Il mondo del silenzio, delle disuguaglianze e discriminazioni

Prima di iniziare è necessario precisare che a parità di reddito, il reddito annuale percepito da un disabile “completamente inabile” e “non in grado di poter svolgere gli atti quotidiani della vita” è sicuramente diverso da quello percepito da un cosiddetto “normodotato”. Infatti le spese e il soddisfacimento dei bisogni primari sono molto diversi e costosi tra loro.

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Basti pensare a tutti quei “dispositivi” ed ausili della quotidianità, non previsti dal Nomenclatore Tariffario, che sono o a completo carico della famiglia o da integrare dal punto di vista economico.

Ciò nonostante l’ISEE di riferimento per poter accedere a qualsiasi “beneficio” è sempre bassissimo, quasi come a voler significare che l’eventuale e relativa “agiatezza” economica del familiare del disabile e/o del disabile stesso, anziché essere considerata una risorsa per poterla superare, diventa – paradossalmente – un’aggravante nella particolare situazione di svantaggio, e, come tale, meritevole di una “punizione istituzionale”. E che dire della necessità di Assistenza Domiciliare h24 per i soggetti pluriminorati? La legge la prevede, ma poi sono i Caregiver a farsene carico.

Questo accade perché l’ISEE di riferimento è sempre quello attribuito al reddito dei CLOCHARD.

Detto questo, prendiamo in considerazione le disuguaglianze e le discriminazioni insite nella categoria degli invalidi civili totali e non autosufficienti. Senza voler innescare una guerra tra i poveri, il nostro legislatore ha compiuto e continuerà a compiere disuguaglianze e discriminazioni tra le varie categorie degli invalidi civili.

Basti notare le seguenti differenze:

Ecco i nuovi importi assegno di accompagnamento 2020:

518,14 euro di Indennità di accompagnamento per invalidi civili;

918,84 euro Indennità di accompagnamento per ciechi assoluti.

Nuovi importi pensione di invalidità 2020 e i limiti di reddito:

Pensione ciechi civili assoluti: assegno di 310,17 euro e limite di reddito 16.982,49 euro;

Pensione ciechi civili assoluti (se ricoverati): assegno di 286,81 euro e limite di reddito 16.982,49 euro;

Pensione ciechi civili parziali: assegno di 286,81 euro e limite di reddito 16.982,49 euro;

Pensione di invalidità totale: 286,81 euro con limite reddito 2020 pari 16.982,49 euro;

Pensione di invalidità parziale: 286,81 euro con limite reddito 2020 pari a 4.926,35 euro.

Pensione sordi: assegno di 286,81 euro e limite di reddito euro 16.982,49 euro;

Indennità mensile frequenza minori assegno di 286,81 euro e limite di reddito 4.926,35 euro;

Indennità comunicazione sordi: assegno di 255,79 e nessun limite di reddito;

Indennità speciale ciechi ventesimisti: assegno di 212,86 euro e nessun limite di reddito;

Lavoratori con drepanocitosi o talassemia major: assegno 507,42 e nessun limite di reddito.

Sembra ovvio che chi non è in grado di svolgere le proprie funzioni quotidiane sia penalizzato dallo Stato che invece dovrebbe avere il senso morale e civile di proteggere queste categorie, così come disposto e sancito dalla nostra costituzione.

Come se ciò non bastasse il legislatore continua nella sua opera discriminatoria nei confronti degli invalidi totalmente inabili.

Un disabile al 100% sposato con figli minori e percettore di una minima pensione di reversibilità non ha diritto ad ottenere gli assegni familiari del proprio nucleo familiare. E non solo. La pensione di reversibilità percepita dal disabile (generata dalla pensione del proprio genitore) lo esclude da tutti i benefici e quando parlo di benefici mi riferisco anche al reddito di cittadinanza.

