Banca Generali, l’approfondimento sui servizi di Digital Wealth Management

Digital Wealth Management, quali le strategie più efficaci per proteggere, valorizzare e trasmettere il patrimonio? Banca Generali ne ha esplorato il funzionamento con un’analisi pubblicata sul blog ufficiale.

Cos’è il Digital Wealth Management? Il focus di Banca Generali

Un servizio integrato e multidisciplinare è quello che contraddistingue il Wealth Management, espressione in lingua inglese che indica il concetto di “gestione della ricchezza”. Il termine prende le forme del Digital Wealth Management quando tale servizio integra con sé gli approcci e gli strumenti legati al digitale. Come illustrato da Banca Generali, si tratta di un servizio professionale rivolto principalmente a individui e/o famiglie benestanti, con il fine di proteggere, valorizzare e trasmettere il patrimonio. In questa prospettiva, per “patrimonio” “non si intende esclusivamente la liquidità e gli investimenti finanziari”, bensì “la ricchezza familiare nel suo complesso, che può anche essere costituita da proprietà immobiliari, da altri beni di valore, quali ad esempio collezioni di opere d’arte e, nel caso delle famiglie imprenditoriali, dall’impresa di famiglia”. Strategie efficaci in tal senso prevedono una necessaria visione d’insieme (in altri termini, un “approccio olistico”) che mira, per l’appunto, a proteggere, valorizzare e trasmettere il patrimonio “secondo le volontà ed in piena conformità con la normativa di riferimento”. Per far ciò, specifica Banca Generali, è di centrale importanza la figura del consulente di fiducia, anche per improntare strategie che, piuttosto che basarsi su piani a breve termine, prediligano l’adozione di approcci con una visione nel lungo periodo.

Digital Wealth Management e consulenti di fiducia: alcuni esempi di successo in Banca Generali

L’analisi di Banca Generali prosegue focalizzandosi sul ruolo del consulente di fiducia nei servizi di Digital Wealth Management. Una figura, come precisato, di cruciale importanza per “assistere la famiglia nella predisposizione di un inventario del patrimonio familiare”, passaggio che consente di esprimere una stima del valore del patrimonio complessivo. Il consulente di fiducia, inoltre, “supporta il referente del nucleo familiare nella rilevazione dei bisogni e dei progetti di vita” e “imposta e sviluppa la pianificazione, tipicamente pluriennale, degli interventi e delle attività funzionali al raggiungimento degli obiettivi stabiliti”. Il suo ruolo prevede un lavoro di collaborazione con gli altri professionisti di fiducia – quali il commercialista o l’avvocato – nonché di monitoraggio sulle attività svolte dai diversi specialisti. Tra i suoi compiti figurano anche quello di aggiornare costantemente la famiglia sull’avanzamento del piano concordato e di verificare con il referente eventuali modifiche da apportare. Emerge dall’analisi di Banca Generali come ciò presupponga un rapporto di fiducia consolidato con la famiglia, oltre che una conoscenza profonda sugli obiettivi e sulle dinamiche in essa presenti. È questo il motivo per cui l’Istituto dedica grande attenzione alla specializzazione e alla multidisciplinarità nel Digital Wealth Management: per farlo, non a caso, può contare su professionisti dedicati, partner d’eccellenza e strumenti tecnologici avanzati. Tale impegno ha condotto, ad esempio, all’elaborazione di BG Personal Advisory, modello di consulenza evoluto che garantisce una visione integrata sul patrimonio, e alla realizzazione della piattaforma BGPA, strumento ad alto impatto tecnologico che consente di esaminare la sfera degli investimenti finanziari e le altre componenti del patrimonio, come gli asset immobiliari, familiari e di impresa.