Ogni essere umano ha diritto alla propria famiglia

Lovely family in the park

Ogni bambino ha diritto di crescere con i genitori che l’hanno generato a meno che non esistano pericoli per la sua sopravvivenza.

Ellis(nome di fantasia) è stata adottata a sette anni dopo essere stata portata via dalla guerra, che devastava il suo paese d’origine. Purtroppo essere stata accolta in una famiglia non è stata la soluzione della sua vita, poiché, appena ragazzina, subisce violenza dal padre adottivo. Per questo motivo viene accolta assieme alla madre in una casa famiglia per due lunghi anni. Dopo la separazione dei genitori adottivi e la permanenza nella struttura, ritorna a casa assieme alla madre e vive alcuni anni dell’adolescenza con serenità. Ma quando già frequenta la scuola superiore la madre si ammala gravemente e muore. Ellis non riesce a superare questo ulteriore sconvolgimento della sua vita, le sembra di aver perso tutto e di non aver nessun appoggio nella vita,nessun affetto, nessuna speranza e inizia ad aver paura, a sentirsi insicura, sola. Da lì iniziano le “cure” psichiatriche, le sue sofferenze affettive,la sua mancanza di sicurezze vengono classificate dalla psichiatra che “la prende in carico” come patologie. Lascia la scuola e accetta borse lavoro che le permettono di guadagnare qualche centinaio di euro per tirare avanti, ma non è sufficiente per pagare affitto, bollette, cibo, quindi accetta di essere seguita dal CSM della sua zona. Sottoposta a due TSO ed etichettata come psicotica e poi come schizofrenica viene sottoposta regolarmente a iniezioni di antipsicotici.
In mezzo a tanta disperazione però un giorno incontra un ragazzo di origine straniera come le, che lavora in Lombardia. Così nasce l’amore e dopo un po’ di tempo nasce anche la loro bambina. Il ragazzo non può allontanarsi quand vuole dal lavoro perché rischia di perderlo e con esso anche il permesso di soggiorno in Italia, così quando nasce la bambina lui non è presente e quando si presenta, giorni dopo, in ospedale gli dicono che non può più riconoscerla deve tornare al suo Paese e riconoscerla attraverso il Consolato…forse. Tutto è confuso, ogni diritto sembra irraggiungibile.Un mese prima del parto Ellis, sempre sotto psicofarmaci,non si sente bene e viene ricoverata in ospedale. Si aspetta di essere portata nel reparto ginecologia e invece la portano di nuovo in psichiatria e lì vi rimane sino al parto. La ragazza è sempre più in ansia per la preoccupazione del futuro suo e della figlia ed ha paura che i farmaci che è costretta a prendere possano danneggiare il feto. Le viene detto che gli psicofarmaci non fanno nulla al feto e “la cura” continua fino al parto e anche dopo durante l’allattamento. La neo mamma è preoccupata perché la bambina dorme sempre. Dopo un mese dal parto Ellis viene trasferita in una casa famiglia con la bambina. Non passa molto tempo che le sue condizioni peggiorano sia per le difficoltà oggettive, sia per l’ambiente ostile, dove si mangia poco e male e fa freddo,sia per le perdite affettive. Viene di nuovo ricverata nel reparto psichiatrico e la bambina viene data in affidamento ad una famiglia che potrà in seguito, appena il tribunale emetterà il decreto, adottarla.
Il CCDU, Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani,è stato fondato nel 1979 ed è una Onlus italiana in contatto cn il CCHR, Citizien Commition on Human Rights,
che è stato fondato dallo psichiatra Thomas Szasz e dalla Chiesa di Scientology e che ha lo scopo di ripristinare i Diritti Umani e Dignità nel campo della salute mentale.