Da diario personale a libro motivazionale, “La Traiettoria” di Alessandro Benetton

Un progetto personale, lasciato nel comodino, che si trasforma in libro motivazionale. Con “La Traiettoria”, Alessandro Benetton mette nero su bianco gli aspetti più inediti della sua vita personale e imprenditoriale.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: “I giovani hanno tanto da dire. La Traiettoria? Progetto inaspettato”

Dagli anni del liceo alla decisione di intraprendere un percorso imprenditoriale lontano dalle attività di famiglia. Storie, esperienze ed emozioni raccolte in una sorta di diario, lasciato per anni in un cassetto, che Alessandro Benetton ha deciso di raccontare per la prima volta. È così che prende forma “La Traiettoria”, autobiografia edita da Mondadori e disponibile dallo scorso 10 maggio. L’imprenditore ne ha parlato in un’intervista rilasciata ad Omnibus: “Questo libro nasce in maniera casuale – ha spiegato ai microfoni di La7 – era una specie di diario personale che conservavo da anni nel comodino. Una sorta di pietra miliare nata durante i miei 50 anni. Più di recente ho dato inizio alla mia attività sui social, personale e slegata dalla famiglia. I ragazzi che collaborano con me in questo percorso hanno letto il diario e mi hanno spinto a pubblicarlo“. Un progetto inaspettato e soprattutto personale, ha sottolineato Alessandro Benetton, “ma che vuole essere una sorta di give back in termini di energia per i giovani, che oggi hanno davvero tanto da dire. Tante volte i grandi si dimenticano cosa significa essere giovani. Il mio vuole essere un libro motivazionale. Tutti a un certo punto devono trovare la propria traiettoria. E vuol dire trovare una dimensione di rapporto con gli altri, con gli amici, i parenti, il proprio ruolo”.

Alessandro Benetton: “Istinto e sensazioni fondamentali. Necessario dare spazio ai giovani”

Centrale nel testo il rapporto con la famiglia e in particolare con il padre Luciano. Un cognome importante, quello di Alessandro Benetton, e spesso difficile da gestire nonostante le opportunità offerte: “Il libro è dedicato ai miei genitori, che mi hanno dato questo indirizzo e questa forza che cerco di trasmettere agli altri. Mio padre, nonostante la severità, è stato un esempio di generosità e soprattutto di dedizione al lavoro. Mi ha insegnato che nascere privilegiati non significa potersi sedere sugli allori, ma bisogna mettersi in gioco a titolo personale. Fare l’imprenditore vuol dire avere delle risorse che possono generare valore per tutti“. Fondamentale, spiega durante l’intervista, non dimenticare mai il ruolo delle emozioni: “Chi si occupa di economia, di impresa, tende a credere che tutto si può razionalizzare grazie a tecnica e scienza. Invece spesso sono proprio le emozioni, le sensazioni che si mettono di mezzo, a indirizzare verso la strada giusta. Forse non è un caso che le cose più importanti nel mondo spesso vengono realizzate da ragazzi con meno di 30 anni, che hanno quella dose di incoscienza che guida le scelte più importanti”. Un tema particolarmente caro ad Alessandro Benetton: “Penso che il nostro Paese e in generale l’Europa diano poco spazio ai giovani. Un errore grave nei loro confronti. Devono essere incoraggiati a guardare negli occhi le proprie paure e le proprie insicurezze. Mi auguro che il libro possa essere una sorta di strumento in questo senso”.