterà però la vita a complicare tutto?

In questo delicato romanzo si parla di quell’amore che solo i giovani hanno il privilegio di concedersi: un sentimento totalizzante, impulsivo e meravigliosamente folle, che spinge a superare ogni limite senza pensare alle conseguenze e ai rimpianti. Amanda pagherà caro il prezzo di questo amore, come succede a tutti prima o poi, ma in cambio riceverà una più profonda consapevolezza di sé stessa.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Inguaribile sognatrice, Amanda crede nell’amore e vuole abbattere la distanza che la separa dal suo fidanzato, Ludovico, con il quale ha, da parecchi mesi, una relazione a distanza. Il suo desiderio di vivere un rapporto normale e veder crescere un sentimento che “non ha mai avuto prima” le dà il coraggio di trasferirsi a Milano. La sua speranza è di veder coronato il suo sogno d’amore, il suo timore che tale cambiamento possa vederlo andare in pezzi. Ed è qui, nel capoluogo lombardo, che fa la conoscenza di Fiona, ragazza intraprendente e presto sua fedele amica, che sarà per lei un valido supporto su cui poter contare. Amanda si ritrova così a vivere una felicità nuova, immersa in quella fantasia finalmente divenuta realtà e che pare non possa essere distrutta da nulla. Ma quando Lucrezia, ex fidanzata di Ludovico, fa ritorno nella sua città e nella sua vita, per lui e per Amanda tutto diventa complicato e diverso da come lo avevano immaginato. La strada verso il lieto fine non è libera da ostacoli e starà ad Amanda e Ludovico percorrerla fino in fondo.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Gabriele Fluca (Monfalcone, 2001) è diplomato in Logistica e Trasporti e nel 2019 inizia ad appassionarsi alla scrittura, componendo le prime poesie e i primi pensieri per poi condividerli attraverso la sua pagina Instagram. Pubblica in self-publishing un libro di poesie intitolato “È di notte”, per il quale ottiene riscontri positivi; “L’amore che volevi” è il suo romanzo d’esordio.

 

 

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Andrea Fiore presenta il romanzo “Sulle trecce dell’assassino (semi-serial thriller)” https://agenziastampa.net/2023/06/14/andrea-fiore-presenta-il-romanzo-sulle-trecce-dellassassino-semi-serial-thriller/ Wed, 14 Jun 2023 13:12:45 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58467

La storia prende le mosse da un inquietante omicidio commesso da Giuseppy’s, il più rinomato salone d’acconciature uomo donna bambino di Gravetown. L’uomo con le fitte trecce, che si è appena seduto a turno, viene soffocato con una extension durante un brevissimo black-out e ritrovato completamente rasato quando torna la luce nello sgabuzzino delle scope, avvinghiato al garzone del salone. L’assassino non ha lasciato trecce! Vengono incaricati delle indagini Peter Haddock, pingue e rozzo ispettore del quarantatreesimo distretto di polizia e il suo assistente Dan Parrish. Tra scarsissimi indizi, un tragico errore virtuale di città e tantissimi personaggi grotteschi, ciascuno dei quali ben avrebbe potuto commettere l’omicidio, i due si muoveranno faticosamente, in compagnia di una bellissima agente in affiancamento, verso l’insospettabile verità.

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Andrea Fiore – “Sulle trecce dell’assassino (semi-serial thriller)”

 

Andrea Fiore presenta un esilarante romanzo giallo da lui stesso definito “semi-serial thriller”: l’autore, infatti, è solito scrivere storie demenziali e grottesche in cui vi sono dei brillanti giochi di parole. In questa vicenda seguiamo le indagini dell’ispettore Peter Haddock e del suo assistente Dan Parrish, impegnati a risolvere un omicidio a sfondo tricologico.

 

Casa Editrice: PandiLettere Edizioni

Collana: Zafferano

Genere: Giallo umoristico

Pagine: 261

Prezzo: 16,50 €

 

«Il sabato pomeriggio Haddock & Parrish lo trascorrevano al cinema, da quando l’ispettore tempo addietro, per una mera svista, aveva acquistato due abbonamenti decennali a Traumi dell’anima, un cineforum di cinquecentoventi noiosissimi film spaccamaroni, stile Anima letale o Il Collezionista di Ossian. Sulla locandina c’era scritto chiaro e tondo cinema d’essai, ma il pingue poliziotto, forse tradito dalla fame, aveva letto dessert»

 

“Sulle trecce dell’assassino (semi-serial thriller)” di Andrea Fiore è un giallo umoristico-grottesco accompagnato dalle divertenti illustrazioni di Fabiana Castellani, presenti a ogni apertura di capitolo. L’autore propone un romanzo ironico, dissacrante e dal buon ritmo, in cui sono incastonati come perle preziose degli ingegnosi giochi di parole, come si può evincere già dal titolo dell’opera. La storia raccontata è ad alto tasso di nonsense ma ciò non significa che abbia poco valore, anzi: Andrea Fiore è molto abile nel caratterizzare i suoi personaggi, che risultano vibranti di vita; la trama, inoltre, benché consapevolmente illogica in molti punti, nella sua orizzontalità porta avanti il mistero di un omicidio ai danni di un uomo dalle lucenti trecce presentando indizi coerenti, mostrando le interessanti indagini degli incaricati al caso – l’ispettore Peter Haddock e il suo assistente Dan Parrish – e arrivando a un epilogo che, seppur surreale, ha un suo senso e ragione d’essere, come in ogni romanzo giallo che si rispetti.

Andrea Fiore strappa al lettore delle sonore risate mentre racconta di un assurdo e complesso omicidio, in cui l’assassino «non ha lasciato trecce sulla scena del crine»; tutto avviene da Giuseppy’s, il più famoso e frequentato salone d’acconciature della città di Gravetown: un uomo dall’aspetto distinto chiede al proprietario di tagliare le sue lunghe trecce nere ma mentre il barbiere sta iniziando la sua opera la luce va via per qualche secondo. Nella totale oscurità accade un evento delittuoso, e al riaccendersi della luce l’uomo delle trecce viene trovato morto nello sgabuzzino delle scope, strozzato da una extension; è ora completamente calvo e le sue belle trecce sono scomparse. Chi sarà stato a compiere tale scempio? Peter Haddock e Dan Parrish – di ritorno da una fallimentare esercitazione in cui si sarebbero dovuti recare a Pechino per sventare un attacco nucleare e invece, per un errore di calcolo, si sono ritrovati a Pachino, in Sicilia, in mezzo a un campo di pomodori – sono incaricati di interrogare i clienti del salone d’acconciature, i quali sembrano avere tutti qualcosa da nascondere; purtroppo, però, i due buontemponi si ritrovano in una vera e propria gabbia di matti.

Tra situazioni paradossali e giochi di parole tricologici, tra buffi approcci amorosi e password scritte in posti discutibili, si dipana una storia che avvince dalla prima all’ultima pagina, con un finale soddisfacente in cui tutti i nodi verranno al pettine!

 

SINOSSI DELL’OPERA. La storia prende le mosse da un inquietante omicidio commesso da Giuseppy’s, il più rinomato salone d’acconciature uomo donna bambino di Gravetown. L’uomo con le fitte trecce, che si è appena seduto a turno, viene soffocato con una extension durante un brevissimo black-out e ritrovato completamente rasato quando torna la luce nello sgabuzzino delle scope, avvinghiato al garzone del salone. L’assassino non ha lasciato trecce! Vengono incaricati delle indagini Peter Haddock, pingue e rozzo ispettore del quarantatreesimo distretto di polizia e il suo assistente Dan Parrish. Tra scarsissimi indizi, un tragico errore virtuale di città e tantissimi personaggi grotteschi, ciascuno dei quali ben avrebbe potuto commettere l’omicidio, i due si muoveranno faticosamente, in compagnia di una bellissima agente in affiancamento, verso l’insospettabile verità.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Andrea Fiore (Catania, 1963) scrive gialli di stampo grottesco demenziale, aforismi e divertenti storielle presenti in numerose collane di racconti. Il tutto, stressando la lingua italiana con spericolati giochi di parole. Coltiva anche la passione per i format radiofonici e televisivi, conducendo programmi d’attualità e intrattenimento. Nel 2009 ha vinto il premio nazionale Giri di parole con il racconto “Lo stretto indispensabile”. Sempre nel 2009 ha pubblicato il suo primo semi-serial thriller, “Morte, ricotta e Mascarpone”, e nel 2011 “L’elettricista suona sempre 220 volt”, con cui ha vinto il Premio Letterario Akadèmon. Nel 2013 il suo racconto “Assassinio in corso d’opera” è stato inserito nella raccolta nazionale di racconti brevi I colori dell’estate – Giallo. Infine, nel 2019 ha pubblicato la raccolta di racconti estemporanei “Scrivere mi diverte, leggermi un po’ meno”.

 

 

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Giovanni Boschetti presenta l’opera “Le sette porte. Il sogno di un amore” https://agenziastampa.net/2023/06/14/giovanni-boschetti-presenta-lopera-le-sette-porte-il-sogno-di-un-amore/ Wed, 14 Jun 2023 13:11:43 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58570

Un romanzo, unione di tre racconti. Due voci, che portano avanti una storia spezzata e unitaria al tempo stesso. Quella dell’amore e della vita che si intrecciano, e non solo: perché la vita e la spiritualità fanno lo stesso. Difficile stabilire tra loro il confine, che sta proprio nel passaggio di consegne da una dimensione all’altra, che avviene sotto il segno dell’amore. Il desiderio, il bisogno, la ricerca, che si tramutano, come in una fiaba, nel sogno di un Amore. In ultimo, l'avvicinamento all'Amore supremo: quello di Dio. Attraverso le sette porte che a lui conducono.

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Giovanni Boschetti – “Le sette porte. Il sogno di un amore”

 

Giovanni Boschetti presenta un’opera dall’originale struttura narrativa, in cui rievoca momenti di vita vera ed esperienze vissute, contornate da un alone di mistero. Tra autobiografismo e finzione, una storia profondamente spirituale che parla dell’Amore assoluto, arricchita da domande e da possibili risposte su cosa vi è oltre l’esistenza. Sullo sfondo della vicenda, i pensieri dei teologi e filosofi russi Pavel Evdokimov e Pavel Florenskij.

 

Casa Editrice: BastogiLibri

Collana: Percorsi Narrativi

Genere: Narrativa contemporanea

Pagine: 240

Prezzo: 16,00 €

 

«Chiudete gli occhi, immaginate un mondo sconosciuto e parallelo, dove lasciare spazio alla fantasia. Riapriteli, e una sublime Visione avvolgerà la mente e riempirà i vostri cuori»

 

“Le sette porte. Il sogno di un amore” di Giovanni Boschetti è un romanzo parzialmente autobiografico che poi si tramuta in un’affascinante narrazione simbolica, in cui l’autore esprime la sua visione dell’amore e del mondo oltre la vita. L’opera è divisa in tre parti; nella prima si racconta dell’infanzia e dell’adolescenza di Giovanni Boschetti, vissuta nella fede più genuina e appassionata, nella seconda si narra di un incontro prodigioso che permetterà al narratore/protagonista di ricongiungersi con ciò che aveva perso e di compiere un cammino importante, alla ricerca di ciò che si troverà nella terza parte: il mistero supremo, quello che tutti noi aneliamo, se pur in modi differenti.

Questa storia visionaria e introspettiva, perfettamente divisa tra autobiografismo, racconto di fantasia e narrazione di matrice spirituale, ha come preziosa cornice la devozione dell’autore e il mondo invisibile di Dio, di sua Madre, degli Angeli e dei Santi, che lo hanno accompagnato per tutta la vita, anche quando se ne era distaccato in un difficile periodo della sua esistenza. Particolarmente degna di nota è la parte dell’opera in cui si entra in territori misteriosi: è l’Arte Sacra delle Icone – di cui Giovanni Boschetti è un profondo conoscitore, in particolare delle antiche Icone russe – a fungere quasi da portale verso questa sezione della storia in cui avviene l’incontro con l’Amore terreno più puro, unico e vero tramite con il divino. In brevi e significativi paragrafi sperimentiamo la potenza delle immagini veicolate dall’autore, le toccanti testimonianze di fede, i ricordi affettuosi delle persone che ha amato, e ci immergiamo nelle citazioni a teologi, filosofi e versi biblici. E in ultimo, dopo un rivolgimento della trama sconvolgente e poetico, assistiamo nell’epilogo a un racconto evocativo in cui oltrepassiamo insieme al protagonista le sette porte che lo condurranno verso la dimensione ultima, verso l’Amore assoluto – «Ero entrato a far parte di un Corpo unico. Ero giunto alla Divinizzazione dell’uomo».

Giovanni Boschetti presenta un’opera complessa e in un certo modo fuori dal tempo, in cui ci offre la sua prospettiva sull’umanità, osservata sia nella sua naturalità che nella sua spiritualità; il suo scopo ultimo è quello di risvegliare il pensiero sopito degli esseri umani: annichiliti da un mondo arido, meschini ed egoisti, tristemente attaccati a valori inautentici.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Un romanzo, unione di tre racconti. Due voci, che portano avanti una storia spezzata e unitaria al tempo stesso. Quella dell’amore e della vita che si intrecciano, e non solo: perché la vita e la spiritualità fanno lo stesso. Difficile stabilire tra loro il confine, che sta proprio nel passaggio di consegne da una dimensione all’altra, che avviene sotto il segno dell’amore. Il desiderio, il bisogno, la ricerca, che si tramutano, come in una fiaba, nel sogno di un Amore. In ultimo, l’avvicinamento all’Amore supremo: quello di Dio. Attraverso le sette porte che a lui conducono. Simmetrie, cicliche e significative, tratteggiano e forgiano l’opera, in un sottile gioco di prospettive che reca con sé un significato chiaro: esiste una sottile membrana di separazione tra il mondo terreno e spirituale e l’amore può oltrepassarla, se si fa dono e conoscenza.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Giovanni Boschetti è nato a Montichiari (BS) nel dopoguerra, durante la rinascita economica. Da sempre appassionato di oggetti antichi, ha incontrato da giovane l’Arte delle Antiche Icone Russe, diventandone appassionato ed esperto. È stato uno fra i primi studiosi italiani di questa importante Arte Sacra, interessandosi anche all’arte delle Avanguardie Russe, e ha pubblicato diversi libri su queste due forme artistiche. Ha curato decine di mostre sull’arte russa, collaborando con alcuni esperti russi sulla sua divulgazione. Ha inoltre scritto un libro per bambini e non soltanto, intitolato “Bubulina, una storia straordinaria”, per far conoscere le Icone e la loro storia anche ai più piccoli; l’opera è stata tradotta e pubblicata anche in Russia.

 

 

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Adriano Parodi presenta il romanzo di spionaggio “Dalla parte di Golia” https://agenziastampa.net/2023/06/14/adriano-parodi-presenta-il-romanzo-di-spionaggio-dalla-parte-di-golia/ Wed, 14 Jun 2023 13:11:43 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58572

Una spy story avvincente, romantica e adrenalinica, ricca di colpi di scena e dal ritmo serrato da leggere tutta d’un fiato e, come in un film, il lettore è accompagnato da una colonna sonora che l’autore suggerisce per ogni capitolo.

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Adriano Parodi – “Dalla parte di Golia”

 

Adriano Parodi, psichiatra e psicoterapeuta, propone un’adrenalinica spy-story in cui i tre protagonisti, tutti con un passato difficile, sono in cerca di riscatto e che, grazie allo stretto legame che si instaura tra loro, trovano il coraggio di osare e la “libertà” di amare. Una storia ricca d’azione e di colpi di scena, tra efferati delitti, intrighi internazionali ed enigmi da risolvere.

 

Genere: Romanzo di spionaggio

Pagine: 300

Prezzo: 14,46 €

Codice ISBN: 9798758940785

 

«Gino e Cielo erano una coppia di poliziotti la cui carriera era stata segnata da diversi fallimenti: inevitabili nell’uno, brillanti nell’altro»

 

“Dalla parte di Golia” di Adriano Parodi è un’avvincente spy story ambientata nella primavera del sessantotto, in cui si narra di un’intricata indagine che contribuisce alla nascita di un forte legame tra tre protagonisti che, insieme, trovano il coraggio di affrontare le paure e le fragilità del loro carattere, riuscendo ad esprimere tutto il loro potenziale. Ariela, affascinante e impavida ragazza, ex agente del K.G.B., decide di indagare sulla misteriosa morte di suo zio Moses Friedman, stimato biochimico di una famosa azienda farmaceutica; a lei si uniscono Gino e Cielo, rispettivamente commissario e ispettore della Questura di Genova, incaricati di seguire le indagini. La vicenda ha origine da una ricerca su un farmaco in via di sperimentazione, che da un’analisi di Friedman era risultata truccata. Ben presto, i protagonisti scoprono che tanti sono gli interessi economici implicati nella commercializzazione del medicinale, che spingono anche ad uccidere, molte le ambigue personalità coinvolte e ancor di più le menzogne, i tradimenti e la corruzione.

Tra controversi brevetti farmaceutici, killer spietati e il furto di importanti segreti industriali, Adriano Parodi imbastisce una trama ricca di colpi di scena e dal ritmo mozzafiato, in cui i tre protagonisti dovranno sia risolvere un complesso mistero, sia restituire pace alle loro anime tormentate: ognuno di loro, infatti, ha dentro di sé ferite profonde che non si sono mai cicatrizzate. Gino e Cielo, pur essendo uomini validi, non hanno mai trovato il modo di eccellere nella loro professione, collezionando molti insuccessi che hanno pesato sulla loro autostima, disintegrandola; Ariela, per non soccombere ai tanti dolori della sua esistenza, si è dovuta trasformare in una donna fredda e impassibile, ed ora sente il bisogno di lasciarsi andare, e di tornare a essere sé stessa.

L’autore pone molta cura alla caratterizzazione dei suoi protagonisti: la loro vita interiore è analizzata con attenzione, e ciò è sicuramente riconducibile alla sua professione di psicoterapeuta; alla trama viene quindi affiancato un approfondito approccio psicologico che rende la lettura interessante e mai banale.

In questo coinvolgente romanzo seguiamo Ariela, Gino e Cielo in una rocambolesca avventura in giro per l’Europa, che li metterà in serio pericolo ma che rivelerà anche le loro grandi capacità; e, in ultimo ma non per importanza, insegnerà loro cosa significhi davvero amare.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Genova, 1968. Due anonimi poliziotti indagano su un caso di effrazione a Laigueglia in casa di un noto professore di biochimica farmaceutica. L’incontro con la misteriosa Ariela, nipote dello scienziato, è catartico. L’intesa creatasi fra i poliziotti e l’affascinante Ariela, funge da pozione alchemica che permette ai protagonisti di sviluppare talenti inaspettati che li aiuteranno ad affrontare un caso ben più complicato di una semplice intrusione e che li porterà al centro di un pericoloso intrigo internazionale dell’industria farmaceutica. Una spy story avvincente, romantica e adrenalinica, ricca di colpi di scena e dal ritmo serrato da leggere tutta d’un fiato e, come in un film, il lettore è accompagnato da una colonna sonora che l’autore suggerisce per ogni capitolo.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Adriano Parodi, classe 1940, è nato e vissuto a Genova; medico e psichiatra, è da sempre appassionato di cinema. Nella sua vita ha ricoperto cariche importanti inerenti alla sua professione tra le quali Primario di un servizio di Salute Mentale e di un reparto di psichiatria; ha inoltre fondato e diretto la prima comunità pubblica in Italia per tossicodipendenti. “Dalla parte di Golia” (self-publishing, 2021) è il suo romanzo d’esordio, a cui è seguito, nel 2022, “Un bastardo di meno”.

 

 

 

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Mary Rood presenta il romanzo “Moulin rouge” https://agenziastampa.net/2023/06/14/mary-rood-presenta-il-romanzo-moulin-rouge/ Wed, 14 Jun 2023 13:11:43 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58580

Sophie, una ragazza dalla pelle diafana e i capelli rossi, fuggirà dall’istituto di suore grazie all’aiuto della cuoca Odille, con una valigia di cartone e un biglietto di sola andata per Parigi. Si ritroverà a bussare a un portone verde sbiadito e una coppia gay le darà ospitalità. In quella casa sentirà suonare per la prima volta il pianoforte. Sophie diventerà una sola cosa con la musica. Conoscerà un bambino magro e silenzioso; non gioca con gli altri e gira col gesso in mano, disegnando e colorando ovunque. Lo strano ragazzino si chiamava Henry De Toulouse Lautrec. Li unirà un’amicizia speciale che durerà tutta la vita. A teatro, vestita di nuovo, scoprirà un mondo di dame e cavalieri; emozionata, il suo sguardo incrocerà gli occhi di un ragazzo nel palco accanto. David… il suo dottore dall’animo buono. I loro cuori, uniti dal filo rosso del destino, si ritroveranno?

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Mary Rood – “Moulin rouge”

 

Mary Rood presenta un romanzo dedicato all’amore, alla musica e all’arte, motori di tutto ciò che c’è di bello a questo mondo. Come nella sua precedente opera, “Il respiro delle Stelle”, liberamente ispirata alla vita di Vincent van Gogh, in questo libro conosciamo uno spaccato dell’esistenza di un altro grande artista: l’autrice ambienta la storia della coraggiosa Sophie a Parigi nel 1871, quando un giovanissimo Henri de Toulouse-Lautrec iniziava la sua avventura nel mondo dell’arte.

 

Casa editrice: Publishing Flower

Genere: Historical Romance

Pagine: 113

Prezzo: 10,40 €

 

«Avevo resistito allo stanzino, alla malattia, ai giorni freddi, tristi e grigi nel collegio dall’aria spettrale e alle suore, che con cattiveria volevano sottomettermi. Ero sopravvissuta agli abusi del mio patrigno, all’abbandono di mia madre e alla lontananza del mio fratellino. E ora… ora volevo solo diventare musica. Essere musica. Respirare musica. Respirare la parte bella del mondo»

 

“Moulin rouge” della scrittrice e illustratrice Mary Rood è un’opera delicata ed evocativa, ambientata nel 1871 nel corso dei tumulti che portarono all’esperienza della Comune di Parigi, poi terminata tragicamente in quella che fu chiamata La settimana di sangue: tra il 21 e il 28 maggio 1871 la rivolta dei comunardi venne repressa violentemente dall’esercito comandato da Mac-Mahon, e i rivoluzionari vennero giustiziati in massa. L’autrice narra l’emozionante storia della sua protagonista, Sophie, durante questa cruenta parentesi storica; la giovane ci racconta in prima persona della sua infanzia difficile: un patrigno abusante e una madre che decide di rinchiuderla in un collegio di suore, dove viene presto dimenticata dalla famiglia. A quindici anni, dopo aver subito ogni sorta di angheria, riesce a fuggire dal collegio: prenderà servizio come domestica da Alain, che vive a Parigi con il suo fidanzato Enrique. In quella casa confortevole e ricca di arte, Sophie impara a suonare il pianoforte; quello strumento sconosciuto diventerà ben presto il primo e grande amore della sua vita: la ragazza decide di voler diventare una cosa sola con la musica e infatti, quando suona, sembra che lei e il pianoforte condividano la stessa anima. E tutti intorno a lei se ne rendono conto.

 

 

Sophie farà due incontri preziosi oltre al pianoforte: il primo è con un bambino solitario e dalle gambette esili e storte, che gira sempre col gesso in mano, disegnando ovunque; quello strano ragazzino si chiama Henri De Toulouse Lautrec, e per lui la giovane suona il pianoforte mentre il bambino, a occhi chiusi, disegna. L’altro incontro è devastante, perché coinvolge tutti i sensi: al Palais Garnier, durante la performance del Balletto dell’Opéra, lo sguardo di Sophie incrocia quello di un bel ragazzo; è David, un medico e un rivoluzionario. È amore a prima vista.

Mary Rood, con la sua grande capacità di creare atmosfere che rimangono impresse nella mente del lettore, e di delineare personaggi a cui ci si affeziona profondamente, racconta della nascita di una grande amicizia tra una talentuosa e coraggiosa pianista e uno sfortunato ma dotato artista, e allo stesso tempo narra di un’appassionante e contrastata storia d’amore: Sophie e David si perderanno e si ritroveranno e poi si perderanno ancora, a causa di un conflitto che distruggerà vite, speranze e il concetto stesso di libertà. Ma l’amore, quello vero, quello vissuto con l’anima, sarà più forte di tutto.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Sophie, una ragazza dalla pelle diafana e i capelli rossi, fuggirà dall’istituto di suore grazie all’aiuto della cuoca Odille, con una valigia di cartone e un biglietto di sola andata per Parigi. Si ritroverà a bussare a un portone verde sbiadito e una coppia gay le darà ospitalità. In quella casa sentirà suonare per la prima volta il pianoforte. Sophie diventerà una sola cosa con la musica. Conoscerà Simone che con i riccioli di fumo e la sua tazza di tè le entrerà nel cuore. Conoscerà anche un bambino magro e silenzioso; non gioca con gli altri e gira col gesso in mano, disegnando e colorando ovunque. Lo strano ragazzino si chiamava Henry De Toulouse Lautrec. Li unirà un’amicizia speciale che durerà tutta la vita. A teatro, vestita di nuovo, scoprirà un mondo di dame e cavalieri; emozionata, il suo sguardo incrocerà gli occhi di un ragazzo nel palco accanto. L’istituzione di una nuova assemblea a Versailles e il timore di una restaurazione monarchica farà scatenare il popolo. A Parigi si costruiranno barricate con sedie, porte, carri e botti. Sarà il ragazzo del teatro a prendersi cura di lei. E poi colpi d’arma da fuoco, passaggi segreti, soldati… e l’amore. Passeranno mesi ma non passerà la paura di averlo perso. David… il suo dottore dall’animo buono. I loro cuori, uniti dal filo rosso del destino, si ritroveranno?

 

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Mary Rood è nata il primo giorno di primavera quando tutto

si risveglia dal sonno invernale; la sua finestra affaccia su un piccolo lago incastonato tra le montagne. Ama l’arte, i libri, i suoni della natura e il profumo dopo la pioggia. Scrittrice ed illustratrice, ha pubblicato: “Croac e la strana malattia” per Raffaello Editore, “Una sorpresa per Martin” per Acco Editore, “Tortine e carotine”, “Tutti a bordo” e “Un pipistrello da Babbo Natale” per Buk Edizioni, “La banda dei tesori” per Pav Edizioni, “L’orco Mangia Bottoni” per la Literary Romance Kids Edizioni e “Il sussurro dell’acqua” e “Il respiro delle Stelle” per Blueberry Edizioni. Pubblica inoltre in ebook “Spidey little tumbler” e “Le acrobazie di ragnetto”.

 

 

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Riccardo Petricca presenta l’opera “Pastorale Digitale 3.0” https://agenziastampa.net/2023/06/14/riccardo-petricca-presenta-lopera-pastorale-digitale-3-0/ Wed, 14 Jun 2023 13:11:43 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58582

Il modo in cui si comunica certamente influenza l’efficacia di quello che si intende comunicare. Le trasformazioni digitali, informatiche e tecnologiche hanno rappresentato una grande rivoluzione in ogni ambito della vita umana e, come viene evidenziato in queste pagine, anche l’attività pastorale non può rimanere esclusa dai nuovi processi di comunicazione, specie se si intende rivolgersi anche ai ragazzi e ai giovani delle nuove generazioni che, tra l’altro, sono chiamati appunto “nativi digitali”. Il titolo Pastorale Digitale 3.0 a prima vista potrebbe apparire come un’espressione provocatoria e contradditoria, in realtà in questa pubblicazione, molto curata e approfondita, ci vengono forniti tutti gli strumenti e le informazioni utili per un nuovo approccio all’educazione religiosa.

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Riccardo Petricca – “Pastorale Digitale 3.0”

 

Riccardo Petricca presenta un’interessante opera a metà tra autobiografia e saggio divulgativo, in cui parla dell’ambizioso progetto nato nel 2013 all’interno della Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo: la Pastorale Digitale, ovvero l’utilizzo a fini evangelici e pastorali dei media più avanzati. Con una prefazione di Adriana Letta e una postfazione di S.E. Mons. Gerardo Antonazzo.

 

Casa editrice: Gruppo Albatros Il Filo

Collana: Nuove voci. Strade

Genere: Romanzo autobiografico/Nuove tecnologie digitali

Pagine: 232

Prezzo: 14,90 €

 

«La Pastorale Digitale non è affatto una nuova pastorale. La Pastorale Digitale cerca, cambiando modo di comunicare e mezzo di comunicazione, come fece anche San Paolo a Corinto, di trasmettere lo stesso identico messaggio di fede ed evangelizzazione che predicò Gesù e che la Chiesa trasmette da duemila anni»

 

“Pastorale Digitale 3.0” di Riccardo Petricca è un’opera ricca di spunti di riflessione e di racconti emozionanti, in cui l’autore presenta i suoi ricordi di vita e le sue esperienze più fondanti, sia personali che legate al suo percorso spirituale intrapreso con la Pastorale Giovanile e con l’Azione Cattolica, e in cui ci rende partecipi dei momenti di aggregazione vissuti con la sua comunità, ricordandoci la bellezza della condivisione. Il testo è corredato di una serie di fotografie: preziose istantanee dell’intenso viaggio esistenziale dell’autore; nell’opera sono inoltre inserite delle interessanti testimonianze di altre personalità coinvolte nel progetto della Pastorale Digitale. Ancora una volta ciò che conta è la partecipazione e l’unione, in un’ottica di comunione di intenti tanto digitale quanto squisitamente umana; non a caso l’autore conia l’espressione “il contagio del contatto”.

Il libro di Riccardo Petricca è caratterizzato da una scrittura colloquiale e scorrevole, che lo rende di piacevole lettura; sono tanti gli argomenti trattati e non mancano le digressioni tecniche, anche se non sono il focus della narrazione. Ciò che preme di più all’autore è infatti raccontare una storia, è incrociare nomi, volti e destini; per questo motivo ci parla, ad esempio, della nascita a Sora del gruppo giovani dell’Azione Cattolica di San Bartolomeo, alcuni dei quali sono poi stati arruolati per la nuova marcia della Pastorale Digitale, o ci narra dell’incontro “Internet è un dono di Dio”, organizzato nel 2014, in cui si sono gettate le basi per trasmettere l’importanza dell’uso della rete come mezzo di relazione e comunicazione. La Pastorale Digitale, così come viene portata avanti da Riccardo Petricca – che ha messo al servizio della Chiesa la sua esperienza di project manager – oltre che da tutti coloro che ha coinvolto in questo progetto, ha lo scopo di dare un’anima al web, di integrare spiritualità e virtualità e di mettere “in comunione” un vissuto per creare un movimento vivo e vibrante: quello che l’autore chiama un “Umanesimo digitale”.

In quest’opera troviamo la descrizione di un cammino di fede oltre alla prova che le nuove tecnologie non siano avverse alla spiritualità ma, anzi, possano essere un valido alleato per il percorso di evangelizzazione 3.0.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Il modo in cui si comunica certamente influenza l’efficacia di quello che si intende comunicare. Le trasformazioni digitali, informatiche e tecnologiche hanno rappresentato una grande rivoluzione in ogni ambito della vita umana e, come viene evidenziato in queste pagine, anche l’attività pastorale non può rimanere esclusa dai nuovi processi di comunicazione, specie se si intende rivolgersi anche ai ragazzi e ai giovani delle nuove generazioni che, tra l’altro, sono chiamati appunto “nativi digitali”. Il titolo Pastorale Digitale 3.0 a prima vista potrebbe apparire come un’espressione provocatoria e contradditoria, in realtà in questa pubblicazione, molto curata e approfondita, ci vengono forniti tutti gli strumenti e le informazioni utili per un nuovo approccio all’educazione religiosa.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Riccardo Petricca è Ingegnere delle Telecomunicazioni, Project Manager, professore incaricato all’Istituto Teologico Leoniano di Anagni e professore invitato alla Pontificia Università Urbaniana di Roma, dove tiene corsi di comunicazione, informatica e web. È impegnato in numerosi ambiti di ricerca tra i quali Integrazione digitale e Sostenibilità, Cybersecurity, Intelligenza Artificiale e Etica, Pastorale Digitale. Inoltre è responsabile della Sicurezza dei dati della Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo e coordinatore della Commissione Cybersecurity presso l’Ordine degli Ingegneri di Frosinone. Già autore del volume Pastorale Digitale 2.0 (Gruppo Albatros, 2015).

 

 

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Michelangelo Raccio presenta “Management ed economia dell’ambiente per lo sviluppo sostenibile – Seconda edizione” https://agenziastampa.net/2023/06/14/michelangelo-raccio-presenta-management-ed-economia-dellambiente-per-lo-sviluppo-sostenibile-seconda-edizione/ Wed, 14 Jun 2023 13:11:43 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58634

L’autore, partendo dall’assunto che il sistema economico operi all’interno di un più ampio sistema ecologico che ne determina i limiti e le regole comportamentali, affronta tutte le problematiche inerenti al rapporto tra l’economia e l’ambiente - focalizzando l’attenzione sia sugli aspetti macroeconomici, governati dalle pubbliche amministrazioni, che sugli aspetti microeconomici, governati per lo più da un management privatistico - in un’ottica di tensione proattiva verso lo sviluppo sostenibile, unica strada percorribile per giungere ad un armonico progresso del benessere sociale.

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Michelangelo Raccio “Management ed economia dell’ambiente per lo sviluppo sostenibile” – Seconda edizione

 

Il prof. dott. Michelangelo Raccio presenta un saggio divulgativo profondamente attuale in cui si parla del tema dello sviluppo sostenibile intrecciando economia e ambiente, in un processo di assunzione di responsabilità che includa non solo una visione globale ma anche locale, fino al singolo individuo. L’autore offre degli strumenti preziosi per affrontare un’importante sfida del futuro: favorire il benessere e la crescita dell’essere umano nel pieno rispetto dell’ambiente in cui vive.

 

Casa Editrice: MReditori

Genere: Saggistica/Economia ambientale

Pagine: 336

Prezzo: 25,00 €

 

«Vi sono legami che vanno oltre le normali leggi della fisica. Si tratta di unioni ancestrali, possenti e di ispirazione quasi divina. Recidere tali legami equivale alla morte degli elementi che ne fanno parte. Questo tipo di legame, così simile all’innamoramento che ognuno di noi ha provato almeno una volta nella vita, è il legame che unisce l’umanità all’ambiente. Ce ne accorgiamo quando nel silenzio di un bosco o, all’alba, in una brughiera, proviamo meraviglia e pace intorno a noi; essa ci sussurra il suo nome e il suo nome è dentro di noi. Sì, signori, è la natura, è il grembo materno, è l’abbraccio degli innamorati, è la storia dell’uomo, è la storia del mondo. Abbiatene cura, sempre»

 

“Management ed economia dell’ambiente per lo sviluppo sostenibile” di Michelangelo Raccio è un interessante saggio di economia ambientale, giunto alla sua seconda edizione; il testo è accompagnato dalla prefazione di Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. L’opera è dedicata sia agli addetti ai lavori e agli studenti universitari ma anche a tutti coloro che desiderano acquisire maggiore consapevolezza del mondo in cui vivono, delle sue problematiche – come la perdita costante di biodiversità – e delle possibili soluzioni per risolvere o almeno per ridurre l’impatto distruttivo dell’uomo sull’ambiente. Con un linguaggio scorrevole ed esplicativo, l’autore presenta questo saggio nato da una ricerca in ambito accademico e trasformata poi in un’opera di carattere divulgativo; ricco di esempi concreti e di spunti di riflessione, il testo parla di salvaguardia dell’ambiente e allo stesso tempo di crescita economica sostenibile.

Partendo dal presupposto che le problematiche di natura ambientale riguardino tutti, dai governi mondiali al singolo cittadino, il professore insiste sull’importanza della formazione e della consapevolezza: la vera sfida dell’economia dell’ambiente per una transizione ecologica di successo riguarda, infatti, la capacità di far parte del patrimonio dell’opinione pubblica. Si auspica quindi un urgente cambio di prospettiva volto ad un uso efficiente delle risorse e delle produzioni, in un’ottica di sviluppo sostenibile ed inclusivo; in tal senso il tradizionale modello economico lineare è ormai obsoleto, in quanto focalizzato sullo sfruttamento e quindi depauperatore di risorse e produttore di scarti nocivi per un sistema ecosostenibile. L’autore parla invece di un modello economico circolare, in cui il focus principale sia la conservazione dell’ambiente: esso è in grado di rigenerarsi e di innescare un processo di miglioramento continuo di tutti i sistemi sociali, sia in merito alle condizioni produttive che a quelle economiche generali conseguenziali.

Tra i tanti e stimolanti argomenti trattati nel saggio si ricordano gli approfondimenti sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con particolare riferimento alla sezione ambientale ed energetica, o ancora sulle risorse rinnovabili e non rinnovabili, sulla valutazione del bene ambientale, sugli strumenti manageriali per la gestione e sugli aspetti di green marketing, fino alla presentazione di un caso applicativo: l’economia di un’area protetta, il Parco nazionale del Matese (CE), al fine di attuare uno sviluppo sostenibile in accordo con la tutela ambientale.

 

SINOSSI DELL’OPERA. L’autore, partendo dall’assunto che il sistema economico operi all’interno di un più ampio sistema ecologico che ne determina i limiti e le regole comportamentali, affronta tutte le problematiche inerenti al rapporto tra l’economia e l’ambiente – focalizzando l’attenzione sia sugli aspetti macroeconomici, governati dalle pubbliche amministrazioni, che sugli aspetti microeconomici, governati per lo più da un management privatistico – in un’ottica di tensione proattiva verso lo sviluppo sostenibile, unica strada percorribile per giungere ad un armonico progresso del benessere sociale.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Michelangelo Raccio è professore incaricato di Management ed Economia dell’Ambiente presso l’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli. È docente nel Master Universitario di II livello “Inquinamento ambientale: rischi e strategie diagnostiche per la tutela della salute ambientale e dell’uomo”, tenuto presso l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Ha insegnato Marketing e Management in Farmacia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Ha approfondito i suoi studi presso l’Università degli Studi Luiss Guido Carli di Roma e presso l’Università degli Studi di Pisa, dove ha effettuato un programma formativo di eccellenza con riconoscimento a livello internazionale. Presiede vari Organismi di Vigilanza per il rispetto della normativa anticorruzione, nominato presso primarie aziende nazionali. Svolge attività di carattere libero professionale nell’ambito della consulenza di direzione e organizzazione, nonché nell’ambito dell’auditing e della compliance inerente alla normazione internazionale di carattere organizzativo. È consulente in materia economico-legislativa nell’ambito delle attività Istituzionali collegate alla Commissione Ambiente istituita presso il Parlamento europeo. È stato consulente in materia economico-legislativa per la Terza Commissione Speciale “Terra dei fuochi” istituita presso il Consiglio della Regione Campania – X legislatura. Ha scritto numerose opere sui temi dell’economia.

 

 

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Elsa Caselli presenta l’opera di narrativa illustrata “La storia di un sogno” https://agenziastampa.net/2023/06/14/elsa-caselli-presenta-lopera-di-narrativa-illustrata-la-storia-di-un-sogno/ Wed, 14 Jun 2023 13:11:43 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58640

Durante una passeggiata in collina, Idriene incontra Sioè, suo grande amico. Ben presto, entrambi si accorgeranno di amarsi l'un l'altro. Il loro amore, però, viene ostacolato nel momento in cui Sioè cade addormentato, dopo che una nota stridente rompe l'incanto della loro pace. Nel sogno, Sioè sarà costretto ad affrontare innumerevoli situazioni che metteranno alla prova il suo coraggio e la sua volontà. Guidato dalla bontà del proprio spirito armonioso, e dal forte desiderio di ritrovare Idriene, la sua Principessa, Sioè sconfiggerà i propri demoni interiori in nome dell'amore, che uscirà vittorioso da questa fiaba sospesa tra sogno e realtà.

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Elsa Caselli – “La storia di un sogno”

 

La scrittrice e artista francese Elsa Caselli presenta una delicata opera rivolta ai ragazzi ma piacevolmente fruibile anche dagli adulti, in cui si parla d’amore, di rispetto e di fiducia verso gli altri e verso il mondo che ci ospita. Una fiaba contemporanea ricca di emozioni genuine, e impreziosita dalle colorate illustrazioni dell’autrice.

 

Casa editrice: Edicolors

Genere: Narrativa illustrata per bambini

Pagine: 48

Prezzo: 10,30 €

 

«La storia di un sogno è una creazione onesta; parla di questo amore infinito nel quale uomini e donne si sono addormentati perché troppe cose li dissuadono dall’amare. Ma l’Amore vero è un’unione eterna di due pensieri che si rispettano, ciò che ciascuno di noi dovrebbe trovare un giorno. Ecco, questo è l’Amore: non una perdita d’identità ma una dolce abilità a vivere insieme»

 

“La storia di un sogno” (titolo originale: “Histoire d’un rêve”) di Elsa Caselli è una fiaba evocativa e simbolica, sospesa tra sogno e realtà; il testo e le illustrazioni sono dell’autrice, così come la canzone presente alla fine dell’opera, “Lo sconosciuto” (“L’inconnu”), da lei scritta e cantata, e che si può scaricare su Itunes. Il libro è stato pubblicato in italiano, in francese e anche in altre lingue, tra cui il giapponese e il cinese.

Ciò che di questa storia colpisce al primo impatto sono le illustrazioni: colorate, gioiose e surreali, che sprizzano amore per la vita; sono disegni vibranti ed emozionali, che ci permettono di entrare nel profondo di questa vicenda in cui i protagonisti, Idriene e Sioè, sono due innamorati che vengono dolorosamente separati, in seguito all’emissione di una nota dissonante rispetto alla musica dolce, quieta e melodiosa che li univa. Attraverso il viaggio che Sioè intraprende nel regno del sogno, esploriamo le sfumature del rapporto a due, e dell’unione empatica tra le persone: l’armonia del bene, in questa vicenda, riesce infatti a vincere sul caos disordinato della cattiveria. In questa aspra e annosa lotta tra il bene e il male, solo l’amore può fare la differenza: è questo potente sentimento a conferire a Sioè il coraggio di uscire dal loop onirico in cui è imprigionato e in cui è costretto a combattere i suoi demoni interiori, per ricongiungersi infine con Idriene, la sua amata. Ed è a questo punto che la luce emanata dall’unione degli spiriti dei due innamorati, calda e avvolgente, rischiara tutto il mondo intorno a loro e dimostra una grande verità: la felicità è reale solo se condivisa con gli altri.

Dalle parole dell’autrice: «Affinché una vita sia fatta di meraviglioso profumo, dove ciascuno di noi s’incontra per comunicare la propria gioia, bisognerebbe prima rinnovare noi stessi con questa gioia che ci portiamo dentro. Come una grande famiglia, viaggeremo sulle più belle montagne della terra. Fatti di sogni reali, ameremo la vita ascoltando il dolce canto dell’ingenuità, il canto degli uccelli sugli alberi, in alto nel cielo. Ci meraviglieremo della bellezza dei nostri pensieri semplici e fedeli e per ciascuno di noi ci sarà una canzone nella quale uniremo le nostre voci. Perché la vita è migliorarsi, con bontà e umiltà verso noi stessi e verso gli altri».

 

SINOSSI DELL’OPERA. Durante una passeggiata in collina, Idriene incontra Sioè, suo grande amico. Ben presto, entrambi si accorgeranno di amarsi l’un l’altro. Il loro amore, però, viene ostacolato nel momento in cui Sioè cade addormentato, dopo che una nota stridente rompe l’incanto della loro pace. Nel sogno, Sioè sarà costretto ad affrontare innumerevoli situazioni che metteranno alla prova il suo coraggio e la sua volontà. Guidato dalla bontà del proprio spirito armonioso, e dal forte desiderio di ritrovare Idriene, la sua Principessa, Sioè sconfiggerà i propri demoni interiori in nome dell’amore, che uscirà vittorioso da questa fiaba sospesa tra sogno e realtà.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Nata a Nizza nel 1976, Elsa Caselli vive e lavora tra Monte Carlo e Nizza. Si avvicina alla pittura molto presto e decide di viaggiare per frequentare scuole d’arte e visitare musei. Dopo aver studiato due anni a Londra al Chelsea College of Art and Design, tre anni a Roma all’Accademia delle Belle Arti, un anno a Firenze e un anno a Genova, sempre nelle Belle Arti, conseguendo diplomi ed attestati, torna in Francia. L’artista attinge la sua immaginazione dalla natura e dai luoghi che visita, sviluppando una passione particolare per l’espressività cromatica. Il suo interesse nell’interpretazione poetica del paesaggio e del proprio universo interiore, l’hanno portata ad approfondire il significato emozionale, estetico e storico del colore. Le sue mostre personali iniziano nell’anno 1995 al Consolato Italiano di Nizza e dopo proseguono in altre località della Costa Azzurra, a Beausoleil, a Monte Carlo, a Saint-Paul-de-Vence e a Genova.

 

 

Contatti

https://www.elsacaselli.art/

https://www.facebook.com/elsa.caselli777

http://www.edicolors.com/editoria/

https://www.youtube.com/watch?v=1M35IkBl-NA

 

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Carlo Barin presenta le guide turistiche “Esplorando il Triveneto con i bambini – Vol. I & II” https://agenziastampa.net/2023/06/14/carlo-barin-presenta-le-guide-turistiche-esplorando-il-triveneto-con-i-bambini-vol-i-ii/ Wed, 14 Jun 2023 13:11:43 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58648

I bambini hanno bisogno di stare all’aria aperta, in ogni stagione, e poter giocare e interagire con l’ambiente naturale in libertà. È fondamentale per migliorare il loro sviluppo cognitivo-percettivo-emotivo. In questo libro troverete tante idee per gite ed escursioni per tutta la famiglia, da quelle più semplici, a pochi passi dalla propria auto, a quelle più impegnative e avventurose che vi porteranno alla scoperta degli angoli meno conosciuti delle tre bellissime regioni che assieme portano il nome di Triveneto.

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Carlo Barin “Esplorando il Triveneto con i bambini – Vol. I & II”

 

Carlo Barin presenta i due volumi della sua guida turistica adatta a tutta la famiglia, che contiene in totale oltre duecento gite ed escursioni in Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e Veneto. In questa interessante e utile guida è possibile scoprire i luoghi più belli e spesso poco conosciuti che l’autore, sua moglie e i loro due figli hanno esplorato, e godere di un progetto fotografico durato ben dieci anni.

 

Casa Editrice: Itinera Progetti Editore

Collana: Itinerari

Genere: Guida turistica

Pagine: 208 cad.

Prezzo: 19,90 € cad.

 

«Le avventure che ci sono rimaste nel cuore sono quelle in cui siamo riusciti ad avere un contatto intimo ed esclusivo con la natura che ci circondava»

 

“Esplorando il Triveneto con i bambini” di Carlo Barin è una guida turistica divisa in due volumi in cui vengono illustrati circa duecento itinerari da affrontare insieme ai più piccoli, per ammirare i beni culturali e paesaggistici del Veneto, del Trentino-Alto Adige e del Friuli-Venezia Giulia; l’autore aiuta nella scelta delle mete definendo per ogni percorso i gradi di difficoltà: da facile a media fino ad impegnativa e molto impegnativa. Nel primo volume si esplorano le possibilità di viaggiare già con i figli molto piccoli, per esempio muniti di zaini porta-bimbo, mentre nel secondo volume ci si rivolge soprattutto alle famiglie che hanno bambini dai cinque anni in su; vi sono quindi presentati percorsi adatti a ogni tipo di necessità e capacità: è lo stesso autore, insieme alla moglie e ai due figli, ad aver testato ognuno di essi nelle varie fasi della crescita della prole. Se ne ha testimonianza nelle oltre ottocento fotografie inserite nei due volumi e raccolte dall’autore in dieci anni di camminate all’aria aperta, in cui possiamo vedere i piccoli Barin mentre esplorano con i loro genitori le varie zone del Triveneto: insieme a questa avventurosa famiglia contempliamo boschi, giardini, forre, gole, grotte, laghi, fiumi, cascate, vette, eremi, santuari, città d’arte, borghi e spiagge, oltre che luoghi suggestivi e un po’ “magici”.

Carlo Barin offre consigli preziosi per uscite brevi o lunghe in ogni stagione dell’anno, e indica sia le zone più tipiche e conosciute (ma distanti dal turismo di massa), sia le mete più originali e insolite; tutti i percorsi hanno però un punto in comune: l’esperienza del contatto diretto con la natura e la scelta di un turismo genuino e attento all’ambiente. Uno degli aspetti peculiari di questa guida è la presenza di una foto a piena pagina che identifica il luogo più iconico da visitare nella zona presa in considerazione; di essa sono inoltre riportate le coordinate geografiche in formato decimale, che consentono di trovare la meta grazie a qualsiasi navigatore satellitare. All’inizio di ogni percorso descritto vi è inoltre uno schema riassuntivo che indica, tra le varie voci: il livello difficoltà del percorso, a partire da quale età si può affrontare, le coordinate geografiche e i dati GPS, il dislivello, la durata media del cammino, il periodo migliore per visitare la zona, le indicazioni sul meteo e il costo di alcuni luoghi, oltre ad altre informazioni generiche e a delle avvertenze per una visita con i bambini in totale sicurezza.

Questa entusiasmante guida può essere considerata un progetto corale, a cui hanno partecipato tutti i membri della famiglia Barin: non solo Carlo, quindi, ma anche la moglie Francesca e i due figli Agnese e Giacomo.

 

SINOSSI VOLUME I. I bambini hanno bisogno di stare all’aria aperta, in ogni stagione, e poter giocare e interagire con l’ambiente naturale in libertà. È fondamentale per migliorare il loro sviluppo cognitivo-percettivo-emotivo. In questo libro troverete tante idee per gite ed escursioni per tutta la famiglia, da quelle più semplici, a pochi passi dalla propria auto, a quelle più impegnative e avventurose che vi porteranno alla scoperta degli angoli meno conosciuti delle tre bellissime regioni che assieme portano il nome di Triveneto. Gli itinerari proposti, che seguano dolci litorali, che salgano verdi colline o che abbiano per cornice aguzze montagne innevate, sono sempre percorsi in ordine cronologico da Agnese e Giacomo. Di gita in gita li vedrete crescere e scoprirete assieme a loro come l’uomo, in migliaia di anni, ha interagito con la natura che lo circonda creando paesaggi unici.

 

SINOSSI VOLUME II. I bambini crescono e con loro le ambizioni dei genitori nel progettare uscite sempre più attive e avventurose per tutta la famiglia. Questa seconda guida, anche se si rivolge a bambini più grandi, contiene in realtà tante proposte accessibili anche ai più piccoli. Poter passare piacevoli giornate all’aria aperta, a contatto con la natura, in tutte le stagioni dell’anno, è fondamentale per migliorare lo sviluppo cognitivo-percettivo-emotivo dei propri figli. Ogni meta è proposta seguendo cronologicamente le avventure di due bambini, di gita in gita vedrete crescere Agnese e Giacomo e con loro si andrà alla scoperta delle meraviglie che il Triveneto sa offrire, sia quelle più iconiche che quelle meno conosciute, talvolta distanti solo pochi chilometri da casa. Non solo montagna quindi ma anche dolci colline, pittoreschi laghi e appartate località di mare.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Carlo Barin è nato a Cittadella (PD) nel 1978; appassionato di natura fin da piccolo, si è laureato in agraria, che ha praticato però pochi anni. Innamoratosi in tarda età della grafica pubblicitaria, ora lavora in una tipografia. Come tanti papà ha comprato la sua prima macchina fotografica professionale con la nascita del primo figlio, e non si è più stancato di usarla. Ha praticato diversi sport con scarsissimi risultati; è un grande amante dello sci di fondo.

 

 

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Christian Cantelli Podestà presenta il romanzo di spionaggio “Operazione Nivalnov” https://agenziastampa.net/2023/06/14/christian-cantelli-podesta-presenta-il-romanzo-di-spionaggio-operazione-nivalnov/ Wed, 14 Jun 2023 13:11:43 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58652

Che cosa ci fanno un enologo, un commerciante di mobili, una blogger ucraina e una donna soldato a bordo di una Lada Niva bianca e azzurra, lanciati attraverso la campagna nella zona orientale della penisola di Crimea, inseguiti dalla polizia e diretti verso il principesco palazzo sul Mar Nero del fantomatico oligarca russo Mikhail Ivanovic? Tentano il furto del secolo, ovvero il rocambolesco recupero di un prezioso cimelio di famiglia. L’operazione però è tutt’altro che semplice, tra l’irruzione della mafia russa e dei servizi segreti statunitensi. Ma questo è solo l’inizio, l’intreccio porterà alla vera missione dell’enologo: potersi introdurre in una famigerata colonia penale e tentare di liberare il famoso dissidente Alexander Nivalnov.

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Christian Cantelli Podestà – “Operazione Nivalnov”

 

Christian Cantelli Podestà presenta un romanzo ricco di colpi di scena e di suspense, in cui incontriamo quattro personaggi uniti da un ambizioso scopo comune, o forse è solo ciò che danno a intendere. Tra politica, attivismo, malavita e servizi segreti, una storia avvincente e con un epilogo spiazzante.

 

Casa Editrice: Porto Seguro Editore

Collana: Black Magic

Genere: Thriller/Spionaggio

Pagine: 355

Prezzo: 19,00 €

 

«Cercate di mettervelo bene in testa: anche se qui stiamo organizzando un’azione criminale, nessuno di noi è un professionista del crimine. Sapete perché? Ve lo dico chiaramente, lo so per esperienza diretta, dei criminali non ci si può proprio fidare, questo è il motivo per cui ho scelto voi, persone comuni, o quasi, dalle abilità straordinarie»

 

“Operazione Nivalnov” di Christian Cantelli Podestà è un avventuroso romanzo di spionaggio in cui si viene continuamente stupiti dai rivolgimenti di trama; l’autore racconta una storia dal ritmo serrato e ricca di suspense, ambientata in vari luoghi del globo tra i quali l’Italia, la penisola di Crimea, la Siria e la Russia. Insieme ai quattro protagonisti viaggiamo in posti pericolosi, e intravediamo uno spiraglio della vita di chi mette ogni giorno a rischio la sua incolumità per fare in modo che si mantengano, oppure si sbilancino, gli equilibri mondiali. Abbiamo a che fare con persone comuni ma anche con spie sotto copertura, con agenti governativi, con esponenti della malavita e con dissidenti politici; le motivazioni che li spingono all’azione sono tra i più disparati ma ad accomunarli è il coraggio e la determinazione nel raggiungere i propri obiettivi – «Erano tutti e quattro, ognuno a suo modo, persone tenaci, incrollabili, resistenti come maledetti scarafaggi, che non si arrendono mai, che ci credono fino alla fine e che tentano con ogni mezzo di cavarsela, sempre. E quando qualsiasi variabile può decidere le sorti di un piano, sapersi adattare e stringere i denti è una qualità insostituibile, fondamentale».

Natasha è una giovane blogger ucraina e attivista politica, nata in Crimea ma trasferitasi a Kiev per divergenze col potere dominante, Mario è un mobiliere esperto di telecomunicazioni, Chiara è un ex militare, tra i primi incursori di sesso femminile della storia della Marina italiana, mentre Ermete è un enologo, oltre che cervello dell’audace operazione che coinvolgerà tutti e quattro in quello che può essere considerato il “furto del secolo”.

L’autore descrive la loro missione fase per fase, raccontando le difficili decisioni da prendere, mostrando le attrezzature necessarie e illustrando i piani anche nei più piccoli particolari, non tralasciando le previsioni dei possibili rischi. Tutti hanno lo stesso scopo manifesto, che condividono in quanto squadra affiatata, ma nel profondo covano segreti e si pongono traguardi differenti, che verranno rivelati a tempo debito e con avvincenti colpi di scena. Nel romanzo di Christian Cantelli Podestà nessuno è ciò che sembra; verità e menzogna si intrecciano, così come libertà e tirannia, lealtà e tradimento.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Che cosa ci fanno un enologo, un commerciante di mobili, una blogger ucraina e una donna soldato a bordo di una Lada Niva bianca e azzurra, lanciati attraverso la campagna nella zona orientale della penisola di Crimea, inseguiti dalla polizia e diretti verso il principesco palazzo sul Mar Nero del fantomatico oligarca russo Mikhail Ivanovic? Tentano il furto del secolo, ovvero il rocambolesco recupero di un prezioso cimelio di famiglia. L’operazione però è tutt’altro che semplice, tra l’irruzione della mafia russa e dei servizi segreti statunitensi. Ma questo è solo l’inizio, l’intreccio porterà alla vera missione dell’enologo: potersi introdurre in una famigerata colonia penale e tentare di liberare il famoso dissidente Alexander Nivalnov.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Christian Cantelli Podestà nasce alla Spezia nel 1975. Figlio di un fotografo pubblicitario, passa la sua infanzia nello studio del padre, dove impara a usare la fotocamera professionale ben prima della bicicletta. La passione per la registrazione del momento e l’attenzione per i dettagli lo hanno portato a occuparsi di fotografia a livello professionale ed artistico, dandogli la possibilità di esporre le sue opere in tutto il paese. L’amore per la filosofia lo ha poi convinto, ormai in età adulta, a frequentare l’Alma Mater Studiorum di Bologna, dove ha seguito l’indirizzo logico-epistemologico. Da sempre accompagnato da una fervida immaginazione, ha cominciato a scrivere romanzi durante la quarantena imposta per la pandemia globale dovuta al virus COVID-19. Alle sue spalle ha varie pubblicazioni, come libri di viaggio, la trilogia di fantascienza dello “Jäger”, il libro di narrativa “Un piccolo paese” e il noir “Panini al prosciutto. Storia di un’assassina”.

 

 

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Marco Fattizzo presenta l’opera “Lavoro di merito” https://agenziastampa.net/2023/06/14/marco-fattizzo-presenta-lopera-lavoro-di-merito/ Wed, 14 Jun 2023 13:11:42 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58831

Tanti personaggi con punti di vista differenti si confrontano con il mondo del lavoro in Italia, attraversando momenti di discriminazione, mortificazione e frustrazione ma anche di vittorie, successi e rivincite. Se vi è un filo conduttore che lega questi personaggi provenienti da luoghi distanti e con "esperienze di vita" eterogenee è però la voglia di non mollare mai, di continuare a lottare, anche a costo di doversi scontrare violentemente con una realtà che delude puntualmente le aspettative. Ed ecco che, laddove la vita sembra toccare il fondo più cupo, emergono improvvisi spiragli di luce, riaffiora la speranza e, con essa, l'entusiasmo e la voglia di mettersi in gioco.

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Marco Fattizzo – “Lavoro di merito”

 

Marco Fattizzo presenta un romanzo corale in cui i personaggi si scontrano con le difficoltà di ottenere un impiego che permetta di vivere dignitosamente e una posizione stabile nella società, in una Italia a volte poco meritocratica e inclusiva e a volte invece ricca di opportunità. Sono vicende attuali e realistiche, in cui tutti noi possiamo riconoscerci e trovare interessanti spunti di riflessione. 

 

Casa Editrice: Edizioni Bianco Lavoro

Genere: Romanzo corale/Mondo del lavoro e dell’impresa

Pagine: 318

Prezzo: 24,00 €

 

«Ogni giorno milioni di persone si svegliano e sanno che dovranno rimboccarsi le maniche per affrontare la vita ed il lavoro. Hanno consapevolezza che qualcosa potrà andare storto, ma lotteranno per migliorare. Hanno consapevolezza che quando qualcosa va molto bene non devono cullarsi sugli allori e non devono restare nella comfort zone, ma hanno bisogno di lavorare e muoversi bene per non cadere. Ogni giorno milioni di persone hanno alti e bassi, sconfitte e successi, frustrazioni e momenti di felicità, proprio come tutti i personaggi di questo libro. L’importante è non mollare mai!»

 

“Lavoro di merito” di Marco Fattizzo è un romanzo corale il cui sottotitolo dice molto della natura del libro: “Storie di lavoro, quello vero… che non è mai tutto bianco o tutto nero”. L’autore presenta una serie di vicende ambientate nel mondo del lavoro e dell’impresa, analizzando le tante e complesse sfumature e le contraddizioni di un sistema che non sempre funziona come dovrebbe, e che richiede quindi una forte capacità di adattamento.

Marco Fattizzo è un esperto in gestione delle risorse umane e direttore e co-fondatore, insieme ad Helena Hagan, di Bianco Lavoro, società specializzata in divulgazione, servizi alle aziende e formazione in ambito risorse umane ed impresa; è lui stesso ad affermare che ogni personaggio di questo libro è ispirato a una o più persone incontrate nel corso della sua lunga e variegata carriera. Lo scopo dell’autore è quello di offrire una prospettiva umana e veritiera da cui osservare il mondo del lavoro, per spingere il lettore alla riflessione su temi fondamentali per la crescita collettiva e individuale. Chiunque può trovarsi in una o più storie narrate dall’autore; è molto facile e naturale, infatti, provare empatia per i personaggi tanto da arrivare a tifare per loro, in quanto diventano lo specchio degli sforzi che ognuno ha fatto, o sta tuttora compiendo, per trovare un impiego che possa permettere di vivere dignitosamente.

Nell’opera troviamo storie di vittorie e di sconfitte, di gesti di altruismo e inclusività ma anche di ingiustizie tipiche del nostro Paese, di sogni realizzati e di altri infranti; alcuni personaggi ritornano in più di una vicenda, intrecciando il loro percorso esistenziale con altre figure intente a compiere lo stesso, faticoso viaggio nella dura realtà del lavoro in Italia, che solo se si è molto fortunati avrà un esito positivo e gratificante. L’importante è non arrendersi: come i personaggi di quest’opera insegnano, niente è mai perduto se si ha volontà e determinazione.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Tanti personaggi con punti di vista differenti si confrontano con il mondo del lavoro in Italia, attraversando momenti di discriminazione, mortificazione e frustrazione ma anche di vittorie, successi e rivincite. Se vi è un filo conduttore che lega questi personaggi provenienti da luoghi distanti e con “esperienze di vita” eterogenee è però la voglia di non mollare mai, di continuare a lottare, anche a costo di doversi scontrare violentemente con una realtà che delude puntualmente le aspettative. Ed ecco che, laddove la vita sembra toccare il fondo più cupo, emergono improvvisi spiragli di luce, riaffiora la speranza e, con essa, l’entusiasmo e la voglia di mettersi in gioco (Dalla prefazione all’opera di Davide Maggio).

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Marco Fattizzo è direttore e fondatore della Bianco Lavoro Academy (erogatrice dei Master in Risorse Umane, Coaching e Digital Marketing). Ora imprenditore nel settore HR e formazione, ha ricoperto numerosi ruoli manageriali in multinazionali HR (sia in Italia che all’estero) ed il ruolo di coach presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza”.

 

 

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Luca Zantei presenta il thriller “Ricorda o muori” https://agenziastampa.net/2023/06/14/luca-zantei-presenta-il-thriller-ricorda-o-muori/ Wed, 14 Jun 2023 13:11:42 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58734

Un uomo si sveglia in un luogo ameno, senza documenti, senza denaro, senza telefono e, soprattutto, senza ricordare nulla del suo passato. Giorno dopo giorno assumerà la consapevolezza di dover sopravvivere a condizioni estreme e a un oscuro progetto che aspira a vederlo morto.

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Luca Zantei – “Ricorda o muori”

 

Luca Zantei presenta un avvincente e angosciante thriller, in cui si parla dell’importanza della memoria attraverso la storia di un uomo che ha perso inspiegabilmente la coscienza della sua identità e i ricordi del suo passato, e che vaga in un presente violento e incerto. Tra contorti inganni e sconvolgenti verità, una vicenda amara in cui gli interessi e i profitti personali hanno più valore della vita umana.  

 

Editore: Passione Scrittore self-publishing

Genere: Thriller psicologico

Pagine: 192

Prezzo: 15,00 €

 

«Scruto verso l’alto tra le fronde degli alberi e la sensazione di essere osservato, spiato, è sempre più penetrante. La paura di essere scoperto che incanala le mie sensazioni, e il pensiero che i criminali vogliano rapidamente stringere il cerchio intorno a me dopo i due omicidi di cui sono stato testimone, mi attanaglia. In quel momento non lo sapevo, ma avrei avuto presto risposte»

 

“Ricorda o muori” di Luca Zantei è un thriller psicologico narrato in prima persona dal protagonista, Francesco, che rimane senza nome e identità per una parte della storia, in quanto afflitto da una misteriosa perdita di memoria autobiografica. Egli, infatti, si risveglia in una foresta sconosciuta e non ricorda chi è o come sia approdato in quel luogo; non ha i documenti o il telefono con sé per cercare delle risposte e, col passare delle ore, la paura per quell’assurda situazione si trasforma in panico. Trascorrono giorni angoscianti e notti terrorizzanti in un ambiente potenzialmente pericoloso; il protagonista continua a non ricordare e a vagare senza meta, tentando di non soccombere alla follia dovuta a una solitudine prolungata e alla sensazione di essere costantemente osservato. Un giorno, imboccando un sentiero, finalmente incontra una presenza umana; ciò che però dovrebbe significare salvezza si trasforma in un incubo: per il protagonista ha infatti inizio una serie di eventi inspiegabili e violenti, in cui rischia ripetutamente la vita. Solo l’incontro con un’anima sensibile e altruista gli permette di riappropriarsi del suo nome e della sua storia, e di cominciare a rendersi conto in quale intricata trappola sia caduto.

Alternando presente e passato del protagonista, Luca Zantei propone una vicenda adrenalinica e ad alto tasso di inquietudine, in cui il finalmente consapevole Francesco deve lottare per scoprire la verità su ciò che gli sta accadendo, dopo essere coraggiosamente sopravvissuto all’oblio. Tra omicidi, menzogne e tradimenti compiuti da personaggi insospettabili, si dipana una storia ricca di suspense e ambientata tra Bielorussia, Polonia, Italia, Slovenia, Spagna e Maldive, in cui si riflette sull’importanza della memoria, condizione essenziale per vivere un’esistenza dignitosa e significativa, e sul valore dei legami umani, che a volte sono rinnegati per perseguire meschini interessi. È anche una vicenda di redenzione, in cui Francesco affronta i suoi errori del passato e riesce, infine, a mettere al giusto posto le priorità della sua vita.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Un uomo si sveglia in un luogo ameno, senza documenti, senza denaro, senza telefono e, soprattutto, senza ricordare nulla del suo passato. Giorno dopo giorno assumerà la consapevolezza di dover sopravvivere a condizioni estreme e a un oscuro progetto che aspira a vederlo morto.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Luca Zantei (Parma, 1964) è un manager in diverse aziende multinazionali da oltre trent’anni, oltre che un appassionato scrittore. Scrive il suo primo romanzo ispirato da una storia che gli rimbalzava in testa da mesi: “Cambio d’Identità” (Self-publishing, 2020/Seconda edizione BookSprint Edizioni, 2021); l’opera ottiene un discreto successo, e il Sole 24 ore gli dedica un quarto di pagina. Pubblica inoltre “L’altro volto della vendetta” (Self-publishing, 2020) e “Yaba – La paura vive con noi” (Il Convivio Editore, 2021). “Ricorda o Muori” è la sua quarta opera pubblicata nel 2022 con Passione Scrittore, piattaforma self-publishing partner di Mondadori Store.

 

 

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Alessandro Del Vescovo presenta il saggio “L’umanità e la fine dei tempi – La battaglia finale” https://agenziastampa.net/2023/06/14/alessandro-del-vescovo-presenta-il-saggio-lumanita-e-la-fine-dei-tempi-la-battaglia-finale/ Wed, 14 Jun 2023 13:11:42 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58736

Siamo alla “fine dei tempi”, di fronte ad una svolta epocale per l'umanità. Siamo alla soglia di un passaggio che ci porterà in una nuova era, dove ci attende un nuovo mondo di pace e fratellanza. Ma tutto ciò non è scontato, il nuovo mondo dobbiamo costruirlo noi, attraverso le nostre azioni e i nostri comportamenti. È necessario quindi, che sempre più esseri umani si incamminino sul sentiero di luce e amore, per abbandonare questa Terra derelitta ed approdare finalmente nella tanto attesa Età dell'Acquario.

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Alessandro Del Vescovo – “L’umanità e la fine dei tempi – La battaglia finale”

 

Alessandro Del Vescovo presenta un saggio dedicato alla riflessione su questi nostri tempi difficili e disorientanti, che sono ormai giunti a un punto di svolta. È arrivato il momento di agire: ognuno di noi è chiamato a contribuire, abbandonando i comportamenti egoistici e abbracciando il bene comune, per condurre l’umanità verso l’Era dell’Acquario.

 

Casa Editrice: Phasar Edizioni

Genere: Saggistica/Spiritualità

Pagine: 88

Prezzo: 14,00 €

 

«Tutte le vite degli esseri umani sono accomunate da un unico obiettivo: l’evoluzione spirituale»

 

“L’umanità e la fine dei tempi – La battaglia finale” di Alessandro Del Vescovo è un interessante saggio impreziosito da citazioni e spiegazioni di alcuni brani delle Sacre Scritture, e da riferimenti all’esoterismo e a dottrine filosofiche come la Teosofia.

L’autore parte dalla constatazione che il mondo sia ormai arrivato a un grado insopportabile di disumanità e che si necessiti, quindi, di un radicale cambio di rotta a livello spirituale, da attuare sia singolarmente che come collettività; i due termini, inoltre, sono strettamente collegati, perché gli effetti dell’evoluzione di ogni singolo uomo contribuiscono all’evoluzione dell’umanità nel suo complesso. Ormai siamo di fronte a una svolta epocale e se ne stanno accorgendo tutti, anche i più inconsapevoli; vi è però un dilemma: c’è chi pensa che stiamo per sperimentare la fine dei tempi (o fine del mondo), e chi è convinto che siamo in procinto di entrare in una nuova era. Alessandro Del Vescovo propende assolutamente per la seconda tesi: nella sua opera ci parla, sì, di una fine ma non come in molti la possono intendere. Siamo infatti arrivati alla fine di questo tempo ma all’inizio di un nuovo ciclo: la fine dell’Era dei Pesci e l’inizio dell’Era dell’Acquario, basata sull’amore e la fratellanza – «L’avvento della Nuova Era segnerà il passaggio della Terra a una condizione spirituale più elevata che la condurrà a diventare un pianeta “Sacro”».

Come si può raggiungere questo ambizioso ma necessario obiettivo? Attraverso un processo di trasformazione della coscienza che ogni singolo individuo deve mettere in atto per innescare l’evoluzione a livello planetario. L’autore, quindi, spiega qual è il ruolo dell’essere umano in questo percorso di luce e amore, e cosa può materialmente e spiritualmente fare per acquisire consapevolezza di sé, abbandonare i pensieri personalistici e distorti e contribuire quindi a questo passaggio epocale, in cui sta avvenendo un’aspra lotta tra il bene e il male – «È molto importante che sempre più persone risveglino la propria coscienza per incamminarsi consapevolmente sul sentiero della luce e combattere questa battaglia finale per l’umanità. Non si può più restare nel mezzo e assistere inconsapevoli a quello che sta accadendo, ma bisogna decidere da quale parte stare; è arrivato il tempo di agire».

 

SINOSSI DELL’OPERA. Siamo alla “fine dei tempi”, di fronte ad una svolta epocale per l’umanità. Siamo alla soglia di un passaggio che ci porterà in una nuova era, dove ci attende un nuovo mondo di pace e fratellanza. Ma tutto ciò non è scontato, il nuovo mondo dobbiamo costruirlo noi, attraverso le nostre azioni e i nostri comportamenti. È necessario quindi, che sempre più esseri umani si incamminino sul sentiero di luce e amore, per abbandonare questa Terra derelitta ed approdare finalmente nella tanto attesa Età dell’Acquario. Questo libro nasce dall’esigenza di fornire un valido strumento a tutti coloro che avvertono la necessità di questo cambiamento, che hanno come scopo principale della loro vita il bene comune e il servizio all’umanità e che vogliono contribuire alla costruzione del nuovo mondo.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Alessandro Del Vescovo è laureato in Geografia all’Università degli Studi la Sapienza di Roma e si occupa da diversi anni di studi esoterici e di pratica di discipline olistiche. Diplomato presso la scuola Energheia, è terapeuta esoterico e insegnante di Raja Yoga e meditazione. Attraverso le sue attività mette a disposizione le sue conoscenze e le sue esperienze, con lo scopo di fornire degli strumenti utili rivolti al miglioramento di sé stessi e alla realizzazione della propria rivoluzione interiore; il tutto finalizzato alla costruzione di un nuovo mondo basato sull’unione e la condivisione. Pubblica il saggio filosofico-spirituale “La Via dell’Amore” (Edizioni Alvorada, 2021) e la raccolta di poesie “Siamo nel mondo ma non siamo del mondo” (presente nell’antologia poetica “Luci Sparse” – Pagine Editore, 2022).

 

 

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Daniel Lunardi presenta l’opera “L’oro del folle” https://agenziastampa.net/2023/06/14/daniel-lunardi-presenta-lopera-loro-del-folle/ Wed, 14 Jun 2023 13:11:42 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58781

Un ritratto singolare quanto affascinante del "conquistador" spagnolo Hernán Cortés il quale, preda della sua stessa ambizione soffocata dal suo esasperato egoismo, si getta, con la disperazione propria di chi vuole eccellere sopra ogni cosa, alla conquista del Messico, abbattendo l'impero Azteco e sottomettendolo al regno di Spagna. La sua impresa sanguinosa segnò la storia, in quanto con la collaborazione di migliaia di alleati indigeni che vedevano negli spagnoli un potente mezzo per liberarsi del dominio azteco, destrutturò le comunità autoctone e vide soprattutto la fine di una florida e viva civiltà che viveva lontana dalle concezioni materialistiche di un mondo di uomini sempre più avidi di potere.

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Daniel Lunardi – “L’oro del folle”

 

Daniel Lunardi presenta un romanzo basato sulle gesta di un personaggio realmente esistito, Hernán Cortés, condottiero spagnolo dalla forte e risoluta ambizione; a partire dal 1519 egli iniziò la sua campagna per la conquista del Messico e la sottomissione dell’Impero Azteco. Ne risulta un’opera affascinante e incisiva, frutto di una personale interpretazione delle sanguinarie e a volte folli azioni di Cortés.

 

Casa Editrice: Gruppo Albatros Il Filo

Collana: Nuove voci – Imago

Genere: Narrativa storica

Pagine: 106

Prezzo: 9,90 €

 

«Quando ci si può fermare prima che sia troppo tardi? Quando si raggiunge il punto di rottura? Quando il mondo diventa troppo pesante perché la schiena possa reggerlo? Quando la pelle ci cade di dosso per rivelare quale razza di mostro si nasconde nelle profondità delle nostre tenebre?»

 

“L’oro del folle” di Daniel Lunardi è un’opera di narrativa storica caratterizzata da una scrittura coinvolgente e descrittiva, che permette al lettore di immergersi nelle situazioni e nei luoghi dipinti dall’autore. Nel romanzo si narra la storia di un intrepido uomo guidato da una sete inesauribile, che condivide con molti uomini di potere, del passato come del presente: il bisogno di dominare, di lasciare un segno nel mondo e di suscitare stima e adorazione. Lo spietato conquistatore spagnolo Hernán Cortés è nato alla fine del XV secolo e ha segnato, con le sue imprese, la prima parte del secolo successivo; nobile di basso lignaggio, ha sempre sofferto questa limitazione e sin da ragazzo ha alimentato con furore la sua voglia di riscatto.

Daniel Lunardi racconta, concedendo alla sua libertà immaginativa di ipotizzare possibili scenari, di un Hernán Cortés diciottenne alle prese con la sua ambizione più sfrenata: diventare ricco e potente, anche a costo di stipulare un patto con il diavolo; lascia quindi la Spagna e si imbarca su una nave capitanata da un uomo senza scrupoli, Alonso Quintero, e diretta verso le esotiche meraviglie del “Nuovo mondo”. Le fiamme della scoperta e della conquista divampano forti in lui, tanto da distruggere, giorno dopo giorno, anno dopo anno, la sua umanità. L’autore narra infatti della parabola discendente del protagonista; alla sua caduta nell’inferno dell’avidità e della crudeltà, però, si oppone la traiettoria ascendente delle sue fortune: egli riesce effettivamente a conquistare oro e gloria, e arriva anche a sottomettere l’Impero Azteco, dalle grandi ricchezze e dalle tradizioni antiche e radicate. Una buona sorte che però egli paga a caro prezzo: la sua anima – «E a volte i mostri siamo noi stessi, celati sotto la pelle, dietro un velo di umanità».

Daniel Lunardi presenta un’opera di notevole spessore che affascina il lettore per l’accurato approfondimento psicologico di un personaggio controverso, di cui possiamo certamente comprendere il bisogno di realizzare i propri sogni e di affrancarsi da una vita mediocre ma non certo la sua egoistica, folle e distruttiva brama di conquista, che lui ha furbamente mascherato da sacra missione.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Un ritratto singolare quanto affascinante del “conquistador” spagnolo Hernán Cortés il quale, preda della sua stessa ambizione soffocata dal suo esasperato egoismo, si getta, con la disperazione propria di chi vuole eccellere sopra ogni cosa, alla conquista del Messico, abbattendo l’impero Azteco e sottomettendolo al regno di Spagna. La sua impresa sanguinosa segnò la storia, in quanto con la collaborazione di migliaia di alleati indigeni che vedevano negli spagnoli un potente mezzo per liberarsi del dominio azteco, destrutturò le comunità autoctone e vide soprattutto la fine di una florida e viva civiltà che viveva lontana dalle concezioni materialistiche di un mondo di uomini sempre più avidi di potere.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Daniel Lunardi (Monselice, 1988) ama profondamente le storie e la narrativa, perché lo hanno sempre tenuto attaccato a questo mondo e gli hanno consentito di tirare avanti in questo caos chiamato esistenza. “L’oro del folle” (Gruppo Albatros Il Filo, 2022) è la sua opera d’esordio.

 

 

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Giuseppina Mellace e Maria Delfina Tommasini presentano il romanzo distopico “I Senzavoce” https://agenziastampa.net/2023/06/14/giuseppina-mellace-e-maria-delfina-tommasini-presentano-il-romanzo-distopico-i-senzavoce/ Wed, 14 Jun 2023 13:11:42 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58786

Un intreccio ricco di suspence, di avventure, di scontri giovanili, di passioni e ribellioni al Potere dominante e crudele. L’ambientazione perfettamente descritta ci porta in un mondo lontano che speriamo di non conoscere mai. Il lettore si diverte, partecipa, si immedesima in alcuni personaggi, parteggia per l’uno o l’altro, e nello stesso tempo riflette sulle conseguenze di un comportamento scellerato da parte degli abitanti del nostro meraviglioso pianeta.

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Giuseppina Mellace e Maria Delfina Tommasini – “I Senzavoce”

 

Le autrici presentano un romanzo distopico ambientato alla fine del terzo millennio: il riscaldamento globale ha stravolto il pianeta Terra e ha decimato la popolazione umana e animale; un tentativo estremo di salvezza ha poi complicato ulteriormente la situazione. Una sola persona ha tratto vantaggio da questa Apocalisse: una scienziata che in seguito si autoproclama regina; le sue scellerate ambizioni conducono a un regime tirannico, da cui i giovani protagonisti dell’opera cercheranno di liberarsi.

