Linea di Confine. La musica d’autore nell’album d’esordio di Domenico Pompilio

Un esordio di tutto rispetto quello di Domenico Pompilio con il suo album Linea di Confine.

Dodici tracce delicate, intime e poetiche dal chiaro tratto esistenzialista.

L’introspezione rappresenta l’elemento cardine dell’album: un cammino interiore che catapulta l’ascoltatore direttamente nell’animo dell’artista, svelando un percorso faticoso, ma al tempo stesso vincente. E’ palpabile in ogni brano la voglia di oltrepassare la linea di demarcazione tra passato e presente, attraverso un viaggio profondo tra sogno, realtà, sofferenza e amore.

“La mia linea di confine è stata la presa di coscienza di aver raggiunto degli obiettivi, la consapevolezza di aver risolto delle cose a livello personale e di aver messo un punto importante nella mia vita, lasciando, una volta e per tutte, il passato alle spalle. Da tutto questo ho tratto quegli insegnamenti necessari per poter andare avanti.”

Linea di confine segna dunque un taglio netto con il passato, una linea ben marcata che rappresenta il passaggio ad una nuova esistenza, consapevole, libera, matura.

I rimandi ai maestri del cantautorato sono il fil rouge del disco: si va da De Andrè a Leonard Cohen, attraverso Nick Cave fino a Claudio Lolli, Guccini e altri ancora. Le influenze musicali di questi artisti, che fanno parte della formazione musicale dell’autore, sono forti, ma al tempo stesso elaborate in maniera strettamente personale.

Le sonorità spaziano dalla ballata al rock, passando per brani più intimi (solo piano e voce, solo chitarra e voce), fino ad arrivare a pezzi di stampo cantautoriale tradizionale. Il suono del flauto, strumento principe del cantautore, riesce a regalare, in maniera delicata e quasi magica, sfumature poetiche ed eteree alla struttura dei brani. Lo strumento entra in punta dei piedi, per incantare l’ascoltatore e uscire dolcemente dall’ascolto.

Anche il modo di cantare segue la delicatezza delle sonorità. Pompilio ha avuto il coraggio di osare con uno stile pacato, sussurrato. E forse è proprio questo il punto di forza dell’album. La coerenza, la volontà del cantautore di seguire la propria strada, incurante di un panorama distante da se stesso. L’album, in quest’ottica, risulta spontaneo, genuino, vero e per questo, potente.

Non urla, sussurra, non colpisce, accarezza.

“Penso che la musica di oggi abbia un difetto: la velocità. Si urla e si corre troppo. Credo sia questo il grande problema della musica attuale, io preferisco sussurrare le mie canzoni.”

Linea di confine è un album interamente autoprodotto, che ha visto la partecipazione di Simone Alfonsi (chitarre), Giacomo Nardelli (basso), Danesh Chillura (batteria) e Gianpaolo Casella (tromba).

Il lavoro è stato inciso, mixato e masterizzato presso gli studi Ermes Records di Roma da Franco Pietropaoli.

Note biografiche del cantautore

Nato a San Giovanni Rotondo ma romano d’adozione, Domenico Pompilio è diplomato in flauto traverso al Conservatorio e insegna musica. Scrive canzoni da oltre vent’anni. Si è esibito in diversi locali della capitale sia con i suoi progetti che in open mic e live contest. Durante la quarantena ha partecipato in streaming all’Antivirus Festival (organizzato dai Ladri di Fragole di Piacenza) e ha inciso, in home recording, la canzone Ad un metro di distanza. Nell’aprile 2020 è entrato a far parte della rosa dei quaranta artisti presenti nella compilation del MEI Fatto in quarantena con il singolo Cassiopea. Ha composto le colonne sonore dei romanzi dell’autrice Roberta Capriglione: Con il vento a favore (2018) e Variazione (2020). Dall’album Linea di Confine sono stati estratti i singoli: Cassiopea, La Felicità, L’acquario.