Con il documentario austriaco “Manaslu – La montagna delle anime” prosegue al Cinema Teatro Walter Mac Mazzieri di Pavullo nel Frignano la rassegna MontagnAvventura

Domani 14 ottobre alle 21 il film diretto nel 2018 da Gerald Salmina sullo scalatore Hans Kammerlander. La rassegna organizzata dal Cinema Teatro Mac Mazzieri con la Sezione di Pavullo del CAI.

Il ritratto della vita di Hans Kammerlander, uno dei più grandi scalatori del nostro tempo. Con il documentario “Manaslu – La montagna delle anime” (t.o.: ‘Manaslu- Berg der Seelen’, Austria 2018, 100 minuti) di Gerald Salmina continua domani 14 ottobre alle 21 presso il Cinema Teatro Walter Mac Mazzieri di Pavullo nel Frignano (MO) ‘MontagnAvventura’ la mini rassegna cinematografica e teatrale realizzata dal Cinema Teatro Mac Mazzieri in collaborazione con il CAI Club Alpino Italiano – sezione di Pavullo. Ingresso per i film 5.00 euro, soci CAI 4.00 euro.

Scalatore, guida alpina, maestro di sci, Hans Kammerlander, nato a Campo Tures (Bolzano) nel 1956, è un recordman di scalate su cime oltre gli ottomila metri. Nel 1984, con Reinhold Messner che lo vuole come compagno, compie l’impresa di due di seguito, il Gasherbrum I e II, nel giro di una settimana.

Nel 1996 raggiunge la cima dell‘Everest senza maschera d’ossigeno e ne discende in sci, detenendo un primato tuttora imbattuto che gli porta successo e fama mondiali. Temperato dalla fatica fisica appresa da bambino nel maso dei genitori, innamorato della montagna dall’età di 8 anni, non ha mai smesso di porsi obiettivi sempre più difficili (“Gli obiettivi sono più importanti dei ricordi” è uno dei suoi motti). L’unica spedizione che segnato negativamente il curriculum di Kammerlander, ma prima di tutto la sua vita personale, è stata quella del 1991 sul Manaslu, in Pakistan, quando ha perso in tragiche circostanze gli amici e colleghi di scalata, ben più prudenti di lui, Karl Grossrubatscher e Friedl Mutschlechner. Una ferita che lo accompagna (insieme a quella di un incidente provocato per ubriachezza alla guida) e che vorrebbe non superare ma in un certo modo onorare, chiudendo un ciclo e tornando a salire proprio quel monte pieno di pericoli.

È una produzione ricca e altisonante a restituire le gesta ineguagliate e le debolezze di uno sportivo della montagna. “Manaslu – La montagna delle anime” si presenta come uno spericolato mix di ricostruzione fiction (a partire da quando Hans è bambino e poi giovane guida alpina sui pascoli sudtirolesi), materiale d’archivio, privato e giornalistico, un incontro recente con il regista Werner Herzog curioso – ovviamente – dei suoi limiti umani, alcuni inserti di monaci buddisti che lavorano pazientemente a un mandala di sabbia, momenti in cui Kammerlander – in studio di registrazione – incide la sua voce come filo narrativo della propria storia. Il tutto mantenendo come linea guida la drammatizzazione delle sue temerarie imprese sportive, reinterpretate in età adulta da Michael Kuglitsch (e a 8 anni e da 20 a 30 alternativamente da Leo Seppi e Simon Gietl).

Prossimo film in programma sempre con inizio alle 21: “77 Giorni” (t.o.: ‘Qi Shi Qi Tiang’, Cina 2017, 115 minuti) di Hangtang Zhao (mercoledì 28 ottobre).

Mercoledì 21 ottobre sempre alle 21 ecco lo spettacolo di prosa “(S)Legati” di Jacopo Bicocchi e Mattia Fabris. Lo spettacolo è tratto dalla incredibile storia vera degli alpinisti Joe Simpson e Simon Yates. Un sogno ambizioso, il loro: essere i primi al mondo a scalare il Siula Grande, attaccato dalla parete Ovest. Ma è anche la storia di un’amicizia, e della corda che, durante quella terribile impresa, lega i due giovani ragazzi.