MySecretCase sceglie AccessiWay per rendere il diritto al piacere sempre più inclusivo e universale

MySecretCase, la community più attiva in Italia per la liberazione sessuale e il primo shop online italiano dedicato al piacere, sceglie AccessiWay per rendere il proprio sito web ancora più accessibile alle persone con disabilità, affinché il diritto alla sessualità diventi realmente inclusivo e universale.

Il benessere sessuale è stato inserito dall’OMS tra i diritti primari dell’uomo ma sappiamo bene che, in alcune condizioni, rappresenta una dimensione “esclusiva”, anche quando si tratta della fruizione di contenuti sul web e dell’acquisto di gadget dedicati al piacere; i numeri parlano chiaro: il 20% della popolazione mondiale è escluso dal libero utilizzo della rete per difficoltà visive, motorie o cognitive.

Abbiamo scelto AccessiWay per rendere MySecretCase uno spazio ancora più inclusivo e per fare un passo ulteriore nella missione che ci guida sin dalla nascita: rendere il piacere un diritto di tutt*. Vogliamo un mondo in cui l’espressione sessuale di una persona con disabilità e di una senza disabilità siano percepite allo stesso modo, ma per arrivare a questo obiettivo dobbiamo prima lavorare insieme perché tutti abbiano accesso ad una sessualità sana, libera e il più autonoma possibile.” dichiara Norma Rossetti, Founder di MySecretCase.

Attraverso AccessiWay, la startup leader nell’industria dell’accessibilità al web, gli utenti possono, infatti, accedere ai contenuti online di MySecretCase.com, adattando le funzionalità dell’e-commerce alle proprie esigenze individuali. Attraverso l’intelligenza artificiale, si possono utilizzare regolazioni di navigazione con screen-reader per i non vedenti, navigazione da tastiera per le persone con difficoltà motorie e modifiche per caratteri leggibili, dimensioni, spaziatura, contrasti di colore, cursori ed enfatizzazione dei testi per persone con epilessia, ADHD e disabilità cognitiva. In più, le tecnologie di riconoscimento delle immagini IRIS e OCR forniscono automaticamente accurate descrizioni di testo alternativo per le immagini. Come? Basta cliccare sulla piccola icona a forma di uomo stilizzato, simbolo internazionale dell’accessibilità, che appare al momento della navigazione online e selezionare le diverse opzioni.

Non solo, MySecretCase e AccessiWay uniscono le forze per portare il dibattito sulla disabilità e il diritto alla sessualità sui canali social, coinvolgendo tutti gli utenti su un argomento così importante ma spesso liquidato dalle istituzioni e da molti media con la retorica dell’abilismo. Tra i temi che verranno affrontati dal 31 maggio – e per tutto il mese di giugno – sul canale IG di @MySecretCase: “Come fanno sesso le persone cieche?”; “Tre modi per aiutare una persona con disabilità”, “Cosa non dire alle persone con disabilità”, a cui seguirà un dibattito aperto con la community.

L’attività rappresenta l’ulteriore tappa di un percorso che vede MySecretCase impegnata, da anni, sui temi della diversity & inclusion e che nel 2021 le ha permesso di classificarsi – accanto ad Amazon, Carrefour, Coca-Cola, Durex, Esselunga, Google, H&M, Ikea, Intesa Sanpaolo, L’Oréal, Leroy Merlin, Mattel, Netflix, Pantene, Rai, Spotify, Freeda, Starbucks, TIM, Vodafone – tra le 20 aziende più inclusive secondo il Diversity Brand Index 2021. Tra i progetti più virtuosi del brand c’è “Disabile DesiderAbile”,  la campagna oltre i tabù con cui, nel 2020, MySecretCase ha voluto raccontare desideri, testimonianze e storie di persone con disabilità e caregiver.

Ma è davvero ancora necessario, in Italia, un progetto che si occupi di questi temi? La risposta la troviamo nei dati: nonostante le norme europee e gli obiettivi SDGs dell’agenda ONU 2030 si oppongano alle discriminazioni di ogni tipo e lottino contro l’ineguaglianza, ad oggi trovare soluzioni adeguate per le persone con disabilità non è semplice, soprattutto a causa delle barriere fisiche, della discriminazione e della mancanza di un sostegno da parte della comunità e delle istituzioni. In ben 14 Paesi, solo il 19% delle persone con disabilità utilizza Internet; più di un terzo dei portali web nazionali non è accessibile. La situazione non migliora se si guarda alla cultura e al mondo corporate: tra i 50 musei più visitati d’Italia, il 76% risulta non accessibile, il 22% è semi accessibile, il 2% è accessibile[1]; tra le grandi aziende italiane[2]: solo l’1% risulta accessibile, il 25% è semi accessibile, il 74% non è accessibile. I grandi brand non si rivolgono correttamente al 15% della popolazione che rimane, quindi, potenzialmente esclusa dalle più comuni esperienze di consumo.

Includere tutti e tutte in un mondo complesso come il nostro non è facile, in particolare se ci si sofferma sull’ambito della sessualità, che notoriamente esclude le persone con disabilità. Noi di Accessiway però siamo certi che sia possibile sia grazie al lavoro di inclusione digitale, andando incontro alle esigenze di tutti e tutte indipendentemente dallo stato di salute, sia raccontando e raccontandosi nel quotidiano, per portare la disabilità al di fuori dei classici luoghi ma renderla parte integrante di ogni possibile declinazione della vita di ciascuno, anche e soprattutto quello sessuale. Ed è per questo che ringraziamo MySecretCase, che fin da subito si è messa a disposizione e ha capito l’importanza del nostro progetto. Conoscere la disabilità, dunque, poiché parte integrante della nostra società, i numeri parlano chiaro.” Dichiara Dajana Gioffrè Diversity & Inclusion Manager di AccessiWay.