Serena Di Palma ci offre un drink nel suo Arnold’s Bar. L’intervista

Cosa rappresenta per te la musica?
Per me la musica è il motore della vita. Tutto esiste in funzione della musica e acquista senso solo se c’è lei.

Raccontaci com’è nato il tuo ultimo progetto discografico.
Arnold’s Bar è nata dalla collaborazione con Joseba Publishing. Il brano è scritto a quattro mani con Giovanni Segreti Bruno e l’ispirazione sono state le lucine dello Scene Music Studio di Roma, che ci hanno ricordato subito di un jukebox e come potevamo non menzionare i mitici Happy Days parlando di jukebox?

Quali artisti-personaggi ti hanno cambiato la vita?
(Anche non esclusivamente legati al mondo musicale)
Ho sempre ammirato Massimo Ranieri, per la sua poliedricità e per la capacità di reinventarsi anche dopo tanti anni di carriera. Spero di poter apprendere da lui.

Quale ruolo riveste la musica nella società?
A mio avviso la musica è il mezzo di comunicazione più universale, per questo può essere utile in qualsivoglia ambito sociale, come mezzo di denuncia, per avvicinare persone, come terapia educativa…

Come può ripartire la musica post Covid?
La ripartenza è sicuramente difficoltosa, ma credo che la passione dei lavoratori dello spettacolo e l’irrefrenabile voglia di tornare sul palco basti a darci la giusta motivazione per poter risollevare questo settore.

Dove ti vedi tra 10 anni?
Sicuramente su un palco con la mia musica e spero anche con un bel pubblico caloroso a sostenermi.