Esce “Di Crepe, di Sogni, di Futili Desideri”: un disco del D’Amico Da Ros Duo

Un progetto sperimentale, che parte da una musica essenziale per raggiungere nuovi territori sonori con l’utilizzo dei loop, dell’elettronica e delle percussioni. Questa l’essenza del “D’Amico Da Ros Duo”, composto da Cristiano Da Ros al basso e Gabriella D’Amico al canto, che l’11 gennaio 2021 pubblica il disco “Di Crepe, di Sogni, di Futili Desideri” per l’etichetta Emme Record Label. Un lavoro originale scritto a quattro mani dai due artisti, contraddistinto da una forte vena narrativa e cantautorale che torna alle radici del suono per poi trasformarsi in una musica sperimentale dai tratti onirici ed originali. Il sound della band, inizialmente asciutto ed essenziale, si evolve, infatti, di brano in brano, grazie ad un ampio lavoro di post-produzione realizzato sulle tracce “nude”. Un gioco di contrasti e una sfida continua in cui due musicisti eclettici, che provengono dall’ambiente jazzistico e classico, aprono la strada ad una ricerca sonora che abbraccia più forme e stili. L’idea di scrivere i testi in italiano parte proprio da qui: dal coraggio di mettersi in gioco con qualcosa di nuovo. Il precedente lavoro pubblicato dal duo, infatti, intitolato “Shades of Freedom”, era composto da standard jazz e brani pop-rock riarrangiati con un ampio uso dell’elettronica e precedenti brani originali, ad oggi ancora inediti, ma già portati a conoscenza del pubblico nel corso di diversi concerti live, erano scritti in lingua inglese. La lingua, quindi, diventa il punto di partenza che ha spinto la band ad aprire la musica al racconto e alla narrativa e a descrivere, con una forte componente immaginifica, una realtà a tratti autobiografica, a tratti descrittiva e circostante con maggiore onestà poiché – dice Gabriella D’Amico – “l’inglese era la mia foglia di fico, l’italiano, invece, mi mette a nudo”.

Il vero motore, il punto cardine che muove questo istinto di ricerca è quel “Desiderio” che, insinuato tra le crepe della coscienza, diventa spesso un sogno da trasformare in realtà. Tutte le composizioni del disco in forme diverse fanno capo a questo elemento cardine, essenziale per la narrazione.  Tra i brani più importanti scritti dal duo citiamo in primis Cannibali, il primo scritto in italiano da Gabriella D’Amico, che racconta la ribellione nei confronti di quelle figure di riferimento, siano esse genitori biologici o spirituali, che vogliono far crescere i loro “figli” a propria immagine e somiglianza. Il testo criptico e la musica carica di tensione, caratterizzata da note in sospeso, raccontano una crescita spirituale che qualsiasi individuo deve svolgere per non essere “cannibalizzato” dalle speranze altrui. Gli Amanti è un brano teatrale, schietto, diretto e dai tratti onirici dove fuoriesce anche il trascorso lirico della vocalist. Il testo racconta la storia di due amanti che trovano il coraggio di lasciare i rispettivi compagni per vivere una nuova vita insieme, senza sapere cosa riserverà il futuro. Genio, è forse il pezzo più carico di swing del disco ed è ispirato ad un testo del filosofo Giorgio Agamben, che ha come riferimento il genio dentro di noi, ovvero quella parte che ci spinge a fare cose che, nella realtà, spesso non saremmo propensi a fare e che, talvolta, rema con violenza anche contro l’immagine che noi stessi abbiamo costruito per sopravvivere. Non credo ai martiri, invece, è una composizione diretta e decisamente “di rottura” (anche per l’uso del dialetto napoletano), dove le percussioni incalzano un tempo dispari, quasi a sottolineare il percorso, affascinante ma non privo di ostacoli che quel desiderio inciso e scolpito nell’anima compie, quale motore per la creazione e l’evoluzione individuale e collettiva.

Spotify

https://open.spotify.com/album/4oW3TkmLDo9dys3goTigHF?si=ZduxWuOxToqsF4_zKm2CBg

 

Release

http://www.emmerecordlabel.it/release/di-crepe-di-sogni-di-futili-desideri/

 

Tracklist

La Festa

Mordi e Sogna

Non Credo ai Martiri

Gli Amanti

Cannibali

Sorriso Sinestetico

Genio

E’ tutto