I 3 protagonisti dello sport che hanno ispirato Alessandro Benetton

Nella sua lunga carriera, Alessandro Benetton ha avuto la possibilità di incontrare diverse personalità del mondo dello sport. Kelly Slater, Michael Schumacher e Muhammad Ali le figure che più di tutte hanno influenzato la sua vita.

 

Alessandro Benetton: “Kelly Slater un esempio, da lui ho imparato a mettermi costantemente in gioco”

Sono molti gli sportivi capaci di raggiungere risultati eccezionali in campo. Meno quelli che grazie alla loro personalità e alle loro idee riescono ad andare oltre la competizione e diventare leggende. Fonti di ispirazione per la vita e la carriera di milioni di persone. A parlarne in un video su Youtube è Alessandro Benetton. Nell’ultimo episodio della rubrica #UnCaffèConAlessandro, il fondatore di 21 Invest ha deciso di svelare i 3 personaggi iconici del mondo dello sport che hanno avuto il maggiore impatto sul suo percorso personale e imprenditoriale. Sullo sfondo del video una tavola da surf, un casco di Formula 1 e un guantone da boxe: “Mi sono stati regalati da tre grandi atleti, tre figure iconiche, di cui voglio parlarvi – spiega l’imprenditore – Il primo viene dal mondo del surf, per il quale ho una grande passione condivisa con mio figlio Tobias. Sto parlando di Kelly Slater, un atleta straordinario, surfista incredibile, descritto da molti come “senza età”, che recentemente, all’età di 50 anni, si è guadagnato il primo posto nella Billabong Pro Pipeline alle Hawaii, tappa fondamentale nel Word Surfing Championship“. La caratteristica principale di Slater è la capacità di mettersi costantemente in gioco, continua Alessandro Benetton. Ne è un esempio la decisione di lasciare uno sponsor noto come QuickSilver e creare Outerknow, marchio di abbigliamento realizzato con materiali recuperati dagli oceani: “Puntare completamente sulla sostenibilità quando ancora non era una tendenza copiata dalle aziende. Diciamo che se oggi ho il coraggio di affrontare sempre nuove sfide, mi piace pensare che glielo devo”.

In pista e sul ring, Alessandro Benetton: “Schumacher il leader che tutti vogliono, Ali fedele ai suoi ideali”

L’altra fonte di ispirazione proviene dall’esperienza nella Formula 1, con l’imprenditore dal 1988 al 1998 alla guida della scuderia Benetton: “Il casco mi è stato regalato da Michael Schumacher. Non dimenticherò mai la prima volta che l’ho incontrato – ricorda Alessandro Benetton – aveva 22 anni e, come me, all’epoca era nuovo in Formula 1, ma anche allora la sua macchina volava sull’asfalto”. Ma i risultati non erano mai abbastanza per il pilota tedesco: “Era il tipo di ragazzo che, nonostante si fosse guadagnato il primo posto, rompendo anche il record, a fine gara si sarebbe recato in tutti i reparti per parlare e scoprire soluzioni per migliorarsi per la prossima volta. In breve, era il leader che tutti volevano. Vicini alla squadra, pronti a spingere tutto e tutti per avere il meglio. Una cosa è certa, avere la fortuna di aver lavorato con lui, per certi versi mi ha reso un uomo migliore”.

La parte conclusiva del video è dedicata a Muhammad Ali, noto anche come Cassius Clay, uno dei più grandi pugili di tutti i tempi: “Ho avuto il piacere di incontrarlo circa 30 anni fa a New York. Più della sua incredibile storia atletica, quello che mi ispira è ciò che ha fatto fuori dal ring – sottolinea Alessandro Benetton – Dal 1967 non ha combattuto per tre anni, poiché si è rifiutato di partecipare alla guerra del Vietnam. Ha sacrificato la sua più grande passione, il suo lavoro, per rimanere fedele ai suoi grandi ideali, fino a quando la Corte Suprema non ha annullato la sua condanna nel 1971 e ha potuto tornare a combattere. Ali – conclude – ha dimostrato che un vero leader deve essere disposto a sacrificare tutto per ciò in cui crede”.