Angelo Giorgianni chiede la censura, la sfiducia o le dimissioni di Florin Cîțu: il primo ministro romeno interferisce in un procedimento penale nei confronti della senatrice Diana Șoșoacă

La senatrice Diana Șoșoacă, segretario generale per la Romania della Organizzazione Mondiale per la Vita, nelle sedi istituzionali competenti  quotidianamente svolge attività di ispezione, di divulgazione, di critica e di denuncia politica anche sugli errori diagnostici, terapeutici, sulla gestione politica e sanitaria dell’emergenza Covid 19. A tal proposito, ha ripetutamente segnalato  evidenze scientifiche internazionali che sconsigliano la somministrazione di vaccini (terapie geniche) sperimentali durante una pandemia e le controindicazioni (già accertate ed in corso di accertamento) che indurrebbero alla prudenza nella somministrazione (in particolar modo per bambini, ragazzi, donne in stato di gravidanza ed affetti da alcune patologie)  ed in ogni caso imporrebbero un’ adeguata informazione ai riceventi vaccino (consenso informato).

In questa ottica, la senatrice Diana Șoșoacă, nell’attività ispettiva connessa alle sue funzioni parlamentari, si è recata nel paese di Rachiteni, dichiarato zona rossa e sottoposto a restrizioni  per una “presunta” epidemia Covid, dove era in corso  una vaccinazione indiscriminata (anche di donne e bambini), per verificare l’osservanza delle prescrizioni di legge e la sussistenza delle condizioni medico-legali per le restrizioni delle libertà degli abitanti e le programmate somministrazioni. A tal fine, pacificamente e senza porre in essere nessun atteggiamento ostruzionistico, ma solo nell’adempimento di un suo diritto-dovere come parlamentare,  dopo avere ripetutamente chiesto informazioni e collaborazione istituzionale al Sindaco, che si è rifiutato, la senatrice ha intervistato il personale sanitario addetto alla vaccinazione ed i cittadini nel tentativo di raccogliere tutti gli elementi successivamente a lei necessari allo svolgimento delle sue funzioni parlamentari (segnalazione, denunzia, proposte …..).

Nei giorni scorsi, la Procura generale Rumena ha comunicato di aver aperto un procedimento penale per questa visita con riferimento, all’ eventuale “commissione dei delitti di vanificazione della lotta alle malattie, previsti dall’art. 352 del codice penale e di turbativa dell’ordine pubblico e della tranquillità , previsto dall’art. 371 cp”.
A questo punto, si impone un doveroso silenzio sul merito di questa vicenda rispettoso del ruolo della Magistratura che, libera da condizionamenti di qualsiasi natura, dovrà accertare la sussistenza di reati e verificare  se sussistano eventuali esimenti legate all’insindacabilità di attività connesse al ruolo parlamentare di Diana Șoșoacă.

Al riguardo, va ricordato che in ogni Stato di Diritto, in ossequio ai principi di Diritto Internazionale,  la separazione dei poteri è uno dei principi cardine delle  democrazie costituzionali, in quanto la necessità che queste tre funzioni fossero affidate a organi diversi, in posizioni di reciproca indipendenza tra loro, è garanzia dell’effettività delle libertà democratiche .

Purtroppo, nelle ore trascorse, con esplicito riferimento all’attività svolta dalla senatrice la Diana Şoşoacă nel paese di Rachiteni, si sono registrate con riferimento alla vicenda, le dichiarazioni del  primo ministro Florin Cîţu  secondo le quali  le istituzioni statali non dovrebbero essere “timide” e qualsiasi azione volta a fermare la campagna di vaccinazione non può essere tollerata e deve essere fermamente sanzionata.

Su queste dichiarazioni è intervenuto il Magistrato Angelo Giorgianni, Segretario Generale dell’Organizzazione Mondiale per la Vita che in un Comunicato ha dichiarato:

“Denunziamo all’opinione pubblica mondiale  il comportamento del  primo ministro Florin Cîţu  che  ha rilasciato dichiarazioni tendenti ad orientare lo sviluppo degli accertamenti con riguardo alla responsabilità della senatrice Diana Şoşoacă, mettendo indirettamente in discussioni le prerogative parlamentari. Si tratta di una grave interferenza nelle prerogative dell’Autorità Giudiziaria, l’unica istituzione cui le leggi dello Stato Romeno attribuiscono il compito di verificare la sussistenza di reati e di accertarne le responsabilità. Nessuno  può sostituirsi ai magistrati,   incalzandoli, suggerendo responsabilità individuali ed invocando nei loro confronti l’applicazione di sanzioni esemplari, a maggior ragione non lo può e non lo deve fare  un membro del Governo, che ha il dovere istituzionale di rispettare le prerogative costituzionali della magistratura e del Parlamento, di cui Diana Şoşoacă fa parte. Infatti, questo atteggiamento non rispettoso dei giudici e delle garanzie del  Popolo sovrano, criminalizzando l’ attività  istituzionale espletata fuori dal parlamento da Diana Şoşoacă, connessa alla funzione di parlamentare (anche di controllo dell’attività governativa), nega  evidentemente l’insindacabilità parlamentare, che costituisce un limite fondamentale ed invalicabile all’esercizio dell’azione giudiziale nei confronti dei membri del Parlamento, a garanzia dei diritti dei  cittadini e delle libertà fondamentali e democratiche. 
Suscita, pertanto,  forte preoccupazione il comportamento di Florin Cîţu che pur essendo diretto nei confronti di Diana Şoşoacă, indirettamente, sembra mettere pericolosamente in discussione i meccanismi di controllo democratico ed istituzionale, il ruolo del Parlamento e le stesse garanzie costituzionali di senatori e deputati, limitando e comunque condizionando fortemente il ruolo di controllo attribuito al Parlamento, anche sull’attività del governo. 
L’ Organizzazione Mondiale per la Vita, fiduciosa comunque nell’indipendenza dei magistrati che dovranno giudicare Diana Şoşoacă, auspica, a  garanzia della democrazia e delle sue libertà fondamentali, un tempestivo intervento della Camera dei Deputati e del Senato  Romeni, di censura del comportamento del  primo ministro Florin Cîţu di cui auspichiamo le dimissioni e o la sfiducia per le interferenze denunziate e per la negazione delle prerogative parlamentari,  ed al contempo, a tutela di tutti i cittadini,  chiede al Parlamento stesso di vigilare perché i Giudici  possano svolgere i propri compiti in assoluta autonomia, senza inammissibili e indebite interferenze.”