 

Casa editrice: Edizioni Progetto Cultura

Genere: Romanzo distopico

Pagine: 154

Prezzo: 15,00 €

 

«La terra fu distrutta da gigantesche esplosioni nucleari con effetti devastanti soprattutto per la popolazione che era all’oscuro di tutto ma, anche venendo informata, non avrebbe avuto via di scampo»

 

“I Senzavoce” di Giuseppina Mellace e Maria Delfina Tommasini è un romanzo distopico che, sebbene sia ambientato in un futuro lontano, parla alla nostra contemporaneità: le autrici, infatti, prospettano degli scenari plausibili e catastrofici a cui le prossime generazioni potrebbero giungere, se non ci occupiamo oggi di salvaguardare la salute del nostro pianeta. Quest’opera lancia quindi un importante avvertimento all’umanità: è tempo di risvegliare le coscienze e di agire concretamente per un domani migliore, prima che si arrivi a un punto di non ritorno.

Il romanzo si apre dolorosamente con la conta delle devastazioni seguite all’aumento intollerabile del riscaldamento globale: i ghiacciai nell’Artico sono scomparsi, molti animali sono ormai estinti, il livello del mare si è alzato a tal punto da inghiottire chilometri e chilometri di coste, cancellando diverse città, e le poche foreste rimaste sono tormentate dai continui incendi. Tra le inevitabili conseguenze di tali disastri vi è l’abbassamento della qualità dell’aria, diventata ogni giorno più irrespirabile, a cui si aggiungono le epidemie e l’insopportabile caldo, che costringe le persone a chiudersi in casa o ancora meglio sottoterra. Col trascorrere degli anni i rapporti umani sono azzerati, tanto che il ridotto uso della parola provoca un’atrofia delle corde vocali e della laringe, portando alla quasi totale perdita della voce. Scienziati da tutto il mondo si riuniscono in un bunker per trovare una soluzione in extremis; in particolare una di loro, la studiosa orientale Urzeja, propone una misura drastica: porre delle cariche nucleari in determinati punti del pianeta e farle deflagrare per generare uno spostamento dell’asse terrestre che, secondo i suoi calcoli, riequilibrerebbe il clima. L’operazione “Terra fredda” viene messa in atto alla mezzanotte del 31 dicembre 3333, nonostante gli scienziati siano al corrente che provocherà innumerevoli vittime e ulteriori disastri ambientali.

Giuseppina Mellace e Maria Delfina Tommasini offrono una storia ricca di immaginazione e allo stesso amaramente realistica; tra gare di sopravvivenza, la ricerca di un famoso Uovo Polimerico e una terribile profezia, si presenta un’opera che spinge a profonde riflessioni, narrata con uno stile accattivante e abitata da personaggi intensi e sfaccettati: da Urzeja, donna senza scrupoli che, grazie alle proprietà di una pianta miracolosa – la pulchra herba, diventerà la regina di un mondo alla deriva, a Eric, un giovane coraggioso e desideroso di affrancarsi dalla sua tirannia, passando per gli abitanti del villaggio in cui vive il ragazzo, chiamati i Pezzenti, e fino a delle misteriose presenze fantasmatiche.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Un intreccio ricco di suspence, di avventure, di scontri giovanili, di passioni e ribellioni al Potere dominante e crudele. L’ambientazione perfettamente descritta ci porta in un mondo lontano che speriamo di non conoscere mai. Il lettore si diverte, partecipa, si immedesima in alcuni personaggi, parteggia per l’uno o l’altro, e nello stesso tempo riflette sulle conseguenze di un comportamento scellerato da parte degli abitanti del nostro meraviglioso pianeta (dalla prefazione all’opera di Cinzia Tani).

 

BIOGRAFIE DELLE AUTRICI.

Giuseppina Mellace (Roma, 1957) si laurea prima in Lettere e poi in Storia e Filosofia presso l’Università La Sapienza di Roma. È autrice di pièce teatrali, saggi, racconti e romanzi con i quali ha vinto numerosi premi. Tra le opere di saggistica storica si segnalano: “Una grande tragedia dimenticata” (2014) sull’eccidio delle Foibe, presentato anche in Rai durante la trasmissione Uno mattina Libri; “I dimenticati di Mussolini” (2019), incentrato sulla vicenda dei soldati italiani deportati in Germania (premio Il Convivio); “Il lato oscuro del nazifascismo” (2021) e “La marcia su Roma” (2022). Nel 2020 ha pubblicato il romanzo storico “Il quadro di Norma” (premio Città di Ladispoli). Il 10 febbraio 2022 ha tenuto una trasmissione su Rai news 24 sul tema “Il Giorno del Ricordo”. È docente presso l’Università Cusano nel Master “Foibe ed Esodo”.

Maria Delfina Tommasini (Roma, 1954) è laureata in Giurisprudenza e ha lavorato presso un Istituto di credito; è inoltre impegnata in attività di volontariato e sportive. Ha pubblicato racconti in numerose antologie e romanzi fra cui, negli ultimi anni: “Mascioli e i suoi cicinin” (2017); “In riva al male” (2019), scritto con Alessandra Giacomini; “La contessa di Salasco” (2020); “L’avventurosa e misteriosa vita del conte di Saint Germain” (2021), scritto con Giuseppina Mellace; “NN di SS – Lebensborn” (2022). Molte sue opere hanno ottenuto importanti riconoscimenti letterari.

 

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Paolo Massimo Rossi presenta l’opera “Con gli occhi di Arianna” https://agenziastampa.net/2023/06/14/paolo-massimo-rossi-presenta-lopera-con-gli-occhi-di-arianna/ Wed, 14 Jun 2023 13:11:42 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58806

È la storia della presa di consapevolezza di una donna che si cerca e si rivela a sé stessa non tanto attraverso la coscienza del proprio quotidiano o la rivisitazione dei propri ricordi, quanto, e soprattutto, attraverso le immagini, frammentate e parziali, che le sono rimaste impresse negli occhi nel corso degli anni.

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Paolo Massimo Rossi – “Con gli occhi di Arianna”

 

Paolo Massimo Rossi presenta la storia di una donna in cerca di cambiamento, dentro e fuori di sé; è anche il racconto di un bisogno pressante di trovare un equilibrio tra ragione e sentimento. Arianna analizza la sua vita e rievoca il passato, e lentamente il velo che scherma i suoi occhi dalla verità cade: è giunto il tempo di prendere consapevolezza di sé stessa e di ciò che davvero desidera.

 

Casa editrice: CTL Editore

Genere: Narrativa contemporanea

Pagine: 314

Prezzo: 14,00 €

 

«Un’altra donna viveva in lei, sconosciuta e imprevedibile, eppure, pensò, come colta da un’illuminazione improvvisa, più cinica. “Ma si possono vivere due o più vite contemporaneamente, senza diventare pazzi?”»

 

“Con gli occhi di Arianna” di Paolo Massimo Rossi è un romanzo poetico e malinconico che viaggia tra il presente e il passato della protagonista, Arianna, una donna prigioniera di una concezione di sé che forse le hanno inculcato, o magari se l’è imposta lei stessa. Questo senso di confusione e di precarietà avvolge l’opera: chi è davvero Arianna, e cosa desidera il suo cuore? È vittima di un’educazione troppo rigida e di un marito possessivo o è carnefice di sé stessa? Arianna si sente costretta in una vita grigia, triste e noiosa, in cui non ha mai avuto modo e spazio per esprimersi; legata a doppio filo al concetto di famiglia più per formazione che per volontà, e al tempo stesso animata da un senso di ribellione furente, aveva sposato l’uomo di cui era rimasta incinta quando andava ancora all’università. Ora che è adulta paga il prezzo di quella scelta leggera, che per una giovane significava l’indipendenza ma nel corso del tempo, invece, si è trasformata nel tradimento di tutti i suoi ideali di libertà. È facile provare empatia per un personaggio apparentemente fragile e in crisi ma c’è di più sotto la superficie: Arianna non reagisce passivamente al suo sentirsi frustrata e inadeguata ma, anzi, si inoltra con coraggio sulla strada di una vera e propria rivoluzione interiore, e di una illuminante presa di coscienza. La protagonista è alla disperata ricerca di autenticità; è però possibile trovarla in un mondo dominato da maschere, ipocrisie e convenzioni, in cui sembra quasi un peccato capitale lasciarsi andare agli istinti, e affermare senza filtri i propri desideri più intimi?

Con una scrittura piacevole ed elegante, Paolo Massimo Rossi narra la storia di una donna che si analizza giorno dopo giorno, stagione dopo stagione: la primavera si sostituisce all’inverno e così Arianna si rinnova e rifiorisce; e quando il ciclo ricomincia, ella si frantuma ancora per poi ricostruirsi pezzo dopo pezzo, mentre le memorie si accavallano al presente, mentre i ricordi di famiglia e degli amori passati diventano tasselli di un puzzle da rimettere al loro posto, per dare significato all’oggi. Ma alla fine, forse non è neanche una questione di frammentarsi o di riconnettersi in un’unità compiuta; probabilmente la verità sta, come sempre, nel mezzo: tutto cambia, e i pezzi non devono per forza tornare tutti al loro posto. A volte è nell’imperfezione che si trova il senso, l’importante è rendersene conto in tempo, prima che la rabbia corroda il nostro cuore; a quel punto bisogna solo rompere le catene e tentare un volo, anche sgraziato, purché sia orientato verso la libertà di scegliere e di essere sé stessi.

 

SINOSSI DELL’OPERA. È la storia della presa di consapevolezza di una donna che si cerca e si rivela a sé stessa non tanto attraverso la coscienza del proprio quotidiano o la rivisitazione dei propri ricordi, quanto, e soprattutto, attraverso le immagini, frammentate e parziali, che le sono rimaste impresse negli occhi nel corso degli anni.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Paolo Massimo Rossi è un autore di romanzi, racconti e sillogi di poesia. Pubblica le opere “Jacob Rohault – I giorni di Venezia” (2016 – finalista al Premio Internazionale Indipendente Cesare Pavese 2016), “L’intruso nelle vecchie stanze” (2013 – finalista al Premio Il giovane Holden 2016), “Il venditore di pensieri altrui” (2018 – Segnalato dalla giuria del Premio Charles Bukowski), “18:30 Per caso a Parigi” (2020), “Diari sospesi” (2021), “Un cespuglio di spine” (2021 – finalista al Carlo F. De Filippis Premio Letteratura in Giallo Gold Crime) e il racconto “Eden in città” (Premiato nel concorso Marguerite Yourcenar 2020). È inoltre recensore di libri per conto di Letteratura&Cinema.

 

 

 

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La lanterna magica di Leibniz, Kant e Shopenhauer https://agenziastampa.net/2023/06/14/la-lanterna-magica-di-leibniz-kant-e-shopenhauer/ Wed, 14 Jun 2023 13:11:42 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58825

Il libro sarà presentato venerdì 26 maggio alle ore 19,30 in diretta streaming sulla pagina Facebook di Inpress Events & Communication. L'autrice dialogherà con Giovanni Criscione.

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Pescara – Gli echi della rivoluzione francese si sono spenti da poco. Alla fine dell’estate Immauel giunge a Grossmot, un villaggio remoto ai confini della fantasia, per ritrovare un vecchio amico, Gottfried, già collega di studio, che lo ospita in un casolare vicino al bosco, dove vive con la moglie Peg. Le passeggiate lungo i sentieri alpestri o le giornate dinanzi al camino assediati dalla neve sono l’occasione per esporre i rispettivi sistemi filosofici e discutere le differenti prospettive di interpretazione del mondo, della conoscenza e della morale. È la cornice immaginaria che fa da sfondo al romanzo “La lanterna magica di Leibniz, Kant e Shopenhauer” di Anna Maddalena Belcaro, pubblicato da A&B editrice nella nuova collana QED, dedicata al romanzo postmoderno-ipertestuale e alla filosofia. QED, infatti, è l’acronimo derivato dalla locuzione latina “Quod erat demostrandum”, che chiudeva le dimostrazioni nelle dispute filosofiche.
Il libro sarà presentato venerdì 26 maggio alle ore 19,30 in diretta streaming sulla pagina Facebook di Inpress Events & Communication. L’autrice dialogherà con Giovanni Criscione.

Anna Maddalena Belcaro, dirigente scolastica di Spoltore (PE), due lauree (Lingue Straniere e Filosofia), già docente all’estero e nelle scuole di primo e secondo grado in Italia, formatrice di docenti di Lingua Straniera e Sostegno, Supervisore SSIS per docenti di Lingua Straniera e Sostegno, è appassionata di ciclismo ed escursioni in montagna. Il libro “La lanterna magica di Leibniz, Kant e Shopenhauer” chiude la trilogia delle “Avventure filosofiche”, iniziata nel 2020 con “Effetto Spinoza” e proseguita nel 2021 con “Giordano Bruno e la ruota delle vicissitudini”.

Si tratta di romanzi, dove tra verità storica e finzione, l’autrice condensa e attualizza le idee filosofiche di alcuni grandi pensatori in uno stile comunicativo accessibile. Immauel e Gottfried, protagonisti dell’ultimo libro, altro non sono che i filosofi Kant e Leibniz. Dai ricordi d’infanzia di Peg, emergerà la figura di un terzo personaggio, di nome Arthur, nel quale si può agevolmente riconoscere il filosofo tedesco Shopenhauer. La donna, peraltro, ha la funzione di unire i vari aspetti delle tre filosofie in una prospettiva di sintesi.

Rivive così, vis-à-vis e in un passato sincrono, uno straordinario dibattito filosofico sui concetti di conoscenza, percezione e realtà che ha influenzato il pensiero occidentale lungo i secoli. Quelle idee, pur sepolte sotto le macerie morali del tempo attuale, non smettono di emanare un grande fascino e di additare all’umanità la via ideale per un mondo migliore.

Il libro di Anna Maddalena Belcaro è una lettura essenziale per tutti coloro che desiderano avvicinarsi alla filosofia o osservarla sotto un diverso punto di vista. Grazie alla sua capacità di sintetizzare concetti complessi in modo accessibile, “La lanterna magica di Leibniz, Kant e Schopenhauer” si fa apprezzare sia dagli addetti ai lavori che dai lettori appassionati di filosofia.

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Monica Zaffaroni presenta la raccolta poetica “Perduti amori” https://agenziastampa.net/2023/06/14/monica-zaffaroni-presenta-la-raccolta-poetica-perduti-amori/ Wed, 14 Jun 2023 13:11:41 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58833

Storie clandestine, fugaci e brucianti, storie che sopravvivono a un fiato di una candela, storie e storiacce di sesso perverso e inutile di bugie assenze e rancori. Ancora ci sono donne, ancora ci sono adolescenti che cadono in questa trappola di falso amore.

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Monica Zaffaroni – “Perduti amori”

 

Monica Zaffaroni presenta una raccolta di poesie in cui approfondisce alcune sfaccettature dell’amore, e in particolare il suo essere un sentimento effimero e volubile. Con leggerezza e grazia, l’autrice si avvicina ad amori mai nati, a bugie e tradimenti e all’estasi di una passione fugace; ci regala attimi di evasione dalla dura realtà di una società poco incline al romanticismo.

 

Casa editrice: Caosfera Edizioni

Collana: Riverberi

Genere: Raccolta poetica

Pagine: 74

Prezzo: 10,00 €

 

«Qualcosa aleggia nell’aria, qualcosa aleggia nella stanza, qui alberga la natura selvaggia, qui alberga l’alba dell’umanità e l’inizio dell’amore»

 

“Perduti amori” di Monica Zaffaroni è una raccolta poetica in cui si mostrano i tanti volti dell’amore, un sentimento complesso che può portare alla gioia più intensa ma anche alla sofferenza più atroce. L’autrice canta dell’amore trovato e di quello perduto, di nostalgia per ciò che ci è sfuggito dalle mani e di relazioni sbagliate, in cui si dona il proprio cuore a chi non lo merita, fino a menzionare gli amori pericolosi, ossessivi o addirittura criminali; e ancora i colpi di fulmine che sconquassano l’anima, gli amori bugiardi, quelli fatti di sola attrazione fisica, e perfino i fugaci innamoramenti estivi. E non ci si ferma all’amore passionale: si parla anche di amore filiale, di amore fraterno, di amore per un luogo o per la patria, e anche di amore spirituale.

Monica Zaffaroni presenta liriche delicate ma anche amare; in alcune poesie non c’è neanche l’ombra di una speranza mentre in altre si può avvertire la gentile brezza dell’amore corrisposto, sognato, conquistato. Tra certezze e dubbi, felicità e dolore, soddisfazione e rimpianto, scorrono come un fiume in piena delle liriche ricche di passione, quasi materiche e a volte rabbiose; l’autrice invita il lettore a riflettere sulla natura della vita amorosa, che è sempre un azzardo, una scommessa che probabilmente non si vincerà. L’amore è infatti un sentimento mutevole, ed è proprio nella sua precarietà e fragilità che risiede la sua bellezza, il suo essere un prezioso dono al pari della vita stessa.

L’autrice ci ricorda quindi di cogliere l’attimo, di godere del qui e ora, perché è tutto ciò che abbiamo – «Viviamo l’attimo, cogliamo l’opportunità, non ci riempiamo di rimpianti, oggi sono qui, domani siamo lì, nell’oblio». Ci sarà sempre «un’altra notte per amare ancora, ancora e ancora» così come ci sarà sempre, purtroppo, il tempo del tradimento e dell’abbandono – «Questa canaglia che all’apparir è un docile agnello ti seduce, ti soggioga, ti conturba per un sottil gioco d’interesse. Ma tu non ti opponi, non supponi che un giorno l’illusione svanirà e la canaglia il conto ti presenterà».

 

SINOSSI DELL’OPERA. Storie clandestine, fugaci e brucianti, storie che sopravvivono a un fiato di una candela, storie e storiacce di sesso perverso e inutile di bugie assenze e rancori. Ancora ci sono donne, ancora ci sono adolescenti che cadono in questa trappola di falso amore.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Monica Zaffaroni è nata nel 1963 a Legnano, dove tuttora lavora come insegnante e traduttrice. Laureata in Scienze pedagogiche all’Università di Torino, ha frequentato l’anno di perfezionamento all’Università di Padova. Appassionata di lettura, teatro e lingua latina, ha scritto per il giornale La Prealpina di Varese; nel 2016 è stata inserita nell’Agenda dei Poeti di Milano, nel 2018 ha vinto una sessione del premio “Montessori-Uler” a Rho e ha partecipato con successo al Festival della Poesia a Roma. “Perduti amori” (2021) è la sua seconda raccolta poetica pubblicata con Caosfera dopo “I luoghi dell’anima” (2019).

 

 

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Annamaria Zizza presenta il romanzo storico “La regina di Tebe” https://agenziastampa.net/2023/06/14/annamaria-zizza-presenta-il-romanzo-storico-la-regina-di-tebe/ Wed, 14 Jun 2023 13:11:41 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58901

Ankhesenamon, vedova di Tutankhamon e senza figli, nel tentativo di pacificare il suo Paese e di dare un erede al suo regno, fa una mossa pericolosa e spregiudicata. Ordina allo scriba Menthuotep, un babilonese dal passato oscuro e doloroso, di inviare una lettera al re degli ittiti, affinché le lasci sposare uno dei suoi figli. Gli ittiti sono sorpresi dal contenuto della lettera: pensano a una trappola da parte degli egizi e temporeggiano, ma alla fine vengono convinti da Menthuotep, inviato dalla regina in qualità di ambasciatore, e accettano la proposta. Aspettano da tempo di conquistare l’Egitto; sanno di essere più forti in battaglia perché conoscono il segreto della tempratura del ferro ancora ignoto agli altri popoli. Il re ittita invierà uno dei suoi figli, Zannanza, ma la conclusione della vicenda sarà sorprendente per tutti i protagonisti.

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Annamaria Zizza – “La regina di Tebe”

 

Annamaria Zizza presenta un coinvolgente romanzo storico ambientato nel XIV secolo a.C. e incentrato sulle complesse vicende politiche che fecero interagire due popoli molto diversi tra loro: gli egizi e gli ittiti. Una misteriosa lettera inviata dalla bellissima vedova del faraone Tutankhamon al re degli ittiti dà l’avvio a una storia affascinante piena di intrighi, amori proibiti e avventure. Un’opera apprezzata anche dalla stimata scrittrice Dacia Maraini, che ha firmato la quarta di copertina del libro.

 

Casa editrice: Marlin Editore

Collana: Vulcano

Genere: Romanzo storico

Pagine: 272

Prezzo: 16,00 €

 

«Ciò che ho raccontato in queste memorie sono stati gli avvenimenti a cui io, Menthuotep, ho assistito o che orecchie bene informate mi hanno riferito. Perché là dove non sono stato presente altri, degni della mia fiducia, lo sono stati, e mi hanno narrato con parole di lode o di biasimo eventi luttuosi o gioiosi, perché restino a eterno monito per chi verrà dopo di noi su questa terra. Io, che sono il servo del dio Toth, ho cercato di rappresentarli col solo strumento di cui dispongo: la parola. Quella che placa le tempeste e dona la pace»

 

“La regina di Tebe” di Annamaria Zizza è un romanzo storico suggestivo e avvincente, scritto da un’autrice appassionata di egittologia; l’opera è infatti estremamente accurata, e l’attenta ricerca delle fonti e la perfetta ricostruzione storica permettono al lettore di respirare le atmosfere di un tempo lontano e mitico, in cui si incontrano diverse razze, si familiarizza con gli usi, i costumi e la vita quotidiana degli egizi e degli ittiti, e se ne conoscono le leggende e i culti misterici. L’autrice illustra anche alcuni aspetti dell’arte bellica dei due popoli, in un momento cruciale in cui stava avvenendo il passaggio dal bronzo al ferro, e racconta dei turbolenti affari politici dei due imperi, impegnati in lotte di conquista e nell’affermare la propria supremazia.

Annamaria Zizza presenta la storia di Ankhesenamon, la Grande Sposa Reale e giovane vedova del faraone Tutankhamon, la quale, in piena crisi dinastica, decide di inviare un’ardita proposta al Gran Re degli ittiti per tentare di mettere pace tra i due popoli. Siamo nel 1323 a.C. a Tebe, capitale dell’Egitto: colui che passerà alla storia come il “faraone bambino” è morto da poco tempo e senza aver generato figli; l’inconsolabile moglie non può accettare di sposare l’anziano visir Ay, e affida quindi al misterioso scriba babilonese Menthuotep il compito di consegnare una missiva a Suppiluliuma, in cui si chiede di inviare in Egitto uno dei suoi tanti figli affinché lei possa sposarlo, e garantire quindi un erede al trono delle Due Terre. È un piano pericoloso: gli ittiti e gli egizi hanno sempre avuto dei rapporti tesi, complicati dalle guerre per annettere territori ai rispettivi imperi. Ankhesenamon ha quindi deciso il destino dell’Egitto: quali saranno gli esiti di un’azione così audace?

L’autrice dipinge il minuzioso ritratto di una donna indipendente e sognatrice, in un’opera in cui si presta molta attenzione alla caratterizzazione psicologica dei personaggi, e incentrata principalmente sulle figure femminili: non solo Ankhesenamon, la pacifica regina egizia dedita al culto della luce e del dio Aton, ma anche la babilonese Malnigal, moglie del re Suppiluliuma, una donna subdola e versata nelle arti magiche più oscure. Tra intrighi e amori proibiti, tra drammi personali e avventure mozzafiato, si dipana una storia vera e affascinante, finora sconosciuta, raccontata con uno stile coinvolgente, incalzante e ricco di colpi di scena.

 

SINOSSI DELL’OPERA. La bellissima e giovane regina Ankhesenamon, vedova di Tutankhamon e senza figli, nel tentativo di pacificare il suo Paese e di dare un erede al suo regno, fa una mossa pericolosa e spregiudicata. Ordina allo scriba Menthuotep, un babilonese dal passato oscuro e doloroso, di inviare una lettera al re degli ittiti, affinché le lasci sposare uno dei suoi figli. Dell’iniziativa vengono lasciati all’oscuro sia il potente visir Ay che il generale Horemheb, che ambiscono al trono. Gli ittiti sono sorpresi dal contenuto della lettera: pensano a una trappola da parte degli egizi e temporeggiano, ma alla fine vengono convinti da Menthuotep, inviato dalla regina in qualità di ambasciatore, e accettano la proposta. Aspettano da tempo di conquistare l’Egitto; sanno di essere più forti in battaglia perché conoscono il segreto della tempratura del ferro ancora ignoto agli altri popoli. Il re ittita, che ha sposato la babilonese Malnigal, esperta di magia nera, pericolosa quanto ambigua, invierà uno dei suoi figli, Zannanza, ma la conclusione della vicenda sarà sorprendente per tutti i protagonisti.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Annamaria Zizza vive e lavora a Catania. Collabora alla rivista di egittologia e archeologia “Mediterraneo antico” e ha pubblicato il romanzo storico “Lo scriba e il faraone” per Algra Editore nel 2021, popolato in parte dagli stessi personaggi de “La regina di Tebe” (Marlin Editore, 2023) e imperniato sulla storia dell’amicizia tra il giovanissimo Tutankhaton e il suo maestro Menthuotep. Ha curato alcuni cicli di “Lecturae Dantis” ad Acireale, dove insegna materie letterarie in un liceo, e ha ricevuto due menzioni speciali (Premio letterario “Salvatore Quasimodo” e Premio “Efesto”) per le sue poesie.

 

 

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Don Cosimo Schena presenta la raccolta di poesie “L’uomo nel cuore di Dio” https://agenziastampa.net/2023/06/14/don-cosimo-schena-presenta-la-raccolta-di-poesie-luomo-nel-cuore-di-dio/ Wed, 14 Jun 2023 13:11:41 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58905

Questa nuova raccolta di poesie e pensieri di don Cosimo Schena sono un connubio tra fede e vita. Versi che richiamano il grande amore di Dio che ha per l'uomo e la risposta dell'uomo a questo amore infinito. Preghiera e Poesia si mescolano diventando un unico canto d'Amore verso l'unico Dio.

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Don Cosimo Schena – “L’uomo nel cuore di Dio”

 

Don Cosimo Schena presenta una raccolta di poesie in cui esprime il suo amore per Dio con la semplicità e la positività che lo caratterizzano; l’autore condivide con i lettori la gioia della fede, e testimonia l’importanza di perseguire il valore della fratellanza. L’opera è già tra i bestseller nella sezione poesia di Amazon, anche grazie al vasto seguito, circa un milione di follower, che l’autore ha sui principali social network. Don Cosimo Schena è infatti il prete più seguito in Italia, e il secondo al mondo ad avere la spunta blu su TikTok, oltre che sugli altri social.

 

Genere: Raccolta poetica

Pagine: 140

Prezzo: 9,99 €

ISBN: 979-8389984615

 

«Solo chi ha amato può raccontare l’Amore»

 

“L’uomo nel cuore di Dio” di don Cosimo Schena è un’emozionante raccolta poetica in cui l’autore propone poesie e pensieri incentrati sull’amore verso Dio ma non solo: l’amore che sperimentiamo ogni giorno in tutte le sue forme, anche quello più “terreno”, quando è puro e incondizionato diventa il tramite per accedere alla dimensione divina, ed è quindi tanto importante quanto quello di natura spirituale. È don Cosimo Schena, infatti, ad affermare: «Personalmente mi riferisco a Dio, ma tutti possono declinare le mie parole per i rapporti e le relazioni personali a seconda del proprio vissuto».

L’autore vanta un impressionante seguito sui social – non solo su Facebook, Instagram, Twitter e TikTok ma anche su YouTube e Spotify – che utilizza per trasmettere i suoi messaggi di fede e di fratellanza al maggior numero possibile di persone; è un prete influencer, quindi, ed egli prende molto sul serio la sua missione e la sua responsabilità di divulgatore, offrendo spunti di riflessione e portando avanti campagne a favore dei più bisognosi. Il sacerdote è inoltre in prima linea nelle battaglie per combattere l’abbandono e il maltrattamento degli animali; per questo motivo il ricavato di questa raccolta di poesie sarà devoluto alle cause, umanitarie e animaliste, a cui l’autore è più sensibile.

Don Cosimo Schena viene chiamato “Il poeta dell’Amore di Dio”, e le liriche che presenta ne sono la viva testimonianza: in ognuna di esse esprime la gioia di essere parte dell’amore di Dio, e di esserne al contempo un fedele messaggero; nelle sue poesie si annulla la distanza tra il divino e l’umano delegando al potente sentimento dell’amore il compito di liberare i cuori, affinché raggiungano quella completezza e quella pace che solo la fede può donare. L’autore esprime le sue emozioni senza riserve, e offre speranza a chi non riesce più a trovarla – «Quando pensi di non farcela più… fissa il cielo perché lì c’è un Dio che ti Ama più di sé stesso»; se si vive con amore, e se si è consci di essere amati, nessun dolore può distruggerci.

“L’uomo nel cuore di Dio” è un’opera semplice e autentica, scritta da un autore profondamente convinto che, anche in questi tempi caratterizzati da un esasperato individualismo e da un ormai intollerabile egoismo, si possa ancora riporre fiducia nell’umanità – «Non dobbiamo dimenticare che noi siamo stati creati dall’amore, di conseguenza non possiamo non amare».

 

SINOSSI DELL’OPERA. Questa nuova raccolta di poesie e pensieri di don Cosimo Schena sono un connubio tra fede e vita. Versi che richiamano il grande amore di Dio che ha per l’uomo e la risposta dell’uomo a questo amore infinito. Preghiera e Poesia si mescolano diventando un unico canto d’Amore verso l’unico Dio.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Don Cosimo Schena è nato nel 1979 a Brindisi ed è prete dal 2009. Si definisce un sacerdote di periferia e utilizza le poesie per raggiungere attraverso i social network anche i contatti più lontani dalla Chiesa. È salito alla ribalta delle cronache qualche anno fa grazie alle sue poesie musicate e recitate dalla sua stessa voce, che hanno avuto sui canali social un successo incredibile quanto inaspettato. Plurilaureato in teologia, filosofia e psicologia e con un dottorato di ricerca in Filosofia PhD presso la Pontificia Università Lateranense, mette in rima con molta semplicità la sua fede e l’amore universale. È autore di diversi saggi e opere che spaziano dalla filosofia alla poesia; tra essi si ricordano le raccolte poetiche “Impronte di Cuore” (2019) e “Rivestito di stelle per Amare” (2021) e il romanzo “La mia vita capovolta” (2020), tutti per Bertoni Editore, mentre è di prossima pubblicazione per Mimesis Edizioni il saggio di filosofia “Simone Weil e lo stato. Voce profetica contro la deriva totalitaria”.

 

 

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Premio Troccoli Magna Graecia per la poesia alla tarantina Rosaria Scialpi https://agenziastampa.net/2023/06/14/premio-troccoli-magna-graecia-per-la-poesia-alla-tarantina-rosaria-scialpi/ Wed, 14 Jun 2023 13:11:41 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58920

Premio Troccoli Magna Graecia, sezione Poesia, alla ventisettenne tarantina Rosaria Scialpi con la silloge d'esordio Lembi di verità

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Si è svolta, nella giornata del 27 maggio 2023, presso il Teatro comunale di Cassano allo Jonio (CS), la cerimonia di conferimento del prestigioso Premio Troccoli Magna Graecia, ormai giunto alla sua XXXVII edizione e quest’anno dedicata al centenario di Rocco Scotellaro. Presidente del premio: Martino Zuccaro. Presidente del Comitato Scientifico: Pierfranco Bruni.
Ad aggiudicarsi il premio, nella sezione Poesia, la ventisettenne autrice tarantina Rosaria Scialpi  con la sua silloge poetica d’esordio Lembi di verità, ed. L’Erudita, marchio Giulio Perrone Editore, 2022.

 

LA MOTIVAZIONE

Il 37° Premio Letterario Nazionale Troccoli Magna Graecia, per la Sezione POESIA, è conferito

alla Dott.ssa ROSARIA SCIALPI, Poetessa, curatrice editoriale, critica letteraria, per la particolare sensibilità personale ed estetica riscontrabile nelle sue sillogi poetiche; per la preparazione e la duttilità dimostrata in qualità di curatrice editoriale; per l’attività di critica letteraria su testi contemporanei e su testi già consacrati nella storia letteraria italiana.

Laureata in Lettere moderne con 110/110 cum laude nell’Università del Salento, Lecce, si rammentano: la prefazione nel saggio Il tragico e la bellezza. In dialogo con la letteratura russa, (Solfanelli); nella Rivista “Aracne”, rivista scientifica di area10, I versi satanici. Il sovvertimento dei canoni letterari e la resistenza dell’intellettuale dissidente, La grande menzogna della meritocrazia spiegata con Mastro Don Gesualdo di Verga, in Clinamen, rivista culturale.

Ha pubblicato, inoltre, Lembi di verità, (G. Perrone editore) un testo di poesia emblematico che si muove tra innovazione e tradizione in una poetica dei miti e della ricerca metafisica. Recentemente ha pubblicato nella collana “Zaffiri” dell’editore Pellegrini, il saggio La trilogia del Nostos.

 

IL LIBRO

Lembi di verità è un viaggio introspettivo, condotto pagina dopo pagina, e articolato in tre macro-sezioni, alla ricerca di un ‘io’ smarrito e di una verità in frantumi, di piccoli lembi di verità.

Da Hermes Magazine, recensione di Anastasia Cicciarello:
Il titolo non mente: sono dei veri e propri lembi quelli di Rosaria Scialpi. Degli squarci di pelle e vita, scorci che ci lasciano intravedere gli stati d’animo dell’autrice attraverso il filtro della carta stampata. […] Ai sentimenti di Scialpi rispetto alle cose della vita, si alternano pensieri e riflessioni sul mondo che la circonda, sul motivo per cui siamo in vita, sul destino che ognuno di noi si trova ad affrontare. Una silloge introspettiva quindi, che si interroga sui moti interni dell’animo e si rapporta alla realtà esterna attraverso il metro di misura dell’Io. Un primo tentativo efficace e gradevole alla lettura.

Da Il mondo incanto dei libri, recensione di Maria Teresa Lezzi Fiorentino:
Mi piace vedere “Lembi di verità” come la silloge del viaggio alla scoperta del sé in relazione con il mondo. Quei lembi di oscurità ci appartengono in tanti momenti della vita. Riusciremo ad emergere cogliendo quel raggio di luce che ci farà sperare. Una silloge da leggere, assolutamente, in attesa della prossima.

Dalla quarta di copertina:
Secondo Honoré de Balzac “La vita di un uomo felice è un quadro dal fondale d’argento con delle stelle nere: la vita di un uomo infelice è un fondo nero con delle stelle d’argento”. Rosaria Scialpi dipinge dapprima, con le sue parole, i lembi di un fondale doloroso e poi, come una pittrice, traccia al suo interno una costellazione luminosa, i lembi di una speranza che ha ragione del suo brillare proprio in quel fondale così nero. E se “al mondo non vi sono dolore né felicità assoluti”, Rosaria Scialpi riesce a restituire nelle sue poesie tutta la complessità di un’esistenza che oscilla costantemente fra luce e oscurità.

L’AUTRICE

Rosaria Scialpi è nata a Taranto nel 1996. Laureata in Lettere moderne, sin dai primi anni di università collabora con testate giornalistiche e riviste letterarie e ha scritto articoli scientifici per riviste di area A10. Nel 2022 ha pubblicato la sua prima silloge poetica: Lembi di verità. È attiva da diversi anni in ambito culturale e nel 2023 è stata autrice di un podcast sulle varianti mitologiche meno note di ambito greco. Suoi racconti e studi compaiono in antologie e in saggi collettivi.

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Cosimo Pedone presenta il romanzo “Fili magici” https://agenziastampa.net/2023/06/14/cosimo-pedone-presenta-il-romanzo-fili-magici/ Wed, 14 Jun 2023 13:11:41 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58945

Claudio ha la febbre alta ed è delirante; neanche i dottori riescono a capire la natura del suo malanno. Prima dei giorni febbricitanti, l’esistenza di Claudio era tranquilla, tra amici di infanzia a cui è molto legato, un matrimonio in apparenza appagante e un figlio che adora. Claudio ha però una vita parallela, di cui quasi nessuno è al corrente, e che lo condurrà a scelte estreme. Cesar vive in Spagna: è un famoso scrittore che pubblica i suoi romanzi sotto pseudonimo, e in pochissimi conoscono il suo volto e la sua vera identità. Vive volontariamente un’esistenza appartata e solitaria, impegnato a combattere dei feroci demoni del passato. Claudio e Cesar: due uomini tormentati, le cui storie si intrecciano in un modo inaspettato e sconvolgente.

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Cosimo Pedone – “Fili magici”

 

Cosimo Pedone presenta un affascinante romanzo in cui si narrano le storie di due uomini, i cui destini sono legati dal filo rosso dell’amore puro e indissolubile verso la donna che ha rapito il loro cuore. Tra sogno e realtà, una vicenda caratterizzata da una scrittura evocativa, da suggestive citazioni mitologiche e da sorprendenti colpi di scena.

 

Casa editrice: Edizioni SensoInverso

Collana: AcquaFragile

Genere: Narrativa contemporanea

Pagine: 173

Prezzo: 16,00 €

 

«Avevano vissuto intensamente quasi undici lunghi anni, fatti di altissime emozioni, di forti intimità, di milioni di messaggi e contatto perenne, non solo fisico e telematico ma anche telepatico. Le loro giornate non finivano mai perché fili magici legavano le loro menti, mai sazie di cercarsi»

 

“Fili magici” di Cosimo Pedone è un’opera emozionante in cui si racconta di un amore profondo e tragico, quello che solo delle anime gemelle possono provare; si narra anche di un nuovo inizio, disperatamente cercato da chi non può dimenticare un sentimento tanto intenso da spezzare il cuore nel momento in cui svanisce. È una storia in cui l’amore è l’amicizia hanno un posto d’onore, e in cui si parla anche di quella paura che a volte ci paralizza proprio nel momento in cui comprendiamo di dover cambiare radicalmente strada per essere felici, ma ci mancano le forze per osare tanto. E allora restiamo sulla via maestra, quella che abbiamo imboccato forse più per adesione a delle regole sociali che per scelta consapevole, intrappolandoci in un’esistenza inautentica.

L’autore compie dei salti tra il presente e il passato per narrare la storia di due uomini, Claudio e Cesar; la vicenda si muove non solo a livello temporale ma si snoda anche su due piani spaziali diversi: il mondo onirico e quello reale. Nel presente assistiamo all’incomprensibile malattia di Claudio, colpito da una febbre alta e insistente che non lo abbandona e che lo fa delirare: l’autore riporta i suoi pensieri incoerenti in un flusso di coscienza apparentemente senza capo né coda, il cui significato verrà rivelato solo alla fine del romanzo. Claudio si trova nel limbo tra la vita e la morte, e in quello spazio senza tempo sperimenta un’esistenza alternativa, in qualche modo più concreta e significativa di quella vissuta fino all’inizio della sua strana malattia. Conosciamo anche una parte del passato di Claudio, partecipando della forte amicizia intrecciata con Achille e Giulio, del suo incontro con la futura moglie Domitilla e dell’altro, sconvolgente, con la donna la cui anima combacia perfettamente con la sua. Sono anni di passione smisurata finché il destino, già scritto sin dal primo giorno del loro incontro, non si compie. C’è poi Cesar, un personaggio complesso, misterioso, votato alla solitudine; uno scrittore famoso il cui volto è però sconosciuto: egli sta rintanato nella sua casa a Siviglia, mentre tenta di domare l’angoscia che da tempo lo avvince. Fino al giorno in cui decide di affrancarsi da quella vita solitaria, perché in quest’opera non si parla solo d’amore, di perdita, di morti necessarie e di altrettanto doverose rinascite ma anche di libertà. E l’epilogo della sua storia sarà tanto spiazzante quanto incredibilmente poetico.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Claudio ha la febbre alta ed è delirante; neanche i dottori riescono a capire la natura del suo malanno. Prima dei giorni febbricitanti, l’esistenza di Claudio era tranquilla, tra amici di infanzia a cui è molto legato, un matrimonio in apparenza appagante e un figlio che adora. Claudio ha però una vita parallela, di cui quasi nessuno è al corrente, e che lo condurrà a scelte estreme. Cesar vive in Spagna: è un famoso scrittore che pubblica i suoi romanzi sotto pseudonimo, e in pochissimi conoscono il suo volto e la sua vera identità. Vive volontariamente un’esistenza appartata e solitaria, impegnato a combattere dei feroci demoni del passato. Claudio e Cesar: due uomini tormentati, le cui storie si intrecciano in un modo inaspettato e sconvolgente.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Cosimo Pedone è nato a Stornarella, un piccolo paese della Puglia in provincia di Foggia, e in età adolescenziale si è trasferito con i genitori in provincia di Milano, dove si è laureato in Scienze Politiche con indirizzo internazionale e dove attualmente vive e lavora. Oltre ai viaggi e alla musica, la sua passione principale è la corsa; nel 2011 ha partecipato alla maratona di New York. “Fili magici” (Edizioni SensoInverso, 2022) è il suo romanzo d’esordio.

 

 

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SALVO NOÈ PRESENTA A CATANIA LA PAURA COME DONO, UN TESTO CHE APRE LE FINESTRE DELL’ANIMA https://agenziastampa.net/2023/05/11/salvo-noe-presenta-a-catania-la-paura-come-dono-un-testo-che-apre-le-finestre-dellanima/ Thu, 11 May 2023 13:34:51 +0000 https://agenziastampa.net/?p=58755

Dopo gli interminabili bagni di folla e affetto lungo tutto lo Stivale,

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Dopo gli interminabili bagni di folla e affetto lungo tutto lo Stivale, SALVO NOÈ presenta a Catania “La paura come dono” (Edizioni San Paolo 2023). Per la prima volta in un libro il dialogo tra papa Francesco e lo psicologo.

Un incontro straordinario nel quale la psiche diventa respiro, soffio, creazione di un testo che apre le finestre dell’anima.

L’appuntamento è il 19 maggio alle ore 17.00 presso il Palazzo della Cultura. Interverranno S.E. Mons. Luigi Renna, Arcivescovo metropolita di Catania, e il Prof. Rosario Faraci, ordinario di Economia e gestione delle imprese all’Università degli Studi di Catania. Modera Ruggero Sardo, il gentleman della conduzione siciliana.

Scrivere un libro sulle paure rappresenta un viaggio verso la nostra libertà e, per arrivarci, abbiamo bisogno di incontrare le tortuosità della vita. Spesso queste tortuosità si presentano sotto forma di dolori, mal di vivere, palpitazioni, incontri, scontri, paure… A cosa serve tutto questo? A scorgere le parti migliori di noi. Ecco perché la paura può essere un dono, può cioè proteggerci e farci notare che abbiamo bisogno di liberare le nostre potenzialità. Dietro le paure fobiche si nascondono i nostri talenti, la nostra voglia di libertà, il coraggio di vivere.

Questi ed altri spunti di riflessione durante la presentazione del libro di SALVO NOÈ. Un momento di confronto dal titolo “Comunicare emozioni: quando la paura diventa dono”.

L’appuntamento è inserito all’interno del ricco programma strutturato in vista della 57ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali di domenica 21 maggio 2023. Per celebrarla al meglio, da diciotto anni le Paoline e i Paolini promuovono un evento nazionale, il Festival della Comunicazione. In questa XVIII edizione viene ospitato nell’Arcidiocesi di Catania, con diverse iniziative dal 18 aprile al 21 maggio, in luoghi significativi del capoluogo etneo. Finalità è far riflettere sull’attualità del messaggio del Santo Padre: “Parlare col cuore: Veritatem facientes in caritate (Ef 4,15)”.

«Un festival per imparare, in una “lezione” nella quale i volti e i cuori si incontrano.» sottolinea S.E. Mons. Luigi Renna che aggiunge: «Catania e forse tutta l’Italia vuole “imparare” a parlare col cuore. A partire dal modo con cui guarda a sé stessa. Alla sua crisi economica e politica, alla sua dispersione scolastica, alla lotta alla criminalità, all’accoglienza degli immigrati sulle coste siciliane. Alla generosità di tanti uomini e donne che con la loro dedizione fanno sì che questo spazio e questo tempo siano abitati dalla speranza.»

E, nell’ottica dell’amore, si configura appieno la presentazione del libro “La paura come dono”, un dialogo tra PAPA FRANCESCO e lo psicologo SALVO NOÈ. L’idea nasce dalla consapevolezza che amore e paura sono le due forze motrici della nostra vita. La prima crea e sviluppa l’esistenza di ognuno, la seconda ci protegge. Ma come trasformare quest’ultima in un traino positivo che ci permetta di vivere meglio? Durante il confronto con l’Arcivescovo metropolita di Catania e il Prof. Faraci, moderato da Ruggero Sardo, il Dott. NOÈ proverà a rispondere a questa ed altre domande. Con un linguaggio semplice ma profondo dimostrerà come la paura si possa trasformare in potere, in dono.

«Gli argomenti che ho affrontato in questo libro vengono dal mio lavoro di psicoterapeuta.» conclude l’autore «Una professione che mi porta a vedere quello che non compare a prima vista. Le cause nascoste dei disagi, il bozzolo che non si trasforma in farfalla è questo il problema! Rischiamo di schiacciare il bozzolo con uno stile di vita che non ci fa esprimere al meglio. Nella copertina del libro è raffigurata la farfalla che si poggia sul dono. Ecco, la nostra più grande consapevolezza è sapere che tutto è un dono.»

In concomitanza con la presentazione del libro “La paura come dono” (Edizioni San Paolo 2023) avverrà inoltre la premiazione del concorso “Ho un desiderio, sospeso tra sogno e realtà: quello che ogni Rosso Malpelo incontri un don Lorenzo Milani sulla sua strada”. Promosso dall’Ufficio per la Pastorale scolastica della Diocesi di Catania e rivolto agli studenti delle scuole secondarie di 1° e 2° grado del capoluogo etneo e provincia, ha costituito una speciale occasione per i ragazzi di cimentarsi nella produzione artistica e in elaborati scritti e/o multimediali.

L’appuntamento è il 19 maggio alle ore 17.00 presso il Palazzo della Cultura. Ingresso libero.

Per maggiori informazioni sul programma si può fare riferimento alla Segreteria organizzativa del Festival della Comunicazione https://www.festivaldellacomunicazionect.it/ / festivalcomunicazione@arcidiocesicatania.com.

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URBAN LIFE: un libro per appassionati di viaggi e fotografia urbana https://agenziastampa.net/2023/02/27/urban-life-un-libro-per-appassionati-di-viaggi-e-fotografia-urbana/ Mon, 27 Feb 2023 11:01:27 +0000 https://agenziastampa.net/?p=56937 Il libro fotografico di Fabio Diena, con oltre 150 immagini, per lo

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Il libro fotografico di Fabio Diena, con oltre 150 immagini, per lo più in bianco e nero, scattate per le strade di alcune delle più belle città del mondo. “Urban Life” è un itinerario attraverso le grandi metropoli: New York, Chicago, San Francisco, Londra, Berlino, Stoccolma, Vienna, Praga, Amsterdam e Milano.

 

E’ ora disponibile su Amazon Urban Life – 10 Great Cities in Black and White, il libro del fotografo milanese Fabio Diena che contiene oltre 150 immagini dedicate a 10 delle più belle città del mondo.  Il volume è ora acquistabile in due versioni, con copertina rigida e morbida.

“Urban Life” è un libro per amanti dei viaggi e della fotografia: un viaggio tra le strade di New York, Chicago, San Francisco, Londra, Berlino, Vienna, Praga, Stoccolma, Amsterdam e Milano.

Il volume si sofferma sulla rappresentazione di spazi e soggetti inseriti nel contesto urbano, grazie alla capacità del fotografo di dare uno sguardo personale alle città, di immergersi nel movimento cittadino e cogliere l’attimo giusto per scattare. È una sorta di passaporto per luoghi e culture differenti, in cui si incontrano personaggi, ambienti, situazioni che appaiono lontane, ma al tempo stesso vicine.

All’interno di questo libro, con oltre 200 pagine di fotografie, Fabio Diena – da trent’anni stimato fotografo professionista di sport e spettacolo – ci conduce proprio in questo mondo dove le contraddizioni sono spesso all’ordine del giorno. E, attraverso l’obiettivo della sua fotocamera mette a fuoco i contrasti e gli stili di vita, nonché l’architettura urbana delle città, lasciando sempre un po’ trasparire qua e là anche il suo amore per lo sport e la musica.

Oltre a questo progetto editoriale Fabio Diena condivide la sua esperienza in alcuni incontri e workshop fotografici – principalmente di street photography, fotografia musicale e sport – che verranno organizzati nel corso dell’anno. In programma anche alcune mostre di viaggi e musica, legate alle tematiche dei libri in uscita.

 

Fabio Diena:

Durante la sua carriera come fotografo professionista di sport e spettacolo, durante i quali ha collaborato con alcune delle principali riviste ed agenzie italiane e internazionali, Fabio Diena decide di viaggiare per il mondo e fotografare le diverse culture da cui è stato attratto nel corso della sua vita. È così che approda in Madagascar, a Zanzibar, in Honduras, fino a stabilirsi per un po’ in Australia. Per lavorare a diversi eventi internazionali, nel corso degli anni ha occasione di passeggiare tra le strade di alcune tra le più affascinanti metropoli al mondo. Un viaggio durato qualche anno che si traduce in un omaggio alla varietà e particolarità della cultura urbana delle diverse città.
Con lo sguardo sempre attento, Diena nei vari reportage cerca di catturare le sensazioni e gli aspetti più interessanti dei paesi e delle persone che incontra e li esprime con un mix di spontaneità e schiettezza che miscela con l’ironia che lo caratterizza. Trent’anni di fotografie che raccontano come viaggiare, esplorare altre culture, incontrare persone così diverse abbia avuto una positiva influenza sulla sua vita e sul suo lavoro.
All’interno di questo libro, Urban Life – 10 Great Cities in Black and White, con copertina rigida e oltre 200 pagine di fotografie, ci conduce proprio in questo mondo dove le contraddizioni sono spesso all’ordine del giorno. E, attraverso l’obiettivo della sua fotocamera mette a fuoco i contrasti e gli stili di vita, nonché l’architettura urbana delle città, lasciando sempre un po’ trasparire anche il suo amore per lo sport e la musica.

 

Urban Life su Amazon: https://www.amazon.it/Urban-Life-Great-Cities-Black/dp/B0BQNBQBB3

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Nel “Cuore Segregato” del giovane Edoardo la via per ritrovare se stessi https://agenziastampa.net/2022/12/21/nel-cuore-segregato-del-giovane-edoardo-la-via-per-ritrovare-se-stessi/ Wed, 21 Dec 2022 10:25:34 +0000 https://agenziastampa.net/?p=56875

Una poetica che mette in primo piano le esigenze del cuore. E’

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Una poetica che mette in primo piano le esigenze del cuore. E’ del giovanissimo Edoardo Veselinov Spasov, sedici anni appena, la nuova opera edita da Aletti nella collana “I Diamanti della Poesia”. Si intitola “Cuore Segregato” per risaltare l’amarezza, ma anche il desiderio di tirar fuori diversi principi d’amore. «Come autore – racconta lo studente di Liceo, nato a Roma, da genitori bulgari e, attualmente, stabilitisi a Tuscania (in provincia di Viterbo) – posso esprimere il significato di una mia passione coltivata con la determinazione di un artista. In passato ho avuto l’illusione che questo mio interesse fosse, da tempo, lasciato da parte. Oscurata l’ispirazione, caddi in uno stato di profonda confusione con il dubbio che la scrittura potesse avere un ruolo fondamentale nella mia vita. Fu un’illusione passeggera, che si concluse con il mio ritorno alla scrittura. Segregato, quindi, è il cuore del poeta che cerca se stesso».

L’amore, il tempo. Ma anche il dolore. Sono questi gli argomenti più ispiratori delle liriche, perché fondamentali dell’esistenza di tutti, che compongono emozioni diverse. Tre tematiche sentimentali che incidono nella realtà e sulle esperienze e sensazioni provate nel proprio cammino, dove la vita stessa diventa continua ricerca. «Nell’opera di Spasov – scrive, nella Prefazione, Alessandro Quasimodo, figlio del grande Salvatore, poeta tra i più rappresentativi del Novecento, Premio Nobel per la Letteratura nel 1959 – scopriamo le dinamiche dell’amore: sofferenza, tormento, sensi di colpa, ma anche gioia di donare, di comunicare seguendo uno slancio che nasce spontaneamente. A volte, purtroppo le persone care si allontanano, ci deludono oppure scompaiono, inghiottite da un destino di morte che domina il creato». Più che una passione – la scrittura -, una vocazione che negli anni si delinea in maniera sempre più consapevole. Dalle strofe scritte nei quaderni di scuola ad un’opera in cui la poesia assume i tratti di delicata sensibilità e forte sentimento. «La poesia e l’arte in generale – afferma l’autore – rivestono la capacità di esporre le proprie idee psichiche e, soprattutto, la propria intelligenza emotiva, rivestendo anche lo sviluppo mentale dell’artista nel seguire e sviluppare la propria attività e la propria ispirazione, per poi scoprire di aver trovato se stessi facendo quello che ci dice il cuore, esplorando continuamente nuovi punti di vista».

E la scrittura riveste un ruolo catartico e liberatorio anche nei momenti più tortuosi, per uscire da quel “labirinto” tormentato in cui è facile perdersi. Soprattutto, forse, per i più giovani, dall’animo a volte turbato e guidati ancora da poca esperienza. «Nel componimento “Sono in un labirinto” – spiega il poeta – ho voluto dar forma al senso di smarrimento che si prova in mancanza d’ispirazione, non quella effimera, ma quella costante, la corda trainante di ogni creazione. L’unica via di uscita dall’interno del labirinto, credo sia tentare costantemente di scavare nel profondo di noi stessi». Come sottolinea anche Quasimodo nella Prefazione, a scandire l’andamento dei pensieri sono anche gli aspetti stilistici dei versi, per mezzo di rime, alla continua ricerca di musicalità. «Ho a cuore la ripetizione – afferma l’autore Spasov – perché ritengo necessario porre l’accento sulla sensazione principale che desidero esporre. Inoltre, le rime, spesso baciate, sono utilizzate sporadicamente per sottolineare l’andamento di un pensiero». Il messaggio finale dell’opera è rivolta, soprattutto, ai più giovani. «Tramite la mia poesia tento di aprire uno scorcio di comprensione nella vita emotiva e intima di una persona ancora nel pieno della sua adolescenza, età complessa troppo spesso lontana dalla memoria degli adulti».

Federica Grisolia

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Gerry Di Lorenzo di nuovo in libreria con il giallo “Accusa premeditata” https://agenziastampa.net/2022/12/21/gerry-di-lorenzo-di-nuovo-in-libreria-con-il-giallo-accusa-premeditata/ Wed, 21 Dec 2022 10:24:27 +0000 https://agenziastampa.net/?p=56887

Era stato annunciato ed è arrivato il salto letterario di Gerry Di

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Era stato annunciato ed è arrivato il salto letterario di Gerry Di Lorenzo, che esordisce nella prosa con il suo primo romanzo Accusa premeditata pubblicato con PAV Edizioni.

Dopo due sillogi poetiche, Di Lorenzo torna in libreria con un giallo in cui Rosario Accollato, un venditore ambulante, viene accusato dell’omicidio del senatore Bonamano.

Sposato con Marianna, abbandonata dalla mamma e vittima di violenze sessuali subite da un potente uomo, si ritrova a fare i conti con Iure: giudice corrotto sposato con una donna bella e arrivista.

La storia si aggrava con la deposizione del dottor Cattaneo, psichiatra che in passato teneva in cura l’imputato. Suo malgrado, informa Iure che Rosario soffre del disturbo dissociativo dell’identità: avrebbe quindi potuto assassinare il senatore senza però ricordarlo?

“Questo romanzo giallo – ha spiegato lo scrittore – nasce da un momento in cui le domande che mi ponevo erano superiori alle risposte che riuscivo a darmi. Da lì ho iniziato a pensare a quanto sia fragile la mente umana e quanto le esperienze condizionino ciò che siamo e che diventiamo. Queste pagine trattano di disperazione, delle coscienze, della corruzione, di come ogni individuo abbia più personalità e quella che viene fuori è il frutto delle esperienze vissute”.

 

Titolo Accusa premeditata

Autore Gerry Di Lorenzo

Collana Giallo PAV

Pag. 155

Euro 15

ISBN: 979-12-5973-365-8

 

BIOGRAFIA

Gerry Di Lorenzo è nato il 27 giugno 1975 in provincia di Napoli, dove trascorre la sua infanzia. Fin da piccolo coltiva l’amore per la poesia e la musica che lo porterà a formarsi tra Zocca (Mo) e Roma. Tornato a Napoli, si laurea e intraprende l’attività di libero professionista, senza mai abbandonare le sue vere passioni.

Nel 2019 pubblica la sua prima silloge poetica: Pensieri di un poeta mediocre. Nel 2021 pubblica la sua seconda silloge poetica: In viaggio. Il 2022 è l’anno del suo primo romanzo: Accusa premeditata.

 

 

 

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La scrittura nell’era di Internet. La tecnologia manipola il pensiero? https://agenziastampa.net/2022/12/21/la-scrittura-nellera-di-internet-la-tecnologia-manipola-il-pensiero/ Wed, 21 Dec 2022 10:23:04 +0000 https://agenziastampa.net/?p=56915

Analizzare la scrittura nell’era di Internet, entrando nei suoi meccanismi più intimi.

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Analizzare la scrittura nell’era di Internet, entrando nei suoi meccanismi più intimi. Cambia genere letterario, e lo fa con chiarezza e precisione, Sergio Sabetta, autore genovese di diverse raccolte di poesie edite da Aletti. L’ultimo suo lavoro è un saggio, dal titolo “L’evoluzione del significato nella lingua scritta nell’era dell’Internet”, pubblicata nella collana “I Diamanti della Saggistica” della casa editrice con sede a Villanova di Guidonia (Roma), che vanta una community di centinaia di poeti e scrittori. «La poesia – afferma l’autore – risulta più veloce nella stesura dando spazio all’immaginazione e ai sentimenti, in una riflessione silenziosa, mentre la saggistica comporta una continua ricerca e la necessità di un’adeguata comparazione, nonché di varie riletture».

«L’uso di internet – si legge nella Premessa del libro incentrata su tecnica e scrittura – come veloce mezzo di comunicazione di sentimenti ed emozioni può fare saltare varie regole abbreviando telegraficamente il testo ma per tale via rischia di impoverirne estremamente il contenuto, come del resto rendere cosciente degli eventi anche tragici e al contempo banalizzarli, in altre parole ridurre la riflessione». Pro e contro, dunque, di una comunicazione che, seppur efficiente per la velocità delle informazioni e le possibilità che la tecnologia consente, rischia di essere snaturata e manipolata, in quanto può risultare complicato verificarne la veridicità, favorendone un uso distorto e distruttivo. «Con la diffusione di internet – spiega Sabetta, cancelliere, magistrato onorario, funzionario presso la Corte dei Conti e docente universitario – uscito dall’ambiente della ricerca e del suo uso esclusivamente tecnico, unita alla perenne connessione dei telefonini portatili, si è avuta una modifica del linguaggio scritto, sia in termini di brevità rifacendosi al sistema telegrafico, sia simbolica, con l’uso di una grafica che sostituisce la parola scritta con simboli grafici». Questo linguaggio così immediato perde, infatti, la profondità della riflessione, quasi a snaturare la scrittura, il più delle volte, se applicata ai social e agli smartphone di ultima generazione, telegrafica e poco curata. «La velocità e la connessione continua ha ridotto ad impulsi la comunicazione, oltre a modificarne la grafica, perdendo parte del calore umano del corsivo a favore dell’asettico e freddo stampatello». Il pensiero si è semplificato, ristretto in frasi brevi, telegrafiche, infarcite da simboli, la semplificazione della scrittura riflette una regressione della riflessione. Non è il sistema Internet di per sé, bensì l’essere continuamente connessi in un circuito di scambi veloci di impressioni ed emozioni. «La continua connessione – afferma l’autore – induce alla perdita della “purezza” linguistica della scrittura, nella ricerca continua di velocizzare la comunicazione. La riflessione comporta del tempo ma se impongo la velocità il pensiero perderà la profondità, ridotto a flash, dove l’uso dei simboli ne semplifica la trasmissione ma su un piano impoverito».

Il processo comunicativo; la teoria dei sistemi con attenzione ai gruppi nell’organizzazione sociale e all’antropologia culturale; formazione del significato e produzione del testo. Sono questi i macro-argomenti snocciolati nel saggio di Sabetta, avvalendosi di una ricca e curata bibliografia di studiosi, sociologi e linguisti, che hanno dedicato le loro ricerche sul fenomeno analizzato. «Il sistema informatico di comunicazione – conclude l’autore – permette e facilita sia la frequenza che l’entità dell’informazione, la conoscenza tende ad essere frazionata in input come l’informazione, mentre la sua costanza e durata nel tempo si afferma quale forma di verità completa. La completezza è, tuttavia, disgiunta dalla coerenza; si ricava, così, una possibilità poliedrica, che tende, comunque, a dissolvere il concetto di sistema teorico coerente, la potenza della massa informativa e la sua fragilità si sommano, fino a far perdere la capacità di interloquire e usare sistemi comunicativi alternativi». «Il saggio è rivolto a tutti, anche alle giovani generazioni – ci tiene a precisare Sabetta -. Occorre, però, avere la volontà di ascoltare e riflettere. Risulta quindi più fruibile da parte di una fascia più matura, che può in tal modo rispecchiare in esso le proprie esperienze e la propria cultura».

 Federica Grisolia

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Giovanni Gazzanni presenta il romanzo “Una mattina qualunque” https://agenziastampa.net/2022/12/21/giovanni-gazzanni-presenta-il-romanzo-una-mattina-qualunque/ Wed, 21 Dec 2022 10:22:57 +0000 https://agenziastampa.net/?p=56913

Michele si prende cura del vecchio Antonio, sempre alle prese con catastrofici vuoti di memoria. Antonio non fa altro che aspettare il rientro di Margherita, sua moglie. Michele si concentra sulle esigenze del vecchio per tenere lontani il ricordo di Carolina, la sua ex, e i sensi di colpa per averla abbandonata in un momento difficile. Le loro esistenze scorrono tra episodi comici e altri pieni di disperazione. Ed è così, in un fiume silenzioso e conosciuto, che scorre anche quella mattina. Una mattina qualunque, in apparenza, ma che si rivelerà straordinaria.

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Giovanni Gazzanni – “Una mattina qualunque”

 

Giovanni Gazzanni presenta un romanzo che parla con delicatezza dell’Alzheimer, e del carico che comporta vivere accanto a chi ne è colpito. Questa emozionante storia, con due protagonisti maschili indimenticabili e ricca di dialoghi commoventi ed esilaranti, spinge il lettore a fare i conti con temi universali e intimi come il senso di famiglia e di appartenenza, il tempo che passa, la malattia e la speranza.

 

Casa Editrice: Avagliano Editore

Collana: I Corimbi

Genere: Narrativa contemporanea

Pagine: 144

Prezzo: 16,00 €

 

«Michele, vivere a volte significa anche semplicemente non spegnersi»

 

“Una mattina qualunque” di Giovanni Gazzanni è un romanzo delicato e profondo, in cui si racconta di un giorno nella vita dei due protagonisti, Michele e Antonio; un giorno in apparenza come tanti, che però si rivelerà, alla fine, molto più significativo di quello che avrebbero mai potuto immaginare. Michele è un giovane uomo che sta affrontando dei pressanti sensi di colpa, che gli impediscono di condurre una vita serena; Antonio è un ottantacinquenne con molte manie ossessive e tanti vuoti di memoria: soffre di Alzheimer, e spesso non riconosce in Michele la persona che si prende cura di lui.

L’autore ci racconta la loro routine quotidiana, scandita da battibecchi furiosi, conversazioni tra il serio e il faceto e anche momenti di tenerezza; dopo le prime schermaglie mattutine, che avvengono quasi sempre in ragione del fatto che Antonio non ricorda chi sia Michele, nel corso delle ore il loro rapporto si rinsalda e come ogni giorno rinasce a nuova vita: a questo punto si avverte il profondo legame che li unisce, nonostante le loro diversità anagrafiche e caratteriali. Il lettore partecipa affettuosamente di questa relazione, che si basa su un preoccuparsi reciproco: i due uomini si consolano a vicenda perché entrambi serbano delle grandi sofferenze nel loro cuore; quello che condividono è vicinanza e affetto, è accettazione delle loro mancanze e delle loro perdite. Un mutuo conforto che permette di guardare avanti con un po’ di fiducia in più verso il futuro.

Mentre Michele affronta il ricordo di un amore perduto e rilegge le parole scritte dalla sua amata Carolina, che pesano sul cuore come macigni, Antonio sogna di attraversare il tempo avendone piena consapevolezza, per non lasciarlo sfuggire tra le mani ora che i granelli di sabbia nella clessidra sono davvero pochi. L’anziano ha bisogno di essere ascoltato, e allora parla senza sosta, in un inquieto flusso di coscienza che aspira a bloccarlo quel tempo sfuggente: Michele è il depositario di queste confessioni, che provengono da chi non può fare altro che attendere che tutto sparisca, e che anche gli ultimi ricordi preziosi svaniscano.

Giovanni Gazzanni presenta un romanzo commovente che invita a riflettere sulla vecchiaia, sul tempo che modifica i lineamenti e che sfibra la mente; è una storia che parla del bisogno che ha ogni essere umano, giovane o anziano, di essere compreso, di essere ascoltato, di essere protetto.

 

SINOSSI DELL’OPERA. Michele si prende cura del vecchio Antonio, sempre alle prese con catastrofici vuoti di memoria. Antonio non fa altro che aspettare il rientro di Margherita, sua moglie. Michele si concentra sulle esigenze del vecchio per tenere lontani il ricordo di Carolina, la sua ex, e i sensi di colpa per averla abbandonata in un momento difficile. Le loro esistenze scorrono tra episodi comici e altri pieni di disperazione. Ed è così, in un fiume silenzioso e conosciuto, che scorre anche quella mattina. Una mattina qualunque, in apparenza, ma che si rivelerà straordinaria. A innescare il cambiamento è Antonio: in un attimo di lucidità capirà chi è veramente quel ragazzo che gli sta sempre intorno, ricorderà purtroppo anche la morte dell’amata moglie. Tra i due nasce un confronto tenero, serrato, violento che avrà esiti inaspettati.

 

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Giovanni Gazzanni (Isernia, 1986) è un attore teatrale e un organizzatore di eventi culturali. Insieme a Salvatore Mincione ha fondato il Teatro “Il Proscenio” e dirige la Compagnia CAST, che propone rappresentazioni teatrali in tutta Italia, principalmente nel centro-Sud. Oltre a tenere corsi di teatroterapia, ha lavorato per diversi anni con i detenuti e gestisce una scuola di teatro. “Una mattina qualunque” è il suo primo romanzo.

 

 

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“Storia di un punto e virgola”, il nuovo romanzo di Giovanni Margarone https://agenziastampa.net/2022/12/21/storia-di-un-punto-e-virgola-il-nuovo-romanzo-di-giovanni-margarone/ Wed, 21 Dec 2022 10:18:03 +0000 https://agenziastampa.net/?p=56955

Uscito da pochi mesi, l’ultimo romanzo dello scrittore Giovanni Margarone Storia di

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Uscito da pochi mesi, l’ultimo romanzo dello scrittore Giovanni Margarone Storia di un punto e virgola pubblicato con bookabook si è già aggiudicato il 2° posto al Premio Letterario Nazionale “Città di Taranto” Ed. 2022, il 4° posto al Concorso Argentario 2022, la “Menzione speciale della critica” al Premio Massa città fiabesca di mare di marmo 2022 e il “Premio Rinnovamenti” come finalista al Concorso “Le parole arrivano a noi dal passato 2022” di Rogliano (CS).

Pagine intense, che celebrano la nascita di una consapevolezza mai incontrata e un inno al cambiamento.

È possibile cambiare le persone, cambiare il mondo che ci circonda, arrivando anche a cambiare se stessi? Demetrio lo sa bene, lui che aveva condotto una vita solitaria fatta di ansie e paure, dal gusto insipido delle cose lasciate a perire. Lui è sempre stato un uomo solo, così retrivo da schivare chiunque incrociasse per la sua via. Solo a casa, suo rifugio naturale e cattedrale della sua solitudine, in cui egli si sentiva al sicuro, abbandonato a una pace inviolabile e lontano dal mondo esterno. La solitudine era la sua unica compagna più che un modo di vivere.

La sua vita, però, sembra destinata a mutare per sempre in un giorno preciso della sua esistenza: ma come? Appare difficile immaginarlo, visto che fino a quel momento si era rassegnato a un vivere insipido e grigio. Tuttavia, la vita è anche piena di cose belle, di emozioni profonde, di metamorfosi e riserva sempre qualcosa con le sue opportunità.

Storia di un punto e virgola è un romanzo che si disallinea un po’, come tipologia, da quelli che ho scritto in precedenza, in quanto ho voluto evidenziare quanto sia il contrasto tra prima e dopo nel cambiamento personale, la verve della vita nuova, la pregnante potenza della palingenesi esistenziale – ha dichiarato l’autore. Nei precedenti romanzi, ho narrato le storie di persone seguendo quel modus letterario che integra i romanzi di formazione, ma qui ci ho messo un pizzico di sale in più.

Riguardo all’ispirazione che mi ha portato a scrivere queste pagine, dico soltanto che gli spunti nascono spesso dalle nostre esperienze di vita e dalla conoscenza delle persone con le quali, in qualche modo, abbiamo avuto a che fare. Sulla base di certi spunti, qui ho voluto raccontare di un uomo che non avrebbe attirato l’interesse, ma che poi è diventato interessante.

Il protagonista ci insegna che, nella vita, l’importante è avere la consapevolezza dei propri errori, accoglierli con molta umiltà e affrontarli per trasformarli in trampolini attraverso cui migliorarsi perché la vita è un dono ed è breve, non va sprecata e ci può essere sempre una seconda opportunità”.

Chiunque, insomma, può cambiare, se vuole; migliorando la sua condizione esistenziale, ritrovandosi nel rinnovamento, scuotendosi di dosso la polvere del passato.

 

Autore: Giovanni Margarone

Editore: bookabook

Anno edizione: 2022

Pagine: 207 p., Brossura

EAN: 9788833237312

Cartaceo €. 15,00;

Ebook €. 6,99

 

L’autore

Giovanni Margarone è nato nel 1965 e vive e lavora in Friuli. La sua narrativa è contraddistinta da pacatezza alternata a intensità, un contrasto che incuriosisce i suoi lettori. Le sue opere hanno ricevuto numerosi riconoscimenti in concorsi letterari nazionali e internazionali. È autore di “Oltre l’orizzonte” (2013), “Note fragili” (2018), “Le ombre delle verità svelate” (2018), “E ascoltai solo me stesso” (2019) e “2020 il mondo si è fermato. Ci avrà insegnato qualcosa?” (2021).

 

Sinossi

Demetrio conduce una vita insipida, solitaria e dominata dalle fobie: fobia delle persone, dei temporali, del denaro che scorre tra le sue mani senza che egli lo possa trattenere. Alla soglia della mezza età, Demetrio è convinto che la sua routine non debba subire cambiamenti e che, seppur triste e grigia, così è stata impostata. Eppure, un giorno rimane colpito da un libro esposto nella vetrina di una libreria. D’impeto entra e lo acquista: sarà la lettura di questo e di altri volumi dello stesso autore a rappresentare per lui il punto che la sua vita incolore necessitava, e la virgola, l’inizio di una nuova esistenza.

 

 

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Orlando Del Don e Annalina Molteni: disponibile in libreria e negli store digitali “Sciarada” https://agenziastampa.net/2022/12/07/orlando-del-don-e-annalina-molteni-disponibile-in-libreria-e-negli-store-digitali-sciarada/ Wed, 07 Dec 2022 15:25:51 +0000 https://agenziastampa.net/?p=53270

Dal 30 settembre è disponibile in libreria e negli store digitali “Sciarada”

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Dal 30 settembre è disponibile in libreria e negli store digitali “Sciarada” (Morellini), scritto a quattro mani dall’affermato medico e psichiatra Orlando Del Don e da Annalina Molteni, già autrice di romanzi ispirati al Risorgimento e alla Mitteleuropa di fine Ottocento. È un viaggio fisico, e soprattutto psicologico, pieno di suspence, in un turbine di colpi di scena e misteri che non lascia mai prendere fiato al lettore.

Come in un gioco di scatole cinesi il protagonista sarà, infatti, invischiato in un dialogo a distanza con interlocutori che fanno fatica a svelarsi, ma che in realtà gli si riveleranno molto vicini.

Sfondo della vicenda buona parte dell’Europa, ma si va anche oltre continente quando un importante diario viene sottratto al protagonista da parte di un’agenzia federale americana all’interno del progetto MK-ultra, “interessata allo studio e al controllo delle potenzialità dell’anima umana”.

Dalla piovosa e umida Irlanda, fino alla Svizzera italiana, passando per Boston e l’Italia, diversi sono quindi i paesaggi che Oliver McQueen, il tormentato protagonista della vicenda, dovrà attraversare per sciogliere l’intrigo che lo vede coinvolto, tra lettere e una tensione crescente.

Come una falena attirata dalla luce, McQueen non troverà così pace fino a quando non avrà dissipato ogni ombra intorno al suo misterioso coinvolgimento.

Il rischio però è quello di rimanerne troppo coinvolto e riaprire ferite e vicende del proprio passato che lo stimato psichiatra pensava ormai di avere superato ed essersi messo da parte.

Si aggiunge al catalogo della narrativa Morellini, quindi, un thriller psicologico che, alla perizia da specialista con cui ci si addentra nelle cavità della mente umana, associa la capacità di sostenere ritmo narrativo e cambi di paesaggi.

Sinossi

Oliver McQueen è un solitario, introverso e geniale psichiatra irlandese. Un giorno riceve una busta sospetta da un mittente sconosciuto che propone un inquietante enigma al quale egli non vuole né può sottrarsi: una diagnosi a distanza. La sua vita non sarà più quella di prima: la soluzione dell’enigma incontrerà il riaffiorare del suo doloroso passato e gli imporrà di affrontare il suo destino.

In questa sfida, un’inesorabile “fuga in avanti” che attraversa l’Europa – dalla Svizzera, all’Italia fino all’Irlanda – egli rischia tutto, la sua esistenza, i pochi rapporti personali rimasti, l’equilibrio mentale, la trama della sua stessa identità. Ma come una falena che avvicina la luce che la ucciderà, la sua attrazione magnetica per il potere creativo della mente e della follia porterà al dipanarsi di realtà e verità indicibili. 

GLI AUTORI 

Orlando Del Don

Classe ’56, il dr. Del Don è un affermato medico psichiatra e psicanalista che vive e lavora a Bellinzona, nella Svizzera italiana. Autore di Ascensore dall’inferno (2018), Un nuovo inizio ci aspetta (2019) e Nel regno dei sogni e della follia (2019), il suo nome appare anche in altre pubblicazioni saggistiche per le quali ha collaborato. I grandi temi che ruotano attorno al mondo della psiche umana lo appassionano da sempre, spingendolo a addentrarsi sempre audacemente nei meandri della mente.

Annalina Molteni

Da La stagione del gufo dorato (Ed. Paoline) a Concerto a Fes (Ed. Flamingo) e L’ombra dei walser, Annalina Molteni è autrice di romanzi ispirati alla natura (Il guado della maltinta, Il palio del labirinto, Falsa staffa, Una volta c’era un cavallo, Hotel brughiera) e alla storia del Risorgimento italiano e della Mitteleuropa fine 800 (Domani sarà battaglia, Due donne una bandiera, Il walser dell’imperatore, L’astuccio delle ambre). 

L’opera è stata pubblicata in accordo con l’agenzia EditReal di Michela Tanfoglio.

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Il monastero del diavolo, il romanzo di esordio di Giovanni Morlari, tra horror e fantascienza https://agenziastampa.net/2022/12/07/il-monastero-del-diavolo-il-romanzo-di-esordio-di-giovanni-morlari-tra-horror-e-fantascienza/ Wed, 07 Dec 2022 15:14:05 +0000 https://agenziastampa.net/?p=53428

Un romanzo dalla trama intrigante, tra fenomeni paranormali, misteri e leggende: Il monastero del diavolo di Giovanni Morlari spinge il lettore verso una riflessione all’ultimo brivido.

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Milano (MI) – Qual è il prezzo dell’ambizione? Quanto costa il successo per una scoperta capace di rivoluzionare il mondo? E soprattutto che valore ha l’esistenza se certe conquiste svelano confini talmente inquietanti da mettere a repentaglio la stessa vita? Questi e molti altri interrogativi attraversano Il monastero del diavolo di Giovanni Morlari, la storia di un’avventura al limite con l’immaginazione più terrificante.

L’autore di origine milanese sfrutta uno pseudonimo per conquistare il pubblico con un romanzo horror dalle venature fantascientifiche. Alla stregua di un Dottor Jeckyll e Mister Hyde dichiara sui social di condurre una doppia vita: “impiegato di giorno e scrittore al calar delle tenebre”. La passione di Giovanni Morlari per l’occulto lo accompagna fin da giovanissimo, e ne Il monastero del diavolo, la sua prima prova narrativa, dimostra ottime conoscenze di religione, fantascienza e filosofia tradizionale.

Da Edgar Allan Poe a Stephen King l’horror ha sempre prediletto i passaggi spaventosi che la mente umana sa concepire conducendo il lettore all’interno di quel cerchio intimo che è il perturbante freudiano. Ciò che non appare, o che appare poco, o che può essere solo immaginato e non classificato, suscita la paura fino all’angoscia più allarmante con successiva quiete in cui si annida il passibile spettro del ritorno del male. Uno schema narrativo che Giovanni Morlari utilizza ne Il monastero del diavolo attraverso una scrittura accattivante e intellegibile, capace di soffermarsi su particolari e parentesi riflessive di un plot ad alta tensione.

La trama ben articolata vede Marco e Matteo due fratelli della Brianza, orfani di padre e con una madre psicolabile, alla ricerca di uno spiraglio che riscatti le loro esistenze provate. In particolare Matteo, il più sensibile e dotato intellettualmente ma anche il più e fragile, asseconda l’ambizione del fratello che avverte la necessità di un cambiamento e, di fronte all’invenzione di un anziano signore, riconosce l’occasione di una vita. All’interno di una compagnia un po’ troppo ingenua approdano Simone vecchio compagno di scuola, Lucia ex fidanzata di Marco, e tre personaggi tanto strambi quanto pericolosi di bulgakoviana memoria. Tra esperimenti paranormali, misteriose leggende e luoghi tenebrosi, il viaggio dei protagonisti attraverserà un portale per un’altra dimensione contraddistinta da incontri con entità spettrali e scomparse inverosimili.

