Caso Palamara, il pm non vuole farsi processare dal CSM: “Dubbi su serenità di Ermini”

Luca Palamara non vuole farsi processare dal Consiglio Superiore della Magistratura. La motivazione preme sull’accusa al vicepresidente del CSM, David Ermini, di essere stato eletto grazie a un accordo politico siglato con Luca Lotti e Cosimo Ferri.

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Il pm simbolo dell’inchiesta sul il mondo della magistratura vuole che il suo giudizio disciplinare sia rimesso alle Sezioni Unite della Cassazione affinché valutino se sollevare una questione di incostituzionalità alla Consulta. La Corte Costituzionale, secondo il pm, dovrebbe valutare una lacuna dell’ordinamento, che non consente di rimettere il processo alla Sezione disciplinare della prossima consiliatura. Palamara è accusato di comportamenti scorretti nei confronti dei colleghi e di interferenza nell’attività del Csm. Il processo disciplinare è ripreso oggi, dopo una prima udienza celebrata il 21 luglio.

“Dalla messaggistica estratta dal telefono cellulare dello scrivente, acquisita agli atti dell’inchiesta svolta a carico del sottoscritto dalla Procura di Perugia – si legge nella memoria depositata dall’ex presidente dell’Anm -, è emerso il ruolo che il sottoscritto, e con il medesimo, anche gli onorevoli Cosimo Maria Ferri e Luca Lotti, ha avuto nell’accordo politico che portò all’elezione dell’attuale Vice-Presidente del Csm David Ermini (in particolare, all’esito di una cena presso l’abitazione dell’Avv. Giuseppe Fanfani, ex membro laico del Csm nella consiliatura 2014/2018, circostanza sulla quale la difesa dello scrivente ha articolato prova per testi, chiedendo l’escussione sia dell’On. Ermini che dell’Avv. Fanfani), se ne trae una ragione di più per dubitare dell’effettiva serenità con cui codesta Ill.ma Sezione Disciplinare potrà assumere le proprie ‘libere determinazioni giudicare i fatti per cui oggi è giudizio”. Insomma, citando gli atti giudiziari in pratica Palamara dichiara di essere stato fondamentale per l’elezione di Ermini, ex deputato del Pd, al vertice di Palazzo dei Marescialli. E dunque oggi il Csm guidato da Ermini potrebbe non essere sereno.


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