Torre Tintoretto: partono i lavori per la nuova era dell’abitare

Un nuovo modo di abitare: più inclusivo, più sostenibile, più collaborativo. È ispirandosi a questi valori che Brescia si prepara a lasciarsi alle spalle la Torre Tintoretto. Il cantiere che porterà alla demolizione graduale dell’edificio e alla riconversione dell’area, al via oggi 5 luglio, è affidato a Vitali Spa, gruppo leader nel settore, e segna un momento storico per l’intera città. Il progetto di Redo Sgr prevede che i 18 piani della Torre lasceranno il posto a sei edifici con 270 appartamenti di nuova concezione: in classe A, in parte affittati in housing sociale, in parte venduti a prezzo calmierato, diventeranno espressione di una nuova cultura del living, con spazi comuni a disposizione degli inquilini, due corti semi-pubbliche aperte al quartiere, negozi e servizi, aree verdi, giochi per bambini, percorsi e zone fitness.

Il complesso della Torre Tintoretto, un’immobile di edilizia residenziale pubblica, costruito tra il 1984 e il 1987, nell’ambito dell’attuazione del Piano di Zona A/9 San Polo, è composto da due blocchi: la Casa Alta e il Padiglione monopiano prefabbricato, destinato a ospitare autorimesse e servizi commerciali. La Torre è a sua volta divisa in tre macrosettori: spazi tecnici e polifunzionali, posti al piano terra ed al primo piano (con la centrale termica, il locale contatori, la hall con la reception, alcuni locali per il ricovero di biciclette, cantinette ad uso dei condomini ed un Bar che si affaccia sull’area a verde retrostante), unità abitative, collocate dal piano secondo al sedicesimo (195 unità immobiliari da 3 a 5 vani) e cantinette condominiali, collocate al diciassettesimo piano. L’intero complesso sarà progressivamente demolito e poi riqualificato, rimettendo al centro i bisogni dei cittadini e della comunità, nel nome della socialità e della condivisione.

I lavori di demolizione della torre, seguiti da Vitali Spa, partiranno lunedì 5 luglio dalla demolizione del Padiglione monopiano, i cosiddetti corpi bassi, mediante la tecnica di demolizione top-down con l’utilizzo di mezzi meccanici di grossa portata (da 40ton a 120ton) e attrezzature innovative per garantire un impatto ambientale minimo, sia a livello acustico sia per quanto riguarda l’emissione delle polveri.

Tutto ciò consente di ridurre al minimo il disturbo arrecato ai residenti dell’area, alle attività commerciali e ai servizi ivi presenti, limitando vibrazioni e propagazione dei rumori.

Nel corso delle attività di demolizione, della durata di circa 15-20 giorni, saranno adottate tutte le precauzioni per minimizzare l’impatto per i residenti, sia irrorando con acqua nebulizzata le strutture che adottando un orario lavorativo indicativo dalle ore 7.00 alle 18.00 nonostante il periodo estivo dia la possibilità di iniziare i lavori in anticipo.

Il materiale inerte prodotto dalla demolizione delle strutture in calcestruzzo resterà in cantiere e sarà riutilizzato temporaneamente per l’esecuzione di un piano rialzato (dotato di idonea rampa)che verrà impiegato dal mezzo meccanico da 120ton dotato di braccio ultralong nelle successive fasi di demolizione. Oltre a rappresentare una buona pratica di economia circolare, questa soluzione riduce l’impatto dei mezzi di trasporto di cantiere sulla viabilità locale: gli spostamenti dedicati allo smaltimento rifiuti, temporaneamente, si limiteranno alla sola frazione di rottami ferrosi, che nell’arco del mese di luglio si stimano essere nell’ordine dei 30 viaggi. In caso di formazione di terreno fangoso sulle piste di cantiere il lavaggio delle ruote dei mezzi prima dell’uscita assicurerà il mantenimento della pulizia nelle strade in prossimità del cantiere.

Vitali S.p.A. dispone di un parco mezzi e attrezzature innovative per garantire un impatto ambientale minimo, sia a livello acustico sia per quanto riguarda l’emissione delle polveri. Tutto ciò consente di ridurre al minimo il disturbo arrecato ai residenti dell’area, alle attività commerciali e ai servizi ivi presenti, limitando vibrazioni e propagazione dei rumori.

A seguire, la ricostruzione. Gli edifici – progettati dallo studio MAB architettura – sono pensati per coniugare elevati standard abitativi, tecnologici ed energetici a costi contenuti di realizzazione e gestione. Il progetto presenta tecnologie impiantistiche e costruttive innovative che permettono di raggiungere per ogni appartamento un’elevata qualità architettonica e ambientale. L’intervento è realizzato da Redo SGR SpA Società Benefit, nell’ambito del Fondo Immobiliare di Lombardia – Comparto Uno (FIL1), che investirà circa €45 milioni, in stretta sinergia con l’Amministrazione Comunale bresciana e con l’Osservatorio Tintoretto a cui prendono parte con cadenza mensile i presidenti dei Consigli di Quartiere San Polo Cimabue, San Polo Parco, San Polo Case e San Polino.