L’aspetto psicologico appare rilevante. Il desiderio di Morlari di distaccarsi dal quotidiano alla ricerca di verità oscure è indice di una forte introspezione che richiama l’idea junghiana degli archetipi: la dualità umana insita nel confronto tra i fratelli, la figura del matto in Simone, l’anima nell’immagine di Lucia. Il tutto contornato da un velo di religiosità ben congegnato che insinua dubbi e revoca certezze di ortodossa memoria e da un tono catartico di intensa umanità.

Il monastero del diavolo è un romanzo da leggere tutto d’un fiato assaporando una trama intrigante, capace di far riflettere e rabbrividire insieme.

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Don Francesco Cristofaro presenta “Lo sguardo di Gesù. Pagine di Misericordia” https://agenziastampa.net/2022/12/07/don-francesco-cristofaro-presenta-lo-sguardo-di-gesu-pagine-di-misericordia/ Wed, 07 Dec 2022 15:08:09 +0000 https://agenziastampa.net/?p=53440

In queste pagine scoprirete storie e volti, alcuni hanno un nome, altri sono senza volto e senza nome perché in quelle storie potreste esserci anche voi. Toccherete con mano la sofferenza, la voglia di riscatto e di cambiamento. C'è l'atteggiamento di Gesù, tutto il suo amore. Sarà un vero canto alla misericordia di Dio.

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Don Francesco Cristofaro – “Lo sguardo di Gesù. Pagine di Misericordia”

Don Francesco Cristofaro presenta delle emozionanti storie di vita tratte da alcuni brani del Vangelo, in cui ci si può immedesimare e da cui si possono ricavare preziosi insegnamenti. Centrale è la figura di Gesù che, con la sua misericordia, può sanare anche le ferite più profonde. L’autore, molto attivo e seguito sui social, è anche conduttore radiotelevisivo. È stato opinionista nella trasmissione “Storie Italiane” su Rai 1 e contribuisce con servizi a tema alla trasmissione “Forum” su canale 5.

Casa Editrice: Tau Editrice

Collana: Parola e preghiera

Genere: Saggio/Spiritualità

Pagine: 172

Prezzo: 16,00 €

«Oggi, l’uomo è triste perché è senza Dio. Oggi il cuore dell’uomo è smarrito perché ha smarrito la verità del Vangelo, l’unica che lo possa salvare. Oggi l’uomo si vuole costruire senza Dio. Oggi l’uomo si vuole fare dio al posto dell’Onnipotente Signore. Grande, allora è la responsabilità del cristiano. Grande è la missione del sacerdote: costruire Dio nel cuore dell’uomo»

“Lo sguardo di Gesù. Pagine di Misericordia” di Don Francesco Cristofaro è un saggio teologico scritto con un linguaggio semplice e immediato, accompagnato da una sentita prefazione di S.E. Card. Angelo Comastri. L’opera è divisa in tre parti: nella prima vengono presentati alcuni racconti tratti da brani dal Vangelo, nella seconda viene narrata la vita dell’autore, concentrandosi in particolar modo sulla sua esperienza con la fede, e nella terza vi sono delle preghiere da lui composte.

I brani scelti dal Vangelo sono incentrati su coloro che erano stati etichettati come peccatori, e che a un certo punto del loro cammino avevano incontrano gli occhi di Gesù, pieni di misericordia, e in questo modo si erano salvati – «Che cos’è la misericordia? È lo sguardo di Dio che ti penetra dentro fino a trasformarti totalmente perché tu ti lasci trasformare».

Per quanto riguarda la storia personale dell’autore, egli si confessa parlando della sua disabilità: Don Cristofaro è infatti nato con una paresi spastica alle gambe. Sin da bambino ha lottato per accettarsi e per farsi accettare dagli altri, subendo bullismo, pietismo ed emarginazione; poi ha compreso, grazie allo sguardo di Gesù che si è posato su di lui e che lo ha reso strumento di misericordia, che la disabilità non era un limite ma un dono, con il quale poteva manifestare le opere di Dio. È inoltre molto interessante, in questa parte dell’opera, il racconto dell’evolversi della sua vocazione, che ha conosciuto anche momenti di crisi: egli infatti si è allontanato da Gesù per paura di non essere all’altezza del suo compito, ma la chiamata ricevuta era una luce che continuava a brillare forte nel suo cuore. Ha così intrapreso la missione che da sempre lo aveva scelto, impegnandosi a mostrare al mondo il volto di Gesù – «Io mi sento un salvato, uno che è rinato, al quale viene chiesto di cantare la vita, di lodare le meraviglie del Signore. A volte, penso alle migliaia di persone che mi seguono. A me sembra di non fare nulla per loro. Poi ti scrivono e ti dicono grazie per il sorriso e, allora, capisco di essere servito a qualcosa».

SINOSSI DELL’OPERA. Leggendo le pagine del Vangelo, ci imbattiamo in tanti incontri e momenti di misericordia. La gente vede in Gesù uno che è diverso da tutti gli altri; uno che non ha timore di fermarsi, di ascoltare, di sedersi a tavola del peccatore, di toccare un lebbroso. Quando noi giudichiamo, etichettiamo, non facciamo altro che chiudere il nostro cuore alla misericordia. Guardiamo a Gesù e poi soffermiamoci per un istante a noi stessi. Che atteggiamento avremmo assunto noi dinanzi alla peccatrice colta in flagrante adulterio? Quanti sassi avremmo scagliato? E dinanzi a Zaccheo, a Matteo il pubblicano? Cosa avremmo fatto se si fosse presentato a noi il cieco mendicante, il lebbroso escluso dalla comunità o qualsiasi altro fratello bisognoso? In queste pagine scoprirete storie e volti, alcuni hanno un nome, altri sono senza volto e senza nome perché in quelle storie potreste esserci anche voi. Toccherete con mano la sofferenza, la voglia di riscatto e di cambiamento. C’è l’atteggiamento di Gesù, tutto il suo amore. Sarà un vero canto alla misericordia di Dio.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Don Francesco Cristofaro è nato a Catanzaro il 10 novembre del 1979, ed è oggi parroco nella Parrocchia “Santa Maria Assunta” in Simeri Crichi. Ha conseguito la licenza in Teologia Spirituale presso la Pontificia Facoltà Teresianum in Roma. Conduce su Radio Mater la rubrica “Alla luce della fede” e su Padre Pio TV la trasmissione “Fatti per il Cielo”. Collabora inoltre con Tv2000 nella trasmissione “l’Ora Solare”. È stato opinionista nella trasmissione “Storie Italiane” di Rai 1 e contribuisce con servizi a tema alla trasmissione “Forum” di canale 5. Invitato in diverse città italiane per portare la sua testimonianza di vita, ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti. Tiene incontri di preghiera in tutta Italia e viene invitato a predicare a ritiri spirituali di carattere nazionale. È inoltre testimonial di eventi di carattere sociale, in particolare sulla disabilità. Ha scritto per il settimanale “Miracoli” e ha pubblicato diverse opere per Tau Editrice.

Contatti

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https://www.taueditrice.it/libro/lo-sguardo-di-gesu/

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Cristina Corrada presenta “Sono qui, Nadia Toffa. Quando ascoltiamo con l’anima i miracoli possono accadere” https://agenziastampa.net/2022/12/07/cristina-corrada-presenta-sono-qui-nadia-toffa-quando-ascoltiamo-con-lanima-i-miracoli-possono-accadere/ Wed, 07 Dec 2022 14:57:42 +0000 https://agenziastampa.net/?p=53463

Il resoconto di un contatto con l'Aldilà attraverso la metafonia - la registrazione delle "voci" dei trapassati su nastro magnetico - reso straordinario perché a parlare è la giornalista de Le Iene Nadia Toffa, scomparsa prematuramente il 13 agosto 2019.

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Cristina Corrada – “Sono qui, Nadia Toffa. Quando ascoltiamo con l’anima i miracoli possono accadere”

Cristina Corrada presenta un’opera intensa ed emozionante, in cui racconta del suo percorso di evoluzione spirituale che l’ha portata ad avvicinarsi alla metafonia e, in seguito, a instaurare uno speciale rapporto medianico con Nadia Toffa, la compianta giornalista del programma televisivo Le Iene. Con un’introduzione della scrittrice e giornalista Paola Giovetti e un’appendice dell’esperto di metafonia Paolo Presi.

Casa Editrice: Edizioni Mediterranee

Collana: Esoterismo, medianità, parapsicologia

Genere: Saggistica

Pagine: 176

Prezzo: 14,50 €

«Mentre ero a tavola con la mia compagna Ramona sentii improvviso e irresistibile il bisogno di fare una seduta di metafonia, attività alla quale io e Ramona ci dedichiamo da tempo. Mi alzai subito, preparai tutto, mi sintonizzai come al solito su una stazione inglese e chiesi se qualcuno voleva mettersi in contatto con me. Il miracolo avvenne dopo pochi attimi: su una base musicale sentimmo chiare e nette queste parole: SONO QUI, NADIA TOFFA»

“Sono qui, Nadia Toffa. Quando ascoltiamo con l’anima i miracoli possono accadere” di Cristina Corrada è un’opera di saggistica in cui l’autrice racconta della sua vita, delle sue ricerche e delle sue esperienze con la metafonia (chiamata anche trans-comunicazione strumentale), cioè la pratica di registrare su nastro magnetico le voci dei trapassati o di altre forze che si trovano sul piano astrale. Per descrivere questo fenomeno ha deciso di portare all’attenzione dei lettori il suo incontro più significativo: quello con Nadia Toffa, l’amata giornalista delle Iene conosciuta soprattutto per le sue inchieste a favore dei più deboli e contro ogni ingiustizia, scomparsa nel 2019 ad appena quarant’anni. Allo stesso tempo ci racconta del prezioso legame che ha instaurato con la madre della giornalista, la signora Margherita, la quale, avendo sempre avvertito la presenza di sua figlia accanto a lei, ha subito accettato quello che l’autrice chiama “Il ritorno di Nadia”.

È stata proprio Nadia, pochi giorni dopo la sua morte fisica, a cercare un contatto con Cristina tramite un sogno; tra loro c’è infatti una speciale connessione emotiva che viene spiegata alla fine del testo, e che ha permesso alle due donne di relazionarsi e di comprendersi – «Nadia credeva fermamente nel ‘dopo’. Credeva anche che dobbiamo tornare sulla Terra molte volte, leggeva testi del buddhismo. Era pronta… Già tre giorni dopo il trapasso si è fatta sentire da Cristina con messaggi inequivocabili: “Il cuore qui batte”, cioè sono viva, e poi “Sono Nadia Toffa”». L’autrice presenta il resoconto delle comunicazioni avvenute con Nadia, in cui apprendiamo del suo cammino evolutivo attraverso dimensioni diverse, e della sua volontà di trasmettere pace, serenità e soprattutto amore alla sua famiglia.

Cristina Corrada si interessa da molti anni di metafonia; insieme alla sua compagna Ramona ha sperimentato diverse tecniche e ha imparato ad usare i principali strumenti per comunicare con l’Aldilà. Nel riportare le sue esperienze medianiche con Nadia, l’autrice vuole farci conoscere un’affascinante realtà che molti ignorano, e desidera lasciarci un messaggio importante: «Spero che questo libro possa infondere serenità e pace a tutte le persone che lo leggeranno: questo è il mio più grande desiderio. E soprattutto per dare continuità a Nadia e al miracolo che lei è riuscita a fare non solo per noi ma per tutti. Ha fatto capire che non bisogna mai perdere la speranza, che LORO sono sempre accanto a noi e che ci amano come hanno sempre fatto».

SINOSSI DELL’OPERA. Il resoconto di un contatto con l’Aldilà attraverso la metafonia – la registrazione delle “voci” dei trapassati su nastro magnetico – reso straordinario perché a parlare è la giornalista de Le Iene, scomparsa prematuramente il 13 agosto 2019. Fedele al suo carattere coraggioso e intraprendente, Nadia ha subito individuato il modo per dare notizia di sé tramite Cristina, autrice di questo libro, sollecitandola a cercare mamma Margherita per farle sapere che la sua Nadia è viva e attiva ed è sempre accanto ai suoi cari. Questa testimonianza consentirà a tanti di capire che “loro”, dall’altra parte, desiderano comunicare con noi per farci sapere che sono vivi e non si dimenticano di noi.

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Cristina Corrada vive e lavora a Voghera, si occupa da molto tempo di metafonia insieme alla sua compagna Ramona. Dopo anni di sperimentazione è giunta alla consapevolezza che la morte, che tanto ci spaventa, non è in realtà la fine di tutto, ma semplicemente un passaggio: l’anima lascia il piano fisico per entrare in un’altra dimensione, l’Aldilà, la nostra casa di origine.

Contatti

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Link di vendita online

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Racconti nella Rete, ad Alessio Manfredi Selvaggi il premio AIDR  https://agenziastampa.net/2022/12/07/racconti-nella-rete-ad-alessio-manfredi-selvaggi-il-premio-aidr/ Wed, 07 Dec 2022 14:53:26 +0000 https://agenziastampa.net/?p=53469

L’inedito digitale "Diverso da chi?" dello studente di Campobasso ha conquistato la giuria, ricevendo il premio dell’Associazione Italian Digital Revolution. A consegnare il riconoscimento, il professor Giovanbattista Trebisacce, docente di Pedagogia all’Università degli Studi di Catania e socio AIDR.

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È stato assegnato al giovane scrittore Alessio Manfredi Selvaggi il Premio AIDR. La cerimonia di consegna si è svolta a Lucca all’interno della 21^ edizione del premio letterario “Racconti nella Rete”, il festival letterario ideato e diretto dal giornalista Demetrio Brandi e inserito nel festival LuccAutori, che quest’anno è giunto alla 28esima edizione. L’inedito digitale “Diverso da chi?” dello studente di Campobasso ha conquistato la giuria, ricevendo il premio dell’Associazione Italian Digital Revolution. A consegnare il riconoscimento, il professor Giovanbattista Trebisacce, docente di Pedagogia all’Università degli Studi di Catania e socio AIDR. Dopo il successo ottenuto a Lucca, il giovane studente Alessio Manfredi interverrà a Catania, ospite Dipartimento di Umanistica dell’Università Catania, su impulso del professor Trebisacce, che ha riconosciuto l’alto valore pedagogico e sociale del suo racconto.

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Mariaelena Agazzi presenta l’opera “La strada” https://agenziastampa.net/2022/12/06/mariaelena-agazzi-presenta-lopera-la-strada/ Tue, 06 Dec 2022 15:45:30 +0000 https://agenziastampa.net/?p=56056

50 anni, un dolore grande, duplice, con cui imparare a convivere e una cena tra amiche, vere, da cui scaturisce un'idea. Uno zaino vuoto di tutto, solo una partenza lo può riempire. Tre amiche che decidono di affrontare un viaggio a piedi che cambierà le loro vite, la sua vita.

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Mariaelena Agazzi – “La strada”

Mariaelena Agazzi presenta un’opera autobiografica in cui racconta della sua intensa esperienza di camminatrice sulla via che da Ponferrada porta a Santiago di Compostela. Un emozionante diario di viaggio e una profonda riflessione sull’esistenza, sui fardelli che ci portiamo sulle spalle, sul nostro attaccamento al superfluo e sulla necessità di alleggerirci, per poter finalmente spiccare il volo.

Casa Editrice: Atile Edizioni

Genere: Narrativa di viaggio

Pagine: 160

Prezzo: 15,00 €

«Sto imparando con serenità a fidarmi dei miei istinti, senza perdere di vista gli obiettivi. Sono convinta che tutto sia scritto. Qualsiasi strada si scelga di percorrere, ci porterà dove dovevamo andare»

“La strada” di Mariaelena Agazzi è una storia di formazione a sfondo autobiografico ed è anche un’opera di narrativa di viaggio; l’autrice vi ha infatti condensato la sua esperienza sul Cammino di Santiago, iniziata nel 2016 e suddivisa in tre estati: «Concentrandomi sui dieci giorni del cammino francese compreso tra Ponferrada e Santiago, sintetizzando tutti i passi compiuti in un tutt’uno elaborato dalla mia mente e dai miei ricordi e colorando lo sfondo comune con sfumature, emozioni e sentimenti vissuti». Nell’opera si narra con gratitudine ed entusiasmo di questo percorso liberatorio e terapeutico, definito nel testo «alchemico», in cui l’autrice diviene passo dopo passo padrona della sua esistenza; non è infatti solo un cammino che coinvolge il corpo ma anche la mente e il cuore, perfettamente equilibrati e sincronizzati.

Mariaelena Agazzi comincia a raccontare la sua storia tornando indietro di un paio d’anni rispetto all’inizio del cammino, intrapreso con le sue due care amiche Carmela e Laura; ci narra della grave malattia di sua madre e della sua grande forza, per poi consegnarci il suo dolore più acuto: la morte di entrambi i genitori a distanza di tre mesi l’uno dall’altra. Si confida poi con il lettore sulla perdita della sua strada, del suo centro; l’autrice sente che la vita le stia sfuggendo di mano e che tutte le sofferenze la stiano allontanando dall’assaporare la bellezza delle piccole cose. Decide allora, in una serata tra amiche e all’alba dei suoi cinquant’anni, che è arrivato il momento di partire, di camminare, di non stare più ferma; ispirata dal romanzo di Paulo Coelho “Il cammino di Santiago” sceglie il suo destino e la sua strada, senza alcun ripensamento o paura, per dare un nuovo significato alla sua esistenza – «Ho imparato che i desideri si realizzano, se sono realmente desideri. Sento che questo sogno è mio, è autentico e che lo devo a mia madre. Sono sicura. Partirò. Partiremo».

Camminando tra bellissimi paesaggi e insieme a tanti pellegrini, l’autrice ha imparato ad ascoltare attentamente sé stessa ma anche ciò che è al di fuori di lei; camminando ha accettato le perdite e le mancanze, e ha riconosciuto che non le serve altro se non l’essenziale: quello che, secondo lo scrittore e aviatore Antoine de Saint-Exupéry, «è invisibile agli occhi».

SINOSSI DELL’OPERA. 50 anni, un dolore grande, duplice, con cui imparare a convivere e una cena tra amiche, vere, da cui scaturisce un’idea. Uno zaino vuoto di tutto, solo una partenza lo può riempire. Tre amiche che decidono di affrontare un viaggio a piedi che cambierà le loro vite, la sua vita. Un cammino nuovo in tutti i sensi, un desiderio che trae origine dalla casuale lettura di un libro da parte di Elena. Un desiderio esploso nel momento del distacco lacerante da entrambe le sue radici più profonde, una svolta impensabile fino ad allora ma che diviene indispensabile. Un percorso tortuoso, fatto di più partenze, più tappe, ritorni sino alla conclusione dinnanzi al tramonto più bello del mondo che riuscirà a illuminare l’intera esperienza.

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Mariaelena Agazzi (Brescia, 1966) è una scrittrice e un’insegnante; lavora presso l’Istituto Comprensivo di Gottolengo, paese della bassa bresciana in cui vive. Versatile ed entusiasta, curiosa e vivace osservatrice della vita e delle sue sfumature, sempre in movimento. Si autodefinisce “scrittrice in corso e per diletto” e considera l’arte dello scrivere un’amica fidata e confidente del suo cuore. Nel 2019 ha pubblicato il libro “Nel giardino delle rose (s)fiorite”, una biografia ricca di spunti di riflessione.

Contatti

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Booktrailer

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Francesco Piccolo presenta l’opera di narrativa di viaggio “450 km” https://agenziastampa.net/2022/12/06/francesco-piccolo-presenta-lopera-di-narrativa-di-viaggio-450-km/ Tue, 06 Dec 2022 15:45:01 +0000 https://agenziastampa.net/?p=56058

Agosto 2004. Francesco parte per Assisi lasciandosi la vecchia vita alle spalle. 450 chilometri a piedi, un viaggio lungo, denso e non privo di fatiche, anzi un Cammino, con la C maiuscola, dove la dimensione del passo è un’occasione irripetibile per ritrovare il centro di sé, riscoprire la propria forza interiore, la propria perseveranza, ma anche il contatto con il prossimo e la gratuità nel rapporto con gli altri. La meta finale lo attende, eppure il Francesco che parte non sarà lo stesso Francesco che arriverà a destinazione.

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Francesco Piccolo – “450 km” 

Francesco Piccolo presenta un emozionante diario di viaggio dove ripercorre i giorni in cui, appena venticinquenne, ha compiuto la sua impresa più importante: un Cammino a piedi di 450 km da Cercola, in provincia di Napoli, ad Assisi. L’autore racconta questo faticoso percorso fatto di dubbi, di dolore fisico e di solitudine ma anche di incontri speciali, di sorprese inaspettate e di un contatto intimo con sé stesso.

Casa Editrice: Bookabook

Genere: Narrativa di viaggio

Pagine: 248

Prezzo: 17,00 €

«La Strada, quella che ti entra dai piedi, è come una maestra. Ti insegna a conoscere i tuoi limiti. Ti sfida a superarli, ogni volta. Ti aiuta a capire chi sei veramente e, nella maggior parte delle volte, se la rispetti, saprà regalarti immense soddisfazioni»

“450 km” di Francesco Piccolo nasce da un’avventura che l’autore ha deciso fermamente di intraprendere quando aveva solo venticinque anni: in una domenica di novembre del 2003 è sbocciata improvvisamente l’idea del suo Cammino, messo poi in pratica dal 16 agosto del 2004. L’opera si origina dal diario di viaggio che Francesco ha tenuto in tutto il suo lungo percorso a piedi che dal suo paese in provincia di Napoli l’ha portato ad Assisi: il luogo in cui visse, morì e in cui riposano le spoglie di San Francesco, il frate poverello che ha scelto di abbandonare ogni bene materiale e di condurre una vita spartana, in totale armonia con la natura e con tutte le sue creature.

L’autore ci tiene a precisare che non si è trattato di un pellegrinaggio religioso: per quanto la fede fosse salda in lui, il suo intento è stato quello di intraprendere un Cammino di consapevolezza di sé, dei suoi limiti e delle sue possibilità, fino a quel momento inespresse. Nell’opera si trova quindi il resoconto della lunga preparazione al viaggio, sia fisica che logistica che emotiva, e del suo svolgimento, vissuto con tanti dubbi e paure ma anche con tanta emozione e gratitudine; vi sono inoltre pagine di diario scritte molti anni dopo quando, a quarant’anni, ha riflettuto sulla sua esperienza e su come lo abbia cambiato.

Il Cammino è stato un’occasione per rimanere solo con sé stesso, in una fase della vita in cui aveva preso decisioni drastiche e stava pagando il prezzo del senso di colpa; è stato però anche un’opportunità preziosa per fare incontri significativi e spesso provvidenziali che hanno cambiato le prospettive dell’autore nel profondo, ma solo quando ha imparato ad ascoltare e a prestare attenzione a quello che aveva intorno. Un giorno alla volta, un passo alla volta, Francesco ha dato forma al suo Cammino abbandonandosi alla vita, al destino, alle scelte prese d’impeto; ha sperimentato la libertà più piena ma anche la responsabilità di essere solo con i suoi fantasmi e con le sue decisioni.

Questo viaggio ha costruito l’uomo che Francesco Piccolo è oggi; in quest’opera ha voluto quindi condividere il suo percorso, nella speranza di poter essere d’aiuto a chi sta decidendo se cominciare o meno il proprio Cammino.

SINOSSI DELL’OPERA. Agosto 2004. Francesco parte per Assisi lasciandosi la vecchia vita alle spalle. 450 chilometri a piedi, un viaggio lungo, denso e non privo di fatiche, anzi un Cammino, con la C maiuscola, dove la dimensione del passo è un’occasione irripetibile per ritrovare il centro di sé, riscoprire la propria forza interiore, la propria perseveranza, ma anche il contatto con il prossimo e la gratuità nel rapporto con gli altri. La meta finale lo attende, eppure il Francesco che parte non sarà lo stesso Francesco che arriverà a destinazione.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Francesco Piccolo nasce a Napoli nel 1979. Si laurea in Economia e Commercio e nel 2008 inizia a lavorare nel mondo della consulenza, prima in Arc Leo Burnett, poi in Reply e in Accenture, seguendo progetti di Digital Trasformation. È stato guest speaker nei Master SDA Bocconi. Nel 2019 rilegge il taccuino su cui ha annotato il suo percorso a piedi da Cercola (in provincia di Napoli) ad Assisi e decide di farne un libro, pubblicato poi nel 2022 dalla casa editrice in crowdfunding Bookabook.

Contatti

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https://bookabook.it/

 

Link di vendita online

https://bookabook.it/libro/450-km/

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“Il codice del violino” è il nuovo romanzo di Laura Cialè https://agenziastampa.net/2022/12/06/il-codice-del-violino-e-il-nuovo-romanzo-di-laura-ciale/ Tue, 06 Dec 2022 14:28:34 +0000 https://agenziastampa.net/?p=56174

È disponibile in libreria e negli store online “Il codice del violino”

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È disponibile in libreria e negli store online “Il codice del violino” (Laura Capone Editore), il nuovo romanzo di Laura Cialè.

«Ho scritto questo nuovo romanzo per raccontare di una donna straordinaria nella società femminile del “secolo breve” e per evidenziare la forza e il talento delle donne libere da convenzioni. Prediligo la narrazione storica in cui i personaggi comuni si trovano di fronte a biforcazioni esistenziali impresse nella filigrana del secolo scorso, si trasformano in protagonisti, pur rimanendo nell’oscurità o nell’ambiguità, per dare forma agli ideali che solo l’amore può rivelare nel tempo. – commenta la scrittrice – L’ho scritto perché il lettore possa soffermarsi a riflettere, a criticare, a soffrire come se affiancasse la protagonista, sfogliando i suoi diari in un crescendo che si snoda sui principi d’emancipazione e sul coraggio di affrontare anche le scelte più drastiche, prima, durante e dopo il periodo dell’occupazione nazista, continuando a credere che nelle melodie di un violino può esistere un codice indissolubile».

Sinossi

Il celebre violinista Renè Tristan De Wit, dopo uno spettacolo al Madison Square Garden, con gran soddisfazione per aver celebrato i cinquant’anni di carriera, si prepara psicologicamente e fisicamente al prossimo concerto, sempre in America.

Riceve da un segretario un plico di missive e, nel riposarsi, inizia a leggere, vedendo il nome della mittente, nonché sua amante passata, vecchia fiamma di giovinezza: Lia Sartori, tanto amata, ma tanto odiata…

Leggendo, però, scopre nuove importanti verità sul passato criptico ed ambiguo della donna, ritornando sui suoi passi: dalla vita fascista alla vita nazista, con un segreto da nascondere per amore d’un ragazzo.

In copertina Unione d’animi – di Antonio La Rosa

Romanzo storico, vincitore della IX edizione del Premio LCE.

Biografia 

Laura Cialè è nata e vive a Roma. Psicologa, ex Dirigente scolastica, ha scritto e pubblicato con le Edizioni Anicia i seguenti romanzi: Tutti i fiori del mio giardino (2016); Una donna in leasing (2017); Rondinella (2018); Il Cherubino (2019); La terra promessa, Amazon (2020). Pegaso è tornata. Racconti e scritti di Laura Cialè, 2020, Edizioni Anicia.

Precedentemente ha scritto e curato saggi di settore tecnico professionale, tra cui: Lo studente competente, Edizioni Anicia, Roma 2008; Cosa Sarò/Farò da grande, un percorso di conoscenza e di cittadinanza per alunni e genitori della scuola dell’obbligo, Edizioni Anicia, Roma 2009; I Care: integrare ‘integrazione. Accoglienza -integrazione -inclusione, Edizioni Anicia, Roma, 2010.

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Lara Ventisette e Alessandro Paselli presentano “Sai osare. Genitori e figli alla conquista dell’autostima” https://agenziastampa.net/2022/12/01/lara-ventisette-e-alessandro-paselli-presentano-sai-osare-genitori-e-figli-alla-conquista-dellautostima/ Thu, 01 Dec 2022 16:22:04 +0000 https://agenziastampa.net/?p=55167

Questo manuale aiuta i genitori a cambiare prospettiva emotiva e, di conseguenza, a interpretare i fatti con occhi diversi, riorientando il loro modus operandi grazie a nuove azioni comportamentali, comunicative e relazionali. Gli autori accompagnano le figure genitoriali in un percorso fatto di “opportunità travestite da ostacoli”, insegnando loro l’utilizzo di una lente di ingrandimento dinamica che si sposti perpetuamente dai loro comportamenti a quelli dei bambini e viceversa. In virtù di questa forte relazione biunivoca, i genitori – attraverso un lavoro continuo su loro stessi – giorno dopo giorno s’impegnano a rafforzare la propria autostima così da aiutare i figli a costruire la loro.

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Lara Ventisette e Alessandro Paselli – “Sai osare. Genitori e figli alla conquista dell’autostima”

La psicologa e psicoterapeuta Lara Ventisette e il coach e manager Alessandro Paselli presentano un saggio interessante e istruttivo che ha il suo nucleo in una semplice ma preziosa verità: più i genitori imparano a migliorare la loro autostima e più diventano capaci di aiutare i figli a costruire la loro.

Casa Editrice: Edizioni Pendragon

Genere: Saggio/Famiglia, autostima e motivazione

Pagine: 222

Prezzo: 16,00 €

«Desideriamo accompagnarti come genitore in un percorso fatto di opportunità travestite da ostacoli, utili a rendere i tuoi figli forti, equilibrati, intelligenti, sensibili, responsabili, resilienti e capaci di costruire la vita che desiderano. Aiutando loro, aiuterai te stesso; aiutando te stesso, aiuterai loro. Mettendo in moto questa ruota benefica, trasformerai l’onere educativo in onore e la fatica in dono».

“Sai osare. Genitori e figli alla conquista dell’autostima” di Lara Ventisette e Alessandro Paselli è un saggio scritto da due autori che da quindici anni lavorano nel campo della psicoterapia e del coaching; inoltre, hanno anche aperto un servizio culturale e ricreativo per bambini da 0 a 3 anni che ha permesso loro di supportare quasi cinquecento famiglie nel percorso di educazione dei figli, e nell’acquisizione di importanti consapevolezze in merito al ruolo genitoriale.

Partendo dall’assunto che il benessere dei figli deriva dal benessere dei genitori e viceversa, i due professionisti hanno deciso di scrivere questo libro, ispirato dalle tante domande che vengono poste ogni giorno dai loro pazienti, per offrire strumenti utili e immediati per intraprendere un percorso di conquista dell’autostima. Aiutano infatti i genitori a cambiare prospettiva emotiva e a lasciar emergere i loro vissuti, le loro istanze emotive, comunicative, relazionali, organizzative e operative che risultano più problematiche, per poi riorientarle; questo approccio li guida passo dopo passo a diventare i genitori che hanno sempre desiderato essere – «Questo libro è dedicato ai genitori che vogliono sentirsi liberi. Liberi di fare pace con i bambini che sono stati. Liberi di emanciparsi da ciò che avrebbero voluto ricevere, senza poterlo ottenere. Liberi dalle ferite che hanno corredato il romanzo della loro vita. Liberi dai condizionamenti limitanti che hanno ricevuto. Liberi dalla tentazione di essere uguali, o antitetici, a quello che sono stati i loro genitori. Liberi di riscattare i tentativi fallimentari agiti dai loro familiari, scegliendo di essere i genitori migliori che possono essere».

Con un linguaggio scorrevole e diretto, gli autori ci conducono in un viaggio sia teorico che pratico – sono infatti presenti esercizi di autovalutazione alla fine di ogni capitolo, relativi all’argomento trattato – in cui si può apprendere come acquisire una sana autostima genitoriale e come accompagnare coscientemente i propri figli a sviluppare la propria. Il titolo del libro “Sai osare” è un acronimo che guida il lettore negli otto passi per conoscere le competenze genitoriali imprescindibili per aiutare i propri figli in questo processo di ristrutturazione percettivo-emotiva: supporto, autonomia, impegno, organizzazione, studio, attenzione, responsabilità ed emozioni. L’opera è rivolta sia ai genitori che a coloro che, pur non avendo figli, vogliono rileggere in modo diverso la propria storia e il proprio rapporto con la famiglia d’origine.

SINOSSI DELL’OPERA. Questo manuale aiuta i genitori a cambiare prospettiva emotiva e, di conseguenza, a interpretare i fatti con occhi diversi, riorientando il loro modus operandi grazie a nuove azioni comportamentali, comunicative e relazionali. Gli autori accompagnano le figure genitoriali in un percorso fatto di “opportunità travestite da ostacoli”, insegnando loro l’utilizzo di una lente di ingrandimento dinamica che si sposti perpetuamente dai loro comportamenti a quelli dei bambini e viceversa. In virtù di questa forte relazione biunivoca, i genitori – attraverso un lavoro continuo su loro stessi – giorno dopo giorno s’impegnano a rafforzare la propria autostima così da aiutare i figli a costruire la loro. Solo in questo modo, li renderanno forti, equilibrati, sensibili, responsabili, resilienti e capaci di fare ciò che più desiderano della propria vita.

BIOGRAFIE DEGLI AUTORI.

Lara Ventisette è psicologa e psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Breve Strategica. Docente del Centro di Terapia Strategica di Arezzo. Formatrice. Creatrice del Metodo PsicoStyling®, un innovativo coaching psicologico per migliorare l’autostima. Coordinatrice del Baby Parking Zerotre Spazio Infanzia. Insegnante di Yoga.

Alessandro Paselli è executive e business coach con venti anni di carriera corporate alle spalle. Specializzato in coaching e Problem Solving Strategico. Founder e managing director di Studio Action, nonché general manager e docente della PsicoStyling® Academy.

Contatti

www.laraventisette.com

www.psicostyling.com

https://www.instagram.com/laraventisette/

www.alessandropaselli.it

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Link di vendita online

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Ufficio Stampa Diffondi Libro

https://www.diffondilibro.it/

Mail: info@diffondilibro.it

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Editoria e innovazione. Aidr: il sistema multimediale di Mediaset funziona grazie agli investimenti digitali https://agenziastampa.net/2022/12/01/editoria-e-innovazione-aidr-il-sistema-multimediale-di-mediaset-funziona-grazie-agli-investimenti-digitali/ Thu, 01 Dec 2022 15:33:18 +0000 https://agenziastampa.net/?p=55207

I contenuti digitali – sottolinea in una nota l’associazione Aidr – sono oggi un pilastro dell’editoria e il successo di Mediaset ne è la dimostrazione, alla luce dei risultati raggiunti nell’ultimo periodo: uno su tutti, il traguardo dei 22 milioni raggiunti dai video di Tgcom24.

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Nicastri (Aidr): il 14 dicembre il Premio Digital News a giornalisti, comunicatori e manager 

I risultati dellautunno 2022 premiano le reti Mediaset sul fronte dei programmi e dei contenuti pubblicati, un successo straordinario – che lamministratore delegato dallazienda Pier Silvio Berlusconi attribuisce al lavoro sinergico della squadra nellaver saputo coniugare informazioni, contenuti, produzioni, guardando con sempre maggiore attenzione ai sistemi multimediali. I contenuti digitali – sottolinea in una nota lassociazione Aidr – sono oggi un pilastro delleditoria e il successo di Mediaset ne è la dimostrazione, alla luce dei risultati raggiunti nellultimo periodo: uno su tutti, il traguardo dei 22 milioni raggiunti dai video di Tgcom24.

La rivoluzione digitale ha modificato profondamente il nostro approccio al mondo dellinformazione – sottolinea il presidente di Aidr, Mauro Nicastri, portando una maggiore libertà di accesso, e facilità di condivisione dei contenuti stessi. Il cambiamento straordinario che ne deriva per gli utenti e per gli stessi operatori dellinformazione è epocale. Per questo vogliamo sostenere le tante eccellenze presenti sul nostro territorio, premiando gli uomini e le aziende che in questi anni hanno saputo farsi portavoce del cambiamento nel mondo della comunicazione. Anche questanno con il Premio Digital News, conclude Nicastri, porteremo a Roma nella cornice della sede italiana della Commissione Europea, gli interpreti di questa straordinaria rivoluzione.”

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Mario Attilieni presenta il romanzo fantasy “La vendetta degli Unicorni” https://agenziastampa.net/2022/11/30/mario-attilieni-presenta-il-romanzo-fantasy-la-vendetta-degli-unicorni/ Wed, 30 Nov 2022 15:21:38 +0000 https://agenziastampa.net/?p=55502

Continua l'avventura di Dante e Achille nel fantastico mondo della Zimania. In fuga dalle grinfie dell'infame Lord Fumbor Lodde, padre e figlio sono diretti verso le fredde terre del Sud. Troveranno riparo dapprima a Ponte del Logos, poi nella Valle dell'Autunno. Infine, una volta giunti nella gelida Bard, tenteranno di sottrarre l'Anello di Ebano al giovane e malvagio Re Stainer II Bianchemura. Nel frattempo dai caldi mari del Nord giunge una nuova minaccia, le città della costa sono prese d'assalto da un popolo di misteriosi guerrieri. A guidarli un uomo che proviene dal passato.

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Mario Attilieni – “La vendetta degli Unicorni” 

Mario Attilieni presenta il secondo volume della sua trilogia fantasy ambientata in un medioevo magico e pagano, caratterizzato da forti tensioni sociali e politiche. Nel primo libro di questo “Trono di Spade in salsa mediterranea” viene raccontata la storia di Dante e di suo figlio Achille, che si ritrovano catapultati in un mondo fantastico creato proprio dalla fervida immaginazione di Dante. Nel secondo libro accompagniamo i due protagonisti nelle loro nuove, esaltanti avventure in territori ignoti, e conosciamo anche il temibile e misterioso Principe degli Unicorni.

Casa editrice: Libeccio Edizioni

Genere: Fantasy

Pagine: 292

Prezzo: 16,90 €

«Più passava il tempo e più alcuni dei personaggi da lui creati, gente che conosceva, di cui sapeva passioni, comportamenti e segreti, morivano e cedevano il passo a una generazione nuova e per lui sconosciuta. E quindi imprevedibile, non controllabile»

La vendetta degli Unicorni” di Mario Attilieni è il secondo volume di un’appassionante trilogia fantasy, che è iniziata con “L’impero delle clessidre” e che terminerà con “La Profezia dell’Autunno”. L’autore ha creato un mondo articolato e solido, chiamato Zimania, in cui riesce a muoversi agilmente, descritto nei suoi diversi regni e nei suoi caratteristici territori, e ne ha raccontato le storie e le leggende; inoltre, la trama presenta delle interessanti tematiche socio-politiche ed economiche, che risultano molto attuali agli occhi del lettore.

I protagonisti dell’opera sono Dante e suo figlio Achille: nel primo volume della trilogia li incontriamo nel mondo reale, finché non vengono catapultati magicamente nell’universo narrativo facente parte del romanzo che Dante ha scritto come regalo di compleanno per il figlio. L’uomo si rende subito conto di trovarsi nel mondo da lui ideato, anche se in un tempo diverso: ben otto anni dopo la fine della sua opera; decide quindi di impersonare il ruolo di uno dei personaggi da lui inventati, per non dare nell’occhio e per avere la possibilità di trovare un modo per ritornare a casa. Tra intrighi, fughe e salvifiche alleanze, i due protagonisti riescono a capire che, per far rinascere la magia necessaria per tornare nel loro mondo, devono impossessarsi dei cinque Anelli del Potere: nel primo romanzo riescono a prenderne tre, grazie alle conoscenze di Dante, demiurgo semi-onnisciente, e all’aiuto di fidati amici.

In questo secondo volume della trilogia seguiamo le pericolose avventure di Dante e Achille per recuperare i due anelli mancanti, quello di Ebano e quello di Zaffiro, mentre si recano nella zona più fredda del regno di Zimania; nel corso del viaggio Dante deve fare i conti con il modo in cui ha caratterizzato l’universo da lui concepito, che nel frattempo è progredito a prescindere dal suo volere: ha infatti esagerato nel creare faide interne, nel delineare figure vili e senza scrupoli e nel dotare i personaggi di una spiccata attitudine alla violenza e alla belligeranza – «Intrecciare le trame di un romanzo era uno scherzo da ragazzi rispetto a ritrovarcisi dentro».

Tra giganti, draghi, amazzoni e strane creature chiamate linchetti, i due protagonisti si trovano nel mezzo di una sanguinosa lotta per il potere, mentre una forza distruttiva e ignota agli abitanti del regno si fa strada conquistando terre e deponendo i regnanti: a capo di questo esercito vi è il misterioso Principe degli Unicorni, che alla fine si rivelerà essere un pezzo importante nella scacchiera in cui si gioca la possibilità di diventare il nuovo Imperatore di Zimania.

SINOSSI DELL’OPERA. Continua l’avventura di Dante e Achille nel fantastico mondo della Zimania. In fuga dalle grinfie dell’infame Lord Fumbor Lodde, padre e figlio sono diretti verso le fredde terre del Sud. Troveranno riparo dapprima a Ponte del Logos, poi nella Valle dell’Autunno. Infine, una volta giunti nella gelida Bard, tenteranno di sottrarre l’Anello di Ebano al giovane e malvagio Re Stainer II Bianchemura. Nel frattempo dai caldi mari del Nord giunge una nuova minaccia, le città della costa sono prese d’assalto da un popolo di misteriosi guerrieri. A guidarli un uomo che proviene dal passato.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Mario Attilieni (Lucca, 1986) si laurea in Giurisprudenza e dal 2009 comincia la sua attività imprenditoriale nel settore delle calzature alla guida di una start up negli Stati Uniti; per il suo lavoro si divide tra Italia, Inghilterra e America. Nel 2004 vince il premio di poesia “Il Bonturo”. Pubblica per Libeccio Edizioni una trilogia fantasy composta dai volumi “L’Impero delle Clessidre”, “La Vendetta degli Unicorni” e “La Profezia dell’Autunno”.

Contatti

Instagram: Mario Attilieni (@marioattilieni)

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Ufficio Stampa Diffondi Libro

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Elisabetta Ferraresi presenta il romanzo storico “Con il cappello di carta calato sugli occhi” https://agenziastampa.net/2022/11/30/elisabetta-ferraresi-presenta-il-romanzo-storico-con-il-cappello-di-carta-calato-sugli-occhi/ Wed, 30 Nov 2022 15:20:29 +0000 https://agenziastampa.net/?p=55504

Cina, nel vortice della Grande Rivoluzione Culturale Proletaria innescato da Mao Zedong, gli equilibri sociali vengono smantellati dalla nuova ideologia. Li Yongjie, professore al Conservatorio, è preoccupato per la distruzione del sapere messa in atto, mentre la sua amicizia col giovane Xiaohong rischia di incrinarsi per le idee politiche del ragazzo, attirato, come tanti altri della sua età, dal carisma del Grande Timoniere.

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Elisabetta Ferraresi – “Con il cappello di carta calato sugli occhi”

Elisabetta Ferraresi presenta un’emozionante opera ambientata in diversi momenti storici: si raccontano gli anni della fondazione della Repubblica Popolare Cinese e quelli della Grande rivoluzione culturale proletaria, per poi fare un salto in avanti verso gli anni Duemila. È una vicenda struggente e poetica, dedicata alle vittime di tutte le ideologie, in ogni tempo e in ogni luogo.

Casa Editrice: L’Erudita

Genere: Romanzo storico

Pagine: 145

Prezzo: 17,00 €

«“Sono stati i dubbi a farci evolvere, Hong. E saranno i dubbi a salvarci”.

“A salvarci da che cosa, Li ge?”. “Da chi ha soltanto certezze”»

“Con il cappello di carta calato sugli occhi” di Elisabetta Ferraresi è un romanzo storico in cui si ripercorrono gli anni difficili e turbolenti della Grande rivoluzione culturale proletaria, iniziata nel 1966; l’autrice alterna questo interessante racconto a una storia ambientata nei primi anni del Duemila, con protagonista una donna, Wang Liangmei, di cui si rivelerà l’importanza solo alla fine dell’opera.

La vicenda ha inizio il 1° ottobre 1949, a Pechino: Ma Jingying, una ragazzina di sedici anni, è giunta a casa dell’anziana levatrice Jin; sta per partorire un figlio concepito dopo una violenza. Quel bambino, che chiamerà Xiaohong, vede la luce lo stesso giorno della nascita della Repubblica Popolare Cinese, ad opera di Mao Zedong, il rivoluzionario di Shaoshan che verrà poi chiamato il Grande Timoniere; la madre di Xiaohong non può neanche lontanamente immaginare quanto questo evento storico segnerà profondamente il destino della sua creatura. Quattordici anni dopo entra nella vita di Xiaohong una figura straordinaria, Li Yongjie, flautista e insegnante di musica, che diventa un suo caro amico nonostante abbia il doppio dei suoi anni; l’uomo aiuta il giovane nello studio e lo introduce alla letteratura europea e alle elucubrazioni filosofiche dell’Occidente moderno. Il ragazzo, però, è preda di un’oscurità che non riuscirà a controllare a lungo, e alla fine cederà alle manipolatorie lusinghe dell’ideologia, rinunciando a quella libertà di pensiero critico che Li Yongjie gli aveva faticosamente insegnato ad esercitare.

Elisabetta Ferraresi ci offre il sentito racconto di un periodo fondamentale nella storia della Cina: ci mostra come la figura di Mao Zedong sia penetrata sempre più capillarmente nella vita di ogni uomo, e ci narra dei radicali cambiamenti che ne sono conseguiti. Assistiamo impotenti e angosciati alla cancellazione di ogni colore, di ogni manifestazione artistica e culturale, persino della vivacità della natura – «una marea monocroma sale silenziosa a soffocare gli slanci di originalità ed estro»; la censura opera tagli ovunque, sempre più ampi, e tutto viene livellato per rispondere ai rigidi canoni imposti dal Grande Timoniere. La propaganda è l’arma più pericolosa e Mao Zedong, ormai divenuto un semidio, sa come usarla, soprattutto a discapito dei più giovani che vengono indottrinati con facilità e piegati ai suoi scopi. A farne le spese sarà Xiaohong, e di riflesso anche la sua famiglia; Li Yongjie andrà incontro a un amaro destino in quanto artista e libero pensatore, mentre la Rivoluzione Culturale diventerà sempre più violenta e repressiva.

Sono raccontati tanto dolore e tanta ingiustizia ma anche tanto coraggio in quest’opera, dove si chiede di riflettere sui pericoli della propaganda ideologica, e sull’importanza quindi della cultura, del libero arbitrio e del pensiero critico.

SINOSSI DELL’OPERA. Cina, nel vortice della Grande Rivoluzione Culturale Proletaria innescato da Mao Zedong, gli equilibri sociali vengono smantellati dalla nuova ideologia. Li Yongjie, professore al Conservatorio, è preoccupato per la distruzione del sapere messa in atto, mentre la sua amicizia col giovane Xiaohong rischia di incrinarsi per le idee politiche del ragazzo, attirato, come tanti altri della sua età, dal carisma del Grande Timoniere. Diviso fra gli anni della fondazione della Repubblica Popolare Cinese e gli anni Duemila, “Con il cappello di carta calato sugli occhi” ci mostra, senza filtri ma con delicatezza, gli sconvolgimenti che hanno modificato per sempre il volto più profondo del Paese orientale.

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Elisabetta Ferraresi è nata nel 1984 a Roma, dove intraprende gli studi di sinologia e nel 2008 consegue la laurea specialistica in Lingue e Civiltà Orientali presso l’Università La Sapienza, discutendo una tesi sulla comparazione delle traduzioni in lingua cinese dell’opera pirandelliana “Sei personaggi in cerca d’autore”. Sempre in viaggio tra la Cina e l’Italia, tra il 2009 e il 2010 ricopre l’incarico di docente di lingua italiana presso l’Università Yanshan di Qinhuangdao. Nel 2014 ottiene la menzione di merito al Concorso Letterario Nazionale Penna d’Autore, nell’ambito del quale il componimento in versi “Verso l’infinito” viene inserito nell’antologia delle migliori opere in concorso per quell’anno. Nel 2015 cinque suoi titoli sono pubblicati nella silloge “Riflessi”, mentre nel 2017 le viene assegnata la targa di merito per la poesia nell’ambito del Premio Nazionale Olmo. Come autrice di narrativa esordisce nel 2013 con il romanzo “Autunno”. Con L’Erudita ha già pubblicato nel 2019 il romanzo storico “I veri uomini non piangono mai”, oltre a una serie di racconti inseriti in differenti antologie.

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Aldo Silva: disponibile in libreria e negli store online “Omicidi d’Autore” https://agenziastampa.net/2022/11/30/aldo-silva-disponibile-in-libreria-e-negli-store-online-omicidi-dautore/ Wed, 30 Nov 2022 15:17:06 +0000 https://agenziastampa.net/?p=55520

È disponibile in libreria e negli store online “Omicidi d’Autore”, il nuovo

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È disponibile in libreria e negli store online “Omicidi d’Autore”, il nuovo romanzo giallo/noir dello scrittore milanese Aldo Silva, edito da CTL Editore.

«Il libro “Omicidi d’Autore” nasce come sfida a quei lettori che amano il genere thriller, al quale sono molto appassionato, e strizza l’occhio a un genere che da anni imperversa nella letteratura noir anglosassone dove il reo si perde nelle trame del racconto, avvincendo il lettore sino all’ultima pagina. Mi auguro che chi lo leggerà possa provare lo stesso piacere che ho provato io nello scriverlo», commenta l’autore. 

Sinossi 

Milano è travolta da una serie di omicidi di giovani donne. Tutte corrispondono ad un unico tipo. Tutte more, tutte molto belle e con la stessa corporatura. I corpi vengono rinvenuti in alcune aree verdi della città. Sono tutte nude, tutte messe in posa come se dovessero essere fotografate e tutte hanno una rosa rossa appoggiata sul ventre.

L’Ispettore Nico Loverso della squadra omicidi si trova ad affrontare un caso delicato e contorto, una difficile matassa da sbrogliare che lo porta ad indagare alcuni sospetti che sembrano per alcuni versi adattarsi alla figura dell’assassino. Molte piste vengono seguite, ma sembra che il colpevole riesca sempre a farla franca. Poi, però, un’intuizione del collega Daccò e l’identificazione della pianta, da cui proviene un granulo di polline rinvenuto tra i capelli di una delle vittime, mettono l’Ispettore sulla strada giusta. Il finale, con un esito inaspettato, rivelerà finalmente il nome dell’assassino.

Biografia 

Aldo Silva nasce a Milano e qui compie gli studi fino all’Università nella Facoltà di Medicina. Studi abbandonati alla fine del quinto anno per gravi motivi familiari. Si occupa poi col fratello della ditta di famiglia. Liquidata l’attività nel 2009, si dedica completamente alla passione per la scrittura, un primo amore mai abbandonato del tutto, e in pochi anni produce 9 romanzi, dei quali 6 (tra cui 4 thriller) ambientati nella sua città. Appassionato di Storia e Scienze Naturali oltre che di fotografia naturalistica applica, quanto da lui appreso, nei suoi romanzi unitamente alle sue conoscenze scientifiche sempre mantenute deste, dando ai suoi scritti un taglio accattivante ed intenso nel descrivere le situazioni nelle quali vengono a trovarsi i vari personaggi sempre tratteggiati con estrema cura.

Vive attualmente a Milano, sua città di elezione, che ha raramente lasciato se non per qualche viaggio di documentazione per i suoi romanzi e per poche vacanze all’estero: in Europa, Africa ed America del Sud.

L’opera è stata pubblicata in accordo con l’agenzia EditReal di Michela Tanfoglio.

In copertina: per la collana Nino Bozzi copertine d’autore l’opera di Diego Stella.

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“L’Eterno” di Simona Moraci nelle librerie dal 24 novembre https://agenziastampa.net/2022/11/30/leterno-di-simona-moraci-nelle-librerie-dal-24-novembre/ Wed, 30 Nov 2022 15:16:01 +0000 https://agenziastampa.net/?p=55599

Dal 24 novembre arriva nelle librerie e negli store online “L’eterno”, il

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Dal 24 novembre arriva nelle librerie e negli store online “L’eterno”, il nuovo libro di Simona Moraci, edito da Marlin Editore (pag. 256 ) nella collana “Mondi Sommersi”. Dopo il grande successo di “Duecento giorni di tempesta“ vincitore del Premio l’Iguana Anna Maria Ortese 2021 e candidato all’edizione del Premio Strega 2022 da Aldo Cazzullo, la raffinata scrittrice siciliana compone pagine ricche di profondo pathos narrativo, che miscela in modo magistrale, la struttura del genere fantasy noir con una fitta tela sentimentale ed un triangolo che travolgerà il lettore portandolo nel cuore della storia.

A Parigi una serie di efferati delitti sconvolge la Banlieue. Sandro, un giornalista dal passato difficile, indaga su un serial killer che sbrana le proprie vittime a morsi. Sullo sfondo un giro di droga e prostituzione che fa capo ad un insolito nightclub, L’Arcangelo. In questa inchiesta è aiutato dalla donna che ama e che cerca di riconquistare, Irene. Anche lei è una giornalista impegnata a seguire, per un’importante testata italiana, una mostra sul Romanticismo nero, che nasconde inquietanti presenze. C’è qualcun altro, infatti, che vuole “riconquistare” Irene: per le vie del Marais aleggia l’ombra inquieta di chi esiste sin dall’origine dei tempi, più vicino a Dio di qualsiasi essere, anche se maledetto: Ethan, l’Eterno. Sarà il compiersi di un’antica profezia a legare gli eventi di questo noir dalle sfumature gotiche.

Nella narrazione l’elemento reale s’intreccia con quello soprannaturale, in una storia intrisa di mistero e romanticismo. Con un’attenzione alla letteratura di genere, gli elementi si armonizzano perfettamente in un’ambientazione suggestiva e inconsueta: la Parigi degli attentati terroristici, del dopo Bataclan, mostra il suo volto ferito, in una dimensione quotidiana, attraverso gli occhi e i sentimenti dei protagonisti. Dalle antiche vetrate di place des Vosges, nel cuore del Marais, passando attraverso Saint Louis en l’Île e il Museo d’Orsay, sino alla miseria della Banlieue, il lettore compie un viaggio affascinante nei luoghi dell’anima, da sempre assetata d’eternità.

L’autrice

L’autrice, Simona Moraci, nata a Messina, scrittrice, giornalista professionista e insegnante. Ha pubblicato altri romanzi come: I confini dell’anima (1996) e Giornalisti, e vissero per sempre precari e contenti (2014) e, in edizione Marlin, Duecento giorni di tempesta (Premio L’iguana – Anna Maria Ortese 2021),presentato al Premio Strega 2022 dallo scrittore e giornalista Aldo Cazzullo. Collabora con il quotidiano “Gazzetta del Sud”, di cui è stata redattrice per un lungo periodo.

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COSENZA-La Commissione Cultura presenta il libro del Tenente Pasquale TRABUCCO “IL FANTE TRADITO” https://agenziastampa.net/2022/11/30/cosenza-la-commissione-cultura-presenta-il-libro-del-tenente-pasquale-trabucco-il-fante-tradito/ Wed, 30 Nov 2022 14:31:38 +0000 https://agenziastampa.net/?p=55673

https://www.youtube.com/watch?v=kKUXppEGBJ8&t=4svideoreport Teresa Covello 24 Nov. 2022 – Commissione Cultura del Comune di

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Al Fedrigoni Top Award 2022 una special mention al catalogo stampato da Musumeci Spa https://agenziastampa.net/2022/11/30/al-fedrigoni-top-award-2022-una-special-mention-al-catalogo-stampato-da-musumeci-spa/ Wed, 30 Nov 2022 14:23:17 +0000 https://agenziastampa.net/?p=55691

La capacità di creare il giusto equilibrio tra scatti fotografici delle opere, ritmo della mostra e scelta dei materiali di stampa ha fatto conquistare il prestigioso riconoscimento al volume “Design and the Wondrous: on the Nature of Ornament” che porta la firma Musumeci, il printing atelier con sede ad Aosta.

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Un’esplosione di creatività al Fedrigoni Top Award 2022 e tra le migliori opere in gara, la special mention per il settore Publishing assegnata a “Design and the Wondrous: on the Nature of Ornament”, il catalogo dell’omonima mostra d’arte ideata da Elise Gay & Kevin Donnot, stampato dalla valdostana Musumeci spa e da Printing Art Books.

Il volume racchiude l’evoluzione della narrativa del design basata su una selezione di 100 opere di più di cinquanta artisti, focalizzandosi sull’evoluzione del design e dell’ornamento che, con l’avvento dell’era digitale, non è più un semplice motivo, ma una forma animata.

Proprio questa dinamicità visiva ha determinato l’assegnazione della menzione speciale nell’unico premio al mondo dedicato a grafici, stampatori e brand, che operano come membri di un’unica squadra. La giuria, infatti, ha trovato nel catalogo stampato dal printing atelier di Aosta la capacità di restituire nel libro il ritmo dell’esposizione presentata al Museo d’arte moderna e contemporanea di Saint-Etienne (Saint-Priest-en-Jarez, Francia). A ogni tipo di contenuto (saggi, pezzi presentati, vedute della mostra) corrisponde una specifica associazione carta/stampa (nero su marrone, argento su nero, quadricromia su bianco lucido). Persino la copertina crea movimento, giocando con il motivo ornamentale prodotto dall’alternanza di materiali con un effetto psichedelico.

Ricevere la special mention del Fedrigoni Top Award 2022 conferma che bellezza, espressività, sostenibilità e innovazione, valori centrali per l’attività di Musumeci, rappresentano non solo glie elementi fondamentali per i clienti, ma anche la costante ricerca del settore di prodotti editoriali di sempre migliore qualità e meticolosa cura dei dettagli. Una sfida quotidiana entusiasmante e sempre stimolante” – afferma Michele Biza, amministratore unico di Musumeci S.p.A. e presidente di Altre Industrie Manifatturiere di Confindustria Valle d’Aosta.

Il premio istituito da Fedrigoni spa nel 2005 seleziona opere provenienti da tutto il mondo con l’obiettivo di valorizzare il design e il lavoro di chi utilizza carte e materiali autoadesivi in sei categorie: PublishingPackagingLabel, Corporate Communication, Large Format Communication e Research.

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Silvio Coppola presenta il fantasy storico “Daniel Dante e l’Enigma del Palindromo” https://agenziastampa.net/2022/11/30/silvio-coppola-presenta-il-fantasy-storico-daniel-dante-e-lenigma-del-palindromo/ Wed, 30 Nov 2022 14:05:10 +0000 https://agenziastampa.net/?p=55738

Su una lastra di marmo del battistero di Firenze è incisa una frase palindroma che contiene un'importante rivelazione per i destini dell'umanità. Nessuno è mai riuscito a comprenderne il significato, ma l'avvento di Daniel Dante, il Prescelto, rappresenta una minaccia per chi vuole che l'enigma non sia rivelato. I Guardiani fiorentini, guidati da Dante Alighieri, Lorenzo il Magnifico e Contessina de' Bardi, chiedono aiuto a Daniel Dante. Il pericolo proviene dal tenebroso ideatore del palindromo, Simon Mago, il primo eretico della storia cristiana.

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Silvio Coppola – “Daniel Dante e l’Enigma del Palindromo” 

Silvio Coppola presenta il secondo volume della sua saga fantasy a sfondo storico, dopo il successo del primo romanzo ambientato a Venezia in cui si narrava la storia di Daniel, un giovane sensitivo che scopre di avere un ruolo fondamentale nella cruenta guerra che sancirà l’evoluzione o l’annientamento della razza umana. In questo libro, ambientato a Firenze, il coraggioso protagonista dovrà fronteggiare una nuova, pericolosa minaccia.

Casa Editrice: La Ruota Edizioni

Collana: Altri Mondi

Genere: Fantasy storico

Pagine: 328

Prezzo: 12,00 €

«Fratelli, siamo qui riuniti per combattere un grave pericolo proveniente dal passato. Una creatura antica, la cui malvagità infetta la Terra da tempi immemorabili, è stata risvegliata dalla venuta del Prescelto. Si nascondeva tra le pieghe di un tempo remoto, ma la caduta di Venentide lo ha messo in allarme e sa che dovrà porre rimedio agli errori degli atlantidei. Siamo certi che non tarderà a mostrarci la sua vendetta»

“Daniel Dante e l’Enigma del Palindromo” di Silvio Coppola è un appassionante fantasy storico, secondo volume della saga iniziata con il romanzo “Daniel Dante e la Compagnia del Lumen Magico”; continua quindi l’avventura del giovane Daniel, che questa volta si sposterà da Venezia a Firenze per combattere un nemico ancora più infido dell’atlantideo Natal Teid. Nel primo volume abbiamo imparato a conoscere questo intelligente e saggio ragazzino di undici anni, la cui famiglia è proprietaria da generazioni della Libreria Antiquaria Dickens. Daniel scopre improvvisamente di avere dei grandi poteri mentali e di essere il Prescelto per salvare la razza umana dall’estinzione; nella sua prima missione si scontra contro il temibile Sacerdote Supremo di Venentide, mentre cerca di recuperare il misterioso testo di un matematico del ’400, apparentemente introvabile: il “De Occulta Mathematica”. Ad aiutarlo ci saranno i suoi familiari e i loro fidati amici, riuniti nel Circolo Pickwick, oltre a tre ragazzini della sua età con i quali ha formato la Compagnia del Lumen Magico: Filippo, Carlotta e Alizée.

Come nel precedente volume, anche in questo nuovo romanzo Daniel viaggerà tra le epoche storiche e incontrerà personaggi illustri realmente esistiti, che fanno parte delle schiere dei Guardiani del Tempo, protettori dell’umanità. Il protagonista ha ora tredici anni e si è quasi abituato alla normalità dopo un anno e mezzo di pace; un giorno, però, bussa alla porta della libreria un uomo che conosce bene: Fra’ Luca Bartolomeo de’ Pacioli, autore del “De Occulta Mathematica”. Egli si palesa in veste di messo: ha una lettera importante da consegnare nelle mani di Daniel; il ragazzo è invitato a un Consiglio dei Guardiani del Tempo che si svolgerà a Firenze, convocato d’urgenza perché si teme una crisi imminente.

Tra creature magiche, messaggi cifrati, l’incontro con personaggi storici come Dante Alighieri e Niccolò Machiavelli, battaglie campali contro l’esercito demoniaco di un negromante, e l’enigma di una frase palindroma che si trova su un pavimento del battistero di San Giovanni, Daniel affronta un oscuro mistero nella Firenze cinquecentesca dei Medici, mentre sviluppa i suoi poteri mentali ed è costretto a venire sempre più a patti con la sua difficile condizione di Prescelto.

SINOSSI DELL’OPERA. Su una lastra di marmo del battistero di Firenze è incisa una frase palindroma che contiene un’importante rivelazione per i destini dell’umanità. Nessuno è mai riuscito a comprenderne il significato, ma l’avvento di Daniel Dante, il Prescelto, rappresenta una minaccia per chi vuole che l’enigma non sia rivelato. I Guardiani fiorentini, guidati da Dante Alighieri, Lorenzo il Magnifico e Contessina de’ Bardi, chiedono aiuto a Daniel Dante. Il pericolo proviene dal tenebroso ideatore del palindromo, Simon Mago, il primo eretico della storia cristiana. Accanto a lui ci saranno le forze oscure dei terribili demoni Malebranche, già descritti dal Sommo Poeta nella Divina Commedia. Daniel giunge a Firenze accompagnato da Alizée, che ha un incredibile segreto da rivelare. Ancora una volta il giovane veneziano dovrà scontrarsi con il male.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Silvio Coppola è nato a Salerno. Musicista, scrittore, giornalista e radio host. È stato redattore per riviste specializzate di computer music, ha suonato nei migliori locali della Campania, ha collaborato con il grande drummer Tullio De Piscopo, con cui ha composto due canzoni. Nella sua vita parallela è laureato in giurisprudenza ed è stato prima Ispettore Superiore della Polizia di Stato, poi Funzionario giudiziario presso il Tribunale di Salerno. Nel 2020 ha pubblicato con La Ruota Edizioni il suo primo romanzo fantasy, “Daniel Dante e la Compagnia del Lumen Magico”, per cui ha composto anche musiche originali. “Daniel Dante e l’Enigma del Palindromo” è il secondo volume della saga dedicata al giovane sensitivo e ai suoi inseparabili amici.

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Sabina Moretti presenta il romanzo storico “Il tempo del tamburo” https://agenziastampa.net/2022/11/30/sabina-moretti-presenta-il-romanzo-storico-il-tempo-del-tamburo/ Wed, 30 Nov 2022 13:48:34 +0000 https://agenziastampa.net/?p=55740

Il romanzo si snoda agli albori dell’era neolitica, quando l’essere umano ancora vive come cacciatore-raccoglitore, organizzato in piccole tribù. Sulla base di riscontri antropologici e archeologici, si narra la vicenda di una bambina, Hay, dello sciamano, Gnu, che la prende sotto la sua guida e della costruzione di due templi megalitici, ove diverse etnie si incontrano per decenni.

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Sabina Moretti – “Il tempo del tamburo” 

Sabina Moretti presenta un’opera a metà strada tra il romanzo storico e il fantasy preistorico, in cui si racconta una storia di formazione che ha come protagonista una coraggiosa figura femminile, Hay, che diventa una sciamana e una guida per la sua tribù nel periodo a cavallo tra il mesolitico e il neolitico. Un’appassionante e vivida testimonianza sulle radici della donna nella Storia umana.

Genere: Narrativa storica

Pagine: 297

Prezzo: 12,48 €

«A quell’epoca l’umanità raccoglieva i frutti spontanei della natura, cacciava grandi prede e per costruire ciò di cui aveva bisogno utilizzava la pietra e il legno. Non c’erano città, paesi o palazzi, ma uomini e donne vivevano in piccole tribù disperse nei territori. La vita, semplice e pericolosa, scorreva lenta al ritmo dei tamburi. Era l’età della pietra di mezzo»

“Il tempo del tamburo” di Sabina Moretti unisce verità storica, finzione narrativa e approfondimenti socio-antropologici per raccontare il percorso di crescita, dall’infanzia all’età adulta, di una donna che riesce a cambiare gli equilibri all’interno della sua tribù e a favorire una rivoluzione sociale e comportamentale agli albori dell’era neolitica, combattendo l’immobilismo di chi restava attaccato a superstizioni e consuetudini ormai vetuste – «Non ti accorgi di come stanno cambiando le cose intorno a noi, tu vuoi che tutto resti sempre uguale, ma non è così. Non cambiano forse le stagioni o le stelle nel cielo?»

Hay, la protagonista di questa emozionante e brutale vicenda, è considerata dalla tribù dei Kefna uno spirito maligno, perché al contrario degli altri ha la pelle chiara, i capelli rossi e gli occhi di due colori: uno verde e l’altro blu. Per questo motivo decidono di sacrificarla allo Spirito Guida; poco prima della sua morte, però, uno sciamano della tribù degli Akbi, Gnu, decide di salvarla e di prenderla con sé: in una visione egli aveva infatti compreso l’importanza della bambina per il destino della sua gente. Il lettore segue quindi l’esperienza di Hay all’interno della sua nuova tribù, che vive alle pendici del monte Urartu – l’antico nome dell’Ararat; sarà un cammino pieno di ostacoli e di sofferenze, dove imparerà a contare su sé stessa e a diventare scaltra e implacabile. Gnu sarà sempre dalla sua parte, la inizierà ai misteri sciamanici e si legherà molto a lei, in una relazione padre-figlia inedita per lui, che deve famigliarizzare per la prima volta con il concetto di amore.

Sabina Moretti ha deciso di narrare la storia attraverso i punti di vista in prima persona di diversi personaggi, sia individuali che collettivi; tramite le loro riflessioni e le loro prospettive racconta le tradizioni delle varie tribù, i loro rituali, anche i più violenti, il loro legame con la natura e il modo in cui vedevano le donne e il loro ruolo sociale. Le figure femminili, in primis Hay, sono al centro di questo romanzo; l’intento dell’autrice è di evidenziare quanto siano state fondamentali le donne nella vita umana prima della nascita della narrazione storica patriarcale successiva al neolitico, che ancora oggi ci caratterizza. Hay stessa, crescendo, diventa un esempio per gli uomini e per le donne: sciamana, stratega e madre, nonostante le difficoltà si mantiene salda e resiliente, mentre rafforza i legami con le altre tribù, mentre combatte ingegnosamente i nemici, e mentre scalfisce ostinatamente a mani nude la dura pietra della vita.

SINOSSI DELL’OPERA. Il romanzo si snoda agli albori dell’era neolitica, quando l’essere umano ancora vive come cacciatore-raccoglitore, organizzato in piccole tribù. Sulla base di riscontri antropologici e archeologici, si narra la vicenda di una bambina, Hay, dello sciamano, Gnu, che la prende sotto la sua guida e della costruzione di due templi megalitici, ove diverse etnie si incontrano per decenni. È una storia al femminile, dove Hay rappresenta uno dei possibili eventi che la tradizione storica narrata o documentata ha voluto dimenticare, ma della quale, leggendo tra le righe della mitologia e della storia, si possono trovare tracce concrete. Un racconto di come le donne hanno, in un giorno remoto, partecipato alla rivoluzione neolitica e di come abbiano voluto ed ottenuto dire ciò che pensavano e fare ciò che volevano. In questa nuova realtà corale, si avviano trasformazioni sociali e emotive individuali importanti – come nominare il sentimento amore e riconoscerne le varie espressioni, o il concetto e la parola di padre – che porteranno alla rivoluzione neolitica.

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Sabina Moretti (Roma, 1960) è una violinista di professione e dal 1983 è docente di violino presso i Conservatori italiani. Alla passione per la musica ha sempre accostato quella per la lettura, vagando tra saggistica, letteratura, noir e fantascienza. Ha pubblicato i romanzi “La famiglia Zulu” e “Il tempo del tamburo” e le raccolte di racconti “In crescendo… dal silenzio” e “I solitari”.

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“I limoni e la malvarosa” è il nuovo romanzo di Mariantonia Crupi https://agenziastampa.net/2022/11/30/i-limoni-e-la-malvarosa-e-il-nuovo-romanzo-di-mariantonia-crupi/ Wed, 30 Nov 2022 13:35:24 +0000 https://agenziastampa.net/?p=55748

È disponibile in libreria e negli store online “I limoni e la

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È disponibile in libreria e negli store online “I limoni e la malvarosa” (Adhoc Edizioni), il nuovo romanzo di Mariantonia Crupi.

I limoni e la malvarosa” è un romanzo al plurale, dominato da un universo di donne che attraversano il tempo nel paese di Acquaro, ai piedi delle Serre calabresi, il paese dell’autrice, narrate attraverso una scrittura evocativa, elegante e intensa, e che esprime, al tempo stesso, i moti dell’anima e gli slanci della natura, il passato e il presente, uniti da una grande casa di pietra, un fiume, una panchina che vive i suoi secoli di vita, declinandoli agli amori, alle passioni, alle perdite, alla speranza.

«“I limoni e la malvarosa” è il titolo, malinconico e suggestivo, un po’ gattopardo, un po’ alla ricerca del tempo perduto di un lungo viaggio di sentimenti e di memoria, di gratitudine, amicizia e solidarietà, di partenze, ritorni e solitudini, la Calabria lontana, voluta e sofferta, bella e passionale», commenta la scrittrice.

Sinossi

Lina, figlia di un ricco borghese, muore pochi giorni prima del suo matrimonio con Riccardo.

Riccardo sposa quindi Diamante, la migliore amica di Lina, nobile e non bella.

Vivono, insieme alla madre di lei, nella grande casa di pietra adiacente il fiume.

Per loro lavorano Apollonia, Maruzza e la greca Vasiliki, unite da rapporti di profonda solidarietà, e le loro vicende personali si intrecciano al destino stesso dell’intero paese, tra partenze, perdite, assenze, solitudini, amori impossibili, passioni e tormenti infiniti, sottolineati dal canto d’acqua del fiume, che si assapora, e possiede voci, sensazioni e memorie.

È la giovane Diamante che, al termine di un doloroso percorso di formazione, sa dare voce alle loro esperienze individuali, unendole in una personalissima catarsi, con un ritorno agognato ma sofferto, in una terra non sempre prodiga, mai facile, sempre amata.

Biografia

Mariantonia Crupi è nata ad Acquaro e vive a Pizzo di Calabria.

È stata docente di Lingua e Letteratura Francese presso l’Istituto Tecnico Commerciale di Pizzo e l’Istituto Alberghiero di Vibo Valentia.

“I limoni e la malvarosa” è il suo romanzo di esordio.

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Christian Cantelli Podestà presenta il romanzo noir “Panini al prosciutto. Storia di un’assassina” https://agenziastampa.net/2022/11/23/christian-cantelli-podesta-presenta-il-romanzo-noir-panini-al-prosciutto-storia-di-unassassina/ Wed, 23 Nov 2022 16:27:44 +0000 https://agenziastampa.net/?p=55506

Caterina passa la sua vita servendo panini in un chiosco vicino alla spiaggia in California, nel tempo libero deve accudire il marito, ormai invalido da parecchi anni. La vista, ogni sera, del coniuge sofferente la spinge a cercare una soluzione drastica: recargli una morte indolore. Ma chi mai poteva pensare che da questo pensiero, come una scintilla dentro lei, nascesse la mente di una serial killer?

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Christian Cantelli Podestà – “Panini al prosciutto. Storia di un’assassina” 

Christian Cantelli Podestà presenta un avvincente romanzo noir in cui si racconta l’escalation di violenza commessa da un’anima tormentata, che soccombe al troppo dolore che la vita le ha arrecato. Una storia dura, a tratti brutale, ricca di colpi di scena e con un epilogo spiazzante.

Casa Editrice: Porto Seguro Editore

Collana: Black Magic

Genere: Romanzo noir

Pagine: 185

Prezzo: 15,00 €

«E così, mentre vedeva suo marito perdere giorno per giorno ogni facoltà fisica e mentale, trasformandosi in una specie di vegetale, la sua vita fu caricata di una montagna di responsabilità e presto i sogni di un futuro radioso si trasformarono nella paura costante di non riuscire ad arrivare a fine mese e non essere in grado di affrontare le enormi difficoltà che il destino le aveva messo di fronte, portandola a farle maledire il giorno in cui era arrivata lì, sul molo di Santa Monica, dove aveva incontrato lo sfortunato amore della sua vita»

Panini al prosciutto. Storia di un’assassina” di Christian Cantelli Podestà è un romanzo noir scritto con un linguaggio accattivante e scorrevole, in cui si racconta una vicenda nera che colpisce e intrattiene con le sue brusche e impreviste svolte narrative; è la storia della nascita di un angelo della morte, il racconto della genesi di un male implacabile, della vertiginosa caduta in una lucida e sanguinaria follia.

La protagonista dell’opera è Caterina, una donna di mezza età che ne ha già viste tante e che ha sofferto troppo; poco tempo dopo essersi sposata in giovane età con l’amore della sua vita e aver messo al mondo una splendida figlia, ha dovuto infatti scontrarsi con una terribile realtà: al marito viene diagnosticata una rara forma di malattia neuro-degenerativa. Da quel momento tutto cambia nell’esistenza di Caterina: l’assolata Los Angeles in cui vive con la famiglia diventa troppo luminosa per l’oscurità che le sta crescendo dentro e il chiosco di panini di sua proprietà, situato sul vivace molo turistico di Santa Monica, diventa una prigione per la sua anima straziata. Quando il destino decide di giocarle un altro tiro mancino, il più tremendo, la donna crolla sotto il peso del dolore, della rabbia e della voglia di vendetta che la consumano giorno dopo giorno – «La rabbia piano piano cominciò a sedimentarsi, formando strati su strati, incrostandosi e marcendo, accumulandosi fino a diventare qualche cosa di diverso, molto più potente e ancestrale. La rabbia repressa, compressa e reiterata, divenne dura come il diamante e pura come la luce, trasformandosi in un sentimento profondo, forte e determinante: odio».

Christian Cantelli Podestà presenta una storia drammatica e spietata che narra di un devastante blackout, a cui seguono oscuri propositi guidati da una sorta di delirio mistico, e di un patto col diavolo dagli esiti impensabili. Nonostante non si possano giustificare le azioni di Caterina, il lettore prova un’inspiegabile empatia per lei; è tutto giocato sul confine tra necessità e pretestuosità, e ciò porta anche a profonde riflessioni sull’ineffabile natura del male: esso, infatti, può annidarsi anche dove in apparenza non c’è terreno fertile.

SINOSSI DELL’OPERA. Caterina passa la sua vita servendo panini in un chiosco vicino alla spiaggia in California, nel tempo libero deve accudire il marito, ormai invalido da parecchi anni. La vista, ogni sera, del coniuge sofferente la spinge a cercare una soluzione drastica: recargli una morte indolore. Ma chi mai poteva pensare che da questo pensiero, come una scintilla dentro lei, nascesse la mente di una serial killer? Spinta a trovare la dose giusta di “Digitale purpurea”, un fiore velenoso che non lascia tracce, Caterina sconvolgerà la sua vita e quella della sua contrada. Prima spinta da curiosità e successivamente da scelte morali, la donna servirà i suoi panini al prosciutto conditi con un ingrediente segreto: il veleno della Digitalis. Un romanzo noir ricco di colpi di scena, climax e suspence, nella cornice di una regione soleggiata e magica. Riuscirà la protagonista a portare a termine il suo intento eludendo le indagini?

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Christian Cantelli Podestà nasce alla Spezia nel 1975. Figlio di un fotografo pubblicitario, passa la sua infanzia nello studio del padre, dove impara a usare la fotocamera professionale ben prima della bicicletta. La passione per la registrazione del momento e l’attenzione per i dettagli lo hanno portato a occuparsi di fotografia a livello professionale ed artistico, dandogli la possibilità di esporre le sue opere in tutto il paese. L’amore per la filosofia lo ha poi convinto, ormai in età adulta, a frequentare l’Alma Mater Studiorum di Bologna, dove ha seguito l’indirizzo logico-epistemologico. Da sempre accompagnato da una fervida immaginazione, ha cominciato a scrivere romanzi durante la quarantena imposta per la pandemia globale dovuta al virus COVID-19. Alle sue spalle ha varie pubblicazioni, come libri di viaggio, la trilogia di fantascienza dello “Jäger”, il libro di narrativa “Un piccolo paese” e il noir “Panini al prosciutto. Storia di un’assassina”.

Contatti

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Link di vendita online

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“Mosaico” il nuovo romanzo di Stefano De Sanctis https://agenziastampa.net/2022/11/18/mosaico-il-nuovo-romanzo-di-stefano-de-sanctis/ Fri, 18 Nov 2022 16:26:29 +0000 https://agenziastampa.net/?p=55253

È disponibile in libreria e negli store digitali “Mosaico”, il nuovo romanzo

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È disponibile in libreria e negli store digitali “Mosaico”, il nuovo romanzo dello scrittore romano Stefano De Sanctis, pubblicato da CTL Editore. Il libro tratta del percorso di un figlio alla ricerca di un padre assente è come un puzzle, dovrà mettere insieme i pezzi per vedere, forse, l’intero.

A proposito del libro, l’autore commenta: L’ho scritto durante gli ultimi sei anni. Almeno tre diverse stesure, la prima in terza persona, poi un tentativo in seconda persona, infine la versione attuale, in terza persona. È stato un lavoro di grande soddisfazione personale, che mi ha permesso di esplorare la complessità della relazione padre – figlio, che si può anche generalizzare alla relazione genitore – figlio/a. Considerata la mia attuale posizione di vita, ho avuto la possibilità di affrontare il tema sia dal punto di vista del padre, che da quello del figlio. Sono soddisfatto del risultato, anche dal punto di vista dello stile della scrittura”. 

