Perché non c’è una difesa per Palamara? Il dubbio di Gianni Minoli

“Luca Palamara vede negato ogni diritto di difesa dopo che il procuratore generale, con un’unica motivazione non provata, chiede per lui la massima pena: l’espulsione”. Sono le parole del giornalista Gianni Minoli che mette in campo la questione delle correnti nel CSM e dell’impossibilità di difendersi per l’ex-pm Luca Palamara, alcuni giorni fa radiato dalla magistratura.
“Qual è questa unica motivazione? – continua Minoli – Che l’onorevole Lotti e Luca Palamara abbiano fatto un accordo segreto, non provato né dimostrato, per determinare il nuovo capo della procura di Roma. E chi è stato in questo caso a giudicare la richiesta? E’ stata la sezione disciplinare del CSM il cui più autorevole membro è il giudice Piercamillo Davigo. Il giudice per il quale non esistono innocenti ma solo colpevoli che non sono stati ancora scoperti. Tra l’altro Davigo è il leader della corrente contrapposta a quella di Palamara e uno dei cento testimoni chiamati dalla difesa di Palamara”.