FAMILY SOUNDS: una nuova label nell’underground italiano

Family Sounds è una nuova one-man label dall’approccio estremamente DIY, ma non solo: un progetto d’arte, un atto di luddismo musicale, un’idea fluida, pulsante, in continua mutazione, un covo di freaks.

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Il progetto nasce nel 2020 da una forte passione per il vinile e per i dischi di una volta, dove la sperimentazione era vera e si osava molto di più – senza rinunciare a certi canoni di normalità e fruibilità – rispetto alla musica di oggi, la quale è troppo codificata anche nelle sue categorie più sperimentali, dal songwriting al mixing. Lo scopo di Family Sounds è creare uno spazio libero da codificazioni e dalle restrizioni, da standard qualitativi solo politicamente o tecnicamente corretti, per cercare ancora di stupire ad ogni nuova creazione.

One-man label. Un progetto gestito nella massima autarchia, l’unica via per non porre freni alla creatività: Family Sounds produce la musica che pubblica dai testi e dalla composizione fino alla stampa in vinile (fatta in casa in “lathe cut”), alla progettazione del packaging e alla scelta dei materiali. Il massimo controllo in ogni dettaglio, che consente di fare cose che nemmeno grosse major possono permettersi di avere.

Progetto d’arte. Il risultato di questa libertà produttiva è la possibilità di sbizzarrirsi, dalla composizione musicale alla veste grafica e materica, creando pezzi unici: nessun disco “lathe cut”, per definizione, suona uguale ad un altro. Family Sounds va oltre, creando edizioni con musica diversa per ogni copia, copertine diverse, loops finali e altro ancora.

Atto di luddismo musicale. L’obiettivo è distruggere non tanto la modernità, quanto la sicurezza che la strada che la modernità propone sia la sola e l’unica. Anche per questo i principi dell’industria musicale vengono adottati quasi tutti al contrario: nomi dei gruppi impronunciabili e impossibili, edizioni in vinile super-limitate e super-costose, testi chilometrici, produzioni musicali troppo eversive per entrare in qualsivoglia nicchie, generi fuori moda, e altro ancora.

Idea fluida, pulsante, in continua mutazione. Family Sounds nasce per dar spazio al progetto The Unknown, “sintesi maxima del livello di pretenziosità che l’ego di un solo artista può arrivare a toccare”, e al suo disco improducibile, inappetibile per qualsiasi etichetta, album d’esordio di un artista sconosciuto della durata di due ore e mezzo che intreccia tutto il demodé contemporaneo possibile in un viaggio allucinatorio nel delirio socio-distopico moderno. Bisognava fondare un’etichetta per produrre qualcosa di simile. E poi è arrivato il progetto AAAA, dal gusto completamente diverso ma con alla base lo stesso concetto: produzione di arte per il proprio soddisfacimento, non prostituzione dell’arte ad un’idea buona “da vendere”.

Covo di freaks: i musicisti che hanno partecipato alle produzioni sono i membri di una famiglia. Nessun progetto fisso, inamovibile, ma scambi e collaborazioni a seconda del progetto in ballo. In Family Sounds i musicisti non compaiono col proprio nome, ma interpretano le diverse entità musicali che si esprimono. E se ora le macchine con cui i dischi sono stampati si trovano in Italia, la famiglia nasce in Messico e vede tra le proprie fila gente che vive lì, in Italia, negli USA, in Francia o in continuo movimento. Alcune collaborazioni avvengono grazie al web, altre nascono in viaggio: perché la fisicità ha ancora la sua importanza, e come il vinile non potrà mai essere sostituito, così il viaggiare. Anche se il mondo sembra volerci isolare sempre più, la famiglia è apolide e auspica la massima quantità di interazioni possibili con menti affini, così da generare nuovi progetti sempre più densi, diversi, e specificamente mirati alla soddisfazione artistica totale, mai all’aderenza ad un qualsivoglia dettame industriale-commerciale applicato alla musica.


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