Sinossi

Lo psicoterapeuta che segue Giulio gli ha proposto di ricostruirsi, come in un mosaico le cui tessere sono persone significative della sua vita, la figura paterna, che nella realtà latita.

Intanto, la telefonata mensile del padre non arriva e quando, nel cercarlo, ne trova la casa devastata, la preoccupazione prevale e Giulio si mette in movimento.

Prende contatto con chi lo conosce o lo ha conosciuto e piano piano viene a sapere di pezzi della vita del padre che gli modificano profondamente l’idea che se n’era fatto. Non riesce a capire se si tratta di un personaggio affascinante e avventuroso o di un millantatore e truffatore, se di un bravo scrittore o di un pretenzioso intellettuale di mezza tacca.

La ricerca lo porta in Israele, dove incontra un paio di personaggi che hanno coinvolto il padre in qualcosa – fra informatica e trading – che si è rivelata molto più grande di lui.

Quando viene a sapere che si sta nascondendo in Usa, il protagonista decide di andare a cercarlo lì…

Biografia

Stefano De Sanctis è nato e vive a Roma. “Mosaico” è il suo primo romanzo, dedicato ai suoi due figli e ai tre nipoti.

Ha collaborato come volontario con Emergency, è un appassionato – e mediocre (I nazionale) -giocatore di scacchi, ogni volta che può sale su qualche montagna.

Su https://librilettiscritti.it/ potete trovare qualche suo racconto e recensioni di alcuni dei libri che ha letto.

 

L’opera è stata pubblicata in accordo con l’agenzia EditReal di Michela Tanfoglio.

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“Esposti, Limbo ed Arsenicali nel ‘700”. Uno spaccato vero di quella Sicilia https://agenziastampa.net/2022/11/09/esposti-limbo-ed-arsenicali-nel-700-uno-spaccato-vero-di-quella-sicilia/ Wed, 09 Nov 2022 16:01:54 +0000 https://agenziastampa.net/?p=53534

Una trovatella viene ospitata in una cittadina della Sicilia dalla famiglia del Duca

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Una trovatella viene ospitata in una cittadina della Sicilia dalla famiglia del Duca fondatore del recente agglomerato. Inizia così il romanzo “Esposti, Limbo ed Arsenicali nel ‘700”, scritto da Lucio Portera, autore siciliano, nato a Messina ma che attualmente vive a Palermo. Il libro è pubblicato nella collana “I Diamanti della Narrativa”  dell’Aletti editore«Ho voluto riassumere così – spiega lo scrittore – aspetti della vita del ‘700 italiano, in cui avevano rilevanza sociale certe figure (“gli ignoti”), certe pratiche religiose estreme (salvare le anime dei neonati morti prima del battesimo), e certe pratiche, alcune clandestine e proibite, aventi a che fare con un prodotto da laboratorio: l’arsenico, molto usato in cosmetica, in cucina, in pasticceria in particolare, in falegnameria e altri settori, oltre che materia assai primaria di speziali, ma anche, clandestinamente, di fattucchiere etc…».

Il romanzo inquadra, nel suo insieme, uno spaccato della realtà dove la protagonista vive un suo dramma, personalissimo, alla cui origine può intravedersi la vanità femminile, ma non soltanto. Educata e sufficientemente istruita, resta nella residenza del Duca anche dopo lo sfortunato matrimonio con un licatese e la nascita della figlia, già orfana di padre. Dopo la vedovanza e la venuta al mondo dell’orfana, diviene protettore – senza alcuna allusione – delle due sventurate, l’arciprete del paese, uomo dotto, enciclopedico, dedito alla salvezza dell’anima dei nascituri in difficoltà di sopravvivenza al parto, mediante taglio cesareo, onde fare in tempo a battezzare il feto appena salvato. Il parroco viene trasferito a Palermo e con lui madre e figlia, in separate abitazioni. La madre si risposa, ma resta vedova per la seconda volta. Segue un periodo di normalità durante il quale avvengono accadimenti di ordinaria amministrazione: morti naturali, matrimoni, nascite, lauree. Di anormale verso la fine della storia c’è che a Palermo arrestano una megera, dedita alla stregoneria, accusata di plurimo omicidio. Il giorno dell’esecuzione della pena alla quale la strega viene condannata, muore anche la protagonista della storia. Le due donne, morte lo stesso giorno, si erano incontrate in vita una sola volta, circa 40 anni prima. 

«Il turbamento – racconta l’autore del romanzo – durerà quanto la sua vita e quando, improvvisa, sopraggiungerà la morte (coincidente con quella che indirettamente aveva provocato la grave turbativa), la madre non sarà riuscita a confessare, nemmeno allora, il dramma che l’aveva così turbata nell’intimo». In tutta l’opera si riscontra il tentativo di conciliare in un “unicum” così tanti elementi eterogenei; lo sfondo, i fatti, i personaggi e le loro vicissitudini sono realtà dell’epoca. «Nei racconti – conclude Lucio Portera – l’intento è quello di trasmettere al lettore quali siano stati gli elementi ispiratori del mio “stare al mondo” ma pure, in alcuni casi, gli elementi reconditi, meno superficiali, ancorché apparentemente criticabili, di taluni fatti o fatterelli. Inoltre, la conoscenza di “vita vissuta in altri tempi” e con essa il messaggio di non fermarsi, nel giudicare, soltanto alle apparenze».

Federica Grisolia

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Una villa rinascimentale e una coppia di antieroi protagonisti del giallo “L’amico fedele” di Daniele Gonella https://agenziastampa.net/2022/11/09/una-villa-rinascimentale-e-una-coppia-di-antieroi-protagonisti-del-giallo-lamico-fedele-di-daniele-gonella/ Wed, 09 Nov 2022 16:01:12 +0000 https://agenziastampa.net/?p=53537

“L’amico fedele” di Daniele Gonella è un giallo ambientato ai nostri giorni, nella provincia veneta. Protagonisti due anti-eroi da commedia italiana. Scrittura sobria, scorrevole e ironica. Un romanzo di esordio che rivela un autore già maturo.

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Vicenza – Quali misteri si celano dietro i maestosi cancelli della Villa Bocchese e nel suo enorme parco in collina, tra viali alberati, prati e boschi ombrosi? Che fine ha fatto il proprietario, l’imprenditore Claudio Bocchese, partito per un viaggio d’affari e scomparso nel nulla? E che ne è del suo gatto Fijodor, uno splendido esemplare di Certosino, dagli occhi gialli? Sono questi i quesiti che dovranno risolvere un investigatore improvvisato e spregiudicato, Leo Rodgher, e un goffo tuttofare, Boris Castaman, protagonisti del giallo “L’amico fedele” di Daniele Gonella, pubblicato da Youcanprint.

Daniele Gonella (Trissino, 1984) è un appassionato lettore di libri gialli, che ha deciso di scriverne uno. “L’amico fedele” segna, appunto, il suo esordio sulla scena letteraria. La storia è ambientata ai nostri giorni, nel piccolo mondo della provincia veneta. Protagonisti, due anti-eroi da commedia italiana. Leo Rodgher e Boris Castaman, coinquilini, cercano di sbarcare il lunario. L’uno, con piccoli incarichi da investigatore privato. L’altro con riparazioni, traslochi e lavoretti qua e là. Alla fine del mese si ritrovano puntualmente in bolletta. Così Boris spinge Leo a darsi da fare per ritrovare un gatto, che si è allontanato da Villa Bocchese. I proprietari hanno promesso una ricca ricompensa a chi glielo avrebbe riportato.

La villa rinascimentale della famiglia Bocchese sorge su una collina, circondata da un’immensa tenuta di giardini, viali, prati e boschi. All’interno della tenuta sopravvive il rudere di un antico castello, semidistrutto da un incendio. La facoltosa famiglia che risiede nella tenuta è salita di recente agli onori delle cronache per la sparizione di Claudio Bocchese, a capo di un piccolo impero finanziario. L’imprenditore, partito all’improvviso per un viaggio di affari in Germania, è sparito nel nulla. La sua macchina è stata ritrovata in terra tedesca. Di lui, invece, si è persa ogni traccia. Le tensioni interne alla famiglia e i rilevanti interessi economici in ballo hanno fatto pensare a una scomparsa volontaria. A sospettare che le cose siano andate in maniera diversa è, invece, Leo Rodgher che, nel tentativo di riportare il gatto scomparso ai legittimi proprietari e di incassare la ricompensa, sente “puzza di bruciato”. Così decide di indagare, di sua volontà, per vederci chiaro. Nelle indagini coinvolge anche il povero Boris come infiltrato tra i giardinieri della villa. Da qui si dipartono una serie di rocambolesche vicende, che avranno come suggestivo scenario la misteriosa tenuta e come attori i suoi abitanti, l’autorevole donna Erminia, la figlia Michela, il piccolo Niccolò, il viscido avvocato Filiberto Varotto, curatore degli affari di famiglia, e il personale di servizio. Chiave di volta dell’intera costruzione narrativa sarà proprio il felino Fijodor, “l’amico fedele” cui allude il titolo, che consentirà agli inquirenti di risolvere il caso.

Come nella migliore tradizione del genere, Gonella costruisce un giallo in cui ogni minimo dettaglio o particolare apparentemente insignificante diventa importante per la soluzione finale, in una logica narrativa stringente. La scrittura sobria, scorrevole e a tratti ironica rendono particolarmente piacevole e avvincente la lettura di questo romanzo di esordio che ci rivela il profilo di un autore e di un’opera già maturi.

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Marco Guidi presenta il soft thriller “L’Adriatica scorre negli anni ’80” https://agenziastampa.net/2022/11/09/marco-guidi-presenta-il-soft-thriller-ladriatica-scorre-negli-anni-80/ Wed, 09 Nov 2022 15:05:51 +0000 https://agenziastampa.net/?p=54811

La tranquilla routine di una località romagnola viene sconvolta dal ritrovamento di un cadavere. Un corpo di donna, morta ammazzata. Un gruppo di amici, capitanati dall’eccentrico Max Bellavista, è convinto che alla polizia non interessi far luce sulla vicenda per una serie di motivi, e decide di indagare per rendere giustizia alla vittima. Tra ricordi, vita di mare e tradizioni radicate, ci sarà una corsa verso la ricerca della verità. Ma il prezzo da pagare per ritrovare la serenità sarà molto alto.

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Marco Guidi – “L’Adriatica scorre negli anni ’80”

Lo scrittore e fotografo Marco Guidi presenta un soft thriller tutto romagnolo, in cui tra amicizie, vizi e segreti mal celati si racconta di una serie di omicidi e delle indagini ufficiali per risolverli, affiancate da altre più “amatoriali”. Un’appassionante storia che colpisce per la caratterizzazione accurata degli ambienti e dei numerosi e peculiari personaggi.

Casa Editrice: Dialoghi

Collana: Grida

Genere: Soft Thriller

Pagine: 188

Prezzo: 15,00 €

«L’Adriatica, per i romagnoli è un po’ la Route 66. In ogni romagnolo romantico c’è un po’ un Jack Kerouac, un po’ come il concetto del fanciullino per Pascoli, come il tempo per Proust, o i luoghi per Borges. È una strada per certi versi fuori dal tempo. I cartelli stradali che indicano da un lato Rimini e dall’altro Ravenna sono particolarmente sbiaditi. L’Adriatica scorre negli anni ’80» 

“L’Adriatica scorre negli anni ’80” di Marco Guidi è un romanzo giallo ambientato in Romagna, tra la zona di Santarcangelo e l’entroterra di Cesenatico; questa scelta caratterizza notevolmente la trama dell’opera, in quanto i luoghi descritti sono ricchi di personalità. È la Romagna con le sue immutate tradizioni e con la bellezza dei suoi scorci marittimi ma è anche quella della Strada statale Adriatica, dove a volte si perde il senso del tempo e perfino le coordinate spaziali si confondono. L’autore ci conduce nella vivacità dei bar romagnoli, tra partite a carte e bicchieri di Sangiovese; ci fa assaporare il buon cibo e la piacevole compagnia di persone veraci, goderecce, amanti della vita e dei piaceri che può offrire.

Marco Guidi presenta un romanzo avvincente e carnale, in cui la tranquilla quotidianità del paese di Gatteo, il vero cuore della Romagna, è stravolta da un efferato omicidio ai danni di una escort polacca, Alena – «Non era proprio terreno, ma uno strato di foglie, terra e rami messi lì appositamente e con perversa cura per coprire un cadavere. Di donna. Che avevano riconosciuto»; improvvisamente cala l’oscurità su una comunità solare e spensierata, almeno in apparenza: «Era davvero una situazione surreale. Gente che per anni aveva vissuto in un piccolo paese, frazione di Santarcangelo di Romagna, senza mai sospettare che in quella villetta ci vivesse e lavorasse una escort di lusso, ora era in preda a una sorta di psicosi moralistica che la rendeva impaziente di lanciare giudizi».

In una girandola di sospettati, indizi, maldicenze e prepotenze si narra di un mistero da risolvere e di scomodi ricordi da rivivere; tanti sono i personaggi che si avvicendano in questa storia e che incrociano i loro cammini e, a volte, i loro destini: alcuni hanno un segreto da nascondere, altri pensano solo al loro tornaconto o sono privi di moralità, e pochi si sono mantenuti puri in questo mondo corrotto. L’autore ci mostra la mente di un uomo disturbato, ci permette di osservare quei traumi che innescano il cambiamento, che fanno sì che tutto abbia inizio. L’inizio della fine per più di un innocente, la cui luce si spegne ironicamente proprio sotto un sole accecante, in una terra che rifiuta la morte e che celebra testardamente la vita.

SINOSSI DELL’OPERA. La tranquilla routine di una località romagnola viene sconvolta dal ritrovamento di un cadavere. Un corpo di donna, morta ammazzata. Un gruppo di amici, capitanati dall’eccentrico Max Bellavista, è convinto che alla polizia non interessi far luce sulla vicenda per una serie di motivi, e decide di indagare per rendere giustizia alla vittima. Tra ricordi, vita di mare e tradizioni radicate, ci sarà una corsa verso la ricerca della verità. Ma il prezzo da pagare per ritrovare la serenità sarà molto alto. Il lato oscuro e misterioso della terra delle vacanze verrà fuori passo dopo passo, grazie anche a segreti del passato, riflessioni e brillanti intuizioni, tutto con un unico denominatore comune: la vera amicizia.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Marco Guidi è nato nel 1992 nella Repubblica di San Marino, dove vive e lavora. Ha studiato Giurisprudenza all’Università di Urbino “Carlo Bo”, per poi terminare gli studi in Scienze politiche e relazioni internazionali all’Università “Guglielmo Marconi” di Roma. Ha scritto per alcuni giornali locali, ha pubblicato un libro di local history sul suo Paese e si occupa di fotografia. In questo ambito è stato presente su alcune riviste del settore, ha realizzato mostre individuali e collettive e ha pubblicato svariati libri e fanzine. In ambito letterario “L’Adriatica scorre negli anni ’80” è il suo primo romanzo pubblicato, anche se ha all’attivo un’opera in fase di conclusione e un altro romanzo autoprodotto dal titolo “Bokeh”.

Contatti

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Ella Kintsugi presenta il romance a tinte crime “Enrico. Passion and Fear” https://agenziastampa.net/2022/11/09/ella-kintsugi-presenta-il-romance-a-tinte-crime-enrico-passion-and-fear/ Wed, 09 Nov 2022 15:03:50 +0000 https://agenziastampa.net/?p=54813

Passione e paura. Sono il binomio con cui Enrico si presenta al mondo e ha impostato la sua vita. Ma il dualismo è una caratteristica di questa storia, perché per il vedovo dottore e la sua nuova fiamma, la brigadiera Nada Di Virgilio, si presenta un caso ai limiti dell’assurdo e ambientato a Torino, la città natale di Enrico.

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Ella Kintsugi – “Enrico. Passion and Fear”

Ella Kintsugi, in collaborazione con la scrittrice e sceneggiatrice Daphne Lorbeeren e con la partecipazione della giornalista Klelia Tataduży, presenta l’ottavo volume dell’appassionante serie “Fiori sull’Asfalto”, dedicato all’affascinante personaggio del dottor Enrico Pedrini. Per temi e scene, l’opera è sconsigliata ai minori e a persone particolarmente sensibili.

Genere: Crime-suspense romance

Pagine: 395

Prezzo: Ebook €4,99; Paperback €12,48; Hardcover €13,51

«Passione. Tutto inizia con la passione. Passione per qualcuno o per qualcosa: passione, brama, desiderio. La passione chiama l’amore ma pure l’odio. Questo è peggiore se viene dalla passione, così come l’amore è migliore se ha origine nella passione, quantomeno, ne è condito al meglio. La passione rende egoisti, audaci, coraggiosi. C’è una sola cosa che contrasta la passione. La nemesi di essa non è l’indifferenza o la freddezza. No, l’antitesi della passione è la paura. Sebbene qualche filosofo potrebbe dire che la paura è anch’essa una passione. Invece no. La paura uccide la passione, perché frena, immobilizza, prende tutto l’individuo e lo rende schiavo, come la passione, ma del terrore. Si trema di paura così come dal freddo. La passione, invece, è calda, fa sudare, aumenta la temperatura del corpo, in qualunque caso. Qualunque cosa stia facendo la persona in preda ad essa»

“Enrico. Passion and Fear” di Ella Kintsugi è un giallo adrenalinico e allo stesso tempo un coinvolgente romance dalle tinte erotiche; in questo ottavo volume della serie “Fiori sull’Asfalto” l’autrice si avvale della preziosa collaborazione di Daphne Lorbeeren e della partecipazione di Klelia Tataduży, e per questo motivo il libro può essere considerato uno standalone e anche una sorta di crossover della saga “Angeli Paolini” e della serie “Amiche e un bar”.

L’opera è ambientata in parte a Genova ma soprattutto a Torino; il capoluogo piemontese è una presenza fondamentale nella trama, tanto da diventare un vero e proprio protagonista: della città, conosciamo le leggende, la storia, la cultura e in particolar modo la sua anima occulta e misteriosa. In questo romanzo si narra, infatti, una storia oscura che affronta tematiche delicate.

I protagonisti della vicenda sono il ginecologo e anatomopatologo Enrico Pedrini e la brigadiera dei Carabinieri Nada Di Virgilio; tra i due nasce un’appassionata storia d’amore, nonostante l’avventura macabra che si ritrovano ad affrontare. Ma la presenza di amici vecchi e nuovi darà al romanzo la giusta alternanza tra romanticismo, azione e mistero. Con qualche chicca di comicità nelle battute in spagnolo del personaggio di Javier!

SINOSSI DELL’OPERA. Passione e paura. Sono il binomio con cui Enrico si presenta al mondo e ha impostato la sua vita. Ma il dualismo è una caratteristica di questa storia, perché per il vedovo dottore e la sua nuova fiamma, la brigadiera Nada Di Virgilio, si presenta un caso ai limiti dell’assurdo e ambientato a Torino, la città natale di Enrico. I cadaveri di ragazzi d’origine africana vengono trovati in luoghi particolari della città, la Sindone viene trafugata, con essa alcune altre reliquie e oggetti che lasciano pensare al satanismo, addirittura che si voglia resuscitare qualcuno e sia implicata una certa mafia che tratta in esseri umani. Con l’aiuto degli esperti inviati dal Vaticano Javier Cortes e Madleine Matisse, affiancati da Sebastian e Virginia, e con l’aiuto di Gianluca Peroni, l’ex poliziotto e genero dello scrittore dei fantasmi di Lara Lalli; Nada ed Enrico indagheranno su queste misteriose morti che coinvolgono luoghi mistici, esoterismo, alchimia e addirittura la massoneria. Per questo, sarà necessario anche l’intervento di una vecchia e amata conoscenza del dottore: Elia Genovese, ex calciatore del Torino, ora un agente di Graziella. Ma ci saranno molte vecchie conoscenze che ritorneranno allo scoperto e non sarà affatto una gioia ritrovarle. In un rovente Ferragosto subalpino, il gruppo eterogeneo di investigatori si scontrerà con superstizioni e scienza, magia e religione, sacro e profano, vita e morte. Passione e paura.

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Ella Kintsugi è lo pseudonimo di una scrittrice italiana. Nata e cresciuta nella sua Genova, è classe 1972. PhD in scienze religiose, laureata in giurisprudenza e con un master all’Università di Aukland in lingua e letteratura italiana, parla italiano, francese, inglese e tedesco. Ha sposato il suo “Di Virgilio” e ha una figlia attrice. Dopo vent’anni di cattedra di religione dai bambini dalla scuola dell’infanzia fino ai ragazzi di quinta liceo scientifico, per una grave patologia invalidante Ella ha dovuto abbandonare. La malattia, un vero e proprio “infortunio” sul lavoro, l’ha portata a scegliere di usare uno pseudonimo anche a causa di alcune disavventure sui social network. Purtroppo, il cyberharassment è qualcosa di letale sulla mente sensibile di un’artista. A quanto pare, non ha smesso di procurarsi nemici, nemmeno scrivendo di fiori sull’asfalto, di demoni della vita e della società. Modo per sconfiggere le proprie problematiche e anche per aiutare altri ad affrontare le loro. Il suo registro è basso perché “dall’alto si è troppo miopi per scrivere di erbacce”, i suoi temi sensibili, non adatti a qualunque pubblico. I suoi personaggi palpabili. Per un periodo di tempo ha scritto assieme ad un’altra autrice usando come pseudonimo il nome di un’amica sua collaboratrice da sempre.

 

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https://www.amazon.it/Enrico-Passion-Fear-Fiori-sullAsfalto-ebook/dp/B09LTGZC48/ (Ebook)

https://www.amazon.it/Enrico-Passion-Fear-Ella-Kintsugi/dp/B09PHL2GWD/ (Copertina flessibile)

https://www.amazon.it/Enrico-Passion-Fear-Ella-Kintsugi/dp/B09LWR57J3/ (Copertina rigida)

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R di rinascita: 101 storie di chi ha deciso, in pandemia, di tornare tornare sui banchi per acquisire nuove competenze https://agenziastampa.net/2022/11/09/r-di-rinascita-101-storie-di-chi-ha-deciso-in-pandemia-di-tornare-tornare-sui-banchi-per-acquisire-nuove-competenze/ Wed, 09 Nov 2022 14:19:17 +0000 https://agenziastampa.net/?p=54882

101 racconti di professionisti che durante la pandemia hanno acquisito nuove competenze

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Non ci fermeremo, non ci stancheremo di cercare il nostro cammino. Potrebbe essere questo il motto della Generazione R come Rinascita, tratto dai versi di una canzone di Eros Ramazzotti. Sono i manager di età compresa tra i 30 e i 60 anni che in piena pandemia – quando sembrava che non esistesse più un domani ed eravamo tutti preoccupati per i tragici bollettini dei malati di coronavirus e addolorati per la perdita di parenti, amici, conoscenti e persone sconosciute – hanno deciso di rinascere professionalmente, frequentando la business school del Politecnico di Milano. Le loro 101 storie sono contenute nel libro del giornalista professionista con executive MBA Filippo Poletti dal titolo “MBA Power: innovare alla ricerca del proprio purpose”: 232 pagine pubblicate da Lupetti, primo esempio in Italia di MBAtelling o racconto sulla formazione manageriale in formato libro.

La filosofia della Generazione R di Rinascita: imparare e rimparare. «I manager della Generazione R come Rinascita – racconta Poletti, LinkedIn Italia top voice – sono convinti che non basti nascere una volta. Nell’età dell’incertezza o VUCA, acronimo traducibile in italiano con le quattro parole “volatilità”, “incertezza,” complessità” e “ambiguità”, occorre rinascere tutti i giorni come professionisti. Per stare al passo con il sapere fluido dobbiamo imparare, disimparare e imparare di nuovo, acquisendo nuove competenze, sia “dure” che “soffici”. Per questa ragione, ai tempi del coronavirus, della guerra in Ucraina e dello spettro della crisi economica, io e tanti altri colleghi ci siamo messi a studiare e ristudiare (e continueremo a farlo) come si governa la trasformazione digitale, come si fa innovazione radicale o incrementale, come si sviluppa il pensiero progettuale, come si mette in piedi una startup oppure come si gestisce il cambiamento in azienda. Abbiamo aggiornato la nostra cassetta degli attrezzi, comprese le competenze in ambiti altrettanto strategici come l’economia internazionale e industriale, la contabilità finanziaria, i processi aziendali e la catena di approvvigionamento. Siamo diventati, appunto, nuovi professionisti. Siamo rinati».

101 storie di ripartenza a Milano di professionisti da tutto il mondo. Protagonisti del libro sono 101 manager, pronti a ispirare tanti altri professionisti. Si tratta di donne e uomini con formazione di base scientifica o umanistica. Ecco, quindi, che tra le storie ci sono quelle delle neo-mamme manager alle prese con l’alta formazione, di una tris-mamma oppure di diversi neo-papà. Altrettanto toccanti sono le narrazioni di chi ha seguito a distanza il percorso formativo dall’Ucraina sotto le bombe di Kiev come Sergii Markovskyi o di chi ha lasciato la patria per venire a studiare a Milano: Colombia, Cile, Perù, Bolivia o Cina, tanto per citare alcune nazioni del mondo rappresentate in “MBA Power: innovare alla ricerca del proprio purpose”.

Nel volume dedicato alla Generazione R come Rinascita ci sono anche altri filoni narrativi: c’è, ad esempio, quello del cambio di passo sul lavoro di chi, mentre rinasceva sui banchi di scuola, ha dato una svolta alla carriera cambiando nazione o passando convintamente da una multinazionale a una pmi; oppure di chi ha fatto esplodere la propria motivazione imprenditoriale per lanciare una startup come Ecircular, ideata da Alessandro Giudici per stimolare l’adozione di scelte orientate ai principi dell’economia circolare da parte dei cittadini, o Play4future, piattaforma digitale progettata da Ghaieth Guerine per coniugare l’intrattenimento con l’educazione alla sostenibilità e all’inclusività.

La stella polare della Generazione R: massima attenzione all’impatto sociale. Punto di partenza e di arrivo della Generazione R come Rinascita è l’individuazione e la realizzazione del cosiddetto “purpose” o “scopo”, parola derivata dal verbo inglese propose e traducibile in italiano come “proporre”: «La “proposta” o stella polare dei nuovi manager – prosegue Poletti – è la creazione responsabile di un futuro sostenibile, che metta al centro del fare impresa l’impatto sociale. Per concretizzare tutto ciò, ai tempi dell’innovazione senza frontiere, è necessario fare il gioco di squadra. Nessun professionista e nessuna organizzazione possono affermare di avere tutto il sapere del mondo necessario per conquistare la terra promessa della crescita sostenibile. Il futuro sarà in grado di soddisfare le nostre necessità, senza compromettere quelle di chi verrà dopo di noi, se sapremo attingere alla conoscenza diffusa, quella che gli anglosassoni chiamano il “saper dove”. L’epoca della Generazione R come Rinascita è, dunque, varia, plurale, oltre che creativa e innovativa».

La responsabilità di dare risposte concrete ai problemi reali. Dal libro-manifesto della Generazione R come Rinascita, arriva, infine, un piano d’azione: «Quando è necessario un cambiamento, non è mai troppo presto per farlo – scrive Poletti, tirando le fila dei racconti dedicati ai 101 manager –. Non aspettiamo, dunque, a rigenerarci e organizzarci. E concentriamoci, assieme al time to EBIDTA o tempo della redditività aziendale, sul tempo della responsabilità intesa come l’impegno a dare risposte concrete ai problemi reali della collettività in cui operiamo come professionisti. Siamo e vogliamo essere la Generazione R come rinascita e responsabilità. Noi dell’MBA Power non ci fermeremo, non ci stancheremo».

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Daniel Dante e l’Enigma del Palindromo, il nuovo libro di Silvio Coppola https://agenziastampa.net/2022/11/05/daniel-dante-e-lenigma-del-palindromo-il-nuovo-libro-di-silvio-coppola/ Sat, 05 Nov 2022 10:47:35 +0000 https://agenziastampa.net/?p=54567

Pubblicato il 20 ottobre 2022 il libro Daniel Dante e l'Enigma del Palindromo di Silvio Coppola il secondo volume della saga fantasy di Daniel Dante disponibile in libreria e sugli store digitali per la Ruota Edizioni di Roma.

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Pubblicato il 20 ottobre 2022 il libro Daniel Dante e l’Enigma del Palindromo di Silvio Coppola il secondo volume della saga fantasy di Daniel Dante disponibile in libreria e sugli store digitali per la Ruota Edizioni di Roma.

«Non è facile essere originali in un genere come il fantasy, per questo ci vuole un grande impegno di tempo e di concentrazione – spiega l’autore Silvio Coppola – Molti hanno etichettato il primo romanzo come urban fantasy, ma io preferisco fantasy storico, perché credo che rispecchi meglio l’essenza della storia. Mi sono ispirato alla Divina Commedia di Dante Alighieri per alcuni personaggi, così come sono diverse le citazioni dell’opera. Ho inoltre creato delle terzine incatenate di endecasillabi, imitando senza vergogna lo stile del Sommo Poeta.

Anche in questo romanzo, tra i personaggi storici, c’è una figura femminile a cui ho dedicato maggiore spazio. Si tratta di Contessina de’ Bardi, una donna fondamentale nella storia dei Medici.

Ho indegnamente attinto alle lingue elfiche create dal maestro J.R.R. Tolkien e mi scuso per eventuali errori.

Daniel sta crescendo e con lui i suoi lettori. La saga continuerà e ci porterà emozioni e atmosfere sempre più mature.»

Daniel Dante e l’Enigma del Palindromo è un fantasy young adult per tutte le età in cui la rivelazione dì Alizée è la chiave di svolta dell’intera saga, perchè “nessun uomo può farcela senza l’aiuto di una donna, neanche il Prescelto”.

Sinossi

Un mistero da svelare nella Firenze dei Medici,
mentre presenze tenebrose custodiscono da secoli quel segreto.

Su una lastra di marmo del battistero di Firenze è incisa una frase palindroma che contiene un’importante rivelazione per i destini dell’umanità. Nessuno è mai riuscito a comprenderne il significato, ma l’avvento di Daniel Dante, il Prescelto, rappresenta una minaccia per chi vuole che l’enigma non sia rivelato. I Guardiani fiorentini, guidati da Dante Alighieri, Lorenzo il Magnifico e Contessina de’ Bardi, chiedono aiuto a Daniel Dante. Il pericolo proviene dal tenebroso ideatore del palindromo, Simon Mago, il primo eretico della storia cristiana. Accanto a lui ci saranno le forze oscure dei terribili demoni Malebranche, già descritti dal Sommo Poeta nella Divina Commedia. Daniel giunge a Firenze accompagnato da Alizée, che ha un incredibile segreto da rivelare. Ancora una volta il giovane veneziano dovrà scontrarsi con il male.

L’Autore

Silvio Coppola è nato a Salerno. Musicista, scrittore, giornalista e radio host. È stato redattore per riviste specializzate di computer music, ha suonato nei migliori locali della Campania, ha collaborato con il grande drummer Tullio De Piscopo, con cui ha composto due canzoni. Nella sua vita parallela è laureato in giurisprudenza ed è stato prima Ispettore Superiore della Polizia di Stato, poi Funzionario giudiziario presso il Tribunale di Salerno. Nel 2020 ha pubblicato con La Ruota Edizioni il suo primo romanzo fantasy, “Daniel Dante e la Compagnia del Lumen Magico”, per cui ha composto anche musiche originali. “Daniel Dante e l’Enigma del Palindromo” è il secondo volume della saga dedicata al giovane sensitivo e ai suoi inseparabili amici.

Contatti

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“Hilla Von Rebay – La donna dell’arte” il nuovo romanzo di Luca Berretta https://agenziastampa.net/2022/11/05/hilla-von-rebay-la-donna-dellarte-il-nuovo-romanzo-di-luca-berretta/ Sat, 05 Nov 2022 10:45:20 +0000 https://agenziastampa.net/?p=54575

È disponibile in libreria e negli store online “Hilla Von Rebay –

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È disponibile in libreria e negli store online “Hilla Von Rebay – La donna dell’arte”, il nuovo romanzo dello scrittore romano Luca Berretta, edito da Morellini.

Il libro racconta la storia colpevolmente poco conosciuta di una donna che ha dedicato la propria vita all’arte, riuscendo a convincere uno degli uomini più ricchi d’America a investire in un progetto e in un edificio che nell’America rampante degli anni ’20 non aveva eguali.

Ma Hilla von Rebay è anche la storia di un amore difficile, tra Hilla e Rudolf Bauer, e di un sodalizio in nome dell’arte tra la stessa Rebay e il magnate americano che causerà non poche invidie e rivalità negli ambienti artistici dell’epoca.

Il romanzo ripercorre così la vita della baronessa dagli studi nella Parigi anni ‘20 della “generazione perduta” di Modigliani e Hemingway fino alla morte avvenuta alla fine ’60 a New York, città che ormai l’aveva accolta da tempo. In mezzo una vita trascorsa tra Berlino e Zurigo dove conoscerà l’arte rivoluzionaria del nascente movimento dadaista.

Nel 1918 è, infatti, una giovane studentessa dell’Accademia Julien, figlia di una severa famiglia tedesca di origine prussiana; i genitori sperano che durante il soggiorno parigino la figlia trovi presto un marito e che abbandoni l’idea inutile e decadente dell’arte. Hilla, tuttavia, è una donna che ama l’avventura e che rifiuta il ruolo di moglie borghese. Ama la filosofia, gli artisti e la vita bohémien di Parigi, Berlino o Monaco.

Grazie al suo instancabile lavoro per l’arte Vasilij Kandinskij (e molti altri) hanno trovato fortuna prima in Europa, poi in America e infine nel mondo.

Sarà l’incontro con Irene e Solomon Guggenheim nel 1927 a cambiarle la vita. Dal sodalizio tra l’artista e l’imprenditore nascerà il Guggenheim Museum di New York.

Hilla von Rebay verrà infine estromessa dal suo stesso progetto. Uscirà di scena in modo silenzioso da un’avventura che nessuno potrà cancellarle dalla memoria. Morirà anni dopo nella più totale solitudine. Solo le parole dell’architetto Wright rimarranno impresse fino alla fine: “Ricordati cara Hilla, che questo museo l’ho costruito per te… Intorno a te”.

Per la collana Femminile singolare di Morellini, un nuovo racconto su una donna modello di emancipazione e di un traguardo in nome della bellezza raggiunto, ma ben presto dimenticato dalla storia.

“Per questo meritava un’opera che parlasse di lei – commenta l’autore – Hilla è d’esempio per tutte quelle persone che hanno un sogno e fanno di tutto per realizzarlo”.

Con questo romanzo Luca Berretta riconosce con uno stile intimo e partecipato a Hilla Von Rebay il posto nella storia dell’arte del Novecento che non le è stato sempre riconosciuto.

Biografia

Architetto romano. Molti dei suoi lavori sono stati pubblicati su riviste specializzate, ha partecipato a mostre d’architettura e convegni e a concorsi nazionali e internazionali. Il Sig. Ole (Edizioni Minerva, 2017) è stato il suo primo romanzo. Il libro ha vinto un premio al Concorso letterario “Carlo Marincovich” nel 2018. “Hilla von Rebay” è il suo secondo romanzo storico.

L’opera è stata pubblicata in accordo con l’agenzia EditReal di Michela Tanfoglio.

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“Favole e Racconti per tutti”. La bellezza della scrittura contro le “trappole” della vita https://agenziastampa.net/2022/11/05/favole-e-racconti-per-tutti-la-bellezza-della-scrittura-contro-le-trappole-della-vita/ Sat, 05 Nov 2022 09:50:50 +0000 https://agenziastampa.net/?p=54585

E’ stata definita la “scrittrice della speranza”, perché è riuscita ad interiorizzare

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E’ stata definita la “scrittrice della speranza”, perché è riuscita ad interiorizzare il dolore causato da una separazione dolorosa e a trasformarlo in bellezza e rinascita, mettendo nero su bianco i suoi sentimenti. «Dall’esperienza vissuta, ho compreso che esistono personaggi “predatori”, desiderosi di denaro altrui. Da qui la mia elevazione verso un mondo più pulito e sano, e il desiderio di inviare messaggi d’amore. Quell’amore in cui ho creduto e in cui credo ancora, nonostante tutto». Lei è Gianna Binda, farmacista e biologa nata a Veleso (provincia di Como), “figlia del mondo” che ora vive e lavora in Svizzera, autrice dell’opera “Favole e Racconti per tutti”. Il libro arricchisce la collana “Gli Emersi della Narrativa” della casa editrice Aletti. «Sono abituata – racconta l’autrice – a sperimentare e ritengo che siamo in questa “dimensione” per sperimentare, attraverso le nostre esperienze mirate a comprendere che siamo fatti di materia, ma anche di “spirito” che dovrebbe essere il nostro “spirito guida” in questo cammino terreno». E, troppo, spesso, nella frenesia dedita al materialismo peggiore, non si riconoscono gli angeli posti sul nostro cammino, come l’autrice evidenzia inNessuno si è accorto che sono un angelo.

L’opera raccoglie favole e racconti che vogliono dare, agli adulti ma anche ai più piccoli, messaggi di speranza. Dinanzi alle brutture della realtà, alle difficoltà che spesso la attanagliano, a volte basta indossare degli occhiali colorati e il mondo cambia colore. Magari diventa rosa. La scrittura oscilla, dunque, tra realtà e immaginazione. «Scrivo di getto – racconta l’autrice – come sotto un fluido ispiratore di luce universale a cui mi sento collegata. Scrivo di esperienze di vita vissuta, come nel racconto Adina – Gara di solidarietà, in cui sono rimasta felicemente colpita da questa meravigliosa azione umana, oppure episodi frutto della mia fantasia per cercare di far star bene gli altri, per quanto ciò mi sia possibile». Ad arricchire i racconti e le opere dell’autrice sono anche delle illustrazioni. Immagini che risaltano l’armonia delle parole e le rendono ancora più significative e prorompenti. Un impeto di bellezza ad indicare che il rispetto dovrebbe stare alla base dei rapporti, anche nelle separazioni e nei dolori più lancinanti. Gianna Binda, infatti, non è solo una scrittrice, ma si cimenta con l’incisione, la pittura su ceramica, la pittura a olio e la scultura. «Vorrei regalare al lettore qualcosa di particolare e unico, come espressione della mia anima, e ritengo che la forma pittorica possa veicolare messaggi e sensazioni in maniera immediata».

L’arte diventa, così, una forma di riscatto, catartica per liberarsi dalle sofferenze. «Per me – afferma – la scrittura è un modo per dialogare con il lettore e comunicargli una visione più spirituale di quella materialista, in cui siamo immersi da un po’ di tempo a questa parte, e stimolarlo a riflettere sugli eventi. L’arte potrà essere un valido aiuto verso la scoperta del sé interiore e delle bellezze del mondo, a lungo soffocate da situazioni create solo per interessi personali, contro il bene collettivo di più ampia portata». Nelle sue opere, spesso, l’autrice ricorre a dei paragoni. “Come il torrente Pioverna di Bellano trova sempre la strada giusta per gettarsi nelle acque del lago di Como, incanalando tutto il suo impeto in un piccolissimo tratto, così la forza della verità avrebbe trovato lo sbocco naturale verso l’affermazione del bene comune”, o a delle analessi, per rafforzare concetti e chiarirli al lettore, cosicché si possa avviare un “dialogo” finalizzato ad un’attenta analisi e meditazione. E, con un paragone, arriva anche il messaggio finale che l’autrice vuole comunicare ai suoi lettori. “Ginbad e i suoi cuccioli: la madre leonessa, attenta e amorevole verso i suoi cuccioli, insegna loro a non cadere in insidie velenose”. Un messaggio d’amore e di luce, sulla gioia di vivere, nonostante tutto, e di gioire delle piccole cose. Ma, soprattutto, di riflettere sulla realtà dei fatti «così da non cadere in “trappole” che possono essere velenose».

Federica Grisolia

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La vita del Botticelli narrata da lui medesimo nel romanzo Sandro di Johannes Bramante https://agenziastampa.net/2022/11/05/la-vita-del-botticelli-narrata-da-lui-medesimo-nel-romanzo-sandro-di-johannes-bramante/ Sat, 05 Nov 2022 09:07:26 +0000 https://agenziastampa.net/?p=54658

Un vecchio su una panca, in un tramonto d'estate, rievoca ricordi, emozioni, rimpianti, tra riflessioni sul destino e sulla natura dell'arte. Lui è Sandro Botticelli, uno dei massimi artisti del Rinascimento italiano, e quello che leggiamo nelle quasi settecento pagine del romanzo Sandro di Johannes Bramante, è il racconto della sua vita narrato in prima persona.

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Un vecchio su una panca, in un tramonto d’estate, rievoca ricordi, emozioni, rimpianti, tra riflessioni sul destino e sulla natura dell’arte. Lui è Sandro Botticelli, uno dei massimi artisti del Rinascimento italiano, e quello che leggiamo nelle quasi settecento pagine del romanzo Sandro di Johannes Bramante, è il racconto della sua vita narrato in prima persona.

Sandro, pubblicato dall’editore fiorentino Maddali e Bruni, segna l’esordio letterario in grande stile di Johannes Bramante (Roma, 1990). Attore, drammaturgo e regista teatrale, Johannes trasferisce nella scrittura del romanzo le doti geniali e le qualità già evidenziate sul palcoscenico con la trilogia Il complesso di Antigone, Alkestis 2.1 e Vertenze Politiche su una Versione Pornografica del Mito di Pasìfae.
Davanti agli occhi del lettore si dispiega il grande affresco di un luogo e di un’epoca straordinari: la Firenze di Lorenzo de’ Medici. Una città, quella tardo-quattrocentesca, dove umanisti e filosofi indicano nella bellezza la via per elevare l’anima a Dio. Dove fioriscono le botteghe di grandi maestri, da Filippo Lippi ad Andrea del Verrocchio, da Antonio Pollaiolo a Domenico Ghirlandaio e  altri. E dove magnati, banchieri e mercanti fanno a gara per accaparrarsi le loro opere.

È in questo ambiente stimolante che il giovane Sandro di Mariano Filipepi, detto il Botticello, muove i primi passi. Con un accuratissimo lavoro di ricostruzione storica, Bramante racconta, per voce del grande pittore, gli umili inizi come battiloro nel laboratorio del fratello, l’apprendistato nella bottega di Filippo Lippi, le prime commissioni e i rapporti con la corte medicea che faranno di lui uno dei pittori più apprezzati e richiesti dall’aristocrazia fiorentina. E anche le passioni umane, gli amori omosessuali, l’ambizione, il carattere malinconico e riflessivo, le gelosie e le invidie dei pittori rivali, i dubbi e le incertezze sulla via da seguire, la ricerca di un equilibrio tra l’esigenza di soddisfare il gusto dei committenti e l’indipendenza dell’espressione artistica, il tormento della perfezione, l’influsso neoplatonico di Marsilio Ficino, la convinzione del valore civilizzatore della bellezza, la genesi dei grandi capolavori.

L’autore ci porta, insieme a Botticelli, sui ponteggi dell’abside del duomo di Spoleto, sotto le volte maestose della cappella Sistina, nelle operose botteghe fiorentine, nelle stanze ingombre di cavalletti, tavole, fogli, pennelli, collante e mortai per pestare i pigmenti, per le strade di Firenze, ma anche nelle raffinate ville di campagna e nelle sale maestose dei palazzi nobiliari. Ci fa incontrare papa Sisto IV, il magistrato Tommaso Soderini, Simonetta Vespucci, i maggiori pittori contemporanei, ma anche Leonardo da Vinci e il giovane Michelangelo.

Tuttavia, sotto la superficie di quella che fu la nuova Atene, si agitano le oscure passioni di uomini politici, la bramosia di potere, le alleanze, gli intrighi, le congiure, le vendette, i tradimenti, gli assassinii. Gli artisti, che ne siano consapevoli o no, hanno il potere di dare un corpo e un volto a Dio, alla Madonna e ai santi, hanno il dono di tradurre in immagini concrete gli astratti concetti. Per questo i governanti li tengono avvinti con la forza del ricatto o con le lusinghe della fama e della ricchezza. E si servono del loro potere comunicativo come Instrumentum regni. Per finalità di propaganda nella politica interna o per estendere le alleanze all’esterno.

Così, la mano che ha dipinto la Venere non può sottrarsi all’infame compito di ritrarre i cadaveri dei congiurati impiccati alle finestre dei palazzi. Perché lo vuole il Magnifico, a futura memoria dei suoi avversari. A ben vedere, quello di Botticelli è un lungo cammino verso la consapevolezza della eterogenesi dei fini artistici che ispira riflessioni estremamente attuali sul rapporto tra arte e politica, sull’essenza dell’arte e sulla refrattarietà della natura umana. Per questa via il romanzo può leggersi come un’allegoria del presente.

Lo scorcio del secolo XV, caratterizzato da un’involuzione autoritaria e dalle profezie apocalittiche del Savonarola, vedrà l’uscita di scena dell’artista. Amareggiato dal rogo dei suoi dipinti considerati da blasfemi nel nuovo clima di rigore moralistico e dalle persecuzioni dei sodomiti, abbandonato da tutti gli allievi, Sandro si ritira in campagna, sulle colline di Bellosguardo, per trascorrervi gli ultimi anni.

Quando il flusso di memorie giunge al termine, il sole non è ancora tramontato: «Neanche il tempo di un tramonto – commenta il vecchio sulla panca – è durato il racconto di tutta la mia vita! E forse la mia vita stessa è stata breve come un tramonto». Non così le opere, destinate invece a una gloria imperitura.

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“IL CIRCOLO DELLE DONNE FARFALLA- MUGAO E BHAKTU”, il nuovo romanzo di formazione di Fiori Picco https://agenziastampa.net/2022/11/05/il-circolo-delle-donne-farfalla-mugao-e-bhaktu-il-nuovo-romanzo-di-formazione-di-fiori-picco/ Sat, 05 Nov 2022 08:49:28 +0000 https://agenziastampa.net/?p=54624

In una terra inospitale e selvaggia, definita dall’Unesco la fascia terrestre più

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In una terra inospitale e selvaggia, definita dall’Unesco la fascia terrestre più ricca di biodiversità, quattro donne anziane con i visi tatuati vivono sole e ai margini. Sono le ultime e rare testimoni di Bhaktu, un rituale barbaro che per secoli sfigurò molte adolescenti condizionando le loro vite. Tutelare queste donne diventa un dovere civico e morale. Una giovane assistente sociale giunta da lontano prenderà a cuore la loro situazione.

È questa la storia che racconta la scrittrice e sinologa Fiori Picco con la sua ultima opera appena uscita Il Circolo delle Donne Farfalla- Mugao e Bhaktu ambientata nella Cina meridionale, Yunnan Nord-occidentale, Gorgia del Nujiang, tra Tibet e Birmania nel 2016, con salti temporali fino al 1700 e inizi del Novecento.

Mila, giovane assistente sociale giunta da Kunming e voce narrante, dichiara: “Questa è la storia del popolo Dulong, chiamato anche Derung, e di quattro donne che ho conosciuto, assistito e amato. Ognuna di loro è stata segnata da un passato di sofferenze che le ha accomunate lasciando sui loro visi un marchio indelebile: il tatuaggio Mugao”.

Conobbi Mila e sua mamma Meiling a Kunming, nel periodo in cui insegnavo presso la Normal University – ha spiegato l’autrice Fiori Picco. Frequentavano la casa di una mia collega, con la quale avevo instaurato un bel rapporto di amicizia. Un fine settimana partimmo tutte insieme all’avventura, senza una meta precisa. Arrivammo sul confine con la Gorgia del Nujiang. All’epoca il tunnel non era ancora stato aperto e ci fermammo nell’ultimo villaggio accessibile, immerso nella vegetazione rigogliosa. Per arrivare al fiume dovemmo scendere una lunga e ripida scalinata. L’acqua era impetuosa e color smeraldo. Nell’unico agriturismo del borgo conversammo con l’oste di etnia Dulong che ci raccontò molti aneddoti sulla vita e sulla storia del suo popolo. La nonna era tatuata in viso, così come altre donne anziane del luogo. Mila, che per tutto il viaggio non aveva parlato e non si era mai staccata dai suoi auricolari e dalla musica, per la prima volta mise da parte il lettore cd e ascoltò con attenzione. Aveva undici anni, era una ragazzina ribelle con problemi di socializzazione. Nel tempo rimasi in contatto con Meiling, che in un momento di sconforto mi confidò che la figlia ormai ventenne aveva abbandonato gli studi per recarsi tra i Dulong della Gorgia. In cuor mio compresi la sua scelta. Anch’io a vent’anni, appena laureata, lasciai l’Italia per avventurarmi in Cina. Il racconto del ragazzo Dulong mi affascinò; la mia passione per le ricerche antropologiche e per le minoranze etniche mi portò ad approfondire gli studi sulla “Tribù del Sole”, a scoprirne la ricca mitologia, le tradizioni e il passato burrascoso. Al suo rientro in città Mila mi contattò riportandomi la sua esperienza tra le donne-farfalla. Subito sentii la necessità di narrarla in un mio libro. I Dulong sono un’etnia in via di estinzione; l’intera zona del Nujiang è sotto l’egida dell’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità per l’enorme biodiversità, per la bellezza delle riserve naturali che sono fonte inesauribile di piante medicinali e per la sopravvivenza di una cultura antica, particolare e poco conosciuta all’Occidente.

Ho scritto questo libro con l’intento di lasciare una testimonianza di ciò che è avvenuto e di ciò che è rimasto da tramandare. L’importanza della memoria deve essere inculcata nei giovani affinché non siano dimenticate le proprie origini”.

Un romanzo di formazione, con aspetti storico-antropologici che approfondiscono retaggi culturali, rituali barbari, pratiche di modificazione corporea, maschilismo, patriarcato, violenza di genere, sopravvivenza di un popolo in via di estinzione, le atrocità della storia, fede animista, ricerca della propria identità, riscoperta dei sentimenti, solidarietà, compassione e impegno nel sociale.

Tra natura incontaminata, mitologia, spiritualità, animismo e violenza di genere, i due leitmotiv che si intrecciano sono Mugao e Bhaktu: una figura totemica che ricorda una farfalla e il rito del tatuaggio.

Il mistero che avvolge le quattro donne verrà svelato verso la fine del libro.

SCHEDA LIBRO

Titolo libro: Il Circolo delle Donne Farfalla- Mugao e Bhaktu

Autore: Fiori Picco

Città, mese e anno di pubblicazione: Brescia, settembre 2022

Editore: Fiori d’Asia Editrice

Genere: narrativa, romanzo

ISBN: 978-88-946118-8-5

Pag. 270

Prezzo: 16,00 Euro

BIOGRAFIA DI FIORI PICCO

Fiori Picco, nata a Brescia il 7 marzo 1977, è sinologa, scrittrice professionista, traduttrice letteraria ed editrice. Ha vissuto otto anni in Cina, dove ha insegnato cultura europea presso la Normal University della città di Kunming e ha svolto ricerche antropologiche. Dal 2007 è autrice SIAE trilingue e dal 2011 traduce opere di autori asiatici. Ha scritto una raccolta di racconti bilingue e sei romanzi, di cui uno in lingua cinese. Ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali per la narrativa e per la traduzione, tra cui il Jacques Prévert 2010, il Magnificat Arte e Cultura 2014, il Caterina Martinelli 2017, Il Premio speciale Città di Latina e l’Argentario 2020. Nel 2016, dalla Regione Lombardia, le è stato conferito lo Standout Woman Award per la cultura. Nel 2018 in Cina, al congresso internazionale di scrittori e sinologi, è stata insignita del titolo di “Friend of Chinese Literature”. Recentemente, con Fiori d’Asia Editrice, ha pubblicato i romanzi “Giada Rossa- Una vita per la libertà”, “Yao” e la versione in cinese “Yaowang”.

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“Una regata mortale” di Editha Aceituna Griffin, il nuovo libro Vintage de Le Assassine https://agenziastampa.net/2022/11/05/una-regata-mortale-di-editha-aceituna-griffin-il-nuovo-libro-vintage-de-le-assassine/ Sat, 05 Nov 2022 08:45:05 +0000 https://agenziastampa.net/?p=54626

Arriva in Italia, per la collana Vintage della casa editrice Le Assassine,

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Arriva in Italia, per la collana Vintage della casa editrice Le Assassine, Una regata mortale di Editha Aceituna Griffin, con la traduzione di Costanza Masetti.

Nella placida campagna inglese, dove sorge l’antica Abbazia di Wissingham, Merle, una giovane e bella ereditiera di origine australiana, viene ritrovata senza vita dopo una regata.

In questo periodo in cui si parla tanto della monarchia inglese, mi sembra particolarmente azzeccato questo romanzo di Aceituna Griffin dove con tocco leggero, ma senza privarci della suspense con un finale insolito, ci mostra la mentalità di una certa aristocrazia – ha commentato l’editrice Tiziana Prina. E poi la descrizione della campagna inglese e dei riti di chi vi abita non possono che deliziare il lettore amante di un’Inghilterra del passato ben impressa nell’immaginario collettivo.”

Un romanzo della Golden Age, scritto negli anni Trenta, che racconta di un classico delitto con personaggi appartenenti alle varie classi sociali, e uno sguardo sul mondo esclusivo dell’upper class, fatto di rigide regole e formalità.

Pagine 304

Prezzo brossura € 19,00

ISBN 978-88-94979-45-9

Prezzo eBook € 7,99

ISBN ebook 978-88-94979-55-8

Sinossi:

Nella placida campagna inglese, dove sorge l’antica Abbazia di Wissingham, Merle, una giovane e bella ereditiera di origine australiana, viene ritrovata senza vita dopo una regata. L’amica, Daria Lane, da poco rientrata da un lungo soggiorno in Italia, non si dà pace e non crede alla facile soluzione proposta dalla polizia, che attribuisce la morte a una rapina finita male da parte di un vagabondo. Determinata a trovare il vero colpevole, la giovane indaga dunque sulla nobile e antica famiglia decaduta, di cui Merle è entrata a far parte sposando Leonard e portando in dote un sostanzioso patrimonio, che ha permesso di salvare l’antica magione e i suoi possedimenti dalla rovina. Ma Diana riuscirà ad arrivare a una conclusione nella sua personale inchiesta? Oppure la sua testardaggine la porterà solo a vivere esperienze spiacevoli e la verità sarà quella sostenuta dalla polizia: un criminale non può annidarsi tra i membri di una casata che da secoli dà lustro alla contea?

L’autrice:

Editha Acetunia Griffin è nata a Gibilterra nel 1876 ed è morta a Kensington nel 1949. Ha scritto più di dodici romanzi tra mysteries e romanzi storici, che hanno trovato risonanza anche in Australia. Della sua vita non si sa molto, a parte il matrimonio con un ufficiale di cavalleria da cui sono nati due figli.

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J.C. Casalini presenta il romanzo distopico “HYPNOS” https://agenziastampa.net/2022/10/31/j-c-casalini-presenta-il-romanzo-distopico-hypnos/ Mon, 31 Oct 2022 15:58:14 +0000 https://agenziastampa.net/?p=53640

In una società distopica, in cui un gruppo finanziario monopolizza ogni risorsa del pianeta, gli esseri umani fuggono dalla realtà attraverso i sogni condivisi all’interno del social onirico Hypnos, nel quale i cacciatori di sogni selezionano e diffondono suoni e immagini catturati nell’oniroweb. Adam è un cacciatore talentuoso, ma frustrato, solitario, deluso dalla vita e disincantato. Era convinto che il suo lavoro tendesse verso un fine nobile per la società. Però, ogni cosa in cui credeva mostrerà il suo lato oscuro e lo stesso Hypnos rivelerà la sua natura egoica nutrendosi dei desideri di tutti i sognatori.

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J.C. Casalini – “HYPNOS”

J.C. Casalini presenta un romanzo distopico a sfondo spirituale, in cui si racconta di un futuro non troppo lontano dominato da un social onirico per la condivisione dei sogni. Una storia visionaria e amara, dove l’umanità si è lasciata intrappolare proprio nel mondo in cui dovrebbe esserci totale libertà, e in cui un gruppo di coraggiosi ribelli, guidato dal protagonista Adam, è pronto a tutto pur di favorire una presa di coscienza collettiva.

Casa Editrice: dei Merangoli Editrice

Collana: Gli orti

Genere: Romanzo distopico

Pagine: 212

Prezzo: 14,00 €

«I ribelli cambieranno il mondo, sovvertiranno il potere del denaro, degli interessi economici, del predominio di pochi sull’umanità, della schiavitù, della violenza, del terrorismo, delle disuguaglianze. In poche parole, risveglieranno le coscienze affinché siano pronte al cambiamento. Alla grande correzione»

“HYPNOS” di J.C. Casalini è un romanzo affascinante che, per quanto sia una distopia, risulta molto attuale nella critica che muove al sistema sociale, politico ed economico odierno, in cui si tende ad omologare le coscienze e ad azzerare il pensiero critico. In quest’opera il potere è accentrato nelle mani dei creatori di Hypnos, un vero e proprio social onirico grazie al quale si possono condividere collettivamente i sogni; mediante un casco ergonomico, capace di sintonizzarsi con le vibrazioni neuronali durante la fase REM del sonno, si vive una realtà alternativa amplificata. Per sua natura Hypnos provoca una forte dipendenza; è infatti un potente mezzo per sfuggire dal mondo reale, che non ha più nessuna attrattiva: la città descritta dall’autore è infatti cupa come il suo cielo, desolata e pericolosa. I privilegiati vivono in grattacieli imponenti e non escono mai dalle loro prigioni dorate, mentre gli altri soffrono la fame e la miseria.

In questo mondo al collasso vive Adam, il narratore onnisciente della storia, che di professione fa il cacciatore di sogni nel cosiddetto oniroweb, una sorta di versione onirica di internet. I professionisti come lui possono entrare nei sogni altrui o diffonderne altri creati ad arte, e l’importanza del loro ruolo risiede nel fatto di avere dei follower che partecipano alle loro visioni, condividendo le esperienze oniriche. Adam, però, ha sempre avvertito un certo disagio, ed è per questo motivo che è diventato un freelance: si è quindi distaccato dal potere dominante, rappresentato da un’oligarchia finanziaria – la Mind-Fin – che controlla ogni risorsa, umana o materiale, e che tiene sotto scacco l’umanità attraverso la “oniroconnessione”. Quando Adam si spinge oltre, esplorando una zona onirica interdetta, comincia la sua presa di consapevolezza che lo porterà a comprendere quanto sia stato manipolato e privato del suo libero arbitrio; è l’inizio di un rischioso viaggio, affrontato nelle due realtà e anche nella coscienza di un uomo che vuole cambiare le cose, non per sé stesso ma per il bene della collettività.

Tra tecnologia e spiritualità, tra connessioni oniriche, finte libertà, risvegli, sacrifici e ribellioni, si narra una storia poetica e allo stesso cinica e spietata, che ispira riflessioni profonde sul nostro complesso presente.

SINOSSI DELL’OPERA. In una società distopica, in cui un gruppo finanziario monopolizza ogni risorsa del pianeta, gli esseri umani fuggono dalla realtà attraverso i sogni condivisi all’interno del social onirico Hypnos, nel quale i cacciatori di sogni selezionano e diffondono suoni e immagini catturati nell’oniroweb. Adam è un cacciatore talentuoso, ma frustrato, solitario, deluso dalla vita e disincantato. Era convinto che il suo lavoro tendesse verso un fine nobile per la società. Però, ogni cosa in cui credeva mostrerà il suo lato oscuro e lo stesso Hypnos rivelerà la sua natura egoica nutrendosi dei desideri di tutti i sognatori. I nostri. Il senso della vita è forse celato negli ultimi viaggi onirici dei ribelli?

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Jean Christophe Casalini nasce a Milano nel 1962 da madre danese, pittrice, e padre francese, regista. Artista poliedrico, è stato co-sceneggiatore, grafico, scenografo, attore, regista, musicista e produttore musicale fino al 1989, quando per primo si avvale della rivoluzione digitale audio nella Post produzione, introducendo in Italia la figura del Sound Designer. Inventa il suono del “morso Magnum” ancora oggi utilizzato, realizza circa 13.000 masters audio per marchi pubblicitari e produce oltre 3.000 radio comunicati collaborando con copywriters e direttori creativi delle più prestigiose agenzie pubblicitarie, e registi internazionali. Realizza la prima colonna italiana in Dolby SR per “Sud” (1993), poi in Dolby SRD per “Nirvana” (1997), entrambi i film per la regia di G. Salvatores. Nel 2015 pubblica “OTTO. Luce e Ombra”. Nel 2018 “Generazione arcobaleno”, incentrato sulle stesse tematiche di “HYPNOS” (2021), vince il primo premio ex-aequo al concorso La Pergola Arte di Firenze. Pubblicato, riceve subito la Menzione di Merito al Premio G. Bertacchi. Finalista al Premio Giovane Holden (2021) e “Miglior Fantasy” al Premio E. Ghidini (2022). Premio Ginevra al Switzerland Literary Prize (2022).

Contatti

https://www.jccasalini.com/

https://www.instagram.com/jc.casalini/?hl=en

https://www.facebook.com/jeanchristophe.casalini

https://www.youtube.com/c/JCCASALINI

Booktrailer

https://www.youtube.com/watch?v=jtmWeqJ3CBk

Link di vendita online

https://deimerangoli.it/shop/hypnos/

https://www.amazon.it/Hypnos-Jean-Christophe-Casalini/dp/8898981465

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Premio Taranto Poesia e Impegno Civile https://agenziastampa.net/2022/10/31/premio-taranto-poesia-e-impegno-civile/ Mon, 31 Oct 2022 15:34:01 +0000 https://agenziastampa.net/?p=53644

Il Premio Taranto Poesia si terrà a Taranto, domenica 30 ottobre 2022, ore 18:30, presso la Sala Rappresentanza di Palazzo Pantaleo, sito in Vicolo Civico, nel centro storico tarantino.

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Associazione Contaminazioni e “PrimoFestival Internazionale di Poesia Civile e Contemporanea del Mediterraneo si sono sempre posti al sostegno degli artisti -locali, del Mediterraneo tutto e internazionali- di talento e di coloro che si sono distinti per impegno civile.

Pertanto, da quest’anno si è deciso di dare vita a Premio Taranto Poesia e Impegno Civile, oggi alla sua I edizione.

Il Premio Taranto Poesia si terrà a Taranto, domenica 30 ottobre 2022, ore 18:30, presso la Sala Rappresentanza di Palazzo Pantaleo, sito in Vicolo Civico, nel centro storico tarantino.

Il Premio Taranto Poesia nasce in seno al festival, il cui titolo di quest’anno è, in onore di Dante Alighieri, VII Cielo. Poetry & Experience Sense. L’auspicio dell’edizione corrente è dunque di poter scalare noi tutti la scala dorata citata nella Divina Commedia, trovando così un nuovo modo di osservare il mondo e di rinnovarci come umani mediante la parola poetica e le arti tutte.

Primo” Festival Internazionale di Poesia Civile e Contemporanea del Mediterraneo è ormai giunto alla sua IV edizione ed è ormai realtà ben consolidata e riconosciuta nel contesto artistico-letterario internazionale. Nel corso di questi quattro edizioni (2019-2022), ha ospitato scrittori locali, nazionali e provenienti da tutto il mondo, da Jack Hirschman a Maram al-Masri, da Marisol Bohórquez Godoy a Denata Ndreca, passando per i nostrani Beatrice Zerbini, Flaminia Cruciani, Bruno Tognolini, Silvia Bre, Davide Rondoni, Maria Grazia Calandrone e molti altri.

Non sono inoltre mancate le collaborazioni come quelle con Casa della Poesia di Baronissi, Festival Internazionale di Poesia di Milano, Festival Daunia Poesia, Poesia In Azione, Calendario Poetico, Festival internazionale di Poesia di Ostuni, Crac Puglia, Comunità Ellenica di Taranto, Rhymer’s Club, Domus Armenorum, Ambasciata dell’Uruguay, Palazzo Stola e Ubik Taranto.

L’attuale edizione è patrocinata dalla Regione Puglia ed è, come le precedenti, vincitrice di bandi regionali.

I premiati:

Giovanna Cristina Vivinetto

Mariangela Tarì

Riccardo Catacchio

Fawad e Raufi

Francesca Del Moro

Ilaria Grasso

Cinzia Marulli

Genitori Tarantini

Giuseppe Semeraro

In tale occasione, inoltre, sarà conferito il Premio alla memoria ad Angelo Lippo, poeta tarantino scomparso nel 2011 e che si è sempre fatto cantore della voce della sua amata città.

L’evento è gratuito ma su prenotazione fino ad esaurimento posti.

Per prenotare è necessario registrarsi tramite il seguente link:

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-premio-taranto-poesia-e-impegno-civile-440239326677

“Primo” Festival Internazionale di Poesia Civile e Contemporanea del Mediterraneo

Associazione Contaminazioni

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Alessandro Benetton presenta “La Traiettoria”: i dettagli in un’intervista a cura di Tg2 Storie https://agenziastampa.net/2022/10/31/alessandro-benetton-presenta-la-traiettoria-i-dettagli-in-unintervista-a-cura-di-tg2-storie/ Mon, 31 Oct 2022 15:30:44 +0000 https://agenziastampa.net/?p=53665

Alessandro Benetton ospite a Tg2 Storie per rispondere alle domande su “La Traiettoria”: edita da Mondadori, l’autobiografia dell’imprenditore nasce soprattutto per ispirare i più giovani

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Alessandro Benetton: “La Traiettoria nasce da vecchi temi scritti alle elementari. Social un mondo straordinario pieno di giovani che hanno voglia di fare”.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: “La Traiettoria”, un progetto personale che diventa libro motivazionale

“Scartabellando nel passato per cercare qualche indizio ho trovato vecchi temi che ho scritto da bambino. Da lì è partito questo inizio di un racconto, che doveva rimanere una sorta di diario personale. E invece come spesso accade nella vita degli eventi straordinari ti fanno fare cose diverse da quelle programmate”. Nasce così “La Traiettoria, la biografia di Alessandro Benetton, imprenditore a capo di 21 Invest e da pochi mesi anche della holding di famiglia Edizione. In un’intervista rilasciata alla rubrica Tg2 Storie, è tornato a parlare del suo progetto editoriale. L’infanzia, il rapporto con il padre Luciano, i primi successi ma anche debolezze e fallimenti: con “La Traiettoria” l’autore ripercorre le fasi più importanti della sua vita provando a mantenere intatte emozioni e sensazioni provate. Un’autobiografia dalla forte impronta motivazionale che si rivolge in particolare alle nuove generazioni: “Oggi si parla tanto di giovani, di come dovrebbero essere, della risorsa che rappresentano per il Paese – ha dichiarato Alessandro Benetton ai microfoni di Rai 2 – ma nella realtà nessuno è abbastanza generoso da condividere il punto di vista di quando era giovane e si tende a raccontare delle prove passate come facili o comunque fattibili”.

Alessandro Benetton: “Social una fonte di energia e creatività”

L’avventura editoriale di Alessandro Benetton è stata profondamente influenzata dal rapporto che ha sviluppato da tempo con i social. A scoprire le potenzialità del diario personale è stato infatti il team di giovani che ormai da anni accompagna l’imprenditore nella sua comunicazione digitale. Per il Presidente di Edizione quello dei social è “un mondo straordinario, fatto soprattutto di giovani che hanno voglia di fare, consci dell’opportunità che hanno. Una fonte di energia e di creatività che sta influenzando anche la mia attività imprenditoriale”. Un settore, quello dell’imprenditoria, che non dovrebbe mai dimenticare i legami con i territori, aggiunge Alessandro Benetton: “Spesso mi è capitato di vedere degli imprenditori che vendono la propria azienda ad un grande gruppo internazionale, che poi per motivi finanziari fa soffrire localmente l’azienda e di conseguenza la comunità. Penso che ogni imprenditore debba avere una visione superiore per quanto riguarda la società, l’ambiente e la sostenibilità, senza tuttavia mai dimenticare che la propria comunità è il punto di partenza di ogni cosa”.

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Manuela Tacconi: il nuovo romanzo “Sole” https://agenziastampa.net/2022/10/31/manuela-tacconi-il-nuovo-romanzo-sole/ Mon, 31 Oct 2022 15:24:27 +0000 https://agenziastampa.net/?p=54314

Dal 28 ottobre sarà disponibile in libreria e negli store online “Sole”

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Dal 28 ottobre sarà disponibile in libreria e negli store online “Sole” (Bertoni), il nuovo romanzo di Manuela Tacconi. Il libro narra le vicende di Maria Sole, una ragazza giovane e decisamente autoironica la cui esistenza sembra, emotivamente e fisicamente, essere divisa tra due paesi e la cui vita sentimentale pare, allo stesso modo, essere divisa tra due potenziali amanti.

Ho sempre avuto una fervida immaginazione e più di una volta mi sono ritrovata a sognare a occhi aperti vivendo in un universo, come dire, parallelo. L’idea di creare un personaggio e dargli vita propria mi ha sempre affascinato. A un certo punto, però, mi sono accorta che quello che scrivevo non erano semplici storie, ma gocce di vita reale rubate in qua e in là. Maria Sole, la protagonista del romanzo, è di sicuro un insieme di queste gocce e il mio libro descrive una ragazza come tante che si destreggia tra le molteplici difficoltà dell’esistenza, tra alti e bassi, tra vittorie e sconfitte, tra smarrimenti e momenti di crescita interiore. – commenta la scrittrice – È una sorta di introspezione personale e un confronto continuo con il prossimo, unitamente alla ricerca spasmodica di un qualche equilibrio emotivo. L’idea era quindi quella di scrivere una storia che toccasse più argomenti, dal rapporto con la famiglia, a quello con le amicizie, al rapporto che si può instaurare con persone estranee che vengono coinvolte, per motivi vari, nella nostra sfera sentimentale. Come ci dovremmo comportare se… Cosa dovremmo dire se…… Credo di aver dato voce a un personaggio, la nostra Maria Sole che, in un certo senso, ha avuto il coraggio di parlare apertamente e senza tabù delle sue paure, dei dubbi, del carattere non privo di difetti, il tutto in maniera grottesca ma molto genuina”.

SCHEDA LIBRO

Titolo libro: Sole

Autore: Manuela Tacconi

Editore: Bertoni

Genere: narrativa, romanzo

ISBN: 9788855355230

Pag. 212

Prezzo: 17,00 Euro

Sinossi

Maria Sole è una ragazza che per lavoro si divide tra l’Italia e Parigi, e, come se non bastasse la nostalgia di casa, l’ambiente ostile e la noia perenne, sta affrontando un enorme problema: il suo cuore batte per due uomini. Il primo è Mattia, un uomo pragmatico, sicuro di sé e affidabile, e il secondo è Evan, un tipo ermetico, superficiale ed egocentrico. Sole, come la chiamano tutti, è confusa e ogni volta che prova a risolvere il problema, combina una serie interminabile di errori. Così, a furia di sbagliare, si troverà costretta a percorrere un cammino impervio e ricco di imprevisti, nel quale dovrà sottoporsi a una attenta analisi – grazie anche al supporto del dottor De Santis –, per fare una scelta e tornare a vivere.

Sole, in compagnia di un gruppetto di amici, inizierà a fare ordine nella sua vita, viaggerà tra i due paesi e trasporterà anche noi nella meravigliosa Parigi, regalandoci momenti di puro divertimento e di riflessione… Fino al giorno in cui capirà esattamente chi scegliere tra Mattia ed Evan…

Biografia

Manuela Tacconi è nata a Voghera nel 1972 e attualmente vive in Toscana. Si è diplomata come perito merceologico, e da una ventina di anni si occupa della gestione manageriale di realtà inerenti al mondo della moda. La passione per la scrittura l’ha portata alla stesura del primo romanzo Quasi Quasi… resto, terzo classificato al Premio Etnabook 2019, e, a novembre dello stesso anno, si classifica al primo posto al Concorso Milano International con il romanzo dal titolo: Sole.

L’opera è stata pubblicata in accordo con l’agenzia EditReal di Michela Tanfoglio.

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“Kaleidos” di Marcel Dorian: storia di un amore fuori dalle regole sociali e dentro il senso profondo dell’esistenza https://agenziastampa.net/2022/10/31/kaleidos-di-marcel-dorian-storia-di-un-amore-fuori-dalle-regole-sociali-e-dentro-il-senso-profondo-dellesistenza/ Mon, 31 Oct 2022 15:19:55 +0000 https://agenziastampa.net/?p=54375

"Kaleidos" è il titolo del romanzo di esordio di Marcel Dorian, che muove le mosse da una storia d’amore fuori dall’ordinario per giungere a un’indagine approfondita sull’esistenza umana.

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Non si sa mai che cosa può celarsi dietro un sentimento inconsueto. Neppure quanto una relazione fuori dall’ordinario possa stravolgere la vita di uomo fino a rivelargli il senso di tutta un’esistenza. Questi sono alcuni dei quesiti che filtrano dalla texture di Kaleidos, romanzo di esordio di Marcel Dorian. Un libro dal fascino immediato, sin dal titolo, che muove letteralmente da “bella forma” per giungere all’idea di bellezza in movimento, vita illuminata da un incanto: l’amore che dal mito più antico si insinua miracolosamente nella contemporaneità.

È il racconto di un incontro straordinario. Un professore di storia dell’arte, sposato con figli, intreccia una pericolosa relazione con una sua studentessa all’ultimo anno di liceo. Dapprima sguardi, poi parole, infine lunghe conversazioni virtuali che sfociano nel desiderio assoluto di un amore di grande respiro ma contestabile agli occhi delle regole sociali. Il tutto scandito da un senso etico profondo che accompagna il protagonista nel febbrile lavoro di stesura di un romanzo che possa catturare e immortalare il suo sentimento e l’idea della ragazza che ama e che etichetta con il sensuale e divino nome di Kaleidos.

Marcel Dorian è uno pseudonimo e come tale reca in sé il mistero di un’identità celata. Anche se alla sua prima prova letteraria, lo scrittore dimostra una certa maturità nell’uso di una scrittura persuasiva e nella scelta di una trama lineare ma di grande spinta emotiva. È evidente il lavoro di cesello e una solida cultura mai ostentata ma quasi sempre bilanciata tra le righe prosaiche del quotidiano narrato. L’autore crede nello spiritualismo come affermazione dello spirito sulla materia: la sua indagine interiore lo conduce alla ricerca delle origini dell’evoluzione umana, dunque al mito come materia da cui attingere in modo fatalistico per sopravvivere ai duri colpi della vita. In lui convivono forti spinte neoclassiciste per via di un certo rigore estetico e intensi richiami a teorie filosofiche di ascendenza novecentesca con particolare riferimento al modello einsteiniano della relatività.

La ricerca dell’unicità di certi legami e il connubio tra arte e vita trovano equilibrio nell’autenticità di una trama incentrata ai giorni nostri. L’amore tra l’insegnante e la sua allieva, un classico di genere romantico, dà modo al protagonista (sovrapposto allo stesso scrittore) di immergersi nelle pieghe profonde dell’esistere per rispondere ad atavici interrogativi. È lo stesso autore che, forte dei feedback dei suoi lettori, ama sottolineare: “Kaleidos racchiude un congegno capace di donare una nuova visione del mondo. Attraverso il racconto di una storia d’amore proibita si ha un ritorno alle origini, a una visione magica in cui si segue un ordine spirituale che è al di là del bene e del male. Una visione profondissima che fa di Kaleidos un libro quasi iniziatico”. Di fatto il dato psicologico più importante è l’universalità, da cogliere sia come dato storico, in quanto il tempo risulta sempre un concetto relativo, che immanente: l’uomo attraverso l’Amore può giungere alla Conoscenza.

In ultimo, la vicenda narrata, che vede Kaleidos al centro dei desideri di un uomo nel difficile cammino esistenziale, prevede il licenziamento dal lettore con uno straordinario colpo di scena che riuscirà a spostare il finale oltre il termine del racconto. D’altronde, come afferma Dorian: “Chiunque leggerà queste pagine, chiunque vivrà un’emozione così intensa, renderà reali queste parole, darà loro una possibilità di futuro sottraendole per sempre all’immutabilità della fine”.

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The Hawk presenta il romanzo di spionaggio “L’inganno dell’Oriente” https://agenziastampa.net/2022/10/31/the-hawk-presenta-il-romanzo-di-spionaggio-linganno-delloriente/ Mon, 31 Oct 2022 13:54:55 +0000 https://agenziastampa.net/?p=54415

Il Presidente degli Stati Uniti Eric Moore e il Dittatore della Corea del Nord Kin Lee sono ai ferri corti. La strada diplomatica sembra essere l’unica possibilità per evitare una guerra; il Dittatore coreano, però, ha ben altri piani. L’autore racconta una storia di imbrogli e di voltafaccia, in cui conosciamo personaggi affascinanti e realistici che ci condurranno all’interno di sottomarini di ultima generazione, su potenti aerei militari e nel mezzo di pericolose azioni segrete per liberare un prezioso prigioniero.

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The Hawk – “L’inganno dell’Oriente”

The Hawk presenta un romanzo d’azione dalle tinte fantapolitiche, in cui si racconta di un ipotetico e drammatico sviluppo delle tensioni tra gli Stati Uniti d’America e la Corea del Nord. Una storia avvincente e adrenalinica, che ricorda l’alto costo umano dei conflitti e le tragiche conseguenze dell’odio.

Genere: Romanzo di spionaggio

Pagine: 253

Prezzo: 15,60 €

«Era un naviglio dalle forme, capacità e soluzioni completamente nuove, rivoluzionarie. Poteva navigare a profondità oltre tre volte maggiore di quella degli altri sottomarini in circolazione. Aveva un sistema propulsivo completamente inusuale grazie al quale era in grado di raggiungere, in immersione, una velocità di crociera di oltre ottanta cinque nodi pur restando completamente silenzioso e non rilevabile da ogni e qualsiasi apparato sonar esistente. Inoltre, se spinto al massimo delle sue possibilità, era in grado di sfuggire a qualunque siluro»

L’inganno dell’Oriente” di The Hawk è un romanzo di spionaggio in cui si ipotizza un funesto scenario in cui Stati Uniti d’America e Corea del Nord arrivano ai ferri corti, mettendo in moto un meccanismo distruttivo per entrambi. Benché sia un’opera di fantasia, l’autore trae ispirazione da un contesto politico reale e preoccupante, prendendo spunto dalle tensioni fra USA e Corea ai tempi della presidenza di Donald Trump. La storia che narra fa infatti riferimento ai cattivi rapporti che intercorrono tra le due nazioni, soprattutto a causa dei loro rispettivi arsenali nucleari.

The Hawk, pseudonimo sotto cui si cela uno scrittore molto prolifico di gialli e di thriller politici, presenta una vicenda di inganni e di tradimenti ambientata tra l’America e la Corea del Nord; tanti sono i personaggi che si avvicendano in questa storia emozionante e adrenalinica, tra cui il Presidente degli Stati Uniti, un brillante progettista navale che ideerà un sottomarino d’avanguardia – il Seas’s Ghost – e un coraggioso ex-Maggiore del corpo dei Berretti Verdi.

