Con il documentario italiano “Solo di cordata” si inaugura al Cinema Teatro Walter Mac Mazzieri di Pavullo nel Frignano la rassegna di cinema e teatro MontagnAvventura

Dal 7 al 28 ottobre tutti i mercoledì in cartellone tre filmdue documentari e uno d’avventura – e uno spettacolo di prosa sul tema della montagna. La rassegna organizzata dal Cinema Teatro Mac Mazzieri con la Sezione di Pavullo del CAI. Mercoledì 7 ottobre sarà presente in sala il regista Davide Riva

Due documentari, un film d’avventura e uno spettacolo di prosa che hanno come tema la montagna: si intitola ‘MontagnAvventura’ la mini rassegna cinematografica e teatrale che prende il via mercoledì 7 ottobre presso il Cinema Teatro Walter Mac Mazzieri di Pavullo nel Frignano (MO) con la proiezione alle 21 del documentario “Solo di cordata” (Italia 2015, 84 minuti) di Davide Riva che sarà presente in sala. La rassegna è realizzata dal Cinema Teatro Mac Mazzieri in collaborazione con il CAI Club Alpino Italiano – sezione di Pavullo. Ingresso per i film 5.00 euro, soci CAI 4.00 euro; 10 euro ingresso unico per lo spettacolo teatrale.

Gli altri titoli in programma sempre con inizio alle 21 sono “Manaslu – La montagna delle anime” (t.o.: ‘Manaslu- Berg der Seelen’, Austria 2018, 100 minuti) di Gerald Salmina (mercoledì 14 ottobre), e “77 Giorni” (t.o.: ‘Qi Shi Qi Tiang’, Cina 2017, 115 minuti) di Hangtang Zhao (mercoledì 28 ottobre).

Mercoledì 21 ottobre sempre alle 21 ecco lo spettacolo di prosa “(S)Legati” di Jacopo Bicocchi e Mattia Fabris. Lo spettacolo è tratto dalla incredibile storia vera degli alpinisti Joe Simpson e Simon Yates. Un sogno ambizioso, il loro: essere i primi al mondo a scalare il Siula Grande, attaccato dalla parete Ovest. Ma è anche la storia di un’amicizia, e della corda che, durante quella terribile impresa, lega i due giovani ragazzi.

“Solo di cordata” è un ritratto intimo e fedele del grande arrampicatore Renato Casarotto per ripercorre le sue più famose imprese alpinistiche grazie a preziosi materiali di repertorio e alla voce dei suoi amici più intimi e compagni di cordata. Ne emerge una ricerca umana capace di fondersi con la pratica alpinistica immersa nella natura selvaggia. L’esperimento umano “di uno dei più puri e meno celebrati alpinisti di tutti i tempi” svela che cosa succede quando, penetrando in solitudine nella primordialità del mondo naturale, arriva a confrontarsi con l’origine. Davide Riva è un regista, scrittore e videomaker milanese. Ha realizzato numerosi spot e video per la comunicazione sul web a partire dal 2010. “Solo di cordata” è il suo primo lungometraggio.

«Con un sapiente mix di immagini mozzafiato, filmati super 8 girati dallo stesso Casarotto, scritti inediti messi a disposizione dalla moglie Goretta, interviste agli amici più fidati, il regista ci offre la possibilità di ricostruire, in modo esauriente e convincente, una visione alta e nobile dell’alpinismo, considerato non come fine ma come mezzo per conoscere la parte più profonda dell’animo umano. Quella che emerge dal documentario non è solo la figura di un grande alpinista, passato alla storia per le sue impegnative solitarie invernali sulle Dolomiti, sul Monte Bianco, per le nuove vie aperte in Patagonia, in Perù e in Karakorum, ma piuttosto per la personalità ricca e complessa di un uomo che considera l’alpinismo una via affascinante e privilegiata per esplorare la propria interiorità ed arrivare alle grandi risposte della vita».

“Manaslu – La montagna delle anime”

Scalatore, guida alpina, maestro di sci, Hans Kammerlander, nato a Campo Tures (Bolzano) nel 1956, è un recordman di scalate su cime oltre gli ottomila metri. Nel 1984, con Reinhold Messner che lo vuole come compagno, compie l’impresa di due di seguito, il Gasherbrum I e II, nel giro di una settimana. Nel 1996 raggiunge la cima dell’Everest senza maschera d’ossigeno e ne discende in sci, detenendo un primato tuttora imbattuto che gli porta successo e fama mondiali. Temperato dalla fatica fisica appresa da bambino nel maso dei genitori, innamorato della montagna dall’età di 8 anni, non ha mai smesso di porsi obiettivi sempre più difficili (“Gli obiettivi sono più importanti dei ricordi” è uno dei suoi motti). L’unica spedizione che segnato negativamente il curriculum di Kammerlander, ma prima di tutto la sua vita personale, è stata quella del 1991 sul Manaslu, in Pakistan, quando ha perso in tragiche circostanze gli amici e colleghi di scalata, ben più prudenti di lui, Karl Grossrubatscher e Friedl Mutschlechner.

“77 giorni”

“Solo, pedalando per 1400 km, 80 giorni, senza assistenza”: così ha inizio il viaggio di Yang Liusong, incredibile storia (a cui il film si è ispirato) del primo uomo che riuscì, in soli 77 giorni, ad attraversare orizzontalmente l’altopiano del Changtang, in Tibet. Le immagini di Yang sul desolato terreno tibetano si alternano al ricordo dei venti giorni trascorsi a Lhasa, città dove, oltre a recuperare i mezzi necessari per il viaggio, incontra Lan Tian, fotografa costretta su una sedia a rotelle a seguito di un incidente sul monte Kailsh. Il ricordo della forza d’animo con cui la ragazza affronta la vita, sebbene a volte sembri solo una maschera, aiuterà Yang a non lasciarsi sovrastare dalla brutalità della natura ma ad apprezzare la sua bellezza pura ed incontaminata.