Riva Acciaio rafforza il legame con la Valle Camonica donando 20mila euro a Cerveno

Riva Acciaio si schiera, come sempre, a favore della valorizzazione dei territori che ospitano le sue fabbriche e dona 20mila euro alla comunità di Cerveno per restaurare le cappelle della Via Crucis.

Riva Acciaio

Riva Acciaio a sostegno del patrimonio culturale della Valle Camonica

Riva Acciaio rafforza da anni il legame con la Valle Camonica tramite iniziative volte a sostenere il patrimonio artistico e culturale della zona. L’area della Lombardia orientale ospita da circa 40 anni alcune fabbriche del Gruppo ed è oggi considerata un vero e proprio “distretto industriale siderurgico“. Qui sorgono, in ordine di realizzazione: l’antico stabilimento di Malegno (risalente agli anni ’30), il sito produttivo di Cerveno (1983) e la fabbrica di Sellero (1995). Come è tipico dell’operato aziendale, Riva Acciaio si attiva da sempre per dare un proprio contributo ai territori che ospitano i suoi stabilimenti. Nel caso della Valle Camonica, il Gruppo ha dimostrato a più riprese l’interesse nei confronti del patrimonio artistico della zona, donando nel corso degli anni importanti somme. Questa volta a beneficiare della generosità del leader siderurgico sarà la parrocchia di Cerveno.

L’accordo tra Riva Acciaio e la parrocchia di Cerveno

L’accordo siglato tra il leader siderurgico e la parrocchia di Cerveno per il restauro della Via Crucis è stato ufficializzato alla presenza del Presidente del CdA di Riva Acciaio Valerio Bisio, del Consigliere Delegato Andrea Martinelli e del parroco promotore degli interventi di restauro Don Giuseppe Franzoni. L’operatore siderurgico ha messo a disposizione della comunità di Cerveno 20mila euro da destinare al restauro del capolavoro artistico dello scultore Beniamino Simoni. La donazione permetterà quindi di riprendere le cappelle del santuario della Via Crucis che sorgono all’interno del borgo bresciano. Valerio Bisio riconosce “la magnificenza dell’opera cervenese” e “il clima di condivisione attorno a un bene così caro alla cittadinanza locale e di inestimabile valore storico, artistico e religioso“. Il parroco, allo stesso modo, ringrazia il Gruppo per il contributo dato al restauro e per il sostegno offerto ai bisogni della comunità e del territorio in generale.