I dissapori tra le due potenze hanno inizio in seguito alla scellerata decisione del Dittatore coreano di effettuare lanci missilistici che, sorvolando le terre del Giappone, si sono spinti a est, fino quasi a lambire le acque territoriali degli Stati Uniti. Il Presidente americano non può che reagire con fermezza a una tale provocazione – «Il gruppo di battaglia delle portaerei Nebraska e Arizona era stato inviato nel mar del Giappone per far sentire il peso della presenza americana sulla “porta di casa” del Dittatore. Gli aerei delle due navi pattugliavano costantemente il cielo, pur rimanendo al limite dello spazio aereo del North Korea. La tensione era ai massimi livelli». L’escalation di provocazioni da ambo le parti porta il Presidente e il Dittatore a cercare la strada del dialogo, ma uno dei due politici non ha intenzione di essere trasparente come ingannevolmente lascia intendere.

Tra visite di Stato e colloqui “di pace” finiti male, sommergibili annientati e macchinazioni diaboliche, l’autore narra una storia in cui ogni limite lecito viene superato, e che rimarca con forza l’assurdità di ogni guerra e di ogni pretesa di potere.

SINOSSI DELL’OPERA. Il Presidente degli Stati Uniti Eric Moore e il Dittatore della Corea del Nord Kin Lee sono ai ferri corti. La strada diplomatica sembra essere l’unica possibilità per evitare una guerra; il Dittatore coreano, però, ha ben altri piani. L’autore racconta una storia di imbrogli e di voltafaccia, in cui conosciamo personaggi affascinanti e realistici che ci condurranno all’interno di sottomarini di ultima generazione, su potenti aerei militari e nel mezzo di pericolose azioni segrete per liberare un prezioso prigioniero.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. The Hawk (Il Falco) è lo pseudonimo sotto il quale si cela il vero nome dell’autore. Nato nella prima metà degli anni quaranta, ha iniziato a scrivere brevi racconti gialli e di spionaggio per il giornalino della scuola, fin quando i suoi genitori, stanchi del suo carattere che veniva definito “un po’ troppo turbolento”, in terza media lo hanno messo in collegio dove gli alunni erano organizzati in gruppi, proprio come gli scout. Assegnato al gruppo delle “aquile”, per distinguersi ha cominciato a farsi chiamare Il Falco, pseudonimo al quale è sempre rimasto legato e che poi, negli anni, è diventato The Hawk. L’autore ha accantonato la scrittura fin quando, terminata la vita lavorativa, ha ripreso in mano il primo libro (“I Gemelli Dormienti”) presentandolo a una manifestazione del settore. Poi, di slancio, ha continuato a scrivere, a volte romanzando vicende realmente accadute. Ad oggi sono stati pubblicati, sia in formato cartaceo sia in formato e-book, venti romanzi, alcuni dei quali hanno ricevuto diversi riconoscimenti nei concorsi letterari nazionali.

Contatti

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Link di vendita online

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Dina Ravaglia presenta il romanzo “Ballata triste a due voci” https://agenziastampa.net/2022/10/31/dina-ravaglia-presenta-il-romanzo-ballata-triste-a-due-voci/ Mon, 31 Oct 2022 13:53:38 +0000 https://agenziastampa.net/?p=54418

È la storia dell’incontro inatteso di due mondi deserti, quello del diciannovenne Theo, chitarrista rock, e di Giada, la ventisettenne maestra elementare di suo fratello. Un incontro che produce scintille e mostra come l’incendio che divampa, anziché distruggere, finisce per creare. Perché le cose insolite non necessariamente sono destinate a fallire, e a volte le strade tortuose ci portano a destinazione.

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Dina Ravaglia – “Ballata triste a due voci”

Dina Ravaglia presenta un racconto a due voci, sommesso come una poesia intimista e duro come un assolo heavy metal; è la drammatica storia di due anime che s’incontrano in mezzo al caos, e che tentano insieme di resistere al dolore, alla violenza e alla perdita. Un romanzo brutale e autentico, che emozionerà dalla prima all’ultima pagina.

Casa Editrice: PubMe

Collana: Gli scrittori della porta accanto

Genere: Narrativa contemporanea/Romance

Pagine: 384

Prezzo: €18,00

«La vita semplicemente accade, e a noi non resta altro da fare che assecondarla. La vita, a volte, si calma da sola».

Ballata triste a due voci” di Dina Ravaglia è un romanzo narrato da due prospettive, a volte emozionalmente antitetiche: quelle di Giada e di Theo, lei ventisettenne maestra elementare e lui diciannovenne aspirante musicista rock. Giada si racconta con voce sommessa, perché non ha mai avuto molta stima di sé, e anche la narrazione del suo dolore è ovattata, quasi impercettibile; Theo è più presente, la vita lo ha indurito presto, e la narrazione della sua sofferenza è prorompente, è quasi urlata, sebbene con il garbo che lo caratterizza. Sono due protagonisti intensi e tragicamente complessi, che non dovrebbero mai incontrarsi tanto sono diversi, come differenti sono anche le strade che percorrono; il destino, però, si sa, ama giocare e un giorno li mette uno di fronte all’altra: da subito esposti come fossero nudi, con le loro anime traboccanti da non riuscire ad essere contenute nell’involucro corporeo. Giada lotta ogni giorno per sentirsi all’altezza, per non soccombere alle sue fragilità e alla solitudine dei suoi giorni; Theo ha visto morire sua madre di overdose tre anni prima, il padre si è rifatto una vita all’estero e lui è l’unico a prendersi cura di Oscar, il suo fratellino di dieci anni più piccolo. Alla fine, comunque, non importa la differenza d’età, non conta il divario che esiste tra le loro esperienze di vita: Giada e Theo si incontrano e stabiliscono un contatto intimo, non sapendo cosa l’esistenza stia per riservare a entrambi.

Dina Ravaglia presenta un romanzo pieno di passione e di dolore, viscerale e autentico, sporco e allo stesso tempo puro; la preziosa costante della musica rock, poi, è un valore aggiunto, e accompagna lo smarrimento e il tormento di questi due ragazzi che lottano per trovarsi, per non perdersi. L’autrice tratta temi molto delicati come la depressione, la dipendenza da droghe, la violenza fisica, l’abbandono genitoriale; non utilizza filtri, non si censura, non si nasconde dietro falsi moralismi: la vita è anche fatta di questa materia fangosa, da cui è difficile uscirne ma non impossibile. Giada e Theo, come noi, cadono, e a volte fanno fatica a rialzarsi; insieme, però, nel loro disperato bisogno reciproco, trovano un modo di risollevarsi dalle loro miserie, dimostrando l’importanza dell’amore e dell’accettazione dell’altro nelle sue luci e nelle sue ombre – «L’unica cosa che puoi fare, quando sei nel pozzo, è allungare le mani e lasciare che ti tirino su».

SINOSSI DELL’OPERA. È la storia dell’incontro inatteso di due mondi deserti, quello del diciannovenne Theo, chitarrista rock, e di Giada, la ventisettenne maestra elementare di suo fratello. Un incontro che produce scintille e mostra come l’incendio che divampa, anziché distruggere, finisce per creare. Perché le cose insolite non necessariamente sono destinate a fallire, e a volte le strade tortuose ci portano a destinazione. Narrato in prima persona, in un duetto di voci e punti di vista, il romanzo esplora le parti buie e intime dei due protagonisti, affrontando anche il tema della depressione conseguente le drammatiche vicissitudini della vita di Theo, quali la morte della madre e un’accusa infondata ma infamante che gli costerà molto cara, in termini di violenza e separazione. Ma il romanzo affronta anche la zona luminosissima dell’amore: quello innato per la musica, quello incondizionato per un fratello e quello dolce e passionale tra i due protagonisti. In un finale avvolgente come un abbraccio, liberatorio come le lacrime.

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Dina Ravaglia è nata a Parma e vive a Brescello. Architetto, tre figli, per lei scrivere è importante da sempre. Ha pubblicato numerosi libri, con cui ha vinto anche premi prestigiosi: “La curva del cielo”, racconto inserito nell’antologia Matrimoni (Effequ Edizioni, 2008), “La luna sporca” (Edizioni Ponte Gobbo di Bobbio, 2008), romanzo vincitore del premio al concorso Città di Bobbio 2008 e del 2° premio al concorso per narrativa edita “Livio Paoli” San Mauro 2009 a Signa, Firenze. Seguono “La mano di legno” (Edimond Edizioni, 2011), romanzo vincitore del 2° premio Città di Castello 2010 e arrivato tra i quattro finalisti del Premio Città di Forlì 2010, “L’isola degli internati” (ebook Io Scrittore, 2013; cartaceo self-publishing, 2020), romanzo finalista al torneo letterario Io Scrittore 2012, “Uno” (Nicola Calabria Editore, 2014), “Il cuore opposto” (Gilgamesh Edizioni, 2017), romanzo vincitore del 1° premio narrativa concorso Andrea Torresano, e “Cattiva stella” (Nuova Santelli Edizioni, 2018).

 

Contatti

https://www.instagram.com/dinaravaglia/?hl=it

https://it-it.facebook.com/dina.ravaglia

www.gliscrittoridellaportaaccanto.com

 

Link di vendita online

https://www.amazon.it/Ballata-triste-due-voci-scrittori/dp/B09VWSDM2J/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=&sr=

 

 

 

Ufficio Stampa Diffondi Libro

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Mail: info@diffondilibro.it

 

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“Scrivere per fare business, dal personal branding al brand journalism”: continua a far parlare di sé il libro della giornalista Michela Trada https://agenziastampa.net/2022/10/26/scrivere-per-fare-business-dal-personal-branding-al-brand-journalism-continua-a-far-parlare-di-se-il-libro-della-giornalista-michela-trada/ Wed, 26 Oct 2022 15:31:02 +0000 https://agenziastampa.net/?p=53655

Risale al 2021 l’uscita del libro “Scrivere per fare business, dal personal

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Risale al 2021 l’uscita del libro “Scrivere per fare business, dal personal branding al brand journalism” a cura della giornalista Michela Trada edito da Do it Human e ancora oggi riscuote successo perché non vuole essere un manuale di comunicazione, ma un ricettario – come ama definirlo l’autrice stessa – pensato appositamente per imprenditori e liberi professionisti al fine di ottenere risultati concreti in materia di business dalla produzione di contenuti scritti.

Storytelling, content marketing, brand journalism: queste le tre tecniche di scrittura esaminate con esempi e casi studio al fine di arrivare a definire in modo autentico il proprio personal branding e incrementare così la propria reputazione online e offline.

Non è mai troppo tardi, del resto, per iniziare e imparare a scrivere di se stessi e della propria azienda partendo dai propri valori e dal proprio perché: oggi siamo noi il “brand” in vetrina da acquistare.

All’interno della pubblicazione, con prefazione di Alessio Beltrami, anche i contributi di volti noti del mondo della Comunicazione tra cui Riccardo Scandellari, Giulia Bezzi, Salvatore Russo e Oscar di Montigny.

«La nostra Storia fa notizia se utilizziamo le parole corrette per raccontarla – rivela l’autrice – La scrittura è lo strumento più potente a nostra disposizione per far emergere noi stessi, il nostro perché e i nostri valori: le persone non comprano più un prodotto/servizio, ma chi lo rappresenta. E la scelta avviene per affinità e vision comuni».

«Questo libro è un compagno di viaggio ideale per chi vuole diventare padrone della propria comunicazione, ma ti avverto, potrebbe diventare un compagno di viaggio scomodo perché, come tutti i facilitatori del cambiamento, ti chiederà di modificare idee e abitudini.» Dalla prefazione di Alessio Beltrami – docente, autore e fondatore di Content Marketing Academy.

Editore: ‎ Do it human

Lingua: ‎ Italiano

Copertina flessibile: ‎ 184 pagine

ISBN-10: ‎ 8899628343

ISBN-13‎: 978-8899628345

L’autrice

Michela Trada è giornalista, speaker e amante del bello in ogni sua forma ed espressione. Dal 2018, assieme a Sabrina Falanga, è Ceo della casa editrice Brainding, direttore di Inkalce Magazine e vice direttore di News48.it, il primo magazine Italiano di giornalismo costruttivo. È parte del team nazionale dell’ufficio stampa del Lions Club e membro del Constructive Network. Crede in un Giornalismo costruttivo al servizio della comunità e nella valorizzazione del talento di ciascun individuo, in primis dei giovani.

Attraverso il Brand Journalism, in cui è specializzata, dà voce alle eccellenze italiane. È autrice del libro “Scrivere per fare business, dal personal branding al brand journalism” edito da Do it Human.

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“Il Gentiluomo”, il nuovo libro del giornalista e scrittore Andrea Perego https://agenziastampa.net/2022/10/26/il-gentiluomo-il-nuovo-libro-del-giornalista-e-scrittore-andrea-perego/ Wed, 26 Oct 2022 15:05:30 +0000 https://agenziastampa.net/?p=53703

Il giornalista e scrittore italo-australiano Andrea Perego, attualmente stanziato a Berlino, torna

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Il giornalista e scrittore italo-australiano Andrea Perego, attualmente stanziato a Berlino, torna in libreria con il suo nuovo romanzo Il Gentiluomo, pubblicato da Supernova Edizioni.

Una giovinezza dorata alla corte di Versailles, un amore assoluto, un plico di lettere che incriminano la regina di Francia, Marie Antoinette, mentre la Rivoluzione infiamma Parigi cambiando il corso della storia e la vita del protagonista, costretto a fuggire in circostanze rocambolesche dalla Francia e dal suo passato per ricominciare una seconda vita a Londra. Sono gli elementi da cui si sviluppa questo romanzo di viaggio e d’avventura nato proprio dalla lettura delle memorie autentiche di alcuni protagonisti della Rivoluzione francese, nobiluomini e nobildonne che vissero gli anni che cambiarono la storia della Francia e dell’Europa.

“Tempo fa cominciai a leggere le memorie di persone vissute durante la Rivoluzione francese. Persone che c’erano passate attraverso, l’avevano osservata coi propri occhi e sentita sulla loro pelle; nobildonne e gentiluomini francesi scampati al patibolo in un modo o nell’altro. Le trovai interessantissime – racconta Andrea Perego.

Ho un debole per questo tipo di storia, la storia vista e raccontata. Pensai che sarebbe stato curioso dare vita a un personaggio che narrasse le sue vicende proprio da quella prospettiva. È un modo di raccontare la storia ‘da dentro’, cioè da un punto di vista pienamente umano; però è anche un’angolazione che presta il fianco a osservazioni assolutamente corrette: perché si dovrebbe provare simpatia per un personaggio nato e cresciuto nel lusso e fra i privilegi? Uno di quei fortunati che i princìpi della Rivoluzione volevano colpire e abbattere? La domanda e la sua risposta, tutt’altro che seducente, sono all’origine di questo romanzo che – spero – ha per protagonista un personaggio tutto sommato simpatico, un eroe-non eroe che si pone le stesse domande, che è consapevole delle contraddizioni di cui è intessuta la sua vita, e che in fondo non è meglio né peggio di gran parte degli altri uomini che incontra sul suo cammino.

Così, trovata la cornice, occorreva creare la storia, il soggetto romanzesco, la vicenda da inserire su quello sfondo. Il carattere del protagonista, l’episodio delle lettere di Maria Antonietta e la storia d’amore con il suo Pensiero Immortale sono il fil rouge, l’ordito su cui s’intreccia la trama del romanzo, da cui conseguono le peripezie e le avventure del gentiluomo, fortunose, rocambolesche e talvolta da lui anche accortamente cercate.

Pure per la seconda parte del racconto, quella londinese, ho inserito la narrazione in un contesto storico assolutamente reale. La figura di Henry Austen era una chiave curiosissima per aprire la porta a Jane, sua sorella. Le lettere di Jane e della sua ‘stravagante’ cugina Eliza – l’altra vera protagonista –, lette con la cura del ladro, mi hanno fornito la traccia reale su cui inserire un disegno di fantasia. Perché i veri romanzi storici, i più avvincenti, sono quelli in cui nella storia reale si inserisce l’imprevedibile, affascinante variante umana”.

“Ho conosciuto Andrea Perego all’Archivio di Stato di Venezia. Ero bloccato su un’antica scrittura e ho visto che lo studioso al mio fianco procedeva con una discreta velocità a leggere e ad annotare qualcosa su un suo quaderno. Gli ho chiesto se potesse aiutarmi leggendo un paio di righe del mio documento. Con grande cortesia si dichiarò disposto, lesse il documento e mi risolse il problema – ha dichiarato Giovanni Distefano.

Ecco come sono stato ‘catturato’ da Andrea Perego e quali sono gli inizi del nostro rapporto editoriale: l’ho invitato a scrivere per il nostro periodico Nexus (fondato nel 1993) e la sua prosa mi intrigava; poi ho scoperto che aveva vissuto in Australia, il continente che avevo nel cuore perché nel 1978 vi avevo trascorsi molti mesi in quanto mi era stato assegnato l’Australian-European Award per i lavori che conducevo all’Università Ca’ Foscari nell’ambito della cattedra di Letteratura del Commonwealth del prof. Bernard Hickey. Ho appreso quindi che era stato giornalista di una radio australiana e che amava scrivere.

La sua prosa asciutta e ricca allo stesso tempo, le parole scelte con grande cura e appropriatezza, l’eleganza e il ritmo del suo periodare mi indussero a dirgli che se in futuro avesse pensato di scrivere un libro, Supernova, la casa editrice di cui sono amministratore unico, fondata nel 1987, avrebbe gradito molto pubblicarlo.

Sono passati anni da allora e Supernova ha pubblicato diversi lavori di Andrea Perego, uno degli scrittori più presenti e apprezzati nel catalogo della casa editrice.

Sono così stati pubblicati Racconti in cornice (un libro del 2014 che raccoglie i suoi racconti e quelli di Daniela Biscontin); Le Leggi del Tempo (2016); Casanova a Berlino (2018, in quattro lingue: italiano, inglese, francese, tedesco); The Laws of Time (2019); Barbara – Un affare di Stato (2020); Barbara – An Affair of State (2022); Il Gentiluomo (2022). Tutti libri pregevoli, presenti anche nei Bookshop di Musei Civici di Venezia a dimostrazione che essi sono apprezzati in primis da coloro che li propongono ai lettori.

Un’altra piacevole qualità del nostro scrittore è la sua capacità di eloquio che amplifica la sua personalità la quale si manifesta appieno, come ho potuto constatare di persona, nelle presentazioni dei suoi libri che finiscono per diventare, sempre, un evento”.

Nelle pagine di Andrea Perego la Storia con la s maiuscola si fonda, quindi, nella storia con la s minuscola e ognuno dei ventotto capitoli del romanzo si conclude con un corsivo in cui il protagonista si astrae dalle vicende storiche narrate e lascia scorrere la coscienza con un procedimento che nel 1840 sarebbe stato assolutamente innovativo.

In queste sezioni, che costituiscono quasi un romanzo nel romanzo, il Gentiluomo racconta le parti più intime di sé, spesso in forma di sogno, di memoria, di libere associazioni che narrano in altro modo la sua crescita di uomo. Il nobiluomo francese è, del resto, ormai un English gentleman quando il passato torna a bussare alla sua porta in maniera inaspettata.

“Ma sì, la mia vita è stata divertente”, riconosce egli stesso scrivendo un’autobiografia in cui s’intrecciano storia e sentimento, ricordi e pragmatismo, realtà e sogno.

Titolo: Il Gentiluomo

Autore: Andrea Perego

Editore: Supernova

Data di pubblicazione: 15 settembre 2022

No pagine: 288

ISBN 978-88-6869-314-5

Prezzo brossura: € 19.00

Prezzo e-book Kindle e Kobo: € 8.90

 

Il Gentiluomo – Sinossi

Il protagonista è un nobiluomo francese che, dopo una giovinezza dorata a Versailles, durante la Rivoluzione deve scappare da Parigi per sfuggire al patibolo. Spinto dal terrore e senza denaro, con un plico di lettere che contengono i segreti della regina Maria Antonietta, raggiunge finalmente la salvezza a Londra dove, a trentatré anni, inizia la sua nuova vita non più come aristocratico ma come modesto cittadino straniero. Il suo carisma e la sua intraprendenza lo aiutano a farsi strada. Eliza, una vecchia amica dei tempi di Versailles, lo presenta al suo nuovo marito inglese, Henry Austen, che introduce il gentiluomo nel mondo della finanza londinese, dominato da corruzione e contrabbando. La nuova vita del gentiluomo si svolge nella brillante alta società di Londra. A Bath conosce la sorella di Henry Austen, Jane, che non ha ancora pubblicato i suoi romanzi e con la quale comincia a intrattenere una gustosa corrispondenza epistolare.

Il passato torna a bussare all’improvviso alla sua porta e a riaprire le ferite, quando un suo grande amore dei tempi di Parigi, mai dimenticato, gli rivela il mistero delle lettere di Maria Antonietta che gli aveva consegnato molti anni prima. La passione, quasi ossessiva, non si è mai spenta e il gentiluomo è chiamato nuovamente a prendere una decisione difficile.

Giunto a ottant’anni trova il coraggio di raccontare una vita avventurosa, divertente e spregiudicata.

Andrea Perego – Biografia

Andrea Perego è giornalista e scrittore italo-australiano, attualmente stanziato a Berlino. Dopo aver collaborato con diverse testate italiane, tra il 1999 e il 2004 lavora a Sydney come broadcaster-journalist per SBS Radio, con cui collabora ancora saltuariamente, occupandosi prevalentemente di politica, musica e cultura.

Rientrato in Italia nel 2004, a Venezia collabora con Filippi Editore curando una serie editoriale a soggetto veneziano, fra cui la ristampa aggiornata delle ”Curiosità veneziane” di Giuseppe Tassini (prima edizione: 1863). Intanto collabora al settore editoriale di diverse mostre ed eventi. È autore del testo della guida breve della mostra ”Mantegna a Mantova”, inaugurata il 15 settembre 2006 a Mantova.

Scrive il testo dell’atlante della mostra ”Caravaggio e l’Europa. Il movimento caravaggesco internazionale da Caravaggio a Mattia Preti”, inaugurata il 14 ottobre 2005 a Palazzo Reale, a Milano, e il testo della guida breve della mostra ”Il Male – Esercizi di pittura crudele” inaugurata il 25 febbraio 2005 a Torino, presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi. I tre volumi sono editi da Skira editore, Milano.

Nel 2009 è sua la voce di Cristo nell’allestimento di Peter Greenway ”Le nozze di Cana” (”The Wedding at Cana”, versione italiana).

Nel frattempo Perego si diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Venezia.

La sua prima raccolta di racconti brevi, intitolata ”Racconti in cornice”, contenente racconti suoi e di Daniela Biscontin, è pubblicata nel gennaio 2014 da Supernova Edizioni.  L’edizione inglese del libro esce nel marzo 2015 col titolo ”Red Moons and Cornflowers”.

Dopo un lavoro durato tredici anni, Andrea Perego pubblica il suo primo romanzo nell’ottobre 2016, con Supernova. ”Le leggi del tempo” è un articolato giallo storico ambientato a Venezia, che si svolge nel corso di una giornata, il 9 novembre 1730. Tra i protagonisti del romanzo compaiono anche la pittrice Rosalba Carriera e il musicista Antonio Lotti.

L’edizione inglese del romanzo, “The Laws of Time”, esce nel 2019.

Nel marzo 2018 Andrea Perego pubblica, sempre con Supernova, ”Casanova a Berlino”, che racconta i due mesi trascorsi da Giacomo Casanova nella capitale prussiana nell’estate del 1764. Il libro esce in quattro lingue. L’edizione francese è la trascrizione critica dal manoscritto autografo di Giacomo Casanova, ”Histoire de ma vie”, realizzata da Andrea Perego che cura l’intero progetto editoriale, con le edizioni in tedesco e in inglese, e si occupa personalmente della nuova traduzione in italiano.

Dopo oltre due anni di ricerche negli archivi di Berlino, Venezia, Parigi e Parma, nel 2020 pubblica con Supernova ”Barbara – Un affare di Stato”, la storia della ballerina Barbara Campanini (1719-1799) ricostruita sulla base dei documenti originali. Il libro è pubblicato con il patrocinio del Comune di Parma e nella primavera del 2022 esce anche l’edizione inglese.

“Il Gentiluomo” (settembre 2022) è il suo secondo romanzo.

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Dal concetto di “media” alla storia dei social network: il saggio di Federico Motta Editore https://agenziastampa.net/2022/10/26/dal-concetto-di-media-alla-storia-dei-social-network-il-saggio-di-federico-motta-editore/ Wed, 26 Oct 2022 14:58:00 +0000 https://agenziastampa.net/?p=53985

Nel saggio di Federico Motta Editore, la Casa Editrice approfondisce il concetto di “media” e ripercorre brevemente la storia dei rivoluzionari social network

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I social network sono tra le innovazioni più potenti e rivoluzionarie degli ultimi decenni. Nel saggio di Federico Motta Editore si parla delle piattaforme digitali che ci hanno cambiato la vita.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: il “medium”

La parola “media” è ormai entrata nel vocabolario di uso frequente di ogni persona. Non tutti sanno però che è il plurale del meno utilizzato “medium”, termine con il quale si indica un concetto tutt’altro che semplice. A parlarne sono Michela Nacci e Peppino Ortoleva nel saggio “I mezzi di comunicazione”, pubblicato sull’opera edita da Federico Motta Editore “L’Età Moderna”. “Il concetto di media è molto complesso e ricco di ambiguità.” – spiegano – “Il medium infatti non è un semplice intermediario sociale tra emittente e destinatario”. Qualsiasi strumento digitale, dopo essere entrato in una determinata cultura, lascia delle tracce, finendo per modificare e trasformare la società che l’ha ospitato. È così che i media digitali, in grado di azzerare le distanze e promuovere una comunicazione immediata tra le persone, hanno plasmato la cultura del XXI secolo.

Federico Motta Editore: cos’è un social network?

Il primo prototipo di social network risale al 1997 e porta il nome di SixDegrees. Ancora lontano dai social che conosciamo oggi, SixDegrees presentava diverse caratteristiche comuni ai moderni social network. Da allora ne è stata fatta di strada e i social network si sono articolati in un’infinità di varianti. Da Instagram a Twitter, da LinkedIn a TikTok, per non menzionare il più famoso Facebook: ognuno con le sue peculiarità ha contribuito ad invadere il web – e le nostre vite – trasformando tutto ad una velocità esorbitante. Anche la Casa Editrice Federico Motta Editore è presente su alcune di queste piattaforme. Volendo approfondire il concetto di social network, si scopre che si tratta di una rete sociale. Con questo termine, in sociologia si indica un gruppo di persone unite da diversi legami, ad esempio familiari o lavorativi. Oggi l’espressione viene però per lo più utilizzata per riferirsi ai servizi online che permettono di creare reti di relazioni con altri utenti.

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Roberta Zanzonico: il nuovo romanzo “La bellezza rimasta” https://agenziastampa.net/2022/10/26/roberta-zanzonico-il-nuovo-romanzo-la-bellezza-rimasta/ Wed, 26 Oct 2022 13:22:02 +0000 https://agenziastampa.net/?p=54087

Dal 4 novembre 2022 sarà disponibile in libreria e negli store digitali

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Dal 4 novembre 2022 sarà disponibile in libreria e negli store digitali La bellezza rimasta” (Morellini), il nuovo romanzo della scrittrice Roberta Zanzonico.

“Da medico psichiatra, ho avuto il privilegio di ascoltare le storie di tante vite. Quel che più mi ha colpita nella loro narrativa è stata la fragilità (e il coraggio di affrontare una vita incerta nonostante questa). Ne “La bellezza rimasta“, si parla di questa comune fragilità, sia essa imposta dalla malattia o dalla semplice condizione umana. Quella che ci spinge a non vivere il presente e rintanarci in una vita immaginaria. La fragilità che ci fa rifugiare nella nostalgia, che ci svuota la memoria delle parti spiacevoli, che ci spinge a cercare nella vita la semplicità e non il significato. Nel mio romanzo però si parla anche del coraggio di chi decide di vivere una vita vera nonostante tutto”, commenta l’autrice.

Sinossi

La Signora Chiara è una donna anziana che da ormai dieci anni vive nel passato poiché afflitta da una condizione che non le permette più di formare nuovi ricordi. Solo le memorie precedenti alla malattia sono preservate. Una condizione singolare, causata da anni di abuso di alcol, con un risvolto inatteso: permette, a chi parla con la Signora Chiara, di tornare indietro a un momento nel tempo in cui la vita era sembrata gentile. La donna non ricorda, per esempio, che Gioacchino, l’unico figlio del Signor Morbidelli, è guercio poiché ha perso il senno e in un episodio psicotico si è strappato via un occhio. Giacché la Signora Chiara ignora la realtà presente, continua a chiedere al padre, di quel figlio bello e promettente di pochi anni prima. Mentre la gente del paese sogghigna alla vista del Signor Morbidelli, la donna è l’unica a riservargli la stessa cortesia di una volta. Sarà così che l’uomo si troverà a cercare la smemorata nella speranza di rivivere attraverso lei i giorni andati.  A uno a uno, gli abitanti del paesino si siederanno al tavolo della Signora Chiara per ricevere la stessa consolazione: tornare indietro a quando si era (o si pensava di essere) felici. Non è forse più semplice tornare indietro che andare avanti?  Eppure, la memoria, come alcuni capiranno con amarezza, è un posto alimentato più dall’immaginazione che dalla realtà, che rischia di anestetizzare e infine intrappolare i più vulnerabili, così da precludere loro la possibilità di vivere ancora.

Roberta Zanzonico (Velletri, 1986) è una psichiatria originaria di Rocca Di Papa (Roma). Dopo aver conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia nel 2010, si trasferisce a Boston, dove consegue la specializzazione in Psichiatria dopo un periodo di ricerca al Massachusetts General Hospital/Harvard Medical School. Completa una Fellowship in teoria psicoanalitica al Boston Psychoanalytic Society and Institute nel 2017. Nel 2018, si trasferisce a Los Angeles per una Fellowship in Consultation and Liaison Psychiatry presso la University of Southern California. Nel 2020, diventa Clinical Instructor presso la UCLA, dove insegna nella facoltà di Medicina e nel Dipartimento di Psichiatra. Oltre alla medicina, le sue passioni sono la musica e la scrittura. Ad Aprile 2019, pubblica il suo primo romanzo con Edizioni Ensemble: Blu Stanzessere. Sempre per Edizioni Ensemble, pubblica due racconti: Agnese e l’Azione nel 2020 e El Niño nel 2021. 

L’opera è stata pubblicata in accordo con l’agenzia EditReal di Michela Tanfoglio.

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“Risonanze”. Un’esplosione di emozioni amplificate https://agenziastampa.net/2022/10/26/risonanze-unesplosione-di-emozioni-amplificate/ Wed, 26 Oct 2022 12:57:48 +0000 https://agenziastampa.net/?p=54106

Una continua ricerca dell’unicità tra dualismi e culture, in una vita caratterizzata

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Una continua ricerca dell’unicità tra dualismi e culture, in una vita caratterizzata da scienza e umanesimo. E’ l’opera della scrittrice Cristina Acciaro, originaria di Portocannone (Campobasso), un antico borgo del Molise di etnia e lingua arbëreshë, a dare questo segno tangibile di ricerca monolitica ma multisfaccettata. “Risonanze” è il titolo del libro pubblicato nella collana “I Diamanti” della Aletti Editore, in cui pagina dopo pagina, poesia dopo poesia, proprio come in una stanza, riecheggia un’unità che sa di armonia. E la vita dell’autrice, diplomata al Liceo classico ma laureata in Fisica, prima docente e poi dirigente scolastico, sembra essere lo specchio di questi valori, in cui la poesia è la costante del bello. Mutuato dalla fisica – come spiega l’autrice stessa – è anche il titolo dell’opera. «E’ di buon auspicio per raggiungere la massima diffusione e far vibrare l’anima del lettore per una esplosione di emozioni, proprio come un’onda modifica la sua ampiezza in crescendo durante il fenomeno della risonanza».

La prefazione del libro è affidata al poeta, figlio d’arte, Alessandro Quasimodo. «Abbiamo l’impressione che i colori, le immagini, offerti dalla natura, siano eco esponenziale dell’animo umano. I versi brevi e l’utilizzo dell’enjambement sono indice della ricerca di un ritmo scandito nell’intento di isolare ogni singolo vocabolo e di valorizzare il significante». L’opera è suddivisa in cinque sezioni: Io e  il mare; I luoghi del cuore; La festa di maggio; Il tempo… scivola; Tempi moderni. I temi più ispiratori dei versi sono l’amore e la bellezza. «L’amore in senso lato – precisa la Acciaro -, per la famiglia, per il mio uomo, per i luoghi frequentati che fanno da scenografia ai ricordi, per la natura, in particolare per il mare, che fin da bambina ho contemplato, riconoscendo in esso, non solo uno spettacolo unico al mondo ma anche l’immagine dell’ignoto dell’infinito che catalizza i pensieri. Un simbolo di coraggio, curiosità, sapienza e conoscenza».

C’è tanto cuore, dunque. Ci sono i luoghi. C’è il pensiero. L’amore. Ma anche dolore. Solitudine. Inquietudine, incomunicabilità, prostituzione. Tutti i malesseri che attanagliano la società, a cui, appunto, è dedicata l’ultima sezione del libro. Il tutto che scorre in un tempo, moderno, che scivola… tra “il sacro e il profano”, tra “la festa di maggio” – a cui è dedicata la sezione di cinque poesie – e il 2 novembre”, in un animo rasserenato ma inquieto. «Considero la bellezza – afferma l’autrice – una sintonia tra apparenza e essenza, una inequivocabile manifestazione del bene, connessa con il senso di sacralità che scaturisce da una visione etica in cui bello e buono, grazia e moralità si intrecciano». Anche la memoria e il ricordo è strettamente connesso al concetto di bellezza, essendo testimonianza della insensatezza di azioni storiche, quali le guerre, e il cui ricordo deve essere mantenuto, per non ripetere gli errori del passato. Ciò che emerge dalle liriche è un continuo dualismo tra contraddizioni e stati d’animo differenti. Dualismo che caratterizza la vita dell’autrice, tra cultura umanistica e scientifica. «Sono figlia del mio tempo – afferma Cristina Acciaro -. Ho indossato e indosso maschere nel tentativo di costruire la mia felicità, con perseveranza e ironia inseguo gli obiettivi da raggiungere. In me stati d’animo differenti si rincorrono con moto armonico, rinasco e muoio ogni volta in un ciclo che si ripete e da cui traggo forza per nuove esperienze». Nessuna delle due, dunque, prevale. «La cultura è una sola, quella scientifica e quella umanistica sono due facce della stessa medaglia, perché coinvolge in entrambi i casi attività del pensiero.

Non ci sono strutture gerarchiche, a volte prevale l’una a volte l’altra, dipende dai casi. Il mio pensiero si muove all’interno dell’amore e della bellezza, caratteristiche che ritrovo in entrambe le culture». E, paradossalmente, la contraddizione, o meglio il superamento di  essa, rappresentano una condizione fondamentale per raggiungere l’armonia. «Per ottenere la pace è necessario trovare un equilibrio. Questo si può fare attraverso un percorso di introspezione, superando le contraddizioni che si sono impossessate della nostra anima». La poesia, ma in generale tutte le arti, rappresenta un “isola felice” e può svolgere un’azione antagonista contro il dilagare della superficialità e dell’apatia. «E’ un simposio di emozioni e di idee condivise, può avere un’azione di denuncia con funzione educatrice e sociale». Il “vissuto” e, dunque, la realtà è ciò che sta alla base della scrittura. «Avere la pace interiore significa avere un animo puro che non conosce o ha rifiutato sentimenti malevoli verso sé stessi e verso i suoi simili, un animo in cui trovano posto l’amore, la fratellanza e il perdono». Gli elementi stilistici rispecchiano la musicalità tipica delle liriche, raramente in rima; spesso versi sciolti, in endecasillabi e settenari, a cui si mescola, a volte, qualche verso libero più lungo o più corto degli altri. Poesie scritte di getto e, poi, migliorate attraverso una ricerca lessicale e metrica che, però, non le stravolge come qualcosa di artefatto. Le parole vengono usate come un pennello su tela per descrivere le sfumature percettive dell’anima. E, come nel fenomeno della risonanza, le emozioni diventano vibrazioni amplificate.

Federica Grisolia

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“L’arpa incantata”. Bellezza e armonia del Creato per un messaggio d’amore https://agenziastampa.net/2022/10/26/larpa-incantata-bellezza-e-armonia-del-creato-per-un-messaggio-damore/ Wed, 26 Oct 2022 12:50:52 +0000 https://agenziastampa.net/?p=54116

La natura che culla i ricordi della fanciullezza, che viaggia tra passato

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La natura che culla i ricordi della fanciullezza, che viaggia tra passato e presente, offre nei versi di Attilio Muscolino, poeta originario di Merano (Bolzano), un fluido scorrere del tempo, un insieme di profonde meditazioni filosofiche che testimoniano un grande amore per il Creato e il Creatore. L’opera dell’autore, che vive a Bolzano, si intitola “L’arpa incantata” ed è pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore. «È stato il ricordo del “L’arpa birmana”, film di Kon Ichicawa del 1966, – racconta Muscolino -, già dirigente amministrativo nelle Pubbliche Amministrazioni – a suggerire il titolo alla silloge. Il vibrato della cetra, dal suono ieratico, morbido, pensoso, consolatorio, talora teneramente elegiaco nel ricordo d’una patria lontana o degli affetti perduti, è in quel film, con le sue immagini sonorizzate, e nei versi, resi viventi e trasfigurati dalla lettura ad alta voce, riaffermazione dell’uomo nella sua essenza più profonda, quale irradia e s’impone dall’immoto e infinito silenzio».

«Il poeta Attilio Muscolino – scrive nella Prefazione Hafez Haidar, candidato, negli anni scorsi, al Nobel per la Pace e per la Letteratura – ama incondizionatamente madre natura, scrigno dei suoi sogni, delle sue brame e dei suoi sentimenti, musa dei suoi versi, ispiratrice delle sue riflessioni e delle sue immaginazioni. In essa cerca la quiete e la pace e trova la spinta per spiccare il volo verso le alte mete del pensiero e la forza per catturare le stelle e le alte comete».

I versi si ispirano alla realtà fenomenica in tutti i suoi aspetti, mai dimenticando che, come per la filosofia greca, l’evento che dà colore all’esistenza e, quindi, avente valenza comportamentale, è la morte. La morte intesa non come un precipitare nel nulla, ma come elemento armonico nell’Essere. «Le mie poesie, storia d’una coscienza e delle sue meditazioni, – spiega l’autore – sono state disposte secondo un itinerario che porta, prima, ad un giudizio di credibilità verso il Verbo che era in principio e, poi, trattano della fede nel Cristo». E, nell’opera, la religione riveste un ruolo catartico. «La fede – afferma il poeta, candidato Maestro di scacchi e presidente emerito di un Circolo bolzanino – è l’atto d’accettazione d’un assunto, non per intrinseca evidenza o diretta conoscenza, ma per l’autorità d’una o più testimonianze ritenute sufficientemente valide. In particolare, la fede cristiana si materializza in un atteggiamento di fiducia in Gesù, quale portatore d’un divino mistero, e nell’accettazione della sua parola: poiché in lui il Verbo si è fatto carne. Ne consegue, per ogni credente, l’abbandono fiducioso nelle mani di Dio, che non mente, né può mentire». E, su questo aspetto, si sofferma anche don Paolo Renner, nella Postfazione. «Le liriche di Attilio – scrive il professore ordinario di Scienze della religione e teologia fondamentale presso lo Studio Teologico Accademico di Bressanone, nonché direttore dell’Istituto De Pace Fidei di Bressanone e dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Bolzano -rappresentano in tal modo anche una sorta di terapia complementare. Ci guariscono dalla fretta, dalla volgarità, dalla prepotenza, per riaffidarci a rapporti garbati e delicati con quanto e quanti ci circondano e intessono momenti essenziali del nostro cammino vitale».

I versi trasudano, in maniera armonica, bellezza e bontà. E’ questo che il poeta vuole far emergere negli aspetti stilistici delle sue liriche. «Il poeta è un piccolo artigiano che scava in sé stesso alla ricerca di frasi armoniche, da cui irradino minuzzoli di bellezza. Se vuole essere poeta veramente può avere un solo stile, o meglio stilema, il suo». E, a proposito di bellezza e ricerca di armonia, alcune poesie sono arricchite dalla presenza di illustrazioni, a cura del Maestro Giorgio Trevisan. «Pragmaticamente parlando – sostiene l’autore – la bellezza è percezione, o più precisamente, appercezione d’incantevoli sensazioni pervenute dall’osservazione fenomenica. Diamo perciò – mi sono detto – spazio anche all’arte della pittura, oltre che a quella della poesia». E’ un messaggio di fede l’opera di Muscolino. Ma non solo. E’ voce del paradigma umano. E’ un messaggio d’amore. «Imparate ad amare ed amate. Credenti e non credenti. Quando la vita terrena comincia ad appassirsi, dolci restano solamente i ricordi dei nostri atti d’amore e gli zampilli di questa limpida fonte che le residue forze permettono».

Federica Grisolia

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Migliora le vendite del tuo libro: consigli pratici per aumentare la tua visibilità e vendere più copie https://agenziastampa.net/2022/10/20/migliora-le-vendite-del-tuo-libro-consigli-pratici-per-aumentare-la-tua-visibilita-e-vendere-piu-copie/ Thu, 20 Oct 2022 14:54:02 +0000 https://agenziastampa.net/?p=53721

Una guida pratica, agile ed efficace, per orientarsi nella giungla del mercato editoriale, ideale per scrittori esordienti, autori indipendenti e self publisher.  

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In Italia escono oltre 86 mila nuovi titoli ogni anno, cioè 235 libri al giorno. Il 40% delle novità non vende nemmeno una copia. Come funziona il mercato editoriale? E perché l’offerta di libri cresce indipendentemente dalla domanda? Quali sono le strategie più efficaci e quali gli errori da evitare? Lo spiega Giovanni Criscione nell’ebook “Migliora le vendite del tuo libro: Consigli pratici per aumentare la tua visibilità e vendere più copie”, già disponibile su Amazon.

Giovanni Criscione (Ragusa, 1972), ex giornalista, fondatore dell’agenzia di comunicazione Inpress Events & Communication, è autore di libri aziendali e saggi storici. Forte di un’esperienza decennale nel settore come comunicatore ma anche come autore, si occupa con il suo staff di supportare il lancio e la promozione di libri scritti da esordienti, autori indipendenti e self publisher.

Il testo si rivolge proprio agli autori auto-pubblicati che vogliono migliorare le loro vendite. Essi non hanno alle spalle un editore tradizionale interessato a spingere le vendite e sono costretti a impegnarsi in prima persona per promuovere e vendere i loro libri. L’ebook è articolato in due parti. La prima mostra il funzionamento del mercato editoriale attraverso il cosiddetto “quadrante delle vendite”, che concerne il posizionamento di autori ed editori. Dopo aver descritto quali sono i meccanismi che spingono i consumatori all’acquisto di libri, nella seconda parte l’autore spiega come affrontare il mercato e passare all’azione. L’approccio proposto si basa sulla graduale trasformazione dei self publisher in imprenditori di sé, consci della necessità di pianificare, conoscere il mercato, gestire un budget, individuare obiettivi, definire un pubblico di riferimento, realizzare le azioni di marketing previste e misurarne i risultati.

L’ebook fornisce una panoramica dei principali strumenti per aumentare la propria visibilità sui media e diventare protagonisti in un mercato sempre più competitivo. Dalle schede di lettura ai comunicati stampa, dalle piattaforme fai-da-te alle newsletter, dalla promozione nelle radio alle ospitate in TV, dall’organizzazione di eventi in libreria ai book tour, dalle presentazioni online all’attività nei gruppi di lettura e nelle community sui social network, dai blog letterari ai social dedicati ai libri, passando per i concorsi letterari e le fiere di settore, l’ebook offre una guida pratica, agile ed efficace, per orientarsi nella giungla del mercato editoriale.

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“Ulisse e le vite degli altri”. Il destino è un burattinaio? https://agenziastampa.net/2022/10/20/ulisse-e-le-vite-degli-altri-il-destino-e-un-burattinaio/ Thu, 20 Oct 2022 14:29:31 +0000 https://agenziastampa.net/?p=53734

Quattro storie narrate (Ulisse, Signora Contessa, Una Birra Chiara, La carrozza numero 5) partono da

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Quattro storie narrate (Ulisse, Signora Contessa, Una Birra Chiara, La carrozza numero 5) partono da situazioni di ordinaria quotidianità per poi presentare sviluppi inattesi. I personaggi principali (un senzatetto, un cameriere, un uomo comune, due giovani attori) diventano dei punti di osservazione della vita di altre persone e, con modalità e per finalità differenti, finiscono per diventare attori o complici delle vite altrui. E’ il libro “Ulisse e le vite degli altri. Storie di improbabili incontri con il destino”, scritto da Luigi Santilli, autore molisano di nascita ma romano d’adozione, manager d’azienda, che unisce alla passione per il proprio lavoro quella per la musica e per la scrittura. L’opera, la prima per l’autore, è pubblicata nella collana “I Diamanti della Narrativa” dell’Aletti editore. Qui il destino sembra giocare un ruolo importante. Ma è davvero un burattinaio, come suggerisce l’immagine della copertina?

«Partiamo dal presupposto – racconta Santilli – che sono fortemente convinto che ognuno sia il principale artefice del proprio destino, se inteso nel senso più pieno del termine. Detto questo, la vita ci regala spesso incontri improbabili o imprevisti, ci fa trovare nel posto giusto al momento giusto, o nel posto sbagliato al momento sbagliato, ci trascina in alto o in basso e, poi, ci offre una seconda possibilità che spesso non riusciamo a cogliere. Qui ho voluto un po’ giocare con queste dinamiche». I personaggi sono messi di fronte a domande etiche e dubbi. In alcuni casi, riescono ad andare in fondo a queste domande, mettendosi in gioco e trovando le risposte, in altri, rimangono fermi alla superficie, non comprendendo fino in fondo nemmeno il senso delle domande stesse. «Il filo conduttore di tutti i racconti – spiega l’autore – è l’incontro casuale con personaggi inattesi, a volte improbabili, che diventa un punto di osservazione privilegiato delle vite degli altri, così vicino e così intimo da riuscire a manipolarle, a plasmarle, a salvarle a volte. Al di là dello svolgimento, più o meno sorprendente delle varie storie, c’è un terreno comune rappresentato dalla domanda su quali debbano essere i confini, anche etici e morali, entro i quali sia lecito e opportuno curiosare prima e poi entrare (o irrompere) nelle vite altrui».

Si inizia con una lettura volutamente leggera, che vuole, invece, condurre in una realtà che si sviluppa in modo sorprendente: e l’imprevedibile diventa un compagno di viaggio nell’esplorazione intima delle vite che scorrono casualmente, dando un nome, un volto e un colore a personaggi anonimi che si incontrano quotidianamente. «Si inizia a scrivere sempre per l’esigenza di stare con sé stessi – afferma Luigi Santilli – in un modo diverso, senza barriere e senza filtri. Ma poi ci si accorge che si sta, con altrettanta forza e impellenza, cercando di comunicare con qualcuno: che siano persone all’interno del proprio universo o che siano lettori sconosciuti. In questo caso, a ispirarmi è stato l’universo che si muove all’interno di tutto ciò che ci sfiora, in modo spesso inconsapevole, nella nostra quotidianità. Persone di cui non sappiamo nulla, da quello che c’è dietro le loro piccole o grandi scelte, al disegno ed alle motivazioni che guidano le loro piccole o grandi azioni, i progetti, la vita stessa».

Lo stile narrativo è vario per ogni racconto, con toni talvolta noir, altre di vero e proprio gothic novel. A spiegare la sua passione per la narrativa contemporanea, preferibilmente italiana e che spazia, appunto, nel noir, è lo stesso autore. «Mi dà la sensazione di partire da un ancoraggio immediato ad una realtà che pare vicina e conosciuta, ma da cui poi si aprono porte a percorsi stravaganti, a viaggi immaginari, a infiniti mondi possibili che confinano con la nostra più o meno ordinaria quotidianità».

Federica Grisolia

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Giuseppe Tecce presenta la raccolta di racconti “Il portiere” https://agenziastampa.net/2022/10/20/giuseppe-tecce-presenta-la-raccolta-di-racconti-il-portiere/ Thu, 20 Oct 2022 14:18:24 +0000 https://agenziastampa.net/?p=53742

“Il portiere” è un’opera corale dove, attraverso dieci racconti, l’autore descrive dieci personaggi, sempre “portieri in turno di notte” in alberghi sparsi per l’intera penisola. In alcuni episodi il portiere ne è il protagonista, in altri, l’antagonista, in altri ancora è semplicemente la chiave di volta di un racconto altrimenti privo d’anima. L’altro filo conduttore dell’opera è il tema della guerra tra Russia e Ucraina, visto e narrato da diverse angolazioni.

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Giuseppe Tecce – “Il portiere” 

Giuseppe Tecce propone una raccolta di dieci racconti legati tra loro dalla presenza del personaggio del portiere di notte, e dal fatto di essere collocati temporalmente durante l’attuale guerra tra Russia e Ucraina. Uno spaccato della società italiana, che si muove sui binari della vita vissuta in ogni suo aspetto, di notte come di giorno. Uno spaccato fatto di gente comune, di prostitute, delinquenti e uomini di legge.

Genere: Raccolta di racconti

Pagine: 142

Prezzo: 9,00 €

«“La guerra è sempre un brutto affare”, replicò il portiere».

“Il portiere” di Giuseppe Tecce è una raccolta di dieci racconti brevi contraddistinti tutti da un finale aperto; sono storie appassionanti e profondamente attuali che, sebbene ambientate in diverse parti d’Italia e con differenti protagonisti, sono legate dal fil rouge del conflitto ucraino-russo, trattato da svariati e a volte opposti punti di vista. Un altro elemento in comune è la scelta di collocare le vicende all’interno di hotel, sia lussuosi che di infimo ordine, e di dare alla figura del portiere di notte il ruolo di testimone degli eventi, a volte attivo e altre passivo, o di protagonista o ancora in alcuni casi di antagonista.

L’autore presenta dei racconti dalla spiccata vena surreale ma anche molto aderenti alla realtà, in cui si riscontrano sia un pungente cinismo che un’inattesa delicatezza. Uno dei punti di forza di queste vicende è rappresentato dalle accurate descrizioni degli ambienti e dei caratteri dei numerosi personaggi; ci vengono quindi mostrati luoghi affascinanti e ricchi di arte o posti desolati e squallidi, e incontriamo esseri umani dalla bassa moralità oppure altri che ci sorprendono per la loro empatia e generosità. Sono storie ricche di suspense, scritte con un linguaggio scorrevole e coinvolgente in cui è presente un’aspra critica a tutte le guerre, e in cui si mostrano le differenti conseguenze di tanta brutalità sulla mente degli esseri umani. In questa raccolta sperimentiamo disperazione e speranza, egoismo e altruismo, violenza e bontà, intolleranza e comprensione; tra criminali e trafficanti d’armi, tra idealisti e disillusi, conosciamo uno spaccato dell’umanità nelle sue meravigliose e anche controverse sfumature.

Tutti i racconti sono irrisolti, lasciando spazio alla fantasia del lettore affinché si intrecci con quella del narratore, creando delle conclusioni sempre differenti. È lo stesso autore a invitare a usare l’immaginazione, per poi inviare i propri finali alla sua mail giuseppe.tecce@gmail.com.

SINOSSI DELL’OPERA. “Il portiere” è un’opera corale dove, attraverso dieci racconti, l’autore descrive dieci personaggi, sempre “portieri in turno di notte” in alberghi sparsi per l’intera penisola. In alcuni episodi il portiere ne è il protagonista, in altri, l’antagonista, in altri ancora è semplicemente la chiave di volta di un racconto altrimenti privo d’anima. L’altro filo conduttore dell’opera è il tema della guerra tra Russia e Ucraina, visto e narrato da diverse angolazioni. Il che contestualizza i racconti all’interno di un periodo storico ben preciso, che oscilla tra la metà di febbraio e la metà di marzo del 2022. Spesso i racconti dei portieri e quelli della guerra si mescolano in un turbinio di emozioni che l’autore cerca di trasmettere attraverso una scrittura semplice e a tratti evocativa.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Giuseppe Tecce (Benevento, 1972) è laureato in Giurisprudenza e dal 2001 è presidente di una cooperativa sociale di Benevento che si occupa di servizi dedicati a persone svantaggiate ed emarginate, realizzando strutture residenziali di accoglienza per minori temporaneamente allontanati dal proprio nucleo familiare, per persone affette da disabilità psichica e per migranti. Tra il 2012 ed il 2018 è stato presidente del Consorzio di Cooperative Sociali ASIS nella Regione Campania, specializzandosi nella realizzazione di progetti europei. Si occupa di tutela del territorio, valorizzazione e conservazione del patrimonio culturale e di paesaggio tra il Sannio e l’Alta Irpinia, attraverso l’associazione “I Coccioni”. È inoltre animatore del video blog “Giuseppe Tecce” sulla piattaforma YouTube, con video a sostegno delle tipicità del proprio territorio e non solo. Pubblica “Storia di un presidente che si credeva un topo” (Scatole parlanti, 2021), “L’agente della Terra di Mezzo” (Bookabook, 2022), il diario di un viaggio in bicicletta nella terra Irpina, e due raccolte di poesie.

 

Contatti

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Link di vendita online

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Ufficio Stampa Diffondi Libro

https://www.diffondilibro.it/

Mail: info@diffondilibro.it

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“I Signori di Whitechapel”, la crime story di Fadi Musa ambientata nella Londra di fine ’800 https://agenziastampa.net/2022/10/05/i-signori-di-whitechapel-la-crime-story-di-fadi-musa-ambientata-nella-londra-di-fine-800/ Wed, 05 Oct 2022 14:52:50 +0000 https://agenziastampa.net/?p=53188

Londra vittoriana, anno 1888, una città in bilico tra luci e ombre,

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Londra vittoriana, anno 1888, una città in bilico tra luci e ombre, tra progresso economico e arretratezza dei diritti sociali. È qui che lo scrittore e giornalista Fadi Musa ci conduce con il suo romanzo I Signori di Whitechapel (Edizioni Mea), un libro che ben si inserisce tra il genere Giallo – Thriller e la Fiction storica.

Whitechapel è un luogo misterioso e complesso, un quartiere nebbioso i cui vicoli, di notte, sembrano essere percorsi soltanto dall’aria gelida della Londra di fine Ottocento. Eppure in quelle strade si muovono i mostri. L’angosciosa serie di efferati omicidi compiuti dal serial killer Jack lo squartatore agisce da sfondo alle bellicose e crudeli vicende dei protagonisti del racconto.

Di madre italiana e padre palestinese, Fadi Musa è giornalista e content creator. Ha collaborato e prodotto contenuti per diverse testate, tra cui Il Sole24Ore, il Financial Times e SkyTg24 e scrive romanzi per esplorare mondi lontani, immergersi in realtà torbide e assistere a fatti di sangue seppure mantenendo una comoda distanza di sicurezza, come lui stesso spiega.

“Scrivo per evadere dalla routine. Spesso le nostre vite, nella loro frenesia, sono monotone e stressanti – ha dichiarato. Una combo micidiale, che porta inevitabilmente a voler fuggire, anche solo per un’ora. Amo il cinema e la letteratura per questo motivo. Nel momento in cui guardo un film o leggo un libro, riesco a immergermi nelle vicende raccontate e viverle con i protagonisti, dimenticandomi del resto.

Mentre ho scritto questo romanzo ero all’università, preparavo gli esami, seguivo le lezioni e, quando potevo, uscivo con gli amici. Col senno di poi non era tanto male come vita. Ancora non avevo pensieri e preoccupazioni che solo successivamente, crescendo e lavorando, ho scoperto. Eppure avevo lo stesso il bisogno di fuggire dalla routine e sprofondare in avventure che mai avrei potuto vivere.

Scrivendo I Signori di Whitechapel sono riuscito a catapultarmi indietro nel tempo, nel quartiere londinese, lasciandomi tutto alle spalle. Mi sono addentrato negli stretti e angusti vicoli di una città sbiadita dal fumo dell’industria a carbone; ho respirato l’aria pregna dell’odore di spezie provenienti da tutto l’impero britannico, ho conversato con chi viveva ai margini della società, e ho guardando il male negli occhi”.

Il linguaggio e i dialoghi danno forza al ritmo rapido e incalzante del racconto, che rapisce il lettore e lo catapulta in un finale sorprendente ed inquietante, tanto da sembrare quasi surreale.

I Signori di Whitechapel è, insomma, per tutti coloro che, come l’autore, vogliono viaggiare, distrarsi e vivere un’avventura per staccare la spina.

Titolo: I Signori di Whitechapel

Autore: Fadi Musa

Casa editrice: Edizioni Mea

Costo: 15 euro

Pagine: 450

ISBN 9791280301253

Sinossi:

Londra, 1888.

Il quartiere di Whitechapel è controllato da due famiglie criminali. La prima possiede il business del gioco d’azzardo e dell’oppio, la seconda il racket della prostituzione. Con questa separazione di mercato il quartiere malfamato ha trovato un equilibrio quasi stabile e, malgrado i suoi abitanti, riesce a vivere in pace. L’ordine si incrina con gli efferati crimini del serial killer Jack lo Squartatore.

Uno scaltro forestiero e un’audace e spregiudicata prostituta cercheranno di sfruttare i terribili omicidi per imporsi come nuovi padroni del quartiere. Lo faranno aprendo una casa di piacere nel cuore di Whitechapel. La reazione delle due potenti famiglie non si farà attendere.

La scalata al potere dei nuovi contendenti provocherà la fine della pace a Whitechapel e lo scoppio di una guerra criminale, combattuta con il piombo delle pallottole, lame di coltelli, colpi d’ingegno, alleanze e tradimenti. Nel susseguirsi e il sovrapporsi dei torbidi intrecci c’è anche spazio per l’amore. Un amore concreto, passionale e carnale, che sa però concedersi pure rari momenti di gentilezza, rapimento ed estasi. Il tutto ambientato nella Londra vittoriana, una città in bilico tra luci ed ombre, tra progresso economico e arretratezza dei diritti sociali.

Biografia:           

Negroni con scorza d’arancia, sigaretta elettronica e Queen in cuffia a tutto volume. Animale notturno, amante del cinema e appassionato di storia, Fadi Musa, classe ’91, vive a Roma. Si è laureato in scienze politiche e specializzato in giornalismo e comunicazione digitale.

Madre italiana e padre palestinese, ha soggiornato per lunghi periodi a Ramallah, Londra, Bristol, Parma e Milano. Oggi è giornalista e content creator. Ha collaborato e prodotto contenuti per diverse testate, tra cui Il Sole24Ore, il Financial Times e SkyTg24.

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“Il sole tramonta a mezzogiorno” il nuovo romanzo di Anna Cantagallo https://agenziastampa.net/2022/10/05/il-sole-tramonta-a-mezzogiorno-il-nuovo-romanzo-di-anna-cantagallo/ Wed, 05 Oct 2022 13:27:03 +0000 https://agenziastampa.net/?p=53134

È disponibile in libreria e negli store digitali “Il sole tramonta a

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È disponibile in libreria e negli store digitali “Il sole tramonta a mezzogiorno” (Castelvecchi), il nuovo romanzo della scrittrice ANNA CANTAGALLO.

«Ho scritto questo libro con l’idea che il percorso verso la luce che le donne d’oggi stanno attuando, ottenendo la massima espressione nella sfera intellettuale e quindi professionale, ha come contraltare un’oscurità nella sfera più intima del femminile. – commenta l’autrice – In questo testo parlo di maternità negata, tema che tocca molte giovani donne d’oggi. Si percepisce che nel continuo rinviare la maternità, giocando con le leggi della biologia, ci sia un sovvertimento degli indicatori di valore della donna attuale. Per la propria compiutezza ha senso la maternità?».

La copertina del libro è una potente immagine evocativa della storia. Una giovane donna è sospesa tra due finestre. A sinistra si intravede il mare e la luce, cioè la vita, nell’altra la terra arsa, quindi la morte. Il titolo “Il sole tramonta a mezzogiorno” è un ossimoro che coniuga il momento in cui la vita sospesa della ragazza, che giace in ospedale in coma irreversibile, si spegne.

Sinossi

Marigiò, la protagonista, ha preferito non resistere alla malia seduttiva di essere una donna nuova. Lei ha vissuto il ’68, periodo che ha fatto da spartiacque. Ha scelto di seguire il suo sogno (la carriera di medico) abbandonando la figlia che era arrivata come un imprevisto durante gli studi. Ma il destino torna a rendere i conti. La figlia avrà un incidente che la conduce a una vita sospesa. Nel tempo che avrà a disposizione prima della fine, Marigiò si confesserà in un soliloquio toccante con sua figlia alla ricerca dell’impossibile: il perdono dell’abbandono. 

Anna Cantagallo. Medico, vive a Roma. Ha pubblicato con Gremese editore la collana scientifico divulgativa “La scienza in cucina”. Ha scritto e messo in scena numerose opere teatrali. Il progetto La scienza a teatro per la divulgazione delle opere scientifiche ha avuto il patrocinio del CNR e dell’Ordine dei Medici di Roma. Nel 2021 pubblica il suo primo romanzo Arazzo familiare (Castelvecchi) che ha vinto numerosi premi (2021: Premio CIF a La donna si racconta; II° premio a Giovane Holden; menzione d’onore a Portovenere; I° premio Giantonio Cibotto; premio speciale del presidente a Histonium; II° premio Cologna spiaggia; diploma d’onore al Michelangelo. Nel 2022 ha vinto il I premio Alberoandronico; semifinalista al premio Jhon Fante.

A Marzo 2022 pubblica “Il sole tramonta a mezzogiorno” (Castelvecchi) che ha vinto il I° premio come inedito al Milano International (2021) Menzione d’onore al premio “Le nuove muse” (2022).

L’opera è stata pubblicata in accordo con l’agenzia EditReal di Michela Tanfoglio.

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“Né oro né carbone”. Il viaggio come metafora della vita https://agenziastampa.net/2022/10/05/ne-oro-ne-carbone-il-viaggio-come-metafora-della-vita/ Wed, 05 Oct 2022 13:01:17 +0000 https://agenziastampa.net/?p=53114

“Né oro né carbone” di Alberto Gianinazzi, scrittore della Svizzera italiana, edito

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“Né oro né carbone” di Alberto Gianinazzi, scrittore della Svizzera italiana, edito nella collana “I Diamanti della Narrativa” della casa editrice Aletti, è una storia viva che fa vibrare. È un viaggio nel passato non troppo remoto che aiuta a capire meglio il  presente. È ambientato in un contesto storico ben documentato e il racconto non cade nella trappola di un elenco di fatti storici. Il protagonista partecipa al proprio sviluppo emozionale. Inizia con una lettera di suo padre, scrittagli dall’America, a guerra finita, che lo sprona a raggiungerlo in Messico. Ed è proprio l’amore per il genitore, quello mai ricevuto, o mai abbastanza risentito di prima persona, che lo spingerà ad andare così lontano. Sarà un viaggio avventuroso. L’attraversamento dell’oceano partendo da Genova, gli apre immensi orizzonti. Città del Messico e Cuernavaca gli regalano un nuovo tempo e nella Sierra Madre occidentale stringerà profonde amicizie con gli indigeni del luogo. Mentre affronta tante peripezie, gradualmente s’inserisce nella cultura più profonda messicana, in un clima di fine guerra civile, con i rapporti con la Chiesa Cattolica in crisi, cui diventa, con reticenza un messaggero d’essa, non potendo rinnegare la propria educazione. Sarà pure l’incontro di un nuovo amore, e un viaggio avventuroso nelle viscere della terra, in miniera, dove l’oro è padrone.

«Nel romanzo – spiega l’autore – l’oro padrone sarà la chiave, il ponte, il grido per risolvere i problemi esistenziali fra padre e figlio. Come quello odierno, anche quello d’allora è un mondo in piena evoluzione e il carbone è un combustibile che inizia il suo declino, perché sostituito dal petrolio. Forse anche, in chiave di una lettura più ampia, una metafora umana: di quale energia vogliamo “alimentarci? Quella d’odio, della gelosia, del potere, dell’amore e il rispetto?». L’autore, nato a Lugano ma che trascorre l’inverno nelle Alpi vallesane, in una località sciistica situata ad un’altitudine di 1300 metri, mentre in estate risiede in Ticino, in un paesino di pescatori situato ai bordi del lago Ceresio, si dedica anche alla poesia; lirismo che, di tanto in tanto, introduce nella prosa, soprattutto negli incipit dei capitoli. Inoltre, si trovano elementi lessicali che rientrano nel campo dell’onomatopea. «C’è sempre un filo d’Arianna – afferma l’autore -, a volte occulto a volte palese, che muove il racconto. Evito lunghe descrizioni che penso possano annoiare il lettore, o me stesso in rilettura. Dopo la prima stesura, abbrevio e taglio così da ottenere un romanzo dal ritmo sostenuto, condensato e ricco di elementi e colpi di scena. L’amore, la presa di coscienza del proprio essere, il confronto fra altri punti di vista sono fili conduttori».

Alberto Gianinazzi scrive per conoscenza di causa, perché lui il Messico l’ha conosciuto profondamente. Vi ha vissuto negli ultimi anni degli anni Novanta, e vi ha viaggiato in lungo e in largo, visitando luoghi nascosti situati fuori dai consueti itinerari turistici. «Mantengo legami affettivi – racconta l’autore – ancora molto stretti con amici messicani. L’immagine caricaturale del Messico che avevo prima di recarvici si è dissipata. Ci sono ritornato pochi anni fa, per una importante cerimonia. Quest’ultima volta, nel congedarmi, un messicano mi ha detto che ero pronto per scrivere sul suo Paese, cosa che ho fatto». Il libro è attraversato da uno spirito d’avventura e una necessità di scoprire altre culture. E’, infatti, dedicato  “a chi viaggia, a chi si avventura, a chi scopre, a chi impara chi è e da dove viene e a chi ne ha l’intenzione”. Le relazioni umane, l’amore, le relazioni con la natura, con il cosmo, in questo caso legati ad un viaggio storico-temporale nel passato, sono il motore degli scritti di Gianinazzi. Il viaggio anche come metafora, dentro e fuori di séÈ un romanzo di formazione, in cui il ruolo della donna è rivalutato con la presenza di donne combattive. «Mi piacciono le belle storie, quelle che lasciano un filo di speranza alla vita e all’anima. Trasmetto riflessioni, emozioni. È un viaggio nel passato – conclude l’autore – dai colori messicani. Al lettore auguro buon viaggio, nella speranza che al suo termine abbandoni stereotipi e caricature».

Federica Grisolia

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Cristina Vaira presenta il romanzo “La Legge dell’Amore” https://agenziastampa.net/2022/09/27/cristina-vaira-presenta-il-romanzo-la-legge-dellamore/ Tue, 27 Sep 2022 06:49:21 +0000 https://agenziastampa.net/?p=53058

Attraverso la toccante storia di Stella Alma, la protagonista dell’opera, l’autrice ci sprona ad accettare le nostre colpe del passato, non permettendo loro di imprigionarci ma lasciandole andare; il perdono è la chiave che permetterà alla protagonista di compiere la sua missione, così come può consentire a noi di essere liberi e di donare libertà.

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Cristina Vaira – “La Legge dell’Amore”

Cristina Vaira presenta un’emozionante storia ambientata in un luogo inaspettato e sorprendente, e in cui si ricorda l’importanza del perdono, verso gli altri e anche verso sé stessi. Un viaggio verso la riscoperta della verità, una verità che saprà guarire la mente, il corpo e lo spirito.

Casa Editrice: Jandro & Cristina Publishing

Genere: Narrativa ispirazionale

Pagine: 192

Prezzo: Ebook €3,98

«Il Perdono è donare a qualcun altro la libertà dai suoi errori, e, nel preciso istante in cui smetti di vedere l’altro colpevole, liberi anche te stesso dalle colpe, dall’odio, dal risentimento e dalla rabbia; per questo diventa un doppio regalo. Il Perdono è la chiave che apre il cuore di qualcun altro e, nel momento in cui viene donata, quella stessa chiave aprirà̀ anche il tuo cuore».

La Legge dell’Amore” di Cristina Vaira è una favola delicata e poetica, una storia di fantasia che è allo stesso tempo un viaggio metaforico in cui si racconta delle insidie di sentimenti come la paura, il senso di colpa e il rancore, che allontanano pericolosamente l’essere umano dall’equilibrio fisico, mentale e spirituale, oltre che dall’amore. L’autrice, che è anche un’apprezzata musicista, ha intrapreso da anni un cammino di esplorazione interiore e di crescita personale insieme al marito, l’artista Jandro Cisneros, e in quest’opera cerca di veicolare quelle importanti verità che sono diventate parte integrante della loro vita privata e professionale.

Attraverso la toccante storia di Stella Alma, la protagonista dell’opera, l’autrice ci sprona ad accettare le nostre colpe del passato, non permettendo loro di imprigionarci ma lasciandole andare; il perdono è la chiave che permetterà alla protagonista di compiere la sua missione, così come può consentire a noi di essere liberi e di donare libertà.

Stella Alma è la Direttrice della Grande Biblioteca, il cuore di un Sistema perfetto e allo stesso tempo fragile: il corpo umano; nella biblioteca vi sono alti scaffali di legno pregiato, dove centinaia di libri si muovono da un ripiano all’altro con ordine e armonia, rispettando la Legge dell’Amore. Ogni libro rappresenta un’emozione o un sentimento, e le copertine hanno un colore diverso a seconda di ciò che manifestano. A causa della costante mutabilità delle emozioni e dei sentimenti provati dal Sistema, però, il moto dei libri necessita di essere regolato: è Stella a occuparsi di gestire quella vivace e disordinata esplosione di colori, con una bacchetta ereditata dal padre, che utilizzava come un direttore d’orchestra – «Il nostro compito è mantenere costante l’equilibrio. La nostra musica, le nostre interpretazioni del moto, il nostro controllo della bacchetta, tutto ciò ha un grande e importante obiettivo: regolare l’equilibrio delle emozioni nella Grande Biblioteca».

L’armonia è però rotta da un evento che provoca un profondo e incessante dolore in Stella: le emozioni negative prendono il sopravvento e alla protagonista non resta che partire per un viaggio verso luoghi mai esplorati, alla ricerca del celeberrimo Capitan Coscienza e di una cura per la malattia che ha colpito non solo la Grande Biblioteca ma anche l’intero Sistema, che ha perso la sua integrità e le connessioni tra le sue parti. Sarà un’avventura straordinaria che la condurrà a una difficile ma liberatoria consapevolezza, e che le farà raggiungere quella pace necessaria per accettare il passato, e godere pienamente del momento presente.

SINOSSI DELL’OPERA. Nella Grande Biblioteca, il cuore del Sistema, meglio conosciuto come il Corpo Umano, Stella Alma s’impegnava per diventare futura Direttrice. La giovane stava imparando a condurre l’incostante e imprevedibile moto dei libri, le emozioni del Sistema, i cui balzi repentini dovevano essere domati con maestria. Nonostante la grande responsabilità che incombeva sul suo destino, Stella era certa di essere guidata dalla saggezza di suo padre… finché un giorno cambiò tutto. Un tragico evento spingerà Stella verso la più grande e difficile avventura mai affrontata prima da un direttore della Biblioteca. La giovane si troverà a dover viaggiare lungo il Sistema alla ricerca di risposte, fronteggiando le sue paure più nascoste e scoprendo il volto del suo vero e unico nemico.

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Cristina Vaira è una cantante, cantautrice e produttrice musicale premiata a livello internazionale, e recentemente riconosciuta, con la sua band Jandro & Cristina, per il singolo “Libertà, Libertad!” al Global Voices Film Festival 2021, presentato dalle Nazioni Unite (UN Women USA). Nata a Milano nel 1984, la cantante e autrice si è trasferita a Boston, USA, dopo aver vinto una borsa di studio per conseguire una laurea in “Songwriting” al Berklee College of Music, la più famosa scuola di musica leggera al mondo. Ha anche conseguito una laurea con lode in Lettere e Filosofia, specializzandosi in Giornalismo, all’Università Cattolica di Milano, e un Master in Comunicazione per l’Industria Musicale nella stessa università. I suoi studi l’hanno portata a lavorare alla casa discografica EMI Music Italia, nel team che ha promosso artisti del calibro di Vasco Rossi, Coldplay, Amy Winehouse e molti altri. L’artista è inoltre voce e co-cantautrice del duo Jandro & Cristina, formato con suo marito, il noto artista messicano Jandro Cisneros, produttore musicale e video, multistrumentista e Professore al Berklee College of Music. Attualmente Cristina vive a Boston con suo marito e i loro due figli e insieme, Jandro & Cristina, educano, creano e producono contenuti che promuovono il miglioramento dell’umanità attraverso i loro progetti artistici e la casa editrice Jandro & Cristina Publishing, di cui ne sono i fondatori.

Contatti

www.jandroandcristina.com

www.cristinavaira.com

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Booktrailer

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Link di vendita online

https://www.amazon.com/Legge-dellAmore-Italian-Cristina-Vaira/dp/B0BFTYK35K/ref=sr_1_1?crid=1DX20MDF8WK69&keywords=La+Legge+dell%27Amore+Cristina&qid=1664156895&sprefix=la+legge+dell%27amore+cristina%2Caps%2C52&sr=8-1&author-follow=B0BG6QTS2B

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Il cuore dell’essere, la nuova raccolta di Debora Scrofani https://agenziastampa.net/2022/09/26/il-cuore-dellessere-la-nuova-raccolta-di-debora-scrofani/ Mon, 26 Sep 2022 06:57:28 +0000 https://agenziastampa.net/?p=52883

La poesia stessa diviene il “nocciolo” della questione, perché niente le è alieno. La poesia raggiunge il cuore di tutte le cose, dell’esistenza stessa, il cuore dell’essere. Come una lente di ingrandimento, la poesia è la goccia che riflette la vastità e la profondità del mare. Faccio così mie le suggestive parole di William Faulkner: “La poesia è l’intera storia del cuore umano su una capocchia di spillo”

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La raccolta, formata da cinquanta componimenti scritti tra il 2018 e il 2022, si suddivide in quattro sezioni: Città e paesi, Esistenziali, Natura, Affetti. Tutto in natura evoca immagini che, attraverso la poesia, si trasfigurano in giudizi imperituri sulla realtà, in affermazioni di senso, nella costante ricerca dell’infinito. Sono componimenti per lo più brevi, scanditi da pochi versi, in un linguaggio spesso scarno ed essenziale che vuole lasciare largo spazio a immagini evocatrici, come a catturarle di soppiatto, quasi a rubarle. Il titolo della silloge porta con sé proprio la natura della definizione che si è tentato di descrivere: la poesia stessa diviene il “nocciolo” della questione, perché niente le è alieno. La poesia raggiunge il cuore di tutte le cose, dell’esistenza stessa, il cuore dell’essere.

Debora Scrofani è nata a Firenze.

Docente di Storia dell’arte nella Scuola Secondaria, ha pubblicato la silloge poetica Lo sguardo teso (Società Editrice Fiorentina 2018). Ha partecipato alla raccolta poetica miscellanea Le tue parole (Pagine 2018).

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Gianfranco Barcella, Metaversi https://agenziastampa.net/2022/09/26/gianfranco-barcella-metaversi/ Mon, 26 Sep 2022 06:56:01 +0000 https://agenziastampa.net/?p=52881

Devo tollerare il metaverso e la net art per esplorare la mia inutile vita. E nel misuso della mia realtà dubito d'un complotto di Natura per condizionare la mia libertà. Questa condizione non mi va perché devo sostituire il cuore con il motore virtuale della falsità.

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È difficile disfarmi dalle parole, aureo sembiante di Natura.

Ho paura di perdere la loro bellezza ed è come trovar quiete tra arbusti di rovo.

Dappertutto cerco un verso che mi dica dove ancora mi trovo.

Gianfranco Barcella, nato a Savona nel 1954, ha svolto la professione di docente di materie letterarie e di giornalista (collaboratore di testate nazionali e direttore di riviste). Ha pubblicato saggi letterari (Invito alla lettura di Milena Milani), romanzi, monografie storiche (Vita di Santa Maria Giuseppa Rossello, testimone di Misericordia) e libri di poesie.

Ha compiuto inoltre studi giuridici.

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Giancarlo Biserna presenta il romanzo apocalittico “L’Ultimo Libro” https://agenziastampa.net/2022/09/26/giancarlo-biserna-presenta-il-romanzo-apocalittico-lultimo-libro/ Mon, 26 Sep 2022 06:55:24 +0000 https://agenziastampa.net/?p=52877

Il romanzo “L’Ultimo Libro” è di genere apocalittico, ambientato nella post pandemia dove il mondo è alle prese con un nuovo virus di tipo spirituale trasmesso da insetti che colpiscono il male in quanto il genere umano dopo l’esperienza del Covid19, anziché migliorare, è regredito. Per guarire o per non essere infettati ci sono due strade opposte, il vaccino terreno (scienza) od il vaccino spirituale (fede).

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Giancarlo Biserna – “L’Ultimo Libro”

Giancarlo Biserna presenta un avvincente romanzo apocalittico a sfondo teologico in cui l’umanità, già stremata dalla pandemia di Covid19 e da una lunga guerra, deve fare i conti con un nuovo virus, dalla natura ineffabile e forse sovrumana. È il momento di scegliere da che parte stare: da quella della scienza o da quella della fede, ovvero dalla parte dei vaccini e delle guerre oppure dalla parte di San Pellegrino Laziosi, Santo forlivese di serie B, e di Padre David Maria Turoldo.

Casa Editrice: Il Cerchio

Collana: C’est la vie

Genere: Romanzo apocalittico

Pagine: 324

Prezzo: 28,00 €

«Non aveva alternative, sapeva che per gran parte degli esseri umani non c’era più scampo, non erano più in grado di ritornare alla fede in Dio con le proprie forze, occorreva che un “Uno” al loro posto giocasse la partita a scacchi fondamentale per la salvezza e che “questo Uno” la vincesse per loro. L’Abate poteva farlo perché Dio glielo aveva concesso, ma sapeva che se avesse perso per l’umanità ci sarebbe stato solo pianto e stridore di denti. Questo era il prezzo della vera ed unica libertà dell’uomo, quella della “milleunesima possibilità”»

L’Ultimo Libro” di Giancarlo Biserna è un romanzo di genere apocalittico profondamente attuale, perché parla dell’epoca post Covid19 spostandosi di oltre cinque anni nel futuro, e concentrandosi soprattutto sulle conseguenze etiche e morali della pandemia. Il mondo purtroppo non ha imparato nulla da tanta sofferenza: sia il letale virus che la sanguinosa guerra nell’est Europa hanno solo esacerbato i difetti degli esseri umani; tutta la corruzione, la violenza, l’intolleranza e l’odio diventano quindi terreno fertile per la proliferazione di un nuovo morbo, dall’origine ignota e forse soprannaturale, e le cui modalità di contagio sono in principio di difficile comprensione. Questo virus, veicolato da minuscoli insetti chiamati Zalek, scuote il mondo dalle fondamenta e fa emergere un’esigenza pressante di cambiamento radicale: la malattia, infatti, sembra colpire solo chi compie il male.