Un’altra disuguaglianza e discriminazione alla categoria degli invalidi totalmente inabili è stata data dal Legislatore riguardante appunto l’aumento della pensione di invalidità da 286,81 a 651,51. Infatti, la sentenza della corte costituzionale 23 giugno 2020 n. 152, accogliendo l’illegittimità costituzionale degli importi pensionistici erogati ai disabili totalmente inabili, invitava il legislatore ad aumentarne l’importo sino ad un massimo di 651,51 euro, per 13 mensilità modificandone anche l’anagrafica ed abrogando il comma 4 della legge 448/2001. Al punto 9 della sentenza la corte costituzionale invita il legislatore ad intervenire:

“……Resta ovviamente ferma la possibilità per il legislatore di rimodulare, ed eventualmente di coordinare in un quadro di sistema, la disciplina delle misure assistenziali vigenti, purché idonee a garantire agli invalidi civili totali l’effettività dei diritti loro riconosciuti dalla Costituzione. Infatti, l’eliminazione della barriera anagrafica che condiziona l’adeguamento della misura della pensione di inabilità al soddisfacimento delle esigenze primarie di vita, non costituendo una opzione costituzionalmente obbligata, resta soggetta a un diverso apprezzamento da parte del legislatore, purché nel rispetto del principio di proporzionalità (sentenze n. 40 del 2019 e n. 222 del 2018) e dell’effettività dei suddetti diritti…..” Il Legislatore è intervenuto, introducendo il limite di reddito personale entro gli 8.469,63 euro e non quello di 16.982,49 euro per il pensionato solo e 14.447,42 euro per il pensionato coniugato. In tal modo, solo un numero esiguo di utenti ha ottenuto detto aumento.

Reversibilità dei vitalizi dei deputati e senatori: ovvero quando mogli, mariti, figli e fratelli, per anni o decenni “campano” con il vitalizio del “caro estinto”. Quindi le pensioni dei parlamentari oltre ad essere molto più alte hanno anche regole più favorevoli per la concessione del trattamento pensionistico di reversibilità. Si potrebbe magari iniziare proprio dalle pensioni di reversibilità di cui godono gli eletti in politica, parlamentari e consiglieri regionali. Mogli, mariti, figli, fratelli che per anni o decenni campano con il vitalizio dell’ex onorevole “trapassato”. Un assegno, nella maggioranza dei casi, ottenuto con una contribuzione minima, una sola legislatura, o un solo mese, addirittura un solo giorno in Parlamento. Con 945 parlamentari (più i senatori a vita, adesso sono cinque) per ogni legislatura e relativo parentado, gli assegni da pagare sono parecchi, e per parecchio tempo. Nel bilancio 2015 compare una voce, «Assegni vitalizi di reversibilità», e un numero: 25,3 milioni di euro, la cifra complessiva sborsata da Montecitorio per le pensioni dei parenti di ex deputati defunti, solo nel 2015. Dopo questi fatti e misfatti che dire? La riversibilità vitalizia dei politici ha sette vite mentre la reversibilità percepita dai disabili non autosufficienti non dura che il tempo di un Caffè. Cioè al consorte che ha assistito il proprio marito o la propria moglie disabile non autosufficiente il legislatore non ha previsto alcuna reversibilità. Quindi se il disabile non autosufficiente dovesse trapassare al proprio consorte e ai propri figli minorenni non viene garantito alcun diritto sulla reversibilità.

Recovery Plan. La UE spinge sul Reddito di Cittadinanza e i Paesi Membri dell’Unione Europea devono presentare entro fine Aprile un piano per ottenere i fondi europei previsti dal Recovery Fund , rispettando determinati vincoli stabiliti da Bruxelles. A ogni Governo, inoltre, la Commissione UE ha inviato delle raccomandazioni specifiche. Tra quelle destinate all’Italia lo scorso maggio, l’Unione ha inserito la raccomandazione di ampliare il Reddito di Cittadinanza per raggiungere tutti i gruppi Più vulnerabili tra queste fasce anche quella dei diversamente abili e non autosufficienti.

Nel documento inviato al Governo italiano, l’UE entra nel merito del Reddito di Cittadinanza, affermando che già prima della pandemia, nonostante qualche miglioramento, il rischio di povertà o esclusione sociale, la povertà lavorativa e le disparità di reddito rimanevano elevati nel nostro Paese. I disabili non autosufficienti non possono usufruire del reddito di cittadinanza poiché il limite di reddito personale non deve superara la soglia del valore ISEE di 9.360 euro annui. Anche in questo il legislatore non ha assolutamente tenuto conto dei bisogni espressi dagli invalidi civili totalmente inabili, infatti, avrebbe potuto farlo semplicemente innalzando la soglia del valore ISEE a 16.982,49 euro.

L’attuale Governo quali azioni intende adottare e promuovere affinché cessino queste disuguaglianze e discriminazioni?

Egregi rappresentanti delle nostre Istituzione, auspichiamo un Vostro autorevole intervento affinché il mondo del silenzio in cui versa la nostra categoria possa divenire un mondo di luce e di giustizia sociale ed umana.


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