Variante Omicron, Giulio Tarro: “si tratta di una variante già identificata mesi fa, in Africa non ha causato grandi problemi”

La variante Omicron, conosciuta anche come variante B.1.1.529 della sindrome respiratoria acuta grave SARS-CoV-2, si è unita a diverse altre varianti SARS-CoV-2.

Dalla sua identificazione iniziale, i ricercatori hanno scoperto che la variante SARS-CoV-2 Omicron ha un gran numero di mutazioni, di cui più di 30 cambiamenti nella proteina spike.

Il Professor Giulio Tarro, pluripremiato medico allievo di Sabin che  nel 2018  ha ricevuto il riconoscimento di “Virologist of the Year” dall’Associazione Internazionale dei Migliori Professionisti (IAOTP) per la sua eccezionale leadership ed impegno nel settore, afferma:

“Omicron si conosceva da tempo, era presente in Sud Africa già nei mesi scorsi, quindi non è piovuta improvvisamente dal cielo come ci stanno facendo credere”.

In merito alla variante Omicron il Dott. Tarro dichiara:

” Stiamo creando a mio giudizio un problema che non c’è, ancora di più nel momento in cui quello che in Italia è stato identificato come il paziente zero ha una forma molto lieve. Se la variante si è sviluppata in Sud Africa allora abbiamo la prova che non dobbiamo temere nulla visto che problemi laggiù non ne ha creati. Trovo anche paradossale dire che bisogna vaccinare tutta l’Africa. Gli africani che hanno fatto i conti con la prima sars sono praticamente immuni al covid. Sarebbe ora di smontare tutto questo terrorismo”.

Le case farmaceutiche si stanno già affannando a  produrre vaccini  rimodulando gli attuali  vaccini ad mRNA ma anche su questo punto il Dott. Tarro precisa:

” Si continua a privilegiare l’immunità umorale determinata dagli anticorpi a quella cellulare che invece ha permesso ai malati della prima Sars del 2002 di essere immuni al Covid 19. Quando veniamo attaccati da un virus rispondiamo con la difesa umorale costituita dagli anticorpi, oppure a livello cellulare con la produzione di linfociti. Ecco perché chi ha avuto la Sars non ha contratto il Covid. Inoltre, i bambini che hanno una forte risposta cellulare non hanno bisogno del vaccino”.