È quindi giunto il momento di rispolverare la coscienza, di riabbracciare i veri valori cristiani alla luce di questi tempi post tutto; c’è però un potere occulto, l’Ordine Massonico Mondiale, che nega la fede e vuole annientare il Cristianesimo e tutti coloro che vi si affidano. Uomini potenti ne fanno parte e, riuniti ad Asumar, un luogo a picco sul mare nel punto più lontano della Sicilia rispetto al Continente, tramano la distruzione della fede cristiana grazie alla scienza, all’intelligenza artificiale e alla “cancel culture“. Il loro primo obiettivo è Padre Peter Crowell, Abate del Monastero di Monte Manto, considerato il fondante e vero avamposto della resistenza del Cristianesimo. Ed è proprio a Monte Manto che inizia l’avventura straordinaria del protagonista, Amos, ignaro di essere coinvolto nell’ultima, grande guerra, e di esserne uno dei condottieri principali insieme all’enigmatica Alba, una donna fuori dal comune. Sarà una battaglia ideologica, combattuta tra scienza e fede, tra vaccini terreni e vaccini spirituali, dove Amos, benché imperfetto e peccatore come tutti gli uomini, diverrà una sorta di figura messianica, un ponte tra il divino e l’umano.

Con una scrittura raffinata e a tratti criptica, tra citazioni letterarie e testi sacri, l’autore presenta un romanzo nel romanzo: Amos stava infatti già scrivendo un’altra opera dal titolo, appunto, “L’Ultimo Libro“, alcuni stralci della quale entreranno d’obbligo e di diritto nel vero, nuovo, definitivo Romanzo.

SINOSSI DELL’OPERA. Il romanzo “L’Ultimo Libro” è di genere apocalittico, ambientato nella post pandemia dove il mondo è alle prese con un nuovo virus di tipo spirituale trasmesso da insetti che colpiscono il male in quanto il genere umano dopo l’esperienza del Covid19, anziché migliorare, è regredito. Per guarire o per non essere infettati ci sono due strade opposte, il vaccino terreno (scienza) od il vaccino spirituale (fede). Bisogna scegliere subito: O di qua o di là. I fatti si svolgono tra Forlì ed un Monastero dell’Alta Toscana (Monte Manto) e gravitano su due personaggi, Amos ed Alba che, fra intrighi, misteri e passione, sono chiamati a lavorare per un nuovo Cristianesimo in grado di unire il meglio della fede con il meglio della ragione. Ma da soli la donna e l’uomo non ce la possono fare perché un Ordine Mondiale Massonico, ormai è quasi padrone del mondo. Solo un Ritorno, prima della Venuta degli Ultimi Giorni, è l’unica via rimasta per risvegliarci e per salvare il Cristianesimo. Il finale propone, partendo da un Custode pro tempore della Chiesa, la salvezza attraverso una nuova Regola di San Benedetto.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Giancarlo Biserna (Forlì, 1947) ha lavorato in banca per trentasette anni esercitando vari ruoli, e poi nel sindacato bancari dove ha occupato incarichi anche di rilievo nazionale. Ha iniziato l’attività politica nel 1990 con la Primavera Palermitana di Leoluca Orlando e poi è stato tra i promotori del percorso Mani Pulite in Italia insieme ad Antonio Di Pietro. L’ultimo ruolo politico significativo è stato quello di Vicesindaco di Forlì. “L’Ultimo Libro” è il suo primo romanzo.

Contatti

https://it-it.facebook.com/people/Giancarlo-Biserna/100008477746117/

http://www.ilcerchio.it/

Link di vendita online

https://ilcerchio.it/l-ultimo-libro.html

https://www.ibs.it/ultimo-libro-libro-giancarlo-biserna/e/9788884746399?lgw_code=1122-B9788884746399&gclid=Cj0KCQjw39uYBhCLARIsAD_SzMSsdUOrDek1iz_nrB9evTGFLWzVGl7c3HK1-l9w2tOzh8odlipypKgaAjXMEALw_wcB

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Muori e ama, la raccolta poetica di Enrico Fedi https://agenziastampa.net/2022/09/20/muori-e-ama-la-raccolta-poetica-di-enrico-fedi/ Tue, 20 Sep 2022 06:58:10 +0000 https://agenziastampa.net/?p=52725

Enrico Fedi vive la poesia come via di conoscenza di sé e del mondo.

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Muori e Ama nasce dall’ascolto di una parola che parla al cuore dell’uomo nel tentativo di spingere la coscienza umana a uscire dal suo stato di torpore e indurla a intraprendere un cammino di rinnovamento interiore.

Questa parola si fa canto, luce, fragore e silenzio. Si fa madre, figlia e amica. Contiene in sé la forza di denuncia delle ingiustizie e dei limiti della condizione umana, e la profetica speranza di un possibile modo nuovo e rigenerato di essere umani.

Se saremo in grado di ascoltare questo canto, incamminandoci in un vero rinnovamento interiore e del mondo, lo scopriremo negli anni a venire e sarà per ciascuno di noi il grande campo di battaglia, la grande sfida da vincere.

Un sottile e fragoroso canto
Ho sentito
Un fine solleticare
Sotto pelle
Come di luce
Che lentamente si propaga
Ramificandosi di vena in vena
Ossigeno che
s’espande
D’alveolo in alveolo
Avanzando capillarmente
Inseguendo il buio
Tutto il mio buio…

Enrico Fedi nasce a Firenze il 21 dicembre 1984. Dall’adolescenza vive la poesia come via di conoscenza di sé e del mondo, in una ricerca che arriva ai giorni odierni. Dal 2008 diffonde la sua poesia sui social raccogliendo un insperato riscontro e pubblicando alcune raccolte. Negli ultimi anni il suo interesse si spinge verso tematiche spirituali, psicologiche ed esistenziali.

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Disargini, raccolta poetica di Roberta Calandra https://agenziastampa.net/2022/09/20/disargini-raccolta-poetica-di-roberta-calandra/ Tue, 20 Sep 2022 06:57:04 +0000 https://agenziastampa.net/?p=52721

Sceneggiatrice, autrice, scrittrice, Roberta Calandra pubblica con Nulla Die la sua prima silloge poetica

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Una incursione sfacciatamente sentimentale tra anima, desiderio, limite che diventa principio di trasformazione, nutrita di biografia, mito, suggestioni letterarie. Un’epica del dettaglio ipersensibile, ironica e struggente, come questo tempo di resistenza impone.

Roberta Calandra, scrittrice, drammaturga, autrice, vive e lavora a Roma. Convinta che, se la bellezza non ha salvato ancora il mondo, di sicuro ha aiutato sostanzialmente lei, che il confine tra creatività e disagio sia sottilissimo ma concreto, che l’arte, l’amore, gli amici, i nipoti, la natura – i gatti in primis –, i viaggi e la preghiera costituiscano la sostanza stessa della vita e che la libertà espressiva, il valore della tenacia e il senso dell’umorismo vadano insegnati fin dalle scuole primarie.

Tra le sue pubblicazioni: L’eredità di Anna Freud, Besa Muci 2013 riedito nel 2022, Tempo per vivere, Aldenia 2017, Otto, Edizioni Croce 2020, i tre volumi di scritti teatrali Buffonate senza corte, Zona contemporanea 2017 e 2022, le fiabe Ryunio, Edizioni Corsare 2013, Black Wolf 2019 e Chiamami ancora zia!, Black Wolf 2019.

Disargini è la sua prima raccolta di poesie.

www.robertacalandra.it

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Il mistero della cattedrale, da Lucio Gatto un thriller avvincente tra storia e immaginazione https://agenziastampa.net/2022/09/19/il-mistero-della-cattedrale-da-lucio-gatto-un-thriller-avvincente-tra-storia-e-immaginazione/ Mon, 19 Sep 2022 07:28:26 +0000 https://agenziastampa.net/?p=52638

Quale terribile mistero si cela sotto le navate della magnifica cattedrale di San Martino a Lucca? Un segreto sepolto sotto la polvere dei secoli, racchiuso in antiche pergamene e inciso su una effige lignea, la cui rivelazione consentirebbe di riscrivere la storia dell'umanità. Intorno a questo inquietante mistero e alla catena di omicidi collegati gravita "Il mistero della cattedrale", il thriller dello scrittore lucchese Lucio Gatto (pseudonimo di Luciano Giovannetti) pubblicato da Youcanprint.

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Lucca – Quale terribile mistero si cela sotto le navate della magnifica cattedrale di San Martino a Lucca? Un segreto sepolto sotto la polvere dei secoli, racchiuso in antiche pergamene e inciso su una effige lignea, la cui rivelazione consentirebbe di riscrivere la storia dell’umanità.
Intorno a questo inquietante mistero e alla catena di omicidi collegati gravita “Il mistero della cattedrale“, il thriller dello scrittore lucchese Lucio Gatto (pseudonimo di Luciano Giovannetti) pubblicato da Youcanprint. L’autore di romanzi come “Omicidi nella città delle Mura” (2005), “L’enigma del Volto Santo” (2012), “L’alba del giorno dopo” (2019), “La pergamena scomparsa” (2021) e “Viola. Il destino di un amore” (2022), ambienta il suo nuovo libro nella città dove è nato (1951) e dove vive. Ma non c’è solo Lucca, con le sue vie, piazze e quartieri nell’ultima fatica letteraria di Gatto.
L’autore, com’è nel suo stile, crea un puzzle in cui si inseriscono piani narrativi diversi, personaggi storicamente esistiti e altri inventati, vicende accadute in tempi e luoghi tra loro distanti. Bisogna arrivare alle ultime pagine del libro per avere chiaro il quadro d’insieme e i fili sottili che legano uomini e avvenimenti di tempi remoti e recenti. Il libro si articola in tre parti, la prima ambientata negli Stati Uniti, tra New York e Baltimora, nei nostri giorni. La seconda, a Betlemme (33 d. C.), Alessandria d’Egitto (638 d. C.) e Gerusalemme (742 d. C.). La terza, prevalentemente a Lucca, che conosce una inusitata escalation di omicidi efferati, tutti collegati tra loro.

Tutto inizia a New York nel 2018. Carl Payton, docente alla Stanford University, antropologo di fama internazionale, ingaggia l’investigatrice privata Claire Freelander della Fox Investigation per far luce sulla scomparsa di un anziano professore di storia e di una giovane ricercatrice. Quella che, a tutta prima, potrebbe essere scambiata per una fuga romantica, dopo il macabro ritrovamento del cadavere del professore, si rivela l’inizio di un “caso” dagli inquietanti risvolti. L’investigatrice privata e un aitante poliziotto, Clay Fergusson, volano in Italia sulle tracce della ricercatrice scomparsa, allieva del professore ucciso e depositaria dei suoi segreti. Le indagini, condotte in collaborazione con gli inquirenti del luogo – il commissario D’Ambrosio, l’ispettore Furlan, il procuratore della Repubblica – portano alla scoperta di una setta segreta, dalle origini millenarie e con potenti ramificazioni, pronta a uccidere chiunque si avvicini al segreto che essa custodisce tra Lucca e Gerusalemme. La risoluzione del caso non porterà gli investigatori, almeno per ora, alla rivelazione del segreto. Il finale prelude a un possibile sequel.

Con “Il mistero della cattedraleLucio Gatto si conferma scrittore dalla penna scorrevole e dalla avvincente tecnica narrativa, capace di creare personaggi dalle spiccate singolarità, ben raffigurati nel modo di essere e agire, nei loro drammi sentimentali, nelle rispettive visioni del mondo; personaggi che si muovono entro scenari dove storia e fantasia trovano un perfetto equilibrio.

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“Parlando agli dèi”. La cultura classica nella modernità https://agenziastampa.net/2022/09/19/parlando-agli-dei-la-cultura-classica-nella-modernita/ Mon, 19 Sep 2022 07:25:17 +0000 https://agenziastampa.net/?p=52634

Torna con una nuova opera dal titolo “Parlando agli dèi”, l’autore Sergio Sabetta,

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Torna con una nuova opera dal titolo “Parlando agli dèi”, l’autore Sergio Sabetta, ormai veterano per le sue pubblicazioni, nella collana “I Diamanti della Poesia”, targate Aletti editore. E lo fa, questa volta, con un richiamo che sa di antichità. «La cultura classica – afferma il poeta funzionario presso la Corte dei Conti di Genova ed ex magistrato onorario presso il tribunale di Chiavari – ha in sé i vari aspetti dell’umanità; è una riflessione sulle emozioni, sui sentimenti più forti e profondi che vengono sublimati in racconti e miti. Attraverso essi si vede l’animo umano e le passioni che, nonostante tutta la tecnologia, rimangono quale essenza fondamentale della specie». Nel dettaglio, riguardo, invece, la scelta del titolo l’autore spiega: «Gli dèi sono le forze, le forme di una Natura che agisce, ma la nostra superbia tecnologica la ritiene passiva, quindi parlare agli dèi è parlare alle varie facce della Natura».

L’opera si suddivide nelle seguenti sezioni: “Tra le braccia degli dèi”; “Nelle nebbie del Nord”; “Passeggiando Per Roma”; “Dissolvenze”. «Nel suo insieme – precisa il poeta – vorrebbe accompagnare il lettore su una dimensione talvolta tragica, altre volte ironica e gioiosa, sulla nostra storia e le sue contraddizioni. Una coscienza difficile da acquisire e talvolta dolorosa, ma sempre liberatoria dalle manipolazioni della storia». Una delle tante liriche è dedicata proprio alla poesia e al suo ruolo liberatorio e catartico per le coscienze. Ma anche alla sua funzione di resistenza e critica contro l’appiattimento esistenziale. «La poesia – ne è convinto, infatti, Sabetta -possiede una sua logica non matematica e consequenziale, bensì è un sovrapporsi di sentimenti ed emozioni apparentemente disgiunte ma che si legano tra loro per vie nascoste, nel salto tra tempi ed età diverse, sicchè nello stesso soggetto vengono ad intersecarsi diverse umanità».

Nell’opera vi è la necessità di un ritorno alle radici, alla cultura che forgia nella ricerca degli impulsi e delle emozioni che, nate dal cuore umano, vengono da essa rielaborate. Attualmente, si tende a considerare superata la cultura classica, vedendo l’umanesimo come qualcosa di opposto alla modernità di uno slancio innovativo continuo, in un malinteso senso della tecnologia. «C’è spazio anche, in questi versi profondi ed estremamente poliedrici di Sergio Benedetto Sabetta – scrive, nella Prefazione, Francesco Gazzè, fratello del noto cantante Max e autore di numerosi suoi testi – per quel certo raro talento di saper pennellare con grazia lunghissimi istanti di esistenza vera, spazio per la sublime arte del saper raccontare tutto, ma proprio tutto, e per quell’ispirata benedetta pazienza (rara anch’essa) del costruire, dell’ornamento, della cura, della forma; l’unica, la pazienza, davvero in grado di rendere senza tempo qualsiasi atto creativo». Gli argomenti ispiratori dell’opera sono i miti mediterranei e nordici filtrati dalla storia, dove, tuttavia, l’ironia della romanità ne riduce a dimensione umana la tragedia. Contro un impoverimento culturale si avverte l’esigenza di riscoprire la dimensione collettiva mitica e collegarla storicamente a quella attuale. «Quando si legge una poesia è come immergersi nelle acque di un torrente, un fluire dalla sorgente alla foce, in cui ciascun lettore dà i toni e le sospensioni, nuota tra l’increspare delle acque grazie alla particolare punteggiatura. Nella poesia – conclude l’autore Sabetta – non vi sono solo emozioni ma anche la storia e, pertanto, l’etica data dalle osservazioni e le domande che essa pone. Diventa, quindi, il deposito della memoria di una cultura, se non dell’umanità. Ne diviene una possibile forma, libera nella sua espressione».

Federica Grisolia

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“La casa gialla” di Marta Brioschi, il primo romanzo italiano ispirato ai drama coreani https://agenziastampa.net/2022/09/19/la-casa-gialla-di-marta-brioschi-il-primo-romanzo-italiano-ispirato-ai-drama-coreani/ Mon, 19 Sep 2022 07:16:17 +0000 https://agenziastampa.net/?p=52614

"La casa gialla" di Marta Brioschi è il primo romanzo italiano ispirato ai drama coreani. Nasce dalla passione dell'autrice che da qualche anno traduce i sottotitoli di serie TV asiatiche per la piattaforma streaming Viki. È un giallo avvincente e intrigante, rivolto non solo ai numerosissimi fan di queste fiction televisive ma anche a un pubblico più ampio.

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La casa gialla” di Marta Brioschi, pubblicato da Mosaico Edizioni, rappresenta con tutta probabilità il primo romanzo italiano ispirato ai drama coreani e, in particolare, a una delle sue star, l’attore Jang Keun Suk. Il libro, un giallo avvincente e intrigante, è dedicato ai numerosissimi fan di queste fiction televisive. Arrivati nel nostro Paese alla fine degli anni Novanta, i k-drama sono diventati così popolari che alcune case di produzione coreane hanno persino ambientato alcune scene in Italia. Il libro, naturalmente, non è destinato soltanto agli appassionati del genere ma possiede tutte le qualità e le caratteristiche per farsi apprezzare da un pubblico più ampio.

Marta Brioschi  (Milano, 1967) vive in provincia di Bolzano. Laureata in economia e in lingue straniere, ama viaggiare ed è appassionata di culture orientali. Da qualche anno ha cominciato per diletto a tradurre dall’inglese i sottotitoli di serie TV asiatiche per la piattaforma streaming Viki. Da questa passione è nata “La casa gialla”, che segna il suo esordio sulla scena letteraria.

Il romanzo è ambientato nei nostri giorni. Protagonista, il giovane scrittore Mae Son-Jun (detto Jean), padre coreano e madre francese, ispirato dichiaratamente nei tratti somatici e nel fascino orientale all’attore Jang Keun Suk. In polemica con il padre, che lo vorrebbe accasato e sistemato, Jean parte senza quattrini per l’Europa alla ricerca della madre, scomparsa quando aveva pochi anni. Le tracce della donna lo portano a Parigi, dove conosce Chantal De Molay, studentessa di lingue orientali e truccatrice per un’agenzia di modelli, che si offre di aiutarlo. Seguendo una labile pista, Jean arriva a Monticchiello in Val d’Orcia (Siena). Qui le tracce della madre si perdono.

Come alloggio e base logistica per proseguire le sue ricerche, il giovane ottiene la possibilità di soggiornare, in cambio di piccoli lavoretti, nella Villa delle Rose, elegante dimora immersa nella campagna toscana che il proprietario, Vieri Nocenti, ha trasformato in un Bed & Breakfast. La figlia Angelica, come già Chantal, ammaliata dal fascino dell’ospite straniero, decide di collaborare con lui.

In realtà, la ricerca della madre si trasforma in un rebus indecifrabile, contornato da strane morti e fitti misteri che ruotano intorno alla villa e ai suoi occupanti. Tutto si rivelerà diverso da ciò che appare, in un sorprendente incrocio di destini e in una concatenazione di agnizioni che terranno il lettore con il fiato sospeso fino all’ultimo. Il ritmo serrato, l’equilibrio tra dialoghi e parti narrative, le rapide descrizioni e una scrittura scorrevole fanno di questo giallo un libro adatto alla trasposizione filmica. Inoltre, non mancano riferimenti alla cultura coreana, dalla descrizione di piatti tipici agli abiti e alle tradizioni nuziali e familiari. Il trionfo finale dell’amore, tipico dei drama coreani, consegna ai lettori un messaggio di ottimismo: dopo tante peripezie, arriverà sempre il tempo per gioire ed essere felici.

Il libro, già presentato al Salone internazionale del libro di Torino 2022, sarà presentato alla Fiera Edita di Milano il 9 ottobre insieme allo staff de “Il Blog di Eleonora Marsella” e alla Casa Sanremo Writers  il 6 e 7 febbraio prossimi.

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Pordenonelegge, Alessandro Benetton tra i protagonisti della Festa del Libro con gli Autori https://agenziastampa.net/2022/09/19/pordenonelegge-alessandro-benetton-tra-i-protagonisti-della-festa-del-libro-con-gli-autori/ Mon, 19 Sep 2022 07:11:15 +0000 https://agenziastampa.net/?p=52602

Alessandro Benetton parteciperà alla 23esima edizione del Festival Pordenonelegge: il Presidente di 21 Invest sarà ospite di un panel dedicato alla sua autobiografia “La Traiettoria”

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Alessandro Benetton parlerà della sua autobiografia con il giornalista Francesco De Filippo a Piazza della Motta.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton tra gli ospiti di Pordenonelegge 2022

Ritorna anche quest’anno Pordenonelegge, la “Festa del Libro con gli Autori” diventata ormai punto di riferimento per autrici, autori, case editrici e operatori del settore. L’evento, giunto alla 23esima edizione, si terrà dal 14 al 18 settembre con 300 eventi, 41 location e 596 scrittori. Tra questi anche Alessandro Benetton, fondatore di 21 Invest e Presidente della Holding Edizione, nonché autore di “La Traiettoria”. Per l’edizione 2022 il Festival ha scelto come simbolo la spiga di grano, con lo slogan che recita “Farina per il tuo sacco”: l’omaggio della kermesse, da sempre spazio di confronto e condivisione sui temi di attualità, è al popolo ucraino. Numerosi gli autori nazionali: oltre al già citato Alessandro Benetton, prenderanno parte all’evento nomi come Diego De Silva, Maurizio De Giovanni, Gianrico Carofiglio e Roberto Saviano. Tra i protagonisti anche Bernardo Zannoni, scrittore esordiente che a soli 27 anni è stato insignito del Premio Campiello con “I mei stupidi intenti“. Spazio anche a diversi autori internazionali, tra cui i Premi Pulitzer Joshua Cohen e Jericho Brown, Jeffery Deaver, l’autrice Jhumpa Lahiri, Roy Chen, Jason Mott e gli ucraini Aleksej Nikitin e Sasha Marianna Salzmann.

Alessandro Benetton: “La Traiettoria”, autobiografia di un imprenditore

L’incontro con Alessandro Benetton è previsto per la sera del 15 settembre nello Spazio di Piazza della Motta. L’imprenditore, in compagnia del giornalista Francesco De Filippo, parlerà della sua autobiografia, “La Traiettoria”, edita da Mondadori e disponibile dallo scorso maggio. Il libro, rientrato nella classifica dei volumi di saggistica più letti dell’estate 2022, ripercorre le principali tappe professionali e umane di Alessandro Benetton. Dagli anni del liceo alle ultime sfide imprenditoriali, mettendo in evidenza emozioni, rapporti personali e soprattutto fallimenti, indispensabili per trovare la propria “traiettoria” di vita. Un racconto personale che va oltre la semplice autobiografia e nasce per ispirare le nuove generazioni.

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“…Sui letti d’erba”. Quel senso di libertà che parte dall’amore per Luisa https://agenziastampa.net/2022/09/15/sui-letti-derba-quel-senso-di-liberta-che-parte-dallamore-per-luisa/ Thu, 15 Sep 2022 06:52:39 +0000 https://agenziastampa.net/?p=52542

Una ricca e originale raccolta di poesie ordinate cronologicamente, a partire dal 1955

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Una ricca e originale raccolta di poesie ordinate cronologicamente, a partire dal 1955 fino ai giorni nostri, nelle quali, assieme ai ricordi, fa talvolta capolino il dialetto brianzolo. E’ l’opera “…Sui letti d’erba”, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore, scritta dall’autore Carletto Bianchi, imprenditore in Brianza e in Africa, nato a Lissone (MB) dove, attualmente, vive. Viaggiatore anche per lavoro tra boschi, fabbriche e foreste, in Europa e nel Mondo, ma specialmente in Africa. 

Dopo un omaggio a Magritte, Ungaretti e ai Trobadores, la raccolta di liriche si suddivide in diverse sezioni: Le prime poesie; Di non vissuti anni (‘62 – ‘66) fino al grande viaggio in Usa nel ‘66; 1979… Inizio silloge (Cento Poesie). “Album Africano” (1979/2015); Riscoperta della lingua lombarda 1991; Giovanili. Dal 1951 (15 anni) al 1954 (18 anni). Legate da un unico fil rouge di tematiche ispiratrici: eros e thanatos (“Vita e morte – si legge nei versi – si rappresenta in quest’Amore da sconosciute soglie varcate senza timore”), la libertà, la vita e le grandi bellezze. Quello della libertà, intrecciato alla bellezza, è un concetto che caratterizza gli elementi stilistici della poesia di Bianchi, ma anche il rapporto, sempre costante, tra natura, terra natia, amore e ricordi, nella continua volontà di trasmettere al lettore se stesso e il mondo. L’obiettivo – come suggerisce anche la copertina – è quello di aprire una finestra, una lente, sul mondo del poeta. Il libro, che l’autore dedica alla moglie Luisa “bianca fanciulla del mio cuore”, in diverse poesie è un inno all’amore. Un amore lungo settant’anni; un sentimento speciale e intenso che pervade l’opera e tutta la vita stessa dell’autore. E a Luisa, oltre all’intero libro, sono dedicati anche dei versi intitolati con il suo nome. “Oh uccelli del mattino se il nostro amore fluisse da primavera ad autunno dolcemente e poi morisse nel nido alle gelide albe del primo inverno… raramente obliqui raggi di sole tiepiderebbero il nostro abbraccio eterno”.

A sottolineare il significato delle varie liriche contenute nell’opera è l’autore della Prefazione, Hafez Haidar, che ne coglie l’essenza. In primis, dunque, l’amore: «Il poeta ci presenta con tratto gentile un’altra immagine sedimentata nella memoria, risalente anch’essa al 1955. In una sera di primavera, senza accorgersi della sua presenza, la sua donna racconta alle amiche dei suoi passati amori con leggerezza. Poco lontano da lei, seduto al tavolino a sorseggiare il caffè, Carletto la osserva mentre scherza con le amiche: indossa un vestitino rosa e ha la frangetta scura. La gradevole frescura è stemperata dalla paura, che provoca uno strano dondolio nell’anima e fa lievitare le nebbie dei tormenti e sbiadire i sogni in un mare di rabbia, sgomento e celata mestizia». E, ancora, la natura: «L’immagine bucolica – scrive il candidato Premio Nobel, scrittore, critico e intellettuale libanese naturalizzato italiano – ci immerge nella scena incantata di tempi remoti ma ancora vivi nella mente del poeta, che non dimentica il legame indissolubile con madre natura e con i vecchi compagni d’avventura». La terra natia: «Il poeta è legato indissolubilmente alla terra natia, che gli ha donato lo sprone, fin da piccolo, a diventare un grande imprenditore e a coltivare la passione innata per la poesia. Ed ecco che Lissone viene definito paese amico, luogo di pace e serenità in cui la sveglia è sostituita dai cinguettii allegri degli uccelli festanti». Il suo rapporto con il padre: «Il poeta brianzolo – sottolinea Haidar – esprime la propria devozione al padre, che gli insegnò le astuzie del mestiere e condivise con lui operosi viaggi in Africa. A lui dedica una delle poesie più belle in cui alterna parti in italiano e parti in dialetto e in cui esprime un profondo ringraziamento nei suoi confronti». I versi di Carletto Bianchi, ricchi di passionalità e di musicalità, si caratterizzano per uno stile chiaro e contengono riflessioni profonde e originali sulla vita e sull’esistenza.

Federica Grisolia

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Sabato 17 settembre esce “MARCELLA poco a poco, passo passo.!” cofanetto con due libri dedicati a Marcella Bella in un evento speciale nella “sua” Milano https://agenziastampa.net/2022/09/13/sabato-17-settembre-esce-marcella-poco-a-poco-passo-passo-cofanetto-con-due-libri-dedicati-a-marcella-bella-in-un-evento-speciale-nella-sua-milano/ Tue, 13 Sep 2022 06:55:31 +0000 https://agenziastampa.net/?p=52466

Sabato 17 settembre esce “MARCELLA poco a poco, passo passo…!” cofanetto con due libri

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Sabato 17 settembre esce “MARCELLA poco a poco, passo passo…!” cofanetto con due libri dedicati a Marcella Bella in un evento speciale nella “sua” Milano. L’incontro è unico, come davvero unici e speciali sono i due libri in cui si miscelano ricordi, musica, narrazioni e naturalmente i suoi successi.

Nei libri, curati da Tony Toscano Scarciello, coordinatore del fan club dell’artista “Marcella Bella’s fan club Official!=gocce cinesi”, si ripercorrono gli anni d’oro della carriera attraverso la discografia completa, le foto, le copertine delle riviste e molti articoli d’epoca.

“È arrivata l’occasione giusta per dare vita alla mia estesa collezione e – afferma l’autore – condividerla con tutti i miei amici fan, ma soprattutto fare in modo che Marcella ricevesse un omaggio di questo tipo. Lorenzo, tra i fan che avevano intravisto la mia bozza artigianale, ha proposto l’idea all’editore Marco Rossi di Azzurra ed è subito diventata realtà.”

Un’iniziativa editoriale imperdibile che in realtà è una fonte inestimabile di informazioni e ricordi legati a Marcella, ma che rappresenta anche uno spaccato dello scenario musicale di quel periodo con i suoi principali protagonisti.

Marcella Bella, signora elegante, piena di ricci, con un sorriso rassicurante e una voce dalla timbrica inconfondibile, è uno dei nomi più popolari della musica italiana, con una carriera costellata di grandi successi, tra gli altri: “Montagne verdi”, “Io domani”, “Nessuno mai”, “Nell’aria”, “L’ultima poesia” e “Senza un briciolo di testa”.

Marcella Bella è diventata una vera e propria icona che non si è mai lasciata sedurre dalle sirene della popolarità mordi-e-fuggi dei reality. Lei ha sempre e solo seguito progetti che le hanno permesso di coltivare il suo grande amore: la musica.

Nata a Catania nel 1952, Marcella Bella è tra le più famose e apprezzate cantanti del panorama italiano con significative incursioni anche nel mercato internazionale. Altrettanto apprezzato dal pubblico è l’amato fratello Gianni Bella, spalla fondamentale della sua carriera, che ha scritto le più grandi hit da lei portate al successo.

Il cofanetto con i due libri il 17 settembre sarà consegnato a Marcella come un regalo frutto di passione, tenacia, stima vera di Tony Toscano Scarciello che ha racchiuso anni di ricerche attente e meticolose, diventate una miniera incredibile di documenti, alcuni inediti o rari ed esce, non a caso, nell’anno in cui si festeggia il 70° compleanno della grande artista siciliana.

Appuntamento il 17 settembre alle 18 al Bobino Club, Piazzale Stazione Genova a Milano. Marcella sarà intervistata da Paolo Baruzzo.

Per chi non potrà partecipare, sarà possibile ricevere il libro, a tiratura limitata, autografato, al proprio indirizzo prenotando a questi link:

Cofanetto Completo https://bit.ly/3BpsvQJ

Marcella anni 70 https://bit.ly/3qturBb

Marcella anni 80 https://bit.ly/3PFnWGt

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“Il mondo che mi abita”. Amore, meditazione, fantasia e sfrenata magia https://agenziastampa.net/2022/09/12/il-mondo-che-mi-abita-amore-meditazione-fantasia-e-sfrenata-magia/ Mon, 12 Sep 2022 07:13:41 +0000 https://agenziastampa.net/?p=52020

L’amore, nella sua accezione più ampia, la meditazione e la meraviglia, tutto condito

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L’amore, nella sua accezione più ampia, la meditazione e la meraviglia, tutto condito dalla magia dell’immaginazione, con cui abbracciare l’intero universo. E’ questo il viaggio metaforico che si percorre nell’ultima opera di Annunziata Candia, docente in pensione originaria di Taranto ma che si divide tra Roma, Puglia e Sardegna, dal titolo “Il mondo che mi abita”. La raccolta di liriche è pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore. «Ho scelto questo titolo – spiega la stessa autrice – per indicare il luogo metaforico in cui custodisco i miei vissuti, le mie esperienze che, nel loro insieme, creano un mondo parallelo a quello esterno, dove ho iniziato a muovermi. Ed è proprio questo mondo ricreato, il luogo vero della nostra esistenza: è unico e irripetibile, proprio come ciascuno di noi».

Anche l’autore della Prefazione, Hafez Haidar, si sofferma sul significato autentico dei versi, che raccontano un mondo e lo rivelano in un vissuto di sentimenti e ricordi. «Nella presente raccolta – scrive il candidato Premio Nobel, scrittore, critico e intellettuale libanese naturalizzato italiano -Annunziata Candia disvela il proprio mondo interiore, che affonda le radici nel passato, nei ricordi di momenti vissuti con intensità e che fanno capolino nella vita quotidiana. Prima di addormentarsi, l’autrice nasconde i ricordi più belli sotto il morbido cuscino, ma nel dormiveglia uno di essi, il più antico e al contempo il più bello, si affaccia inaspettatamente per bussare alle porte della sua mente. Come Leopardi, l’autrice trae spunto dall’immaginazione e dalla natura per trasmetterci, con un linguaggio compatto, chiaro e musicale, le sue riflessioni sulla vita, sull’universo e sull’amore».

La silloge si suddivide in tre sezioni: “Ho ascoltato la parola”; “Il mondo che mi abita”; “Sogni di carta”. Tutte contengono concetti chiave e contenuti impressi, pagina dopo pagina, nei versi dell’autrice. La parola. «Il poeta – afferma la Candia – esprime se stesso attraverso le parole, non ha altro. A mio avviso, la scelta della scritta parola, soprattutto in poesia, deve essere oculata, musicale, adeguata ad esprimere le emozioni, simile a carezza. Anche quando si racconta il dolore, la parola non deve ferire. Non serve la volgarità, o  le parole sprezzanti, che peggio delle spade uccidono i sentimenti e rovinano il sogno della vita. Il resto lo affido alle immagini». Poi, l’omonimo titolo dell’opera che racchiude realtà e immaginazione, lasciando spazio, per chi ci riesce, alla magiaE i ricordi. Che, come i sogni, si affacciano prepotenti e chiedono udienza. «La memoria – racconta la poetessa – ci accompagna fedele nel nostro viaggio e insieme ai sogni caratterizza la nostra identità». L’intera opera vuole accompagnare il lettore lungo questo cammino fatto di passato, presente e futuro. «L’essere umano vive, ama e sogna, filtrando ciò che percepisce dal mondo naturale ed esperienziale, secondo una scala di valori che gli è propria. La vita – conclude Annunziata Candia – è un viaggio meraviglioso, e le tappe sono approdi che ci ancorano al presente, illuminato da un fascio di luce che ci proietta in un futuro sconosciuto,  di cui percepiamo l’esistenza».

Federica Grisolia

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“Al di là dell’orizzonte”. Quando la poesia conduce oltre il concreto vivere https://agenziastampa.net/2022/09/08/al-di-la-dellorizzonte-quando-la-poesia-conduce-oltre-il-concreto-vivere/ Thu, 08 Sep 2022 06:46:44 +0000 https://agenziastampa.net/?p=51914

Quando realtà e mitologia si incontrano nella scrittura, l’uomo riesce ad andare “Al

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Quando realtà e mitologia si incontrano nella scrittura, l’uomo riesce ad andare “Al di là dell’orizzonte”. Ed è ciò che accade, pagina dopo pagina, nell’omonima opera dell’autrice originaria di Ginevra (in Svizzera), Giuseppina Cuddé, docente di Lingua Francese, presso un Istituto Alberghiero di Mineo, piccolo comune della provincia di Catania, dove attualmente vive.  La silloge arricchisce, da pochissimi giorni, la collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore.

«Al di là dell’orizzonte racconta l’autrice è il mio paesaggio interiore che tenta di collocarsi tra cielo e terra non come protagonista, ma come chi vive in comunione con l’intero universo. Tale atteggiamento del mio “io” stimola la mia fantasia, dà leggerezza alla mia mente che si dissocia, per quanto possibile, da tutti i problemi della vita. È, in buona sostanza, scambiarsi quel mondo interiore che è l’anima di ognuno». Ed è proprio la poesia che riesce a portare «oltre il concreto vivere, oltre l’orizzonte puramente visibile e materialmente inaccessibile». «La poesia – secondo l’autrice – è un fenomeno umano che nasce quando qualcosa della realtà ci colpisce. Le parole si trasformano dando vita a ciò che è dentro chi scrive, concretizzando così la propria realtà»Realtà e mitologia trovano spazio nei versi della Cuddé dove l’io-poetico riesce a vedere dentro la prospettiva di un’azione, di un movimento; a scrutare nel tempo, nei colori, negli sguardi; a sentire gli odori, i suoni, l’anima, la linfa vitale; a percepire le armonie, le sensazioni, le emozioni; a tradurre ogni essenza, ogni tema in un mondo di parole. Dunque, non si può prescindere dalla realtà. «In ascolto del proprio ambiente – afferma la Cuddé – il poeta lo vive con tutti i sensi che decodificano la vita in tutte le sue nuances. Lo scritto è trasmigrazione della realtà attraverso la nostra sensibilità». «La mitologia, invece, dà evidenza ai sentimenti quali l’amore, la carità, la commiserazione, l’ospitalità. Incarnando le idee nella realtà di personaggi ed eventi, la mitologia si offre come linguaggio stesso della poesia. Anzi ne è la prima manifestazione. E’ un vero pozzo da cui attingere a piene mani. Oggi, riconoscere il mito è subire il fascino dell’immaginario nel reale».

Altri argomenti ispiratori dei suoi versi sono: la natura, dove tutto è simbolo e non esistono confini; l’amore, quel sentimento di tutti, nessuno escluso.  Vasto, sconfinato, infinito, inarrestabile, vivo; il tempo, reso tangibile per mezzo della parola poetica attraverso similitudini, metafore, analogie. «La dura accetta del tempo – afferma l’autrice Cuddé – taglia via la vita e la riduce a foglia mortaTutto passa. Tutto muore. Ma i pensieri della gente restano sempre». E poi, la donna, a cui è riconosciuto il ruolo di chi crea cultura. Ispiratrice di tutte le arti, dei sentimenti più puri e positivi. «La sua bellezza – aggiunge la poetessa – la sua delicatezza, la sua sensualità emergono come intensa e raffinata suggestione che ne esalta i sogni, le ispirazioni, la dimensione psicologica inconscia ed onirica».

La poesia di Al di là dell’orizzonte può definirsi poesia libera. In perfetta sintonia con gli elementi della natura, con i profondi sentimenti umani, con le visioni oniriche dell’io e del mondo. Libera dalla regolarità delle sillabe, degli accenti e delle forme strofiche. Una poesia, stilisticamente, flessibile dominata da anisosillabismo (che non presenta sempre lo stesso numero di sillabe). Altri elementi stilistici che la caratterizzano sono: il tempo come ritmo, che fluisce nella sua lentezza; l’immaginario e il linguaggio figurativo tra immagini e parole. «Qui, – spiega l’autrice – tempo e immaginario si intersecano, si uniscono rendendo struggente la poesia. L’immaginario non fa altro che impostare la scena dove l’immagine percettiva diventa metafora, simbolo. Dalla simbiosi, tra immagine percettiva e metafora-simbolo, ne scaturisce il linguaggio figurativo». Cosa intende trasmettere Giuseppina Cuddé al lettore? «La necessità di amare, di sentirsi in pace con sé e con il mondo, il piacere di vivere la vita – anche quando il tempo è breve -, la speranza come credo dell’esistenza, la creazione come rinascita perenne».

 Federica Grisolia

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“The Human Show” il nuovo romanzo di Maggie S. Lorelli https://agenziastampa.net/2022/09/07/the-human-show-il-nuovo-romanzo-di-maggie-s-lorelli/ Wed, 07 Sep 2022 07:27:36 +0000 https://agenziastampa.net/?p=51817

È disponibile in libreria e negli store digitali “The Human Show” il

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È disponibile in libreria e negli store digitali “The Human Show” il nuovo libro della scrittrice Maggie S. Lorelli, edito da Castelvecchi.

“The Human Show” è un romanzo che rappresenta un’allegoria sociale del nostro tempo, in cui la società vira verso una dimensione virtuale, de-umanizzandosi. Ogni mutamento sociale a cui si allude non è da intendersi come proiezione distopica, in quanto si tratta di esperimenti attualmente in corso e basati su dati di realtà. Il libro guarda a un futuro prossimo, invitando a riflettere sul mondo virtuale, in particolare relativo ai social network, in cui in nome di un’affermazione edonistica individuale e di una ricerca spasmodica del consenso si perde il senso della relazionalità, attraverso la rinuncia all’espressione sociale delle emozioni. Rimane tuttavia viva la speranza di un’umanità rinnovata, affidata alle risorse femminili.

Il libro pone un’alternativa al lettore: è meglio migrare in un mondo virtuale rinunciando alla propria autenticità, oppure conviene fermarsi a riflettere sull’evidenza che viviamo immersi in una realtà fortemente manipolatoria che, modificando i nostri schemi di comportamento e di pensiero, ci ruba l’anima, e provare e resistere, restando umani? Nonostante la criticità dei nostri tempi, sono ottimista, e affido le speranze di un rinnovamento alle qualità empatiche delle donne”, spiega l’autrice.

Maggie S. Lorelli si laurea in Lettere all’Università degli Studi di Torino e in Pianoforte al Conservatorio “G. Verdi” di Torino, conseguendo inoltre un Diploma Accademico in Didattica della Musica al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, svolgendo parallelamente studi di Composizione e di Musica elettronica. Ha lavorato presso la Feltrinelli e, come autrice radiofonica, ha collaborato con Radio Vaticana scrivendo e conducendo programmi musicali. Dopo uno stage giornalistico presso l’agenzia di stampa Adnkronos, è giornalista pubblicista e collabora con diversi portali e periodici web, fra cui “zerozeronews”, “Mediterranea”, e “La Voce di New York”, giornale che ha sede negli Stati Uniti. Insegna in un Liceo e svolge attività concertistica come pianista e in vari ensemble fra i quali “Le Musae”, formazione femminile da lei fondata, con cui promuove la riscoperta e la valorizzazione delle opere delle compositrici. Si occupa di divulgazione della cultura e dell’arte al femminile. È appassionata di scrittura: ha al suo attivo numerosi racconti, “Automi”, il suo romanzo d’esordio e il recente “The Human Show” (Castelvecchi). 

L’opera è stata pubblicata in accordo con l’agenzia EditReal di Michela Tanfoglio.

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“L’infelicità dell’uomo e il dramma di Dio” in un saggio dedicato a David Maria Turoldo https://agenziastampa.net/2022/09/07/linfelicita-delluomo-e-il-dramma-di-dio-in-un-saggio-dedicato-a-david-maria-turoldo/ Wed, 07 Sep 2022 07:19:51 +0000 https://agenziastampa.net/?p=51801

Sono riflessioni antropologiche dedicate al friulano David Maria Turoldo (1916-1992) -presbitero, teologo, scrittore, poeta e antifascista, membro

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Sono riflessioni antropologiche dedicate al friulano David Maria Turoldo (1916-1992) -presbitero, teologo, scrittore, poeta e antifascista, membro dell’ordine dei Servi di Maria – quelle raccolte nell’ultima opera, fresca di stampa, che arricchisce “I Diamanti della Saggistica” dell’Aletti editore. Si intitola “L’infelicità dell’uomo e il dramma di Dio” ed è scritta dall’autore Michele Cencio, insegnante di Religione Cattolica in un Istituto Tecnico. «Ho parafrasato – racconta l’autore che vive ad Ancona – i titoli di due libri di Turoldo “Anche Dio è infelice” e “Il dramma è Dio”, mettendo in risalto, però, anche la condizione dell’uomo. Emergono, quindi, i due binari su cui si svilupperà il mio saggio. Da una parte c’è la questione fondamentale dell’uomo, la ricerca della felicità. L’altro binario è Dio. L’idea di un Dio vicino all’uomo, anzi simile a lui, giovane, dinamico, che ha il cuore di un innamorato, che attende la sua amata, la cerca, piange e si arrabbia per lei, un Dio impotente davanti alla libera scelta dell’umanità non è ancora entrata nel nostro immaginario collettivo; eppure, è il volto rivelato dalle Scritture e più ancora dai Vangeli». 

Il saggio è ispirato dagli ultimi scritti di David Maria Turoldo che, anche a causa della malattia che lo costrinse a letto, s’interrogano sul senso dell’esistere in rapporto alla sofferenza e alla fede. Il linguaggio utilizzato – come sottolinea lo stesso autore – non è propriamente accademico. C’è un continuo sforzo nel rendere la prosa anche poetica, il tentativo di far coincidere erudizione e bellezza. Una scrittura che dice e non dice, racconta, spiega e apre a riflessioni, a volte lasciandole sospese, perché non tutto deve essere spiegato. Uno stile dialettico a tratti evocativo, che mal si adatta ad una lettura veloce e che tende, inoltre, a portare il lettore a fare la sua parte. «Per quanto mi riguarda – spiega Michele Cencio – tutto ciò che scrivo, persino la saggistica, è il frutto di esperienze e letture rielaborate interiormente. È come se fosse l’esigenza, ad un certo punto, di voler dare un ordine al caos interiore, ma anche esteriore e a tutto ciò che ho accumulato nel tempo».

Negli scritti di Michele Cencio emerge sempre il carattere esistenziale della realtà; la domanda di ricerca dell’uomo di fronte all’assetto tragico e drammatico della storia, sia collettiva che personale. «Sono attratto dal Novecento in tutta la sua complessità e dagli eventi cruciali che hanno radici in questo secolo. La morte del concetto di Dio, l’avvento dell’era tecnologica e della società di massa, il superamento dei limiti dell’uomo e, quindi, anche dell’idea di umanità che per millenni abbiamo conosciuto; le nuove e incredibili scoperte scientifiche. In tutto questo delirio cerco una strada per l’uomo, il ritorno alla sua essenza e dimensione originaria». E in un contesto di relazioni fragili, secondo l’autore, la figura di Turoldo diventa cruciale, poiché «è riuscito ad incarnare un’idea di Chiesa profondamente legata alla tradizione e alla Scrittura ma anche coraggiosamente libera e profetica rispetto a pesanti strutture gerarchiche, capace cioè di ascoltare le sfide del presente e rielaborarle con la sapienza di una cultura ricca di studio e di amore concreto per l’umanità. Per Turoldo è importante non aver mai perso di vista la centralità dell’uomo inteso come “sogno di Dio”». L’opera, dunque, è una continua ricerca di una identità più autentica, più umana. «Vorrei trasmettere – conclude l’autore – quell’inquietudine che mi abita, che non è angoscia ma desiderio di non fermarsi, di non accontentarsi di ciò che appare davanti ai nostri occhi. Vorrei provare a far riemergere le domande prime ed ultime, la nostalgia di quell’attimo di bellezza che tutti, anche solo per qualche attimo, abbiamo vissuto. Questa è l’unica forza interiore capace di far compiere rivoluzioni».

Federica Grisolia

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Cercare la felicità: il romanzo rosa di Susanna Diamanti sul senso della vita https://agenziastampa.net/2022/08/30/cercare-la-felicita-il-romanzo-rosa-di-susanna-diamanti-sul-senso-della-vita/ Tue, 30 Aug 2022 06:50:42 +0000 https://agenziastampa.net/?p=51509

Cercare la felicità è il romanzo di esordio di Susanna Diamanti. La scrittrice bolognese con il genere rosa affronta uno spaccato femminile contemporaneo, tra passione travolgente, coraggio e vero amore.

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Bologna (BO) – Quando la vita ti pone di fronte a grandi sfide la scelta più coraggiosa è l’amore. Un assunto che affiora dalle pagine di Cercare la felicità di Susanna Diamanti. Il romanzo rosa della scrittrice bolognese è stato pubblicato lo scorso maggio da Sicrea Libri in seguito al conferimento della menzione speciale “Il senso della vita”, per la seconda edizione del concorso letterario Emanuele Ghidini indetto nel gennaio 2022 dalla Fondazione Pesciolino Rosso in collaborazione con la casa editrice bresciana.

Susanna Diamanti è un’imprenditrice, titolare di un’azienda vitivinicola sulle colline di Bologna. La sua è una storia vincente, fatta di rinunce e sacrifici, di scelte forti e di grande entusiasmo. La passione per i libri nasce da giovanissima. Avrebbe voluto intraprendere gli studi letterari ma ha dovuto affiancare il padre nell’attività di famiglia. Dopo tutto, una laurea in economia e marketing del sistema agro-alimentare le avrebbe consentito di seguire al meglio la sua futura azienda. Oggi è una donna realizzata, è appassionata di scrittura e la sua opera prima assomiglia all’immagine di una vita caratterizzata da momenti controversi ma anche da grandi soddisfazioni.

L’autrice bolognese sceglie il romanzo rosa come genere speculare di uno spaccato femminile altamente contemporaneo. Il testo in parte ripesca il senso di leggerezza, passionalità, fatalismo, tipici del genere storico nato negli anni Trenta e divenuto famoso con Liala grazie al grande interesse dannunziano, e in parte segue una nuova corrente di influenza nordamericana con sfumature meno esotiche e più realistiche e qualche punta di drammaticità. Di fatto il racconto che narra le vicende di Laura, una ragazza benestante di La Spezia, e della sua formazione psicologica e realizzazione sociale, a un certo punto va a toccare il tema della pandemia che entra nel viaggio esistenziale della giovane caricandola di responsabilità e soprattutto di una visione più concreta e profonda della vita.

La narrazione che mette in campo Susanna Diamanti è semplice ma ricca di sfumature di intensa umanità. Inizia con l’infanzia di Laura, una bambina orfana di madre ed estremamente legata a un padre molto facoltoso che, pur di renderla felice, soddisfa ogni suo capriccio. Una casa meravigliosa fa da sfondo alla vicenda, insieme a personaggi familiari come la matrigna, con la quale Laura ha un rapporto conflittuale, e una tata dal fare rassicurante e molto attenta ai suoi desideri. Paolo, invece, è il compagno di scuola e di giochi della bambina: di ceto meno abbiente, fin dalle prime battute si mostra sincero, affettuoso e leale. Con la scelta di iscriversi alla facoltà di medicina di Bologna, l’esistenza della protagonista comincia a diventare più intrigante, tra nuove amicizie e impegni accademici, una travolgente passione amorosa che metterà a dura prova la sua personalità, e certi fatali colpi di coda che le consentiranno di crescere in direzione del vero amore, dell’unica reale felicità.

Il senso psicologico aderisce perfettamente alla trama del romanzo. Cercare la felicità offre diversi spunti di riflessione sul senso esistenziale, sull’accettazione della morte e del dolore, sulla costruzione dei sentimenti più autentici e la speranza di un futuro basato su valori e solide passioni. Per l’appunto l’amore si pone come il giusto collante di tutta una vita in corsa verso l’autorealizzazione, non solo personale ma anche all’interno del tessuto sociale di un mondo in cambiamento.

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“Momò e Milua”. Melodramma gioioso ispirato a “Madama Butterfly” https://agenziastampa.net/2022/08/29/momo-e-milua-melodramma-gioioso-ispirato-a-madama-butterfly/ Mon, 29 Aug 2022 15:10:02 +0000 https://agenziastampa.net/?p=51284

E’ un melodramma gioioso in due atti il nuovo libro pubblicato nella

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E’ un melodramma gioioso in due atti il nuovo libro pubblicato nella collana “I Diamanti della Narrativa” dell’Aletti editore, dal titolo “Momò e Milua”, scritto da Loredana Ciferni, nata a Montesilvano, in provincia di Pescara, e laureata in Lettere Moderne. «Questo libro – racconta l’autrice – parla della vita postuma di un personaggio di un’opera famosa di Puccini “Madama Butterfly”. Trattasi di suo figlio, il bambino che io ho chiamato Momó, che in giapponese significa “mamma”, vezzeggiativo con cui immagino Madama Butterfly chiamasse suo figlio, in attesa del ritorno di Pinkerton, suo padre; ma non fece a tempo e il bambino tenne quel nome. Parla della sua vita in America, della sua crescita e dell’educazione che ricevette, delle sue vicissitudini, in ultima analisi da quando venne portato in America da Pinkerton e Kate, dopo il suicidio della madre, al giorno del suo matrimonio con Milua. Milua la figlia del suo “salvatore” Susumo-San, maestro di arti marziali incarna l’elemento salvifico del “simile che cura il simile”».

Nel descrivere lo stile dell’opera, il termine “gioioso sta ad indicare «un compromesso tra la tragedia e la commedia, e quindi tra lo stile elegiaico/epico e lo stile comico/grottesco». «Ho cercato uno stile naturale ma elegante – afferma la scrittrice – nella raffinata ricerca dei sentimenti sinceri dei due giovani cuori alle prese con la ricerca del vero amore e, quindi, della gioia di vivere. Mi piace scrivere racconti, soprattutto il racconto breve, non disdegno l’aforisma e lo stile sobrio della novella d’autore». Il libro si caratterizza per una scrittura creativa e prosastica, tendente alla “contaminazione dello stile alto-medio-elegiaco, per osservanza allo stile del Dolce Stil Novo, con la contemporaneità attuale.

Originale l’idea di partire da un’opera tanto conosciuta come “Madama Butterfly” «Fondamentalmente – spiega l’autrice – nasce dalla necessità di dare una risposta agli amori “cattivi” che svuotano le persone. In breve, mi riferisco alle tragiche vicende che sono accadute ai giovani, che venivano rapiti, tolti ai propri affetti per sempre e a volte strappati anche alla vita stessa, seguendo l’illusione del momento sui social ed in altri settori. L’ottimismo con cui andavano incontro al nemico pensando che fosse il “principe azzurro” mi ha fortemente colpito, soprattutto per la scissione enorme che si era creata tra la loro bella illusione e la concreta mancanza di buoni sentimenti altrui». «L’obiettivo dell’opera – conclude la scrittrice Ciferni – è quello di trasmettere al lettore la speranza di un tempo sereno e un mondo migliore».

Federica Grisolia

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Alessandro Benetton: “La Traiettoria”, l’autobiografia tra le più vendute in estate https://agenziastampa.net/2022/08/29/alessandro-benetton-la-traiettoria-lautobiografia-tra-le-piu-vendute-in-estate/ Mon, 29 Aug 2022 14:55:07 +0000 https://agenziastampa.net/?p=51026

Uscito lo scorso 10 maggio, “La Traiettoria è oggi uno dei libri più letti dell’estate: focus sull’autobiografia di Alessandro Benetton

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La classifica dei libri più letti nel mese di luglio premia “La Traiettoria”: l’autobiografia di Alessandro Benetton conquista i lettori.

Alessandro Benetton

“La Traiettoria” di Alessandro Benetton è tra i libri di saggistica più letti in estate

È uscito nelle librerie e negli store online lo scorso 10 maggio “La Traiettoria”, autobiografia di Alessandro Benetton: 396 pagine in cui il fondatore di 21 Invest si racconta a 360 gradi. I traguardi professionali ma anche l’infanzia, il rapporto con i genitori, l’essere padre: ne emerge un viaggio tortuoso, segnato anche da errori che hanno portato a nuove scoperte e consapevolezze. Parla a lettori di ogni età Alessandro Benetton con la sua autobiografia: negli insegnamenti e nei messaggi riportati, ognuno può trovare le coordinate, l’ispirazione, la spinta, per imboccare e seguire la propria traiettoria, qualunque sia il suo punto di partenza, qualunque sia la meta.

Alessandro Benetton: “Volevo raccontarmi così, esattamente come sono”

La traiettoria” di Alessandro Benetton risulta infatti tra i libri più letti dell’estate. Nell’ultima settimana di luglio è stato il saggio più venduto nelle librerie Mondadori ed è riuscito a posizionarsi anche nella classifica della saggistica GFK. Il motivo di un tale successo è proprio nella capacità di raccontarsi senza sconti, in maniera intima e onesta, arrivando a creare un dialogo con il lettore. “È stato un percorso lungo ma quello che volevo emergesse era prima di tutto la trasparenza” ha sottolineato Alessandro Benetton in uno dei numerosi eventi di presentazione che si sono tenuti nelle scorse settimane. “Volevo raccontarmi così, esattamente come sono, e il giudizio spietato dei miei figli mi ha tranquillizzato”: non a caso il libro è dedicato soprattutto a loro, “ad Agnese, Tobias e Luce, i miei figli, il futuro che vedo allungarsi verso il domani“.

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“Poesie di meditazione”. Yoga e parole per abitare la propria essenza https://agenziastampa.net/2022/08/29/poesie-di-meditazione-yoga-e-parole-per-abitare-la-propria-essenza/ Mon, 29 Aug 2022 14:16:27 +0000 https://agenziastampa.net/?p=51006

«Poesia è percepire l’incanto, sia esso di gioia o di sofferenza; è

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«Poesia è percepire l’incanto, sia esso di gioia o di sofferenza; è la pura energia vibrante della vita, che si manifesta in varie forme: la parola è energia, il pensiero è energia, e il corpo è lo scrigno sacro che abbiamo in questa vita». Con queste parole, l’autrice Elisabetta Valla, architetto originaria di Parma ma che, attualmente, vive a Reggio Emilia, descrive il senso dei versi che compongono la sua opera “Poesie di meditazione”, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore. Già il titolo suggerisce l’attività che la poetessa pratica e insegna, ossia hatha yoga (basato su una serie di esercizi psicofisici) e meditazione. Questo «consente di intensificare il rapporto con la parola, per offrire uno spunto che sia leggero, comprensibile e trasmissibile, portabile nel corpo. Lo yoga apporta purificazione, pulisce ciò che ci impedisce di esprimerci per quello che siamo nel profondo, senza preconcetti. E la poesia fa altrettanto, per chi la scrive e per chi la sente vicina a sé». Si instaura, così, un rapporto tra parole e pensieri, poesia e meditazione, corpo e anima. «Scriviamo quello che siamo».

«Spesso – racconta Elisabetta Valla – si tende a pensare che la meditazione sia una forma di distacco dal mondo, di sospendere il pensiero. Tuttavia, diventa un modo molto personale di “tornare a casa”, di ricordarci e ricongiungerci con la parte più profonda di noi. E’ una crescita. Un percorso. Queste intuizioni hanno preso forma nelle poesie che ho scritto, in un momento in cui il mio rapporto con la meditazione era molto intimo. In  parte raccontano le esperienze vissute durante la pratica, altre non avrebbero potuto essere mai trasferite sulla carte senza. L’essere nello yoga è anche accettare che cambiamo, valorizzare i nostri talenti».

«Elisabetta Valla – scrive il candidato al Premio Nobel Hafez Haidar nella Prefazione – trasmette ai nostri cuori versi di alta poesia e musicalità, intrisi di fantasia, amore e raffinata saggezza, attingendo con maestria ai colori di madre natura, sua dea ispiratrice. Ogni colore rispecchia bellezza ed armonia, fascino e mistero».

Parola dopo parola, emerge il rapporto con il passare del tempo. Il senso di essere in questa vita. La prospettiva con cui si guarda all’esistenza. L’amore. La bellezza. La natura. Ma anche la morte. La variegata e talvolta imprevedibile fluttuazione dell’animo tra i pensieri, i sentimenti, le emozioni. Un senso profondo espresso attraverso la sintesi – con frasi brevi, evocative e poche parole – e la visualizzazione. «Mi piace scrivere per immagini – spiega l’autrice -. E’ il modo che ad oggi mi sembra emergere con più enfasi e chiarezza». Abitare la propria essenza diventa, dunque, l’obiettivo della parola tradotta in versi in questa opera. «Ciò che vorrei trasmettere al lettore – afferma la poetessa – è il valore dell’ascoltarsi e di lasciarsi ispirare: ognuno è creativo e può manifestarlo in infiniti modi. In ogni cosa che fa. E di sentirsi parte della Natura».

Federica Grisolia

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“Quota 833”. Fenomeno migratorio e fuga verso la libertà negli anni del Fascismo https://agenziastampa.net/2022/08/29/quota-833-fenomeno-migratorio-e-fuga-verso-la-liberta-negli-anni-del-fascismo/ Mon, 29 Aug 2022 14:15:44 +0000 https://agenziastampa.net/?p=51002

Il fenomeno migratorio negli anni Venti del Novecento e la fuga del

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Il fenomeno migratorio negli anni Venti del Novecento e la fuga del protagonista alla ricerca della libertà. E’ il nuovo romanzo pubblicato nella collana “I Diamanti – Narrativa” dell’Aletti editore, dal titolo “Quota 833”, scritto da Salvatore D’Incertopadre. «Quota 833 – spiega l’autore nato a Napoli ma che vive a Latina – è la profondità della galleria della miniera di ferro di Fond de Grass, a pochi chilometri da Differdange in Lussemburgo, dove lavora Leonardo, il principale protagonista del romanzo. Quella galleria è un luogo duro, pericoloso e pieno di insidie ma il vero contesto nel quale Leonardo vive il passaggio dall’adolescenza all’età adulta».

In Italia, il fenomeno migratorio, sin dalla fine dell’Ottocento, si è contraddistinto per il suo carattere economico. Le condizioni dei lavoratori italiani erano difficili, il lavoro scarseggiava e spesso era mal pagato, specialmente in agricoltura, e quindi si decideva di emigrare. Solo negli anni Venti del Novecento si sviluppò un fenomeno migratorio dovuto oltre che a ragioni economiche anche alle persecuzioni delle squadrefasciste e alle limitazioni delle libertà in seguito alle leggi fascistissime del 1925. In questo romanzo si racconta proprio di questa problematica e della voglia di libertà. «Uno stato dell’essere – afferma lo scrittore – che consente di poter dire senza remore tutto ciò che si pensa, di fare tutto ciò che non è contrario alle leggi di uno Stato libero e democratico, di programmare il proprio futuro e provare a realizzarloMa la libertà va conquistata, va custodita, giacché ci sarà sempre qualcuno che, per brama di soldi o di potere, proverà a cancellarla».

Il libro ha le caratteristiche del romanzo storico che si inquadra nella tradizione italiana del neorealismo. L’obiettivo principale è quello di raccontare la storia dei personaggi nel contesto in cui vivono. «Credo sia il modo migliore – dichiara l’autore D’Incertopadre – di far conoscere la storia a chi non ha voglia di leggere saggi adatti a un pubblico di lettori ristretto e di addetti ai lavori. Spero che siano tanti quelli che, leggendo questo romanzo, traggano qualcosa che possa essergli utile, magari un insegnamento, così come è stato utile e avvincente per me scrivere questa opera». Il libro sarà presentato il prossimo 24 settembre, alle ore 17.30, presso il circolo cittadino Sante Palumbo, in Piazza del Popolo a Latina.

Federica Grisolia

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Alessandro Benetton: il successo editoriale de “La Traiettoria” https://agenziastampa.net/2022/08/29/alessandro-benetton-il-successo-editoriale-de-la-traiettoria/ Mon, 29 Aug 2022 13:52:03 +0000 https://agenziastampa.net/?p=50950

Un viaggio inedito che ripercorre i principali passaggi imprenditoriali e umani di Alessandro Benetton: “La Traiettoria” tra i libri più letti dell’estate

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La classifica dei libri più letti nel mese di luglio: nella categoria “saggistica” svetta “La traiettoria”, l’autobiografia di Alessandro Benetton.

Alessandro Benetton

“La Traiettoria” di Alessandro Benetton convince sempre più lettori

L’autobiografia di Alessandro Benetton è tra i libri più letti nella categoria saggistica. “La Traiettoria” del Presidente di Edizione S.p.A. ha conquistato i lettori risultando il saggio più venduto nelle librerie Mondadori. Il libro ne ripercorre il percorso di crescita umana e professionale attraverso spunti, messaggi, ricordi che Alessandro Benetton ha voluto condividere in particolare con i giovani invitandoli a trovare le proprie coordinate e la spinta per imboccare e seguire la propria strada. “La Traiettoria” è riuscito inoltre a posizionarsi nella classifica della saggistica GFK.

Alessandro Benetton: La Traiettoria, il racconto di un viaggio intimo e onesto

Il racconto della propria infanzia e del rapporto con i genitori, in particolare con il padre. L’adolescenza “un po’ ribelle”, la bocciatura al liceo. E poi i grandi traguardi professionali: Alessandro Benetton si racconta a 360 gradi in “La Traiettoria” parlando delle intuizioni e delle scelte coraggiose che ne hanno inesorabilmente segnato il destino a partire da 21 Invest, la “creatura a cui ho dedicato 30 anni della mia vita”. Ma la conquista più importante per Alessandro Benetton è stata diventare padre: “Ho instaurato con i figli un rapporto diverso rispetto a quello dei miei genitori, con un dialogo più parallelo e meno verticale”. In “La Traiettoria” emerge il racconto di un viaggio tortuoso, segnato anche da errori che hanno portato a nuove scoperte e consapevolezze. Probabilmente è proprio questo ad aver conquistato i lettori.

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Brancaleone. Presentato il libro a fumetti di Nunzio Bellino e Giuseppe Cossentino, ” L’Uomo Elastico” è successo di pubblico https://agenziastampa.net/2022/08/02/brancaleone-presentato-il-libro-a-fumetti-di-nunzio-bellino-e-giuseppe-cossentino-luomo-elastico-e-successo-di-pubblico/ Tue, 02 Aug 2022 07:16:10 +0000 https://agenziastampa.net/?p=49797

Brancaleone (Reggio Calabria). Presentato, presso la dimora del confino di Cesare Pavese,

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Brancaleone (Reggio Calabria). Presentato, presso la dimora del confino di Cesare Pavese, il libro a fumetti di Nunzio Bellino e Giuseppe Cossentino, edito da Antea Edizioni e disegnato da Tiziano Riverso.  L’evento di grande spessore culturale e di rilevanza sociale rientra nel programma dell’Estate Culturale di Brancaleone 2022, promosso dalla Pro Loco di Brancaleone. Sono intervenuti Carmine Verduci, Presidente della Pro Loco di Brancaleone, e Tonino Tringali, proprietario della dimora del confino di Pavese, fiero e orgoglioso di aver ospitato questa presentazione,  di un libro a fumetto di carattere sociale, che porta alla ribalta una patologia rarissima e sconosciuta, dalla quale è affetto Nunzio Bellino.

La dimora del confino di C. Pavese oggi è visitabile, grazie alla volontà del suo proprietario,    che ha sapientemente recuperato il complesso edilizio, attraverso l’impegno e la promozione della Pro Loco di Brancaleone APS. Essa oggi è uno degli itinerari culturali della Calabria più apprezzato, in grado di promuovere, dal punto di vista culturale, la cittadina ionica, attorno alla quale sono stati costruiti anche percorsi escursionistici, che danno lustro al paese e a tutto il settore della filiera turistica e commerciale di Brancaleone, tutto l’anno.

Con i due autori, Bellino e Cossentino, ha dialogato il giornalista Sante Cossentino, che ha raccontato che il libro ” L’Uomo Elastico” è una sorta di spin- off  del film ” Elastic Heart “, realizzato da Giuseppe Cossentino, qualche anno fa, e come i due progetti corrono parallelamente, avendo una forte risonanza internazionale.

Il giornalista, dopo aver introdotto l’idea del progetto “ L’Uomo Elastico“, passa la parola agli autori del libro-fumetto.

Giuseppe Cossentino ha chiarito che ” L’Uomo Elastico” è un libro a fumetti, al quale egli tiene molto. Esso racconta la vera storia di Nunzio, che si trasforma in un supereroe per i vicoli di Napoli e combatte contro una patologia subdola e sconosciuta, la Sindrome di Ehlers- Danlos, che ancora oggi è ricordata con  il nome dei due scienziati  francesi, che l’hanno scoperta. Il volume, racconta lo sceneggiatore dell’opera, è uno strumento, che porta alla ribalta questa patologia, per incentivare la ricerca e combattere ogni forma di bullismo, discriminazione e razzismo. Un progetto “educational”, che vuole promuovere l’inclusione e la diversità. Ma l’autore sottolinea che non gli piace parlare di diversità, bensì di unicità, perché ogni essere umano è unico e irripetibile. E Nunzio Bellino, con la sua forza, il suo coraggio e il suo sorriso, è speciale, un vero e proprio simbolo contro ogni forma di violenza. A notare il suo talento è stata Eleonora Daniele a “Storie Italiane”, su RAI 1, giornalista e conduttrice di grande sensibilità che fa davvero servizio pubblico.  L’obiettivo dell’”Uomo Elastico” a fumetti è quello di entrare nelle scuole e sensibilizzare non solo i grandi, ma anche i più piccoli, sulla tematica del bullismo. Non a caso, la scuola è uno dei primi luoghi, in cui questa spinosa realtà si manifesta.

 A sua volta Nunzio Bellino, vero protagonista della serata, ha raccontato la sua storia ed ha recitato un commovente monologo sulla diversità, che ha colpito sensibilmente il pubblico presente.

 Una serata davvero particolare, dunque, dove temi attuali, come il bullismo, la diversità, le malattie rare, la ricerca, hanno visto una grande partecipazione di pubblico. Questo evento culturale e sociale, è il caso di dire, si intreccia con la storicità suggestiva di Cesare Pavese, con un vero successo.

Sono state presenti le telecamere di Arte’s TV e Massmedia Comunicazione, che hanno ripreso l’evento e intervistato i protagonisti della serata.

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Demetrio Salvi presenta il romanzo urban fantasy “Misteri napoletani: La crepa” https://agenziastampa.net/2022/08/01/demetrio-salvi-presenta-il-romanzo-urban-fantasy-misteri-napoletani-la-crepa/ Mon, 01 Aug 2022 08:25:40 +0000 https://agenziastampa.net/?p=49208

Napoli ha cavità oscure, capaci di generare paure profonde e Giona è mancato per troppo tempo da questa città per capire cosa si agita nel buio. Gli incubi che lo assalgono di notte si dissolvono col sole: sono anime sofferenti che non vogliono farsi vedere. Un mondo perverso lo attende e lo tira giù, lo illude che possa ritrovare quanto ha smarrito.

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Demetrio Salvi – “Misteri napoletani: La crepa”

Demetrio Salvi presenta un’opera visionaria a metà strada tra la graphic novel e la favola dark, in cui si racconta di presenze inquietanti in una Napoli sfuggente e misteriosa. Antiche leggende prendono vita e trasportano il protagonista Giona nel doppio speculare della città partenopea, in una vera e propria discesa negli inferi. Illustrazioni e grafiche sono di Rosa D’Avino.

Casa Editrice: L’undicesima copia

Genere: Urban fantasy

Pagine: 220

Prezzo: 6,00 €

«Cosa c’è vicino al letto? Cosa c’è? Cos’è? Cos’è quest’essere mostruoso, che mi fissa con due occhi enormi e neri; quest’essere che sembra un bambino orribile, pallido e smunto; questa specie di larva? Com’è entrato? Perché si trova qui, proprio qui, nella mia casa?»

“Misteri napoletani: La crepa” di Demetrio Salvi è un’opera particolare, che mescola il romanzo grafico e il racconto tradizionale per narrare una storia oscura e grottesca, che riesce a inquietare e allo stesso tempo ad affascinare. Il romanzo è ambientato in una Napoli disturbante e magnetica in cui si materializzano le tenebrose figure delle leggende popolari, che si aggirano indisturbate per la città. Sono corpi mostruosi che si agitano e vagano nel buio, provenienti da un mondo sotterraneo che è la copia speculare, benché spettrale, della solare Napoli.

Il protagonista del romanzo è Giona Michetti, un insegnante da poco tornato nella sua città natale dopo la fine del suo matrimonio; Napoli non è più come la ricordava, e da subito avverte la presenza di qualcosa di maligno non solo tra le strade ma soprattutto all’interno della sua casa – «Una paura innaturale circola nelle mie vene e non ne capisco il motivo anche se, improvvisamente, per un attimo, smetto di respirare e ho la sensazione che qualcosa aliti nella mia stanza». Il lettore osserva Giona cadere sempre più nella paranoia di non essere solo in casa; è un incubo a occhi aperti quello che vive, e nelle sue notti insonni si convince sempre di più di essere perseguitato da un’entità malevola. Quando essa infine si palesa, ha delle sembianze antropomorfe e non sembra particolarmente minacciosa: è una creatura minuta e gracile, e i suoi tratti ricordano quelli di un bambino di circa sei anni; non ha il dono della parola, e ha la pelle pallida e gelida.

Demetrio Salvi racconta dello strano rapporto che si instaura tra Giona e la creatura, che chiamerà Michele per dargli una parvenza di umanità; all’inizio scostante e impaurito, col tempo il protagonista si affezionerà a Michele e cercherà di proteggerlo. Il male, però, sembra strisciare dappertutto e corrompere le anime, e Giona intuisce che esso possa penetrare dalle crepe lasciate da un recente terremoto. L’apertura di una di esse sarà l’inizio del suo viaggio all’inferno e nel suo inconscio, che diventa il cuore oscuro e palpitante di questo misterioso romanzo.

SINOSSI DELL’OPERA. Napoli ha cavità oscure, capaci di generare paure profonde e Giona è mancato per troppo tempo da questa città per capire cosa si agita nel buio. Gli incubi che lo assalgono di notte si dissolvono col sole: sono anime sofferenti che non vogliono farsi vedere. Un mondo perverso lo attende e lo tira giù, lo illude che possa ritrovare quanto ha smarrito. Una furia improvvisa accompagna la sua disperata ricerca, tra cunicoli infiniti, fiumi perduti e luoghi nei quali l’amore non basta a salvare. La morte è sempre in agguato. Ma non è la cosa peggiore che possa capitare.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Demetrio Salvi (Napoli, 1961) è laureato con lode in Lettere Moderne e ha seguito i corsi di sceneggiatura tenuti da Robert McKee. Per la Video/Italia realizza documentari etnografici come regista e sceneggiatore e collabora con la casa di produzione ARAWA, per la quale scrive testi per documentari e la sceneggiatura del lungometraggio “Asia”. È direttore ai programmi di una storica TV regionale (Canale 21) e dirige numerosi cortometraggi, alcuni dei quali vengono premiati da prestigiose realtà culturali e istituzionali. Fonda, assieme a Federico Chiacchiari, la rivista di critica cinematografica Sentieri selvaggi che, dal 1999, farà da fondamenta a una omonima scuola di cinema; in tempi più recenti, tale scuola evolve in una realtà accademica col nome di UniCinema. Realizza saggi sul cinema e manuali di tecnica cinematografica. Nel 2015 realizza il lungometraggio “Casting” e presenta all’Expo di Milano il documentario “Cibodamare”. Nel 2018 gira il docufilm “A Mozzarella nigga”, selezionato da diversi festival internazionali. Collabora con Fabio Massa alla sceneggiatura del film “Effetto domino” e scrive, con lo stesso regista, lo script di “Mai per sempre”. Dopo “I giornaletti sporchi” scrive i romanzi “Misteri napoletani – La crepa”, “Mal’essere” e “Fuori di Qui”. Nel 2021 fonda con Rosa D’Avino la casa editrice L’undicesima copia.

Contatti

https://www.facebook.com/people/Demetrio-Salvi/100008317773652/

https://www.facebook.com/undicesimacopia/

Link di vendita online

https://www.amazon.it/MISTERI-NAPOLETANI-crepa-graphic-favola/dp/B0B4KVYZK6/ref=sr_1_6?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=2W3UAF8MJHKS5&keywords=Demetrio+Salvi&qid=1658491321&sprefix=demetrio+salvi%2Caps%2C459&sr=8-6

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“Continuerò a volare” … per non smettere mai di credere nei sogni https://agenziastampa.net/2022/07/27/continuero-a-volare-per-non-smettere-mai-di-credere-nei-sogni/ Wed, 27 Jul 2022 06:40:08 +0000 https://agenziastampa.net/?p=48808

E’ un viaggio alla scoperta di luoghi meravigliosi e un invito a

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E’ un viaggio alla scoperta di luoghi meravigliosi e un invito a non smettere mai di sognare, il romanzo fresco di stampa dal titolo “Continuerò a volare”, scritto da Graziella Polini e pubblicato, appena un mese fa (giugno 2022), nella collana “Gli Emersi – Narrativa” dell’Aletti editore. L’autrice è una tecnica radiologa, che vive a Parma e ha lavorato in ambiente sanitario per molti anni. Dopo un’ immobilità durata alcuni anni per motivi di salute, ha deciso di approcciarsi alla scrittura di poesie e racconti. «Il titolo – spiega la scrittrice – è stato scelto perché non bisogna mai smettere di credere nei propri sogni, anche i più difficili da realizzare. I sogni vanno inseguiti e, se non fosse possibile per varie situazioni, perchè non “continuare a volare” sia in senso pratico ma anche virtualmente? In fondo il nostro cervello può essere allenato anche con la fantasia».

La trama non è premeditata ma nasce da un’idea che, piano piano, pagina dopo pagina, prende forma ascoltando anche l’intuito. Narra la storia di Lisa, un giovane medico chirurgo che lavora a Milano. La sua passione e dedizione per il lavoro la portano a lunghi periodi in ospedale, senza sosta, senza tregua. Condivide vita e lavoro con il suo grande amore, Fabio, un uomo affascinante ma anche profondamente innamorato di Lisa. Lisa ama molto viaggiare e questa sua passione è la sua valvola di sfogo: nel suo mestiere non esistono orari di lavoro e le responsabilità sono enormi, a tal punto a volte, da non rientrare a casa dall’ospedale per molti giorni consecutivi. Così, quando è ora di staccare, Lisa, spesso da sola, s’imbarca sul primo volo… E così fa anche l’ultima volta: destinazione Haiti. Il suo viaggio la porterà a scoprire luoghi meravigliosi, ma la vacanza ha in serbo per lei un’esperienza alquanto drammatica, durante la quale incontrerà il misterioso Jack.

«Nella mia opera – spiega l’autrice – predominano sicuramente gli aspetti stilistici di dialoghi e descrizioni puramente semplici e formali, così da arrivare con purezza al cuore delle persone». Il libro, principalmente frutto della fantasia ma in cui è presente anche una piccolissima parte di realtà (che l’autrice, per il momento, non vuole svelare), è una continua ricerca di se stessi e di un equilibrio interiore, spesso raggiungibile solo viaggiando e volando con la mente.  «In questo – ne è convinta Graziella, accompagnata, fin da piccola, da comunicazioni legate alla sensitività – tutti dovremmo prendere esempio dai bambini. Spero di far sognare e volare anche voi!».

Federica Grisolia

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Rai. Aidr: complimenti alla giornalista Spadorcia per la nomina a vice direttore Tg2 https://agenziastampa.net/2022/07/25/rai-aidr-complimenti-alla-giornalista-spadorcia-per-la-nomina-a-vice-direttore-tg2/ Mon, 25 Jul 2022 06:56:27 +0000 https://agenziastampa.net/?p=48263

Alla giornalista Maria Antonietta Spadorcia i nostri migliori auguri di un proficuo lavoro. Così in una nota l’associazione Aidr, in merito alla recente nomina della giornalista, già caporedattore Rai del Tg2

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Alla giornalista Maria Antonietta Spadorcia i nostri migliori auguri di un proficuo lavoro. Così in una nota l’associazione Aidr, in merito alla recente nomina della giornalista, già caporedattore Rai del Tg2, come vice direttore della testata giornalistica.

