Tra le pagine della vita di Gianluca Melilli e la sua creatura “Due Minuti Un Libro”. L’intervista

Cosa rappresenta per te la lettura?
Grazie alla lettura
ho imparato a conoscere più me stesso e gli altri, il mondo, la società, ciò che abita e può abitare l’animo umano. Insomma la lettura ci permette di compiere viaggi in ogni dove offrendoci la possibilità interrogarci e misurarci nelle varie situazioni per imparare sempre qualcosa di nuovo.

Raccontaci com’è nato il tuo progetto editoriale.
Con piacere. Correva l’anno 2006 e già avevo ricoperto tutti i ruoli in radio, dopotutto era da vent’anni che le frequentavo, quando il fascino di quella rubrica radiofonica “Trailers in FM” che in una manciata di secondi raccontava i nuovi film al cinema finalmente suscitò una domanda: perché non fare qualcosa di questo genere anche per i libri? Così iniziai a fare delle ricerche per trovare qualche rubrica del genere da inserire nel palinsesto dell’emittente che possedevo ma non trovai nulla. Allora dissi ad una mia conduttrice, che all’epoca teneva un programma-contenitore mattutino, di ritagliare uno spazietto di pochi minuti per raccontare un libro al giorno. Voleva essere un modo alternativo – e colto – di intrattenere gli ascoltatori. Ma niente, la proposta non fu accolta, era una cosa complicata. Io continuavo ad accarezzare l’idea ma ne coglievo le difficoltà e i limiti. Intanto i mesi passavano ma quel pensiero come un tarlo era sempre dentro la mia testa. Nei primi mesi del 2007 mi decisi, iniziai a raccogliere del materiale e a fare delle prove tecniche realizzando alcune puntate di prova. L’esperienza mi venne in aiuto e presto preparai delle demo. Quando capii che potevo gestire la rubrica con le risorse che avevo a disposizione, decisi di inserirla nel palinsesto della mia radio. Subito dopo mi chiesi: e se coinvolgessi altre radio? Nel giro di venti giorni avevo trovato la disponibilità e l’apprezzamento di oltre 30 emittenti. Lì, ho avuto la conferma che ciò che proponevo era qualcosa di inedito e ho capito che ci sarebbero stati i presupposti per guardare lontano.

Quali scrittori/libri ti hanno cambiato la vita?
Credo più di tutti Michel Quoist, Napoleon Hill e Robert Kiyosaki. Poi mi piace citare Glenn Cooper e i tantissimi autori di cui ho avuto il piacere e l’onore di leggere le opere che, se non mi hanno cambiato la vita radicalmente, certamente l’hanno pian piano trasformata e resa migliore di prima. Approfitto di questo spazio per ringraziarli di cuore.

Quale ruolo riveste la lettura nella società?
La lettura riveste il ruolo di tenere la barra a dritta, come diremmo se stessimo navigando, mentre nel mondo o anche a casa nostra imperversano le intemperie di qualsiasi genere. Ha il compito cioè di non farci perdere come esseri umani, di non lasciarci smarrire dietro gli specchietti della divisione, della supremazia, del dominio, del potere. Ci permette di rimanere desti, di non assopirci o farci stordire dalle idee che sono contro l’essere umano. E ancora ci aiuta a riconoscere, coltivare e custodire la fragilità e la bellezza dell’uomo. Leggere ci permette di leggere meglio la società; è come se indossassimo degli occhiali. 

Il Covid ha influenzato la vendita del libro e, se sì, in che modo?
Questo dovremmo chiederlo agli editori
, solo loro hanno i numeri in mano. Però so che in questo tempo di pandemia abbiamo ricevuto tutti una forte spinta all’individualismo, alla chiusura di per sé negativa che in molti casi ci ha portati a prestare più attenzioni a noi stessi, a soddisfare i nostri bisogni e quelli delle persone a noi più vicine. So che gli autori hanno scritto di più. Proprio durante il lockdown sono nati tanti nuovi libri e nuovi autori e il nobilissimo atto del leggere si è praticato di più.

Dove ti vedi tra 10 anni?
Ancora qui a raccontare i libri e le loro storie.

Tutte le informazioni su: http://www.dueminutiunlibro.it