Rinnovabili, Stefano Donnarumma: “Nel Piano di Terna 18 miliardi per la transizione, 36% al Sud”

Per favorire l’integrazione delle rinnovabili, il Paese deve adeguare ulteriormente le proprie infrastrutture. Le risorse messe in campo da Terna andranno principalmente al Sud. Stefano Donnarumma, AD e DG del Gruppo, lo ha detto in occasione di un recente convegno organizzato da Merita.

Stefano Donnarumma

Stefano Donnarumma: “Per abilitare la transizione necessario sviluppare le infrastrutture”

“Nei prossimi 5 anni Terna investirà fino a 4 miliardi nelle regioni del Sud Italia. Si tratta complessivamente del 36% dei nostri investimenti, e non è un caso”. A parlare è l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Stefano Donnarumma. Lo scorso 4 aprile il manager ha preso parte come relatore a “Il ruolo del Mezzogiorno per la sicurezza energetica italiana ed europea“, evento promosso dall’associazione Merita in collaborazione con il Centro Studi e Ricerche per il Mezzogiorno. Focus del convegno, svoltosi a Napoli e trasmesso in streaming, il contributo che il Meridione può offrire alla strategia energetica nazionale ed europea in vista delle sfide che attendono il Paese. “Per abilitare la transizione energetica e favorire lo sviluppo delle rinnovabili – ha detto Stefano DonnarummaTerna ha previsto nel suo Piano di Sviluppo decennale oltre 18 miliardi di investimenti”. Il motivo di una tale portata di risorse è presto detto: le infrastrutture, soprattutto nel Mezzogiorno, vanno ulteriormente sviluppate per consentire un’integrazione efficiente delle fonti alternative.

Stefano Donnarumma: “Pandemia un test, su rinnovabili raggiunti target 2030”

Il rischio è di trovarsi impreparati di fronte agli ormai repentini cambiamenti di scenario. Il Covid-19, ricorda Stefano Donnarumma, si è rivelato un vero e proprio stress test per la rete elettrica italiana. A causa delle restrizioni, durante i primi mesi della pandemia il calo dei consumi è arrivato infatti oltre il 40%: “In quei giorni la produzione da energie rinnovabili è arrivata al 50-55%, ovvero il target che dovremo raggiungere al 2030. Il test ha funzionato, ma ha inciso sui costi del dispacciamento e della gestione in sicurezza del sistema durante quei momenti”. Continuare ad ammodernare le infrastrutture risulta quindi un passaggio fondamentale. Come ormai è necessario, aggiunge, iniziare a discutere seriamente di storage energetico: “Quando si parla di infrastruttura per le rinnovabili, si deve parlare di accumuli: senza questi è impossibile effettuare una transizione energetica con l’elettrico come veicolo trainante”. L’attenzione di Terna è rivolta tuttavia anche allo sviluppo di un settore industriale in linea con gli obiettivi strategici: “Componentistica di potenza, trasformatori, cavi, tecnologie digitali: l’intento fondamentale è evitare che si debba diventare dipendenti dall’estero anche di altri prodotti“. La transizione energetica ha sì un costo, conclude Stefano Donnarumma, ma si tratta in realtà di un investimento: “L’esempio più lampante negli Stati Uniti, con il Green Deal americano che ha stanziato qualcosa come 4mila miliardi di dollari per trasformare un Paese che sicuramente non ha problemi di dipendenza energetica. Eppure si avviano verso quella direzione”.