“La dottoressa Spadorcia, valida professionista – continua in una nota l’associazione Aidr– ha saputo dimostrare negli anni un’attenta conoscenza e analisi delle tematiche legate alla digitalizzazione e ai nuovi media. Nel ringraziarla ancora del suo prezioso contributo in occasione di convegni e seminari, promossi dalla nostra associazione- le formuliamo i nostri migliori auguri.”

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“Viola. Il destino di un amore”, in libreria il nuovo romanzo di Lucio Gatto https://agenziastampa.net/2022/07/21/viola-il-destino-di-un-amore-in-libreria-il-nuovo-romanzo-di-lucio-gatto/ Thu, 21 Jul 2022 10:08:25 +0000 https://agenziastampa.net/?p=47999

L’autore si distingue anche per uno stile descrittivo, chiaro e preciso, con cui riesce a ricreare l’atmosfera di un determinato ambiente e a restituire in maniera incisiva dialoghi, interazioni, soliloqui, stati d’animo ed emozioni dei vari personaggi. Tra le pieghe della vicenda, inoltre, si insinuano interessanti e inquietanti spunti di riflessione sul valore della genitorialità, sulle relazioni con gli altri, sulla forza del destino e sui fantasmi di un passato che ritorna e con cui prima o poi bisognerà fare i conti. 

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Lucca – Una donna dolcemente complicata al centro di una vicenda ricca di colpi di scena e suspense. Sono questi gli ingredienti principali del nuovo romanzo di Lucio Gatto, “Viola. Il destino di un amore” appena pubblicato da Youcanprint. Lucio Gatto (pseudonimo di Luciano Giovannetti) è nato a Lucca nel 1951 dove vive. Laureato in Lettere Moderne all’Università di Pisa, dopo aver viaggiato a lungo e in largo per l’Europa, è tornato nella sua città natia dove ha insegnato materie letterarie negli istituti superiori per trentacinque anni. Dopo l’esordio con “Omicidi nella città delle Mura” (2005), ha pubblicato “L’enigma del Volto Santo” (2012), “L’alba del giorno dopo” (2019) e, di recente, “La pergamena scomparsa” e “Il mistero della Cattedrale” (2021).

Ora torna in libreria con un giallo avvincente e appassionante che tiene il lettore incollato al libro per oltre 150 pagine. Il merito di ciò è da ravvisarsi in almeno tre elementi.In primo luogo, nella costruzione dei personaggi. Dove si riflette la fine capacità di osservazione  e di penetrazione psicologica dell’autore. Lucio Gatto crea una galleria assai varia di tipi umani, dai tratti fisici, caratteriali e morali così ben definiti da suscitare nel lettore un’impressione di familiarità con le proprie cerchie di amicizia e conoscenze professionali. Contribuisce a rafforzare quell’impressione anche l’attenta ricostruzione dei microcosmi e dei contesti sociali e di lavoro nei quali i vari personaggi si muovono con grande naturalezza e disinvoltura. Su tutti grandeggia la figura di Viola, intorno alla quale ruotano le vicende del romanzo.

Viola è una giovane ricercatrice di Chimica, forte e fragile allo stesso tempo. Tanto forte e determinata nell’affrontare le sfide professionali e nel farsi largo in un ambiente molto competitivo, quanto fragile e quasi indifesa sul piano sentimentale, con un passato costellato di incertezze, slanci passionali, errori, innamoramenti e delusioni. Una personalità complessa, la sua, che non manca di affascinare il lettore e catturarne subito le simpatie. L’autentico protagonista del romanzo, tuttavia, è il Destino imprevedibile, che come un burattinaio capriccioso o un deus ex machina di altri tempi, lega, intreccia e scioglie i fili invisibili che muovono le vite di Viola e degli altri personaggi, in modi e forme spinte al limite dell’inverosimile.

In secondo luogo, nell’articolata e intricata trama che si snoda lungo un arco cronologico di oltre vent’anni, spaziando tra Milano, La Spezia, Barcellona, Trieste e la California. La trama mescola sapientemente gli elementi tipici del thriller (alcuni attentati scambiati all’inizio per una catena di incidenti, le indagini degli inquirenti e la cattura del colpevole che non chiarisce, però, alcuni aspetti della vicenda) con gli ingredienti propri del romanzo sentimentale (l’innamoramento di Viola, il tradimento, la vendetta del marito tradito che le porta via la figlia, la vita di lei accanto al nuovo compagno, il riconoscimento o agnizione finale) e di formazione (la maturazione e l’evoluzione dei personaggi principali verso una nuova consapevolezza di sé e della vita).

Terzo, nella sapiente tecnica narrativa adottata dall’autore. Lo scrittore lucchese comincia dalla fine,  con una scena che precede di poco l’aristotelica “catastrofe”,  cioè la fase risolutiva del dramma, per poi tornare indietro al passato e lasciare che premesse e antefatti, trame principali e (in apparenza) secondarie, domande e interrogativi si accumulino insoluti e si sedimentino nella mente del lettore. Nello scioglimento finale, anche l’ultima tessera del puzzle sarà collocata al suo posto, rivelando così il sorprendente disegno complessivo del romanzo.

L’autore si distingue anche per uno stile descrittivo, chiaro e preciso, con cui riesce a ricreare l’atmosfera di un determinato ambiente e a restituire in maniera incisiva dialoghi, interazioni, soliloqui, stati d’animo ed emozioni dei vari personaggi. Tra le pieghe della vicenda, inoltre, si insinuano interessanti e inquietanti spunti di riflessione sul valore della genitorialità, sulle relazioni con gli altri, sulla forza del destino e sui fantasmi di un passato che ritorna e con cui prima o poi bisognerà fare i conti.

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“Frammenti emotivi”. Quei dettagli che gratificano l’esistenza https://agenziastampa.net/2022/07/20/frammenti-emotivi-quei-dettagli-che-gratificano-lesistenza/ Wed, 20 Jul 2022 06:39:18 +0000 https://agenziastampa.net/?p=47873

Suggestioni, considerazioni e pensieri sono raccolti nell’opera “Frammenti emotivi”, scritta dall’autore bergamasco Giulio

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Suggestioni, considerazioni e pensieri sono raccolti nell’opera “Frammenti emotivi”, scritta dall’autore bergamasco Giulio Irneari, pseudonimo di Giuseppe Raineri, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore. «Ogni poesia del volume – spiega il poeta – rappresenta un dettaglio di vita. Per usare un’analogia che possa chiarire meglio: è come se uno specchio fosse andato in pezzi, ma ogni frammento non ha perso quella capacità di riflettere che possiede il pezzo intero».

Un linguaggio serrato ed immediato per condensare, in poche righe, diverse tematiche apparentemente poco correlate tra di loro. Ed è proprio l’autore a soffermarsi sugli argomenti più ispiratori dei suoi versi. «Spesso parlo di amore, di morte, di vita, di religione mettendomi nei panni di Giuda il traditore, di Giuseppe e dei dubbi che non può non avere avuto, di figli. Ho dato voce ad un certo punto al Mar Mediterraneo, ad Ipazia, donna scienziata e filosofa massacrata dal fanatismo religioso nell’Alessandria di Egitto nel IV secolo d.C, al glicine. Vorrei essere stato capace di far trasparire il dubbio come fonte di ispirazione, senza citarlo mai espressamente». La particolarità stilistica sta nell’essere quasi una narrazione che utilizza gli strumenti della sintesi, dell’immediatezza, dell’evocazione, tipici della poesia, in cui la parola si fa immagine.

«Nella presente raccolta – scrive il candidato al Premio Nobel Hafez Haidar nella Prefazione – Giulio Irneari ci offre preziosi frammenti emotivi, invitandoci a riflettere sul fascino e sul mistero dell’esistenza. La vita, pur essendo un viaggio diverso di volta in volta, austero o allegro, antico o nuovo, sereno o tormentato, rumoroso o silenzioso, in bilico tra realtà e sogno, ci conduce sempre alla ricerca di noi stessi». Tra le diverse liriche una è dedicata alla naturale e profonda relazione che esiste tra vita e teatroSuicidio sul palcoscenico è un modo per affrontare il rapporto tra realtà e scrittura. «La vita è come un copione che permette di recitare anche con qualche improvvisazione, nell’illusione di esserne padroni “in toto”, quando invece già non siamo stati in grado di decidere di venire al mondo. Spesso, la realtà ci sorprende e lascia pensare che ci sia un architetto, un regista che ne guidi la rappresentazione». Nella poesia Ode al libro, invece, è racchiuso l’amore dell’autore verso i libri, per lui portatori di gioia, e la cultura che riveste un ruolo immenso e decisivo. Come curiosità ed ecletticità.

L’augurio del poeta è quello di far vibrare corde emotive spesso sottaciute, di suscitare immagini e riflessioni che denuncino o aprano alla speranza dove e se possibile. «Vorrei che le mie poesie possano indurre riflessioni molto personali. Non ho la pretesa di suggerire soluzioni e risposte, ma preferirei che sia il lettore a trovare le proprie sollecitandolo anche alla critica, al dissenso, se necessario, in nome di una personalissima interpretazione».

 Federica Grisolia

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Pesaro. Il suono della bellezza, a Palazzo Montani Antaldi la presentazione del libro di Virginia Saba https://agenziastampa.net/2022/07/18/pesaro-il-suono-della-bellezza-a-palazzo-montani-antaldi-la-presentazione-del-libro-di-virginia-saba-2/ Mon, 18 Jul 2022 12:37:55 +0000 https://agenziastampa.net/?p=47233

il libro di Virginia Saba, Il suono della bellezza, note di vita e filosofia.Il testo racchiude un viaggio introspettivo alla ricerca della bellezza che purifica ed eleva l’uomo.  La particolarità di questo percorso risiede nel fatto che l’autrice compie tale itinerario con l’aiuto delle 32 Variazioni Goldberg di Bach, ciascuna delle quali – nota dopo nota – offre uno spunto per afferrare alcuni dei segreti più profondi della nostra esistenza.

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Sarà presentato domenica 17 luglio alle ore 19 a Palazzo Montani Antaldi a Pesaro, il libro di Virginia Saba, Il suono della bellezza, note di vita e filosofia.Il testo racchiude un viaggio introspettivo alla ricerca della bellezza che purifica ed eleva l’uomo.  La particolarità di questo percorso risiede nel fatto che l’autrice compie tale itinerario con l’aiuto delle 32 Variazioni Goldberg di Bach, ciascuna delle quali – nota dopo nota – offre uno spunto per afferrare alcuni dei segreti più profondi della nostra esistenza. L’evento è promosso dall’Associazione Università dell’Età Libera e vedrà, nella splendida cornice del cortile del palazzo storico pesarese su gentile concessione della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, la presenza di autorità civili, religiose e militari.

Dialogheranno con l’autrice, Maurizio Sebastiani, Presidente dall’Associazione Università dell’Età Libera, Prof.ssa Lella Mazzoni – Università Urbino Carlo Bo, Marcella Tinazzi – già dirigente Ufficio Scolastico Territoriale e Consigliere del Ministero dell’Istruzione. Il dibattito sarà coordinato dalla dott.ssa Rosangela Cesareo – Esperta in Comunicazione e Relazioni Istituzionali.

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“Il libro di Gianni Fortuna”, la nuova opera di Lorenzo Di Matteo https://agenziastampa.net/2022/07/18/il-libro-di-gianni-fortuna-la-nuova-opera-di-lorenzo-di-matteo/ Mon, 18 Jul 2022 07:18:42 +0000 https://agenziastampa.net/?p=47106

È uscita l’ultima opera letteraria di Lorenzo Di Matteo dal titolo Il

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È uscita l’ultima opera letteraria di Lorenzo Di Matteo dal titolo Il libro di Gianni Fortuna con la casa editrice Scatole Parlanti, per la Collana Soffi.

Lo scrittore romano, già autore di testi teatrali, romanzi e racconti pubblicati o messi in scena nel corso degli anni oltreché insegnante di teatro dal 2012 sia per adulti che ragazzi e bambini coi suoi laboratori, questa volta torna in libreria con una raccolta di 24 racconti brevi, che iniziano quasi tutti con C’era una volta. È stato Gianni Fortuna a scriverli: dopo una vita grigia e nella nebbia, finalmente un giorno la sua lucciola riapparve e gli diede la possibilità di raccontare storie e di togliersi così quella nebbia dalla testa.

Ha scritto di case maledette, di mele che non vogliono staccarsi dall’albero e di filosofi che aiutano una cagnetta a partorire: queste sono solo alcune delle atmosfere nate da quest’uomo ormai anziano, che vuole consegnarci le proprie fantasie letterarie.

Ho voluto con questo libro rispondere a domande complesse, toccare temi profondi con brevissime storie che iniziano quasi tutte con C’era una volta – ha dichiarato Di Matteo. Mi è piaciuto scrivere racconti brevi e dal tono leggero con animali e oggetti parlanti, che nascondono abissi filosofici e domande senza risposta. E dirò di più: il protagonista di una storia è un calzino spaiato, in un’altra l’eroe è un fusillo, che si erge maestoso dal piatto di pasta. Iniziare una storia con C’era una volta è, del resto, una grande responsabilità, soprattutto perché attraverso questa formula non ho raccontato fiabe, ma qualcosa che le trascende”.

Il libro di Gianni Fortuna è una meditazione a volte ironica e a volte tragica sulla vita. Il suo scrittore dice di non saper scrivere come i filosofi, né come i romanzieri, riesce però a far brillare i suoi racconti, come tante lucciole in una notte senza Luna.

Il collante di tutta la formazione di Di Matteo, lo si intuisce facilmente, sono i libri: da scrivere, da leggere e da narrare; ecco anche il perché di ‘Lorenzolegge’, il suo ultimo progetto incentrato sulla divulgazione della lettura e della Narrazione Teatrale.

Dati tecnici:

Autore: Lorenzo Di Matteo

Titolo: Il libro di Gianni Fortuna

Casa editrice: Scatole Parlanti

Collana: Soffi

Pagine: 98

Costo: 12 euro

Isbn: 978-88-3281-467-5

Lorenzo Di Matteo

Nasce a Roma nel 1979, si diploma al Liceo Classico e poi si laurea in Filosofia (primo livello) presso Roma Tre.  Da oltre vent’anni aiuta i ragazzi a studiare e a organizzare la settimana o la sessione di studi; ha ideato il Metodo di Studio “InterSUM”. Studia recitazione, appassionandosi dapprima allo studio del “corpo dell’attore” con la Biomeccanica Teatrale di Mejerchol’d col Maestro Bogdanov; poi decide di dedicarsi alla “voce dell’attore” con l’Arte della Parola, diplomandosi con Paolo Giuranna. Scrive sia per il teatro, che romanzi e racconti, alcuni di questi pubblicati o messi in scena nel corso degli anni. L’ultimo libro è del 2018, dal titolo “Bruno”, una raccolta di racconti sul tema dell’amore.

Nel 2018 ha debuttato con grande successo a Roma, presso l’Altrove Teatro Studio, un suo monologo teatrale, “Drumul”, da lui anche diretto, con l’attore italo-rumeno Marius Bizau. E quest’anno, nello stesso teatro, è andato in scena un suo nuovo monologo con l’attore Giorgio Carosi, “Novilunio”, di cui ha curato la regia.

Lorenzo insegna teatro dal 2012, sia a adulti che a ragazzi e bambini coi suoi laboratori, e collabora con diverse associazioni tra Roma, Viterbo (Compagnia Tetraedro) e Lucca (Tenuta dello Scompiglio).

Lorenzolegge è il suo ultimo progetto incentrato sulla divulgazione della lettura e della Narrazione Teatrale.

Sito personale: www.lorenzolegge.it

Pagina Fb: Lorenzolegge

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Max Deste presenta il romanzo “Il desiderio di cadere” https://agenziastampa.net/2022/07/13/max-deste-presenta-il-romanzo-il-desiderio-di-cadere/ Wed, 13 Jul 2022 06:59:10 +0000 https://agenziastampa.net/?p=46011

Un viaggio verso una rinascita, quello del protagonista del romanzo “Il desiderio di cadere”, l’ultimo lavoro dello scrittore e cantante ticinese Max Deste.

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Max Deste – “Il desiderio di cadere” 

Max Deste presenta un romanzo emozionante, in cui si racconta del percorso di rinascita del protagonista Jack dopo un lungo periodo di smarrimento. Con questa terza opera lo scrittore e cantante ticinese continua la sua esplorazione della solitudine dell’uomo contemporaneo, prigioniero di una società sempre più disumanizzata. 

Casa Editrice: Gruppo Albatros Il Filo

Collana: Nuove Voci – Strade

Genere: Narrativa contemporanea

Pagine: 324

Prezzo: 14,90 €

«Ero entrato in uno spazio amorfo, senza tempo, e avevo perduto il senso dell’orientamento. Ogni inquietudine si era dissipata. Fu a quel punto che un profondo desiderio di fondermi con il mondo esterno s’impossessò di me, un desiderio di sciogliermi in quella luminosità accecante, ancorarmi nel vuoto, cadere e non tornare mai più indietro».

Il desiderio di cadere” dello scrittore e musicista svizzero Max Deste è un romanzo crudo e drammatico in cui è presente anche una vena ironica, che riesce ad alleggerire la storia raccontata; Jack, il protagonista dell’opera, è la voce narrante che accompagna il lettore in una vicenda che parla di perdita e di dolore ma anche della possibilità di rinascere e di ritrovare l’equilibrio. Jack è un uomo indolente e tendenzialmente svogliato, che nella vita ama fare solo due cose: leggere e scrivere; è infatti autore di una raccolta poetica e di due romanzi ma non ha mai avuto l’intenzione di pubblicarli, perché è convinto che si debbano conoscere le opere di uno scrittore solo dopo la sua dipartita.

Jack è una persona decisamente sui generis, e non gliene si può fare una colpa visto quello che ha dovuto passare: egli è stato ricoverato in ospedale per quindici mesi, dove ha subito numerose operazioni e in cui ha lottato contro una forte depressione dopo un grave incidente in canoa; prima di essere soccorso ha inoltre trascorso sette giorni trascinandosi in una zona boschiva impervia per tentare disperatamente di sopravvivere, nonostante le numerose e dolorose fratture. Nell’incidente è stata coinvolta anche Lea, sua moglie da solo un giorno, che purtroppo versa in un coma irreversibile. La convalescenza di Jack è vissuta nella tristezza, nella solitudine e nella rassegnazione; oltre al trauma emotivo, egli si rende anche conto di avere una grave disfunzione erettile, probabilmente causata dai numerosi psicofarmaci prescritti per la sua depressione. Non è un quadro confortante per una persona che ha sempre sofferto di un certo male di vivere anche prima della sciagura di cui è stato vittima; per fortuna arriva in suo aiuto un guaritore colombiano, Pedro, che ha lasciato la psicoterapia tradizionale per dedicarsi a metodi alternativi: con lui inizia un rituale di psico magia, in cui rivive tutte le fasi dell’incidente. In queste sedute si utilizza la potenza catartica del racconto e della verbalizzazione dei propri traumi; Jack comincia a riprendere contatto con sé stesso, e finalmente ha di nuovo uno scopo dopo una lunga parentesi di vita troppo caotica e disorientante.

Con un linguaggio tagliente e senza filtri, Max Deste ci presenta il travagliato flusso di coscienza di Jack e ci rende partecipi della sua faticosa risalita, mentre tenta di ricostruirsi una vita professionale e sentimentale nonostante tutto intorno a lui sembri crollare inesorabilmente. E quando si arriva allo spiazzante finale pare quasi di averlo conosciuto personalmente quest’uomo scavato dal dolore, che è riuscito tenacemente e a volte inspiegabilmente a rimanere attaccato alla sua crudele esistenza.

SINOSSI DELL’OPERA. Essere vittima di un grave incidente in un momento particolarmente bello della vita, riemergerne dopo un percorso faticoso, ritrovare un senso delle cose e rimettersi in gioco fino a tornare a guardare il mondo con una prospettiva rinnovata. Un viaggio verso una rinascita, quello del protagonista del romanzo “Il desiderio di cadere”, l’ultimo lavoro dello scrittore e cantante ticinese Max Deste.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Max Deste è uno scrittore e cantautore svizzero. Laureato in lettere a Losanna con una tesi su Silone, in seguito ricercatore presso il FNS, attualmente vive nel Canton Ticino, dove è insegnante di scuola media e docente DFA. Dopo la raccolta poetica “Chiarori in una notte senza stelle” (2006) e la trilogia teatrale “Le metamorfosi” (2011), ha pubblicato tre romanzi: “Show Surprise” (2013), “Segui il tuo respiro” (2017) e “Il desiderio di cadere” (2022). Sul piano musicale si segnalano in particolare gli ultimi album da solista: “Ok Silenzio” (2018), “Antidoto 21” (2021) e il singolo “Innesca la felicità” (2021), diffuso in centinaia di radio, con il quale ha raggiunto il secondo posto della classifica indie italiana.

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Matteo Gracis presenta “Manuale di sopravvivenza per esseri umani che si sentono alieni” https://agenziastampa.net/2022/07/13/matteo-gracis-presenta-manuale-di-sopravvivenza-per-esseri-umani-che-si-sentono-alieni/ Wed, 13 Jul 2022 06:56:54 +0000 https://agenziastampa.net/?p=46009

Sei disposto a mettere in discussione le tue convinzioni? A guardare il mondo da un'altra prospettiva ma soprattutto a metterti veramente in gioco? Se la risposta a tali domande è sì, questo libro fa per te, in caso contrario, lascia perdere perché rischi di metterti nei guai.

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Matteo Gracis – “Manuale di sopravvivenza per esseri umani che si sentono alieni”

Lo scrittore, giornalista indipendente e libero pensatore Matteo Gracis presenta un’opera ribelle e completamente fuori dagli schemi, un vero e proprio elogio al beneficio del dubbio, al pensiero critico, libero e positivo. Un libro che invita alla riflessione profonda, dedicato a tutti coloro che credono fermamente nelle parole “libertà” e “verità”. 

Casa Editrice: Do it human Editori

Genere: Saggio/Manuale di crescita personale

Pagine: 320

Prezzo: 19,00 €

«Devo dirti una cosa importante: questo libro puoi leggerlo come vuoi, anche dal centro o dal capitolo che più ti ispira. Non ha un inizio né una fine, non ha un indice da seguire alla lettera tantomeno una narrazione che segue l’ordine delle pagine. Se preferisci sfogliarlo e fermarti a caso in un punto, puoi farlo. Sentiti libero e gioca con lui. Senza regole».

“Manuale di sopravvivenza per esseri umani che si sentono alieni” di Matteo Gracis presenta l’intenso flusso di pensieri a ruota libera di uno scrittore che, da sempre, ha abituato i suoi lettori alla sincerità più brutale. L’autore dispensa pillole rosse di verità, per citare il film “Matrix” (menzionato doverosamente anche nel testo); il suo intento non è però quello di imporre il suo pensiero ma di generare il salvifico dubbio, di spingere a farsi domande, di creare una massa critica che si ribelli allo status quo – «Poi ci sei te, che da qualche minuto ti stai domandando se sei veramente libero/a oppure no. È un bene perché tale quesito può essere l’inizio di un grande cambiamento, di una rivoluzione interiore, di una nuova consapevolezza».

È un’opera rivolta a tutti coloro che si sono sentiti dei disadattati – degli alieni – nella società, e ne hanno erroneamente sofferto; essere voci fuori dal coro, per Gracis, è invece l’ultima possibilità che ha il genere umano di evolversi positivamente e di esercitare il libero arbitrio – «È tutta la vita che ballo da solo, sono abituato e in fondo ci godo a star fuori dal coro. E allora avanti tutta, schiena dritta, testa alta e sempre naturalmente in direzione ostinata e contraria».

Durante la lettura di questo libro ci si sente a proprio agio, anche grazie all’utilizzo di un linguaggio fresco e informale: l’autore ci accompagna per mano nelle sue elucubrazioni e sa dosare bene quei momenti in cui con una sola frase può riuscire a spezzarci il cuore e le gambe; sono tante e importanti le tematiche che affronta – tra tutte si ricordano la sostenibilità ambientale, l’educazione, la politica, il giornalismo – trattate a volte con pungente ironia e altre volte con necessaria serietà, e sempre con un’invidiabile schiettezza.

L’autore inserisce il titolo di una canzone all’inizio di ogni capitolo e si serve di numerose citazioni letterarie, cinematografiche e provenienti da liberi pensatori e da uomini di politica e di cultura per infarcire la sua già densa opera (in fondo al libro sono poi elencate le playlist complete con i brani musicali inseriti, i libri citati e i film menzionati). Si possono trovare, inoltre, QR code con canzoni da ascoltare e video da guardare, disegni, schizzi, simboli, enigmi e perfino sillogismi; i font con cui è scritto il libro possono variare a loro piacimento, e anche le pagine spesso si capovolgono o si specchiano, in un turbine di libertà espressiva. Perché in fondo è ciò che l’autore ha sempre voluto: offrirci degli stimoli di riflessione per poi dare a noi il comando, in piena autonomia. Almeno finché pensare sarà gratis.

SINOSSI DELL’OPERA. Sei disposto a mettere in discussione le tue convinzioni? A guardare il mondo da un’altra prospettiva ma soprattutto a metterti veramente in gioco? Se la risposta a tali domande è sì, questo libro fa per te, in caso contrario, lascia perdere perché rischi di metterti nei guai. Un manuale di sopravvivenza per tutti coloro che cercano qualcosa in più, che vogliono guardare oltre e non si accontentano delle versioni ufficiali dei fatti, delle verità assolute e dei diktat. Un libro che emoziona, indigna, sorprende, diverte e cambia le regole del gioco ma soprattutto che fa pensare e regala preziosi spunti di riflessione, nonché pratiche playlist musicali, cinematografiche e culturali. L’autore veste i panni del Bianconiglio nel classico Alice nel paese delle meraviglie: sei pronto a scoprire quanto è profonda la sua tana?

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Matteo Gracis (Pieve di Cadore, 1983) è un giornalista e pensatore libero. È direttore della rivista Dolce Vita e fondatore del giornale online L’Indipendente.  È stato assistente alla comunicazione di un Deputato della Repubblica Italiana. Ha scritto “Canapa. Una storia incredibile” (Officina di Hank, 2019) e “Lontano. 10 viaggi che cambiano la vita” (Edizioni Effetto, 2020).

Contatti

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Booktrailer

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“D’amore ed altri discorsi”. Quel serbatoio inesplorato nell’animo di ognuno https://agenziastampa.net/2022/07/13/damore-ed-altri-discorsi-quel-serbatoio-inesplorato-nellanimo-di-ognuno-2/ Wed, 13 Jul 2022 06:53:24 +0000 https://agenziastampa.net/?p=45999

«La poesia si abbraccia con lo sguardo, si accoglie con il cuore,

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«La poesia si abbraccia con lo sguardo, si accoglie con il cuore, si medita nell’anima ma si esprime attraverso le parole». È il pensiero di Leonardo Mario Carrozzo, Colonnello dell’esercito in pensione, impresso nelle pagine dell’opera “D’amore ed altri discorsi”, pubblicata nella collana “I Diamanti della poesia” dell’Aletti editore. Il titolo racchiude in sé il contenuto della raccolta di liriche, composta, nella maggior parte, da poesie d’amore. Altri discorsi comprende, invece, poesie scaturite da riflessioni filosofiche, sportive, la natura, l’uomo.

«La poesia – afferma l’autore che vive a Lecce, appassionato di musica, sport, ricerca storiografica, scacchi, dama e giardinaggio – ha a che fare con l’armonia, lo scandire dei versi. Essa deve contenere una gradevole musicalità; il ritmo, l’incalzare o il rallentare del verso, deve essere tale da provocare piacere per lo spirito, momenti di riflessione o di replica. Il suono delle parole impiegate deve essere eufonico, inebriante, tale da coinvolgere il lettore e commuoverlo». I versi sono ispirati dall’immaginazione, l’astrazione, dall’emozione e dal ricordo. «Talvolta – racconta Carrozzo – le parole precedono il contenuto e lo portano verso esiti finali sconosciuti, per cui non sempre la scrittura trova riscontro nella realtà». In alcuni componimenti poetici, come “Alba”, “Prima che arrivi la sera”, “A mio padre”, pur riconoscendo la tragicità dell’esistenza umana, si celebra la bellezza e la necessità di reagire in maniera positiva anche alle difficoltà. «La poesia “Paura”, invece, esprime il timore di non essere accettato per quello che si è veramente,  rischiando di vivere, per mancanza di coraggio, d’illusione».

«Questi versi, – scrive Alessandro Quasimodo nella Prefazione -, tratti dalla raccolta di Leonardo Mario Carrozzo indicano, in modo sintetico e toccante, il destino dell’uomo: l’illusione di raggiungere mete, di assaporare intense gioie e poi di veder dileguare in un istante speranze e momenti di felicità. La brevità del testo sottolinea una concezione drammatica del vivere, esposta con equilibrio e concisione. Consapevole del destino dell’intero creato, comunque, l’autore invita a valorizzare gli elementi positivi che danno significato al nostro cammino». L’illustrazione della copertina ricorda l’immagine che ha ispirato la prima poesia scritta dall’autore pugliese dopo decenni di silenzio. Uno stormo di storni che, improvvisamente, si leva davanti ai suoi occhi per allungarsi nel cielo ed allontanarsi, in un battibaleno, verso Ostuni.

«Chi non trova le parole per esprimere i propri sentimenti – racconta l’autore – deve sforzarsi, ammesso che voglia farlo, di dedicare più tempo alla propria introspezione; troverà dentro di sé un serbatoio inesplorato, pronto per essere colto e magari scrivere una poesia. Al lettore vorrei trasmettere l’amore per la lettura, orientare il proprio spirito verso il bello quale espressione visibile del bene, spingerlo a riflettere e a sviluppare il suo spirito critico». “D’amore ed altri discorsi” verrà presentato il prossimo 7 luglio, a Lecce, presso l’ex convitto Palmieri.

 Federica Grisolia

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La luna celata”. «Dopo la terapia intensiva per Covid, ecco i miei secondi 40 anni» https://agenziastampa.net/2022/07/12/la-luna-celata-dopo-la-terapia-intensiva-per-covid-ecco-i-miei-secondi-40-anni/ Tue, 12 Jul 2022 06:59:08 +0000 https://agenziastampa.net/?p=45922

Un mese di terapia intensiva a causa del Covid all’ospedale “Cardarelli” di

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Un mese di terapia intensiva a causa del Covid all’ospedale “Cardarelli” di Napoli. Un viaggio all’inferno, senza l’aiuto di Virgilio, ma con la forza dell’amore, la vicinanza di Wanda, sua musa ispiratrice, e la volontà di completare un libro per realizzare un sogno e lasciare un segno che vada oltre il traguardo. La speranza per restare aggrappati alla vita. Quel libro è stato terminato e, fresco di stampa, pubblicato nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore. Si intitola “La luna celata” ed è la storia a lieto fine di Domenico Di Napoli, autore originario del capoluogo campano, che racconta – come lui stesso li definisce – i suoi secondi 40 anni. Poesie e pensieri dal 1982 al 2022. Il titolo dell’opera prende spunto dall’omonima lirica racchiusa al suo interno «che – spiega l’autore – a  sua  volta  fa  seguito ed è  legata a doppio filo all’altra poesia Pietra di luna e la completa. La parola ”celata”, molto suggestiva, è opera di Wanda. Paragono lei alla luna».

L’opera è un canto d’amore, unico sentimento genuino che non conosce età, filo conduttore in tutte le sue forme e sfaccettature. «Un tema trito, ritrito – scrive l’autore nella sua Introduzione – e anche abusato, ma grazie alla sua forza l’animo umano ha raggiunto le più alte vette della poesia. Perciò quando lo si scopre, risveglia sempre in ognuno di noi quel Fanciullo che dorme nel profondo del nostro inconscio, con tutte le sue innocenze e contraddizioni». Ma altri argomenti ispiratori dei suoi versi sono: la natura, il mare un luogo del cuore a cui sono dedicate alcune poesie è Diamante, comune calabrese con le sue spiagge e le sue acqua cristalline in cui l’autore ha vissuto tanti mesi estivil’eterna lotta tra bene e male, l’amore del verde e, non ultimo, il tempo. Il tutto trattato con uno stile spontaneo e il più istintivo possibile, con lo sguardo rivolto alla cultura classica e umanistica. «L’atlante poetico di Domenico Di Napoli – scrive nella Prefazione Alfredo Rapetti Mogol, figlio del noto paroliere – è intriso in ogni latitudine, in ogni longitudine di un infinito, profondo e continuo canto d’amore. La materia di cui è composto ogni verso è costituita di particelle, di vibranti atomi di questo sentimento così fortemente avvertito».

In qualche modo la realtà incide sempre nella scrittura. In particolare – afferma l’autore – «se la scrittura è lo specchio della realtà può essere storia o biografia o descrizione della natura o degli eventi; se è lo specchio di una realtà fantastica, allora può essere arte, purché non sia un riflesso distorto oltre limite». Luoghi e date si susseguono nella Luna celata come un cammino lungo la vita del poeta. «In questo viaggio nei miei secondi 40 anni – racconta Di Napoli – è cambiato tutto e niente. E’ cambiato tutto ciò che divora il tempo come dominatore inesorabile, ma non è cambiato nulla del mio spirito interiore che è sempre determinato a rincorrere i sogni da ragazzo». E questo viaggio ha un unico scopo rivolto al lettore: «l’esortazione a perseguire sempre la via del bene che è la più difficile da percorrere e  comporta  rinunce: meglio crediti che debiti di coscienza».

Federica Grisolia

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Mauro Zanetti, I fili del mondo https://agenziastampa.net/2022/07/11/mauro-zanetti-i-fili-del-mondo/ Mon, 11 Jul 2022 12:44:23 +0000 https://agenziastampa.net/?p=45427

Esce il terzo romanzo di Mauro Zanetti

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I fili del mondo è un romanzo storico ricco di intrighi e misteri, ma è anche una grande storia di amicizia e riscatto. Nell’Anno del Signore 1657 due tessitori genovesi in fuga dalla ondata di peste che si è abbattuta sulla loro città giungono nel borgo di Ala, nei pressi di Trento, dove ottengono ospitalità dall’illuminato parroco don Alfonso Bonacquisto che pensa di sfruttare l’occasione per proporre loro l’inizio di un’attività tessile. Per recuperare gli utensili necessari i tessitori devono tornare a casa affrontando un viaggio pericolosissimo: la Repubblica di Genova prevede pene severissime, sino alla condanna a morte, per chi esporta i segreti dell’arte tessile. Il viaggio procede tra imprevisti e colpi di scena e mostra il momento storico e i tratti salienti di una civiltà del nord Italia in uno dei secoli più travagliati e complicati dell’epoca moderna.

Mauro Zanetti è nato nel 1977 a Trento, città nella quale tuttora vive e dove insegna  italiano e storia in un istituto professionale. Questo è il terzo romanzo pubblicato con la casa editrice Nulla Die, dopo Tracce Parallele e La belva di Garait.

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Renato Modica, I reclusi di Via Cimabue https://agenziastampa.net/2022/07/11/renato-modica-i-reclusi-di-via-cimabue/ Mon, 11 Jul 2022 12:39:34 +0000 https://agenziastampa.net/?p=43626

Manuale di sopravvivenza nella scuola 2.0, utilizzabile, forse, anche al tempo del Covid (e pure dopo).

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Troppe riforme della scuola Superiore negli ultimi quarant’anni. Sanatorie per i precari, modifiche continue degli esami di maturità e variazioni sul tema della didattica. La pandemia da Covid 19 ha inasprito il carico di incombenze burocratiche e gli insegnanti, nel frattempo, sono divenuti sempre più anziani e costretti a sperare di potersi pensionare con qualsiasi modalità che li faccia sfuggire dal «traguardo» dei 67 anni. Il rapporto sempre più conflittuale fra insegnanti e alunni, fra insegnanti e genitori, l’Autonomia, l’Alternanza scuola-lavoro, la carriera, gli esami di Stato sono qui rappresentati con scanzonata ironia.

Qua e là fra le righe suggerimenti e proposte per una scuola scevra da continue riforme, fondata su una migliore selezione dei docenti e su edifici scolastici in piena efficienza e sicuri.

Renato Modica è entrato nell’istituzione scolastica con un raro concorso ordinario e ha insegnato nella scuola superiore per 33 anni. Ora è in pensione grazie a «quota cento», ma nella vita avrebbe voluto fare tutt’altro.

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Gloria Vocaturo presenta il romanzo “Autobiografia di mio padre” https://agenziastampa.net/2022/07/11/gloria-vocaturo-presenta-il-romanzo-autobiografia-di-mio-padre/ Mon, 11 Jul 2022 12:35:09 +0000 https://agenziastampa.net/?p=40242

Un romanzo intimo, emozionale, emozionante. In “Autobiografia di mio padre” Gloria Vocaturo affronta i valori fondamentali della vita: la famiglia, la morte, la spiritualità.

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Gloria Vocaturo – “Autobiografia di mio padre”

Gloria Vocaturo presenta un romanzo delicato e intimista, in cui presta la voce al padre defunto permettendogli di raccontare la sua storia e quella della sua famiglia sullo sfondo delle più rilevanti vicende italiane, dalla Seconda guerra mondiale ai giorni nostri. Un’opera che parla con serenità della vita, della morte e del loro stretto e imprescindibile legame.

Casa Editrice: Castelvecchi Editore

Genere: Narrativa contemporanea

Pagine: 104

Prezzo: 14,00 €

«Qui nulla è camuffato. Tutti si amano, c’è una felicità stabile, vergine, eterna. Qui la Storia è sempre freschissima, nessuno è nel passato. Qui non c’è la morte».

Autobiografia di mio padre” è l’esordio nella narrativa della poetessa Gloria Vocaturo, che ha voluto offrire ai lettori un’opera emozionante in cui ricorda l’amata figura paterna e in cui allo stesso tempo omaggia la sua intera famiglia, il perno attorno a cui ruota la sua esistenza. Il romanzo è narrato in prima persona dal padre dell’autrice, Romeo, anche se in realtà è lei stessa a donargli il fiato, le memorie e a riempire gli spazi vuoti; nonostante ciò è come se fosse proprio lui a parlare, mentre si trova in una dimensione trascendente molto vicina ai suoi cari, e anche a noi.

Le parti narrative in cui viene raccontata la storia terrena di Romeo e della sua famiglia sono intervallate da brevi istantanee, dei veri e propri soliloqui, in cui egli esprime i suoi pensieri sulla sua nuova condizione spirituale; egli avverte la mancanza dei suoi affetti ma allo stesso tempo respira un amore totalizzante, che lo riempie di pace. Dalla saggezza delle sue parole emerge la certezza che niente va perduto, che ogni cosa che si dissolve si ricrea e che i legami sinceri e puri vivono per sempre.

L’autrice unisce vita e morte in un unico, appassionante dialogo, che non termina mai e che si rafforza nell’amore; nell’opera l’esistenza terrena e quella spirituale si intrecciano saldamente permettendo una serena elaborazione del lutto, che non vede nel trapasso una chiusura netta e definitiva bensì un naturale proseguimento del cammino di un’anima. La morte non è quindi la negazione della vita ma è parte di essa, e in questa verità di fede si intravede tutta la potenza e la bellezza dell’esistenza.

Gloria Vocaturo invita alla riflessione profonda e sincera su ciò che per noi è il senso della vita, della famiglia e dell’amore, e ci offre un’intensa opera che diventa lo specchio attraverso cui osserviamo noi stessi, con le nostre fragilità e paure, con i nostri dubbi e dolori; in questo riflesso arriviamo alla fine a comprendere che non c’è timore, sofferenza o incertezza quando si crede nell’eternità.

SINOSSI DELL’OPERA. Un romanzo intimo, emozionale, emozionante. In “Autobiografia di mio padre” Gloria Vocaturo affronta i valori fondamentali della vita: la famiglia, la morte, la spiritualità. Leggendo, si respira l’eternità: i “Soliloqui” fungono da elementi connettivi tra ciò che accade, la vita, e il suo significato spirituale; rappresentano la voce interiore che, post-mortem, rimane indelebile. Il padre diviene immortale. Molto efficace, nel racconto, è la dialettica costante tra la sua presenza terrena – le sue debolezze, la sua italianissima malinconia – e la sua persistenza nell’Altrove.

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Gloria Vocaturo, romana, vive a Napoli da venticinque anni. Laureata in Scienze Politiche, ha all’attivo due opere poetiche: “È solo parte di me” e “Speranza”. È inoltre presente in numerose antologie. “Autobiografia di mio padre” è il suo esordio in narrativa.

Contatti

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Cetraro (CS). Vicesindaco Cesareo consegna riconoscimento alla giornalista Mediaset Ida Molaro https://agenziastampa.net/2022/07/11/cetraro-cs-vicesindaco-cesareo-consegna-riconoscimento-alla-giornalista-mediaset-ida-molaro/ Mon, 11 Jul 2022 10:03:33 +0000 https://agenziastampa.net/?p=40967

Il Municipio della costa tirrenica ha voluto ringraziare la giornalista per il suo proficuo impegno nell’aver saputo integrare le nuove tecnologie nel linguaggio giornalistico. La targa è stata consegnata dal vicensindaco di Cetraro Tommaso Cesareo.

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È stata consegnata alla giornalista Mediaset Ida Molaro la targa del Comune di Cetraro (CS) come riconoscimento dell’attività della professionista nell’ambito dell’informazione e della comunicazione. Il Municipio della costa tirrenica ha voluto ringraziare la giornalista per il suo proficuo impegno nell’aver saputo integrare le nuove tecnologie nel linguaggio giornalistico. La targa è stata consegnata dal vicensindaco di Cetraro Tommaso Cesareo. La cerimonia è avvenuta nel Palazzo di Città; la giornalista Molaro, in questi giorni è a Cetraro in occasione dei festeggiamenti per il compleanno della Portavoce della Commissione Europea in Italia, Manuela Conte. Tra gli ospiti della cerimonia presenti, diverse autorità civili e giornalisti.

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Saverio Sam Barbaro presenta il romanzo storico “Le contesse igieniche” https://agenziastampa.net/2022/07/11/saverio-sam-barbaro-presenta-il-romanzo-storico-le-contesse-igieniche/ Mon, 11 Jul 2022 07:25:34 +0000 https://agenziastampa.net/?p=40249

Tra intrighi, menzogne e incursioni nell’eccentrica vita di corte degli Asburgo, si narra della particolare e poco conosciuta figura delle “contesse igieniche” mentre si seguono le indagini di Carolina, che la conducono alla scoperta di un diario in cui le saranno rivelate verità impensabili e sconvolgenti.

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Saverio Sam Barbaro – “Le contesse igieniche”

Saverio Sam Barbaro presenta un intrigante romanzo storico, ambientato nel Regno di Napoli nel 1889. Incentrata sulla storia di due sorelle e su un intricato mistero che riguarda una di loro, l’opera offre un affascinante e poco conosciuto spaccato dell’aristocrazia europea della seconda metà dell’Ottocento. 

Casa Editrice: Castelvecchi Editore

Collana: Tasti

Genere: Narrativa storica

Pagine: 188

Prezzo: 18,50 €

«Il sole invadeva la stanza costringendola a strizzare gli occhi. Pigramente continuava a stare al letto incerta su cosa fare. Da scrittrice clandestina si era improvvisata investigatrice altrettanto clandestina. Con la differenza che aveva avuto le idee chiare su cosa scrivere ma adesso non sapeva cosa fare per portare avanti le sue indagini».

Le contesse igieniche” di Saverio Sam Barbaro racconta di un’epoca in cui era difficile, se non impossibile, essere donne indipendenti; lo sa bene la protagonista dell’opera, Carolina, una ragazza di ventidue anni intelligente, colta e audace, che deve fare i conti con una società che impone alle donne di sottomettersi volontariamente all’uomo, e di coltivare solo aspirazioni frivole. Carolina ha una sorella maggiore, Paolina, che è il suo opposto: volubile e conformista, ha sempre sognato un buon matrimonio ed è interessata solo al lusso e ai gioielli. Sposata con il conte Augusto Caianiello, vive una vita agiata ma per farlo deve pagare il prezzo di essere solo un bell’oggetto da esibire. Ci troviamo nel Regno di Napoli nel 1889: sono anni difficili e la crisi economica è sempre più evidente anche tra i ranghi più elevati; in questo contesto sociale in cui dominano i pregiudizi e le superstizioni si staglia Carolina con il suo disperato anelito di libertà, sicuramente in anticipo sui tempi.

Con una scrittura sincera e senza filtri, l’autore ci mostra la verità dietro la patina di perbenismo di quel controverso periodo storico; grande attenzione è riservata alla condizione delle donne, spesso vittime di violenza coniugale, che era purtroppo tollerata dalla collettività. Attraverso lo sguardo di Carolina possiamo osservare da vicino le ingiustizie a cui sono sottoposte le figure femminili ma possiamo anche conoscere il coraggio della protagonista di ribellarsi al suo destino: ella decide di scrivere un romanzo nonostante sia un’occupazione prettamente maschile, studia e si informa, plasmando la sua coscienza sociale e politica e tracciando da sola la propria strada. Ed è proprio la sua intraprendenza a metterla sulle tracce di un mistero che riguarda Paolina: ella ha riportato serie ferite dopo una presunta caduta da cavallo ma Carolina non è affatto convinta della dinamica degli eventi; una vocina dentro di lei le suggerisce che la sorella sia stata vittima della violenza del marito.

Tra intrighi, menzogne e incursioni nell’eccentrica vita di corte degli Asburgo, si narra della particolare e poco conosciuta figura delle “contesse igieniche” mentre si seguono le indagini di Carolina, che la conducono alla scoperta di un diario in cui le saranno rivelate verità impensabili e sconvolgenti.

SINOSSI DELL’OPERA. Nel luccicante mondo della mondanità asburgica, nei fiabeschi castelli della principessa Sissi era possibile trovare un particolare genere di dame dal sangue blu. Svolgevano un ruolo singolare, ritenuto fondamentale per la continuità della dinastia: concedersi all’imperatore per tenere sempre viva la sua virilità e assicurare un sufficiente numero di eredi. Venivano chiamate “Contesse igieniche“, e di una di queste figure di donna il romanzo narra la storia.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Saverio Sam Barbaro ha vinto nel 2012 il concorso Racconti nella rete. Nel 2020 ha pubblicato il thriller “Al di là delle onde” per Emersioni, poi selezionato per il torneo letterario Robinson.

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Nuovo titolo per la collana Oltreconfine de Le Assassine: arriva in Italia la bestsellerista Kim Jay con “L’isola degli sciamani” https://agenziastampa.net/2022/07/07/nuovo-titolo-per-la-collana-oltreconfine-de-le-assassine-arriva-in-italia-la-bestsellerista-kim-jay-con-lisola-degli-sciamani/ Thu, 07 Jul 2022 07:28:54 +0000 https://agenziastampa.net/?p=40082

Sbarca in Italia con la casa editrice Le Assassine e il titolo

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Sbarca in Italia con la casa editrice Le Assassine e il titolo L’isola degli sciamani Kim Jay, scrittrice, sceneggiatrice e vicepresidente dell’associazione degli autori di romanzi polizieschi in Corea.

Con la sua opera prima è diventata un’autrice da best seller: la critica ha definito infatti il suo primo romanzo giallo come un capolavoro della letteratura coreana.

Nelle pagine del libro Seong-ho, profiler molto noto a Seoul, viene incaricato di un’inchiesta di cyberbullismo che ben presto gli si ritorce contro nella sua vita privata.

Per uscire dalla trappola che gli è stata tesa, il suo capo gli affida una nuova inchiesta lontano da Seoul, sull’isola di Sambo. In questo luogo dove ha ancora importanza lo sciamanismo, sono sparite tre donne, probabilmente vittime di un serial killer. Kim Seong-ho è accompagnato da Yeo Do-yun, specialista nel folklore locale e in riti sciamanici. Ma sull’isola battuta dai venti e dalle onde, nell’aria glaciale di gennaio, Kim Seong-ho finisce per trovarsi sotto l’influenza dell’isola che possiede il potere di ravvivare i ricordi dimenticati. Il profiler finisce così per ritrovarsi nel cuore di un conflitto interiore che lo riporta al suo passato, un passato che sarebbe stato meglio seppellire.

“Ho trovato L’isola degli sciamani un romanzo interessante – ha dichiarato l’editrice Tiziana Prina – perché coniuga due aspetti della Corea: quello ipertecnologico che porta poi al cyberbullismo o a casi di hikikomori (coloro che si rinchiudono volontariamente nella propria stanza rifuggendo dal mondo) e quello tradizionale, lontano da Seoul, dove vi sono ancora credenze sciamaniche e la vita della grande città sembra quella di un altro pianeta.

Titolo L’Isola degli sciamani

Autrice Kim Jay

Editore Edizioni Le Assassine

Collana Oltreconfine

Formato Brossura

Pubblicato maggio 2022

Pagine 377

Lingua Italiano

Isbn o codice id 9788894979435

Traduttore E. Marchesino

Prezzo brossura € 20,00

Prezzo eBook €8,99

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LE SFIDE DEL PNRR PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE https://agenziastampa.net/2022/07/07/le-sfide-del-pnrr-per-la-pubblica-amministrazione/ Thu, 07 Jul 2022 07:15:31 +0000 https://agenziastampa.net/?p=39919

Uno strumento dedicato alla PA per accompagnarla nelle sfide del PNRR. Wolters Kluwer Legal & Regulatory Italia lancia One PA, la nuova soluzione digitale per la semplificazione

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La Pubblica Amministrazione è chiamata a intervenire con urgenza con importanti riforme e grandi trasformazioni per sostenere il PNRR. La nuova soluzione digitale One PA di Wolters Kluwer è stata studiata e realizzata proprio per semplificare e accelerare l’attuazione di quanto previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: digitalizzazione di processi e flussi di lavoro per garantire maggiore produttività, efficienza e piena operatività dei dipendenti anche da remoto; innovazione degli strumenti di informazione e aggiornamento, che dovranno essere sempre più completi e integrati per ottimizzare gli investimenti e semplificare l’attività amministrativa, anche grazie a soluzioni user friendly che facilitino comprensione e applicazione delle norme e guidino negli adempimenti con precisione e velocità.

“Con One PA, la Pubblica Amministrazione può affrontare le sfide del PNRR con un nuovo alleato, che garantisce l’affidabilità, l’autorevolezza e l’efficacia di Leggi d’Italia, che da 60 anni è partner della PA Centrale e locale. Si tratta di una soluzione sviluppata con le tecnologie più moderne e innovative e un motore di ricerca intelligente ancora più potente – commenta Antonella Loporchio, Vice President Product and Marketing di Wolters Kluwer Legal & Regulatory Italia (in foto).  – Con questa nuova soluzione, mettiamo a disposizione della PA un sistema integrato di informazione e aggiornamento con i più alti standard di qualità che si avvale di competenze giuridiche e tecniche di altissimo livello ed è arricchito di strumenti operativi fondamentali per chi deve affrontare ogni giorno responsabilità crescenti e adempimenti sempre più complessi in uno scenario in continua trasformazione”.

Il punto di forza di One PA è di essere basato su un sistema integrato di informazioni, contenuti specialistici e strumenti operativi, organizzati con una struttura modulare per adattare i contenuti alle esigenze di ogni interlocutore, con grande flessibilità: gli archivi di documentazione ufficiale più completa e aggiornata, l’interpretazione e l’approfondimento degli esperti, i servizi di alerting normativo più tempestivi, gli strumenti operativi per governare con precisione procedure e adempimenti in materia di appalti, pubblico impiego, tributi, edilizia e urbanistica, ambiente.

Con One PA, Wolters Kluwer completa l’ecosistema One con cui ha ridisegnato la propria offerta di soluzioni digitali per professionisti, aziende e, ora, anche Pubblica Amministrazione: One FISCALE per Studi Fiscale e Aziende, One LEGALE per Avvocati, Notai, Corporate Legal Department, One LAVORO progettato per Consulenti del lavoro e HR Manager, One HSE punto di riferimento per i professionisti della sicurezza sul lavoro e la tutela dell’ambiente.

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Andrea Parafioriti presenta il romanzo “La vana illusione” https://agenziastampa.net/2022/07/07/andrea-parafioriti-presenta-il-romanzo-la-vana-illusione/ Thu, 07 Jul 2022 06:47:55 +0000 https://agenziastampa.net/?p=39759

Andrea Parafioriti ci accompagna in un difficile viaggio, il più importante nell’esistenza del suo protagonista; è un percorso che non ammette ritorni ma che promette, forse, una salvezza per la sua anima mangiata dall’oscurità e da un implacabile intruso. L’autore presenta una storia di vizi e di ritrovate virtù quasi fuori tempo massimo, di vane illusioni e di necessari risvegli.

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Andrea Parafioriti – “La vana illusione”

Andrea Parafioriti presenta un intenso romanzo in cui si racconta la storia di un uomo spezzato: Pietro nel lavoro è spietato, ambizioso e cinico ma nella vita privata cerca di strapparsi via quella maschera che sta annullando la sua identità, che sta azzerando la sua moralità. Un’opera cruda e autentica sulla possibilità di una redenzione in extremis.

Casa Editrice: Bertoni Editore

Genere: Narrativa contemporanea

Pagine: 216

Prezzo: 17,00 €

«La Grande Creditrice, infine, mi presenta il conto. E, come facevo io, non accetta deroghe. Deve, vuole incassare il debito che ho contratto». 

La vana illusione” di Andrea Parafioriti è un emozionante romanzo narrato in prima persona dal protagonista, Pietro Barozzi, un uomo spregiudicato, moralmente arido e senza scrupoli. O per lo meno è così che appare al lettore quando vengono raccontate le sue imprese professionali: Pietro è senior manager per una società privata di recupero crediti, e quando agisce lo fa con precisione diabolica; non si lascia sfuggire niente e non fa distinzione tra innocenti e truffatori, perché il suo unico scopo è portare a termine il suo compito, e non importa se nel farlo deve lasciare dolore e devastazione lungo la strada. Qualche crepa però è presente nella sua personalità in apparenza granitica e fredda: quando lo vediamo con i suoi amici Andrea e Lavinia, per esempio, è completamente diverso e filtra dalle incrinature il lato luminoso della sua anima.

Con una scrittura immersiva e tagliente, l’autore racconta una vicenda che colpisce per la sua crudezza: la vita di Pietro è l’esempio del trionfo dell’effimero, con la sua macchina lussuosa e i suoi abiti firmati, e con la tossicità del contesto vuoto e deprecabile in cui si muove. Le persone che lavorano con lui sono fatte della sua stessa sostanza, e come virus umani si contagiano l’un l’altro ammalandosi di cieca ambizione e di vile ipocrisia. Ma forse Pietro è ancora recuperabile, e nel corso del romanzo intravediamo lentamente lo sgretolarsi della sua corazza, mentre emette un rigurgito di moralità che lo riporta alla radice delle cose, al cuore dei sentimenti – «Sento uno schifo interiore come un bolo da vomitare. Ma non posso vomitare tutto, non rimarrebbe nulla. Lo schifo è un rivestimento, un abito sartoriale che mi sono cucito addosso con il tessuto di ogni epidermide tirata via a vivo».

Andrea Parafioriti ci accompagna in un difficile viaggio, il più importante nell’esistenza del suo protagonista; è un percorso che non ammette ritorni ma che promette, forse, una salvezza per la sua anima mangiata dall’oscurità e da un implacabile intruso. L’autore presenta una storia di vizi e di ritrovate virtù quasi fuori tempo massimo, di vane illusioni e di necessari risvegli.

SINOSSI DELL’OPERA. Pietro Barozzi lavora in una società di recupero crediti. È preciso, didascalico, determinato. Non contempla nulla che esuli la programmazione e il guadagno. Ha un suo concetto di giustizia e delle regole, nella vita, nella società e nel lavoro. È l’immagine della vana illusione dell’immortalità umana che viaggia in auto di lusso, indossa abiti di lusso, misura i rapporti umani con la carta di credito. Pietro Barozzi è schivo e cinico, fa un mestiere impopolare ma necessario, si circonda di pochi amici stretti e fidati che sono la sua coscienza e lasciano emergere il Pietro senza corazza. Poi, le pietre miliari di Pietro vengono sgretolate da eventi inattesi. Non considera gli imprevisti della vita perché tutto è programmato e pianificabile. E invece no. Si trova a confrontarsi, suo malgrado, con altri esseri umani, differenti da lui, e con eventi che lo porranno di fronte alla propria coscienza e alla propria memoria. Gli eventi e gli incontri lo trasformano in un uomo differente, che cerca di risolvere il passato affrontando il presente.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Andrea Parafioriti è nato e vive a Roma. Laureato in Scienze della Comunicazione, è funzionario commerciale nel settore vendite di un’importante azienda. Cultore di musica rock e presunto giocatore di golf, è appassionato di letteratura, e ha partecipato a numerosi corsi di scrittura creativa tenuti da Fabio Bartolomei, Luca Manzi, Mila Venturini, Daniele Mencarelli (vincitore del Premio Strega Giovani 2020) e Giulia Caminito (vincitrice del Premio Campiello 2021). Ha pubblicato in self publishing “The Big Data e la Conoscenza nella società del Web 2.0” (2014) e la raccolta di poesie “Granelli di sabbia” (2016). “Recupero Crediti” (prima stesura, 2017) è il suo primo romanzo, pubblicato da Bertoni Editore nel 2021 con il titolo definitivo “La Vana Illusione”. Ha scritto (prima stesura): “Gioca la palla come la trovi” (2018) e “Il Viaggiatore” (2019). Ha scritto (stesura definitiva ed editing): “Come la memoria del pesce rosso” (2020). Attualmente sta scrivendo il suo quinto romanzo.

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Mauro Pepe e Massimo Bencivenga presentano l’opera “Scegli. Lotta. Vinci!” https://agenziastampa.net/2022/07/07/mauro-pepe-e-massimo-bencivenga-presentano-lopera-scegli-lotta-vinci/ Thu, 07 Jul 2022 06:45:31 +0000 https://agenziastampa.net/?p=39753

“Scegli. Lotta. Vinci!” di Mauro Pepe e Massimo Bencivenga è un’opera interessante e motivazionale, in cui si narrano le storie autentiche di persone che hanno creduto in loro stesse e nelle loro potenzialità, e che hanno raggiunto con determinazione traguardi straordinari, sebbene il viaggio da loro intrapreso sia stato pieno di cadute, fallimenti e disperazione.

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Mauro Pepe e Massimo Bencivenga – “Scegli. Lotta. Vinci!”

Mauro Pepe e Massimo Bencivenga presentano otto storie di uomini e donne che hanno plasmato il loro destino e che hanno abbattuto gli ostacoli incontrati durante il loro viaggio. Nell’opera si ricorda che chiunque, con i giusti strumenti, può raggiungere il proprio successo, in armonia con i propri valori e con la propria mission su questa terra.

Genere: Narrativa motivazionale/biografie ispiranti

Pagine: 213

Prezzo: 14,50 €

«Abbiamo raccontato otto storie, otto vite straordinarie, otto tra uomini e donne che attraverso le loro scelte e le loro gesta sono fonte di ispirazione».

Scegli. Lotta. Vinci!” di Mauro Pepe e Massimo Bencivenga è un’opera interessante e motivazionale, in cui si narrano le storie autentiche di persone che hanno creduto in loro stesse e nelle loro potenzialità, e che hanno raggiunto con determinazione traguardi straordinari, sebbene il viaggio da loro intrapreso sia stato pieno di cadute, fallimenti e disperazione. Troveremo, ad esempio, le imprese eroiche dell’atleta Wilma Rudolph, del visionario Elon Musk, della regina della Fisica e della Chimica Marie Curie e del motivatore Andrea Devicenzi. In queste storie, però, non ci si concentra solo sui protagonisti: gli autori hanno infatti dato molta importanza anche al contesto storico, geografico, sociale e politico in cui vivevano; ciò conferisce un valore aggiunto all’opera, che già può contare su un linguaggio accattivante che riesce a far presa sul lettore.

Mauro Pepe e Massimo Bencivenga utilizzano queste emozionanti parabole di vita per ispirare chiunque legga il testo a scegliere finalmente la propria strada – «La Scelta è alla base di ogni grande realizzazione e anche i nostri otto eroi, o meglio i nostri otto amici, nella loro vita, a un certo punto, hanno dovuto scegliere. Spesso la scelta non era facile né condivisa dalle persone a loro vicine. Molti vedevano una follia nelle loro scelte. Eppure grazie a quelle scelte hanno realizzato qualcosa di inimmaginabile, di eroico, di straordinario». Ciò che conta, una volta effettuata la propria scelta di cambiare, è la forte motivazione interna e l’applicazione delle migliori strategie per un periodo sufficientemente lungo; in tale processo viene in aiuto Mauro Pepe, Mental Coach da dieci anni ed esperto in gestione delle emozioni, formatore dell’Accademia per Mental Coach e fondatore del Gruppo Vinciconlamente, in cui si persegue la crescita personale e dove vi è un team qualificato che aiuta a intraprendere un percorso evolutivo. In questo libro, ad esempio, vi è un assaggio di ciò che si può imparare nei corsi: nell’ultimo capitolo si possono trovare infatti le venti abilità che hanno sviluppato i personaggi di queste storie, e che possono essere apprese da chiunque abbia la giusta motivazione. Gli autori hanno anche predisposto un’offerta per chi condivide e recensisce il libro su Amazon: un buono per un corso online di Vinciconlamente del valore di 147,00 €; il regolamento si trova su https://www.vinciconlamente.it/scegli-lotta-vinci.

SINOSSI DELL’OPERA. Il viaggio che intraprenderai insieme a noi e ai nostri amici non sarà una passeggiata di salute, sentirai l’odore della polvere e assaporerai l’amaro gusto della sconfitta. Viaggerai nel tempo e nello spazio, ma ci sarà un prezzo da pagare: piangerai di dolore insieme a Elon e Michela; proverai rabbia per ciò che il destino sembrava aver riservato ad Andrea e Wilma; sentirai una dolorosa empatia per Leo e Tim; ti rattristerai per le lotte al sistema e ai pregiudizi di Maria e Jack.

BIOGRAFIE DEGLI AUTORI.

Mauro Pepe è Mental Coach e Ingegnere (delle emozioni) con esperienza ventennale nella crescita personale come docente di corsi e CEO di Starmaker s.r.l. Ha all’attivo dal 2013 oltre 3000 coaching personalizzate con oltre 220 persone tra imprenditori, manager, atleti, allenatori, uomini e donne che vogliono migliorare la qualità della loro vita. CEO di Vinciconlamente.it, ideatore di numerosi corsi online sulla gestione delle emozioni (Vincere l’Ansia, Ginnastica Emozionale, I segreti del linguaggio del corpo) e ideatore del Modello Coaching VCM che è alla base della sua Accademia per Mental Coach.

Massimo Bencivenga è Content Manager e Ghostwriter, lettore vorace e appassionato di storia delle scienze, sport, storia e filosofia. Ha partecipato a diversi concorsi di narrativa con numerose vittorie e ottimi piazzamenti. Diversi suoi racconti sono presenti in varie antologie generaliste o a tema (salute, sport, western, gastronomia, fantascienza). Vincitore nel 2016 del concorso “Il volo di Pegaso” organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità con un racconto sulle malattie rare. Esploratore di sentieri che portano alla ricerca di storie emozionanti

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https://www.instagram.com/mauro_pepe_mental_coach/

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“Nello specchio di Venere”. Quando bellezza e divinità mitigano le sofferenze https://agenziastampa.net/2022/07/04/nello-specchio-di-venere-quando-bellezza-e-divinita-mitigano-le-sofferenze/ Mon, 04 Jul 2022 09:05:57 +0000 https://agenziastampa.net/?p=39740

«La potenza della bellezza è qualcosa di grande luminoso, ma anche tenebroso,

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«La potenza della bellezza è qualcosa di grande luminoso, ma anche tenebroso, oscuro in un continuo rapporto tra Apollo e Dioniso, elevazione ed ottundimento della mente. In questo rapporto ambiguo che ferisce ma al contempo consola ed eleva verso il cielo e lo spirituale, vi è la forza ultima della bellezza». Con queste parole, Sergio Sabetta, autore ormai noto nella community letteraria dell’Aletti editore, delinea gli aspetti caratteristici della sua opera “Nello specchio di Venere”, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” della casa editrice con sede a Villanova di Guidonia (Roma).

«La scelta del titolo – spiega il funzionario presso la Corte dei Conti di Genova ed ex magistrato onorario presso il tribunale di Chiavari – è in rapporto alla Natura. Venere è la Dea Madre che ha la forza creatrice, rigeneratrice ma anche la possibilità di perderti se non avvicinata con rispetto. Essa ha in sé la bellezza che riscatta la quotidiana bruttura, l’armonia contro la disarmonia, quello che dovrebbe essere e non è». La raccolta di liriche è suddivisa nelle seguenti sezioni: Al tempo degli dei (Antichi Dei; Sognando); Nella bellezza (Alla corte di Eleonora di Aquitania; Afrodite). Nei versi – come sottolinea Alessandro Quasimodo nella Prefazione – «emerge il contrasto tra bene e male, morte e vita. L’uomo partecipa alla costante dialettica tra forze avverse in un dualismo insito anche in lui. Come al giorno subentra la notte, alla luce le tenebre così alla gioia segue il dolore in un chiaroscuro continuoLe divinità di Sabetta come Era e Afrodite possono mitigare le sofferenze dell’umanità e suggerire valori di notevole importanza».

L’opera riflette, proprio come in uno specchio – quello in cui soffermarsi per andare oltre l’immagine e le apparenze – il senso più autentico della bellezza. Ciò che l’autore definisce «una tensione verso l’alto, un ricatto per l’umano che viene a perdersi nella quotidiana lotta per la sopravvivenza. Essa risiede in un’armonia che da fisica diventa spirituale, ma questa deve essere coltivata per comprenderla, amarla e proteggerla». Un continuo rapporto tra antichità e modernità. «Riscoprendo, infatti, il deposito di una storia antica, millenaria – spiega Sabetta -, legando passato e presente in un’unica trama, dove il tempo è solo apparentemente rottura, contrapposizione, ma nella realtà un’evoluzione, che può essere positiva o negativa, ossia un’onda, si ha la possibilità di filtrare il caos che viene generato, volutamente o inconsciamente, intorno a noi».

Nell’opera vi è un richiamo ai miti irlandesi, alla mitologia nordica e mediterranea, fino all’immergersi nel “Dolce Stil Novo” e nella “Scuola siciliana”, attraverso i provenzali fino agli andalusi, nella ricerca di un ideale, nell’essenziale sotterranea lotta tra quello che una volta era il “male e il bene”, tra disintegrazione e crescita. Ma anche un forte richiamo alle vicende storiche della famiglia dell’autore nel corso del Novecento. Attraverso la poesia vi è, dunque, la volontà di invitare il lettore «a guardare in se stessi, non proiettarsi sempre all’esterno in una corsa sempre continua, ma rallentare guardandosi attorno con attenzione, oltre le volute apparenze, introiettando la riflessione. Un esercizio impegnativo – afferma Sabetta – talvolta sgradevole, ma necessario».

Federica Grisolia

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Racconti nella Rete. Aidr: selezionati i vincitori della kermesse letteraria https://agenziastampa.net/2022/07/04/racconti-nella-rete-aidr-selezionati-i-vincitori-della-kermesse-letteraria/ Mon, 04 Jul 2022 07:18:53 +0000 https://agenziastampa.net/?p=39340

I vincitori saranno premiati a Lucca in occasione della 28^ edizione del festival LuccAutori, in programma dal 17 settembre al 2 ottobre 2022. La kermesse, nata da una un’idea del giornalista Demetrio Brandi e collegata al Festival letterario “LuccAutori, è diventata fucina di talenti letterari, che sul web hanno l’occasione di confrontarsi, crescere ed emergere

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La giuria tecnica della 21^ edizione del premio letterario “Racconti nella Rete” ha selezionato i venticinque racconti che saranno inseriti nella nuova antologia del Premio edita da Castelvecchi. I vincitori saranno premiati a Lucca in occasione della 28^ edizione del festival LuccAutori, in programma dal 17 settembre al 2 ottobre 2022. La kermesse, nata da una un’idea del giornalista Demetrio Brandi e collegata al Festival letterario “LuccAutori, è diventata fucina di talenti letterari, che sul web hanno l’occasione di confrontarsi, crescere ed emergere. “Siamo orgogliosi – sottolinea in una nota l’associazione Aidr – di essere partner per il quinto anno consecutivo del festival letterario, del quale condividiamo appieno la mission: il web come opportunità, la rete come mezzo di conoscenza.

Il premio Aidr ai giovani scrittori in particolare, va in questa direzione: incentivare i ragazzi a far emergere i propri talenti, grazie alle potenzialità della rete”. Questo l’elenco dei vincitori: 25 vincitori (in ordine alfabetico Alberto Bassetto “Otto” (Treviso), GianMarco Cellini “Non sono stato rapito dagli alieni” (Lucca), Gabriella Cirillo “Un tempo lontano da questo tempo” (Roma) (per bambini), Federica Codebò “Andrea” (Roma), Lucia Corsale “Rosetta” (Siracusa), Cesare Cuscianna “Variazioni Goldberg” (Caserta), Miriam De Marco “Non sono Damiano” (Cosenza), Gabriella Gera “La rivolta delle consonanti” (Milano) (per bambini), Antonella Landi “Il compleanno di Alice” (Livorno), Maria Luisa La Rosa “A caduta libera” (Roma), Arianna Lumare “Punto e basta” (Bari) (per bambini), Alessio Manfredi Selvaggi “Diverso da chi?” (Campobasso) premio AIDR, Moreno Mojana “Tindara, una ragazza del sud” (Genova), Chiara Pardini “Festa di compleanno” (Roma) premio BUDUAR, Maria Cristina Peruzzini “Foglie d’ebano” (Pesaro), Silvia Rivolta “Il 3%” (Monza), Marco Ruggiero “Il diretto Torino-Roma” (Roma), Stefania Salvi “Casting” (Roma), Marzia Santella “Zamino” (Rovigo), Benedetta Scafa “Grande chef” (Firenze), Riccardo Scafati “František” (Roma), Leonardo Schiavone “Annuso e lecco i piedi. No perditempo!” (Ancona), Irene Schiesaro “Solo il tarassaco” (Anzio), Oscar Tison “La porta in fondo al corridoio” (Belluno), Paola Zaldera “Notte di guardia” (Biella).

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“Prima di tutto”, il nuovo libro di Domenico Mucedola https://agenziastampa.net/2022/07/04/prima-di-tutto-il-nuovo-libro-di-domenico-mucedola/ Mon, 04 Jul 2022 06:53:02 +0000 https://agenziastampa.net/?p=39211

Lo scrittore Domenico Mucedola è tornato in libreria con il romanzo Prima

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Lo scrittore Domenico Mucedola è tornato in libreria con il romanzo Prima di tutto (Capponi Editore, collana Narrativa).

Che cosa spinge a mettere la propria vita a repentaglio per salvare un uomo? Rapporti di amicizia, ruoli “istituzionali”, legami di parentela, amore. Ma ciò non basta. Scelte drammatiche si impongono pagina dopo pagina sull’onda delle emozioni quando tutto è tragicamente in gioco.

“Casi di cronaca più o meno felicemente conclusi su teatri di lotta, il problema dei rifugiati di guerra e lo scontro frontale di ideologie e religioni mi hanno dato l’ispirazione per questo romanzo che definirei d’amore in senso ampio – ha dichiarato lo scrittore Domenico Mucedola.

A tali questioni non do una risposta se non nell’epilogo. Ed è la risposta che, secondo me, è la più vera di tutte: anche dal peggio può uscire il meglio, non ci sono mai situazioni in cui tutto è perduto, ex malo bonum come direbbe Sant’Agostino.

Mai come in questi giorni di odio abbiamo bisogno di un recupero emozionale e pratico di questa utopia”.

“In una corsa contro il tempo per salvare Liban, Fatima e Marco accettano il rischio di un viaggio in Somalia e giocano tutte le carte a disposizione in nome di qualcosa che viene “prima”, un sentimento solidale nato con l’uomo che questo romanzo ci svela essere al fondo di tutti noi. Un eroico bene senza tempo che può sorgere fin dalle radici di ogni possibile male” – ha commentato l’editore.

Dettagli

Autore: Domenico Mucedola

Editore: Capponi Editore

Collana: Narrativa

Anno edizione: 2022

Pagine: 208 p., Brossura

EAN: 9791280919069

Costo: 16,00 Euro

Sinossi

Marco, assistente di Storia Contemporanea alla Sapienza di Roma, e Fatima, campionessa di nuoto di fondo della nazionale italiana di origine somala, partono per la Somalia.

La ragazza vuole portare aiuto al fratello Liban detenuto a Mogadishu per reati politici che rischia la pena di morte. Per amore Marco la segue ben sapendo che il viaggio sarà pieno di rischi. Uno svolgimento teso, avvincente e commovente porterà a svolte spesso inaspettate e l’epilogo riserverà sorprese che segneranno una “crescita umana” del protagonista.

Domenico Mucedola

Nato a Milano nel 1962, ha compiuto studi classici e giuridici.

Nutre la passione per la scrittura fin dai tempi dell’università e alterna questa attività con quella di imprenditore nell’azienda di famiglia.

Ha scritto sempre a cavallo tra la sua città e i viaggi di vacanza e lavoro.

È membro del Rotary Club e si dedica ad attività di volontariato.

È membro, inoltre, della giuria del premio letterario Schignano CO “Racconti in valle” al quinto anno.

Nel corso della sua attività ha pubblicato: Una ragazza delle nostre – Racconti (Lalli editore), La linea del mulo – Romanzo (Il filo), Operazione Alba Iulia – Romanzo (Lupetti editore), Chiaroscuri di Sandra Williams – Romanzo (Amazon).

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LA MIA LOBBY, il libro di Massimo Tucci che fa luce sui riti e le manovre che regolano l’università italiana https://agenziastampa.net/2022/07/04/la-mia-lobby-il-libro-di-massimo-tucci-che-fa-luce-sui-riti-e-le-manovre-che-regolano-luniversita-italiana/ Mon, 04 Jul 2022 06:51:45 +0000 https://agenziastampa.net/?p=39209

Prima ricercatore e poi professore universitario di diritto amministrativo, Massimo Tucci è

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Prima ricercatore e poi professore universitario di diritto amministrativo, Massimo Tucci è arrivato in libreria con LA MIA LOBBY (Albatros Edizioni), un titolo quanto mai profetico e attuale visti gli scandali tra concorsi pilotati, concessioni e altri fatti di cronaca a cui stiamo assistendo.

In questa pagine Tucci prende in esame la realtà dell’università italiana e lo fa con quel piglio che fin da giovane quando avrebbe voluto fare lo scrittore e il giornalista l’ha visto andare con strenua determinazione controcorrente al sistema, alle dinamiche e alle sue falle: lo stesso principio su cui ha costruito poi tutta la sua carriera accademica.

I riti e le manovre di potere di una casta esclusiva sono esaminati con ironico disincanto da un Insider che li ha vissuti in prima persona in oltre trent’anni di carriera e vorrebbe che le cose cambiassero.

“Un’opera che mancava, nella descrizione di un mondo la cui importanza è cruciale per formare le prossime generazioni ma che al contempo è ancora vittima di usi e retaggi oramai insostenibili ha commentato l’editore.

Massimo Tucci con l’opera LA MIA LOBBY, edita dalla Albatros Edizioni, punta il faro contro la realtà accademica e le sue regole, cercando non solo di criticare ma anche di “costruire” una via d’uscita da percorrere nei prossimi anni, per continuare a dare speranza a chi rappresenterà il futuro del nostro paese”.

“LA MIA LOBBY – ha spiegato l’autore – ha avuto una gestazione lunga e nasce molto prima degli scandali degli ultimi tempi. Come ho scritto nella prefazione, questo non è un libro scritto per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. La mia carriera universitaria è stata per me soddisfacente. Non ho conti da regolare, forse qualche piccola e gratuita umiliazione subita da questo o quel cattedratico dell’epoca che stava sponsorizzando un altro candidato, ma nulla che non si possa dimenticare. Credo però che solo un Insider possa aiutare a comprendere un mondo complesso come quello accademico e contribuire a cambiarlo: perché una cosa è certa, così com’è l’università italiana non funziona e non funzionerà mai se non si comprende prima quali meccanismi contorti e sbagliati la regolano.

Questa mancata comprensione della realtà universitaria è alla base dei tentativi falliti di riforma che si sono succeduti nel tempo”.

È proprio inseguendo questa precisa missione che Tucci all’interno del libro suggerisce alcune ricette per dare una speranza ai tanti che vorrebbero riformare veramente il mondo accademico.

Un’analisi senza filtri, insomma, di una delle tante lobby che costellano la società italiana, accompagnata da una serie di proposte concrete che devono muovere però da un presupposto fondamentale per l’Autore: ogni cambiamento dovrà partire dal dato umano, dalla riforma in primo luogo delle coscienze di quanti dovranno realmente attuarla.

LA MIA LOBBY

Autore: Massimo Tucci

Editore: Albatros Edizioni

€ 16,00 – pp. 168

Rilegatura Brossura

I Edizione – Collana Saggistica

ISBN 9788831377645

BIOGRAFIA

Massimo Arnaldo Tucci

Professore universitario di diritto amministrativo, dopo un periodo di formazione in diverse università del nord Europa (tra Olanda, Francia e Lussemburgo), grazie a borse dì studio da queste attribuitegli ha insegnato in varie università italiane, da nord a sud. Autore di numerose monografie e articoli scientifici, è stato coordinatore scientifico di un Consorzio tra Università e mondo imprenditoriale, e ha partecipato a importanti progetti di collaborazione tra Unione Europea e università estere, dalla Siberia allo Zimbabwe. Ha anche collaborato come visiting professor a programmi sponsorizzati dall’UNIDO (United Nation Industrial Development Organization) delle Nazioni Unite.

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“Mago bianco – Vite e segreti di Pietro d’Abano medico ed eretico”, il nuovo libro dello scrittore e giornalista Roberto Zucchi https://agenziastampa.net/2022/07/04/mago-bianco-vite-e-segreti-di-pietro-dabano-medico-ed-eretico-il-nuovo-libro-dello-scrittore-e-giornalista-roberto-zucchi/ Mon, 04 Jul 2022 06:48:45 +0000 https://agenziastampa.net/?p=39203

Roberto Zucchi, scrittore e giornalista in passato responsabile dei settori Cultura ed

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Roberto Zucchi, scrittore e giornalista in passato responsabile dei settori Cultura ed Esteri e quindi caporedattore centrale del quotidiano “Il Gazzettino” di Venezia, torna in libreria con Mago bianco – Vite e segreti di Pietro d’Abano medico ed eretico (Il Prato Edizioni), la biografia romanzata del medico, astrologo, filosofo e mago vissuto tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo.

Se le sue numerose opere sono ben note agli studiosi, il poco che invece si sa della vita, anzi, delle sue vite – perciò il sottotitolo del libro parla al plurale – suggerisce quanto siano state avventurose.

