APPELLO ALL’ARMENIA: CONSEGNI LE MAPPE DEI CAMPI MINATI

Come è ben noto in seguito alla prima guerra del Nagorno Karabakh l’Armenia non ha occupato solo il Nagorno Karabakh(che secondo il diritto internazionale viene riconosciuta come la parte integrante dell’Azerbaigian), ma anche 7 distretti adiacenti al Nagorno Karabakh che è un territorio 2 volte piu grande dello stesso Nagorno Karabakh. La parte armena avendo occupato questi territori, ha distrutto  63 moschee, 693 scuole, 927 biblioteche, 7000 edifici pubblici, 473 monumenti storici,40.000 mostre museali, 150.000 case, schiacciando brutalmente un milione di cittadini azerbaigiani che di seguito sono diventati rifugiati.  Come se non bastasse, durante 30 anni di occupazione i territori menzionati sono stati riempiti di mine.

Nonostante il fatto che i 7 distretti adiacenti al Nagorno Karabakh e alcune parti del Nagorno Karabakh stesso sono stati liberati, 1 milione di rifugiati azerbaigiani non sono ancora in grado di ritornare nelle loro case dove sono cresciuti, hanno avuto infanzia, gioventù ecc.  Perchè l’Armenia non ha ancora l’intenzione di consegnare le mappe dei territori liberati che sono stati riempiti di mine da parte dell’Armenia stessa.  Da metà novembre fino ad oggi vi sono stati più di 20 morti e 18 feriti tra i civili, ossia tra la gente comune che risiede stabilmente nei territori occupati. L’altro ieri 3 civili tra cui 2 giornalisti, sono stati uccisi e altre 4 sono rimaste ferite da una mina anticarro durante una cronaca. Si tratta delle tragedie che rischiano di ripetersi, come aveva sottolineato un’agenzia stampa armena facendo riferimento all’uccisione dei civili azerbaigiani a causa delle mine “Morirete ancora di più”.

Ovviamente, L’Armenia disseminando le mine in Nagorno Karabakh ha gravemente violato il diritto internazionale umanitario e le norme consuetudinarie(jus cogens). Tutto ciò comporta anche la violazione del diritto alla vita e la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare che sono stati sanciti nella Convenzione europea dei diritti dell’Uomo. Tutti i cittadini azerbaigiani che hanno sofferto dell’aggressione armena hanno il pieno diritto di rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell’Uomo per chiedere il risarcimento del danno.

In conformità al 2 protocollo della Convenzione delle Nazioni Unite su certi armi Convenzionali è vietato ed è limitato l’impiego di mine trappole esposive, dopodichè il controllo effettivo passa all’altra parte del conflitto la parte che aveva piantato le mine, deve provvedere l’assistenza materiale e tecnico allo scopo di risarcire la parte che ha sofferto.  Tutte le crimini commesse dell’Armenia possono essere qualificate come “il crimine contro l’umanità”. Nello stesso tempo tenendo conto in considerazione l’enorme danno inflitto all’ambiente si può parlare anche dell’Ecoterrorismo.

Purtroppo in questi mesi tanti politici, giornalisti italiani hanno fatto un appello alle autorità italiane sul rilascio immediato dei 62 “prigionieri” armeni tenuti giustamente  in ostaggio (che sono stesse persone che hanno disseminato le mine nei territori liberati, quindi vengono considerati terroristi)  in Azerbaigian e hanno intenzionalmente fatto passare il conflitto come uno scontro religioso tra  musulmani e cristiani.  Non ci risulta che questi politici, giornalisti  siano preoccupati per la vita di un milione di rifugiati azerbaigiani oppure neanche per l’Ecologia della nostra Terra, un approccio cosi parziale peggiorerà ancora di più la situazione in cui si trova il popolo armeno. Crediamo fortemente che La Comunità Internazionale deve condannare l’Armenia quanto prima possibile e deve chiedere immediatamente la consegna delle mappe.  La consegna delle mappe dei campi minati deve essere il primo passo fondamentale per creare una fiducia reciproca tra Armenia e Azerbaigian.