Un clochard d’appartamento, la malinconia del quotidiano nella poetica di Umberto Longoni

Di Gino Morabito 

Il racconto di un uomo che per quindici anni ha vissuto confinato in una stanza della stessa abitazione condivisa con la ex moglie, solo ed emarginato, con un piccolo televisore e una chitarra. È lo spunto per la canzone “Un clochard d’appartamento” (https://www.youtube.com/watch?v=_izzdx2Bt5Q), il singolo che fa da traino all’omonimo album di Umberto Longoni.

“L’ultimo cantautore genovese”, com’è stato definito, dipinge in forma poetica e romantica una problematica sociale purtroppo sempre più diffusa: mariti in rotta con le mogli, che, per indigenza o per non abbandonare i figli, diventano separati in casa, senza la possibilità di andarsene e rifarsi una vita.

«Sono un clochard d’appartamento/senza parole, sesso sentimento – canta Longoni – preferirei la pioggia e il vento. Un lungo viaggio fino al mare/dove la notte fa meno male.»

E il pensiero va ai molti uomini avviliti e vinti dalla routine e dalle incomprensioni, frustrati per il lavoro che va male e i soldi che non bastano mai, rimproverati dalle compagne e maltrattati dai figli. Sono molti più di quanto pensiamo.

La malinconia del quotidiano si sposa alla perfezione con una musica altamente evocativa. Ne nasce un disco composto di nove canzoni, disponibile su tutte le piattaforme digitali.

Prodotto da MPC Records a cui collabora Roby Matano, talent scout di Lucio Battisti e Paolo Conte, un cd i cui brani sono tutti composti dal cantautore Umberto Longoni, con la collaborazione del poeta e scrittore Adelfo Maurizio Forni, per il testo di “Le capanne degli indiani”, e di Roberto Pala per i contributi musicali di registrazione e arrangiamento, mentre il mixaggio e la post produzione sono di Lorenzo Testa.

“Un clochard d’appartamento” è un disco da meditazione, da ascoltare sul divano di casa, nella penombra, sorseggiando un buon brandy e vagando con la mente nei meandri del nostro vissuto, similmente ai protagonisti delle canzoni o alle personali tranches de vie dell’artista stesso.

Una voce, una chitarra e i sogni che prendono forma nota dopo nota. Suggestioni in musica e parole che raccontano nove spaccati di vita. Tracce sonore da cui affiorano le radici musicali della scuola genovese di De André, Tenco, Paoli, Lauzi. Una vivida espressione della vena cantautoriale di Umberto Longoni.

Biografia

Attualmente psicologo e scrittore, Umberto Longoni, da giovanissimo sotto contratto come compositore e paroliere per la Suvini Zerboni gruppo CBS-Sugar, lavora assiduamente e per lungo tempo con Daniele Pace (noto esponente del trio Pace-Panzeri-Pilat), firmando “Artista e vagabondo”, un brano contenuto nell’album “Edera e altre fantasie” di Gigliola Cinquetti.

Grazie alle frequenti apparizioni in pubblico e alla notorietà conquistata riceve dalla casa discografica Ariston la proposta di incidere un LP di sue canzoni, ma il progetto naufraga. Successivamente, le alterne vicissitudini della vita e la prematura scomparsa di Daniele Pace lo portano a dedicarsi completamente al giornalismo, alla scrittura e alla psicologia. Tuttavia senza mai smettere di comporre canzoni.

Nel 2016, complice Tony Dresti, ex bassista di Franco Battiato, nasce il duo Seconda Vita che segna il ritorno di Umberto Longoni a un’intensa attività musicale. Durante le esibizioni l’artista propone le sue canzoni come interprete e autore di musica e parole.

Il duo cattura l’attenzione di Roby Matano e della Saar Records (la storica etichetta di Luigi Tenco, Adriano Celentano, Enzo Jannacci, Paolo Conte) e nel 2018 viene pubblicato “Scusa se sono un poeta”, un album di otto canzoni.

Mosso dalla grande passione per la musica e dotato di quella sensibilità artistica tipica dei cantautori vecchia scuola, si esibisce al teatro Manzoni, all’Arlati e al Legend Club di Milano.

Nel 2020 Umberto Longoni si ripresenta al grande pubblico con il progetto discografico “Un clochard d’appartamento” edito dalla MPC Records. L’album è disponibile su tutte le piattaforme digitali.

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