18 marzo 2021, Giornata Nazionale in memoria delle vittime da Coronavirus

18 marzo 2021, Giornata Nazionale in memoria delle vittime da Coronavirus

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Guadagnuolo con un dipinto la ricorda

La ricorrenza della Giornata Nazione in memoria delle vittime da Coronavirus è stata decisa per il 18 marzo di ogni anno, data in cui, lo scorso anno, i mezzi militari a Bergamo sono stati utilizzati per lo spostamento dei morti.

Proprio il 18 marzo, il Presidente del Consiglio Mario Draghi sarà nella città di Bergamo,  al cimitero monumentale e al parco della Trucca per l’inaugurazione del Bosco della memoria.

Francesco Guadagnuolo ricorda la Giornata Nazionale in memoria delle vittime del Covid con un’opera pittorica. Il dipinto vuole essere un’occasione di solidarietà per tutti coloro che hanno perduto un parente, un amico, un conoscente o semplicemente un concittadino. Affrontare dunque il grande tema della morte ci spinge alla meditazione sulle problematiche esistenziali, particolarmente quelli che derivavano dall’esperienza del dolore come quello da Covid, fino allo sfinimento della malattia.

Guadagnuolo ha creato un’opera dallo stato d’animo mistico, composta da tre suddivisioni: in un cielo notturno pieno di effetti coloristici crepuscolari, spicca al centro una Croce con la scritta Covid-19, all’interno le fattezze di un teschio, un memorandum della nostra stessa mortalità. circondata da una luce divina che indica fonte di salvezza. Appartenente alla cristianità è la rappresentazione dell’immagine di Cristo in Croce, mostra l’aspetto più tragico della morte, dal corpo martirizzato da una parte, e l’attesa redenta da dolenze e afflizioni dall’altra. In basso a sinistra un frate affranto in preghiera assiste, per la riconciliazione dei peccati, davanti ad un muro dal sapore spirituale; all’orizzonte un mare silenzioso. Sulla sponda una donna distesa velata, solitaria che sembra vegliare le tante Croci dei defunti da Coronavirus. Sembra sentire i versi de “L’Addio ai monti” dai Promessi Sposi di Alessandro Manzoni: “…Quanto più si avanza nel piano, il suo occhio si ritira, disgustato e stanco, da quell’ampiezza uniforme; l’aria gli par gravosa e morta;…”. La calma, la distensione e la solitudine che emergono osservando questo dipinto confortano l’animo di tutti coloro che in un modo o nell’altro sono stati colpiti da questo tremendo e incolmabile lutto. Questa dimensione della solitudine diventa quasi soccorso nella condizione vitale nell’accoglienza della tragica morte. Basti pensare a quelle bare portate nella notte del 18 marzo 2020 da lucubri camion dell’esercito, con le ombre che si allungavano illuminati dai fari dei mezzi e lampioni della città. L’atmosfera sembrava fondersi in un dolore composto e di squallori palpabili, lo shock travolgente lasciava atterriti. Come a chiedersi quale sia il valore della vita e della morte?

Un artista sensibile come Guadagnuolo, con animo evocativo dell’arte, ci arriva in ausilio per commemorare questo culto della comunità religiosa: instaurare un’occasione di partecipazione attorno alla mestizia sociale, come dire avviare tale viaggio nella raffigurazione della morte nell’arte.

Ci è apparso importante menzionare l’Ambasciatore di Pace Guadagnuolo che ha voluto dedicare un commiato unanime per tutti i morti da Coronavirus celebrando così la reminiscenza di chi, meno fortunato, ci ha lasciato.


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