Il romanzo ripercorre e approfondisce così le principali tappe della sua straordinaria e misteriosa vicenda, inserendola nei vari contesti storici e, al contempo, in una trama mitologico-fantastica. Dei 112 personaggi del libro, 58 sono reali. Vale a dire uomini, donne, papi e sovrani, che Pietro d’Abano ha incrociato o conosciuto.

“Mi ha sempre appassionato la storia della scienza – ha dichiarato l’autore –  particolarmente se legata al territorio. Quella storia impressa sulle pietre che calpestiamo senza avere la consapevolezza dei geni che l’hanno fatto prima di noi. In questo senso Padova, la mia città, è ricca di testimonianze eccellenti, grazie alla sua università, nata ottocento anni fa. La mia prima opera, Siderea Crimina, è stata infatti un romanzo storico con protagonista Galileo Galilei durante il suo periodo padovano. Così, quando mi sono imbattuto in un’altra gloria locale ascrivibile allo stesso filone pre-scientifico, Pietro d’Abano, ho deciso che la sua incredibile vicenda non poteva non essere raccontata. Altri naturalmente lo avevano fatto, ma soprattutto con saggi. Che, basandosi sulla scarsa documentazione biografica (non esiste neppure un vero ritratto suo), lasciavano aperti moltissimi interrogativi sulla dimensione umana. Ecco, io ho cercato di risolverli. È stato come ricostruire un puzzle da mille pezzi avendone cento: gli altri ho dovuto crearli, attingendo sia alla storia che al mito”.

Pietro d’Abano è, infatti, un genio avvolto nel mistero. Uno di quei pionieri della scienza, quando ancora si chiamava magia, che propiziarono l’uscita dal Medioevo e l’avvento del Rinascimento. A lungo perseguitato dall’Inquisizione, che ben tre volte cercò di condannarlo al rogo come eretico e negromante, in un’epoca in cui il solo viaggiare era un azzardo dopo l’adolescenza tra Abano e Padova fuggì a Costantinopoli, dove imparò le lingue e le arti mediche, quindi visse dieci anni nella nuova capitale d’Europa, Parigi, da insegnante alla Sorbona, e infine tornò a Padova, dove diede inizio alla sua famosa scuola medica, prima di sparire letteralmente dalla faccia della terra. Ma la morte è solo l’ultimo degli enigmi di Pietro d’Abano che queste pagine intendono svelare.

Titolo: Mago Bianco, Vita e segreti di Pietro d’Abano, medico ed eretico

Autore: Roberto Zucchi

Casa editrice: il prato publishing house srl

Collana: Storie Venete n. 6

Pagine: 512

Costo: 20 euro

ISBN: 978-88-6336-581-8

Formato: 12,5 x 20 (con alette di 8 cm)

Data di uscita ufficiale: 10 giugno 2022

Roberto Zucchi

Giornalista, è stato responsabile dei settori Cultura ed Esteri e quindi caporedattore centrale del quotidiano “Il Gazzettino” di Venezia.

Nel 2012 ha pubblicato il romanzo “Siderea Crimina” (Editoriale Programma), noir storico con protagonista Galileo Galilei, e nel 2019, con l’editore Il Prato, “Potere H – I disabili che hanno fatto la Storia”, raccolta di ritratti di personaggi illustri a dispetto dei propri handicap. Sposato, ha due cani molto affettuosi.

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“Pietas e Humanitas”. Un viaggio nel mondo del quotidiano https://agenziastampa.net/2022/07/04/pietas-e-humanitas-un-viaggio-nel-mondo-del-quotidiano/ Mon, 04 Jul 2022 06:43:36 +0000 https://agenziastampa.net/?p=39190

Si apre in queste pagine una finestra sul mondo dell’autrice, che attraverso

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Si apre in queste pagine una finestra sul mondo dell’autrice, che attraverso la poesia racconta il suo rapporto con l’esistenza dall’età adolescenziale sino al presente, in un intreccio continuo fra micro e macrocosmo. Flavia Vanessa Cappa in “Pietas e Humanitas”, raccolta di liriche pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti editore, racconta la sua personale visione del mondo e si sofferma – come suggerisce il titolo – sul concetto di umanità, rivolgendo particolare attenzione ai disegni del divino. Fra storie di vita quotidiana e familiare, rapporti umani e sentimenti, riflessioni sul mondo che ci circonda e su ciò che invece lo trascende, difficoltà e desideri di una persona comune.

La raccolta si suddivide in due parti: Poesie di gioventù e Poesie dell’età adulta. Peculiare è la presenza di liriche tradotte anche in tedesco, spagnolo, giapponese, persino in dialetto lombardo. «Sebbene la mia conoscenza non sia perfetta – spiega l’autrice che vive a Tromello, in provincia di Pavia – mi piacciono le lingue e “ci traffico” da anni. Anche il dialetto è una lingua a tutti gli effetti e personalmente lo trovo un fenomeno affascinante. Inoltre, alcune poesie mi venivano proprio in una determinata lingua, piuttosto che in italiano».

Alle liriche sono correlate delle illustrazioni, quasi tutti scatti ad opera dell’autrice, che ritraggono, ad esempio, i soggetti protagonisti oppure l’ambientazione. In diverse poesie si ritrova uno stile lievemente classicheggiante con la manipolazione di alcuni suoni e della sintassi, ma anche qualche micro-contaminazione da altre lingue. Le tematiche principali affrontate nei versi riguardano i rapporti umani problematici, il rapporto con soggetti non-umani (animali o luoghi), le culture e le civiltà, il destino, nonché il Bene, il Male e l’umanità. Il tutto condizionato dalla realtà, che può piacere o meno. «Si viene sempre ispirati da situazioni o persone reali. Fra tutte, vorrei ricordarne una, il cui pensiero ha contribuito a ispirarmi nella poesia Vegetale lo ved’io ovvero lo scrittore Adam Kadmon, un autore di incredibile spessore e cultura – anche poeta – che invito tutti a leggere. Ecco, senza il suo pensiero, certamente quella poesia non sarebbe mai nata».

«Si giunge alle ultime pagine dell’opera – scrive Francesco Gazzè nella Prefazione -con la sensazione neanche tanto vaga che Flavia Vanessa Cappa possieda quel proverbiale dono innato di poetare sempre guardando dritto negli occhi il lettore, di prenderlo letteralmente per mano e accompagnarlo nel di lei mondo favoloso e utopistico in cui poi ci si ritrova sbalorditi a mettersi a nudo come d’istinto, senza sapere il come e soprattutto senza domandarsi il perché». Ed è proprio questo che l’autrice vuole trasmettere al lettore. «Intendo semplicemente mostrare il mondo attraverso i miei occhi – racconta Flavia -. Ognuno poi trarrà le sue conclusioni. Ma soprattutto il mio desiderio più grande è quello di lasciare qualcosa a coloro che verranno, ai posteri».

Federica Grisolia

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Giorgio Gavina presenta il romanzo giallo “Il volto della vita” https://agenziastampa.net/2022/06/30/giorgio-gavina-presenta-il-romanzo-giallo-il-volto-della-vita/ Thu, 30 Jun 2022 06:47:38 +0000 https://agenziastampa.net/?p=39068

Un susseguirsi di episodi di violenza, stati emotivi, relazioni sentimentali e vicende famigliari il romanzo… sino ad un imprevedibile finale.

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Giorgio Gavina – “Il volto della vita” 

Giorgio Gavina presenta un avvincente romanzo giallo ambientato a Milano nella seconda metà degli anni Ottanta. Il protagonista dell’opera, Diego, dovrà improvvisarsi investigatore per dipanare un’intricata matassa di menzogne e violenze, di cui lui stesso è stato vittima. Una storia ricca di mistero, in cui i colpi di scena sono sempre dietro l’angolo.

Casa Editrice: Echos Edizioni

Collana: Giallo & nero

Genere: Romanzo giallo

Pagine: 252

Prezzo: 15,00 €

«Si è alzato il vento, quel maledetto vento. Lui odia il vento».

Il volto della vita” di Giorgio Gavina è un romanzo giallo dalle atmosfere enigmatiche e cupe, in cui si tiene alta la tensione del lettore grazie a una scrittura incisiva e tagliente e ad un’approfondita caratterizzazione psicologica dei personaggi. Ambientata nella controversa Milano da bere di fine anni Ottanta, l’opera presenta diversi spunti interessanti: al di là dell’intricato mistero da risolvere che coinvolge il mondo del malaffare, si parla della complessità dei rapporti tra genitori e figli e della passione per la musica, il cui peso si fa sentire di pagina in pagina, tra citazioni a brani musicali appartenenti al tempo della narrazione fino a vere e proprie sottotrame legate strettamente a questa forma d’arte.

L’autore racconta la storia di Diego Malerba, che si ritrova a ventisei anni a subire una brutta aggressione che lo priva dell’occhio destro; la sua nuova condizione lo getta nello sconforto, tanto da fargli decidere di isolarsi in un paesino di montagna con la sola compagnia del suo cane. L’incontro con una bella e dolce ragazza, Daniela, riporta lentamente Diego alla vita e gli fa rimpiangere la sua famiglia e soprattutto la musica e la sua band. Decide quindi di tornare a casa e di riprendere in mano la sua esistenza; il trauma per la violenza di cui è stato vittima, però, lo convince a voler indagare per scoprire sia il motivo dietro all’insensato assalto e sia il mandante e gli esecutori. Il protagonista si troverà presto a fare i conti con una realtà brutale e ingannevole, e purtroppo dovrà anche aprire gli occhi su alcune verità che lo cambieranno nel profondo, e che lo costringeranno a prendere drastiche decisioni.

Giorgio Gavina presenta un romanzo denso di eventi e di colpi di scena tra tradimenti, raggiri e loschi affari; la Milano di fine anni Ottanta gli ha permesso inoltre di rievocare l’atmosfera licenziosa di quegli ambienti che poco dopo sarebbero stati oggetto della nota operazione denominata Mani pulite. Tra prestanome e faccendieri, miserie e ambizioni, il miraggio del dio denaro che domina questa città effimera conduce a una vicenda tragica e oscura, dove la vendetta va servita fredda e i sensi di colpa riescono a sporcare anche i rapporti più puri.

SINOSSI DELL’OPERA. Modelle, musica, alcol, soldi. Alcuni dei pilastri che sorreggono la Milano da bere, sino all’arrivo di Mani pulite. É in questi anni che Diego, musicista per passione, figlio di un impresario funebre subisce l’aggressione domestica che lo porterà alla perdita dell’occhio. Tentativo di rapina andato male? Scambio di persona? Vendetta famigliare? Questa mutilazione porta il giovane in un abisso depressivo che lo spinge a trasferirsi in un paese di montagna semi disabitato. Unico compagno di vita il suo cane, Poe. É l’incontro fortuito con la bella Daniela a ridargli la forza di tornare in città, ricontattare famiglia e amici. A indurlo ad iniziare una nuova vita da imprenditore, musicista e da investigatore. Saranno i compagni della band, il dissoluto fratello dalla vita al limite, l’amico zingaro che lo aiuteranno a scavare nel torbido mondo di soldi, droga, ricchi imprenditori brianzoli, malavitosi calabresi e belle donne. Un susseguirsi di episodi di violenza, stati emotivi, relazioni sentimentali e vicende famigliari il romanzo… sino ad un imprevedibile finale.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Giorgio Gavina nasce a Vercelli nel 1971 e lì risiede per trentatré anni tra zanzare, aperitivi e musica. Ora vive nella parte più bresciana della provincia di Mantova a ridosso delle sponde del Garda, dove si divide tra famiglia, lavoro, amici, cavalli, cani e libri. Dopo un diploma in agraria si è dedicato alle scienze psicologiche. Nella vita si occupa di formazione, consulenza e comunicazione commerciale. Ha esordito nel 2015 con il romanzo noir “L’uomo del bene e del male” (Parallelo45 Edizioni). Nel 2016 esce la raccolta “Sono solo un uomo” (Ilmiolibro), nel 2017 la biografia “Il branco ha serrato le fila” (Augh edizioni) e nel 2018 “Reset. Sfida di Gerry” (Augh edizioni).

Contatti

https://giorgiogavina.it/

https://www.instagram.com/giorgio_gavina/?hl=it

https://www.facebook.com/gavinagiorgio

www.echosedizioni.it

Link di vendita online

https://www.echosprime.it/it/giorgio-gavina-il-volto-della-vita/

https://www.amazon.it/volto-della-vita-Giorgio-Gavina/dp/B09ZCS94VH/ref=sr_1_4?qid=1656432224&refinements=p_27%3AGiorgio+Gavina&s=books&sr=1-4

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“Ivana davanti al mare” il nuovo romanzo di Veronika Simoniti https://agenziastampa.net/2022/06/29/ivana-davanti-al-mare-il-nuovo-romanzo-di-veronika-simoniti/ Wed, 29 Jun 2022 08:05:02 +0000 https://agenziastampa.net/?p=39020

È disponibile in libreria e negli store digitali “Ivana davanti al mare”

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È disponibile in libreria e negli store digitali “Ivana davanti al mare” il romanzo dell’autrice slovena Veronika Simoniti (traduttrice di Andrea Camilleri in Slovenia), edito da Morellini Editore. Il libro campione d’incassi in Slovenia e già tradotto in diverse lingue, racconta un periodo drammatico della storia europea, in quel crocevia di popoli rappresentato da Istria ed ex Jugoslavia. Una vicenda tra Trieste e la Slovenia che conduce il lettore in una delle vicende più dolorose della nostra recente storia.

«L’uscita del mio romanzo “Ivana davanti al mare” in traduzione italiana per me è una doppia festa: non solo perché l’opera sta per cominciare una sua nuova vita in un’altra lingua, ma perché parla anche del passato dei luoghi dove storicamente s’intrecciano due culture, quella slovena e quella italiana, che mi sono – anche per ragioni intime – più vicine e mi stanno più a cuore. Sono contentissima che adesso anche i lettori italiani potranno leggere la storia di Ivana e sul destino del bambino nel suo pancione, il mistero che cerca di risolvere la nipote molti anni dopo la morte della nonna. – commenta la scrittrice – Sono felice che dopo molti altri Paesi il romanzo sia uscito anche in Italia, terra che amo profondamente. Il procedere della donna che sta al centro di questa storia rappresenta sia il cammino di tutte le donne europee, sia la viva rievocazione della traumatica Storia del Novecento, ma anche la ricerca della propria identità da parte di ognuno di noi».

Sinossi

La nipote di una anziana donna slovena, morta da poco, torna da Parigi per svuotare la casa di sua nonna Ivana, quando trova una foto di lei, visibilmente incinta, che stringe fra le braccia una bambina: “Ma come” si chiede, “non era figlia unica mamma?”. La donna si mette alla ricerca del significato di quell’immagine, stridente come un bianco e nero privo di grigio. Una fotografia che il Secondo conflitto mondiale sembra aver lasciato proprio perché fosse lei a scoprirlo. “Ivana davanti al mare” racconta un periodo drammatico della storia europea, in quel crocevia di popoli rappresentato da Istria ed ex Jugoslavia. Una vicenda tra Trieste e la Slovenia che conduce il lettore in una delle vicende più dolorose della nostra recente storia.

Biografia

Veronika Simoniti – (Lubiana 1967) è laureata in lingue e letterature romanze. Ha lavorato per vari anni come traduttrice freelance e lettrice di lingua italiana. In campo letterario ha esordito dapprima come autrice di fiabe per Radio Slovenia e in seguito con il racconto Metuljev zaliv (La baia della farfalla), con cui ha vinto il primo premio al concorso bandito dalla rivista “Literatura”. Da allora ha continuato a scrivere sia per la radio che per varie riviste letterarie. Ha vinto premi o ricevuto segnalazioni anche per altri singoli racconti. Nel 2005 l’editore Lud Literatura ha pubblicato la sua prima raccolta di racconti brevi, Zasukane štorije (Storie contorte), segnalata dal Premio Esordio del 2005 e due volte inclusa tra i finalisti del Premio per la migliore raccolta di prose brevi Fabula 2006 e Fabula 2007. Nel 2011 ha pubblicato la sua seconda raccolta di racconti brevi, Hudičev jezik (La lingua del diavolo).

I suoi racconti sono stati tradotti in quindici lingue straniere e figurano in antologie in lingue straniere (tra le quali la Best European fiction 2016). Nel 2014 è uscito il suo primo romanzo Kameno seme (Il seme di pietra) presso l’editrice Litera ed è stato segnalato, nel 2015, dal Premio Kresnik per il migliore romanzo dell’anno. Nel 2018 sono uscite due raccolte di racconti scelti tradotti: Teufelssprache (Litterae Slovenicae) in tedesco e Mere Chances (Dalkey Archive Press) in inglese. Nel 2019 ha pubblicato, per i tipi della casa editrice Cankarjeva založba, il suo secondo romanzo Ivana pred morjem (Ivana davanti al mare) che è stato segnalato dal Premio Modra ptica per il miglior manoscritto e ristampato lo stesso anno. È stato segnalato, inoltre, dal premio Kritiško Sito dell’Associazione dei critici letterari sloveni nel 2020, e ha vinto, nello stesso anno, il Premio Kresnik per il miglior romanzo dell’anno. È del 2019 anche Fugato, segnalato nel 2020 dal Premio Novo Mesto per la migliore raccolta di racconti brevi.

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“Il Calendario Storico”. La Sicilia raccontata con fantasia maccheronica https://agenziastampa.net/2022/06/27/il-calendario-storico-la-sicilia-raccontata-con-fantasia-maccheronica/ Mon, 27 Jun 2022 06:47:55 +0000 https://agenziastampa.net/?p=38802

«Una “fantasia maccheronica” sia per il linguaggio che per aver inventato una

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«Una “fantasia maccheronica” sia per il linguaggio che per aver inventato una fiaba siciliana, fotografata in un periodo e contesto storico che mi ha portato a mescolare la mia esperienza professionale ai racconti e i trascorsi dei miei nonni». Definisce così il suo libro Salvatore Seguenzia, autore siciliano, di Augusta (in provincia di Siracusa). Ed è lui stesso a spiegare il titolo dell’opera “Il Calendario Storico”. «Sono un Ispettore della Guardia di Finanza ed uno degli elementi rappresentativi del Corpo è appunto il Calendario Storico che, ogni anno, ha la sua diffusione nel periodo di dicembre come omaggio natalizio. Visto che il personaggio principe è un sottufficiale del Corpo, ho cercato di considerare, come elemento chiave, proprio il calendario con all’interno delle vicissitudini vissute nel corso delle indagini delegate al Maresciallo Seguino. Certo, posso garantire che, per il suo scopo utilizzato nel racconto, il libro ha un finale particolare».

La Sicilia può essere definita la musa ispiratrice del libro pubblicato nei “Diamanti della Narrativa” dell’Aletti editore. Con i suoi paesaggi, storpiati nel loro nome d’origine; il suo dialetto, che per l’autore dialetto non è, ma è una vera e propria lingua utilizzata dai personaggi nei loro dialoghi. Un “parlare” goliardico che trascina il lettore a girare la pagina e continuare a leggere tutto d’un fiato senza interrompere la lettura. L’attenzione maggiore è rivolta al concetto di “ricchezza”, intesa come valore e non come materialità delle cose. «La migliore ricchezza – afferma Seguenzia – è nel dare e non nel ricevere. Se questo principio si incolla dentro di noi, la nostra vita sarà stravolta positivamente e saremo da esempio per gli altri, che ancora credono il contrario. La libertà è l’autentica ricchezza che si realizza sugli eventi esterni a seguito della conseguenza di ciò che siamo e di come ci trasformiamo nel corso del tempo».

La trama è ambientata negli anni ‘60, quando la realtà era ben diversa da oggi. «Però – precisa l’autore – è sempre un supporto per poter spiegare come la vita di quel periodo era molto più semplice e genuina a cospetto di quella attuale. Quando scrivo le vicissitudini o le esperienze descritte, narro un misto tra il modo di essere di cinquant’anni fa e l’attuale vita quotidiana». Il romanzo, puramente di fantasia, è scritto in modo spumeggiante e, pagina dopo pagina, si crea un percorso che conduce a fantasticare con la realtà. La conclusione è un “finale aperto”, in cui il lettore è libero di esprimersi con la sua immaginazione.

Il linguaggio è lineare e scorrevole. Uno stile “maccheronico”, che suscita allegria e spensieratezza, che non stanca mai, perché ricco di suggerimenti comunicativi. «Nel mio raccontare, le frasi e le descrizioni possono attingere ad una metrica esistenziale che, in alcuni casi, si allontana anche dalla grammatica, per accedere al mondo dei sentimenti che non sono raggiungibili con le regole della quotidianità.

OgnI personaggio, nel suo modo di esprimersi, trasmette quell’immagine “patriarcale” dell’epoca ma, di contro, apprende che in fondo è sempre sé stesso: dedito alla famiglia, lavoratore terrano e professionista emergente». Salvatore ama descrivere la sua Terra, fonte di grandi cantori e cantastorie. E il suo messaggio è rivolto soprattutto ai giovani siculi ma anche a chi si trova per lavoro in Sicilia. «Vivi del profumo del nostro mare, del calore della nostra montagna, della melodia del nostro dialetto, della nostra antica arte e del valore delle nostre tradizioni. Questa terra ha una forza interiore che si permette di incoraggiare ogni giovane ad esternare ciò che prima viveva inconsciamente dentro sé stesso». Per l’autore scrivere significa dare sfogo ai propri desideri. E le eventuali critiche? «Cerco di prenderne atto – risponde Salvatore -. Ma talvolta mi ripropongo una celeberrima parola che Andrea Camilleri ripeteva sempre nelle sue opere e che poi è diventata una delle mie parole preferite: “stracatafottersene”».

Federica Grisolia

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Paolo Iasevoli, Il paese dei pendoli https://agenziastampa.net/2022/06/23/paolo-iasevoli-il-paese-dei-pendoli/ Thu, 23 Jun 2022 08:00:49 +0000 https://agenziastampa.net/?p=38759

Paolo Iasevoli è uno scrittore italiano, www.iasevoli.com è il suo sito personale. Il paese dei pendoli è edito da Nulla die

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San Melario è un piccolo paese italiano dove la vita oscilla tra il bar, la chiesa e la spiaggia. Fino a un mattino in cui un impiccato senza nome viene scoperto a penzolare dal platano più alto del parco, attirando una folla eccitata. Tutti si chiedono chi si sia appeso questa volta, rinnovando quella che sembra essere un’antica tradizione locale. Accorrono i giovani, che sognano di fuggire da un paese che li incatena a un luogo e a un tempo sempre uguali. Gli adulti, che progettano nuove vite sapendo già di non poterle vivere per mancanza di tempo o volontà. I vecchi, che ricordano epoche remote, accarezzandone le visioni in silenziosa immobilità. E infine i folli, sempre fuori da un tempo al quale non appartengono e da uno spazio incapace di contenerli. È un mare di vite, a ognuna delle quali è dedicato un capitolo e le cui prospettive s’intrecciano e contraddicono tra vizi, abitudini e segreti. Pezzo dopo pezzo, la loro vera natura svelerà il volto nascosto e terribile del paese e la sua storia proibita.

Benvenuti nel Paese dei Pendoli, preparatevi a oscillare.

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Vincenzo Cannova è il nuovo testimonial della casa editrice indipendente Scritto.io https://agenziastampa.net/2022/06/23/vincenzo-cannova-e-il-nuovo-testimonial-della-casa-editrice-indipendente-scritto-io/ Thu, 23 Jun 2022 06:46:25 +0000 https://agenziastampa.net/?p=38736

Cannova collaborerà alle iniziative della casa editrice, partecipando a workshop, laboratori, presentazioni ed eventi. Non solo: a breve l’aforista pubblicherà il suo primo libro proprio con Scritto.io.

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L’aforista Vincenzo Cannova è ufficialmente il nuovo testimonial della casa editrice Scritto.io

Vincenzo Cannova, noto aforista italiano seguitissimo sui social, è stato avvistato di recente in centro a Roma in diverse occasioni mondane con Sergio Mascitti, editore della casa editrice indipendente di Latina Scritto. io. Che cosa staranno tramando insieme?

Roma – E’ ufficiale:  Vincenzo Cannova è il nuovo  testimonial della casa editrice indipendente Scritto.io, realtà editoriale in continua crescita negli ultimi anni. Il noto aforista italiano è molto popolare sui social; in particolare sia su Twitter che su Instagram annovera circa 75 mila follower per un totale di oltre 150000 seguaci che lo seguono con passione e grande grado di partecipazione quotidianamente. Tra la direzione di Scritto.io e Cannova c’è stata subito una palese sintonia reciproca: un colpo di fulmine professionale che culminerà in diversi progetti presenti e futuri. Nello specifico Cannova collaborerà alle iniziative della casa editrice, partecipando a workshop, laboratori, presentazioni ed eventi. Non solo: a breve l’aforista pubblicherà il suo primo libro proprio con Scritto.io. L’obiettivo è quello di cavalcare quella che sarà la nuova ondata letteraria degli anni ‘20: gli aforismi, composizioni  brevi, d’impatto e piene di significato.

“Scrivo quello che sento.
Dico quello che provo.
Faccio quello che scrivo e dico”

Vincenzo Cannova

L’EDITORE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

info@diffondilibro.it

Biografia Sergio Mascitti. Sergio Mascitti nasce e vive dal ’57 a Latina. Si reputa un uomo molto fortunato: due ex mogli, quattro figli e quattro nipoti. La sua vita professionale è caratterizzata da fantasia e pragmatismo, due elementi fondamentali che gli hanno permesso di raggiungere diversi traguardi professionali. Da sempre attratto dal mondo del fare, l’impresa in tutte le sue forme.  Nel 1987 si occupa di  verde attrezzato e gestisce un vivaio di piante. I suoi hobby sono la letteratura e lo sport che segue con particolare dedizione. Il presente e futuro sono strettamente collegati alle proprie rinnovate radici.

La casa editrice. La casa editrice indipendente Scritto.io, con  sede a Latina, nasce a marzo 2020 da un’idea dell’Editore, Sergio Mascitti.
Ad aprile 2020 esce la prima pubblicazione di Scritto.io.
Ad oggi, i libri pubblicati sono circa 30; tra i quali si segnalano “Erbario Emozionale” di Francesca Serra e “Il sacrificio di Camilla” di Giulia Giordano.  I generi toccati  sono diversi: dalla poesia (oltre sedici le raccolte pubblicate), ai romanzi, ai racconti.

Lo Staff  di Scritto.io è composto da:
Sergio Mascitti – Editore
Francesca Serra –  Direttrice editoriale
Raina Tedde – Direttrice marketing
Moira Marchetti –  Coordinatrice
Una vasta gamma di segretari, addetti all’ amministrazione grafici  e programmatori completano il quadro del team editoriale.

Contatti
https://scritto.io/

https://www.instagram.com/scritto__io/?hl=it

www.poesiemascitti.it

https://www.instagram.com/sonusdecanna/

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“Le Negazioni” il nuovo romanzo dello scrittore Marco Gottardi https://agenziastampa.net/2022/06/21/le-negazioni-il-nuovo-romanzo-dello-scrittore-marco-gottardi/ Tue, 21 Jun 2022 08:20:43 +0000 https://agenziastampa.net/?p=38632

È disponibile in libreria e negli store digitali “Le Negazioni”, il nuovo

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È disponibile in libreria e negli store digitali “Le Negazioni”, il nuovo romanzo dello scrittore Marco Gottardi, pubblicato da Emersioni.

Questo romanzo costituisce, prima di tutto, l’accettazione e il compimento di una sfida stilistica, da sempre al centro della mia ricerca narrativa, e al contempo la realizzazione di un’idea di teoria letteraria (legata al concetto di negazione) declinata nella più piena, intima e profonda concretizzazione del progetto di storia, di fictio narrativa, di trama gravida di valori”, commenta lo scrittore. 

Sinossi

Valter, docente di letterature comparate all’università Sorbonne Nouvelle-Paris 3, torna a casa per la morte del padre. Manca da sedici anni, da quando ha lasciato la vecchia casa ai piedi delle colline trevigiane, dopo aver litigato con l’unico genitore rimastogli ed essersene andato sbattendo la porta, senza più mantenere alcun contatto con suo padre. Torna soltanto per il funerale e per vendere la casa, ma questo suo ritorno lo costringe a fare i conti con il passato, con quello sconosciuto degli ultimi sedici anni e con quello che lo ha preceduto, un passato fatto di silenzi e affetti perduti, di reticenze e misteri.

Le negazioni sono un libro sull’abbandono e sulla possibilità di porvi rimedio, è la storia di un quarantenne che lentamente si riappropria di un tempo smarrito, sospeso, i cui fili invisibili, per quanto sottili, possono ancora intrecciare presente e futuro, nonostante il tempo abbia cambiato molte cose, compreso lo stesso Valter. Ma nulla, se non la morte, è irrevocabile. Le negazioni, allora, raccontano anche questo: la redenzione di un uomo che a poco a poco riconosce le proprie colpe e se ne libera, ritrovando vecchi affetti e scoprendo nuovi legami, imparando in fondo a riconoscere se stesso.

La negazione, inoltre, si pone quale risorsa stilistica egemone e cifra distintiva del romanzo tutto, tracciando questo itinerario di redenzione come una sorta di correlativo oggettivo dello stato d’animo del protagonista, fino al ribaltamento di segno finale, in cui la negazione cede il passo alle tre affermazioni che concludono il libro.

Scritto interamente in prima persona al presente, il romanzo abbatte le distanze tra scrittore e lettore, consentendo a quest’ultimo (attraverso una prosa vivida e risoluta nella quale sono evidenti i modelli di Faulkner e Onetti) di identificarsi in Valter, nella sua storia, nel valore di un ritorno a casa che è in ultima istanza la costruzione di un perdono.

Biografia

Marco Gottardi (poeta, scrittore, giornalista e critico letterario, attualmente caporedattore presso Edizioni Chartesia di Treviso) nasce a Montebelluna (TV), il 12 ottobre 1978. Esordisce nel luglio del 2002 con la raccolta di poesie Scritti Novelli. Comincia a partecipare a qualche concorso letterario e nel 2003 è finalista alla nona edizione del premio internazionale “Jacques Prevèrt”, ottavo al concorso letterario internazionale “Angelo Maria Mastromattei” e quarto alla sedicesima e diciassettesima edizione del concorso “Una poesia per Pamparato” (2003 e 2004). Nel luglio del 2003 pubblica con la Montedit di Milano il suo secondo libro di poesie Perdutamente Riversi, che viene recensito in diverse riviste letterarie italiane. È di nuovo finalista alla dodicesima edizione del premio letterario “Il club degli autori2005/2006 e, nel marzo del 2005 esce, sempre a cura della Montedit, Incanti e Cadute, sua terza raccolta in versi.

Nel 2008 è finalista alla decima edizione dell’importante “Premio de Palchi/Raiziss” e, nello stesso anno, terzo classificato al “Concorso di poesia Colfosco”, concorso che vince l’anno successivo.

Nel febbraio 2007 si laurea col massimo dei voti e la lode in Lettere all’università Ca’ Foscari di Venezia, conseguendo nel 2009, con medesima votazione, la specializzazione in Filologia e Letteratura Italiana Medievale e Umanistica. Dal 2003 al 2013 è critico letterario, recensore e redattore culturale per il periodico Marcaaperta, e nello stesso periodo collabora anche con altre riviste culturali come Il Cortese e Servabo. Nel 2008 è segretario dell’associazione culturale “Il sogno di Polifilo”. Nel 2012 fonda il movimento artistico-letterario dei Folli, scrivendo il manifesto ed esercitando il ruolo di teorico del movimento stesso; sempre nel 2012 esce per le cure di Sismondi Editore il canzoniere Liber Salutis. Nel 2014, con la silloge Te Deum (al momento  inedita) è finalista al “Concorso di poesia religiosa San Francesco”, concorso nel quale l’anno seguente conquista la Menzione d’Onore; nel 2015 si distingue anche al “Concorso internazionale di poesia Camellia Rubra Città di Montebelluna”, dove si aggiudica il Premio speciale Città di Montebelluna, e al prestigioso “Concorso nazionale di poesia e narrativa Guido Gozzano”, in cui risulta finalista con la raccolta I frantumi del niente (ancora inedita).

Nel luglio del 2016 esce per De Bastiani Vini e cicchetti. Guida alle osterie della Marca Trevigiana, una geografia sentimentale del buon bere che racconta i migliori templi di Bacco.

A gennaio 2017 esce il suo primo romanzo, Il curioso caso del signor G (Bibliotheka Edizioni) e a gennaio del 2019 Testamento (CSA Editrice), il suo secondo romanzo. Le negazioni, pubblicato a gennaio del 2022 da Emersioni di Roma (ex collana Castelvecchi, ora casa editrice diretta dallo scrittore Michele Caccamo e parte del Gruppo Lit Edizioni), è il suo terzo romanzo.

Per Edizioni Chartesia di Treviso ha scritto tutti i testi della guida Vini e cantine d’Italia (collana Delibo) dal 2015 al 2019, i testi dei libri su Vicenza, Parma e Padova (collana Grand Tour) e, nel 2021, l’intero commento introduttivo ai cento canti dell’edizione illustrata della Divina Commedia (collana Epica).

Attualmente lavora al suo quarto romanzo.

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Max Nardari presenta “Meglio Fare 100 Cose Bene che una Male. Come diventare un creativo multifunzionale” https://agenziastampa.net/2022/06/21/max-nardari-presenta-meglio-fare-100-cose-bene-che-una-male-come-diventare-un-creativo-multifunzionale/ Tue, 21 Jun 2022 06:42:57 +0000 https://agenziastampa.net/?p=38594

Questo libro è un inno alla creatività multifunzionale rispetto alla quale il concetto di dispersività assume l’accezione positiva di poliedricità: “più cose fai e maggiori risultati avrai”.

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 Max Nardari – “Meglio Fare 100 Cose Bene che una Male. Come diventare un creativo multifunzionale”

Il regista Max Nardari presenta il suo primo libro in cui offre la sua esperienza più che ventennale di creativo multifunzionale, per incoraggiare coloro che non credono in sé stessi a non arrendersi mai e per offrire una formula innovativa per realizzare i propri sogni.

Mercoledì 22 giugno alle ore 19.00 avrà luogo l’anteprima del libro presso il Caffè Letterario di via Ostiense, 95 (Roma), con la partecipazione dell’attrice Daniela Poggi, autrice della prefazione dell’opera insieme al celebre mental coach Roberto Re.

Casa editrice: Edizioni Bookness

Genere: Narrativa motivazionale/autobiografica

Pagine: 148

Prezzo: 13,90 €

«Attraverso la mia esperienza, fatta di alti e bassi, spero di poterti offrire delle indicazioni pratiche perché tu possa focalizzare le tue energie per realizzare i tuoi sogni, senza arrenderti mai».

Meglio Fare 100 Cose Bene che una Male. Come diventare un creativo multifunzionale” di Max Nardari ha un titolo provocatorio e significativo: l’autore vuole infatti ribaltare il pensiero comune per affermare che portare avanti più progetti simultaneamente non sia negativo ma, anzi, possa offrire la spinta per impegnarsi e per alimentare la propria iniziativa e la propria volontà.

Per invitare ad abbracciare la filosofia del creativo multifunzionale, Max Nardari narra la sua storia personale e soprattutto artistica, portando esempi concreti di come si possano superare gli ostacoli e raggiungere il successo; il libro è quindi rivolto in particolare «alle persone creative con molteplici potenzialità che però, per mancanza di fiducia in loro stesse, non riescono a sviluppare al meglio i propri talenti». Lo scrittore – che è anche regista, cantautore, sceneggiatore e produttore cinematografico – è riuscito con le sue forze a mettere in piedi una casa di produzione indipendente, la Reset Production, in cui produce i suoi film; da qualche anno è diventata anche un’etichetta discografica, in cui realizza i suoi brani e le colonne sonore dei suoi prodotti audiovisivi. L’autore ci tiene a condividere il difficile percorso che ha intrapreso per raggiungere i suoi traguardi: nonostante la sofferenza, lo stress e i sacrifici, Nardari ha volto a suo favore i momenti più duri e ne ha fatto la sua forza; ciò si è potuto realizzare anche grazie al suo avvicinamento al buddismo, che gli ha insegnato a non arrendersi mai, e a sapersi rialzare e reinventarsi – «Vince chi ha caparbietà, capacità di resilienza, e chi riesce a sopravvivere agli ostacoli. Vince chi riesce a superarli, concentrandosi sulle motivazioni che spingono ad andare avanti. Vince chi riesce a non farsi sviare dai pensieri negativi che portano a dubitare di sé stesso. Vince infine chi riesce a maturare non solo creativamente, ma anche umanamente e spiritualmente, cogliendo le difficoltà come un’opportunità di crescita e non solo come un problema».

Meglio Fare 100 Cose Bene che una Male. Come diventare un creativo multifunzionale” è un libro davvero interessante: uno spaccato di vita autentica che può aiutare ad esprimere la propria inventiva, senza incasellarsi o lasciarsi condizionare.

SINOSSI DELL’OPERA. Tutti noi abbiamo delle capacità creative e dei sogni. Spesso per motivi differenti non ci crediamo, li lasciamo rinchiusi in un cassetto e ci convinciamo che le cose dovevano andare in un certo modo. Questo libro è un inno alla creatività multifunzionale rispetto alla quale il concetto di dispersività assume l’accezione positiva di poliedricità: “più cose fai e maggiori risultati avrai”. Max Nardari, raccontando vicende della sua vita artistica, vuole stimolare il lettore a dedicarsi ai propri obiettivi con grinta e ottimismo, senza sentire il peso dei giudizi altrui. L’autorevole prefazione di Roberto Re, il mental coach più famoso d’Italia, e dell’attrice Daniela Poggi, aggiungono spunti di riflessione su come realizzare i propri desideri.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Max Nardari è regista, produttore, sceneggiatore e cantautore. Nasce a Padova e si laurea al DAMS di Bologna con una tesi su Pedro Almodovar. Trasferitosi a Roma, si diploma in regia presso la NUCT di Cinecittà e in sceneggiatura presso la RAI, e nel 2003 fonda la sua casa di produzione cinematografica Reset Production con cui produce vari film, cortometraggi, documentari, spot e videoclip musicali. Il suo film “La mia famiglia a soqquadro” è stato trasmesso il 7 settembre 2021 su RAI1 in prima serata, ottenendo due milioni di ascolti. Dal 2022 il suo nuovo film “Diversamente” è in esclusiva su Amazon Prime dopo aver vinto numerosi festival tra cui il Cilento Film Festival 2022 come Miglior film e anche Miglior colonna sonora. Ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali tra cui Il Leone di Vetro alla 75ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Ha realizzato oltre 50 videoclip per vari cantanti tra cui Fabrizio Moro e Luisa Corna. Come autore ha composto brani per Raf e altri artisti italiani, e cura personalmente le colonne sonore dei suoi film. Tra i suoi brani pop dance in inglese spicca “Fragile”, il cui videoclip in animazione sul tema del Covid19 continua a vincere premi in tutto il mondo. Il videoclip è stato presentato in anteprima al Festival di Venezia 2020. Max da alcuni anni è anche Direttore Artistico e conduttore del Festival di Sabaudia e del Cinema russo Premio Felix.

Contatti

https://www.maxnardari.com

http://www.resetmedia.it

https://www.instagram.com/maxnardari

https://www.facebook.com/maxnardariofficial

https://www.tiktok.com/@maxnardari

https://twitter.com/maxnardari

Booktrailer

https://youtu.be/OnfOozUeYro

Link di vendita online

https://www.amazon.it/dp/B0B3N4C1MQ/ref=cm_sw_r_apa_i_E6M73T9GEEGED80EN9SZ_0

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“D’amore ed altri discorsi”. Quel serbatoio inesplorato nell’animo di ognuno https://agenziastampa.net/2022/06/20/damore-ed-altri-discorsi-quel-serbatoio-inesplorato-nellanimo-di-ognuno/ Mon, 20 Jun 2022 14:40:29 +0000 https://agenziastampa.net/?p=38505

«La poesia si abbraccia con lo sguardo, si accoglie con il cuore,

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«La poesia si abbraccia con lo sguardo, si accoglie con il cuore, si medita nell’anima ma si esprime attraverso le parole». E’ il pensiero di Leonardo Mario Carrozzo, Colonnello dell’esercito in pensione, impresso nelle pagine dell’opera “D’amore ed altri discorsi”, pubblicata nella collana “I Diamanti della poesia” dell’Aletti editore. Il titolo racchiude in sé il contenuto della raccolta di liriche, composta, nella maggior parte, da poesie d’amore. Altri discorsi comprende, invece, poesie scaturite da riflessioni filosofiche, sportive, la natura, l’uomo.

«La poesia – afferma l’autore che vive a Lecce, appassionato di musica, sport, ricerca storiografica, scacchi, dama e giardinaggio – ha a che fare con l’armonia, lo scandire dei versi. Essa deve contenere una gradevole musicalità; il ritmo, l’incalzare o il rallentare del verso, deve essere tale da provocare piacere per lo spirito, momenti di riflessione o di replica. Il suono delle parole impiegate deve essere eufonico, inebriante, tale da coinvolgere il lettore e commuoverlo». I versi sono ispirati dall’immaginazione, l’astrazione, dall’emozione e dal ricordo. «Talvolta – racconta Carrozzo – le parole precedono il contenuto e lo portano verso esiti finali sconosciuti, per cui non sempre la scrittura trova riscontro nella realtà». In alcuni componimenti poetici, come “Alba”, “Prima che arrivi la sera”, “A mio padre”, pur riconoscendo la tragicità dell’esistenza umana, si celebra la bellezza e la necessità di reagire in maniera positiva anche alle difficoltà. «La poesia “Paura”, invece, esprime il timore di non essere accettato per quello che si è veramente,  rischiando di vivere, per mancanza di coraggio, d’illusione».

«Questi versi, – scrive Alessandro Quasimodo nella Prefazione -, tratti dalla raccolta di Leonardo Mario Carrozzo indicano, in modo sintetico e toccante, il destino dell’uomo: l’illusione di raggiungere mete, di assaporare intense gioie e poi di veder dileguare in un istante speranze e momenti di felicità. La brevità del testo sottolinea una concezione drammatica del vivere, esposta con equilibrio e concisione. Consapevole del destino dell’intero creato, comunque, l’autore invita a valorizzare gli elementi positivi che danno significato al nostro cammino». L’illustrazione della copertina ricorda l’immagine che ha ispirato la prima poesia scritta dall’autore pugliese dopo decenni di silenzio. Uno stormo di storni che, improvvisamente, si leva davanti ai suoi occhi per allungarsi nel cielo ed allontanarsi, in un battibaleno, verso Ostuni.

«Chi non trova le parole per esprimere i propri sentimenti – racconta l’autore – deve sforzarsi, ammesso che voglia farlo, di dedicare più tempo alla propria introspezione; troverà dentro di sé un serbatoio inesplorato, pronto per essere colto e magari scrivere una poesia. Al lettore vorrei trasmettere l’amore per la lettura, orientare il proprio spirito verso il bello quale espressione visibile del bene, spingerlo a riflettere e a sviluppare il suo spirito critico». “D’amore ed altri discorsi” verrà presentato il prossimo 7 luglio, a Lecce, presso l’ex convitto Palmieri.

Federica Grisolia

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Come affrontare la transizione ecologica, nel libro di Paolo Gallo il percorso digitale di Italgas https://agenziastampa.net/2022/06/20/come-affrontare-la-transizione-ecologica-nel-libro-di-paolo-gallo-il-percorso-digitale-di-italgas/ Mon, 20 Jun 2022 10:20:36 +0000 https://agenziastampa.net/?p=38478

Le aziende che affrontano con successo la Digital Transformation possono contribuire al percorso di transizione energetica. Paolo Gallo, AD di Italgas, lo spiega in “Diario di volo - Come guidare la trasformazione digitale tra innovazione e sostenibilità”

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Per Paolo Gallo digitalizzare un’azienda significa rivoluzionarla in toto. Un processo che, spiega l’AD di Italgas, una volta avviato non può avere una fine, soprattutto in vista della transizione energetica.

Paolo Gallo

Paolo Gallo: “Trasformazione digitale, un fenomeno complesso che va compreso e gestito”

Un libro che affronta e soprattutto mette in relazione temi attuali come la trasformazione digitale e la transizione ecologica, con la prima considerata propedeutica della seconda. E che non si limita alla teoria, ma prende spunto dall’esperienza diretta di Italgas. “Diario di volo” è il titolo del volume pubblicato da Paolo Gallo, ingegnere aeronautico dal 2016 alla guida del Gruppo. Un vero e proprio vademecum per tutte le aziende che intendono allinearsi agli obiettivi dell’Agenda Onu e ai target climatici Ue. Per raggiungere la neutralità climatica e contribuire alla transizione green la digitalizzazione è un passaggio ormai obbligatorio: “La transizione digitale è la precondizione tecnica della transizione energetica, è il suo fattore abilitante – ha dichiarato Paolo Gallo in occasione della presentazione del libro tenutasi alla Microsoft House di Milano – Il percorso che ci attende è abbastanza chiaro e il gas naturale giocherà un ruolo chiave per sostenere il processo di decarbonizzazione“. Ma, avverte, il cambiamento va guidato, stimolato e soprattutto compreso, perché oggi la trasformazione digitale è un fenomeno che “ha chiaramente un inizio, ma non può avere una fine”.

Paolo Gallo: “In Italgas stiamo cambiando il nostro modo di lavorare”

L’evoluzione dell’azienda e la ricerca di innovazione devono essere infatti costanti. Non si tratta semplicemente di sviluppare app, e-commerce o di rafforzare la propria presenza sui social. Le aziende devono abbracciare la digitalizzazione in senso ampio, spiega Paolo Gallo, altrimenti il rischio, concreto, è quello di “restare in superficie“. Asset, processi, persone e cultura aziendale: la trasformazione digitale è “un concetto unitario” che rivoluziona tutti i livelli di un’azienda, dal management ai dipendenti, e che comporta un cambiamento nel modo di lavorare. Ed è proprio la naturale resistenza al cambiamento, aggiunge, la vera sfida da affrontare per i manager di oggi. Trasformare asset e strumenti è la parte meno complessa. Ma per gestire e sfruttare al meglio l’elevato numero di soluzioni hi-tech disponibili oggi (Big data, cloud, IA, IoT, machine learning), il fattore umano e il mindset aziendale risultano indispensabili. Avere a disposizione un numero sempre più elevato di dati è inutile se mancano le competenze per interpretarli. Italgas, che negli ultimi cinque anni si è concentrata sulla digitalizzazione della rete in vista dell’integrazione dei gas rinnovabili, ne è un esempio: “Adesso di dati ne stiamo ricevendo a milioni non solo dai contatori ma anche dagli altri dispositivi che abbiamo installato – ha ricordato Paolo Gallo – e quindi ci stiamo allenando sull’interpretazione di questi dati per cambiare il modo in cui lavoriamo”.

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Da diario personale a libro motivazionale, “La Traiettoria” di Alessandro Benetton https://agenziastampa.net/2022/06/16/da-diario-personale-a-libro-motivazionale-la-traiettoria-di-alessandro-benetton/ Thu, 16 Jun 2022 06:57:09 +0000 https://agenziastampa.net/?p=38387

Ospite di Omnibus, Alessandro Benetton, fondatore di 21 Invest e oggi Presidente di Edizione, condivide alcuni particolari della sua nuova autobiografia, “La Traiettoria”: “Errore non dare spazio ai giovani”

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Un progetto personale, lasciato nel comodino, che si trasforma in libro motivazionale. Con “La Traiettoria”, Alessandro Benetton mette nero su bianco gli aspetti più inediti della sua vita personale e imprenditoriale.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: “I giovani hanno tanto da dire. La Traiettoria? Progetto inaspettato”

Dagli anni del liceo alla decisione di intraprendere un percorso imprenditoriale lontano dalle attività di famiglia. Storie, esperienze ed emozioni raccolte in una sorta di diario, lasciato per anni in un cassetto, che Alessandro Benetton ha deciso di raccontare per la prima volta. È così che prende forma “La Traiettoria”, autobiografia edita da Mondadori e disponibile dallo scorso 10 maggio. L’imprenditore ne ha parlato in un’intervista rilasciata ad Omnibus: “Questo libro nasce in maniera casuale – ha spiegato ai microfoni di La7 – era una specie di diario personale che conservavo da anni nel comodino. Una sorta di pietra miliare nata durante i miei 50 anni. Più di recente ho dato inizio alla mia attività sui social, personale e slegata dalla famiglia. I ragazzi che collaborano con me in questo percorso hanno letto il diario e mi hanno spinto a pubblicarlo“. Un progetto inaspettato e soprattutto personale, ha sottolineato Alessandro Benetton, “ma che vuole essere una sorta di give back in termini di energia per i giovani, che oggi hanno davvero tanto da dire. Tante volte i grandi si dimenticano cosa significa essere giovani. Il mio vuole essere un libro motivazionale. Tutti a un certo punto devono trovare la propria traiettoria. E vuol dire trovare una dimensione di rapporto con gli altri, con gli amici, i parenti, il proprio ruolo”.

Alessandro Benetton: “Istinto e sensazioni fondamentali. Necessario dare spazio ai giovani”

Centrale nel testo il rapporto con la famiglia e in particolare con il padre Luciano. Un cognome importante, quello di Alessandro Benetton, e spesso difficile da gestire nonostante le opportunità offerte: “Il libro è dedicato ai miei genitori, che mi hanno dato questo indirizzo e questa forza che cerco di trasmettere agli altri. Mio padre, nonostante la severità, è stato un esempio di generosità e soprattutto di dedizione al lavoro. Mi ha insegnato che nascere privilegiati non significa potersi sedere sugli allori, ma bisogna mettersi in gioco a titolo personale. Fare l’imprenditore vuol dire avere delle risorse che possono generare valore per tutti“. Fondamentale, spiega durante l’intervista, non dimenticare mai il ruolo delle emozioni: “Chi si occupa di economia, di impresa, tende a credere che tutto si può razionalizzare grazie a tecnica e scienza. Invece spesso sono proprio le emozioni, le sensazioni che si mettono di mezzo, a indirizzare verso la strada giusta. Forse non è un caso che le cose più importanti nel mondo spesso vengono realizzate da ragazzi con meno di 30 anni, che hanno quella dose di incoscienza che guida le scelte più importanti”. Un tema particolarmente caro ad Alessandro Benetton: “Penso che il nostro Paese e in generale l’Europa diano poco spazio ai giovani. Un errore grave nei loro confronti. Devono essere incoraggiati a guardare negli occhi le proprie paure e le proprie insicurezze. Mi auguro che il libro possa essere una sorta di strumento in questo senso”.

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“Il destino decide per te”, nel memoir della Anzini il dramma della genitorialità negata https://agenziastampa.net/2022/06/15/il-destino-decide-per-te-nel-memoir-della-anzini-il-dramma-della-genitorialita-negata/ Wed, 15 Jun 2022 06:55:46 +0000 https://agenziastampa.net/?p=38273

Il libro memoir “Il destino decide per te” di Anna Maria Anzini, con la prefazione del giornalista Carmelo Abbate, offre l'occasione di riflettere sulle relazioni genitori-figli, sulla maternità, sull'esperienza dell'adozione, sulle difficoltà e sulle gioie che ne derivano, affinché altri genitori possano metterle a frutto.

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ROMA – Educare significa plasmare, modellare l’indole di un individuo secondo un disegno prestabilito, quasi “cera molle” tra le mani di un artigiano, oppure lasciarlo libero di svilupparsi secondo la propria natura, come una pianta frondosa? Può un incontro influenzare una persona a tal punto da renderla estranea alla famiglia in cui è cresciuta? E ancora: esiste il libero arbitrio oppure è il destino a decidere per noi? Questi e altri interrogativi solleva il libro di Anna Maria Anzini, “Il destino decide per te”, un memoir (disponibile anche in ebook) che ripercorre in undici capitoli un’amara vicenda realmente accaduta. Il libro, che reca la prefazione del giornalista Carmelo Abbate, offre all’autrice l’occasione di raccontare un pezzo importante della sua vita e di riflettere sulle relazioni genitori-figli, sulla maternità, sull’esperienza dell’adozione, sulle difficoltà e sulle gioie che ne derivano, affinché altri genitori possano metterle a frutto.
Anna Maria e il marito Maurizio Persiani sono due affermati immobiliaristi della Capitale. Nel 2007, dopo una gravidanza extrauterina e diversi tentativi non riusciti di concepimento mediante la fecondazione assistita, la coppia decide di ricorrere all’adozione per coronare il sogno di diventare genitori. Ma il percorso burocratico si rivela lungo e irto di ostacoli. Assomiglia a «un labirinto fatto di analisi del sangue, per accertare che fossimo sani, di presentazione di documenti reddituali e un alloggio adatto, per dimostrare di essere solidi». Ancor più arduo il percorso psicologico. «Per due anni – scrive – ci siamo sottoposti a test, terapie, abbiamo affrontato percorsi individuali e di gruppo. Abbiamo seguito corsi con altre coppie, alcune sono arrivate con noi fino alla fine, altre hanno gettato la spugna, sfiancate dalla difficoltà e dalle domande. […] Saremmo stati pronti a crescere un bambino malato? Ad accogliere un bambino già cresciuto in condizioni difficoltose? E poi la domanda più importante, quella più reale, più vera: ve la sentite di curare la ferita più profonda di un bambino, quella lasciata dall’abbandono?» 

Alla fine, la coppia decide di cambiare percorso e sceglie la via dell’adozione internazionale. Tramite i canali della Comunità di Sant’Egidio, Anna Maria e Maurizio riescono ad adottare una bimba cambogiana di 8 anni, che chiamano Sara. L’autrice tratteggia efficacemente la gioia dell’attesa, le emozioni dei neo-genitori, il clima di amore, affetti e attenzioni che circondano la bambina nella nuova famiglia, il miracolo della crescita, il passaggio dall’infanzia all’adolescenza. La vita insieme è divertente e complicata al tempo stesso. Anna Maria e Maurizio imparano giorno dopo giorno quanto sia difficile il “mestiere” di genitori. La bimba dallo sguardo malinconico diventa un’adolescente ribelle prima e una ragazza apatica poi. Per i genitori, vederla consumare le ore e i giorni in una vita piatta e senza uno scopo, senza studiare o applicarsi nello sport, incurante di costruirsi un futuro e divenire autonoma, annullata da una relazione d’amore con un ragazzo impulsivo e possessivo, è qualcosa di disperante e drammatico.

Ma è proprio quella relazione a lungo contrastata che spinge la giovane a innalzare un muro di incomunicabilità verso i genitori adottivi. Un muro costruito, giorno dopo giorno, con mattoni fatti di silenzi e cementato con la malta dell’indifferenza. Il destino, insomma, sembra voler negare per vie impreviste quella genitorialità che Anna Maria e Maurizio hanno ricercato con forza e determinazione. Una frase di Maurizio condensa il dramma della vicenda: «I sacrifici che facciamo per i figli sono a fondo perduto, in qualche modo glieli dobbiamo. Non hanno chiesto loro di venire al mondo. Né di essere adottati.»

Il finale lascia l’amaro in bocca. Sara, che dopo il compimento del diciottesimo anno di età è andata a vivere con il fidanzato e ha chiuso i rapporti con la famiglia, denuncia i genitori per atti gravissimi, non meglio precisati, chiedendo loro un risarcimento economico. La vicenda giudiziaria, tuttora in corso, impone la sospensione di qualunque giudizio. L’ultimo capitolo è una lettera aperta alla figlia: una promessa d’amore rinnovata, una mano tesa in segno di pace e di aiuto.

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Un progetto letterario con un fine benefico: “A muso duro” di Sibyl von der Schulenburg https://agenziastampa.net/2022/06/15/un-progetto-letterario-con-un-fine-benefico-a-muso-duro-di-sibyl-von-der-schulenburg/ Wed, 15 Jun 2022 06:48:34 +0000 https://agenziastampa.net/?p=38266

Il 16 luglio, a partire dalle ore 10, si terrà, al Museo Enzo Ferrari di Modena, l’evento di presentazione del progetto di Sibyl von der Schulenburg e donazione della prima Genny a Giulia Ghiretti, nuotatrice paralimpica

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È stato pubblicato qualche giorno fa, per Golem Edizioni, “A muso duro”, l’ultimo romanzo di Sibyl von der Schulenburg – scrittrice e imprenditrice – legato a una singolare operazione di beneficenza.

Il romanzo traccia la vita di un cavaliere agonistico, giovane, bello, prestante, bisessuale e famoso che la vendetta di un cavallo abusato mette a girare in una sedia a rotelle. Da camminante, l’uomo si trova a essere ruotante, ma non rinuncia ai sogni di vittoria nelle più grandi arene del mondo. Per riuscire a tornare in sella dovrà però cambiare totalmente il suo approccio al mondo: non potrà più splendere come Marte, violento e solipsista, ma dovrà scendere a compromessi con l’ambiente circostante, rispettare umani e animali. L’amore malato di una donna lo costringerà ad accettare una nuova sessualità, ma sarà Genny, una carrozzina elettronica autobilanciante su due ruote, a dargli la base per una vera rinascita. La resilienza, un termine tanto di moda, si fonda per lui sulle prestazioni di Genny.

“Sto lavorando a questo progetto da oltre un anno – precisa Sibyl von der Schulenburg – e ho sentito il bisogno di coinvolgere la gente comune sui social media perché certi diritti dei disabili fossero messi in luce. Pare anacronistico, ma ancora si deve ricordare al popolo dei camminanti che un uomo seduto non è un mezzo uomo, bensì un essere completo che vive una quotidianità piena e varia, fatta di piaceri e dispiaceri, non tanto diversa da quella di chi consuma le suole delle scarpe.  Ho chiesto agli utenti del web di cercare un titolo significativo e alla fine è uscito A muso duro, anche in memoria di Pierangelo Bertoli, fonte d’ispirazione nella stesura di questo romanzo. I ricavi derivanti dai diritti d’autore, a cui si aggiungeranno altre donazioni, saranno interamente destinati all’acquisto di una o più Genny”.

L’intero progetto transita dall’associazione Genny Angels Onlus, già titolare dei diritti economici del libro e garante della correttezza dell’operazione di beneficienza. L’associazione è fondata e diretta dall’inventore della moderna sedia a rotelle Paolo Badano.

L’evento al Museo Enzo Ferrari di Modena: presentazione del romanzo e donazione della prima Genny. Avendo già raccolto la cifra per l’acquisto della prima carrozzina, durante l’evento del 16 luglio 2022, Giulia Ghiretti – nuotatrice paralimpica che ha partecipato anche nel 2020 alle Olimpiadi a Tokyo vincendo la medaglia argento nei 100 metri rana e che quest’anno sarà impegnata nei mondiali – sarà la prima degli “Amici di Genny”, i beneficiari del progetto.

Poiché il romanzo è in qualche modo legato a Pierangelo Bertoli – di cui nel 2022 ricorre il ventennale della morte – si è cercato il primo Amico di Genny in Emilia Romagna, attraverso il comitato paralimpico regionale, perché l’eroe del romanzo è un atleta.

“Quando ho usato per la prima volta la Genny – spiega Giulia Ghiretti – ho provato un senso di apertura a tutto quello che c’è intorno perché, finalmente, ho potuto alzare lo sguardo dalla strada, senza badare agli ostacoli (sassolini, buche, ciottolato) che rendono spesso difficile gli spostamenti di chi vive su una sedia a rotelle. Penso che Genny potrà ridarmi tanta libertà e che anche a me, come al personaggio del romanzo, cambierà la vita”.

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“Ritratto di donna: Lea”. L’amore nella Bologna degli anni ‘60 https://agenziastampa.net/2022/06/13/ritratto-di-donna-lea-lamore-nella-bologna-degli-anni-60/ Mon, 13 Jun 2022 07:27:49 +0000 https://agenziastampa.net/?p=38105

Inno alla femminilità e all’amore nei “Diamanti della Narrativa” dell’Aletti editore con

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Inno alla femminilità e all’amore nei “Diamanti della Narrativa” dell’Aletti editore con l’opera “Ritratto di donna: Lea” dell’autrice Paola Prandini, nata a Bondeno, in provincia di Ferrara, dove tuttora risiede. È la storia di un grande amore, quello di Luca e di Lea, che nasce nella Bologna universitaria degli anni Sessanta, nel pieno della contestazione giovanile, fra l’occupazione delle Facoltà e le manifestazioni di protesta contro la guerra nel Vietnam e contro il sistema stantio della politica e della scuola. Il loro è l’amore di una vita, che il destino si diverte a scompigliare, facendo sì che due persone si incontrino, si innamorino e si lascino a suo piacimento, in un gioco perverso che imprigiona anche altre persone che gioiranno e soffriranno in egual misura, come Isabel, la coprotagonista che intreccerà la sua vita con quella di Luca e di Lea dando vita a un triangolo perfetto. «Le donne di questo romanzo – sottolinea nella Prefazione Francesca Aria Poltronieri, assessore alla Cultura della città di Bondeno – ma più in generale di tutta la scrittura di Paola Prandini, sono il motore delle vicende narrate e mai coloro che “subiscono” la storia».

«Quando parlo d’amore – spiega la scrittrice – non intendo solo il sentimento romantico, passionale ed esclusivo che lega due persone, ma un amore più universale e inclusivo come l’amicizia, la fratellanza, la solidarietà verso gli altri, il divino, temi a me molto cari che compaiono nei miei tre romanzi e tre racconti in contrapposizione al non amore, quel misto di egoismo, di egocentrismo spinto sino all’onnipotenza che sono all’origine di molti mali: violenza, supremazia, guerra. L’amore è vita, è gioia, è abnegazione verso gli altri, è spinta verso il divino, ma non annulla gli ostacoli e i dolori della vita. Ci dà, però, la forza di superarli».

È un libro in cui chi ha vissuto quegli anni si ritroverà e chi non li ha vissuti, imparerà a conoscerli. Benché le storie siano frutto della fantasia, la realtà è sempre presente nei romanzi della Prandini: una realtà attuale o di un passato recente, richiamato alla memoria da flashback. Nel romanzo ci sono avvenimenti storici fino alla rivoluzione culturale, sociale, filosofica, politica del ‘68 e anni successivi, vista nei pregi e nei difetti, ed anche la realtà delle periferie degradate nelle grandi città. La storia si svolge in gran parte in quel periodo, ma anche ai giorni nostri, affrontando argomenti, come quelli del Covid o della guerra civile in Sudan, che coinvolgono direttamente o indirettamente i personaggi, visti e analizzati nelle loro fragilità e nei loro punti di forza, nella gioia e nel dolore.

Sono diversi i registri linguistici utilizzati che si alternano nei dialoghi e nelle descrizioni di ambienti e stati d’animo per non annoiare il lettore, con una grande cura verso la forma, frasi corte, con una loro musicalità. Quasi uno stile cinematografico, descrittivo, in cui le parole riescono a ricreare perfettamente l’ambientazione facendo immergere il lettore in vere e proprie inquadrature di luoghi e primi piani degli attori. Tanti i colpi di scena in una trama creata giorno per giorno, quando l’ispirazione arriva anche all’improvviso, come un fiume in piena in cui straripano i pensieri e fluiscono in parole. «Vorrei – afferma l’autrice – che le persone giudicassero in modo meno affrettato gli altri, tralasciassero etichettature che creano divisioni e che la stessa cosa fosse fatta da chi è giudicata per non creare circoli viziosi. Vorrei che ciascuno, meditando sui propri errori, cercasse di porvi rimedio e che si capisse l’inutilità della sopraffazione e della violenza».

Sebbene fresco di stampa “Ritratto di donna: Lea” si è già classificato al secondo posto nel “V Premio M. Cumani Quasimodo”. Il romanzo sarà presentato venerdì 10 giugno, alle ore 19.30, ai “Giardini Orselli” di Forlì. Inoltre, domenica 26 giugno, a Bondeno, presso la biblioteca comunale, in via dei Mille. L’autrice ha, poi, anticipato che, attualmente, è in stampa il racconto “Roxana”, un giallo con finale a sorpresa, selezionato dalla Aletti per la traduzione in arabo da parte del noto professore e scrittore Hafez Haidar.

 Federica Grisolia

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“L’estate di Achille” il nuovo romanzo del cantautore e autore Davide Buzzi https://agenziastampa.net/2022/06/13/lestate-di-achille-il-nuovo-romanzo-del-cantautore-e-autore-davide-buzzi/ Mon, 13 Jun 2022 07:06:35 +0000 https://agenziastampa.net/?p=38058

È disponibile in libreria e negli store digitali “L’estate di Achille”, il

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È disponibile in libreria e negli store digitali “L’estate di Achille”, il nuovo romanzo del cantautore e autore, Davide Buzzi, pubblicato da Morellini Editore.

Si tratta di un romanzo di genere spoof, una specie di autobiografia inventata, sulla vita di un cantautore attivo in Italia fra il 1968 e il 1974. Attraverso la narrazione della vita di questo personaggio si vuole anche raccontare un piccolo spicchio della storia musicale di quegli anni, senza comunque darne dei giudizi o trarne delle conclusioni.

La storia è completamente inventata e non ha alcun fondamento storico, seppure i nomi di alcuni personaggi e le loro attività all’epoca dei fatti raccontati sono reali.

In ogni caso, questo libro è un’opera di fantasia. I luoghi dove si svolgono i racconti, seppure non riprodotti fedelmente, sono reali, mentre i personaggi citati sono invenzioni dell’autore e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti e persone, vive o defunte, è puramente casuale”.

L’estate di Achille è un racconto che ci invita a rivedere le nostre priorità, che scalfisce i nostri punti fermi e li rivoluziona. Il personaggio del romanzo, all’apparenza un emarginato senza speranze e perfino un po’ folle, si rivela invece un uomo arguto e dall’estrema intelligenza. Essere un senzatetto è una sua scelta di vita, la ricerca di una libertà estrema e senza condizionamenti in verità irraggiungibile, l’ultimo pretesto anarchico di un uomo che non ha mai trovato se stesso. – commenta l’autore – La droga, l’amore per musica, gli anni 70 e la strana scomparsa di un cantante quasi famoso nel 1974. Un incredibile e commovente giallo della disperazione.”

Sinossi

1993 – Sotto il cavalcavia del Corvetto, quartiere fra i più malfamati di Milano, dal nulla compare un barbone che, seminascosto da un eskimo, passa le sue giornate fra il fumo di mille sigarette e le note della sua chitarra.

Davide Buzzi, venditore di successo presso una concessionaria FIAT e che da sempre in auto si trova a passare sotto a quel ponte, come attratto da una specie di richiamo invisibile decide di avvicinarlo. Ascoltando i suoni e le melodie che le mani e la voce di quell’emarginato riescono a trasmettere, comprende che quello che ha davanti non è un mendicante qualunque e che probabilmente l’uomo nasconde un segreto.

Davide decide così di approfondire la questione ma il senzatetto si rivela scontroso e restio a raccontarsi. Con pazienza e abilità il giovane venditore riesce però a conquistarne la fiducia e quasi per caso l’uomo rivela di chiamarsi Seth. Poco alla volta inizia a raccontare alcuni stralci del suo passato, di una vita tribolata e senza padre, una madre che nulla poteva contro il suo carattere ribelle; l’inevitabile fuga da casa nel 1968, la musica, la droga, fino alla strana scomparsa, nel 1974, di un cantante quasi famoso.

Davide Buzzi, classe 1968, vive ad Acquarossa (Svizzera). Cantautore e autore, ha pubblicato cinque album, l’ultimo nel 2021, Radiazioni sonore artificiali non coerenti. Nel 2013 pubblica il suo primo libro di racconti, Il mio nome è Leponte… Johnny Leponte e nel 2017 il racconto breve La Multa. Nel 2020, per ‘96, Rue de-La-Fontaine Edizioni’, ha pubblicato il romanzo thriller/spoof Antonio Scalonesi: memoriale di un anonimo omicida seriale. Fotografo di formazione, è attivo anche nel campo del giornalismo quale membro di redazione del mensile ‘Voce di Blenio’ e, per diversi anni, come inviato speciale di ‘Radio Ticino’ al Festival di Sanremo. In suo nuovo romanzo, L’estate di Achille (Morellini Editore), finalista nel 2021 della terza edizione del Premio Lorenzo da Ponte, dal 9 giugno 2022 è disponibile in libreria e negli store digitali.

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Giuseppe Tecce presenta il romanzo “Storia di un presidente che si credeva un topo” https://agenziastampa.net/2022/06/13/giuseppe-tecce-presenta-il-romanzo-storia-di-un-presidente-che-si-credeva-un-topo/ Mon, 13 Jun 2022 06:46:44 +0000 https://agenziastampa.net/?p=38020

Andrea deve fare i conti, come tutti nel mondo, con una pandemia che disorienta e spaventa; allo stesso tempo deve gestire le sue ansie, le sue fobie e uno strano evento che cambierà le sue prospettive.

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Giuseppe Tecce – “Storia di un presidente che si credeva un topo”

Giuseppe Tecce presenta un romanzo profondamente vicino all’attualità ma in cui vi è anche una fuga verso una realtà immaginifica. Andrea deve fare i conti, come tutti nel mondo, con una pandemia che disorienta e spaventa; allo stesso tempo deve gestire le sue ansie, le sue fobie e uno strano evento che cambierà le sue prospettive.

Casa editrice: Scatole Parlanti

Collana: Voci

Genere: Narrativa contemporanea

Pagine: 118

Prezzo: 14,00 €

«Andrea si svegliò alle sette e quaranta. Sentì un nodo alla gola, non riusciva ad accettare di essere prigioniero dentro la sua stessa casa». 

Storia di un presidente che si credeva un topo” di Giuseppe Tecce è un romanzo in cui si mescola realtà e fantasia per parlare di questa pandemia che ha cambiato per sempre le vite e i progetti di tutti gli esseri umani. Con una scrittura molto attenta a descrivere anche i gesti più semplici compiuti dal protagonista – che si chiude a causa del Coronavirus in una quarantena ad oltranza, ben oltre i limiti indicati dalle disposizioni governative – si narra la storia di un uomo le cui azioni, anche le più piccole, diventano fondamentali nella sua routine quotidiana, essendo l’appiglio a cui aggrapparsi per non perdere la lucidità.

Andrea è un uomo metodico e tranquillo; è il presidente di una cooperativa sociale ed è appassionato di testi medici, che divora nel tempo libero per mitigare la sua ipocondria. L’autore ci fa entrare nella sua vita nel momento in cui, agli inizi di marzo 2020, il mondo si è fermato per cercare di contrastare l’avanzata del Covid19; Andrea è confuso dai primi decreti che parlano di misure restrittive e di un numero di contagi sempre più elevato, ed è anche spaventato dalla possibilità di prendere il virus essendo affetto da diabete mellito. L’autore presenta quindi un diario del lockdown, sin dal giorno uno, in cui descrive l’atteggiamento maniacale adottato dal protagonista per affrontare quel periodo di smarrimento: ad esempio, ogni mattina si osserva attentamente allo specchio, come per essere sicuro di riconoscersi ancora.

Lentamente, però, si abbandona alla monotonia della sua “prigionia”, diventando sempre più apatico e nervoso – «Il senso di peso psicologico che Andrea portava dentro di sé – ben oltre la solita sensazione di ansia – era un macigno, messo in bilico tra testa e cuore, che sbilanciandosi, verso l’uno o verso l’altro, lo portava a sragionare o ad avere le palpitazioni». Andrea non fa che pensare al virus e, quando scopre che si sta sperimentando un vaccino, è ossessionato dall’idea di trovare un modo per essere vaccinato al più presto, per «salvarsi dall’imminente distruzione del genere umano». Mentre il protagonista svela il suo esasperato individualismo che sfocia in un egoismo senza pari, un evento a dir poco surreale lo spinge a cambiare la direzione del suo sguardo; forse una possibilità di salvezza c’è, per quanto sia estremamente azzardata, e potrebbe anche redimerlo dalla sua codardia.

Giuseppe Tecce racconta una storia emozionante che si conclude con un finale profondamente amaro e audace, che lascia un pressante interrogativo sulla veridicità di ciò che ci è stato appena narrato.

SINOSSI DELL’OPERA. Andrea è lo storico presidente di una cooperativa sociale di Benevento. La sua routine, divisa tra gli impegni lavorativi e quelli familiari, subisce una battuta d’arresto che coinvolge buona parte della popolazione terrestre: la pandemia causata dal Coronavirus ridisegna le ascisse e le ordinate della quotidianità. Per Andrea è l’inizio di un periodo di forte disorientamento, poiché la sua salute è fragile e il timore del contagio lo porta all’autoreclusione, oltre i confini del lockdown. Quando cominciano a circolare le prime notizie relative a delle sperimentazioni in un istituto di Napoli, cresce in lui una speranza e in parallelo anche una consapevolezza: se fosse un topo, potrebbe avere un canale privilegiato per raggiungere il prezioso vaccino. E a desiderare troppo qualcosa, a volte, si ottengono risultati insperati.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Giuseppe Tecce (Benevento, 1972) è laureato in Giurisprudenza e dal 2001 è presidente di una cooperativa sociale di Benevento che si occupa di servizi dedicati a persone svantaggiate ed emarginate, realizzando strutture residenziali di accoglienza per minori temporaneamente allontanati dal proprio nucleo familiare, per persone affette da disabilità psichica e per migranti. Tra il 2012 ed il 2018 è stato presidente del Consorzio di Cooperative Sociali ASIS nella Regione Campania, specializzandosi nella realizzazione di progetti europei. Si occupa di tutela del territorio, valorizzazione e conservazione del patrimonio culturale e di paesaggio tra il Sannio e l’Alta Irpinia, attraverso l’associazione “I Coccioni”. “Storia di un presidente che si credeva un topo” è il suo primo romanzo, dopo “L’agente della Terra di Mezzo”, il diario di un viaggio in bicicletta nella terra Irpina, e due raccolte di poesie.

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Mario Attilieni presenta il romanzo fantasy “L’impero delle clessidre” https://agenziastampa.net/2022/06/13/mario-attilieni-presenta-il-romanzo-fantasy-limpero-delle-clessidre/ Mon, 13 Jun 2022 06:44:32 +0000 https://agenziastampa.net/?p=38018

In occasione del suo diciottesimo compleanno, Achille riceve un libro che suo padre Dante ha scritto per lui. All'improvviso, per magia, vengono catapultati all'interno del libro stesso, in un mondo immaginario e fantastico, popolato di dame e cavalieri, draghetti volanti, Giganti, Amazzoni, Unicorni e particolari creature elfiche

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Mario Attilieni – “L’impero delle clessidre”

Mario Attilieni presenta il primo volume di una trilogia fantasy ambientata in un medioevo magico e pagano, caratterizzato da forti tensioni sociali e politiche. Tra giganti, draghi e amazzoni, si racconta la storia di Dante e di suo figlio Achille che si ritrovano catapultati in un mondo fantastico, creato proprio dalla fervida fantasia di Dante.

Casa editrice: Libeccio Edizioni

Genere: Fantasy

Pagine: 272

Prezzo: 16,80 €

«Dante ripensò a quanto fosse vero quello che qualcuno gli aveva detto anni addietro: “Il mestiere di scrittore è la cosa più simile a essere Dio”. Era vero: decidi chi nasce e chi muore, cosa accade a chi. I destini delle persone. Lo scrittore è creatore e distruttore al tempo stesso, demiurgo e assassino a sangue freddo. Forse l’unico modo per cercare di capire Dio è quello di scrivere un libro».

“L’impero delle clessidre” di Mario Attilieni è il primo volume di una trilogia fantasy, che proseguirà con le opere “La vendetta degli Unicorni” e “La Profezia dell’Autunno”. L’autore ha creato un mondo complesso e dalla geografia ben definita – che si può anche ammirare nella mappa contenuta nel libro e ne ha raccontato con dovizia di particolari le storie e le leggende; sono inoltre presentate delle tematiche socio-politiche che rendono il romanzo interessante e anche molto attuale.

Questo mondo fantastico è chiamato Zimania, ed è diviso in quattro regioni: la Morgania, a est, la Gianubia, a sud, la Vasazia, a ovest, e l’isola di Ebania, a nord; l’autore descrive le varie terre, molto diverse le une dalle altre così come i loro abitanti, e offre anche una storia delle colonizzazioni a cui sono state soggette: si era infatti svolta nel passato un’aspra lotta tra i Sidi, dei temibili conquistatori, e gli Aesi, gli autoctoni, che si era poi evoluta in una progressiva e inevitabile mescolanza tra i due popoli e nella proclamazione a Imperatore di Oriam Kelys, chiamato Oriam il Grande. La vicenda, però, non è incentrata solamente sulle articolate dinamiche politiche che spesso gettano Zimania nel caos; la storia infatti ruota intorno all’avventura straordinaria di Dante e di suo figlio diciottenne Achille. I due vivono una vita tranquilla nel mondo reale finché non vengono letteralmente risucchiati nel libro scritto da Dante come regalo per la maggiore età del figlio: questo romanzo non è altri che la storia di formazione del giovane Oriam, e del suo lungo e prospero regno. Dante si rende subito conto di trovarsi nel mondo da lui inventato; scaltramente, decide di incarnare il personaggio di Dante Rivolta, che nel libro aveva descritto molto simile a lui. Dopo aver convinto il figlio della veridicità della loro assurda situazione, l’uomo cerca un modo per tornare nella loro realtà: comprende di doversi impadronire dell’antichissima magia che lui, nel suo romanzo, aveva collocato presso l’Isola Sacra. Il viaggio per conquistare questa magia ancestrale sarà arduo e pericoloso; sono infatti trascorsi otto anni dalla fine del suo libro, terminato con la morte di Oriam il Grande, ed egli, da narratore onnisciente qual era, conosce molto delle dinamiche e dei segreti di Zimania ma non tutto: la storia da lui creata si è infatti evoluta spontaneamente e indipendentemente dal suo volere.

In un romanzo ricco di azione e di inventiva si riflette sulle responsabilità e sui limiti della creazione letteraria, e si presenta una vicenda che promette avventure entusiasmanti tra storie d’amore, magia, creature fantastiche e violente lotte per il potere.

SINOSSI DELL’OPERA. In occasione del suo diciottesimo compleanno, Achille riceve un libro che suo padre Dante ha scritto per lui. All’improvviso, per magia, vengono catapultati all’interno del libro stesso, in un mondo immaginario e fantastico, popolato di dame e cavalieri, draghetti volanti, Giganti, Amazzoni, Unicorni e particolari creature elfiche, chiamate Linchetti. Un Continente suddiviso in quattro regni, governati da quattro cugini, sul piede di guerra gli uni contro gli altri per l’eredità del nonno, l’Imperatore Oriam Kelys.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE. Mario Attilieni (Lucca, 1986) si laurea in Giurisprudenza e dal 2009 comincia la sua attività imprenditoriale nel settore delle calzature alla guida di una start up negli Stati Uniti; per il suo lavoro si divide tra Italia, Inghilterra e America. Nel 2004 vince il premio di poesia “Il Bonturo”.

Contatti

Instagram: Mario Attilieni (@marioattilieni); L’Impero delle Clessidre (@limpero_delle_clessidre)

http://www.ctleditorelivorno.it

Link di vendita online

https://www.ibs.it/impero-delle-clessidre-libro-mario-attilieni/e/9788833874715

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